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L’Istituto Pascal di Teramo guida la rivoluzione digitale: dai tablet gratuiti alla sfida dell’Intelligenza Artificiale

Pionieri vent’anni fa, assoluti innovatori oggi! L’Istituto Superiore “Pascal” di Teramo si conferma un’eccellenza assoluta nel panorama scolastico italiano, dimostrando che la didattica digitale non è una moda passeggera ma una rivoluzione strutturale. Nelle scorse ore, la dirigente scolastica Maria Letizia Fatigati (insieme al vicario Roberto Salvatori e al responsabile Massimiliano Di Biagio) ha consegnato ufficialmente i nuovi tablet di ultima generazione alle studentesse e agli studenti delle nuove “prime digitali” (sezioni 1B, 1C e 1D). I dispositivi vengono forniti ai ragazzi in comodato d’uso totalmente gratuito per due anni, garantendo a tutti le stesse fantastiche opportunità di apprendimento! Ma la vera forza della scuola di Teramo non risiede solo nei dispositivi elettronici, bensì nella straordinaria formazione dei docenti, capaci di trasformare la tecnologia in un reale strumento di crescita. Un bagaglio di competenze che oggi permette al Pascal di affrontare a testa alta la nuova, grande sfida della scuola contemporanea: l’Intelligenza Artificiale. L’obiettivo? Formare ragazzi capaci di usare le nuove tecnologie con consapevolezza, spirito critico e grande abilità nel verificare le fonti. Scoprite tutti i dettagli di questa fantastica realtà scolastica nel nostro articolo, e date un’occhiata al nostro consiglio tecnologico perfetto per lo studio dei vostri figli! 👇

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Consegna tablet istituto Pascal Teramo

Teramo – In un panorama scolastico nazionale che spesso, e a malincuore, fatica a tenere il passo con la rapidissima e inesorabile evoluzione tecnologica della società moderna, esistono fortunatamente delle eccellenze virtuose capaci non solo di adattarsi ai cambiamenti, ma di anticiparli con straordinaria lungimiranza. Pionieri nel passato, confermatisi grandi innovatori nel presente. È questo il biglietto da visita dell’Istituto di Istruzione Superiore “Pascal” di Teramo, una realtà accademica che da circa vent’anni investe coraggiosamente e massicciamente nella didattica digitale. Un percorso iniziato in un’epoca in cui i dispositivi elettronici, gli ambienti di apprendimento online e le cosiddette “classi digitali” erano concetti quasi fantascientifici, ben lontani dall’essere una presenza abituale e strutturata nelle aule della scuola italiana. Questa lunga, complessa e affascinante transizione tecnologica continua oggi con immutato entusiasmo, accogliendo una nuova generazione di studenti nativi digitali. Nelle scorse ore, infatti, la consegna ufficiale dei nuovi tablet alle studentesse e agli studenti delle classi prime (nello specifico le sezioni 1B, 1C e 1D), avvenuta nella sede centrale dell’Istituto, ha segnato l’avvio formale e tanto atteso dell’esperienza delle nuove “prime digitali” per l’anno scolastico 2026/2027. Un passo fondamentale verso il futuro, reso ancora più significativo da una precisa e lodevole scelta di inclusività didattica: i dispositivi di ultima generazione sono infatti concessi agli studenti in comodato d’uso totalmente gratuito per la durata di due interi anni scolastici, garantendo a tutti le stesse identiche opportunità di apprendimento a prescindere dal reddito familiare.

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La visione della Dirigenza: la tecnologia al servizio della crescita

Alla solenne e partecipata cerimonia di consegna dei tablet hanno preso parte le figure cardine di questo progetto didattico: la dirigente scolastica dell’istituto, Maria Letizia Fatigati, il vicario della dirigente Roberto Salvatori e l’attento responsabile delle classi digitali, Massimiliano Di Biagio.
La visione del corpo direttivo è cristallina e non lascia spazio a equivoci. «Al Pascal la didattica digitale non rappresenta affatto una novità passeggera o una moda del momento, ma è il solido risultato di un percorso iniziato con lungimiranza circa vent’anni fa», ha tenuto a sottolineare con legittimo orgoglio la dirigente scolastica Fatigati. «Essere stati pionieri in questo settore così delicato ci responsabilizza enormemente a continuare a innovare, mettendo sempre, rigorosamente, la tecnologia al servizio esclusivo della didattica e, soprattutto, della crescita personale e intellettuale dei nostri studenti. Il nostro compito primario e ineludibile è quello di prepararli ad affrontare il loro futuro con competenza, profonda consapevolezza e un’autonoma capacità di scelta». Parole che inquadrano perfettamente la filosofia della scuola: il tablet non è visto come un fine, né come un semplice vezzo tecnologico per alleggerire gli zaini, ma come un mezzo potentissimo per veicolare il sapere e stimolare nuove forme di apprendimento attivo e partecipativo.

Oltre i dispositivi: il ruolo dei docenti e la sfida dell’A.I.

Tuttavia, raccontare l’esperienza dell’Istituto Pascal limitandosi a fare l’inventario dei tablet consegnati significherebbe fermarsi alla superficie, mancando il vero e pulsante cuore dell’innovazione.
Al Pascal, la strumentazione tecnologica è utilizzata quotidianamente per integrare e svecchiare le metodologie di insegnamento tradizionali, fondendosi con attività laboratoriali, stimolando la collaborazione tra pari, potenziando la ricerca attiva, la produzione di contenuti originali e l’esplorazione dei nuovi linguaggi multimediali. «La vera, inestimabile forza delle nostre classi digitali non risiede banalmente nei dispositivi fisici che consegniamo ai ragazzi, ma nella straordinaria professionalità dei nostri docenti», ha giustamente aggiunto e puntualizzato il professor Salvatori. Negli anni, infatti, il corpo insegnanti ha saputo mettersi in gioco, sperimentare, aggiornarsi costantemente e formarsi, riuscendo nella complessa impresa di trasformare l’innovazione tecnologica in una reale e misurabile innovazione didattica. Il patrimonio più importante costruito nel tempo dal Pascal risiede proprio in queste competenze professionali umane: un team di docenti aperto alla sperimentazione, pienamente consapevole che la sola tecnologia, per quanto avanzata, non è assolutamente in grado di innovare una lezione se manca a monte un’adeguata, rigorosa e strutturata progettazione didattica. Questo immenso bagaglio di esperienze sul campo permette oggi all’istituto di Teramo di guardare con fiducia e senza paure alla nuova, grande e complessa frontiera dell’Intelligenza Artificiale. «Oggi l’intelligenza artificiale ci pone davanti a nuove opportunità pazzesche, ma anche a nuove, gravose responsabilità educative», spiegano dalla scuola. L’obiettivo primario, nell’era delle informazioni generate dagli algoritmi, resta la formazione di studenti capaci di usare il digitale non in modo passivo, ma con assoluta consapevolezza e feroce spirito critico, imparando a selezionare le fonti e verificando minuziosamente le informazioni. A distanza di due decenni dall’inizio di questa avventura, gli strumenti cambiano e i contesti si evolvono a velocità supersonica, ma la missione del Pascal rimane immutata e solida come una roccia: garantire ai giovani del territorio una preparazione scolastica moderna, radicata nelle competenze e perfettamente orientata alle complesse sfide dell’università e dell’esigente mondo del lavoro di domani.

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A Pescara la musica si assapora: pentole e grattugie suonano i piatti tipici nel “Musimenù all’italiana”

Siete pronti a “degustare” la musica classica? Giovedì 15 ottobre la Fondazione La Rocca di Pescara ospiterà un evento incredibile: “Note di gusto. Musimenù all’italiana”. I geniali giovani musicisti abruzzesi dell’associazione Identità Musicali porteranno in scena un viaggio attraverso 20 piatti della tradizione culinaria regionale. Ma la vera sorpresa sono gli strumenti! Ad accompagnare il pianoforte e la voce del soprano, ci sarà un percussionista che suonerà un’incredibile “batteria da cucina” fatta di pentole, grattugie, mestoli e tegami! Un’esperienza folle e geniale che mescola cibo, arte e inclusione sociale. Scoprite tutti i dettagli dell’evento e come prenotare il vostro posto gratuito nel nostro articolo, e date un’occhiata al nostro consiglio di lettura per riscoprire le vere ricette italiane! 👇

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Note di gusto_copertina (

Pescara – L’arte contemporanea ha il potere straordinario di scardinare le nostre certezze sensoriali, mescolando mondi apparentemente distanti per creare esperienze totalmente inedite. Cosa succede, infatti, quando la solennità della musica da camera incontra il folklore, i profumi e il fragore di una cucina tradizionale italiana in piena attività? La risposta a questa affascinante e golosa provocazione artistica andrà in scena giovedì 15 ottobre (alle ore 18:00) presso gli eleganti e suggestivi spazi della Fondazione La Rocca di Pescara. A lanciare questa sfida sensoriale è la brillante associazione Identità Musicali, che propone al pubblico abruzzese un incontro originalissimo e fuori dagli schemi tra la musica contemporanea e la nostra sterminata cultura culinaria. L’evento, intitolato “Note di gusto. Musimenù all’italiana”, è un progetto partorito dalla geniale mente della compositrice Roberta Vacca. Si tratta di un vero e proprio viaggio sonoro e geografico che attraverserà l’intera penisola italiana, da nord a sud, usando il cibo come spartito musicale. Al centro del progetto ci sono infatti venti iconici piatti regionali della nostra tradizione, raccontati al pubblico non soltanto attraverso l’elenco dei loro gustosi ingredienti, ma soprattutto attraverso la musicalità viscerale dei dialetti, le storie antiche e le memorie familiari che compongono l’immenso e inestimabile patrimonio della cultura gastronomica del nostro Paese.

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Dal pianoforte alla batteria da cucina: un cast d’eccezione

A dare voce, corpo e, soprattutto, suono a questa particolarissima composizione multisensoriale sarà un trio di artisti di primissimo livello, chiamati a cimentarsi in una performance che unisce l’alta tecnica accademica a una irresistibile verve teatrale.
Sul palco saliranno il soprano Rosaria Angotti, che interpreterà le melodie e i dialetti con la sua voce suadente, accompagnata dalle sapienti mani di Jacopo Petrucci al pianoforte. Ma la vera, grande sorpresa e peculiarità dello spettacolo risiede nel ruolo affidato al percussionista Gianluca Ruggeri. Abbandonati i classici strumenti orchestrali, Ruggeri sarà infatti chiamato a trasformare semplici pentole, mestoli di legno, grattugie in metallo, scolapasta e svariati altri oggetti di uso comune in cucina in una vera e propria e rumorosissima “batteria da cucina”. Una performance percussiva che promette di stupire e divertire, dimostrando come il ritmo primordiale della vita domestica possa elevarsi a pura forma d’arte. Oltre all’aspetto puramente performativo, un’attenzione particolare sarà meritoriamente dedicata alla dimensione partecipativa e sociale del progetto. Prima del concerto vero e proprio, infatti, in stretta collaborazione con La Casa di Cristina ODV (una splendida realtà associativa con cui è attivo da tempo un fruttuoso percorso dedicato alla musica e all’inclusione dei più fragili), sarà realizzato un fantastico laboratorio interattivo. Questo momento formativo, aperto all’incontro, alla sperimentazione tattile e al gioco con i suoni, permetterà ai partecipanti di familiarizzare con gli oggetti e le storie che troveranno poi spazio, forma e risonanza nel concerto serale. Non è casuale nemmeno la scelta della location: la Fondazione La Rocca (situata in Via Raffaele Paolucci 71), da sempre luogo dedicato all’esplorazione dell’arte contemporanea nel cuore pulsante dello scenario artistico abruzzese, rappresenta senza dubbio il contenitore e il contesto ideale per accogliere una proposta musicale così innovativa, fondata sull’incontro tra linguaggi, sulla contaminazione coraggiosa tra forme espressive differenti e sull’abbattimento delle barriere accademiche.

Il miracolo giovanile di Identità Musicali e l’Ensemble Baccano

La realizzazione di un evento di tale portata non sarebbe possibile senza il motore inesauribile dell’associazione Identità Musicali ETS.
Nata nel dicembre del 2021 dalla visionaria idea di riunire i migliori e più talentuosi giovani musicisti del territorio abruzzese, l’associazione persegue da anni la missione di diffondere tra la cittadinanza il concetto di una “classica quotidiana”, sdoganandola dai polverosi cliché per renderla accessibile a tutti. Giunta oggi al suo quarto anno di instancabile attività, questa realtà giovanile ha già conseguito risultati storici e impressionanti: da giugno 2025, infatti, Identità Musicali è risultata formalmente ammessa al prestigioso Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo erogato dal Ministero della Cultura. Si tratta di un traguardo epocale, poiché la consacra come il primo e finora unico complesso strumentale giovanile abruzzese stabilmente sostenuto dallo Stato. Oggi l’associazione vanta numeri da capogiro: riesce a realizzare circa 55 concerti all’anno (spaziando agilmente dalle formazioni orchestrali alla più intima musica da camera), sviluppando complessivamente oltre 800 giornate lavorative regolarmente retribuite per i propri giovani collaboratori, frenando così la fuga dei cervelli (e dei talenti) artistici verso altre regioni. Il braccio armato di questa rivoluzione culturale è l’Ensemble Baccano, la formazione orchestrale under 35 del gruppo. Come il simpatico germano reale scelto come mascotte, l’Ensemble si adatta con fluidità, seguendo formazioni piccole o grandi e riunendo attorno a sé una vera comunità di strumentisti e ascoltatori, guidati da un’unica e incrollabile certezza: anche la musica classica, se presentata al pubblico con vivacità, coraggio e innovazione, può fare un magnifico, sano e costruttivo “baccano”.

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Tortoreto “Città della Legalità”: cittadinanza onoraria al Prefetto Renato Cortese, l’uomo che arrestò Provenzano

Un momento storico ed emozionante per la comunità abruzzese! Venerdì 9 ottobre, la splendida città di Tortoreto (da sempre impegnata nella promozione della cultura civile e del turismo etico) conferirà la cittadinanza onoraria a un vero e proprio eroe moderno dello Stato italiano: il Prefetto Renato Cortese. Il suo nome è scolpito a lettere d’oro nella storia della giustizia, poiché Cortese è il poliziotto che, l’11 aprile del 2006, quando era a capo della leggendaria sezione “Catturandi” di Palermo, arrestò il capo assoluto di Cosa Nostra, Bernardo Provenzano, mettendo fine a una latitanza fantasma durata ben 43 anni! Ma non solo: sotto la sua guida sono stati catturati i criminali più spietati d’Italia, da Pietro Aglieri a Gaspare Spatuzza, fino al famigerato Giovanni Brusca (l’uomo che premette il telecomando della strage di Capaci uccidendo Giovanni Falcone e che sciolse nell’acido il piccolo Giuseppe Di Matteo). Oggi Cortese è il Presidente del Premio Nazionale “Paolo Borsellino” e continua a girare le scuole d’Italia per insegnare ai ragazzi che la legalità è una scelta quotidiana di coraggio. Scoprite tutti i dettagli dell’incredibile carriera di questo servitore dello Stato e le informazioni sulla cerimonia di Tortoreto nel nostro articolo! E per non dimenticare, vi suggeriamo le migliori letture storiche per conoscere a fondo gli eroi dell’antimafia. 👇

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Prefetto Renato Cortese

Tortoreto (TE) – La comunità di Tortoreto si prepara a vivere un momento di straordinaria importanza storica, civile e morale. La splendida cittadina abruzzese, da sempre orgogliosamente definita la “regina” del turismo costiero regionale, ha scelto da molti anni di associare la propria vocazione all’accoglienza a un messaggio sociale di inestimabile valore, aprendo le proprie stagioni turistiche con intense giornate dedicate alla memoria di Don Tonino Bello, all’impegno civile, alla solidarietà e alla diffusione della cultura della legalità. In virtù di questo impegno costante e instancabile, venerdì prossimo la città legherà indissolubilmente il proprio nome a quello di un vero e proprio eroe italiano dei nostri tempi: il Prefetto Renato Cortese. Il Comune, infatti, conferirà a Cortese la cittadinanza onoraria, il più alto riconoscimento istituzionale che l’amministrazione possa attribuire a personalità che si siano distinte per altissimi meriti civili, morali e sociali, contribuendo in maniera determinante al prestigio della Nazione. Ma chi è realmente Renato Cortese? Per capirne la grandezza bisogna tornare indietro nel tempo, riavvolgendo il nastro della storia italiana fino al 2006, nei meandri oscuri e apparentemente impenetrabili di Cosa Nostra.

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La cattura del “Fantasma”: la fine della latitanza di Bernardo Provenzano

Renato Cortese è l’uomo che ha letteralmente riscritto la storia della lotta alla mafia in Italia.
Il suo nome rimarrà scolpito per sempre negli annali della giustizia come il funzionario di Polizia che riuscì ad arrestare il “Capo dei Capi” della mafia corleonese, Bernardo Provenzano. Il boss mafioso viveva nell’ombra, latitante e introvabile da ben 43 lunghissimi anni. Provenzano governava Cosa Nostra come un fantasma invisibile, impartendo ordini di morte e gestendo affari miliardari attraverso il rudimentale ma efficacissimo sistema dei “pizzini” (foglietti di carta dattiloscritti e passati di mano in mano da complici fidatissimi), sfruttando una fitta rete di omertà, di silenzi colpevoli e di connivenze anche all’interno dei cosiddetti “salotti buoni” della società. L’incantesimo di questa presunta e arrogante invincibilità mafiosa venne definitivamente spezzato l’11 aprile del 2006. A compiere questa impresa storica fu proprio l’allora giovane funzionario della Polizia di Stato Renato Cortese, che all’epoca si trovava a capo della leggendaria sezione “Catturandi” della Questura di Palermo. Lavorando per anni fuori dalle luci dei riflettori, in silenzio assoluto, con appostamenti massacranti e intercettazioni microscopiche, Cortese e la sua squadra riuscirono a scovare il nascondiglio del boss in un cascinale di Corleone, mettendo fine a una delle latitanze più lunghe e sanguinose della storia criminale mondiale.

Dalle manette a Giovanni Brusca al Premio Borsellino

L’arresto di Bernardo Provenzano non è stato un caso isolato, ma il coronamento di una carriera investigativa strabiliante.
Renato Cortese ha infatti condotto e portato a termine operazioni che hanno letteralmente decapitato l’organizzazione mafiosa siciliana. Sotto la sua guida, sono finiti in manette criminali spietati e di altissimo calibro, veri e propri “padrini” del terrore. Tra questi spicca l’arresto di Pietro Aglieri; la cattura di Gaspare Spatuzza (il “colonnello” fedelissimo dei fratelli Graviano che, una volta divenuto collaboratore di giustizia, ha permesso di riscrivere enormi pezzi di verità sulla terribile stagione delle stragi del 1992-1993); e l’arresto del sanguinario boss Giovanni Brusca, il famigerato capomafia che azionò il telecomando della strage di Capaci massacrando il giudice Giovanni Falcone, la moglie e gli agenti della scorta, e che si macchiò dell’orribile omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo, strangolato e sciolto nell’acido. I successi investigativi di Cortese non solo hanno assicurato assassini spietati alla giustizia terrena, ma hanno avuto un potentissimo effetto psicologico e sociale, contribuendo a sconfiggere definitivamente il mito della “incrollabilità” della mafia e distruggendo le collusioni con la massoneria deviata. Da quegli anni gloriosi a Palermo, Cortese ha proseguito la sua brillante e immacolata carriera dirigendo la Squadra Mobile di Roma, ricoprendo il delicato ruolo di Questore e Prefetto, fino a essere nominato direttore centrale delle Specialità della Polizia di Stato. Ma nonostante i vertici raggiunti, Cortese non ha mai smesso di portare la sua testimonianza coraggiosa all’interno delle scuole italiane, mostrando alle nuove generazioni che la legalità non è un semplice concetto filosofico o astratto, ma una dura, scomoda e necessaria scelta quotidiana di coraggio per stare sempre dalla parte dello Stato.

I dettagli della cerimonia a Tortoreto

A distanza di vent’anni dalle epiche operazioni della sezione Catturandi, la città di Tortoreto, autoproclamatasi fiera “Città della legalità”, ha deciso di omaggiare questo straordinario servitore delle istituzioni.
La cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria si svolgerà venerdì 9 ottobre, alle ore 11:00, presso l’accogliente Centro Congressi e Meeting del Salinello Camping Village, situato a Tortoreto Lido sul Lungomare Sirena. Sarà l’occasione per omaggiare non solo un poliziotto formidabile, ma anche l’attuale presidente del Premio nazionale “Paolo Borsellino”. Questa manifestazione unica, nata orgogliosamente in Abruzzo nel lontano 1992 (all’indomani delle stragi mafiose) e presieduta dallo stesso Cortese, continua ininterrottamente da decenni a promuovere la cultura della legalità e dell’impegno civile. La cittadinanza onoraria di Tortoreto suggella dunque la straordinaria carriera di un uomo la cui attività investigativa e operativa è stata sempre ed esclusivamente caratterizzata da un’altissima professionalità, da uno spiccato coraggio personale, da una ferrea determinazione e da un’assoluta e instancabile dedizione al servizio del Paese e dei suoi cittadini più deboli.

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Nuova Pescara, i Giovani Democratici sfidano il centrodestra: “Gioventù Nazionale scomparsa, un silenzio imbarazzante”

La miccia è accesa e volano stracci anche tra le sezioni giovanili dei partiti! 🔥 Sulla fusione infinita della “Nuova Pescara”, i Giovani Democratici (GD) del PD hanno appena lanciato una bomba politica pazzesca contro i loro coetanei del Centrodestra (Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia)! Il motivo? Mentre in Regione i vertici del centrodestra litigano ferocemente tra loro per rinviare la fusione della città al 2028 o 2029 (pensando solo alle poltrone), le sezioni giovanili di Destra (che prima erano a favore!) sono improvvisamente… sparite nel nulla! “Un silenzio omertoso e imbarazzante, svegliatevi e venite a confrontarvi!” tuonano Emanuele Castigliego e Saverio Gileno dei Giovani Dem. “Invece di pensare a spartirvi il potere e a litigare sulle date, sediamoci a un tavolo tutti insieme per progettare la grande Città del Futuro che noi giovani saremo costretti a vivere!”. Una “strigliata” generazionale in piena regola che sicuramente non passerà inosservata! Trovate l’appello completo, le dichiarazioni velenose e il nostro libro suggerito sulle “Smart City” nell’articolo completo! 👇

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Comune-Nuova-Pescara

Pescara – Il farraginoso, ritardato e apparentemente infinito processo burocratico per la complessa istituzione della “Nuova Pescara” (la titanica fusione amministrativa e territoriale tra i comuni di Pescara, Spoltore e Montesilvano) non sta scatenando solamente le feroci e giustificate ire dei vari Comitati Civici cittadini, esasperati dai continui rinvii. L’intenso scontro istituzionale, che si sta consumando in queste ore cruciali all’interno delle stanze del Consiglio Regionale abruzzese (con la maggioranza spaccata sull’emendamento Sospiri che vorrebbe far slittare tutto al 2029), sta infatti infiammando anche e soprattutto il delicatissimo fronte delle organizzazioni politiche giovanili. A scendere pesantemente in campo, lanciando un vero e proprio guanto di sfida dialettico ai propri coetanei, sono i Giovani Democratici (GD). Con un durissimo comunicato ufficiale firmato congiuntamente da Emanuele Castigliego (Segretario cittadino dei GD di Nuova Pescara) e da Saverio Gileno (Segretario regionale dei GD Abruzzo), l’organizzazione giovanile del Partito Democratico ha puntato spietatamente il dito non solo contro la cecità politica dei “grandi”, ma soprattutto contro l’assordante, inspiegabile e tattico mutismo delle giovanili dei partiti di governo (ovvero i giovani militanti di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia).

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Il mistero del silenzio a Destra: “Prima eravate a favore!”

L’attacco politico sferrato da Castigliego è frontale, tagliente e non ammette alcun tipo di replica evasiva.
“Mentre i leader del centrodestra continuano imperterriti a litigare furiosamente sui giornali e nelle aule sulla data del rinvio e sulle farraginose modalità esecutive della Nuova Pescara, viene spontaneo chiedersi dove diavolo sia finita la voce critica delle sue stesse organizzazioni giovanili!”, tuona senza mezzi termini il Segretario dei Giovani Democratici. La critica sollevata dai vertici del PD giovanile scoperchia in realtà una palese e clamorosa contraddizione storica all’interno del fronte conservatore locale. Negli anni passati, infatti, storiche sigle di destra come Forza Italia Giovani, l’agguerritissima Gioventù Nazionale (movimento giovanile legato a Giorgia Meloni) e la storica Lega Giovani, si erano sempre espresse con grande fervore e senza indugio alcuno a totale favore della rapida fusione metropolitana. “Oggi, invece”, incalza e accusa duramente Castigliego, “davanti al vergognoso rinvio strategico e alle palesi e imbarazzanti divisioni per le poltrone che stanno lacerando la maggioranza regionale, assistiamo sgomenti a un totale e assoluto silenzio istituzionale che ci sorprende e ci delude profondamente come generazione”. I Giovani Democratici ricordano a tutte le fazioni politiche che l’immenso futuro urbanistico, ecologico ed economico della Nuova Pescara non può e non deve essere cinicamente ridotto, come accade ormai troppo spesso in Italia, a una squallida partita a scacchi fatta di cinici equilibri politici e spietata spartizione del potere elettorale a breve termine.

La proposta: “Un tavolo con tutte le giovanili per progettare il futuro”

Ciò che fa più rabbia ai giovani dirigenti democratici è che, mentre la politica “dei grandi” continua a scannarsi pateticamente sulle date di slittamento, nessuno sta fisicamente mettendo su carta un progetto per capire “come” funzionerà e “cosa” offrirà la Pescara di domani ai suoi cittadini.
“Parliamo della metropoli che noi giovani, la nostra generazione, sarà materialmente chiamata a vivere, ad abitare e a sviluppare per i decenni a venire”, continuano i Segretari. “Noi Giovani Democratici riteniamo fortemente che questo imbarazzante silenzio debba essere urgentemente e coraggiosamente superato. Crediamo fermamente che le organizzazioni giovanili delle diverse forze politiche (nessuna esclusa) debbano avere il coraggio di confrontarsi apertamente e pubblicamente sulla città che vogliamo e sogniamo di costruire”. Per rompere questo stallo paralizzante, i Giovani Dem lanciano quindi un appello pubblico: un invito formale a tutte le giovanili di partito affinché prendano finalmente posizione in maniera chiara, sedendosi tutti insieme a un grande tavolo istituzionale bipartisan per discutere progetti comuni e idee strutturali per la nuova Smart City. Sulla stessa identica linea d’onda si posiziona l’analisi lucida e sferzante di Saverio Gileno, segretario regionale dei GD Abruzzo. “Purtroppo, l’attuale centrodestra, operando con lo stesso identico modus operandi sia a livello di Governo nazionale che a livello di Giunta Regionale, continua ostinatamente a occuparsi e preoccuparsi soprattutto della propria mera sopravvivenza elettorale e dei propri opachi destini personali”, commenta Gileno con amarezza. “Invece di concentrarsi responsabilmente sulle grandi riforme sociali, sui servizi e sulla qualità della vita delle persone. Questa triste vicenda della Nuova Pescara è assolutamente emblematica: le segreterie sono divise e si fanno la guerra tra chi vuole rinviare tutto al 2028 e chi al 2029. In tutto questo teatrino indecoroso, il vero e unico tema centrale dovrebbe invece essere: quale tipologia di città vogliamo costruire? Non serve assolutamente a nulla litigare sulle scadenze sul calendario! Dobbiamo utilizzare questo tempo per immaginare il futuro, creare nuove e concrete opportunità lavorative, portare convenienze tangibili per tutti i vasti territori coinvolti, e fare in modo che nessuno dei nostri cittadini venga tragicamente lasciato solo o indietro”.

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