Rimani in contatto con noi
#

Cronaca

Terrore tra i boschi: escursionisti attaccati da un branco di cani da pastore. Ferite, sangue e una fuga disperata per la vita

Momenti di autentico terrore sulle Dolomiti Bellunesi! 😱 🐕 Quella che doveva essere una tranquilla passeggiata in Val di Zoldo si è trasformata in un incubo di sangue. Un gruppo di escursionisti, di ritorno dallo Spiz Zuel, è stato improvvisamente accerchiato e aggredito da un feroce branco di cani da guardiania. Due turisti, in preda al panico, si sono salvati gettandosi nel bosco tra gli alberi, mentre gli altri due sono stati azzannati riportando gravi e dolorose ferite a mani e gambe! Solo il tempestivo e coraggioso intervento del Soccorso Alpino Veneto ha evitato il peggio, salvando i feriti (portati di corsa all’Ospedale di Agordo) e recuperando con i fuoristrada un secondo gruppo di escursionisti ignari che stava per finire dritti nelle fauci del branco! Leggete tutti i dettagli agghiaccianti della vicenda nel nostro articolo.👇 🚑

Pubblicato

a

Cane da pastore

Val di Zoldo, Belluno – Quella che doveva essere una serena e rigenerante domenica trascorsa a respirare l’aria pura delle Dolomiti bellunesi, si è improvvisamente trasformata in un autentico incubo a occhi aperti. Una scena di puro panico, dominata dalla paura primordiale di trovarsi inermi e accerchiati di fronte alla furia di animali fuori controllo. È quanto accaduto nelle scorse ore a un gruppo di quattro escursionisti, vittime di un attacco violento e improvviso da parte di un feroce branco di cani da guardiania (cani pastore a guardia delle greggi) lungo i sentieri del territorio comunale di Val di Zoldo.

Terrore ad alta quota: la discesa dallo Spiz Zuel si tinge di rosso

La drammatica disavventura ha avuto come teatro naturale la zona boschiva nei pressi di Casera Malga Grava. Il gruppo, composto da quattro appassionati di montagna, stava affrontando con tranquillità la via del ritorno dopo aver raggiunto e ammirato le vette dello Spiz Zuel. Mentre percorrevano a passo regolare l’ampia strada forestale che conduce a valle, il silenzio della natura è stato squarciato da ringhi sordi e latrati minacciosi. Dal nulla, a difesa del loro territorio e del bestiame, sono sbucati alcuni grossi cani da guardiania. Senza alcun preavviso o motivo scatenante apparente, gli animali hanno puntato il gruppo con estrema aggressività, accerchiando i malcapitati turisti.

L’aggressione feroce e la fuga disperata in mezzo agli alberi

Sono stati momenti di terrore cieco. Di fronte all’imminenza dell’assalto, l’istinto di sopravvivenza ha preso il sopravvento. Due degli escursionisti, con uno scatto disperato dettato dal panico, sono riusciti a lanciarsi fuori dal sentiero principale, cercando un disperato riparo inoltrandosi nella fitta vegetazione del bosco e arrampicandosi sui pendii per sfuggire alle fauci degli animali. Per gli altri due, purtroppo, la sorte è stata ben diversa e assai più dolorosa. Raggiunti dai cani, sono stati azzannati ripetutamente, riportando profonde ferite da morso e lacerazioni sanguinanti sia alle mani che alle gambe nel disperato tentativo di difendersi e respingere gli attacchi.

L’intervento provvidenziale del Soccorso Alpino Veneto

Mentre i cani continuavano a presidiare la zona con fare minaccioso, i feriti, seppur doloranti e sotto shock per la terribile aggressione subita, sono riusciti coraggiosamente a lanciare l’allarme contattando i numeri di emergenza. La macchina dei soccorsi si è attivata in tempi da record. Sul posto è giunta rapidamente a sirene spiegate una squadra specializzata della Stazione Val di Zoldo del Soccorso Alpino Veneto.

I soccorritori, muovendosi con estrema professionalità e coraggio per mettere in sicurezza l’area e neutralizzare la minaccia, hanno raggiunto i quattro escursionisti terrorizzati. Dopo aver recuperato anche le due persone che si erano nascoste tra gli alberi tremanti dalla paura, l’intero gruppo è stato caricato sui mezzi di soccorso e trasportato immediatamente a valle, lontano da ogni pericolo. Una volta al sicuro, i due feriti hanno rifiutato l’intervento dell’ambulanza sul posto, preferendo recarsi autonomamente in auto presso il pronto soccorso dell’Ospedale di Agordo per ricevere le necessarie medicazioni, le cure antibiotiche del caso e i punti di sutura.

Prevenuta una seconda tragedia: in salvo un altro gruppo

Ma l’eroico lavoro dei tecnici del Soccorso Alpino non si è concluso con questo primo, vitale intervento. Mentre gestivano l’emergenza, i soccorritori hanno ricevuto una notizia allarmante: un secondo gruppo formato da altri quattro escursionisti si trovava ignaro più a monte e, proseguendo la discesa, avrebbe inevitabilmente incrociato di lì a pochi minuti lo stesso, identico tratto di sentiero ancora presidiato dai cani aggressivi.

Senza perdere un solo secondo prezioso, le squadre di soccorso hanno invertito la marcia, risalendo velocemente la montagna con i loro mezzi fuoristrada per intercettare gli escursionisti prima che fosse troppo tardi. Raggiunti a monte, i quattro sono stati fatti salire a bordo dei fuoristrada del Soccorso Alpino e scortati sani e salvi fino a valle. Un intervento tempestivo e provvidenziale, che ha evitato il consumarsi di un’altra, probabilissima tragedia sfiorata. La montagna, meravigliosa ma a volte spietata, impone sempre la massima prudenza e il massimo rispetto, specialmente in presenza di animali al lavoro per la difesa del territorio.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Cronaca

Santo Stefano di Sessanio – Addio a Daniele Kihlgren, ideo’ l’albergo diffuso

Pubblicato

a

Daniele Kihlgren

Redazione-  Daniele Kihlgren è morto a Roma all’età di 60 anni. L‘imprenditore italo-svedese era noto in tutto il mondo per aver ideato e realizzato il celebre progetto dell’albergo diffuso Sextantio a Santo Stefano di Sessanio, borgo medievale nel cuore del Parco Nazionale del Gran Sasso. Kihlgren era ricoverato in una struttura ospedaliera della Capitale. Le sue condizioni si erano aggravate a causa del riacutizzarsi di problemi di salute legati all’HIV, contratto quando era poco più che un ragazzo. Nato a Milano da padre svedese e madre pescarese, Kihlgren legò indissolubilmente il suo nome alla storia del cratere aquilano e alla valorizzazione dei borghi italiani dimenticati. La sua intuizione nacque per caso, durante un viaggio in moto nei primi anni Duemila, quando si imbatté nelle rovine semi-abbandonate di Santo Stefano di Sessanio.

Affascinato dalla bellezza aspra e autentica di quel paesaggio montano, decise di investire le proprie risorse economiche non per costruire ex novo, ma per recuperare e restaurare in modo filologico le abitazioni di pietra abbandonate. Nacque così Sextantio Albergo Diffuso, un modello di ospitalità e conservazione architettonica esportato e celebrato a livello internazionale, capace di coniugare il turismo sostenibile, il rispetto dell’identità locale e la tutela del patrimonio storico.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Cronaca

Paura a Recanati: lupi aggrediscono un cagnolino in giardino. Salvato in extremis dalle urla del padrone

Una tranquilla passeggiata notturna nel giardino di casa si è trasformata in un incubo di sangue a Recanati (in contrada Sant’Agostino). Intorno all’una di notte, il signor Roberto è uscito nel prato, perfettamente illuminato e circondato da altre abitazioni, per far fare i bisogni a Whisky, il suo anziano cagnolino di 16 anni. All’improvviso, due enormi lupi sono sbucati dal buio e si sono avventati con ferocia inaudita sull’animale, scaraventandolo in aria! Solo le urla disperate del padrone hanno messo in fuga i predatori. Il povero Whisky ha riportato ferite gravissime, morsi profondi e la frattura di due costole. Il padrone è sotto shock: “I lupi erano a due passi da me. Se al posto del cane ci fosse stato un bambino, come si sarebbe salvato?”. Secondo i Carabinieri, un branco di 8 lupi sta seminando il terrore in tutta la zona, sbranando galline e aggredendo pony nei maneggi. Trovate tutti i drammatici dettagli di questa escalation nel nostro articolo! Avete paura del buio in giardino? Scoprite la nostra fantastica soluzione per la vostra sicurezza! 👇

Pubblicato

a

Lupi

Recanati (MC) – Quello che doveva essere un banale, routinario e tranquillo bisogno fisiologico notturno per un cane anziano si è trasformato in pochissimi secondi in un vero e proprio incubo a occhi aperti, un dramma che riporta prepotentemente d’attualità il delicatissimo e irrisolto problema della fauna selvatica sempre più vicina ai centri abitati italiani. La terrificante aggressione è avvenuta intorno all’una di notte nella tranquilla contrada Sant’Agostino, nel comune marchigiano di Recanati. Protagonista (e vittima) di questa orribile disavventura è il piccolo Whisky, un dolcissimo e indifeso cagnolino di razza West Highland White Terrier di ben sedici anni di età. Il suo amorevole padrone, Roberto Baldassarri, visibilmente preoccupato per le condizioni di salute e per l’incontinenza del suo anziano e fedele amico a quattro zampe, aveva deciso di uscire con lui per fargli fare una rapida passeggiata sul prato di casa, senza allontanarsi minimamente dalla proprietà privata. Nessuno dei due poteva immaginare che, nell’ombra della notte marchigiana, due spietati predatori fossero già pronti a colpire, trasformando il giardino di una normale villetta residenziale in un sanguinoso e letale terreno di caccia. La vicenda ha comprensibilmente scosso nel profondo l’intera comunità locale, scatenando un’ondata di indignazione, paura e forti polemiche riguardo alla gestione della fauna selvatica pericolosa a ridosso delle aree fortemente urbanizzate.

[ILLUMINA A GIORNO IL TUO GIARDINO PER LA TUA SICUREZZA]
Hai paura di uscire in giardino di notte o vivi in zone vicine alle campagne? Non farti trovare impreparato dal buio! CLICCA QUI per acquistare comodamente su Amazon le potentissime Torce Tattiche LED ad alta luminosità: il raggio di luce perfetto per controllare la tua proprietà a centinaia di metri di distanza!

L’agguato fulmineo e il coraggio del padrone

A rendere ancora più inquietante l’intera dinamica dell’aggressione è il contesto urbano in cui si è consumata.
Non stiamo infatti parlando di una cascina diroccata o isolata in mezzo all’appennino selvaggio. “La mia casa è perfettamente illuminata, non è assolutamente isolata e, anzi, ci sono moltissime altre abitazioni private nelle immediate vicinanze. Per capirci, ci troviamo a soli 500 metri di distanza dal nucleo abitato di Spaccio Fuselli”, racconta ancora sotto shock il signor Baldassarri ai cronisti locali, nel disperato tentativo di far comprendere l’assurdità e la gravità della situazione. “Sono sceso dal piccolo pianerottolo di casa, che ha appena tre scalini, e sono arrivato sul prato con Whisky”. È stato in quell’esatto e fatale momento che l’imprevedibile natura selvaggia ha sferrato il suo brutale attacco. Due lupi adulti e affamati sono letteralmente sbucati dal buio circostante, aggirando furtivamente il perimetro della casa e avventandosi con ferocia e inaudita violenza sul povero cagnolino. La potenza del morso e dell’impatto è stata talmente devastante che il piccolo Whisky, nonostante i suoi sedici anni di acciacchi, è stato letteralmente scaraventato in aria come una bambola di pezza dai predatori. Solo il provvidenziale, istintivo e coraggioso intervento del signor Roberto ha evitato il peggio: le sue disperate urla di terrore hanno infatti spaventato e fatto desistere i due lupi, costringendoli ad allontanarsi rapidamente nell’oscurità e lasciando la povera preda sanguinante sull’erba del giardino.

Le gravi ferite di Whisky e l’allarme del branco

Whisky è stato immediatamente soccorso dal suo padrone, ma le sue condizioni di salute sono apparse fin dal primo istante gravissime.
Il piccolo cane perdeva copiosamente sangue dai profondi morsi inflitti dalle zanne dei lupi e presentava lacerazioni e dolorosissime ferite aperte in diverse parti del corpicino. Trasportato d’urgenza alle prime luci dell’alba, il veterinario di fiducia gli ha prestato le prime, fondamentali cure mediche, somministrando un massiccio mix di antinfiammatori, potenti antidolorifici e antibiotici per scongiurare il letale rischio di infezioni. Dalle radiografie è emerso che il violento urto causato dai lupi ha provocato al cagnolino la dolorosa frattura di due costole; attualmente il cane è traumatizzato e fa un’enorme fatica a reggersi in piedi sulle proprie zampe. “Ancora tremo per la forte paura. Quei due lupi me li sono trovati letteralmente sotto i piedi”, confessa il proprietario, la cui mente è ora tormentata da un dubbio legittimo e agghiacciante: “E penso e ripenso continuamente: se al posto del mio cagnolino ci fosse stato un bambino piccolo a giocare sul prato, come poteva salvarsi?”. Purtroppo, la straziante aggressione a Whisky non rappresenta un caso isolato. Secondo quanto riferito dalle indagini condotte dai carabinieri forestali, nella zona collinare di Recanati si aggirerebbe stabilmente e indisturbato un numeroso e affamato branco composto da almeno sette o otto esemplari di lupi. Negli ultimi difficili mesi si sarebbero già verificati diversi, ripetuti e documentati episodi di brutale predazione ai danni di indifesi animali da cortile, e qualche tempo fa un branco avrebbe addirittura tentato di aggredire un pony all’interno di un maneggio recintato della zona. “L’altra notte è toccato a una gallina, pochi giorni prima a una povera oca”, raccontano esasperati alcuni residenti della via. Ora, con il sangue versato da Whisky nel giardino di casa, l’allarme e il terrore in contrada Sant’Agostino hanno raggiunto il punto di non ritorno.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Cronaca

Scandalo ad Arezzo: spari in testa e strage di lupi, è caccia ai bracconieri

Scandalo vergognoso ad Arezzo: bracconieri senza scrupoli stanno facendo una vera e propria strage di lupi nelle campagne toscane! L’allarme agghiacciante è stato lanciato dall’ENPA dopo il ritrovamento di diverse carcasse martoriate da colpi d’arma da fuoco. Il caso più crudele riguarda un povero lupo soccorso nella frazione di Molinelli: l’animale è stato colpito in piena fronte da una pallottola ed è morto dopo ben 15 giorni di indicibile e atroce agonia! E non è finita qui: radiografie su altri esemplari investiti hanno rivelato che i lupi erano già stati crivellati di pallini da caccia in precedenza. Un far west illegale e inaccettabile che viola le regole della convivenza civile. L’ENPA passa alle vie legali e manda tutto il dossier in Procura per dare il via alla caccia ai colpevoli! Noi stiamo dalla parte degli animali, e voi? 👇

Pubblicato

a

Lupi

Arezzo – Le meravigliose e pacifiche campagne toscane si stanno trasformando, giorno dopo giorno, in un vero e proprio e sanguinoso far west a cielo aperto, dove la crudeltà umana sembra aver superato ogni limite immaginabile di decenza e legalità. A lanciare un disperato, agghiacciante e durissimo grido d’allarme è stata nelle scorse ore la sezione locale dell’Enpa (l’Ente Nazionale Protezione Animali), che ha scoperchiato un vero e proprio vaso di Pandora fatto di violenze inaudite, omertà e bracconaggio spietato ai danni della fauna selvatica. Sul territorio dell’intera provincia di Arezzo è infatti in atto una preoccupante, vigliacca e sistematica scia di violenze inaudite contro i lupi. Le testimonianze raccolte dai volontari e i referti veterinari parlano chiaro, disegnando i contorni di uno scandalo ambientale senza precedenti: diversi esemplari di lupo sono stati ritrovati feriti in modo gravissimo o barbaramente uccisi a colpi di arma da fuoco. Non si tratta di tragici incidenti fortuiti, ma di vere e proprie esecuzioni a sangue freddo, messe in atto da individui senza scrupoli che sfidano apertamente la legge, la morale e le basilari regole della convivenza pacifica tra uomo e natura.

Il calvario del lupo di Molinelli: quindici giorni di atroce agonia

Il caso senza dubbio più sconvolgente, cruento e drammatico documentato dai volontari riguarda il cosiddetto “lupo di Molinelli”, la cui storia ha letteralmente spezzato il cuore non solo degli animalisti, ma di chiunque possieda un briciolo di umanità.
Tutto ha avuto inizio quando un cittadino, allarmato dai guaiti, ha segnalato la presenza di quello che in un primo momento sembrava essere solo un normale cane randagio gravemente ferito nei pressi della frazione di Molinelli. Intervenuti tempestivamente sul posto per il recupero, gli esperti operatori dell’Enpa si sono trovati di fronte a una scena raccapricciante: l’animale non era un cane, ma un magnifico esemplare di lupo che presentava una gravissima e spaventosa ferita aperta alla testa. Nonostante la sofferenza evidente e straziante, l’animale è stato catturato con estrema delicatezza per poter ricevere immediata assistenza medica. Tuttavia, gli esami veterinari strumentali hanno rivelato una verità agghiacciante: il lupo non era stato vittima di un incidente, ma era stato vigliaccamente colpito in piena fronte da un colpo diretto di arma da fuoco. A rendere il crimine ancora più efferato è il fatto che lo sparo è avvenuto in una zona abitata e in un periodo dell’anno totalmente estraneo al calendario venatorio. Un atto volontario, calcolato e di una crudeltà spaventosa, che ha condannato il povero animale a una lenta, inesorabile e indicibile agonia durata ben 15 lunghissimi giorni, prima che sopraggiungesse pietosamente la morte. “Ci preme sottolineare che questo gesto è avvenuto fuori dal periodo di caccia e in una zona abitata”, denunciano furiosi i vertici dell’Enpa di Arezzo, “rendendo ancora più grave e pericolosa la palese violazione della convivenza tra uomo e natura”.

Pallini da caccia e carcasse: una mattanza silenziosa e diffusa

Ma la tragica e inaccettabile fine del lupo di Molinelli non è purtroppo un caso isolato. L’intera provincia aretina sembra essere caduta nella morsa di una mattanza silenziosa, seriale e vigliacca.
A conferma dell’esistenza di veri e propri “squadroni della morte” improvvisati tra le campagne, ci sono i recenti ritrovamenti di altre due carcasse, i cui esami autoptici hanno rivelato dettagli macabri e inequivocabili. Nella suggestiva campagna di Pieve al Toppo, ad esempio, è stato rinvenuto un altro lupo morto, apparentemente a causa dei morsi profondi inflitti da un cinghiale durante uno scontro naturale per la sopravvivenza. Ma le radiografie effettuate sulla carcassa hanno portato alla luce un segreto inconfessabile: la presenza di numerosi e vecchi pallini da caccia conficcati in profondità nel corpo del predatore, segno evidente e inconfutabile di un precedente ferimento intenzionale da parte di bracconieri. Un destino di sangue simile a quello toccato a una povera lupa investita lungo l’asfalto della trafficata Strada Regionale 71. Anche in questa triste circostanza, i meticolosi controlli medici post-mortem hanno evidenziato come il gracile corpo dell’animale, prima dell’impatto fatale con l’automobile, fosse già stato gravemente impallinato e martoriato da colpi di arma da fuoco.

Scatta l’offensiva dell’Enpa: gli atti finiscono dritti in Procura

Di fronte a questa escalation di violenza armata gratuita, cieca e irresponsabile, l’Ente Nazionale Protezione Animali ha deciso di togliersi i guanti e passare pesantemente al contrattacco legale per fermare i responsabili.
L’associazione animalista ha infatti comunicato di aver già predisposto tutti i pesantissimi incartamenti e i referti medici da inoltrare urgentemente alla Procura della Repubblica, affinché la magistratura faccia finalmente piena e immediata luce su questi inaccettabili e criminali episodi di bracconaggio seriale. L’Enpa ha inoltre colto l’occasione per ringraziare le autorità competenti, la Task Force Regionale e i coraggiosi Carabinieri Forestali per il loro costante e pericoloso impegno a tutela della nostra preziosa fauna selvatica. “Come Enpa vogliamo ribadire con fermezza la nostra condanna verso questi atti di violenza gratuita e irresponsabile”, si legge nel durissimo comunicato ufficiale diramato dalla presidenza e dal consiglio direttivo della combattiva sezione di Arezzo. “La salvaguardia degli animali e la convivenza rispettosa con la natura sono valori imprescindibili per cui tutti noi cittadini dobbiamo impegnarci senza sosta. Nessuno può arrogarsi il diritto di togliere la vita a un animale e ogni creatura merita di vivere senza paura”. L’appello finale è rivolto direttamente al cuore e al senso civico dei cittadini: “Invitiamo tutta la comunità locale a collaborare con rispetto e consapevolezza, segnalando tempestivamente ogni situazione di pericolo, bracconaggio o maltrattamento”. La guerra per la salvezza dei lupi aretini è appena iniziata, e la giustizia dovrà fare il suo corso.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Articoli di Tendenza