Fiuggi (Frosinone) – Giocare cinicamente, freddamente e spietatamente con le fragili illusioni dei più giovani, speculando biecamente e avidamente sulla legittima speranza e sul naturale, viscerale affetto dei genitori disposti a enormi sacrifici economici pur di veder realizzati e coronati i piccoli grandi sogni di gloria nel mondo dello spettacolo delle proprie figlie. È un quadro probatorio dalle tinte oggettivamente fosche, amare e profondamente desolanti quello che emerge prepotentemente, lucidamente e in maniera spiazzante dai meticolosi resoconti e dai freddi faldoni investigativi stilati e curati dagli inquirenti. La triste ed esasperante vicenda di cronaca, che ha trasformato improvvisamente e repentinamente una lieta occasione di festa, sfilate, luci e paillettes in un tremendo e penoso incubo logistico, economico, stradale e psicologico, ha avuto purtroppo per teatro inaspettato la rinomata, tranquilla e splendida cittadina termale ciociara di Fiuggi, storicamente avvezza all’accoglienza turistica d’eccellenza. Nelle lunghissime, caotiche e roventi ore della giornata di ieri, decine di ignare e disorientate famiglie intere, giunte stancamente in Ciociaria dopo massacranti, costosi e faticosi viaggi in automobile e in treno intrapresi da svariate e lontanissime regioni del Nord e del Sud d’Italia, si sono ritrovate letteralmente in mezzo alla strada, spiazzate, furiose, con le valigie in mano e le bambine in lacrime. Avevano infatti profumatamente e regolarmente pagato e versato salatissime quote di iscrizione per garantire alle bambine l’agognata e prestigiosa partecipazione a un fantomatico, famosissimo e rinomato concorso di bellezza presentato abilmente come evento di “rilevanza e caratura nazionale”. La raggelante sorpresa, amara come il fiele, è arrivata però al fatidico check-in: ad attenderle, non c’era assolutamente e desolatamente niente. Nessun palco, nessuna sfilata, nessun albergo prenotato e, soprattutto, nessuna traccia dell’agognato concorso dei sogni.
Il sogno spezzato: un concorso nazionale fantasma e strani cambi di location
L’abile, complessa e intricata ragnatela dell’inganno e della presunta e spietata frode si sarebbe dipanata e sviluppata subdolamente, lentamente e scientificamente nel corso delle lunghissime settimane e dei mesi precedenti al drammatico crollo finale andato in scena e consumatosi pubblicamente ieri a Fiuggi.
Stando alla complessa, dettagliatissima e scrupolosa ricostruzione dei fatti faticosamente ed attentamente redatta a verbale e operata in sinergia dagli acuti investigatori preposti, tutto il complesso e nebuloso castello di carte e di illusioni ruotava saldamente e fermamente attorno all’istrionica figura di una donna cinquantenne, cittadina stabilmente residente all’interno del vasto perimetro urbano di Roma. Questa scaltra e presunta organizzatrice di eventi avrebbe meticolosamente e sapientemente costruito, venduto e pubblicizzato su scala nazionale, presumibilmente utilizzando i facili canali informatici e le vetrine dei social network, l’ambita e luccicante partecipazione finale a questo concorso di moda e bellezza. Le innumerevoli e preoccupate famiglie italiane coinvolte nel giro e adescate nella rete, disposte ovviamente a enormi e pesanti esborsi di denaro cash e a ingenti sacrifici finanziari per pagare anticipatamente le salate quote imposte (che, attenzione, la signora garantiva spudoratamente e falsamente comprendere finanche in un pacchetto “all inclusive” tutte le presunte, lussuose e previste spese vive necessarie per il vitto giornaliero, il pernotto e il soggiorno turistico in loco della famiglia), si sono però presto ritrovate intrappolate fiduciosamente all’interno di un vero e proprio assurdo girone dantesco e tortuoso fatto di strane scuse logistiche, improvvisi intoppi imprevisti e comunicazioni burocratiche deliranti e palesemente contraddittorie tra loro. La formale sede logistica stabilita per l’appuntamento conclusivo del concorso, infatti, sarebbe stata magicamente, costantemente e freneticamente modificata, disdetta e furbescamente spostata e rimbalzata dalla donna innumerevoli e continue volte, facendola saltare impunemente tra svariate, lontanissime e differenti regioni italiane. Ai poveri, sfiancati e perplessi partecipanti della carovana sarebbero state fornite regolarmente, di volta in volta e abilmente, le più disparate, bizzarre e rassicuranti giustificazioni dell’ultimo minuto per poter agevolmente spiegare i continui e repentini cambiamenti di rotta alberghieri e organizzativi.
L’arrivo nella città termale e l’amara scoperta: esplode la lite furibonda in strada
Questo sfiancante, insopportabile e continuo balletto di date cancellate, finte promesse, strutture inesistenti, bugie telefoniche e sedi improvvisamente modificate è clamorosamente ed inesorabilmente e disastrosamente collassato e giunto alla sua misera, prevedibile e penosa conclusione capolinea solamente nell’ultimissima e concitata fase organizzativa temporale degli eventi truffaldini.
La presunta ed infaticabile organizzatrice cinquantenne capitolina avrebbe infatti, con sprezzo del pericolo e ostentando ferrea sicurezza mista a sfacciataggine, infine formalmente comunicato in via definitiva e inderogabile a tutte le svariate famiglie paganti che la vera, ufficiale e superba sede conclusiva della kermesse e della manifestazione nazionale di bellezza sarebbe stata indubitabilmente, certamente ed esclusivamente il comune ciociaro di Fiuggi. Pieni di immensa, palpabile e rassicurante speranza e totalmente ignari della diabolica frode messa in atto ai loro danni, i nuclei familiari sparsi per lo stivale si sono celermente, faticosamente e coraggiosamente organizzati mettendo pesantemente mano ai propri sudati risparmi casalinghi personali. Hanno infatti dovuto noleggiare mezzi, fare carburante, prenotare frettolosamente passaggi e mettersi strenuamente ed eroicamente in viaggio su strade e autostrade per ore intere al solo fine di raggiungere la splendida città ciociara termale. Ma l’agognata, desiderata e attesissima meta turistica si è materializzata fin dai primissimi istanti di arrivo unicamente e tristemente come un orrendo e gigantesco miraggio in pieno deserto e alla luce del sole. Secondo quanto analiticamente riferito e ricostruito dalle forze di Polizia presenti, le povere vittime avrebbero istantaneamente e con sgomento e orrore scoperto, una volta parcheggiate le auto giunte sul fantomatico posto e nei pressi degli ignari e basiti addetti alle reception degli hotel, che del concorso non vi era assolutamente ed incredibilmente traccia o menzione. A Fiuggi non era banalmente e clamorosamente stato prenotato alcun palco, non era stato predisposto nessun apposito allestimento scenografico e nessuna, assolutamente nessuna vera prenotazione logistica alberghiera era mai pervenuta. È stato in quel preciso, dolorosissimo e bruciante istante di enorme frustrazione emotiva ed economica (di fronte alla disperazione dei figli) che per strada, in piazza, è scoppiata istantaneamente la rabbia, scatenando e causando una furiosa, veemente, prolungata e accesa controversia e lite pubblica che ha attirato irrimediabilmente l’attenzione dei passanti e richiesto a sirene spiegate il fondamentale, rapido e risolutivo e salvifico intervento armato sul posto del 112.
L’intervento della Polizia di Stato: denuncia per truffa e foglio di via da Fiuggi
Lo scenario straziante, teso e caotico che si è inesorabilmente e incredibilmente palesato davanti agli occhi increduli e sgranati delle prime solerti pattuglie giunte e accorse a tutta velocità in piazza si è rivelato subito a dir poco clamoroso, pietoso ed esplosivo per l’ordine pubblico cittadino.
I preparati e solerti e calmi agenti preposti del locale Commissariato operativo di Polizia di Stato di Fiuggi, immediatamente gettatisi nella ressa per riportare velocemente una minima e necessaria forma di ordine civile e calma verbale, hanno saggiamente iniziato, foglietto e penna alla mano e con estrema e certosina pazienza psicologica, a raccogliere freddamente a verbale formale tutte le disperate, concordanti e accorate lamentele e testimonianze dirette delle povere persone radunate, riuscendo pazientemente e faticosamente a ricostruire e a delineare e sbrogliare rapidamente l’intricatissima e surreale e colossale matassa temporale dell’accaduto e della messinscena. I riscontri logistici e oggettivi, le indagini serratissime e le rapide e formali verifiche incrociate operate e compiute al terminale della centrale operativa in tempo reale non hanno purtroppo lasciato spazio ad alcuno spiraglio di benevolo dubbio o equivoco di sorta: la Polizia parla in maniera inequivocabile, chiara e spietata di un palese, grave e fraudolento “articolato meccanismo di raggiro” ai danni dei risparmiatori e delle bimbe. Al termine dei formali, dolorosi ma essenziali e rigorosi e dovuti accertamenti investigativi volti alla tutela e all’assistenza logistica immediata, materiale e psicologica delle tantissime povere decine di nuclei familiari presenti (rimaste dolorosamente isolate, deluse e sbalzate per strada dal Nord al Sud Italia), gli agenti statali hanno repentinamente, duramente e inevitabilmente e logicamente concentrato il loro faro di attenzione penale esclusivamente sulle pesanti e certe responsabilità organizzative oggettive accollabili proprio alla donna 50enne proveniente residente nel Lazio e stabilitasi temporaneamente in città per fingere di dirigere le inesistenti operazioni dell’evento inesistente.
Le tutele di legge in tribunale per l’imputata: la necessaria presunzione di innocenza
L’esito penale procedurale del caotico e doloroso trambusto ciociaro e dello smascheramento della frode, per quanto concerne i severi e formali provvedimenti operativi ed amministrativi presi nei confronti della principale sospettata, è stato per forza di cose tanto inevitabile quanto implacabilmente drastico.
Ritenendo logicamente e formalmente di aver prontamente, copiosamente e ampiamente accumulato, raccolto e catalogato a verbale e repertato prove a sufficienza per formare un palese, indubitabile e “grave e pesante quadro indiziario probatorio” a suo diretto e grave ed esclusivo carico penale, la presunta astuta organizzatrice è stata formalmente, ufficialmente e deferentemente segnalata alle autorità e denunciata a piede libero e in stato di accertata e comprovata e vigilata libertà direttamente e per direttissima alla severissima Procura della Repubblica competente presso il vicinissimo e rigoroso Tribunale ordinario di Frosinone: la gravissima formulazione e ipotesi di reato ipotizzata è pesantissima, truffa semplice ed aggravata e reiterata e continuata. Come se non bastasse l’azione penale, il comune ciociaro ha voluto rincarare doverosamente la dose di severità preventiva sul proprio territorio incontaminato: nei confronti diretti e specifici della donna, la Polizia ha prontamente e celermente avviato parallelamente in via immediata e prefettizia la durissima, vincolante e formale e fastidiosissima procedura legale preventiva e cautelare amministrativa, richiedendo l’emissione tassativa del drastico e stringente divieto imposto dal temutissimo e fastidiosissimo Foglio di Via Obbligatorio direttamente lontano dal perimetro del Comune turistico di Fiuggi, la cui competenza formale spetta ora, inesorabilmente e legalmente per firma e vidimazione e ratifica finale alla questura, unicamente e per legge all’ufficio territoriale e al solerte e preparato Questore della vasta e attenta provincia di Frosinone. Tuttavia, il necessario, sacrosanto e insindacabile rispetto costituzionale assoluto, garantista e doveroso del diritto e della presunzione di innocenza vigente per il momento storico ci impone legalmente e doverosamente un ultimo ma basilare, fondamentale e vitale chiarimento normativo: si ricorda espressamente, esplicitamente e specificamente che le pesanti accuse ed imputazioni cautelari formulate, scritte e mosse al momento dalle forze dell’ordine nei confronti dell’imputata cinquantenne si trovano formalmente ed inequivocabilmente tuttora inserite confinate nella fisiologica e puramente iniziale primissima fase fluida e mutevole delle sole, preliminari indagini iniziali. Tali accuse gravissime dovranno per forza e obbligatoriamente essere verificate e dibattute nelle eventuali, future e successive sedi processuali previste; la responsabilità certa del reato commesso potrà considerarsi verificata e la condanna definitivamente emessa e certa per sempre solo in presenza e a seguito formale di una sentenza giudiziaria finale e di cassazione e di terzo grado considerata formalmente inappellabile.