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Il trionfo dell’anima: la scrittrice abruzzese Kristine Maria Rapino sbanca il Cava Book Fest con “Scialacca”. Il plauso del Maestro De Giovanni

Il destino magico esiste! La bravissima autrice abruzzese Kristine Maria Rapino sbanca in Campania e vince il Premio Nazionale di Letteratura. “Ho ritirato il premio nella stessa meravigliosa stanza dove avevo vinto con una mia poesiola quando avevo 12 anni!”. 🏆 📖 Questo è uno di quei racconti che scaldano il cuore a chiunque ami l’Arte, il Talento e il Destino! La straordinaria scrittrice e docente di Chieti, KRISTINE MARIA RAPINO, ha trionfato sbaragliando la concorrenza al gigantesco festival letterario “Cava Book Fest” (nel Salernitano). A portarla sul gradino più alto del podio e a farle vincere il Premio Vincenzo Russo 2026 è stato il suo meraviglioso e dolorosissimo romanzo corale ambientato in Abruzzo: “SCIALACCA”. La potentissima giuria del Premio era capitanata addirittura dal grande e celebre Maestro MAURIZIO DE GIOVANNI, che è rimasto totalmente folgorato dal libro dell’autrice: “La sua scrittura è matura e magistrale! È riuscita, senza mai essere banale, a dare dolcemente voce agli invisibili e ai più fragili, trasformando una cruda storia di Dolore Familiare e Dipendenza in una luminosa speranza di vera rinascita per tutti!”. Il titolo “Scialacca” richiama infatti la scintilla di una fabbrica di fuochi d’artificio, una metafora per spiegare le “scintille e le esplosioni” della nostra Anima quando cerchiamo di guarire dalle nostre antiche ferite! A far piangere di gioia il pubblico durante la consegna della Targa è stata proprio l’autrice: la bravissima Kristine Maria si è commossa, ricordando che oltre 20 anni prima, a soli dodici anni, era stata premiata con una medaglietta per una sua dolce Poesia proprio all’interno delle stesse identiche stanze di quel chiostro! Il destino e la magia della scrittura l’hanno riportata lì per farla vincere tra i “grandi” della letteratura italiana! Leggi tutti i meravigliosi dettagli del premio e della trama del romanzo nel nostro articolo! 👇 🎆 Conoscete questa bravissima autrice e avete già letto i suoi capolavori? Siete d’accordo sul fatto che i libri scritti “col cuore”, che raccontano di sofferenze, fragilità ed errori familiari che tutti noi compiamo (e della successiva rinascita), siano quelli che ci restano più attaccati all’anima? Diteci la vostra opinione e lasciate i vostri Complimenti all’autrice nei commenti per farle sentire tutto l’orgoglio del nostro territorio!

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Kristine Maria Rapino

Cava de’ Tirreni – Nella vita di ogni artista ci sono cerchi invisibili e magici che, a distanza di decenni, finiscono inesorabilmente per chiudersi nel modo più inaspettato e meraviglioso possibile. Il destino ha voluto che il talento purissimo della scrittrice teatina Kristine Maria Rapino sbocciasse in modo clamoroso e definitivo, venendo celebrato a livello nazionale proprio all’interno dello stesso edificio che l’aveva vista sognare quando era ancora solo una dolcissima bambina.
Sotto le storiche e suggestive arcate del chiostro quattrocentesco di San Francesco e Sant’Antonio a Cava de’ Tirreni (nel Salernitano), si è consumata una delle pagine più belle e intense della letteratura italiana di questo 2026. Il formidabile e intenso romanzo «Scialacca» della Rapino (stimata editor e infaticabile docente di scrittura creativa, originaria di Chieti) ha letteralmente trionfato, aggiudicandosi la prestigiosissima vittoria del Premio Vincenzo Russo – Castel di Carta, all’interno della vastissima e competitiva kermesse culturale del Cava Book Fest.

Il ritorno del destino: vincere nelle sale dell’infanzia

Il momento della premiazione ha regalato un vero e proprio brivido lungo la schiena a tutti i tantissimi presenti in sala, svelando un retroscena commovente che lega a doppio filo l’anima dell’autrice a quella del borgo campano.
Visibilmente (e giustamente) emozionata nel ritirare il massimo riconoscimento, Kristine Maria Rapino ha afferrato il microfono con la voce rotta dalla gioia: «Sono davvero tanto, tanto emozionata e felicissima per questo importante riconoscimento. Un premio che, tra l’altro, mi arriva tra le mani proprio all’interno di un luogo che fu estremamente importante per me quando ero ancora molto, molto piccola. Avevo forse dodici o tredici anni quando sono stata premiata, esattamente in una di queste stesse antiche sale, per una mia poesia… perché quando ero una ragazzina scrivevo tantissime poesie!». Un ritorno alle origini che sa di magia e di consacrazione letteraria definitiva.

“Scialacca”: il dolore, il riscatto e la fabbrica dei fuochi

Ma cosa c’è dietro il clamoroso e meritatissimo successo di questa incredibile opera narrativa? Scialacca è un romanzo corale mozzafiato, saldamente e fieramente ambientato in terra d’Abruzzo. Il libro ruota e gravita in modo ossessivo e catartico attorno ai fragili temi della famiglia, del faticoso ritorno a casa, della colpa che schiaccia l’anima e della sudata redenzione umana.
La trama segue i passi pesanti di Francesco (un uomo di ritorno dopo anni di dolorosa assenza, con il fardello di un passato oscuro e spinoso) e di Aria, una ragazza enigmatica e magnetica che lo condurrà per mano in un labirintico percorso di rinascita spirituale. Il particolarissimo e musicale titolo dell’opera non è affatto causale: evoca infatti sia un luogo fisico (una vecchia fabbrica di spettacolari fuochi d’artificio), sia un delicatissimo “spazio dell’anima” in cui i legami rimasti in sospeso cercano disperatamente una nuova, luminosa scintilla per esplodere, mettendo in luce il disperato coraggio necessario per fare i conti con le proprie ferite più profonde.

L’elogio del Maestro Maurizio De Giovanni

A rendere questa vittoria ancora più dolce e inattaccabile per l’autrice teatina è stato senza ombra di dubbio l’incredibile spessore intellettuale dei giurati che l’hanno votata. A guidare la severissima giuria del Cava Book Fest c’era infatti un vero e proprio “mostro sacro” della letteratura e del giallo italiano: il celeberrimo scrittore, drammaturgo e sceneggiatore Maurizio De Giovanni.
La motivazione ufficiale incisa sulla targa è un tributo straordinario e commosso al talento dell’abruzzese: «Per la strabiliante maturità della scrittura, per la spiazzante ricchezza della costruzione narrativa e per l’immensa capacità di dare voce, senza cadere mai nella banale retorica, alle fragilità e agli invisibili, trasformando una terribile storia di dolore e dipendenza in un intensissimo e luminoso percorso di riconciliazione e rinascita».

Il trionfo della cultura contro ogni violenza

La clamorosa vittoria della scrittrice abruzzese ha chiuso nel migliore dei modi una tre-giorni fieristica gigantesca, che ha visto la preziosa partecipazione di oltre trenta case editrici giunte da ogni angolo della Penisola per presentazioni e laboratori.
L’evento (supportato economicamente da Camera di Commercio di Salerno e Confesercenti, e forte dei potentissimi Patrocini Morali del Ministero della Cultura, della Regione Campania e del Centro per il libro e la Lettura) ha anche lanciato un meraviglioso e inequivocabile messaggio civico a tutta l’Italia, aderendo fieramente con tutti i suoi autori alla nobilissima campagna di sensibilizzazione “Posto Occupato” per dire basta, una volta per tutte, alla violenza di genere contro le donne. La vera cultura non si gira mai dall’altra parte.

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“L’Eucaristia è la mia Autostrada per il Cielo”: Assisi celebra il commovente anniversario della canonizzazione di San Carlo Acutis

“L’Eucaristia è la mia personale Autostrada per il Cielo!”. Assisi in preghiera per il commovente anniversario della Canonizzazione di San Carlo Acutis, il meraviglioso “Santo Millennial” in jeans e scarpe da ginnastica! 🙏 🕊️ Ci sono ragazzi così speciali che passano su questa Terra come stelle cadenti: durano poco, ma lasciano una luce d’Amore che non si spegnerà mai più! L’intera Chiesa Cattolica si sta preparando a celebrare una ricorrenza importantissima e piena di spiritualità: lunedì 7 SETTEMBRE si festeggerà il primo solenne anniversario della Canonizzazione del giovanissimo San Carlo Acutis. Per l’occasione, alle ore 18:00, l’amatissimo Cardinale Gualtiero Bassetti celebrerà la Santa Messa direttamente al Santuario della Spogliazione di Assisi, proprio davanti alla teca che ospita la tomba di Carlo! Una storia, quella del Santo nato nel 1991, che ha fatto piangere e riflettere milioni di giovani in tutto il mondo. Carlo non era solo un ragazzo dolcissimo e devoto ai più poveri: era un formidabile genio del Computer! Utilizzando internet ha creato una maestosa mostra sui Miracoli Eucaristici famosa in tutto il Pianeta. Purtroppo, a soli 15 anni, una violentissima leucemia fulminante se l’è portato via in soli tre giorni. Ma il suo insegnamento vive ancora oggi, ricordandoci che la Santità è una strada accessibile a tutti noi, anche ai giovani d’oggi! Per chi non potrà essere ad Assisi, la Messa sarà in DIRETTA TV su Maria Vision (Canale 255 del digitale terrestre). Leggi l’incredibile storia di questo ragazzo nel nostro articolo! 👇 ⛪ La purezza e la devozione di Carlo Acutis ci ricordano che non serve essere eremiti per diventare Santi: basta un computer e un cuore pieno d’Amore per gli ultimi! Siete d’accordo sul fatto che la sua storia dovrebbe essere insegnata nelle scuole e nelle parrocchie a tutti i nostri ragazzi? Lasciate una Preghiera nei commenti per il dolcissimo Carlo e condividete il post con i vostri cari!

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San Carlo Acutis

Assisi – Ci sono anime così straordinariamente pure, luminose e rare che il loro passaggio su questa terra assomiglia a quello di una meravigliosa e velocissima stella cadente: durano pochissimo tempo, ma lasciano nel cielo una scia d’amore destinata a non spegnersi mai più. È questa la sensazione che si prova quando ci si avvicina alla formidabile storia spirituale di San Carlo Acutis, il celebre “Santo Millennial”, il ragazzo che ha saputo fondere il Vangelo con le nuove tecnologie per raggiungere il cuore di milioni di giovani in tutto il mondo.
La bellissima diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino si sta preparando a vivere una giornata di preghiera, di immensa grazia e di grandissima emozione spirituale. Lunedì 7 settembre ricorre infatti il primo, attesissimo e solenne anniversario della canonizzazione del giovane Santo, un momento che ha unito in lacrime e preghiera l’intera Chiesa Cattolica mondiale, consacrando per sempre la figura del ragazzo “in jeans e scarpe da ginnastica”.

La Santa Messa al Santuario della Spogliazione

Per onorare in modo adeguato questa ricorrenza così speciale, la diocesi ha organizzato una celebrazione che promette di riempire il cuore dei fedeli di speranza e amore. Alle ore 18:00 in punto, all’interno della mistica e suggestiva Chiesa di Santa Maria Maggiore – Santuario della Spogliazione (il luogo sacro in cui si trova attualmente l’amatissima tomba del giovane), verrà celebrata la Santa Messa.
A presiedere la solenne funzione religiosa non sarà una figura qualsiasi, ma un pilastro amatissimo della Chiesa italiana: il cardinale Gualtiero Bassetti, Arcivescovo Emerito della vicina diocesi di Perugia – Città della Pieve, la cui saggezza pastorale incornicerà perfettamente il ricordo di Carlo.

Computer, sport e Vangelo: il Santo “ragazzo”

Nato a Londra il 3 maggio del 1991, Carlo Acutis non è mai stato un adolescente come gli altri, eppure era straordinariamente immerso nel mondo moderno. Fin da piccolo ha manifestato una profondissima fame di spiritualità che lo portava a partecipare, ogni singolo giorno, alla Santa Messa. Per lui, la comunione non era un semplice rito domenicale, ma un bisogno fisico, tanto da arrivare a definire dolcemente l’Eucaristia come la sua personalissima “Autostrada per il Cielo”.
Ma Carlo non era un eremita. Era un ragazzo innamorato della vita, estremamente attento e dedito alla cura dei poveri e dei bisognosi. Era un grande sportivo, ma soprattutto era un genio dei computer e dell’informatica. Proprio utilizzando abilmente il web e le immense potenzialità di internet, Carlo decise di creare e diffondere la sua mostra intitolata “Segni”, interamente dedicata ai Miracoli Eucaristici del mondo. Un’opera titanica divenuta celebre in ogni continente, e che attualmente è meravigliosamente allestita nella Sala dei Vescovi del Santuario della Spogliazione di Assisi.

Il dolore di una malattia fulminante e le dirette Tv

Il destino terreno di Carlo si è compiuto in modo tanto rapido quanto straziante per i suoi genitori. Il 12 ottobre 2006, all’età di soli 15 anni e nel pieno fiore dell’adolescenza, il ragazzo venne colpito improvvisamente da una devastante leucemia fulminante. Nonostante le cure immediate e disperate, il giovane Carlo chiuse gli occhi per sempre dopo un dolorosissimo ricovero durato solamente tre giorni, consumatosi all’interno dell’ospedale San Gerardo di Monza. Da quel giorno, il suo dolore si è trasformato in una immensa fioritura di grazia per la Chiesa.
Per chi non potrà recarsi fisicamente ad Assisi per l’anniversario della canonizzazione, la diocesi ha garantito la massima copertura mediatica: la Santa Messa presieduta dal Cardinale Bassetti sarà infatti trasmessa in diretta televisiva nazionale dall’emittente Maria Vision (sul canale 255 del digitale terrestre e sul canale 78 per il territorio dell’Umbria), oltre che in diretta streaming sul sito mariavision.it e su tutti i seguitissimi canali social ufficiali della Diocesi. Un modo moderno e tecnologico per pregare uniti: esattamente come avrebbe voluto Carlo.

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Eventi

La sicurezza dei ponti e delle case parte da Latina: l’eccellenza di Aprilia Test conquista la Fiera B-CAD di Roma. Il plauso di Ciacciarelli

I ponti che crollano e i palazzi malandati sono l’incubo degli italiani. Ma a difendere la sicurezza delle nostre strade e delle nostre case ci pensano i “medici” del cemento di Aprilia Test! L’Assessore Ciacciarelli elogia l’eccellenza pontina alla Fiera Mondiale B-CAD di Roma. 🏗️ 🌉 Quante volte ci è capitato di guardare il cemento armato di un cavalcavia e chiederci: “Ma questo ponte è sicuro?”. La sicurezza strutturale delle strade in cui viaggiamo e delle case in cui abitiamo non è un optional, è una questione di vita o di morte! Ecco perché al B-CAD (la fiera internazionale dell’Edilizia che si chiude oggi alla “Nuvola” di Roma), tutti gli occhi sono puntati sull’eccellenza assoluta dell’azienda pontina “APRILIA TEST”. Questo fantastico laboratorio della provincia di Latina è specializzato nel fare una vera e propria “radiografia” agli edifici esistenti con strumenti ultra-tecnologici, capendo se i materiali da costruzione sono sani o se rischiano di crollare! A complimentarsi con questa magnifica realtà è arrivato personalmente l’Assessore Regionale PASQUALE CIACCIARELLI: “Aprilia Test è un orgoglio di eccellenza per tutta la Regione Lazio! Come Giunta stiamo investendo tantissime risorse per monitorare la salute di ponti, strade ed Edilizia Popolare Pubblica, e queste tecnologie sono fondamentali per la sicurezza di tutti!”. Oggi pomeriggio alle 15:00 si terrà proprio alla Fiera l’ultimo seminario gratuito organizzato da Aprilia Test per tutti gli ingegneri e architetti! Leggi tutti i dettagli nel nostro articolo! 👇 👷‍♂️ Quando guidate l’auto sotto un viadotto o percorrete ponti molto vecchi, non provate anche voi un brivido di terrore pensando allo stato dei materiali? Siete d’accordo sul fatto che lo Stato debba obbligare per legge a testare periodicamente TUTTI i palazzi e le strutture pubbliche d’Italia grazie ad aziende specializzate come questa? Scrivete la vostra opinione nei commenti e condividete la notizia per sostenere l’eccellenza delle imprese della nostra Regione!

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Aprilia Test

Aprilia  – Troppo spesso, negli ultimi anni, le cronache italiane ci hanno restituito immagini drammatiche di ponti sbriciolati, strade collassate e palazzi resi inagibili dal tempo o dall’incuria. Tragedie che ci ricordano in modo spietato quanto la sicurezza strutturale degli edifici e delle nostre infrastrutture non sia una semplice questione burocratica, ma un requisito vitale per la sopravvivenza stessa dei cittadini.
Ecco perché l’innovazione ingegneristica legata al controllo dei materiali è diventata il cuore pulsante del B-CAD (Building-Construction Architecture Design), lo straordinario appuntamento fieristico internazionale dedicato all’edilizia e alle nuove tecnologie, che chiude i battenti proprio oggi, domenica 6 settembre, nella maestosa cornice del Roma Convention Center La Nuvola. E in questo palcoscenico di respiro mondiale, a tenere altissima la bandiera dell’innovazione e della professionalità italiana c’è una meravigliosa e orgogliosa realtà della provincia di Latina: il laboratorio Aprilia Test S.r.l..

I “medici” del cemento: l’eccellenza silenziosa di Aprilia Test

Con sede operativa proprio ad Aprilia (LT), questa azienda (rigorosamente autorizzata con decreto ministeriale ai sensi della vitale Legge 1086) rappresenta una vera e propria clinica medica per le costruzioni. Aprilia Test è infatti un laboratorio altamente specializzato nella diagnostica strutturale di edifici e di opere già esistenti.
Esattamente come un medico scruta l’interno del corpo umano, i tecnici pontini utilizzano tecnologie innovative ed estremamente delicate per analizzare “lo stato di salute” delle strutture in cemento armato attraverso tecniche non invasive. Un supporto preziosissimo e insostituibile per professionisti e imprese costruttrici, che nel corso della fiera B-CAD ha riscosso un successo clamoroso di pubblico e di addetti ai lavori presso lo stand dedicato.

La visita dell’Assessore Ciacciarelli: “La sicurezza prima di tutto”

A confermare il prestigio assoluto raggiunto dall’azienda pontina è stata la massiccia attenzione istituzionale. Nei giorni scorsi, subito dopo il solenne taglio del nastro della kermesse mondiale, l’Assessore regionale Pasquale Ciacciarelli ha voluto far visita personalmente allo stand di Aprilia Test.
Ad accogliere l’esponente politico c’erano il consulente aziendale Pasquale Di Domenico e l’ingegnere Agostino Schiavone. L’Assessore ha voluto esprimere pubblicamente il proprio profondo apprezzamento per l’attività dell’azienda pontina, sottolineando con orgoglio come il laboratorio di Aprilia rappresenti oggi una indiscussa realtà di eccellenza per l’intera Regione Lazio, capace di coniugare la lunga esperienza sul campo, la spinta dell’innovazione tecnologica e un’attenzione maniacale alla sicurezza dei materiali.

Il monitoraggio dei ponti e la grande sfida del Lazio

Durante il cordiale incontro in Fiera, Ciacciarelli ha evidenziato con forza il ruolo fondamentale che l’edilizia sana ricopre per l’economia di tutto il Lazio. Ma soprattutto, ha ribadito la grandissima attenzione che la Regione sta riservando alle difficili e capillari attività di controllo e monitoraggio di ponti, strade e strutture viarie in genere, senza dimenticare il grandissimo e delicato patrimonio degli edifici destinati all’edilizia residenziale pubblica (le cosiddette case popolari). Un settore nevralgico nel quale l’Ente regionale sta finalmente investendo risorse economiche ed energie umane immense per garantire una maggiore qualità del patrimonio infrastrutturale a tutela delle famiglie.

L’ultimo seminario gratuito: la tecnologia salva la vita

Il lavoro di Aprilia Test alla Nuvola di Roma non si è limitato all’esposizione, ma si è trasformato in vera e propria docenza. L’azienda ha infatti organizzato due importantissimi seminari gratuiti rivolti ad architetti, ingegneri e geometri (validi ai fini del riconoscimento dei crediti formativi).
Proprio oggi, domenica 6 settembre alle ore 15:00, si terrà l’attesissimo seminario conclusivo. Un incontro prezioso dedicato alle indagini sulle strutture direttamente in sito, con un fari puntati sulla preparazione dei campioni e sulle metodologie di prova. L’ingresso al B-CAD è totalmente gratuito, e i professionisti interessati possono trovare ulteriori informazioni sul sito ufficiale www.apriliatest.it. Perché un pilastro controllato a dovere, oggi, è una vita salvata domani.

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“Hai insegnato al mondo a toccare il dolore”: il commovente ricordo di Madre Teresa di Calcutta nel giorno della sua scomparsa

“Lì dove noi vedevamo solo miseria, sporcizia e morte, lei vedeva un Essere Umano da amare!”. Il meraviglioso ricordo di MADRE TERESA DI CALCUTTA nel giorno dell’anniversario della sua morte! 🙏 ❤️ Ci sono vite così straordinarie e piene d’amore che riescono a cambiare per sempre la storia del mondo. Oggi (5 settembre) si celebra la Giornata Internazionale della Carità, proprio nel giorno dell’anniversario della scomparsa di una delle donne più immense della nostra epoca: Santa Teresa di Calcutta! La meravigliosa autrice Liliana Pere (tradotta magistralmente dalla nostra Angela Kosta) ha voluto dedicare a Madre Teresa un ricordo pubblico che fa venire i brividi per l’emozione! Nel racconto, la Pere ricorda il giorno della canonizzazione in Piazza San Pietro in Vaticano, quando ha potuto “respirare” la santità stringendosi alle suore vestite di bianco e azzurro. E poi ripercorre il miracolo di questa ragazza albanese che ha lasciato tutto per dedicare ogni minuto della sua esistenza agli ultimi, ai disperati, ai moribondi e agli abbandonati nei vicoli maleodoranti dell’India. Quando le diedero il Premio Nobel per la Pace, lei non tenne un centesimo per sé e donò tutto ai suoi poveri! “Madre Teresa non ha mai permesso al dolore di trasformarsi in Odio, e ha insegnato al mondo che la vera umanità inizia quando smettiamo di chiederci ‘Cosa ci guadagno?’ e iniziamo a chiederci ‘Cosa posso fare per aiutarti?'”. Leggi questo articolo meraviglioso e dolcissimo. Ti scalderà il cuore! 👇 ⛪ Di fronte all’immenso amore, all’umiltà e al sacrificio di Madre Teresa non si può fare altro che inchinarsi in silenzio. Lasciate una preghiera o un cuoricino nei commenti per ricordare questo grandissimo Angelo che ha protetto gli ultimi della terra, e condividete il post con i vostri amici!

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Madre Teresa di Calcutta

LILIANA PERE – ALBANIA

L’AMATA MADRE TERESA

Roma -Hai insegnato al mondo a vedere, ascoltare e toccare il dolore.Oggi, nella Giornata internazionale della Carità e nell’anniversario della sua scomparsa, ricordiamo con rispetto Santa Teresa, la nostra Madre Teresa, la donna albanese che dedicò tutta la sua vita all’amore, all’umanesimo e al servizio dei più poveri, dei malati e degli abbandonati.

Una vita al servizio dell’essere umano, un testamento di valori per la pace, l’amore e l’umanità

Madre Teresa, non hai mai cercato la grandezza.

È arrivata da sola, mentre tu sceglievi la strada più semplice e più difficile: stare accanto a chi soffriva.

Quel 4 settembre 2016 ero lì, in Piazza San Pietro, in Vaticano, per partecipare alla canonizzazione di Santa Teresa.

Fu una di quelle giornate che non si vivono soltanto con gli occhi, ma con tutto il proprio essere.

Accanto a me c’erano le Missionarie della Carità, le sorelle di Madre Teresa, vestite del loro semplice abito bianco, con le fasce azzurre che ormai erano diventate parte della loro immagine e della missione che avevi lasciato loro.

Rimasi accanto a loro e, per un istante, mi sembrò di avvicinarmi non soltanto alla tua storia, ma anche allo spirito di santità che avevi seminato nelle loro vite.

Lì, in Vaticano, tra migliaia di persone giunte da ogni parte del mondo, sentii dentro di me un silenzio particolare.

Respirai la santità.

Non quella santità lontana e irraggiungibile, ma quella che nasce dall’umiltà, dal servizio, dalle mani che toccano le ferite degli altri e dal cuore che non chiede nulla in cambio.

Madre Teresa, stando accanto alle tue sorelle, sentii che tu eri ancora lì.

Era come se il tuo cammino da Skopje a Calcutta, dalle strade povere dell’India fino a Piazza San Pietro, si raccogliesse tutto in quell’unica giornata.

E quando Papa Francesco proclamò ufficialmente:

l’emozione non apparteneva soltanto a una cerimonia religiosa.

Era la sensazione che una vita interamente dedicata all’essere umano ricevesse, davanti al mondo, il sigillo dell’eternità.

Io ero lì. Ho visto. Ho ascoltato. Ho vissuto quel momento.

E oggi, ogni volta che ricordo quella giornata, non mi torna alla mente soltanto l’immagine del Vaticano.

Ritorna quella sensazione irripetibile: per alcune ore ho avuto la fortuna di respirare accanto a una storia sacra, accanto alle sorelle che continuavano la tua missione e accanto al ricordo di una donna che fece dell’amore uno stile di vita.

Madre Teresa, quel giorno compresi ancora più profondamente perché il mondo ti avesse onorata.

Perché la tua santità non era soltanto in cielo.

Era lì, nelle mani delle tue sorelle, nelle preghiere delle persone, nel silenzio del Vaticano e nei cuori di milioni di uomini e donne giunti per dirti: “Grazie”.

Da Skopje, dove nascesti come Anjezë Gonxhe Bojaxhiu, fino ai vicoli poveri di Calcutta, la tua vita si trasformò in un lungo viaggio verso l’essere umano. A diciotto anni lasciasti la tua famiglia e intraprendesti una strada dalla quale non saresti più tornata indietro, almeno non per riprendere la vita ordinaria che avevi lasciato.

Scegliesti la missione.

E la tua missione non aveva confini.

Curasti le ferite del corpo, ma anche quelle dell’anima. Ti chinasti sui malati, sui poveri, sugli abbandonati, sui bambini privi di cure e sulle persone che la società aveva smesso di vedere.

Non chiedevi chi fossero, da dove venissero, in cosa credessero o che cosa avessero perduto. Davanti a te c’era sempre una persona.

E una persona ti bastava.

A Calcutta, dove la povertà aveva raggiunto dimensioni che il mondo spesso preferiva non vedere, creasti un potente contrasto con una società che procedeva verso la ricchezza, il potere e la modernità, mentre milioni di persone rimanevano indietro.

Tu scegliesti di camminare nella direzione opposta.

Là dove gli altri vedevano miseria, tu vedevi dignità.
Là dove gli altri vedevano una persona abbandonata, tu vedevi un essere umano.
Là dove il mondo ascoltava il proprio rumore, tu ascoltavi il silenzio di coloro che non avevano più voce.

Con devozione e umanità, servisti i poveri e gli indifesi, trasformando l’amore in azione.

Le Missionarie della Carità divennero la grande famiglia di questa missione. Le scuole, i centri di assistenza, le case per i malati, per i bambini e per gli anziani abbandonati si trasformarono nella testimonianza di una filosofia semplice: non puoi cambiare il mondo intero in un solo momento, ma puoi cambiare il mondo di una persona.

Non scrivesti un trattato sull’umanesimo.

Lo vivesti.

Ed è proprio per questo che il mondo si accorse di te.

L’India ti onorò. Ti onorarono città e istituzioni di diversi continenti. Ti onorarono presidenti, re, papi, accademici e organizzazioni internazionali.

Arrivarono medaglie e titoli: il Premio Ramon Magsaysay, il Premio Templeton, il Premio Balzan, il Bharat Ratna, la Medaglia presidenziale della libertà e molti altri riconoscimenti.

Ma un giorno, il 17 ottobre 1979, il mondo ti conferì uno dei più grandi onori: il Premio Nobel per la Pace.

E tu non usasti quella gloria per te stessa.

La restituisti ancora una volta ai poveri.

Perché sapevi che il vero onore non consiste in ciò che si riceve, ma in ciò che si è capaci di donare.

Il mondo ti applaudiva, ma tu continuavi ad ascoltare coloro che non potevano applaudire.

Il mondo ti innalzava su un piedistallo, ma tu continuavi a sederti accanto a coloro che vivevano sulla terra.

Questa era la tua grandezza.

Rimanesti albanese nel sangue, indiana per cittadinanza e, come dicesti tu stessa, appartenevi con il cuore a Cristo.

E l’Albania ti accolse una sola volta, nel 1989, mentre era ancora al potere il regime che aveva separato la tua famiglia da te. Tornasti senza desiderio di vendetta, senza odio e senza grandi discorsi.

Tornasti portando con te il perdono.

Durante quella visita incontrasti anche Nexhmije Hoxha e deponesti dei fiori sulla tomba di Enver Hoxha. Fu un gesto che molti avrebbero potuto considerare impossibile da comprendere, ma che parlava di una dimensione diversa del tuo carattere: non permettesti che il dolore si trasformasse in odio.

Forse è proprio qui che si trova uno dei più grandi insegnamenti della tua vita.

Non negasti il dolore. Lo trasformasti in amore.

Per questo le tue parole continuano a vivere.

Per te non era soltanto una frase. Era il tuo modo di vivere.

Chiedesti al mondo di non dimenticare il bambino, di non abbandonare il malato, di non voltare le spalle al povero, di non perdere la compassione in nome dello sviluppo.

In un secolo tormentato, lasciasti un testamento di valori in cui la pace non era soltanto assenza di guerra, ma presenza dell’amore; l’umanesimo non era una semplice parola, ma una responsabilità; e la fede non era soltanto preghiera, ma servizio.

Il 5 settembre 1997 lasciasti questo mondo.

Ma la tua storia non finì quel giorno.

Il 19 ottobre 2003 fosti beatificata. Il 4 settembre 2016, in Piazza San Pietro a Roma, Papa Francesco ti proclamò santa della Chiesa cattolica.

Decine di migliaia di persone erano lì.

Ma, in un senso più profondo, era presente anche quel mondo per il quale avevi vissuto: il mondo dei poveri, dei malati, dei bambini, degli abbandonati e di tutte le persone che avevano bisogno di credere che qualcuno continuasse a vederle.

Madre Teresa, il mondo ti onorò con premi, titoli e medaglie. Ma la tua eredità non è fatta d’oro.

È fatta di persone.

È nelle mani che aiutano.
Nei cuori che perdonano.
Negli occhi che vedono il dolore degli altri.
In ogni persona che sceglie l’amore al posto dell’indifferenza.

Ci hai insegnato che una vita può essere semplice e apparentemente piccola, ma infinita nel suo impatto.

E oggi, in un mondo che possiede più strumenti, ma non sempre più compassione, la tua voce diventa ancora più necessaria.

Madre Teresa, non hai cambiato il mondo conquistando le persone. Lo hai cambiato servendole.

Ed è per questo che il tuo nome è rimasto oltre un’epoca, oltre un luogo, oltre una nazione.

Sei diventata uno dei volti più conosciuti dell’amore umano.

Un’albanese che il mondo ha imparato a conoscere.

Una missionaria la cui voce il mondo ha ascoltato.

Una donna che non promise di salvare l’umanità, ma scelse di non lasciare solo chi soffriva accanto a lei.

Madre Teresa, hai insegnato al mondo che l’umanità comincia là dove l’essere umano smette di chiedersi: “Che cosa ci guadagno?” e comincia a domandarsi: “Che cosa posso fare per te?”.

Questo è il tuo testamento.

Pace.
Amore.
Perdono.
Servizio.
Valori universali.

E soprattutto, un ricordo che non invecchia:

Fondatrice e caporedattrice: Liliana Pere

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