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Roma, Nuovo Teatro Ateneo: svolta storica alla Sapienza con la rassegna per gli studenti

La grande cultura torna protagonista alla Sapienza con la presentazione della nuova stagione 2026-2027 del Nuovo Teatro Ateneo. Lunedì 12 ottobre la Rettrice Antonella Polimeni e la direttrice artistica Velia Papa sveleranno un cartellone straordinario pensato per unire l’eccellenza universitaria alla magia del palcoscenico 👇

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Locandina evento Roma

Roma – Immaginate uno spazio in cui l’alta formazione accademica si spoglia della sua rigorosa veste formale per incontrare la magia viva del palcoscenico, trasformando le aule universitarie in laboratori pulsanti di creatività e passioni. Nel cuore della città universitaria più grande d’Europa si avverte da troppo tempo il bisogno profondo di restituire ai giovani studenti luoghi fisici di aggregazione reale, capaci di contrastare l’isolamento culturale e di stimolare lo sviluppo di una coscienza critica e civile attraverso il potere dell’arte drammatica. Il teatro all’interno delle mura universitarie non rappresenta un semplice elemento ricreativo di contorno, ma costituisce una fondamentale risorsa formativa ed educativa per l’anima, un porto sicuro in cui la teoria dei manuali si fonde con la fisicità del racconto umano.

Per rispondere con forza a questa cruciale sfida culturale e inaugurare un percorso di altissimo spessore intellettuale rivolto all’intera cittadinanza, i vertici dell’ateneo capitolino hanno annunciato una straordinaria iniziativa d’oro. Lunedì 12 ottobre 2026, a partire dalle ore 15:00, l’aula Ilaria Alpi situata all’interno dell’Edificio ex Dopolavoro dell’Università Sapienza di Roma ospiterà la conferenza stampa di presentazione ufficiale della nuovissima ed attesissima stagione teatrale 2026-2027. Questa importante rassegna segna un punto di snodo istituzionale e artistico senza precedenti storici recenti per il polo universitario di Piazzale Aldo Moro 5.

Istituzioni e direzioni artistiche unite per il rilancio del palcoscenico

L’appuntamento di presentazione vedrà la partecipazione in prima linea delle massime cariche istituzionali e accademiche della Sapienza, a testimonianza del valore strategico che l’ateneo attribuisce al rilancio delle attività drammatiche d’avanguardia. Al tavolo dei relatori siederà la Rettrice della Sapienza Università di Roma, Antonella Polimeni, la cui presenza sottolinea l’impegno costante dell’amministrazione nel promuovere percorsi di inclusione e di crescita sociale per la comunità studentesca. Accanto alla Rettrice interverrà il Professor Damiano Garofalo, coordinatore della Sezione Nuovo Teatro Ateneo all’interno del Polo Museale Sapienza Cultura, figura chiave nella tessitura delle relazioni tra didattica e spettacolo.

I dettagli operativi, i nomi dei registi, delle compagnie coinvolte e l’intero calendario dei singoli spettacoli che comporranno il ricco cartellone per la stagione 2026-2027 verranno svelati dalla direttrice artistica del Nuovo Teatro Ateneo, Velia Papa. La direzione artistica ha lavorato intensamente per allestire una programmazione coraggiosa, versatile e aperta alle contaminazioni dei linguaggi contemporanei. L’obiettivo è trasformare lo storico teatro universitario in un vero e proprio avamposto di ricerca espressiva, dove i classici della letteratura mondiale possano dialogare con le moderne istanze sociali delle nuove generazioni, offrendo un palcoscenico d’eccellenza a talenti nazionali e internazionali.

Il ruolo centrale della cultura nel combattere le fragilità sociali

La metamorfosi del Nuovo Teatro Ateneo si inserisce in un più ampio e profondo piano di valorizzazione e di rigenerazione urbana degli spazi pubblici universitari promosso dal Polo Museale Sapienza Cultura. In un’epoca segnata dal trionfo del virtuale, riportare i ragazzi a sedersi vicini nel buio di una platea per assistere alla purezza dello spettacolo dal vivo rappresenta un atto di pedagogia civile necessario e urgente. Le poltrone del teatro diventeranno così lo spazio d’incontro privilegiato in cui gli studenti, i docenti e i residenti dei quartieri limitrofi potranno condividere emozioni, confrontarsi sui grandi temi del presente e abbattere le barriere dell’isolamento quotidiano.

La conferenza stampa di lunedì pomeriggio sarà aperta a tutti i giornalisti, agli operatori del settore culturale e agli studenti desiderosi di scoprire in anteprima i retroscena di questa bellissima stagione d’arte. Con lo sblocco di questa nuova programmazione drammatica, la Sapienza dimostra di saper custodire la propria eccellenza scientifica senza mai dimenticare l’importanza dei percorsi creativi ed umani, confermando Roma come la capitale indiscussa della cultura e della formazione giovanile. I fari del Nuovo Teatro Ateneo sono pronti a riaccendersi per illuminare il futuro della comunità universitaria e regalare ai cittadini una stagione ricca di riflessioni, meraviglia e grandi passioni sul campo.

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Successo per GAM 100: prorogata a Roma la storica mostra sui maestri dell’Arte Moderna

Straordinario successo per l’arte nella Capitale! Visto l’enorme afflusso di pubblico, la magnifica mostra “GAM 100. Un secolo di Galleria comunale 1925-2025” è stata ufficialmente prorogata fino al 7 febbraio 2027. Ancora quattro mesi di tempo per passeggiare tra le prestigiose sale della Galleria d’Arte Moderna di via Francesco Crispi e ammirare una selezione mozzafiato di oltre 120 capolavori immortali dell’arte contemporanea. Un viaggio unico che celebra il centenario della collezione capitolina, impreziosito dall’arrivo di 25 nuove opere inedite. I visitatori potranno rifarsi gli occhi di fronte ai maestri assoluti del Novecento italiano: Giacomo Balla, Carlo Carrà, Mario Sironi, Renato Guttuso, Giorgio de Chirico e molti altri, ripercorrendo la travagliata e affascinante storia nomade del museo, dai fasti del Campidoglio nel 1925 fino all’ex convento di via Crispi. Non perdete l’occasione di visitare questa gemma culturale nel cuore di Roma. Siete appassionati di pittura e volete approfondire le rivoluzioni artistiche del Novecento? Non perdetevi il nostro esclusivo consiglio di lettura! 👇

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Alessandro Pigna, Frigidarium, 1882

Roma – Quando la grande bellezza artistica e la memoria storica si fondono in un unico, maestoso percorso espositivo, il successo di pubblico e critica è quasi sempre garantito. È esattamente quanto sta accadendo in questi mesi nella Capitale, dove gli amanti della pittura e della scultura hanno letteralmente affollato le sale espositive comunali. E proprio a fronte di questo enorme e costante afflusso di visitatori, è arrivata un’ottima notizia per tutti gli appassionati di cultura: c’è tempo fino a domenica 7 febbraio 2027 per visitare, presso le prestigiose sale della Galleria d’Arte Moderna di via Francesco Crispi, l’incredibile e celebrata mostra intitolata “GAM 100. Un secolo di Galleria comunale 1925-2025”. L’evento espositivo, promosso in occasione dello storico centenario della fondazione della primissima collezione civica di arte contemporanea a Roma, continuerà dunque a illuminare l’inverno romano per altri quattro mesi. L’itinerario visivo, sapientemente strutturato dai curatori, è reso oggi ancora più affascinante e dinamico grazie al recentissimo e totale rinnovo dell’allestimento museale. Questa operazione di restyling ha infatti permesso l’ingresso nel percorso di ben venticinque nuove opere mozzafiato, tra cui spiccano per importanza alcuni capolavori assolutamente inediti e mai presentati prima al grande pubblico. La mostra celebra così, nel modo più solenne, un corpus artistico formidabile e in continua e inarrestabile crescita, che ad oggi conta l’incredibile cifra di oltre 3.000 opere complessive archiviate.

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Oltre 120 opere in mostra: da Balla a De Chirico

Nel ripercorrere con rigore e passione filologica i passaggi cruciali e più complessi della tormentata storia della collezione capitolina e del suo museo, il percorso espositivo riunisce oggi, lungo i tre luminosi piani della Galleria di via Crispi, una pregiatissima selezione di oltre 120 capolavori tra dipinti, maestose sculture e delicati lavori di grafica.
Passeggiando tra le sale, il visitatore compie un vero e proprio viaggio nel tempo, attraversando tutti i grandi movimenti, i manifesti avanguardisti e le tendenze stilistiche che hanno profondamente caratterizzato due secoli interi di storia dell’arte italiana e internazionale. Si parte dalle origini della fondazione, passando per i primi coraggiosi acquisti effettuati direttamente dalle grandi rassegne espositive dell’epoca, per arrivare con un balzo estetico fino alle tendenze dei più recenti anni Duemila. Ad attendere il pubblico ci sono capolavori inestimabili e firme immortali che hanno fatto la storia dell’arte globale: da Giacomo Balla a Carlo Carrà, passando per Mario Sironi, il futurista Fortunato Depero, Antonio Donghi, il maestro del realismo Renato Guttuso, fino ad arrivare alle piazze metafisiche di Giorgio de Chirico e alla delicatezza di Antonietta Raphaël Mafai. Questo itinerario, tuttavia, non è soltanto un viaggio estetico nella pur ricca collezione del museo, ma rappresenta soprattutto uno specchio fedele dell’evoluzione stessa della complessa politica culturale capitolina, segnata nel tempo da una lungimirante, seppur spesso travagliata, attività di acquisizioni. Dalla fine dell’Ottocento fino ai giorni nostri, queste oculate scelte hanno permesso a Roma di costituire un patrimonio inestimabile, unico nel suo genere e strettamente legato a doppio filo alla storia artistica, sociale e politica della Città Eterna.

Un secolo di traslochi, dal Campidoglio a via Crispi

La storia avventurosa della collezione, raccontata lungo l’esposizione, si sviluppa infatti in strettissima e quasi simbiotica relazione con quella del museo stesso, pesantemente segnata nel corso del travagliato Novecento da fasi complesse tra improvvise chiusure, drastici trasferimenti logistici e nuove, insperate aperture.
Un primo nucleo fondativo di opere venne orgogliosamente presentato per la primissima volta al grande pubblico nelle austere sale di Palazzo Caffarelli, in Campidoglio, nel lontano 1925. Successivamente, nel 1931, l’esposizione venne riallestita a cura del noto critico Antonio Muñoz, con la denominazione ufficiale di “Galleria Mussolini”. Proprio in quella storica occasione, nella scenografica terrazza Caffarelli, Muñoz decise di porre la magnifica scultura della Galatea (opera di Amleto Cataldi) adibendola scenograficamente a fontana al centro di una grande vasca (opera oggi maestosamente esposta al pian terreno della Galleria). A seguito delle vicende belliche, l’istituzione fu soppressa nel 1938, e le preziose opere furono trasferite in un lungo deposito temporaneo presso la Regia Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Valle Giulia. La meritata rinascita del progetto arrivò solo nel dopoguerra, nel 1952, con la nuova e attesa riapertura a cura di Carlo Pietrangeli, questa volta situata negli ultimi due piani di Palazzo Braschi, nuova sede designata per il Museo di Roma. Nel 1963 ci fu un nuovo e faticoso trasloco, questa volta al Palazzo delle Esposizioni in via Nazionale, aperto al pubblico fino al 1972, prima di un amaro, nuovo rientro delle opere nei bui depositi comunali. Bisognerà attendere gli anni Ottanta per veder riaccendersi il feroce dibattito politico e culturale sulla necessità vitale di trovare una sede idonea, prestigiosa e soprattutto stabile. La scelta cadde infine sull’ex convento delle carmelitane scalze a San Giuseppe a Capo le Case, in via Francesco Crispi. Inaugurata nel 1995 come soluzione apparentemente provvisoria, la bellissima struttura è diventata ufficialmente la sede definitiva della Galleria solo nel 2011, dopo lunghi e importanti lavori di adeguamento architettonico. A impreziosire ulteriormente questa magica location, il percorso espositivo odierno include al primo piano un dipinto murale seicentesco (attribuito a Suor Eufrasia della Croce), fortunosamente riemerso su una parete dell’ex coro d’inverno proprio in occasione dell’allestimento della mostra, dialogando oggi silenziosamente con le opere moderne esposte.

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Anna Mazzamauro madrina d’eccezione alla Festa del Cinema di Roma: tutti i film in lizza per il Premio Sorriso Diverso

La magia della Settima Arte incontra l’impegno sociale! Venerdì 23 ottobre 2026, la sedicesima edizione del prestigioso “Sorriso Diverso Roma Award” illuminerà la Festa del Cinema di Roma. Un premio attesissimo e fondamentale, interamente dedicato alle pellicole che affrontano le disuguaglianze e promuovono l’inclusione sociale. Madrina d’eccezione dell’evento sarà la straordinaria attrice Anna Mazzamauro, indimenticabile Signorina Silvani di Fantozzi e icona dell’anticonformismo nel cinema italiano! A sfidarsi per l’ambito riconoscimento al Miglior Film Italiano e Miglior Film Straniero ci saranno ben quindici pellicole in nomination, tra cui opere attesissime come “Il profilo dell’altra” di Francesco Bruni e “Caro mondo crudele” di Niccolò Falsetti. Scoprite l’elenco completo dei film in concorso nel nostro approfondimento. Siete dei nostalgici del grande cinema italiano e volete rivivere le risate della saga di Fantozzi? Scoprite la nostra esclusiva proposta Amazon! 👇

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Anna Mazzamauro

Roma – Il grande cinema non è mai soltanto uno sfavillante tappeto rosso o una sequenza di immagini proiettate su un grande schermo per il puro intrattenimento visivo. Quando la “Settima Arte” decide di mostrare la sua anima più profonda, diventa un potentissimo strumento di denuncia sociale, capace di scuotere le coscienze, affrontare a viso aperto le disuguaglianze del mondo moderno e dare finalmente una voce forte e chiara a chi vive nella fragilità. È esattamente questo il nobile e ambizioso spirito che anima la sedicesima edizione del prestigioso ‘Sorriso Diverso Roma Award 2026’, l’attesissimo premio cinematografico collaterale che si svolgerà venerdì 23 ottobre, a partire dalle ore 16:00, nella suggestiva cornice della Libreria Auditorium Notebook. L’evento rappresenta ormai uno degli appuntamenti culturali e sociali più importanti e sentiti all’interno del vasto programma ufficiale della Festa del Cinema di Roma. Per questa edizione 2026, l’organizzazione ha voluto fare le cose in grande, scegliendo una madrina d’eccezione che incarna perfettamente l’ironia, l’anticonformismo e il talento puro: la straordinaria attrice Anna Mazzamauro. Sarà lei a presiedere la cerimonia e a illuminare la premiazione che vedrà sfidarsi ben quindici pellicole d’autore provenienti da tutto il mondo, accuratamente selezionate per il loro coraggio nel raccontare le sfaccettature più complesse della condizione umana e l’eterna possibilità di cambiamento, sia a livello individuale che collettivo.

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Anna Mazzamauro: la madrina perfetta tra ironia e profondità

La scelta di Anna Mazzamauro come volto e anima di questa XVI edizione del Premio non è certo casuale.
Volto amatissimo, iconico e inconfondibile del cinema e del teatro italiano, l’attrice vanta alle sue spalle una lunghissima e prestigiosissima carriera che ha spaziato abilmente tra palcoscenico, grande schermo e televisione. Resa immortale nell’immaginario collettivo italiano (e non solo) per la sua impareggiabile interpretazione dell’algida e snob Signorina Silvani nella leggendaria e fortunatissima saga cinematografica di Fantozzi accanto al compianto Paolo Villaggio, la Mazzamauro ha saputo però dimostrare negli anni un talento recitativo trasversale. Nel corso della sua brillante carriera, ha infatti affiancato alla dirompente comicità anche interpretazioni intensamente drammatiche e una instancabile attività sul palcoscenico teatrale. La sua ironia sempre pungente, la sua spiccata intelligenza e la sua personalità orgogliosamente anticonformista ne fanno oggi una delle interpreti più originali, vere e schiette dell’intero panorama dello spettacolo italiano, la madrina ideale per un premio che cerca proprio voci fuori dal coro. “Mi sono complimentato personalmente con la direttrice Paola Malanga per una selezione cinematografica che porta a Roma culture, visioni e realtà sociali provenienti da tutto il mondo”, ha dichiarato con orgoglio il presidente del Premio, Diego Righini. “Attraverso la magia del cinema, la Festa rende la Capitale un vero luogo di incontro e confronto culturale, restituendo all’antica espressione ‘Roma caput mundi’ un significato vivo, moderno e assolutamente attuale”.

I quindici capolavori in lizza per il trionfo finale

La competizione si preannuncia di altissimo livello. Le quindici opere in nomination compongono un mosaico variegato che mette a confronto autori, Paesi e sensibilità estetiche differenti (tredici provenienti dal programma principale della Festa del Cinema e due dalla seguitissima sezione autonoma Alice nella città).
Entrando nel dettaglio dei titoli, tra le nomination spiccano ben cinque opere del Concorso Progressive Cinema: il suggestivo Congo Boy di Rafiki Fariala, Eurotrash di Frauke Finsterwalder, l’asiatico Thit-Thee Khu (Fruit Gathering) di Aung Phyoe, Skejtanjeto ne e za devojčinja (Skateboarding Is Not for Girls) della talentuosa Dina Duma e Uļa (Ulya) di Viesturs Kairišs. La pattuglia del cinema italiano è agguerrita e concorre con pellicole di grande impatto come Caro mondo crudele del regista Niccolò Falsetti e l’attesissimo Il profilo dell’altra di Francesco Bruni. L’elenco internazionale dei nominati prosegue poi con L’ultimo abbraccio “Chi come me” di Michele Mally, il documentaristico L’incontro di Fabrizio Galatea, l’affascinante Nowruz – Nuovo giorno di Francesco Cannavà, The Secret Reading Club of Kabul del duo Shakiba Adil ed Elina Hirvonen, e infine La stanza degli altri diretto da Enrico Maisto. A completare la superba selezione dei tredici titoli della Festa figura Ben’Imana della regista Marie-Clémentine Dusabejambo, presentato in pompa magna nella prestigiosa sezione Best of 2026. Per quanto riguarda la vetrina di Alice nella città (sezione Panorama Italia – Proiezioni Speciali), concorreranno Dove batte il cuore di Francesco Patierno e Un altro giorno insieme di Alessandro Guida. L’arduo compito di assegnare i delicati riconoscimenti al Miglior Film Italiano e al Miglior Film Straniero spetterà a una giuria di altissimo profilo, presieduta dal severo critico cinematografico Catello Masullo. Il Premio è promosso dall’Università Cerca Lavoro, gode della sapiente direzione artistica di Paola Tassone ed è sostenuto attivamente dal Ministero della Cultura e da Rai per la Sostenibilità ESG.

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Jacopo Cappelletti conquista il Premio Pigro 2026: il talento piemontese nel segno di Ivan Graziani

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Filippo Graziani e Irene Grandi

Teramo-  Il diciannovenne torinese Jacopo Cappelletti è il vincitore del “Premio Pigro 2026”. È stato il giovane artista a conquistare la giuria nella finale andata in scena domenica scorsa a Teramo, al termine di una serata dedicata alla musica, alla scoperta dei nuovi talenti e alla memoria di Ivan Graziani, uno dei più importanti cantautori italiani.

A condurre la finale è stata Martina Martorano, voce di Rai Radio 2, che ha accompagnato il numeroso pubblico presente attraverso un evento costruito nel segno dell’incontro tra generazioni e linguaggi musicali differenti. Sul palco, insieme a Cappelletti, gli altri due semifinalisti arrivati all’ultimo atto del concorso: la marchigiana Alice Burani e l’abruzzese Elena Calaudi, rispettivamente seconda e terza classificata.

A decretare il vincitore è stata la giuria rappresentata dal maestro Enrico Melozzi, che ha premiato la proposta artistica di Jacopo Cappelletti, affidandogli anche importanti opportunità per il suo percorso professionale. Il primo classificato avrà infatti accesso a una residenza artistica di tre giorni dedicata alla scrittura musicale, oltre alla possibilità di intraprendere, gratuitamente e su base facoltativa, un percorso annuale di consulenza manageriale con Doc Music. A questo si aggiungono tre opening live ad artisti del roster IMARTS, un’occasione concreta per trasformare la vittoria in nuove esperienze sul campo e confrontarsi con il pubblico e con il mondo della musica dal vivo.

Ma il Premio Pigro non è stato soltanto una competizione. La finale ha infatti riunito sul palco un cast di ospiti particolarmente ricco: Irene Grandi, Giordana Angi, Mauro Ermanno Giovanardi, Filippo Graziani, Caroline Pagani, Alverio Cau e i Tenore Usùsule di Siniscola. Gli artisti hanno alternato alcuni dei brani più rappresentativi dei propri repertori a interpretazioni di canzoni di Ivan Graziani, proposte in arrangiamenti realizzati per l’occasione da Tommy Graziani, alla guida della Resident band.

Una contaminazione tra passato e presente che ha rappresentato forse il cuore più autentico della manifestazione: da una parte la riscoperta dell’eredità musicale di Ivan Graziani, dall’altra la volontà di offrire spazio e occasioni concrete a chi oggi sta cercando una propria voce nel panorama musicale italiano.

Jacopo Cappelletti

Tra le autorità presenti, oltre al sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto, la consigliera regionale Marilena Rossi, Antonio Filipponi e Deborah Fantozzi, rispettivamente assessore e consigliera comunale.

Nel corso della serata non sono mancati i riconoscimenti agli artisti e alle personalità che hanno contribuito a rendere speciale questa edizione. Tutti gli ospiti hanno ricevuto la statuetta raffigurante Ivan Graziani, realizzata dall’artista Marco Lodola. Le targhe NUOVO IMAIE sono state invece assegnate a Caroline Pagani e Filippo Graziani e consegnate da Sabino Mogavero. Il critico musicale e membro del direttivo del Club Tenco, Paolo Talanca, ha premiato Mauro Ermanno Giovanardi.

Particolarmente significativo il momento dedicato al patto di amicizia tra Teramo e Alghero, ricordato sul palco nel corso della serata dal sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto. Le due città hanno scelto di consolidare ufficialmente il rapporto nato nel segno della duplice origine di Ivan Graziani: nato a Teramo da madre algherese, il cantautore ha rappresentato un ponte ideale tra Abruzzo e Sardegna. Con il patto, i sindaci delle due città si impegnano a promuovere, valorizzare e perpetuare la memoria artistica e umana di Graziani, trasformando un legame affettivo in una collaborazione permanente tra le due comunità.

È proprio questa la missione del Premio Pigro, promosso dall’Associazione Culturale Artistica Pigro – Omaggio a Ivan Graziani: mantenere viva l’eredità dell’artista attraverso la scoperta di nuovi talenti, sostenendo le voci più creative e originali della musica italiana. Un progetto reso possibile dall’Associazione Culturale Artistica “Pigro”, presieduta da Anna Bischi Graziani, con il sostegno della Regione Abruzzo, del Comune di Teramo, della SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori e di NUOVO IMAIE, e con il patrocinio di Rai Abruzzo.

A chiudere la serata non poteva che essere la musica, quella suonata insieme, senza più distinzioni tra concorrenti e ospiti. Tutti i partecipanti sono saliti sul palco per una grande jam session coordinata da Filippo Graziani ed Enrico Melozzi. E sulle note di “Taglia la testa al gallo”, il pubblico ha salutato un’edizione che ha trovato nel giovane Jacopo Cappelletti il proprio nuovo protagonista.

Un vincitore giovanissimo, dunque, per un Premio che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici. Nel nome di Ivan Graziani, Teramo ha celebrato ancora una volta la musica come memoria, scoperta e possibilità.

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