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Attualità

Caso Lavitola, la sorella Maria a Filorosso: “La ‘ndrangheta? Falso. Ho querelato Saviano”

La sorella dell’ex “re dei faccendieri” Valter Lavitola sgancia una serie di bombe mediatiche a Filorosso (Rai 3). In una lunghissima intervista esclusiva, Maria Lavitola ha clamorosamente e nettamente smentito i presunti legami tra il fratello e la spietata ‘ndrangheta, definendo assurde anche le gravissime accuse legate a fantomatici attentati o “metodi mafiosi”. La donna, pur notando che l’ex faccendiere non sembra più lucido ma è solo in preda a folli deliri di onnipotenza, ha rivelato con enorme sdegno di aver appena querelato ufficialmente lo scrittore Roberto Saviano. Il motivo? Aver diffamato pubblicamente e vergognosamente la memoria del padre (famoso e rispettato neuropsichiatra)👇

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Filorosso Monteleone

Roma – La fitta, complessa e torbida ragnatela di misteri insondabili, oscuri legami politici e giganteschi scandali internazionali che per anni ha avvolto strettamente e indissolubilmente la nota e dibattuta figura del discusso ex faccendiere italiano Valter Lavitola, torna prepotentemente, inesorabilmente e rumorosamente sotto la potentissima luce dei riflettori mediatici e giudiziari nazionali. Ad accendere un nuovo, gigantesco e inaspettato faro di chiarezza (ma anche e soprattutto di forte, aspro e netto contrasto) sulle incredibili, surreali e controverse vicende legate all’ex “re dei fixer” è intervenuta pubblicamente e direttamente una figura familiare importantissima, da sempre rimasta un passo indietro rispetto al clamore delle telecamere: la sorella Maria Lavitola. La donna ha infatti rilasciato una lunga, complessa, tesissima ed esplosiva intervista esclusiva (sapientemente e puntualmente raccolta dalle abili domande del direttore di MOWMag, Moreno Pisto) che è stata poi trasmessa integralmente e in esclusiva televisiva ieri sera nel seguitissimo corso della puntata di Filorosso, l’approfondito, graffiante e coraggioso talk show d’inchiesta ottimamente condotto da Antonino Monteleone in prima serata sui canali di Rai 3. Le pesantissime e chiare dichiarazioni rilasciate a freddo dalla signora Lavitola mirano in maniera chirurgica, decisa e inequivocabile a fare urgente e definitiva pulizia sulle tantissime, pesanti e infamanti dicerie circolate ossessivamente negli ultimi caotici mesi sulla famiglia, difendendo al contempo con feroce onore la memoria storica del padre e tracciando un ritratto intimo, inquietante e malinconico del fratello Valter, oggi descritto come un uomo completamente perso nei suoi inarrestabili deliri e spogliato della sua proverbiale lucidità mentale.

Il legame familiare e la smentita netta sulla ‘ndrangheta

Il difficilissimo, teso e ostico rapporto umano e familiare delineato coraggiosamente da Maria Lavitola davanti all’obiettivo delle telecamere Rai è inevitabilmente e drammaticamente intriso di grandissimo affetto fraterno ma, al tempo stesso, necessita pubblicamente di stabilire dei paletti morali e legali assolutamente invalicabili.
“Valter rimane pur sempre, nel bene e nel male, il fratello maggiore a cui io voglio, ancora e per sempre, un gran bene”, ha voluto doverosamente e dolcemente premettere la donna all’inizio del lungo colloquio. Ma subito dopo, il tono della voce si è fatto improvvisamente freddo, tagliente e deciso, tornando specificatamente e categoricamente sulle pesantissime e gravissime dichiarazioni che le erano state maldestramente o falsamente attribuite a mezzo stampa nel corso degli ultimissimi, tribolati mesi d’indagine. “Io non avrei assolutamente mai affermato, in nessuna sede e in nessun momento, che mio fratello intrattiene oscuri o saldi rapporti criminali con i boss della ‘ndrangheta. Con gli ambienti e le logge della massoneria lo aveva candidamente, spregiudicatamente e liberamente affermato lui stesso in passato, e se ne assume la totale responsabilità. Ma anche in quel caso specifico, io non so minimamente né come, né dove e tantomeno il perché sia accaduto. Era un dato di fatto oggettivo che tu, Valter, hai detto in prima persona per i tuoi scopi. Ma per quanto riguarda la presunta e fantomatica vicinanza con i clan spietati della ‘ndrangheta, io me ne sarei guardata bene dall’avvicinarmi anche solo col pensiero a simili calunnie”. Una smentita secca, chiara e frontale, volta a disinnescare rapidamente e definitivamente una bomba mediatica e giudiziaria potenzialmente letale e distruttiva per l’onorabilità residua dell’intero nucleo familiare d’origine.

La querela a Saviano in strenua difesa della memoria del padre

L’offensiva mediatica e legale intrapresa solennemente da Maria Lavitola non si ferma però alla semplice e pacata smentita televisiva o alla sola narrazione e difesa delle controverse vicende legate al fratello faccendiere, ma assume improvvisamente contorni clamorosi, eclatanti e battaglieri tirando rumorosamente in ballo uno dei nomi più celebri, intoccabili e ascoltati del giornalismo investigativo italiano.
La sorella dell’ex braccio destro per il Sudamerica ha infatti sganciato in diretta televisiva una vera e propria bomba legale, rivelando pubblicamente, con grande rabbia e assoluto sdegno, di aver formalmente e ufficialmente querelato lo scrittore antimafia Roberto Saviano. Il durissimo scontro a suon di carte bollate e legali nasce, secondo quanto accoratamente e lucidamente raccontato dalla Lavitola, da alcune specifiche e pesanti ricostruzioni fornite recentemente e pubblicamente dall’autore di Gomorra. “Ho querelato ufficialmente Roberto Saviano perché, nei numerosi video e nelle interviste che ho visto circolare in rete, lui parla in maniera convinta del cosiddetto ‘schema Lavitola’, un presunto e torbido modus operandi che, sempre secondo le discutibili e fantasiose affermazioni di Saviano, mio fratello Valter avrebbe imparato o ereditato direttamente dall’insegnamento di nostro padre. Quello descritto è palesemente ed evidentemente uno schema criminale che lascia pesantemente intendere all’ascoltatore l’esistenza di qualcosa di illecito, mafioso o profondamente criminale. Mio papà, è bene ricordarlo a tutti, è stato un celebre, stimatissimo e famosissimo neuropsichiatra clinico che lavorava duramente per lo Stato, e che per dovere professionale certificava medicamente la pazzia di molti spietati criminali, ma non è mai stato, e mai sarà, un criminale egli stesso”.

“Non c’è il metodo mafioso, è solo un delirio di onnipotenza”

Proseguendo incalzata dalle ottime e precise domande del direttore Moreno Pisto, Maria Lavitola ha poi affrontato apertamente, con grande freddezza clinica e un pizzico di amara, cruda lucidità psicologica, il vero e complesso motore, oscuro e narcisista, che muove inesorabilmente tutte le spregiudicate e controverse mosse pubbliche e relazionali del fratello.
Sull’agghiacciante e ventilata ipotesi che Valter possa aver storicamente utilizzato un vero e proprio e sistematico “metodo mafioso” per costruire la sua complessa e milionaria rete di ricatti e protezioni, la sorella è stata netta, chirurgica e tranciante: “Parlare oggi di metodo mafioso per Valter è pura e semplice follia. È unicamente, tristemente ed esclusivamente il suo smisurato e patologico delirio di onnipotenza personale a parlare per lui, il suo irrefrenabile, morboso e malato bisogno infantile di voler costantemente apparire al centro esatto della scena politica ed economica. Lui credeva fermamente che doveva essere per forza qualcuno di importante, che doveva dominare ed entrare prepotentemente in politica ad altissimi livelli, doveva poter dire ad alta voce davanti al mondo intero ‘io sono’. E aggiungo anche un altro dettaglio fondamentale per capirne davvero il carattere: se tu oggi gli chiedi ingenuamente anche una sola cortesia o un piacere gratuito, lui senza pensarci due volte te la fa. Non sono ovviamente né mai sarò nella sua complessa e geniale testa calcolatrice, ma vi assicuro fermamente che non è affatto un classico e omertoso metodo mafioso questo che mette in pratica”. Pur prendendo sempre nettamente, categoricamente e responsabilmente le sacrosante distanze personali, legali ed etiche dalle tantissime, spregiudicate, controverse e spesso illecite condotte affaristiche del noto fratello, Maria esclude anche, e nella maniera più assoluta e totale, un suo ipotetico, folle e diretto coinvolgimento come inquietante e spietato mandante in recenti fatti di sangue: “Sul fatto che lui, fisicamente o indirettamente, non abbia mai ordinato o commissionato a terzi l’attentato dinamitardo di cui si discute aspramente in questi ultimissimi giorni sui giornali, io ci credo fermamente e ciecamente. Per me, se così fosse in realtà, significherebbe aver varcato definitivamente la soglia della completa follia criminale, cosa che escludo”. Il ritratto finale tratteggiato amaramente dalla sorella prima di congedarsi dalle telecamere è quello triste, rassegnato e desolante di un uomo profondamente e irrimediabilmente sconfitto: “Se c’è qualcuno alle sue spalle oggi? Non lo so francamente. Ma in Italia tutto è possibile. Io oggi purtroppo non lo vedo per nulla lucido e razionale. Ho visto e riascoltato con dolore le sue ultime e caotiche interviste in tv, l’ho visto attentamente nei giorni disperati prima dell’arresto, durante il teso dibattito, e l’unica cosa sconcertante che notavo fissandolo, era proprio il vuoto, lo sguardo di Valter. Quello sguardo vivo e attento non c’era più”.

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Attualità

Pensioni di ottobre 2026: da domani al via i pagamenti in tutti gli uffici d’Italia

Scatta finalmente il giorno più atteso dell’anno per milioni di cittadini senior: arrivano le pensioni di ottobre 2026! Poste Italiane ha comunicato ufficialmente che da giovedì 1° ottobre prenderanno regolarmente il via i pagamenti presso tutti gli uffici postali del territorio nazionale. I titolari di conto o carta Postepay Evolution troveranno direttamente l’accredito automatico, mentre per chi preleva è attiva un’eccezionale assicurazione gratuita contro i furti (fino a 700 euro). L’azienda consiglia saggiamente di recarsi agli sportelli nel pomeriggio per evitare le lunghe file mattutine👇

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Poste-Italiane

Roma – L’inizio del nuovo mese porta storicamente, tradizionalmente e puntualmente con sé una delle notizie economiche e di servizio pubblico maggiormente attese, importanti e rassicuranti per milioni di cittadini senior e famiglie residenti da nord a sud della Penisola. L’azienda di Stato Poste Italiane ha infatti ufficialmente e pubblicamente comunicato che in tutti gli innumerevoli e capillarmente diffusi uffici postali presenti sull’intero e vasto territorio nazionale italiano, le vitali e attesissime pensioni relative alla mensilità corrente del mese di ottobre 2026 saranno regolarmente, puntualmente e regolarmente messe in effettivo pagamento a partire dalle primissime ore di domani, giovedì 1° ottobre. Si tratta di un appuntamento economico mensile di vitale e assoluta importanza per il sostentamento quotidiano del preziosissimo tessuto sociale del Paese, nonché di una complessa e gigantesca operazione logistica e di sicurezza che l’imponente macchina di Poste Italiane gestisce ormai da moltissimi decenni con comprovata, fluida ed efficientissima precisione e capillarità territoriale. Esattamente a partire dalla primissima mattinata della stessa identica data, le somme spettanti per le pensioni del mese di ottobre saranno contemporaneamente, automaticamente e comodamente rese disponibili e immediatamente visibili anche per tutti quei previdenti e tantissimi titolari di un classico Libretto di Risparmio postale, di un moderno Conto corrente BancoPosta o della celebre e versatile carta prepagata Postepay Evolution che abbiano precedentemente, esplicitamente e saggiamente scelto la comodissima strada dell’accredito elettronico diretto e automatico, evitando così inutili e lunghissime attese e code fisiche all’interno delle sale d’aspetto.

Prelievo allo sportello o agli sportelli ATM: tutte le opzioni

L’erogazione tempestiva, diversificata e altamente accessibile del flusso di denaro mensile ai pensionati italiani rappresenta uno dei massimi e storici punti di forza dell’infinita offerta dei servizi postali statali, pensati e modellati proprio per assecondare ogni singola esigenza del cittadino anziano.
Tutti gli abituati e storici possessori di una comune e pratica Carta di Debito elettronica (correttamente, regolarmente e nominalmente associata ai propri conti correnti o ai classici libretti di risparmio), così come anche tutti gli svariati e numerosi titolari della moderna e diffusa carta Postepay Evolution, potranno quindi godere fin dalle primissime luci dell’alba della totale, assoluta e comoda libertà di poter prelevare istantaneamente il proprio denaro contante recandosi autonomamente e liberamente presso le decine di migliaia di tecnologici sportelli automatici ATM Postamat, dislocati in maniera fitta e capillare sull’intero e sconfinato territorio nazionale italiano. Questa pratica e utilissima opzione tecnologica, sempre più apprezzata e utilizzata anche dalla clientela più anziana, permette concretamente e agilmente di saltare la fila senza la faticosa, noiosa e stringente necessità di doversi per forza recare fisicamente e attendere pazientemente in piedi il proprio turno allo sportello interno tradizionale. Ovviamente, per tutti coloro che invece preferiscono fedelmente e tradizionalmente il rassicurante e caloroso contatto umano e visivo con il proprio operatore postale di fiducia, per il regolare e formale ritiro della pensione cartacea e fisica allo sportello interno è sempre tassativamente, legalmente e rigorosamente necessario presentare all’impiegato un proprio documento di identità ufficiale e in pieno e regolare corso di validità legale. In alternativa a questa procedura standardizzata, l’azienda ricorda sempre che è assolutamente e legalmente possibile, tramite l’apposita modulistica, delegare formalmente e per iscritto una terza persona di estrema fiducia per effettuare materialmente la delicata operazione di prelievo delle somme di denaro in totale sicurezza e trasparenza.

Ritiro super sicuro: l’assicurazione gratuita contro i furti

In un periodo storico purtroppo, inevitabilmente e tristemente caratterizzato da frequenti, odiosi e spregevoli episodi di cronaca legati a truffe mirate e furti stradali perpetrati vigliaccamente ai danni delle fasce più deboli e indifese della popolazione, Poste Italiane scende in campo con una massiccia, concreta e rassicurante barriera di tutela.
L’azienda ricorda infatti, con grande e giustificato orgoglio istituzionale, che tutti gli affezionati e fedeli possessori di una Carta di Debito associata ai conti correnti o ai diffusissimi libretti postali possono inoltre usufruire, in maniera totalmente ed eccezionalmente gratuita, di una preziosissima, utilissima e rassicurante polizza assicurativa creata ad hoc per i pensionati. Questa lodevole e importante copertura legale prevede, nello specifico e nel dettaglio contrattuale, un rapido e garantito risarcimento in denaro (che può arrivare a coprire fino a un importo massimo di 700 euro calcolati su base annua) nel malaugurato, triste ed esecrabile caso di furto o violento scippo di denaro contante subito dalla vittima, a patto che l’evento criminoso avvenga specificatamente e temporalmente nelle due ore immediatamente successive al momento dell’avvenuto e documentato prelievo fisico effettuato presso le sedi degli uffici postali o presso i tecnologici ATM Postamat stradali. Si tratta di un eccellente e sensibile servizio di grandissima civiltà sociale, che restituisce serenità e sonni tranquilli a moltissimi anziani spesso giustamente timorosi di girare con il denaro della pensione in tasca.

I preziosi consigli di Poste per evitare file e informazioni

L’immensa e collaudata macchina organizzativa di Poste Italiane mira da sempre, costantemente e instancabilmente, a cercare di ottimizzare al massimo grado e millimetricamente i complessi e pesanti flussi quotidiani di affluenza fisica dell’utenza.
Proprio per favorire e garantire un servizio sempre più rapido, snello, confortevole, efficiente e totalmente privo di fastidi o spiacevoli malumori per l’utenza fragile, la dirigenza di Poste Italiane consiglia infine caldamente e premurosamente a tutti i pensionati d’Italia, ove questo sia ovviamente e logisticamente possibile e non crei disagio familiare, di recarsi fisicamente a ritirare l’amata e vitale pensione preferibilmente nella tarda e calma mattinata, oppure direttamente ed esclusivamente nelle ore pomeridiane meno affollate. Inoltre, l’azienda suggerisce saggiamente, logicamente e amichevolmente di privilegiare e scegliere i giorni del calendario successivi a quelli dei primissimi e caotici giorni del mese. Questa piccolissima, semplice e banale accortezza organizzativa si rivela sistematicamente, incredibilmente e statisticamente fondamentale al nobile e pratico fine di evitare fastidiosi ingorghi, disagi temporanei e tempi di attesa fisici all’interno delle sale che, altrimenti, risulterebbero ampiamente, sgradevolmente e inutilmente superiori alla media. Per reperire tempestivamente ulteriori informazioni, chiarimenti o indicazioni più precise in merito, l’azienda ricorda che è sempre comodamente e facilmente possibile consultare in qualsiasi momento il chiarissimo sito web istituzionale www.poste.it, oppure contattare vocalmente il pratico e cordiale numero verde nazionale 06 45263322.

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Economia

Poste Italiane integra TIM: approvato il regolamento per la direzione e il coordinamento

Nasce ufficialmente e definitivamente il più grande gigante italiano dei servizi e delle telecomunicazioni! A pochissimi giorni dalla chiusura dell’Opas (che ha portato Poste a detenere ben l’86% del capitale della storica compagnia telefonica), il Consiglio di Amministrazione di Poste Italiane ha varato le storiche linee guida per esercitare l’attività di direzione e coordinamento su TIM. L’azienda guidata dall’Amministratore Delegato Matteo Del Fante assumerà il pieno controllo strategico e industriale sulle mosse del colosso telefonico, pur garantendo formalmente l’autonomia giuridica e tutelando gli azionisti di minoranza👇

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DG Giuseppe Lasco e AD Matteo Del Fante

Roma – Il complesso, affascinante e colossale Risiko del mercato finanziario, dei grandi servizi e delle telecomunicazioni nazionali ha appena compiuto un passo in avanti storicamente ed economicamente gigantesco, destinato inevitabilmente a mutare e ridisegnare radicalmente per decenni l’intero e strategico assetto industriale e tecnologico della nostra Penisola. A pochissimi giorni di distanza dalla chiusura ufficiale e formale dell’imponente e discussa Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio (l’acronimo tecnico Opas) lanciata su TIM, il potente Consiglio di Amministrazione del colosso Poste Italiane ha ufficialmente e definitivamente premuto l’acceleratore, sancendo l’effettivo via libera operativo alle nuove, stringenti e fondamentali linee guida aziendali. Come puntualmente, precisamente e orgogliosamente riportato e confermato nelle scorse ore anche dal telegiornale aziendale “TG Poste”, il solenne e riunito Cda ha formalmente e all’unanimità deliberato il tanto atteso avvio dell’esercizio delle complesse e delicate attività di direzione e di stringente coordinamento nei confronti della storica compagnia telefonica italiana TIM, provvedendo contestualmente ad approvare e varare anche il relativo, corposo e dettagliatissimo Regolamento formale di governo operativo. Si tratta di un passaggio puramente formale ma sostanzialmente vitale e imprescindibile dal punto di vista societario e giuridico, che decreta la nascita di un vero e proprio e inarrestabile gigante nazionale dei servizi, capace di fondere insieme la capillare e storica rete logistica e finanziaria di Poste con la strategica, complessa e vasta infrastruttura tecnologica e di rete della principale compagnia di telecomunicazioni del Paese.

I numeri dell’Opas: Poste Italiane detiene l’86% di TIM

Il rapido, deciso e inesorabile iter burocratico e decisionale intrapreso nelle scorse settimane ha portato a un risultato finanziario di proporzioni semplicemente inimmaginabili fino a qualche anno fa per il libero mercato.
In seguito alla felice, rapida e trionfale chiusura tecnica dell’impegnativa operazione di mercato (l’Opas), il formidabile, solido e ramificato Gruppo tricolore (guidato sapientemente, strategicamente e con pugno di ferro dall’attuale e confermato Amministratore Delegato Matteo Del Fante, coadiuvato strettamente e costantemente dall’attento Direttore Generale Giuseppe Lasco) è incredibilmente e fattivamente arrivato a detenere nel proprio forziere circa l’86% del capitale azionario di TIM. Preso doverosamente e trionfalmente atto di questi numeri schiaccianti, il potente board societario di Poste ha quindi approvato il fondamentale documento tecnico che, da questo momento storico in poi, disciplinerà rigidamente e quotidianamente i fitti rapporti e i complessi e vitali flussi informativi tra le due grandi e storiche aziende italiane. L’obiettivo primario, vitale e indiscutibile del documento è quello di assicurare e garantire ai mercati il perfetto, fluido e ininterrotto allineamento e il totale coordinamento gestionale di TIM (e di tutte le sue numerose e importanti società controllate), in quanto ormai entità societarie stabilmente, organicamente e definitivamente appartenenti al gigantesco gruppo facente capo, per l’appunto, a Poste Italiane. Il massiccio e dirompente ingresso di TIM all’interno dell’immenso e protetto perimetro gestionale di Poste Italiane prevede, per sua stessa natura finanziaria, la strettissima e costante condivisione dei macro-obiettivi strategici a lungo termine, il totale e pacifico coordinamento delle aggressive politiche industriali, commerciali e gestionali, e soprattutto l’intelligente, calcolata e fruttuosa integrazione delle svariate attività operative e delle altissime competenze tecniche e umane, il tutto al fine esclusivo di favorire prepotentemente lo sviluppo infrastrutturale del Paese e la massiccia creazione di valore per l’intero Gruppo integrato.

Il governo accentrato e la garanzia per i piccoli azionisti

La complessa, capillare e ramificata macchina del controllo direzionale è stata studiata meticolosamente a tavolino dai massimi esperti legali e finanziari per garantire la massima e totale fluidità esecutiva e gestionale.
Come è stato sapientemente e tecnicamente precisato dal Telegiornale di Poste Italiane, l’intera e gravosa attività di Direzione e di serrato coordinamento su TIM sarà rigidamente, quotidianamente e direttamente disciplinata e supervisionata dal Cda, dalla figura cardine dell’Amministratore Delegato e dallo stesso Direttore Generale (esclusivamente attraverso il legittimo e fermo esercizio dei grandissimi poteri decisionali a loro attribuiti per statuto), nonché dalle svariate, complesse ed efficientissime strutture organizzative interne di Poste Italiane, muovendosi ciascuna negli specifici, delimitati e rigorosi ambiti di rispettiva e tecnica competenza manageriale. Il nuovissimo e blindato regolamento appena approvato garantisce fattivamente la lucida gestione accentrata e verticistica delle macro-attività, favorendo in tal modo un eccellente e produttivo coordinamento puramente funzionale, indispensabile e necessario per poter finalmente realizzare colossali e milionarie economie di scala interne e per migliorare, snellire e ottimizzare l’efficienza quotidiana dei complessi e pesanti processi industriali. Con l’entrata a regime del nuovissimo, storico e monolitico assetto societario, Poste Italiane avrà così finalmente e operativamente la piena, totale e immediata visibilità interna (come un vero “Grande Fratello” gestionale) sulle principali e più delicate attività e sulle future iniziative commerciali e tecniche intraprese da TIM. Il nuovo padrone verrà inevitabilmente e doverosamente coinvolto e interpellato in via strettamente preventiva nella complessa valutazione tecnica, economica e politica delle imminenti operazioni di maggiore e spiccato rilievo strategico (incluse, ovviamente, le dispendiose operazioni straordinarie o le cessioni rilevanti). Tutto ciò, hanno tenuto a specificare duramente e legalmente i vertici in chiusura di comunicato, avverrà mantenendo sempre ferma, salda, indiscussa e intoccabile la pura autonomia giuridica nominale di TIM e delle sue aziende controllate, agendo in tal modo anche a forte, rassicurante e vitale tutela finanziaria degli attenti e preoccupati azionisti di minoranza rimasti sul mercato.

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Politica

Fisco, Pagnoni (Cristiano Riformisti): “L’Italia è ostaggio dell’Europa, serve tagliare le tasse”

Un attacco frontale e durissimo contro l’eccessiva burocrazia europea e le pesantissime tasse! Valerio Pagnoni, coordinatore regionale in Lombardia del Movimento Cristiano Riformisti, lancia un forte allarme sull’economia nazionale: “L’Italia è sesta in Europa per l’enorme e insostenibile pressione fiscale, ma la colpa è dei rigidi vincoli imposti da Bruxelles che limitano la nostra sovranità economica e ci impediscono di abbassare le tasse”. Da qui, il forte e chiaro appello lanciato direttamente alla politica e al Governo: “Svegliatevi e andate in Europa a battere i pugni, serve un taglio urgente delle aliquote per salvare imprese e famiglie”👇

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Fisco

Milano – Il pesantissimo, insostenibile e per certi versi iniquo carico fiscale che continua imperterrito e quotidianamente a gravare come un gigantesco macigno insopportabile sulle spalle dei cittadini, strangolando di fatto l’intera economia del nostro Paese, non è e non può più essere considerato semplicemente il triste, isolato e fatale frutto di una banale mala gestione amministrativa nazionale, ma nasconde radici ben più profonde, sistemiche e internazionali. Questa fortissima, decisa e spietata analisi di natura macroeconomica e politica arriva direttamente e inequivocabilmente dalle file del Movimento Cristiano Riformisti, attraverso una dura nota ufficiale diramata pubblicamente alla stampa lombarda e nazionale. A farsi portavoce, senza mezzi termini e con grande fermezza, di questo profondo malessere generalizzato è Valerio Pagnoni, l’attuale e attivissimo responsabile e coordinatore regionale in Lombardia del movimento politico. Pagnoni non usa assolutamente giri di parole diplomatici per descrivere l’attuale, precaria e drammatica situazione finanziaria italiana: “La nostra amata nazione, purtroppo, continua tuttora e inesorabilmente a subire una pesantissima, ingiusta e castrante penalizzazione puramente fiscale, tutto questo a causa di ferree, inamovibili e molto spesso totalmente inspiegabili direttive calate dall’alto dell’Unione Europea”. Secondo il coordinatore, questo rigido, burocratico e insensibile asse normativo di matrice prettamente comunitaria finisce sistematicamente, matematicamente e inesorabilmente per “limitare fortemente, drasticamente e pericolosamente la nostra inalienabile e fondamentale sovranità decisionale sia in campo prettamente economico che in quello sociale”.

Il sesto posto in Europa per carico fiscale e le cause reali

I dati statistici, economici e matematici internazionali, purtroppo, parlano un linguaggio freddo, inequivocabile e drammaticamente chiaro, confermando in pieno la gravità assoluta dell’allarme politico lanciato esplicitamente dall’esponente dei Cristiano Riformisti lombardi.
“Se l’Italia si colloca storicamente, stabilmente e drammaticamente al sesto posto assoluto tra tutte le ricche nazioni dell’Unione Europea per quanto riguarda la pesantezza, l’incidenza e l’insopportabilità del carico fiscale statale gravante sui propri cittadini e lavoratori”, continua ad argomentare lucidamente e tecnicamente Valerio Pagnoni nella sua accorata riflessione politica, “tutto ciò non dipende affatto e unicamente da vecchie dinamiche interne o da presunti errori legislativi dei nostri passati governi, ma è essenzialmente, chiaramente e indubbiamente la diretta e fatale conseguenza pratica di una serie di rigide, vecchie e anacronistiche regole di bilancio europee”. L’accusa mossa al sistema normativo di Bruxelles entra quindi finemente e prepotentemente nel dettaglio puramente tecnico ed economico: i vincoli comunitari imposti dai celebri e contestati trattati internazionali fisserebbero di fatto, secondo il movimento, dei paletti insuperabili, ovvero dei livelli minimi, rigidi e standardizzati di tassazione obbligatoria sotto i quali il nostro Paese (pur volendolo fermamente per poter finalmente far respirare la sua economia interna) non ha legalmente alcuna possibilità oggettiva di scendere o operare sconti, pena l’infrazione diretta e le sanzioni europee. Questo complicatissimo, freddo e ragionieristico impianto normativo continentale, privo di flessibilità, flessibilità, flessibilità “finisce letteralmente per asfissiare e uccidere a fuoco lento il nostro ricchissimo e vitale tessuto produttivo e per impoverire, giorno dopo giorno e mese dopo mese, i già provati nuclei familiari”.

L’appello alle istituzioni e al governo per un deciso taglio

Di fronte a questa innegabile, macroscopica e documentata perdita di competitività strutturale imposta dal di fuori dei nostri confini nazionali, la semplice, passiva e rassegnata accettazione dello status quo non è più un’opzione politicamente né umanamente praticabile e sostenibile.
Il coordinatore lombardo dei Cristiano Riformisti sfrutta quindi questa amara e lucida constatazione per rilanciare prepotentemente la palla nel campo del Governo, lanciando un fortissimo, chiaro e indilazionabile appello pubblico a tutti i massimi e attuali rappresentanti istituzionali del Paese a Roma. “Ritengo che sia finalmente e definitivamente giunto il fatidico momento che la politica italiana, tutta, si desti immediatamente da questo lungo torpore burocratico e si faccia coraggiosamente e attivamente promotrice, sedendosi con grande e ritrovata autorevolezza e determinazione politica a livello dei tavoli europei, di una profonda, radicale e necessaria revisione strutturale di tutti questi assurdi e iniqui vincoli finanziari”, esorta con vigore Pagnoni. Per ridare un vero, duraturo e concreto slancio economico a un Paese profondamente fiaccato dall’inflazione galoppante e dal crollo del potere d’acquisto, non servono più banali e temporanei palliativi. “È assolutamente e politicamente urgente procedere a una decisa, massiccia e coraggiosa riduzione delle svariate aliquote d’imposta”, conclude il responsabile del movimento. Un colpo di forbici netto e deciso, ritenuto ormai non più rimandabile né opzionale, necessario e fondamentale per raggiungere due delicati e vitali obiettivi strategici per il futuro della Nazione: “Da una parte serve disperatamente dare nuovo ossigeno finanziario e ripristinare la vitale competitività internazionale per tutte le nostre coraggiose imprese, dall’altra è imperativo sostenere e aiutare concretamente, materialmente e quotidianamente le famiglie italiane, colpite al cuore e al portafoglio da una pressione fiscale complessiva che, ad oggi, risulta purtroppo non più tollerabile né sostenibile per nessuno”.

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