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I fuochi d’artificio dell’anima che accendono Cava de’ Tirreni: l’abruzzese Kristine Maria Rapino finalista al Book Fest con lo spettacolari romanzo “Scialacca”

L’Abruzzo conquista il cuore della Campania nel nome della grande letteratura! 🏔️📚 Dal 4 al 6 settembre nel magico chiostro di San Francesco a Cava de’ Tirreni non perdere il Cava Book Fest: la scrittrice teatina Kristine Maria Rapino è finalista al premio nazionale con lo straordinario romanzo “Scialacca”. ✨🎸 Una storia corale e travolgente tra famiglie, colpe e rinascite segrete, giudicata da una giuria d’onore presieduta dal grandissimo Maurizio De Giovanni. Un evento immenso e gratuito che aderisce a Posto Occupato contro la violenza di genere. Leggi qui per scoprire i dettagli della trama, gli orari delle presentazioni e l’elenco completo degli ospiti! 👇

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Kristine Maria Rapino

Cava de’ Tirreni (SA) – Ci sono storie capaci di viaggiare oltre i confini geografici dei territori in cui sono nate, superando le montagne e i mari per andare a depositarsi dolcemente nel cuore di comunità lontane, parlando l’unica lingua universale che l’essere umano possiede: quella dei sentimenti puri, del perdono e della redenzione. La splendida città di Cava de’ Tirreni si prepara a spalancare le sue porte alla grande festa nazionale della lettura e dell’editoria indipendente. Dal 4 al 6 settembre 2026, la meravigliosa e mistica cornice del chiostro quattrocentesco del Convento di San Francesco e Sant’Antonio ospiterà l’attesissima nuova edizione del Cava Book Fest. Tre giornate intensissime di incontri, laboratori didattici e presentazioni che vedranno riunite oltre trenta prestigiose case editrici da ogni angolo d’Italia, trasformando le antiche arcate medievali nel fulcro pulsante del dibattito culturale contemporaneo.

Il momento di massima tensione emotiva e di assoluto spessore letterario della kermesse salernitana è rappresentato dal concorso letterario nazionale. Tra i pochissimi e selezionatissimi romanzi finalisti che si contenderanno il podio spicca con forza una gemma della narrativa abruzzese: il libro “Scialacca”, magistralmente scritto dalla penna colta, raffinata e sensibilissima di Kristine Maria Rapino e dato alle stampe dal prestigioso marchio Sperling & Kupfer. L’autrice, originaria di Chieti, stimata editor e apprezzata docente di scrittura creativa, firma un romanzo corale di immenso pathos, interamente ambientato tra le atmosfere selvagge e viscerali dell’Abruzzo interno. Un’opera potente che scava senza sconti nei meandri più oscuri delle dinamiche familiari, affrontando con straordinaria onestà intellettuale i temi dolorosi ma necessari del ritorno a casa, della colpa sommersa e della faticosa ricerca di una rinascita.

La fabbrica dei fuochi d’artificio e il Rebus di un amore enigmatico

La trama del romanzo segue le vicende umane ed esistenziali di Francesco, un uomo che rimette piede nella propria terra d’origine dopo lunghissimi anni di assenza volontaria, portando sulle spalle il bagaglio pesante e ingombrante di un passato difficile e mai digerito. Ad accompagnarlo in questo labirinto di ricordi e di omissioni c’è Aria, una ragazza enigmatica, fragile e magnetica al tempo stesso, che si farà bussola e compagna all’interno di un complesso e tortuoso cammino di rinascita spirituale. Il titolo stesso del volume, Scialacca, evoca un luogo fisico e profondamente metaforico: una storica e polverosa fabbrica di fuochi d’artificio. La struttura diventa lo specchio deformante di uno spazio dell’anima in cui i legami familiari rimasti in sospeso cercano disperatamente una nuova scintilla per esplodere e illuminare il buio, mettendo a nudo il coraggio di fare i conti con le proprie ferite interiori.

A rendere ancora più solenne e autorevole il verdetto del concorso letterario è la statura della commissione esaminatrice. La giuria di esperti, composta da autorevoli personalità del giornalismo e della critica, è presieduta da un gigante della letteratura e della sceneggiatura italiana: il Maestro Maurizio De Giovanni. Il papà del Commissario Ricciardi e de I Bastardi di Pizzofalcone valuterà con il suo consueto rigore e la sua innata sensibilità la prosa della Rapino, in un confronto generazionale sotto il segno della grande scrittura d’autore che sta già suscitando una grandissima curiosità tra i tantissimi visitatori e lettori appassionati che affolleranno il festival nel fine settimana.

L’impegno civile di Posto Occupato nel presidio della cultura diffusa

Il Cava Book Fest si consolida così come un punto di riferimento insostituibile per l’intero panorama librario del Mezzogiorno, arricchito da un cartellone che fa marciare di pari passo i grandi nomi della cultura nazionale con i progetti sociali più urgenti del nostro presente. La manifestazione si svolge sotto i nobili auspici del Centro per il libro e la lettura, e gode dei prestigiosi patrocini morali del Ministero della Cultura, del Consiglio Regionale della Campania e del Comune di Cava de’ Tirreni, supportata con forza dalla Camera di Commercio di Salerno e dalla Confesercenti. Di altissimo spessore etico è la scelta degli organizzatori di aderire attivamente alla campagna nazionale di sensibilizzazione contro la violenza di genere “Posto Occupato”, lasciando una sedia vuota in prima fila in ogni incontro per ricordare le donne vittime di femminicidio.

Partecipare alle serate del Cava Book Fest e assistere alla presentazione di “Scialacca” significa compiere un gesto d’amore verso la cultura di prossimità, significa credere che la parola scritta sia ancora l’unico balsamo capace di curare le solitudini contemporanee e di edificare ponti di solidarietà e di pace tra le persone. Kristine Maria Rapino dimostra con la sua scrittura fiera e trasparente che la provincia italiana non è un luogo isolato, ma una fucina inesauribile di talenti capaci di conquistare l’Europa. Cava de’ Tirreni vi aspetta a braccia aperte all’ombra del suo chiostro francescano per una notte di mezza estate densa di emozioni pure, dove la polvere dei ricordi lascia il posto alla luce della grande letteratura contemporanea.

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Violenza nelle scuole, a Napoli il grido d’allarme di Diego Palma: «Non servono recinti ma ponti», studenti e istituzioni a confronto al Maschio Angioino

Convegno al Maschio Angioino di Napoli sulla violenza scolastica con Diego Palma e la moderazione di Valentina Santarpia del Corriere della Sera. Il direttore de La Voce della Scuola lancia un monito chiaro: basta omertà e logiche aziendali, gli studenti non sono clienti ma il cuore di una scuola che deve costruire ponti anziché recinti 👇

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Al Maschio Angioino il confronto tra studenti, istituzioni ed esperti

Napoli – La scuola italiana non deve essere soltanto vivisezionata e raccontata attraverso la cronaca delle sue emergenze, ma soprattutto difesa, ascoltata e profondamente rappresentata. È questo il monito solenne risuonato nella prestigiosa cornice della Sala dei Baroni al Maschio Angioino di Napoli in occasione del convegno nazionale “La gestione della violenza all’interno delle scuole italiane”. Promossa dalla testata specialistica La Voce della Scuola in sinergia con FederIstruzione e OggiScuola, la giornata di studio ha trasformato lo storico maniero partenopeo in un laboratorio civico ad alta intensità, chiamando a raccolta dirigenti, docenti, magistrati, pedagogisti e rappresentanti istituzionali attorno al disagio giovanile e al contrasto del bullismo.

Il patto educativo infranto e la metafora dei ponti di Diego Palma

A delineare con fermezza le coordinate del dibattito è stato l’intervento di Diego Palma, direttore de La Voce della Scuola e docente che vive quotidianamente le dinamiche reali delle aule. Al centro della sua relazione, la pressante urgenza di restituire una piena centralità agli studenti, troppo spesso relegati a semplici destinatari passivi di riforme calate dall’alto anziché protagonisti attivi del patto educativo. Secondo Palma, la narrazione mediatica tende a criminalizzare o stigmatizzare il mondo dell’istruzione, soffocando la possibilità di aprire canali di ascolto autentico e duraturo tra le generazioni.

Da qui la riflessione sulla necessità di ricucire la lacerazione tra comunità educante e famiglie, superando le barricate corporative: la scuola non ha bisogno di recinti, ma di ponti. Costruire ponti significa per Palma abbandonare la logica della chiusura difensiva, trovare il coraggio di confrontarsi anche dinanzi a criticità dolorose e creare spazi protetti nei quali ogni ragazzo possa esprimere liberamente fragilità, disagi e proposte senza il timore del giudizio censorio.

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Basta omertà e logiche aziendali: la scuola come presidio di legalità dello Stato

Uno dei passaggi più coraggiosi del convegno ha toccato il velo di silenzio che ancora troppo spesso cala sulle violenze scolastiche. Palma ha denunciato apertamente le sacche di timore che paralizzano molti docenti, frenati dall’esporsi per paura di incrinare i rapporti con le dirigenze o di innescare tensioni burocratiche. Parallelamente, è stata stigmatizzata la prassi nefasta di celare o minimizzare gli episodi di bullismo per non danneggiare il “buon nome” e il posizionamento d’immagine dell’istituto nelle classifiche territoriali.

«La scuola non è un’azienda e gli studenti non sono clienti», ha scandito con determinazione il direttore, richiamando il ministero e i provveditorati a difendere la funzione istituzionale della scuola quale fondamentale presidio costituzionale dello Stato. La trasparenza, la tempestività della denuncia e la presa in carico collegiale dei problemi costituiscono gli unici argini efficaci per prevenire derive violente e tutelare l’incolumità psicofisica di allievi e personale.

La moderazione di Valentina Santarpia e il valore dei programmi strutturati

A cucire con equilibrio e rigore giornalistico i diversi momenti dell’assise è stata Valentina Santarpia, firma di punta del Corriere della Sera. La sua conduzione ha evitato il rischio di una sterile passerella istituzionale, mantenendo costantemente il focus sulla concretezza dell’ascolto e valorizzando le evidenze scientifiche legate ai piani strutturati di prevenzione. Santarpia ha posto l’accento sulla duplice veste di Palma – direttore di testata ed educatore in trincea – quale elemento propulsivo per cogliere senza filtri gli umori e le complessità del tessuto studentesco.

La tappa al Maschio Angioino si inserisce in una mobilitazione nazionale più ampia partita dai palazzi parlamentari con l’affare assegnato n. 67 al Senato e passata per il confronto con la Gilda degli Insegnanti a Roma. Un percorso arricchito dalla collaborazione strategica con Antonio Scarpellino, a dimostrazione di come l’editoria scolastica possa fare rete superando le mere logiche concorrenziali per una causa sociale condivisa.

La testimonianza contro il bullismo: quando l’isolamento fa più male della violenza

Il momento di maggiore commozione nella Sala dei Baroni è coinciso con la testimonianza diretta di una giovane ex studentessa, che ha ripercorso il dramma di anni vissuti sotto l’incubo del bullismo tra i banchi, segnati dall’angoscia di non aver trovato ascolto né risposte tempestive negli adulti di riferimento. Un racconto crudo che ha ricordato all’intera platea come la violenza non si manifesti soltanto con l’aggressione fisica, ma si insinui nell’emarginazione silente, nello scherno sistematico e nella solitudine.

Dall’evento di Napoli si leva un appello inequivocabile indirizzato a Governo e Parlamento: la prevenzione della violenza scolastica non si costruisce moltiplicando divieti o barriere, ma investendo in figure psico-pedagogiche stabili, formando i docenti e riconoscendo agli studenti il diritto a una scuola che accolga, protegga e prepari alla cittadinanza consapevole.

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Eventi

Giancarlino incontra Gaudí a Roma: dal 16 ottobre alla Galleria dei Miracoli la mostra “Il segno e la visione”, gran finale con la lectio di Massimiliano Fuksas

Dal 16 ottobre al 19 dicembre 2026 la Galleria dei Miracoli di Roma ospita la mostra “Gaudí. Il segno e la visione” di Giancarlino Benedetti Corcos, curata da Eleonora Carrano ed Ercole Ceriani. Un omaggio al centenario del genio catalano arricchito da sette incontri d’eccezione, fino alla lectio magistralis conclusiva dell’archistar Massimiliano Fuksas con Marco Damilano 👇

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Locandina evento Roma

Roma – Nel cuore del Tridente capitolino, a pochi passi da Piazza del Popolo, la materia dispersa ritrova una voce e una traiettoria estetica di rara suggestione. Venerdì 16 ottobre 2026, alle ore 17, gli spazi della storica Galleria dei Miracoli, in via del Corso 528 a Roma, aprono le porte alla mostra “Gaudí. Il segno e la visione”, straordinaria retrospettiva dedicata all’universo immaginifico di Giancarlino Benedetti Corcos. Curata con rigore filologico e sensibilità poetica da Eleonora Carrano ed Ercole Ceriani, con il sostegno di Vivenda, l’esposizione sarà visitabile fino al 19 dicembre 2026, offrendo al pubblico un percorso immersivo in cui l’arte contemporanea si fa interprete privilegiata delle celebrazioni per il centenario della scomparsa di Antoni Gaudí (1926-2026), genio indiscusso dell’architettura modernista mondiale.

La poesia del frammento: il dialogo intimo tra Giancarlino e Antoni Gaudí

Al centro dell’itinerario espositivo si colloca la riflessione profonda sul “frammento”, inteso non come residuo inerte o scarto, ma come germe vitale da cui può rinascere una narrazione inedita. Nato a Roma nel 1954, Giancarlino Benedetti Corcos attraversa da decenni i linguaggi della pittura, della ceramica, della carta e dell’intaglio del legno, prediligendo materiali poveri e di recupero. Le sue opere si muovono su una soglia liminare, in quell’istante esatto e sospeso in cui una forma si dissolve e un’altra comincia a manifestarsi. La ricerca di Corcos non mima le geometrie di Gaudí, ma ne intercetta l’anima primigenia, instaurando un dialogo ideale con la tecnica leggendaria del trencadís, il mosaico di frammenti ceramici e vetri spezzati che riveste le superfici organiche del Parc Güell e di Casa Batlló a Barcellona.

Se nell’opera di Gaudí i cocci ricomposti davano vita a una pelle architettonica vibrante e continua, nelle ceramiche di Giancarlino è il passaggio del fuoco a lasciare la traccia indelebile della propria memoria, mentre sulle carte e sulle tele sovrapposizioni cromatiche e slittamenti materici fanno affiorare figure in perenne metamorfosi. Questo confronto con i maestri dell’architettura rappresenta per l’artista romano la prosecuzione naturale di un percorso già avviato nella primavera del 2026 alla Biblioteca Vallicelliana con Francesco Borromini: da un maestro del barocco romano al padre del modernismo catalano, il filo conduttore rimane la tensione tra rigore progettuale, forza del simbolo, libertà inventiva e il fascino fecondo dell’incompiutezza.

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Arte & Monografie

Gaudí: L’Opera Architettonica Completa – Edizione Monografica Illustrata di Pregio

Un volume monumentale e prestigioso che raccoglie fotografie inedite, disegni originali e dettagli architettonici di tutte le creazioni di Antoni Gaudí, dalla Sagrada Família a Casa Milà. Il libro da collezione ideale per architetti, studenti e appassionati d’arte.

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La Galleria dei Miracoli: uno scrigno di luce e teatralità in via del Corso

La scelta della Galleria dei Miracoli per ospitare l’evento risponde a una precisa affinità spaziale e concettuale. Collocata in uno degli assi viari più prestigiosi di Roma, la galleria accoglie i lavori di Corcos valorizzandone la componente teatrale e scenografica, elementi che l’artista ha sempre coltivato parallelamente alla produzione plastica e pittorica. Come sottolinea la curatrice Eleonora Carrano nel testo critico di presentazione, l’allestimento guida il visitatore in un’esperienza sensoriale in cui ogni superficie suggerisce un gesto, oppone una resistenza e accoglie un’apparizione in divenire.

Le opere esposte invitano a rallentare lo sguardo e a confrontarsi con una dimensione estetica in cui il recupero dei materiali non è un mero esercizio ecologico o formale, ma un atto etico e spirituale. La bellezza che rinasce dai frammenti interroga la precarietà del nostro presente, offrendo una risposta poetica al bisogno universale di ricomporre l’armonia laddove sembra regnare la dispersione.

Il ciclo di conferenze: sette grandi appuntamenti tra sacro, mito e architettura

Ad arricchire in maniera straordinaria l’esposizione sarà il ciclo seminariale intitolato “Gaudí. Architettura, arte e simbolo”, un cartellone di sette incontri pomeridiani (tutti con inizio alle ore 18:00) che vedrà sfilare alla Galleria dei Miracoli alcuni tra i più autorevoli studiosi, docenti universitari, saggisti e progettisti di fama internazionale. Il percorso prenderà il via venerdì 16 ottobre, subito dopo l’inaugurazione, con la proiezione del documentario “Cercando le sette chiavi” di Massimo Manservigi, che dialogherà con l’architetto Giancarlo Priori.

Il calendario proseguirà giovedì 22 ottobre con la relazione di Armand Puig i Tàrrech su “La forma del sacro · Gaudí e la Sagrada Família tra architettura, arte e simbolo”, affiancato da Maria Elena Catelli, con introduzione di Filippo Lambertucci e conclusioni di Marco Petreschi. Il 29 ottobre sarà la volta di Juan-José Lahuerta, che indagherà il rapporto tra cantiere, politica e ideologia nel tempio della Sagrada Família insieme a Filippo Lambertucci e Carlo Severati. Il mese di novembre vedrà tre focus di grande respiro: il 12 novembre Tate Cabré racconterà “Gaudí, oltre il mito · Una vita segnata dagli ostacoli” con Orazio Carpenzano; il 19 novembre Joan Abelló illustrerà l’inedito legame tra “Gaudí e il Giappone · Storia di una fascinazione” insieme a Carlo Severati; il 26 novembre l’architetto Josep Miàs esplorerà le eredità strutturali del maestro catalano nell’architettura contemporanea.

Il gran finale con Massimiliano Fuksas e le coordinate per la visita

Il momento culminante della rassegna è fissato per martedì 15 dicembre 2026 con la prestigiosa lectio magistralis dell’archistar Massimiliano Fuksas, intitolata “Una vita per Dio e l’Architettura”. Fuksas dialogherà con il giornalista e saggista Marco Damilano, conducendo il pubblico in una riflessione ad altissima quota sul valore civile della progettazione urbana, sulla monumentalità contemporanea e sul confine sottile tra vocazione spirituale e audacia costruttiva che rese immortale la figura di Gaudí.

La mostra “Gaudí. Il segno e la visione” rappresenta dunque uno degli appuntamenti culturali di maggior rilievo dell’autunno romano del 2026. L’esposizione sarà aperta al pubblico gratuitamente dal lunedì al venerdì, dalle ore 16:00 alle ore 19:00, fino al 19 dicembre. Un’occasione preziosa per riscoprire come l’arte sappia ricucire le ferite del tempo, trasformando i frammenti della materia in una visione luminosa capace di parlare al futuro.

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Festivalto 2026, gran finale a Fucecchio tra memoria, cinema e musica: dai Montefiori Cocktail e SCAR ai cammini storici della Francigena

Gran finale a Fucecchio per Festivalto 2026: dal film «L’uomo che verrà» al Nuovo Teatro Pacini alla tavola rotonda sui cammini storici tra Francigena e Cammino ’44. La musica live con SCAR, i Montefiori Cocktail e The Funkin’ Machine nel nostro articolo completo 👇

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The Funkin Machine

Fucecchio – La memoria storica come bussola civile per decifrare il presente, l’ecologia della lentezza riscoperta attraverso i sentieri degli antichi cammini e la forza aggregante della musica dal vivo. Si prepara a vivere il proprio atto conclusivo a Fucecchio, nel cuore della Città Metropolitana di Firenze, l’edizione 2026 di Festivalto, il progetto culturale itinerante che fin dal suo esordio ha saputo tessere un ponte ideale tra territori e generazioni differenti. Ribattezzato fin dagli albori il “festival che non c’è” per la sua natura nomade e refrattaria agli schemi convenzionali dei grandi eventi commerciali, il format chiude la propria stagione con una densa tre giorni di proiezioni cinematografiche, concerti d’autore, dibattiti e dj-set a ingresso rigorosamente gratuito, in programma da giovedì 15 a sabato 17 ottobre 2026.

Nato tra i boschi sacri di Monte Sole, nel Bolognese, come spazio di incontro tra artisti, intellettuali visionari e comunità locali, Festivalto ha sviluppato una trama di connessioni che attraversa l’Appennino tosco-emiliano unendo l’Emilia-Romagna alla Toscana. L’approdo finale a Fucecchio rappresenta il compimento di un percorso che intende la cultura non come mero consumo spettacolare, bensì come strumento condiviso di cittadinanza attiva e tutela della memoria collettiva. Il cartellone coinvolgerà alcuni dei luoghi simbolo del borgo toscano, dal Nuovo Teatro Pacini a La Limonaia Club all’interno del suggestivo Parco Corsini, fino alla monumentale Sala del ‘500 del Museo Civico e Diocesano.

Cinema per le scuole e cantautorato metropolitano: da Diritti al live di SCAR

Il sipario sulla manifestazione si alzerà la mattina di giovedì 15 ottobre alle ore 9:00 presso il Nuovo Teatro Pacini, con una mattinata dedicata agli studenti delle scuole secondarie di primo grado di Fucecchio e Cerreto Guidi all’interno della rassegna “I Luoghi della Memoria nel Cinema”. Sul grande schermo verrà proiettato il capolavoro cinematografico L’uomo che verrà, diretto da Giorgio Diritti, pellicola pluripremiata ai David di Donatello che ripercorre con struggente verismo la tragedia dell’eccidio nazifascista di Marzabotto attraverso gli occhi innocenti della piccola Martina. Al termine della visione, i ragazzi avranno l’opportunità di confrontarsi direttamente con lo sceneggiatore del film, Giovanni Galavotti, per una riflessione profonda sui pericoli dell’oblio e sulla necessità di custodire i valori costituzionali della Resistenza.

La serata di venerdì 16 ottobre accenderà i riflettori sulla grande musica d’autore a La Limonaia Club di Parco Corsini. Dalle ore 22:00 salirà sul palco SCAR, cantautore pugliese tra le rivelazioni più folgoranti della scena indipendente nazionale, capace di tradurre le cicatrici e i disincanti della provincia in poesia urbana tagliente e viscerale, come testimoniato dal travolgente riscontro dell’album d’esordio Esordienti 1994. Ad aprire il concerto sarà il talento toscano di Michiamanojack, mentre a chiudere la nottata sarà il sofisticato dj-set firmato da Fritz Orlowski.

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Dalla Francigena al Cammino ’44: mobilità sostenibile e gran finale sixties

Il momento centrale di riflessione teorica si svolgerà sabato 17 ottobre alle ore 17:00 nella prestigiosa Sala del ‘500 del Museo Civico e Diocesano di Fucecchio. L’incontro, intitolato «Dalla Francigena al Cammino ’44: la promozione della cultura della Memoria e dei territori attraverso la mobilità sostenibile», vedrà a confronto esperti di turismo responsabile, amministratori e storici moderati dall’assessore alla Cultura Alberto Cafaro. Dopo i saluti introduttivi del direttore del Museo Andrea Vanni Desideri, interverranno Daniele Cei (consigliere delegato ai Cammini storici di Fucecchio), Carlo Puddu (direttore di Liberation Route Italia), Maurizio Davolio (presidente di AITR), Marco Benedetti (Chimica Verde Bionet e Legambiente), Angelo Fedi (consigliere nazionale FIAB), Luca Federici (Cantilovers), Antonio Iadanza (ASD Silvano Fedi Pistoia) e Davide Fabbri (presidente di KeepOn Live). Al centro del dibattito, il valore dei tracciati storici e cicloturistici come vettori di rigenerazione economica per le comunità montane e presidi pedagogici per le future generazioni.

La tre giorni si chiuderà in bellezza sabato sera a La Limonaia Club con un doppio appuntamento musicale a tinte vintage ed esplosive. A infiammare la platea saranno gli storici Montefiori Cocktail, pionieri internazionali della lounge music e dell’easy listening cinematografico anni Sessanta, affiancati dal groove travolgente di The Funkin’ Machine, formazione dedita al recupero filologico del funk viscerale ispirato ai Meters e a Sly and the Family Stone. A completare la festa, le selezioni dei dj Fulci e Belvedere. Promosso da Faro Associazione Culturale ETS in sinergia con SIEDAS, Legambiente e con il patrocinio di Regione Toscana, Province e Comuni dell’area, Festivalto dimostra ancora una volta come la cultura indipendente sappia farsi rete diffusa, custodendo la memoria delle nostre radici per costruire un futuro ecologico e solidale.

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