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Tivoli abbatte le barriere storiche: 4 milioni per “Experience the Beauty”, il futuro del turismo inclusivo

La fantastica e millenaria città di Tivoli entra ufficialmente nel futuro del Turismo! 🏛️♿ Con un maxi-finanziamento statale da quasi 4 milioni di euro ottenuto dalla Regione Lazio, la città è pronta a diventare il più grande e avanzato “Laboratorio a cielo aperto dell’accessibilità culturale” di tutta Europa! È stato infatti presentato il super-progetto “Experience the Beauty”: 20 mesi di lavori incessanti per trasformare i percorsi cittadini, Villa d’Este e Villa Adriana in luoghi visitabili davvero da TUTTI, senza alcun ostacolo! Non si parla solo di abbattere i gradini per le sedie a rotelle, ma di una vera rivoluzione digitale e multisensoriale: l’app ufficiale del comune integrerà Video in Lingua dei Segni (LIS) per i non udenti, enormi Mappe Tattili e “QR Code Sonori” per i non vedenti, e testi semplificati per i deficit cognitivi! Saranno inoltre previste assunzioni mirate e tirocini nel turismo per persone disabili. Il Sindaco Innocenzi e l’Assessore Maselli esultano: “Garantiamo il diritto di godere della Bellezza a ogni singolo essere umano!”. Scoprite nel nostro articolo tutti i dettagli del progetto e il nostro libro consigliato dedicato proprio ai segreti del Turismo Inclusivo! 👇

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Panoramica da drone_Experience The Beauty_Tivoli_Foto via Comune Tivoli

Tivoli  – Immaginate di poter viaggiare nel tempo, attraversando letteralmente tremila anni di storia, esplorando ben due siti dichiarati Patrimonio dell’Umanità UNESCO e ammirando un patrimonio sconfinato che spazia dall’archeologia pura all’arte, dall’architettura rinascimentale ai paesaggi naturali mozzafiato. Ora, immaginate di poter vivere questa incredibile magia senza incontrare alcun tipo di ostacolo fisico, visivo o uditivo. Questo sogno di totale uguaglianza sta finalmente per diventare una solidissima realtà. A partire dal 2026, infatti, la splendida e storica città di Tivoli si candida orgogliosamente a diventare il più grande e avanzato laboratorio a cielo aperto dell’accessibilità culturale in Europa. Nelle prestigiose sale delle Scuderie Estensi è stato presentato in pompa magna “Experience the Beauty – Scoprire e vivere Tivoli oltre ogni barriera”: un mastodontico e rivoluzionario progetto istituzionale che, per i prossimi 20 mesi, trasformerà letteralmente la cittadina laziale in un territorio di sperimentazione all’avanguardia per costruire un vero e proprio sistema integrato di turismo accessibile a 360 gradi.

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Oltre la rampa: la rivoluzione digitale e multisensoriale

L’approccio del progetto segna un clamoroso cambio di paradigma culturale.
Dall’antica e gloriosa Tibur alla grande e sfarzosa stagione imperiale romana di Villa Adriana, passando per le oscurità del Medioevo fino ai fasti del Rinascimento di Villa d’Este, Tivoli diventa il banco di prova su cui sperimentare un modello di accessibilità del tutto inedito, in cui le moderne tecnologie digitali si piegano e si mettono totalmente al servizio del patrimonio storico e delle persone fragili. Rendere “accessibile” una città d’arte, infatti, non significa limitarsi banalmente a costruire una rampa per le sedie a rotelle fuori da un museo. Significa, al contrario, permettere alla persona di poter costruire la propria esperienza in totale autonomia prima ancora di iniziare fisicamente la visita: sapere con esattezza come arrivare e come muoversi, conoscere in largo anticipo le caratteristiche strutturali di un luogo, trovare informazioni comprensibili in vari formati. Per questo, l’obiettivo primario di “Experience the Beauty” è quello di fornire strumenti concreti per abbattere contemporaneamente le barriere fisiche, sensoriali, digitali e persino culturali. Da dove si parte? Dalla conoscenza chirurgica del territorio. Il primo passo operativo sarà una minuziosissima mappatura dell’accessibilità urbana, naturalistica, culturale e turistica dell’intera Tivoli. I preziosi Big Data raccolti serviranno a individuare criticità e potenzialità nascoste, costruendo un immenso dataset georeferenziato dal quale emergeranno i primi cinque “percorsi prioritari” da progettare, attrezzare fisicamente e testare con il pubblico.

Video LIS, Mappe Tattili e QR Sonori per l’esperienza totale

Alla necessaria mappatura fisica (marciapiedi, scivoli, accessi) si affiancherà una massiccia e spettacolare mappatura digitale.
Il progetto prevede infatti il lancio di Experience the Beauty Live, un’innovativa piattaforma web-based che integrerà dati satellitari, mappe interattive, schede dettagliate dei luoghi e contenuti multimediali studiati appositamente per ogni tipo di disabilità. QR code sonori per i non vedenti, video tradotti in LIS (Lingua dei Segni Italiana) per i non udenti, testi rielaborati in linguaggio chiaro e semplificato per le disabilità cognitive, fino ad arrivare a vere e proprie mappe tattili fisiche, disegni in rilievo e avanzatissimi dispositivi immersivi. Ma la trasformazione messa in campo dalla Regione non riguarda solo e unicamente i turisti in visita. Riguarda intimamente anche chi la città la vive, la racconta e la fa respirare ogni singolo giorno. È previsto infatti un gigantesco piano di formazione obbligatoria che coinvolgerà attivamente guide turistiche, operatori museali, albergatori, dipendenti della pubblica amministrazione e persino i semplici cittadini e studenti. A questa fondamentale dimensione civica ed educativa si affianca la cruciale dimensione occupazionale: il progetto prevede dei veri e propri percorsi retribuiti di inserimento lavorativo nella filiera turistica a favore di persone con disabilità (attraverso tirocini formativi e Convenzioni ex art. 14).

Un finanziamento da 4 milioni: le parole delle istituzioni

La potenza di fuoco di questa rivoluzione turistica è garantita da uno stanziamento economico di primissimo livello.
«Grazie alla meritata aggiudicazione di un bando promosso congiuntamente dal Ministero per le Disabilità e dal Ministero del Turismo, la nostra amata Regione Lazio ha ricevuto un maxi-finanziamento di quasi 4 milioni di euro», ha dichiarato con grande e giustificato orgoglio Massimiliano Maselli, Assessore regionale all’inclusione sociale. «Con questo fondo è stato finalmente possibile realizzare questo ambizioso progetto di turismo inclusivo, che non si limita a garantire il sacrosanto diritto di visita per le persone con disabilità, ma si pone come una potentissima e fondamentale leva di sviluppo economico per l’intera e vasta filiera locale. L’obiettivo ultimo e irrinunciabile è quello di rendere Tivoli, a tutti gli effetti, una città dotata di accessibilità globale». Piena sintonia e massima soddisfazione anche da parte dell’amministrazione comunale: «Siamo immensamente felici e onorati che la nostra Tivoli rappresenterà a livello internazionale un modello virtuoso di accessibilità. Il turismo inclusivo si sviluppa solo ed esclusivamente quando affianchiamo, alle nostre celebri e invidiate bellezze storico-architettoniche, dei percorsi moderni, smart e in grado di semplificare realmente l’esperienza a tutti», ha sottolineato il sindaco di Tivoli, Marco Innocenzi. Il progetto, a titolarità della Regione Lazio, è realizzato operativamente da Pin.Go Società Cooperativa, Radici APS e Fondazione Carol, supportate da una vastissima rete di partner prestigiosi, tra cui spiccano l’Istituto Autonomo Villa Adriana e Villa d’Este, la Diocesi locale e il FAI.

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Napoli si specchia in “Riflessi”: al Clubino l’arte contemporanea che sfida la frenesia moderna

In un mondo dominato dalla frenesia di internet e da immagini che durano solo pochi secondi, fermarsi a pensare è quasi un atto di ribellione! Martedì 13 ottobre, alle ore 17:00, lo storico salotto culturale “Il Clubino” di Napoli (nel cuore del Vomero, in via Luca Giordano) aprirà le porte all’inaugurazione di “Riflessi”, una meravigliosa e profonda mostra d’arte contemporanea. L’evento, curato da Peca-Petrizzo, vanta la prestigiosa direzione artistica del critico e professore dell’Accademia di Belle Arti Pasquale Lettieri, pronto a scommettere sul talento rivoluzionario e sulle menti “non standardizzate” di ben 9 giovani e formidabili artisti contemporanei. L’evento inaugurale sarà arricchito da un interessantissimo dibattito culturale (moderato dalla giornalista Letizia Bonelli con ospiti illustri) e dalla proiezione del documentario del regista Andrea la Puca. Perché, come amano ricordare i curatori, “l’arte autentica non urla: resta”! Scoprite nel nostro articolo i nomi di tutti gli artisti in mostra e l’affascinante filosofia del progetto, e cogliete l’occasione per dare un’occhiata al nostro consiglio di lettura dedicato ai segreti dell’Arte Contemporanea! 👇

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Locandina evento Napoli

Napoli – Viviamo immersi in un’epoca storica caotica, inesorabilmente dominata dalla velocità estrema e da un’iper-produzione di immagini digitali che vengono avidamente consumate, dimenticate e scartate dallo smartphone nel giro di pochissimi secondi. In questo frastuono mediatico continuo, in cui tutto sembra effimero e superficiale, fermarsi a riflettere è diventato quasi un atto rivoluzionario. È proprio con questa nobile e sfidante vocazione sociologica che si presenta al pubblico partenopeo “Riflessi”, un affascinante percorso espositivo che attraversa coraggiosamente linguaggi pittorici, sensibilità umane e visioni distopiche dell’arte contemporanea, restituendo ai cittadini uno spazio intimo di riflessione autentica e profonda sul nostro presente. L’attesa inaugurazione della mostra si terrà nel cuore pulsante del Vomero martedì 13 ottobre 2026, alle ore 17:00, presso gli storici e accoglienti spazi de Il Clubino (situato in via Luca Giordano 73), l’ormai celebre e frequentatissimo salotto culturale presieduto e animato dalla vulcanica Piera Salerno. L’evento, che si preannuncia come uno degli appuntamenti culturali più stimolanti dell’autunno napoletano, sarà minuziosamente curato dal duo Peca-Petrizzo, ma si fregerà dell’illustre e imprescindibile direzione artistica del noto critico d’arte Pasquale Lettieri (stimato docente dell’Accademia di Belle Arti di Napoli). Lettieri è da sempre impegnato in prima linea, sia nelle aule universitarie che nelle gallerie, nella strenua valorizzazione dell’arte non come mero esercizio estetico, ma come potentissimo strumento di presa di coscienza sociale, dialogo interculturale e ricerca della propria identità.

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Il manifesto di Lettieri e l’arte dei giovani talenti

La mostra “Riflessi” non si limita a essere una semplice e statica esposizione di bei quadri appesi alle pareti, ma vuole porsi come una vera e propria traiettoria umana ed estetica, un viaggio che racconta le paure e le speranze del nostro tempo frammentato attraverso l’uso sapiente di segni grafici, materia viva, esplosioni di colore e un’evidente, feconda inquietudine creativa.
La visione curatoriale del Direttore Artistico è netta e non fa sconti. “Le esposizioni ortodosse e tradizionali”, spiega infatti con estrema lucidità intellettuale il critico Pasquale Lettieri, “ovviamente sono spesso limitate alle vecchie teorie fisiche o, peggio, a caricature estenuate e ripetitive delle stesse. Molto spesso trascurano colpevolmente quei preziosi e sottili rapporti nascosti che contribuiscono a dare un vero significato all’opera. Queste mostre tradizionali non si preoccupano affatto dei mutamenti percettuali della società e trattano tutto il resto in modo rigidamente standardizzato e noioso, cosicché qualsiasi accenno o discussione di idee ritenute ‘insolite’ viene sistematicamente e immediatamente bloccata sul nascere”. Il professore traccia quindi una netta linea di demarcazione tra l’arte accademica polverosa e la dirompente energia delle nuove generazioni di artisti. “Al contrario, il sapere innovativo, soprattutto quello meraviglioso e imprevedibile che scaturisce dalle menti dei giovani artisti, è pura formulazione e aggregazione complessa di problemi. I suoi principali attributi sono costituiti dalla straordinaria capacità di integrazione e sintesi, in un costante e irrefrenabile ampliamento di orizzonti visivi, per riuscire a operare in situazioni sempre aperte, persino dissonanti e scomode. I giovani artisti sono oggi gli unici capaci di assumere un atteggiamento ferocemente critico nei confronti dei vecchi e stantii assunti convenzionali che si nascondono subdolamente dietro i pensieri e le azioni comuni della massa, concentrando la loro vera attenzione unicamente sui mutamenti della società. I valori dell’arte giovanile non sono mai costanti o dogmatici, bensì fluidi e mutevoli, perché il vero sapere innovativo serve proprio a far avanzare e progredire il pensiero umano”, conclude magistralmente Lettieri. Sulla base di questo manifesto filosofico, sono stati accuratamente selezionati i talentuosi artisti che avranno l’onore di esporre le proprie opere: Francesco Avvisati, Sara Battipaglia, Sabrina Busiello, Elsa Coppola, Andrea Desiderio, Alfonso Pezzella, Claudia Ranaldo, Emanuele Santoro e Carla Veccia.

Un dibattito d’autore e proiezioni per riflettere

Ogni singola opera esposta nelle sale de Il Clubino diventerà dunque una traccia indelebile lasciata nel presente, una ferita, una vera e propria domanda aperta e irrisolta rivolta alla società contemporanea, giocando costantemente sul filo della memoria e sulla necessità assoluta, oggi più che mai, di ritrovare nell’arte un linguaggio che sia finalmente e definitivamente libero dalla fastidiosa superficialità e dal rumore di fondo del web.
L’inaugurazione dell’evento andrà ben oltre la semplice visione delle tele, proponendo al pubblico un momento di altissimo confronto intellettuale. Il ricco e articolato dibattito di presentazione iniziale sarà infatti sapientemente moderato dall’esperta e apprezzata giornalista Letizia Bonelli. Nel corso del salotto interverranno ospiti e relatori di grandissimo spessore culturale, pronti a sviscerare i segreti della mostra: prenderanno la parola Paolo Valerio, poliedrico artista e stimato docente universitario; Giuseppe D’Avanzo, noto e rigoroso storico dell’arte; e l’artista Vito Polito. A rendere la serata ancora più immersiva e multimediale ci penserà l’attesa e speciale proiezione di un imperdibile documentario, girato e firmato dal talentuoso regista Andrea la Puca. L’esposizione al Vomero rappresenta quindi un vero e proprio invito al pubblico napoletano: l’invito a rallentare il passo, a prendersi del tempo per fermarsi fisicamente, osservare i dettagli e ascoltare in rigoroso silenzio ciò che i colori hanno da dirci. Perché se è vero che la società moderna urla in continuazione sui social network, l’arte autentica e profonda, al contrario, non urla mai: resta silenziosamente a fissarci nell’anima.

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L’arte contemporanea sbarca tra i banchi della spesa: al Trullo i cittadini diventano artisti

Chi l’ha detto che l’arte contemporanea si trova solo nei musei del centro? Al Trullo (storica borgata di Roma) sta succedendo qualcosa di magico: fino al 23 ottobre, i vecchi e grigi box chiusi del mercato rionale si trasformano in veri e propri “atelier d’arte”! E la cosa più bella è che gli artisti sarete proprio voi! Il progetto “Il Mercato dell’Arte” ha chiamato quattro collettivi artistici a lavorare a stretto contatto con i commercianti e con la gente che fa la spesa. Come si partecipa? Potete portare oggetti vecchi e rotti per farli trasformare in sculture, potete farvi ritrarre mentre fate la spesa, potete portare le vecchie poesie segrete scritte dai vostri nonni per farle stampare sulle mattonelle del quartiere, o potete letteralmente tuffare le vostre mani nell’argilla per lasciare la vostra impronta per sempre! Un’iniziativa di rigenerazione urbana pazzesca che si concluderà il 24 ottobre. Scoprite nel nostro articolo tutti gli orari e i dettagli di questa iniziativa favolosa, e cogliete l’occasione per scoprire il nostro suggerimento d’acquisto creativo per modellare l’argilla a casa vostra! 👇

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Il Mercato dell Arte 2026 Foto di Francesca Vangieri

Roma – C’è un’energia creativa, silenziosa ma potentissima, che ribolle quotidianamente nelle borgate storiche romane, ben lontano dai tradizionali, asettici e silenziosi salotti dei musei del centro. È un’energia fatta di voci, di incontri casuali, di sguardi e di storie popolari tramandate oralmente che aspetta solo di essere canalizzata e mostrata al mondo. Forti dei grandissimi e inaspettati riscontri di pubblico ottenuti durante la primissima edizione, anche per l’autunno del 2026 torna ufficialmente nella Capitale “Il Mercato dell’Arte”. Si tratta di un rivoluzionario progetto di residenza e produzione artistica che ha l’ambizioso obiettivo di rigenerare le periferie trasformando i grigi box inattivi e abbandonati del mercato rionale in veri e propri atelier creativi temporanei. L’intento sociologico è chiaro e bellissimo: portare l’arte contemporanea fuori dai tradizionali spazi chiusi deputati alla cultura elitaria, per calarla prepotentemente dentro la verace vita quotidiana di uno dei quartieri popolari più identitari e iconici di tutta Roma: il Trullo. Al Mercato del Trullo (situato in Via del Trullo 297), infatti, saranno proprio i normali abitanti della borgata, i commercianti storici, le famiglie che fanno la spesa e i passanti curiosi a diventare parte integrante e indispensabile della creazione artistica. Per tutto il mese di ottobre, fino a venerdì 23 (dal lunedì al sabato, dalle ore 10:00 alle 14:00), quattro nuovi e affascinanti progetti prenderanno forma giorno dopo giorno letteralmente tra un banco della frutta e uno della carne. Ma questa volta a “fare l’opera” non saranno soltanto gli artisti professionisti. Il pubblico romano è infatti chiamato in prima persona a entrare negli atelier, portare oggetti vecchi, recuperare poesie chiuse nei cassetti, lasciare la propria impronta fisica, raccontarsi e farsi ritrarre.

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Il progetto artistico del Trullo vi ha fatto venire voglia di sporcarvi le mani e mettere alla prova la vostra creatività manuale? CLICCA QUI per acquistare comodamente su Amazon i migliori Kit completi per la modellazione dell’argilla e della creta fai da te, perfetti per adulti e bambini!

Quattro progetti per un’unica grande opera collettiva

È proprio questa formidabile dimensione partecipativa e democratica ad attraversare la seconda edizione de Il Mercato dell’Arte.
Il confine netto e respingente tra chi crea (l’artista) e chi guarda (il pubblico) si fa sempre più sottile: il mercato di borgata diventa così un luogo inclusivo nel quale assistere alla nascita di un’opera significa anche poter contribuire attivamente a determinarne la forma finale. Gli atelier allestiti tra i banchi non sono dunque spazi chiusi ed elitari di produzione, ma colorati luoghi aperti di relazione sociale, nei quali il faticoso processo creativo si costruisce nel confronto umano quotidiano con chi abita e attraversa il Trullo. Su oltre 30 candidature arrivate da tutta Europa, sono stati scelti quattro artisti. Divisoperzero (compagnia di teatro di figura) porta al mercato il progetto “Trovatelli”: gli artisti chiedono a banchisti, clienti e passanti di consegnare loro oggetti comuni, rotti o destinati a essere gettati nella spazzatura (penne, ritagli di stoffa, barattoli). Sotto gli occhi del pubblico, questi scarti diventeranno materia viva per sculture e nuovi, inattesi “abitanti” del mercato, trasformando il riciclo in un poetico esercizio collettivo di immaginazione. Con l’opera “La poesia nel cassetto”, Mario D’Amico (fondatore dei celebri Pittori Anonimi del Trullo) parte invece dalla memoria più intima del quartiere. L’invito rivolto agli abitanti è meraviglioso: aprire cassetti, vecchi bauli e cantine umide per cercare le poesie mai lette dei nonni o quelle scritte personalmente in gioventù e mai mostrate a nessuno, portandole fisicamente al “box della poesia”. I testi raccolti saranno infine impressi a fuoco su mattonelle in ceramica destinate ad animare e colorare per sempre i muri del Trullo.

Impronte nell’argilla e l’Ecosistema del mercato

Il terzo progetto, ideato da Maya Parvanova (Phi Ceramic Studio), si intitola semplicemente “Impronte” e si basa su un gesto primordiale ed elementare.
Abitanti, rumorosi commercianti, bambini e visitatori occasionali potranno infatti fermarsi presso il box dell’artista per imprimere liberamente un dito, una mano o il palmo nell’argilla ancora morbida. Ogni vaso plasmato conserverà così per sempre le tracce fisiche e digitali delle persone incontrate durante le settimane di residenza: innumerevoli presenze individuali che, unendosi una accanto all’altra nella cottura, entreranno a far parte di una forma artistica comune e indistruttibile. Infine, il collettivo Molecole (fondato a Roma da Gaia Flamigni e Virginia Volpe), con l’opera “Ecosistema Mercato” guarda ai banchi della spesa come a un vero microcosmo antropologico. Cesti di prodotti, mercanti con i grembiuli sporchi e clienti con le buste della spesa diventeranno i soggetti involontari di un grande, gigantesco ritratto collettivo costruito pazientemente attraverso disegni a matita, pitture e veloci schizzi. “Il Mercato dell’Arte nasce dal desiderio urgente di risignificare i luoghi del vivere comune, trasformando spazi vuoti in luoghi di ricerca non convenzionali, carichi di un’identità rinnovata”, ha spiegato con orgoglio la direttrice artistica Alessandra Muschella. Il 24 ottobre alle ore 18:00, al Mercato del Trullo, tutti i quattro progetti saranno presentati ufficialmente e pubblicamente nella loro forma compiuta. Le opere nate durante queste magiche settimane di residenza saranno successivamente donate e messe a disposizione degli spazi condivisi del quartiere, diventando parte visibile, tangibile e inalienabile del patrimonio della comunità del Trullo.

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“Io & Lady”, il legame che salva: a Polignano la storia del cane eroe della Croce Rossa

Come si fa a ripartire quando la vita, all’improvviso, ti toglie tutte le certezze? Al festival “Il Libro Possibile” di Polignano a Mare (BA) è stato presentato “IO & LADY: il coraggio nel cuore”, lo splendido romanzo autobiografico dell’autore pugliese Mirko Banco. È la storia vera e commovente di un uomo che, dopo aver perso l’officina di famiglia a causa della pandemia di Covid, ha trovato la forza di reinventarsi (prima come tuttofare e poi come consulente) grazie a due bussole infallibili: gli insegnamenti di suo padre e l’amore sconfinato per la sua cagnolina Lady Marian (una dolcissima Border Collie). Insieme, Mirko e Lady, hanno affrontato 10 anni di durissimo addestramento diventando una preziosa Unità Cinofila da Soccorso per la Croce Rossa Italiana, salvando persone disperse tra le macerie. Un libro che ci insegna come il volontariato non sia eroismo, ma solo il modo più bello per dire a chi soffre: “Non sei solo”. Trovate tutti i dettagli nel nostro articolo, e non perdete l’occasione di comprare e leggere questa emozionante storia vera! 👇

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Mirko Banco

Polignano a Mare (BA) – Ci sono libri che nascono dall’ambizione letteraria e libri che, invece, nascono da un’incontenibile e pura urgenza del cuore. È questo il caso del commovente volume “IO & LADY: il coraggio nel cuore”, scritto dall’esordiente Mirko Banco e pubblicato nell’estate del 2026 dalla casa editrice Book Editors Group. A diversi mesi dalla sua uscita ufficiale, il libro continua a far parlare positivamente di sé, riscuotendo un grande successo di pubblico e critica grazie alla potenza universale delle tematiche trattate. Un successo tale da garantirgli un posto di assoluto rilievo tra le opere presentate oggi, 7 ottobre, nella magica e suggestiva cornice di Polignano a Mare, in occasione del prestigioso evento nazionale “Il Libro Possibile”, manifestazione letteraria pugliese giunta quest’anno alla sua gloriosa venticinquesima edizione. L’opera di Mirko Banco è un racconto profondamente autobiografico e introspettivo che esplora, senza filtri o retorica, il profondo e straordinario legame venutosi a creare tra l’autore e la sua inseparabile compagna di vita a quattro zampe: una splendida Border Collie di nome Lady Marian. La narrazione prende il via nel lontano gennaio del 2014, quando un giovane Mirko si mette in viaggio dalla Puglia verso un allevamento nella Maremma toscana per adottare la piccola cucciola, dando inconsapevolmente inizio a una strettissima convivenza che, nel bene e nel male, trasformerà radicalmente l’esistenza di entrambi.

[UNA STORIA VERA CHE SCALDA IL CUORE]
Siete amanti dei cani, credete nelle seconde possibilità della vita e siete affascinati dal coraggioso mondo del soccorso cinofilo? CLICCA QUI per acquistare comodamente su Amazon il libro “IO & LADY: il coraggio nel cuore” di Mirko Banco, un’emozione da leggere tutta d’un fiato!

Il soccorso nella Croce Rossa e il crollo delle certezze

L’opera documenta minuziosamente e con grande passione il lunghissimo, faticoso e rigoroso percorso formativo affrontato dai due protagonisti per diventare a tutti gli effetti un’unità cinofila operativa, specializzata nella delicatissima ricerca di persone disperse (sia in superficie che sotto le macerie) per conto del nucleo regionale pugliese della Croce Rossa Italiana.
Ma l’addestramento militare e tecnico diventa ben presto, tra le pagine del libro, un meraviglioso pretesto narrativo per raccontare una ben più profonda crescita interiore. Mirko, un uomo fino a quel momento rigidamente abituato alle certezze e alle ferree regole della meccanica di precisione (lavorava infatti nella florida azienda metalmeccanica di famiglia), si trova costretto a imparare a leggere e interpretare il mondo in modo nuovo, attraverso i sensi ipersviluppati del proprio cane. Deve imparare ad affidarsi ciecamente a un linguaggio silenzioso fatto unicamente di sguardi, micromovimenti della postura ed estrema empatia emotiva. Dal canto suo Lady (dotata di un istinto ancestrale pazzesco e di una forte sensibilità, tanto da essere definita nel libro una vera e propria “spugna emotiva”), gli insegna pazientemente a decifrare il vento (il cosiddetto “cono di odore”) e a riconnettersi spiritualmente con la forza della natura. Oltre alla cruda narrazione delle esperienze cinofile e di soccorso sul campo, il libro attraversa parallelamente temi intimi e universali, restituendo al lettore il ritratto onesto di un uomo che, attraverso mille difficoltà, ha imparato a dare un nuovo significato alla propria vita. La pandemia di Covid-19, infatti, rappresenta nel libro una frattura profonda: la dolorosa chiusura definitiva dell’officina meccanica di famiglia costringe Mirko a confrontarsi faccia a faccia con lo smarrimento più totale e con la vitale necessità di reinventarsi da zero. In quella fase buia, l’amore incrollabile della compagna Patrizia e la presenza costante di Lady diventano punti di riferimento incrollabili. Reinventandosi umilmente persino come “tuttofare” (situazione raccontata con brillante autoironia), l’autore riscopre in sé la straordinaria capacità umana di ricominciare a vivere.

Il ricordo del padre e il vero volto del volontariato

Al centro pulsante del racconto c’è anche, e soprattutto, la commovente figura del padre di Mirko, Alessio, un uomo temprato dalle difficoltà, cresciuto tra le austere mura dell’orfanotrofio milanese dei Martinitt.
Da lui l’autore dichiara di aver ereditato valori incrollabili che, durante la tempesta del Covid, sono diventati una vera bussola esistenziale: la dignità del lavoro, la capacità di non lasciare mai indietro nessuno e, su tutto, il dolcissimo invito a conservare sempre un «cuore di bambino», capace di meravigliarsi anche di fronte alle prove più dure che la vita ci mette di fronte. Un altro tema cardine affrontato da Mirko Banco è il vero significato del volontariato civico. Nel libro, il soccorso cinofilo viene raccontato lontanissimo da ogni stucchevole retorica dell’eroe moderno. Non c’è alcuna ricerca di gloria mediatica, riconoscimento sociale o gratificazione economica nell’infilare una divisa nel cuore della notte; è, piuttosto, una scelta quotidiana, logorante ma bellissima, di pura responsabilità e di amore per il prossimo. La promessa sussurrata a chi è in difficoltà, «Non sei solo», diventa così il vero cuore ideale del romanzo. Il libro si chiude dolcemente con il meritato pensionamento operativo della coraggiosa Lady all’età di undici anni, e con la visione romantica di un “sogno nel cassetto” ancora da realizzare: la futura creazione in Puglia di un grande campo cinofilo olistico e inclusivo, un luogo senza competizioni dove umani e cani possano semplicemente rifugiarsi nel verde della natura per ascoltarsi. “Ho scritto questo libro per un profondo senso di gratitudine”, ha spiegato l’autore al folto pubblico di Polignano. “Non volevo semplicemente redigere un manuale sterile o raccontare le missioni di soccorso della Croce Rossa, ma sentivo l’urgenza di rendere un omaggio imperituro a due anime che, di fatto, hanno letteralmente salvato la mia vita: la mia Border Collie, Lady, e il mio compianto padre Alessio”.

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