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Piana del Cavaliere

Carsoli, in arrivo 450 mila euro per la pulizia dei fiumi: il piano del sindaco Marcangeli

La prevenzione ambientale e la sicurezza del territorio diventano finalmente una priorità assoluta. In arrivo ben 450 mila euro dalla Provincia dell’Aquila per la radicale pulizia e manutenzione dei fiumi nel Carseolano, un intervento cruciale contro il rischio idrogeologico. Soddisfatto il sindaco Loreto Alessandro Marcangeli, che annuncia anche fondi milionari per la viabilità della Valle di Tufo e per il parcheggio di Pietrasecca, ringraziando i vertici provinciali per la proficua sinergia istituzionale👇

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Fiume Turano

Carsoli  – La cura attenta e costante dell’ambiente e la scrupolosa, essenziale e vitale manutenzione del delicato patrimonio naturalistico e infrastrutturale tornano prepotentemente al centro dell’agenda politica e amministrativa del territorio marsicano. In un’epoca storica tristemente segnata da violenti, imprevedibili e sempre più frequenti cambiamenti climatici, dove i disastri naturali e le ondate di maltempo estremo rischiano quotidianamente di mettere in ginocchio intere comunità montane, la prevenzione assume un ruolo di assoluta e fondamentale importanza strategica. Proprio in quest’ottica di tutela e salvaguardia attiva, giungono notizie estremamente positive e rassicuranti per i cittadini del Carseolano. Nuove, ingenti e vitali risorse economiche sono infatti in dirittura d’arrivo per garantire la sicurezza del bacino territoriale di competenza del comune marsicano. L’ente provinciale ha ufficialmente stanziato l’importante somma di ben 450 mila euro, fondi interamente ed esclusivamente destinati alla necessaria e profonda pulizia e alla manutenzione ordinaria e straordinaria delle aste fluviali che attraversano la zona. Un intervento tecnico di portata massiccia e particolarmente significativo, fortemente atteso dalla cittadinanza, che punta in maniera decisa e pragmatica alla seria prevenzione del temuto rischio idrogeologico, scongiurando il pericolo di esondazioni incontrollate e danni alle abitazioni e alle colture locali nei periodi di forti piogge autunnali e invernali.

Non solo fiumi: 1,5 milioni per la viabilità e la Valle di Tufo

L’importante stanziamento economico dedicato alla tutela e al ripristino dell’alveo dei corsi d’acqua non rappresenta affatto un intervento isolato nel panorama dei lavori pubblici locali.
Il nuovo e prezioso finanziamento fluviale, infatti, va a sommarsi organicamente e strategicamente a una serie di altri fondamentali interventi strutturali recentemente programmati e messi in cantiere dalla Provincia dell’Aquila sull’intero territorio comunale di Carsoli. L’attenzione delle istituzioni provinciali verso le infrastrutture del comprensorio si è tradotta in cifre di assoluto rilievo: è stato confermato uno stanziamento monstre di 1,5 milioni di euro interamente finalizzato alla radicale messa in sicurezza delle pericolose scarpate che costeggiano l’importante arteria viaria della S.P. 96, la strada provinciale nota come “Valle di Tufo”. A questo corposo investimento per la viabilità si aggiungono inoltre ulteriori 40 mila euro, specificatamente destinati all’attesa riqualificazione e sistemazione logistica del parcheggio situato nella pittoresca frazione di Pietrasecca. Un cantiere, quest’ultimo, per il quale l’amministrazione comunale sta già lavorando alacremente e parallelamente negli uffici preposti per esplorare la concreta possibilità di incrementare ulteriormente le risorse finanziarie attualmente disponibili, al fine di garantire un’opera pubblica definitiva e pienamente funzionale per i residenti e per il flusso turistico locale.

La soddisfazione del sindaco Marcangeli: “Interventi per la sicurezza”

A farsi portavoce istituzionale dell’evidente soddisfazione per gli importanti traguardi economici raggiunti e per l’avvio imminente dei cantieri è il primo cittadino in persona.
Il sindaco in carica di Carsoli, Loreto Alessandro Marcangeli, ha voluto commentare pubblicamente e con grande pragmatismo l’arrivo dei nuovi fondi provinciali. «I 450 mila euro destinati specificatamente alla pulizia delle aste fluviali rappresentano un intervento davvero molto importante e vitale per la nostra comunità», ha dichiarato fermamente il sindaco, sottolineando l’urgenza dei lavori. «Soprattutto in considerazione del sempre più grave e latente rischio idrogeologico e dei violenti eventi meteorologici avversi che, purtroppo, anche in tempi molto recenti hanno duramente interessato e colpito il nostro amato territorio. Ora il nostro auspicio primario e fondamentale è che questi complessi e necessari interventi di bonifica possano essere cantierizzati e materialmente realizzati nel più breve lasso di tempo possibile». Il primo cittadino ha poi tenuto a ribadire la visione d’insieme dell’operato amministrativo: «Si tratta di risorse preziose che si aggiungono in maniera sinergica agli interventi già ampiamente programmati sulla fondamentale viabilità stradale provinciale, dalla sistemazione della Valle di Tufo fino al parcheggio della frazione di Pietrasecca, e ai preziosi lavori che hanno concretamente consentito, nei mesi scorsi, di migliorare sensibilmente e mettere in sicurezza alcuni tratti stradali che necessitavano da lunghissimo tempo di una seria e radicale manutenzione dell’asfalto».

La sinergia istituzionale: il ringraziamento alla Provincia dell’Aquila

La pioggia di fondi destinati a modernizzare e proteggere il comprensorio carseolano è il frutto evidente e tangibile di un lungo, paziente e proficuo lavoro di tessitura politica tra i vari enti locali coinvolti nella gestione del territorio.
Consapevole dell’importanza di mantenere aperti e collaborativi i canali di dialogo con gli enti sovracomunali, il sindaco Marcangeli ha voluto chiudere la sua nota ufficiale con un forte messaggio di coesione istituzionale, unendosi al plauso già espresso dalla sua maggioranza. «Mi unisco quindi con grande convinzione ai sentiti ringraziamenti già espressi nei giorni scorsi dal consigliere regionale Gianpaolo Lugini e dal nostro instancabile consigliere comunale delegato al bilancio, Domenico D’Antonio», conclude il primo cittadino. I ringraziamenti sono rivolti direttamente ai vertici istituzionali che hanno materialmente sbloccato le risorse: «La nostra gratitudine va nei confronti del consigliere provinciale Gianluca Alfonsi e, ovviamente, del presidente in carica della Provincia dell’Aquila, Angelo Caruso. Li ringrazio per l’ottimo, leale e rapporto costante instaurato con la nostra Amministrazione cittadina e per aver saputo dare seguito, con atti amministrativi e interventi economici concreti, alle reali e impellenti esigenze strutturali che la nostra giunta ha rappresentato a gran voce per il benessere di Carsoli e per la tutela di tutte le sue preziose frazioni».

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Puliamo l’Ovito: maxi bonifica nella grotta di Pietrasecca per salvare l’ecosistema

Una maxi-operazione straordinaria di bonifica ambientale sotterranea ha salvato un inestimabile gioiello geologico abruzzese. Durante la giornata “Puliamo l’Ovito” a Pietrasecca, decine di coraggiosi speleologi del CAI e volontari si sono calati nelle oscure profondità dell’Inghiottitoio per rimuovere faticosamente quintali di pericolosi macro-rifiuti in plastica trasportati dal torrente, frutto dell’abbandono abusivo di spazzatura nei corsi d’acqua. Un’impresa eccezionale che ha scatenato la durissima condanna delle amministrazioni locali contro i vandali ambientali ma anche l’immensa gratitudine per la sinergia dei volontari intervenuti a difesa del nostro ecosistema. Leggi il resoconto completo dell’operazione👇

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Pulizia della grotte dell'Ovito a Pietrasecca

Pietrasecca (L’Aquila) – La bellezza maestosa, incommensurabile e selvaggia del patrimonio naturalistico abruzzese, celata gelosamente dalla natura sia in superficie tra i boschi montani che nelle misteriose, oscure e affascinanti profondità sotterranee della terra, è un tesoro immenso, inestimabile ma drammaticamente e costantemente fragile, minacciato giorno dopo giorno dall’incuria umana. Per contrastare fattivamente, coraggiosamente e operativamente il dilagante degrado ambientale, nella giornata di ieri, sabato 26 settembre 2026, è andata brillantemente e orgogliosamente in scena la lodevole, titanica e complessa giornata di bonifica ecologica battezzata programmaticamente “Puliamo l’Ovito”. Si è trattato a tutti gli effetti pratici e logistici di una vera e propria maxi-operazione straordinaria, ingegneristica e altamente specializzata, interamente votata all’attenta tutela paesaggistica e alla faticosissima pulizia manuale del bacino del lago interno sotterraneo e dei tortuosi e bui rami attivi e allagati del celebre e spettacolare Inghiottitoio dell’Ovito, situato nella suggestiva frazione carseolana di Pietrasecca. L’intero e delicatissimo intervento ambientale di recupero è stato brillantemente promosso, ideato e coordinato sul campo dal coraggioso e preparato Gruppo Grotte e Forre “Francesco De Marchi” facente storicamente capo all’importante sezione del CAI (Club Alpino Italiano) dell’Aquila. L’intera e complessa operazione logistica si è potuta svolgere in un solido e ufficiale quadro normativo e di collaborazione istituzionale, venendo regolarmente inserita e pienamente realizzata nell’ampio e virtuoso ambito del formale Protocollo d’Intesa stipulato, siglato e fortemente voluto tra i vertici della Regione Abruzzo e l’operosa Federazione Speleologica Abruzzese d’Abruzzo ETS, un accordo nato specificamente per agevolare l’istituzione capillare, la mappatura e la salvaguardia del fondamentale Catasto ufficiale delle innumerevoli Grotte e delle ricchissime Aree Carsiche regionali.

Speleologi in azione: rimossi enormi quintali di plastica dal lago sotterraneo

Le operazioni pratiche di bonifica effettuate fisicamente e coraggiosamente sul campo hanno richiesto e preteso un impiego massiccio, faticoso e prolungato di grandissime e specifiche competenze umane, tecniche e speleologiche di altissimo e raro livello professionale.
La giornata ecologica ha visto infatti l’adesione totale, la partecipazione volontaria e il sudore e l’impegno in primissima e pericolosa linea operativa di decine di esperti speleologi professionisti e amatori. Questi coraggiosi “uomini talpa”, dotati di attrezzature idonee, mute resistenti, torce frontali luminose e imbracature di sicurezza estreme, si sono dovuti calare faticosamente e minuziosamente nell’inospitale, umido, freddo e buio e scivoloso ambiente puramente ipogeo, strisciando e nuotando tra le antiche rocce carsiche millenarie per compiere una vera e propria missione di salvataggio ecologico estrema. Grazie al loro durissimo lavoro fisico, è stato possibile rimuovere e portare faticosamente alla luce in superficie e all’aria aperta decine di pesantissimi sacchi colmi di inquinanti macro-rifiuti urbani, grovigli letali di plastiche indistruttibili, microplastiche insidiose, copertoni e pericolosi residui tossici di ogni genere e natura chimica. Tutto questo spaventoso e desolante campionario di spazzatura umana si era accumulato indisturbatamente, letalmente e massicciamente nel corso dei lunghissimi anni e dei decenni all’interno delle fragili cavità interne della montagna a causa del forte e inesorabile trasporto idrogeologico sotterraneo delle acque del torrente in piena. Si è trattato di un’azione ecologica e civile assolutamente e categoricamente fondamentale e imprescindibile per la salvaguardia e la purificazione di un prezioso ecosistema biologico estremamente delicato, fragile e scientificamente unico al mondo come quello del rinomato e tutelato sistema carsico di Pietrasecca.

Sinergia eccezionale: dal CAI dell’Aquila alla formidabile squadra dei volontari

Il felice, rapidissimo ed eccezionale esito logistico di questo titanico lavoro di squadra speleologico (che in pochissime e tiratissime ore di sforzo ininterrotto ha magicamente e fisicamente permesso di estrarre dal fango sotterraneo e avviare immediatamente e legalmente al corretto smaltimento nei centri di raccolta un quantitativo idrogeologico davvero ingente, spaventoso e pericoloso di materiale tossico e inquinante) è il lampante e classico esempio di ottima e sana amministrazione condivisa.
La perfetta, fluida e insperata riuscita tecnica di un’iniziativa pubblica ambientalista così faticosa, strutturata, complessa e logisticamente e politicamente importante è stata resa possibile, organizzabile e fattibile unicamente e miracolosamente grazie alla perfetta e fluida e collaudatissima sinergia umana, e all’indispensabile collaborazione pratica, organizzativa e sul campo di numerosissime e diverse e volenterose realtà associative, civiche e tecniche del nostro prezioso territorio montano e nazionale. Oltre al capofila operativo aquilano del CAI, un ruolo determinante per la logistica e la sicurezza in grotta è stato fiduciosamente ricoperto anche dai fondamentali ospiti giunti da lontano, con l’apprezzata e vitale partecipazione attiva degli esperti tecnici della gloriosa S.A.S. (Società Adriatica di Speleologia) arrivati generosamente in trasferta appositamente fin dalla lontana città di Trieste. Hanno inoltre fornito braccia forti, supporto vitale e coordinamento indispensabile per tutta la lunghissima e faticosa durata dell’evento la vigile Federazione Speleologica Abruzzese (FSA), innumerevoli e motivatissimi membri dei vari Gruppi Speleologici Federati intervenuti a titolo gratuito in soccorso, oltre all’imprescindibile cuore battente e accogliente locale fornito e garantito dal supporto logistico, dal vitto e dal calore umano dell’Associazione culturale Pietralunare e dell’attivissima Pro Loco locale del borgo di Pietrasecca.

Il grido d’allarme sulle orribili discariche abusive: “Gesti di gravissima inciviltà”

A margine del completo e fortunato e liberatorio termine dell’impegnativa, sporca ma bellissima iniziativa ecologica, l’Amministrazione comunale locale (guidata responsabilmente in primis dal sindaco di Carsoli Alessandro Marcangeli) ha tenuto fermamente a voler far registrare ufficialmente, pubblicamente e a chiare lettere e con gratitudine il proprio caloroso e affettuoso ed istituzionale plauso rivolto indistintamente a tutti coloro i quali, sporcandosi le mani col fango, hanno contribuito attivamente, faticosamente e coraggiosamente alla perfetta e insperata riuscita pulizia della giornata. Ma, inesorabilmente e doverosamente, le belle parole istituzionali hanno fatto anche velocemente da severo preambolo a una doverosa, aspra e durissima lezione di civiltà pubblica.
«Desidero fortemente, sentitamente ed emotivamente esprimere oggi, orgogliosamente a nome dell’intera e compatta Amministrazione comunale, un grandissimo, enorme e sincero e caloroso ringraziamento pubblico a tutti gli attori che hanno eroicamente reso possibile questa stupenda giornata», si legge limpidamente e fieramente nella nota ufficiale diramata ai media e ai giornalisti della carta stampata, «e in particolar modo mi sento in doveroso obbligo morale di elogiare pubblicamente gli speleologi calatisi nel buio e tutti gli infaticabili volontari esterni che hanno fisicamente e lodevolmente svolto ore di un lavoro davvero complesso e umanamente prezioso per la tutela dell’Inghiottitoio e dell’ambiente circostante. Quanto abbiamo recuperato tristemente oggi dal fondo della grotta, però, deve e dovrà per forza farci seriamente e duramente riflettere sul nostro fallimentare e pessimo stile di vita cittadino. Il deprecabile, intollerabile e diffusissimo e vigliacco abbandono costante dei sacchetti dei rifiuti inquinanti e delle plastiche nei piccoli fossi verdi, lungo gli argini dei nostri preziosi e limpidi corsi d’acqua montani e in mezzo all’ambiente naturale boschivo rappresenta a tutti gli effetti penali un gravissimo, insopportabile e ingiustificabile gesto di purissima inciviltà umana: quei materiali gettati e nascosti per vigliaccheria nei torrenti vengono inesorabilmente e fatalmente trascinati, mossi e trasportati a valle dall’impeto della corrente dell’acqua e possono inesorabilmente andarsi a concentrare e accumularsi a tonnellate proprio all’interno di luoghi e santuari geologici chiusi di straordinario, bellissimo e fragile valore naturalistico mondiale come la meravigliosa Grotta dell’Ovito».

Un fragile tesoro carsico abruzzese da difendere: la gratitudine della comunità

Il gravissimo, irreversibile e palese inquinamento plastico riscontrato, filmato e bonificato faticosamente dagli speleologi nelle scure profondità buie e fangose di Pietrasecca assume purtroppo i tristissimi e cupi contorni nitidi di un vero e proprio disastroso attentato ecologico e ambientale perpetrato deliberatamente a uno dei cuori geologici pulsanti più antichi e affascinanti della Regione Abruzzo.
«Tutto questo enorme quantitativo di spazzatura finisce per andare inevitabilmente a intaccare pesantemente e compromettere fatalmente degli equilibri chimici e degli ecosistemi biologici particolarissimi ed estremamente delicati, che invece noi tutti residenti avremmo il sacro, morale e civile dovere di custodire religiosamente, difendere, proteggere e preservare intatti e puliti a beneficio delle generazioni future dei nostri figli», ha proseguito furente l’intervento istituzionale scagliandosi a ragione e pesantemente contro il gravissimo inquinamento fluviale. «È davvero particolarmente amaro, angosciante, deprimente e grave dover constatare e dover toccare fisicamente con mano sul fondo fangoso della caverna come il deprecabile comportamento irresponsabile, becero, criminale ed egoista e vile di pochissimi e isolati e incivili individui possa magicamente ed inesorabilmente arrivare a lasciare purtroppo il proprio distruttivo e letale segno ecologico indelebile e tossico finanche nascosto all’interno di un luogo incontaminato così prezioso per noi. Per questo esatto motivo, da domani in poi, accanto e contemporaneamente alle lodevoli ma pur sempre faticose necessarie e dispendiose attività straordinarie di bonifica sul campo come quella odierna, resta essenziale, vitale e assolutamente e categoricamente fondamentale rinvigorire e ripristinare capillarmente il senso civico e il rispetto quotidiano severo del territorio e delle sue regole ambientali da parte di ciascuno di noi semplici cittadini residenti. Il grandissimo, eccellente e sudato lavoro fisico svolto in grotta senza risparmiarsi in queste lunghe e buie ore dai ragazzi del CAI, dagli speleologi friulani, dalle mille associazioni culturali del paese e da tutti coloro i quali, a vario e meritevole titolo, hanno voluto presenziare e hanno felicemente e attivamente partecipato all’iniziativa di bonifica rappresenta e si erge invece gloriosamente come l’esempio migliore in assoluto di grandissima attenzione civica, ferrea responsabilità e puro, genuino e vero amore disinteressato per il nostro bellissimo territorio marsicano. A loro va immancabilmente la profonda e sentitissima e perenne gratitudine dell’intera comunità di Pietrasecca e del comune di Carsoli».

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Rocca di Botte isolata: cavi tranciati e blackout telefonico, il Comune denuncia Tim

La comunità abruzzese di Rocca di Botte è precipitata nel caos tecnologico a causa di un prolungato e inaccettabile isolamento telematico provocato dal contemporaneo collasso delle reti mobili e fisse. A chiarire la drammatica situazione, che impedisce da giorni ai cittadini persino di chiamare i soccorsi, è intervenuta l’Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco, puntando duramente il dito contro le negligenze delle compagnie telefoniche. Oltre a un gravissimo e persistente disservizio alla rete mobile (che rende impossibile ricevere ed effettuare chiamate con vari operatori, spingendo il primo cittadino a inoltrare un urgente esposto di protesta direttamente al Prefetto dell’Aquila), il disastro maggiore è localizzato in Via Fonte Bagno: qui, un cavo tranciato della rete TIM ha completamente azzerato e disattivato le connessioni internet e telefoniche in tutto il paese. A farne le pesanti spese e a subire il contraccolpo didattico è stato soprattutto il plesso scolastico di Via Querce Moscatello, rimasto vergognosamente isolato senza poter accedere al vitale registro elettronico o alle normali linee di emergenza dell’istituto. Per sbloccare questa inaccettabile paralisi, il Comune marsicano è sceso sul piede di guerra adottando, senza sconti, tre durissimi provvedimenti senza precedenti: una perentoria Diffida formale e Messa in Mora inviata d’urgenza a TIM (chiedendo l’immediato ripristino entro 24 ore o scatterà inevitabile la durissima denuncia penale in Procura per il reato di ‘interruzione di pubblico servizio’ unita a ingenti richieste di danni), una dura segnalazione ufficiale e formale protocollata all’AGCOM per pesanti sanzioni ispettive e, infine, un’urgente Ordinanza Sindacale per imporre a TIM l’immediata e obbligatoria messa in sicurezza viaria del cavo tranciato. Grazie a queste pesantissime pressioni legali, i tecnici hanno fortunatamente assicurato che i complessi lavori di riparazione infrastrutturale sono attualmente in corso e il guasto dovrebbe essere definitivamente archiviato entro domani. Leggi l’ordinanza completa e il piano d’azione del Comune per tutelare i cittadini👇

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Rete telefonica Tim

Rocca di Botte  – La rabbia, l’esasperazione e la fondata e crescente preoccupazione per la sicurezza pubblica e personale serpeggiano ormai da innumerevoli ore tra le tranquille vie del paese. Quella che inizialmente sembrava essere o potesse apparire come una banale e temporanea anomalia tecnica di rete, si è rapidamente e drammaticamente trasformata in un vero e proprio, prolungato, logorante e inaccettabile incubo logistico per l’intera comunità montana abruzzese. Da svariati giorni, infatti, il Comune di Rocca di Botte e tutti i suoi numerosi abitanti residenti si ritrovano di fatto a vivere in una condizione di totale, inaccettabile e anacronistico isolamento digitale e comunicativo. L’impossibilità fisica di effettuare una banale chiamata o di connettersi alla rete sta causando enormi e gravissimi disagi non solo ai semplici cittadini e ai lavoratori, ma anche alle pubbliche amministrazioni locali e ai fondamentali servizi di base del territorio. A fare doverosamente e pubblicamente luce sull’origine esatta, sulla natura tecnica e sulla gravità inaudita di questo devastante blackout è intervenuta direttamente l’Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco, attraverso la tempestiva, chiara e dettagliata diramazione istituzionale di un lungo comunicato ufficiale rivolto alla cittadinanza e pubblicato sui canali social dell’ente nella giornata di ieri, 25 settembre 2026. L’amministrazione marsicana ha infatti categoricamente e formalmente chiarito che le gravissime e perduranti difficoltà di comunicazione che stanno purtroppo e duramente flagellando e interessando il comprensorio comunale sono da imputare esclusivamente alla drammatica concomitanza simultanea di due distinti, sfortunati e pesantissimi guasti tecnici e infrastrutturali causati dalle negligenze delle stesse compagnie telefoniche operanti in zona.

Doppio guasto letale alle reti: telefoni cellulari muti e segnale instabile

Il primo, vasto e gravissimo fronte di emergenza infrastrutturale affrontato dal Comune riguarda il collasso strutturale della telefonia mobile e cellulare.
Come dettagliatamente evidenziato nella dura nota ufficiale diramata ai cittadini, l’intera rete mobile sta infatti registrando, ormai da parecchi giorni consecutivi, un grave, fastidiosissimo e persistente disservizio generalizzato. Gli utenti si scontrano quotidianamente con la totale impossibilità fisica e tecnica o con notevolissime, esasperanti difficoltà nel riuscire semplicemente a effettuare o ricevere normalissime chiamate vocali in entrata e in uscita. La criticità maggiore e più allarmante della situazione risiede nel fatto che questo gravoso problema di ricezione non è affatto limitato e circoscritto a un singolo e sfortunato gestore telefonico isolato, ma interessa trasversalmente, democraticamente e inesorabilmente tutte le innumerevoli utenze dei cittadini, indipendentemente dall’operatore telefonico prescelto, manifestandosi palesemente con una copertura del segnale radio che risulta essere perennemente e drammaticamente instabile, altalenante e solo parzialmente presente e garantita su pochissime porzioni del vasto territorio comunale. Trattandosi esplicitamente di disservizi legati alla cattiva gestione e manutenzione di impianti di trasmissione di proprietà di operatori e aziende private, il Sindaco di Rocca di Botte ha deciso politicamente e coraggiosamente di non restare a guardare le braccia incrociate e di passare immediatamente alle vie di fatto istituzionali e legali: nei giorni scorsi, infatti, il primo cittadino ha tempestivamente e duramente inviato e protocollato un formale, urgente e pesantissimo esposto scritto indirizzato direttamente e personalmente al Prefetto della Provincia dell’Aquila. Attraverso questa forte mossa istituzionale, il Comune ha formalmente e pressantemente richiesto un immediato e risolutivo intervento d’imperio istituzionale nei confronti e ai danni dei gestori privati responsabili delle antenne, al fine esclusivo di obbligarli ad accertare rapidamente le cause tecniche del disservizio e, soprattutto, per riuscire a garantire la sicurezza pubblica e la totale pubblica incolumità e salvaguardia vitale dell’intera popolazione (attualmente impossibilitata persino a contattare tempestivamente i numeri dei mezzi e dei servizi di soccorso sanitario d’emergenza in caso di improvviso malore).

Il disastroso caso della rete fissa: cavo tranciato e scuole in ginocchio

Se la situazione legata ai telefoni cellulari e alle antenne private appare critica, angosciante e instabile, il secondo enorme problema infrastrutturale denunciato dal Comune, quello relativo e riguardante la rete fissa cablata e il vitale traffico dati e internet, ha assunto fin dalle prime battute e ha attualmente contorni e connotati logistici e sociali letteralmente drammatici e disastrosi.
L’amministrazione comunale abruzzese ha infatti formalmente comunicato e spiegato che l’intera rete telefonica fissa e la conseguente e vitale connettività internet domestica e pubblica sono risultate e risultano essere attualmente e completamente interrotte e tranciate a causa di un grosso e fondamentale cavo di proprietà dell’azienda TIM che è stato inavvertitamente, fisicamente e brutalmente tranciato e divelto di netto nella zona di Via Fonte Bagno. Questo fatale e inaccettabile incidente tecnico ha generato e scatenato un incredibile, istantaneo e totale isolamento telematico per il paese, bloccando inesorabilmente e paralizzando di colpo le fondamentali e quotidiane attività cittadine. A subire i danni maggiori, collaterali e più inaccettabili di questa assurda e intollerabile situazione di stallo infrastrutturale e di blackout è stato purtroppo e clamorosamente l’intero plesso scolastico pubblico dell’infanzia e della primaria situato strategicamente in Via Querce Moscatello al numero civico 1. A causa dell’incredibile e totale mancanza protratta di segnale internet e di banda larga, infatti, la scuola è stata letteralmente messa in ginocchio per giorni: si è verificata una gravissima, inaccettabile e pericolosissima interruzione formale e logistica di pubblico servizio, caratterizzata in primis dalla totale e paralizzante impossibilità per i docenti di accedere e compilare il fondamentale registro elettronico scolastico ministeriale, ma anche e soprattutto dalla perdurante e spaventosa mancanza e assenza totale di basilari e funzionanti linee telefoniche fisse d’appoggio e di tutti i moderni sistemi telematici di allerta e di chiamata di emergenza dell’istituto.

La durissima reazione istituzionale: diffide formali a Tim e segnalazione ad Agcom

Per riuscire a sbloccare con la forza questa intollerabile, pericolosa e vergognosa situazione di impasse infrastrutturale, volta a tutelare e difendere strenuamente e legalmente l’incolumità e gli interessi vitali e didattici dell’intera comunità, in data odierna il combattivo e risoluto Comune marsicano ha coraggiosamente ed energicamente adottato tre durissimi, esemplari e inappellabili provvedimenti legali senza precedenti nella storia recente del paese.
In primo luogo, è partita tempestivamente dagli uffici comunali una rigidissima e ultimativa Diffida formale e Messa in Mora (inviata legalmente tramite Posta Elettronica Certificata PEC) indirizzata direttamente e minacciosamente ai vertici apicali di TIM. L’ente locale ha formalmente intimato all’azienda di telecomunicazioni l’immediato e totale ripristino della linea fissa e dei cavi entro e non oltre il termine perentorio, vincolante e insindacabile di appena 24 ore lavorative. In caso di mancata o tardiva ottemperanza, il documento legale comunale preannuncia ufficialmente a TIM la presentazione immediata di una pesantissima denuncia penale presso gli uffici competenti della Procura della Repubblica locale per il gravissimo reato di “Interruzione di pubblico servizio” (ai sensi del noto e severo articolo 340 del Codice Penale), unito a una mastodontica e conseguente richiesta civile di indennizzo e risarcimento monetario per gli enormi e incalcolabili danni d’immagine e logistici subiti dalla comunità isolata. Parallelamente e contestualmente, l’amministrazione ha formalizzato e inoltrato una durissima e documentata denuncia ufficiale all’AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni), segnalando nero su bianco e senza alcun timore riverenziale la palese e macroscopica violazione tecnica e formale della normativa nazionale ed europea riguardante i livelli minimi e garantiti di qualità e continuità dei servizi erogati, richiedendo formalmente l’avvio immediato e l’apertura di pesantissime e severe procedure ispettive e aspre misure sanzionatorie economiche contro la società TIM S.p.A. per le evidenti e perduranti inadempienze infrastrutturali.

Ordinanza contingibile e tempi previsti: “Guasto risolto entro domani”

L’offensiva legale e burocratica dell’amministrazione per ripristinare e garantire strenuamente e fermamente la legalità e la sicurezza viaria non si è certo fermata alle sole ed esclusive denunce penali ed economiche.
Constatato personalmente e oggettivamente che il grosso cavo telefonico fisicamente tranciato e penzolante costituiva e costituisce tuttora un gravissimo e inaccettabile e pericoloso intralcio burocratico e fisico alla normale viabilità urbana e alle auto, oltre a costituire palesemente un concreto, reale e letale pericolo elettrico o d’inciampo per i tanti e ignari passanti, il Sindaco, facendo ricorso ai propri altissimi poteri eccezionali per tutelare l’incolumità pubblica, ha emesso e firmato l’Ordinanza Sindacale contingibile e urgente (la numero 14). Con questo stringente ed esecutivo atto formale amministrativo, il primo cittadino ha tassativamente e duramente ordinato ai tecnici di TIM l’immediata messa in sicurezza dell’area interessata e il ripristino definitivo del cavo e del manto viario entro e non oltre lo scadere temporale dei 2 giorni successivi, trasmettendo prudenzialmente e formalmente l’atto impositivo, per dovuta presa visione e conoscenza, anche agli uffici centrali della Prefettura dell’Aquila.
Fortunatamente per gli sfortunati cittadini residenti, questa pesantissima, martellante e inaudita pressione legale, amministrativa e mediatica esercitata con coraggio dal Comune ha finalmente e rapidamente iniziato a produrre i suoi primi, insperati e tangibili effetti e riscontri operativi sul campo. Come esplicitato nel paragrafo conclusivo del lungo comunicato ufficiale titolato “Aggiornamento tecnico di zona”, l’Amministrazione si è attivata instancabilmente e per vie brevi, contattando ripetutamente, telefonicamente e insistentemente i tecnici manutentori di zona operanti fisicamente e direttamente per conto delle aziende sull’infrastruttura di rete. A seguito e in virtù di questo diretto, aspro e pressante confronto verbale con gli operatori tecnici e i responsabili di cantiere, le aziende hanno ufficialmente assicurato all’ente pubblico che l’imponente e risolutivo intervento di riparazione fisica del danno ai cavi “è attualmente in corso di svolgimento e avanzamento, e che il guasto tecnico totale dovrebbe e dovrà essere definitivamente risolto e ultimato entro l’intera giornata di domani”. L’Amministrazione Comunale di Rocca di Botte ha comunque e giustamente tenuto a ribadire a chiare lettere e a promettere solennemente alla cittadinanza, in chiusura del comunicato pubblico, che “continuerà instancabilmente, assiduamente e vigilemente a vigilare costantemente e con grande severità sul rigoroso e tassativo rispetto pratico e orario di queste specifiche e annunciate tempistiche d’intervento tecnico e di riparazione, oltre a pressare, se necessario, instancabilmente e quotidianamente la Prefettura territoriale e tutti i competenti e massimi organi istituzionali di garanzia e di controllo statale, finché non si giungerà in maniera stabile, inequivocabile, definitiva, pacifica e sicura alla totale e completa risoluzione strutturale di tutti gli annosi disservizi di rete denunciati, tutelando così i sacrosanti diritti e l’incolumità della cittadinanza marsicana isolata”.

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Piana del Cavaliere

Il silenzio del bosco guarisce le nevrosi e risveglia la coscienza: a Pereto l’esperienza sensoriale con il ricercatore spirituale Val Monteleone

Il silenzio incontaminato dei boschi abruzzesi si fa scudo civile contro lo stress metropolitano e gli occhi si chiudono per curare le solitudini profonde dell’anima! Domani, sabato 26 settembre 2026 alle ore 16:30, i Giardini della Fonte Vecchia di Pereto (AQ) ospiteranno l’attesissimo appuntamento sensoriale “Oltre i Sensi: Chiudi gli occhi per imparare a vedere”, un’esperienza itinerante completamente GRATUITA organizzata dall’Associazione Percorsi Solidali APS nell’ambito del maxipiano regionale “Marsica per tutti”. Guidati dai laboratori esoterici e marziali dello stimato ricercatore spirituale Val Monteleone, i partecipanti cammineranno lungo il Sentiero Natura tra suoni, aromi biologici e meditazioni d’avanguardia. Unici requisiti obbligatori per sconfiggere l’isolamento da smartphone: telefoni spenti e un sacchetto di riso nello zaino. Scoprite il numero telefonico nel nostro articolo! 👇

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Locandina evento Pereto

Pereto- Una forza invisibile, ancestrale e purissima si propaga tra le selve secolari e le rocce monumentali della Marsica, trasformando la natura selvaggia in un’autentica officina di pensiero nudo, risorsa terapeutica ed educazione permanente alla pace dell’anima. I sentieri dell’entroterra e il respiro biologico degli alberi, quando sanno spogliarsi dei vecchi e polverosi cliché della finzione commerciale di plastica e dei filtri artificiali degli smartphone, si riscoprono l’unico vero specchio trasparente capace di radiografare le nostre dinamiche interiori, offrendo alle famiglie e ai giovani un’oasi di spensieratezza colta, lontana dal torpore del consumismo. Domani, sabato 26 settembre 2026, alle ore 16:30 in punto, lo sfolgorante scenario dei Giardini della Fonte Vecchia di Pereto (AQ) terrà a battesimo il fischio d’inizio di un attesissimo e mozzafiato percorso di riscatto civile dello spirito: prenderà vita l’esperienza sensoriale intitolata “Oltre i Sensi: Chiudi gli occhi per imparare a vedere”.

La monumentale manifestazione, orchestrata con assoluto rigore filologico e spavaldo orgoglio dall’Associazione Percorsi Solidali APS, si inserisce nell’ambito del prestigioso progetto strategico “Marsica per tutti”. Un’opera di squadra eccezionale interamente finanziata dalla Regione Abruzzo mediante lo sblocco di un fondo speciale di 312.000,00 euro derivante dalle quote del Fondo Sociale Regionale per l’innovazione dei programmi socio-culturali territoriali. Il ruolino di marcia dell’evento si aprirà con una suggestiva e intima camminata nel bosco lungo il Sentiero Natura, un preludio itinerante che scorterà i partecipanti e i passeggeri del sogno in un perimetro protetto di isolamento acustico, azzerando le distanze burocratiche tra l’istituzione e le esigenze reali della comunità sabina e abruzzese, taccuino alla mano e passioni calde.

Dall’esoterismo antico al risveglio dei sensi: il viaggio guidato da Val Monteleone

L’ordito dell’iniziativa propone un cammino unico in cui l’antica sapienza esoterica e la saggistica filosofica orientale collidono felicemente con i laboratori del risveglio sensoriale contemporaneo. Attraverso l’utilizzo millimetrico di suoni vibrazionali, essenze e profumi d’ambiente organici e meditazioni profonde, la platea verrà scortata in un viaggio introspettivo volto a frantumare l’asfissia, la fretta e la solitudine della vita quotidiana metropolitana per ritrovare il contatto biologico con l’essenza dell’anima. A guidare le risposte flessibili dei presenti di fronte al perimetro dell’ignoto sarà Val Monteleone, stimatissimo ricercatore in ambito spirituale e marziale, una figura di immenso merito andata rubata nei taccuini dei cultori della consapevolezza interiore per i suoi soft skill pedagogici e per l’onestà delle sue idee, priva di filtri protettivi.

I dati dell’esperimento meditativo parlano chiaro e non lasciano spazio a dubbi: il benessere collettivo e la qualità della vita rionale si edificano unicamente riabilitando i soft skill della concentrazione e ripudiando il materialismo imperante. La cattedra naturale del Sentiero Natura si trasforma così in uno scudo impenetrabile e in un comfort funzionale perfetto contro l’intolleranza e le nevrosi contemporanee. Andare oltre il limite della vista biologica insegna a decifrare il proprio mondo interiore e a valorizzare l’empatia fraterna nei confronti della biosfera e dell’ambiente circostante, dimostrando con i fatti che il silenzio e il raccoglimento costituiscono l’antidoto più potente allo spopolamento dello spirito e all’esodo dei valori umani nei rioni delle nostre province, senza cedere a moralismi o paternalismi di facciata.

I telefoni spenti e il sacchetto di riso: le due rigide scadenze per partecipare

L’incontro è elargito alla cittadinanza in forma completamente gratuita, ma per preservare il misticismo e il comfort funzionale della pratica, l’organizzazione esige dai passeggeri dell’avventura il rispetto di due semplici ma ferree regole comportamentali dello Stato del benessere. In primo luogo, vige l’obbligo contrattuale e morale di mantenere i telefoni smartphone completamente spenti per tutta la durata dei laboratori, eliminando alla radice l’asfissia protettiva e l’isolamento causati dalla finzione commerciale delle reti digitali. In secondo luogo, ciascun viandante dovrà recarsi all’appuntamento portando con sé un sacchetto di carta o di stoffa biologica riempito di riso crudo, un elemento simbolico e materico irrinunciabile per la corretta riuscita dell’interplay sensoriale.

I registri delle adesioni sono aperti e i database della segreteria dell’APS pronti per coordinare l’afflusso. Per richiedere informazioni dettagliate sulla logistica del cantiere spirituale o per interfacciarsi con il monitoraggio organizzativo, è attivo il numero di contatto telefonico diretto di Valerio al 3475373665. Questo fine settimana spegnete i dispositivi elettronici, lasciate a casa il grigiore del materialismo quotidiano e salite tra i boschi di Pereto: Val Monteleone e la Fonte Vecchia vi aspettano a braccia aperte per ricordarvi che finché l’umanità saprà chiudere gli occhi per imparare a vedere la propria anima, il domani della nostra terra sarà per sempre un posto libero, protetto, fiero e profondamente umano. Il cammino nel blu della coscienza è cominciato, ed è un’esperienza meravigliosa che aspetta solo di essere vissuta.

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