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Attualità

C’è’ un fantasma che si aggira per l’Europa: il generale Vannacci

Forse per primi abbiamo scritto nero su bianco che Futuro Nazionale avrebbe raggiunto il 20 per cento. C’è ancora il tempo utile e necessario affinché questa previsione diventi realtà alle prossime elezioni politiche se Vannacci deciderà in coerenza con le proprie posizioni di non fare compromessi con gli altri partiti e di correre in solitaria, misurandosi al di fuori degli schieramenti esistenti. Abbiamo fatto questa previsione molti mesi fa, appena e’ nato Futuro Nazionale, isolati e unici in questa convinzione, quando tutti i sondaggisti davano il Generale solo al 3 per cento.

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Roberto Vannacci

Redazione-  Forse per primi abbiamo scritto nero su bianco che Futuro Nazionale avrebbe raggiunto il 20 per cento. C’è ancora il tempo utile e necessario affinché questa previsione diventi realtà alle prossime elezioni politiche se Vannacci deciderà in coerenza con le proprie posizioni di non fare compromessi con gli altri partiti e di correre in solitaria, misurandosi al di fuori degli schieramenti esistenti. Abbiamo fatto questa previsione molti mesi fa, appena e’ nato Futuro Nazionale, isolati e unici in questa convinzione, quando tutti i sondaggisti davano il Generale solo al 3 per cento. Non avendo vocazioni da Sibilla Cumana, ma avendo molto spesso azzeccato analisi e previsioni politiche – vedi ad esempio la previsione a febbraio 2018 (6 mesi prima della sua nascita il 2 giugno 2018) della nascita del governo 5stelle-lega, o il referendum dopo il quale Renzi si dimise o l’ultimo quello sulla Giustizia – come mai sono convinta da mesi che il Generale raggiungerà questo enorme exploit elettorale? Innanzitutto perché ha introdotto un nuovo ed efficacissimo modo di comunicare, che gli consente di raggiungere chiunque, non solo gli addetti ai lavori, ma anche persone comuni che da tantissimo tempo non si recano più alle urne, ha sdoganato termini che anni fa sarebbero stati inimmaginabili non solo da utilizzare ma anche solo da pensare. Ha introdotto un linguaggio nuovo e riesce ad essere presente ovunque anche sui moderni mezzi di comunicazione comprese le gag costruite con l’intelligenza artificiale. Ha scosso con forza l’albero del perbenismo e del politically correct per introdurre un eloquio diretto, crudo e senza giri di parole. Non si sottrae alle domande, spesso rilancia. Ha bandito il politichese e preferisce la provocazione continua alzando via via l’asticella e inducendo così gli altri leader di partito a rincorrerlo su terreni a loro molto scomodi.

D’altra parte la situazione geopolitica internazionale e’ così complessa e la condizione economica e sociale dell’Italia così disastrosa che il moderatismo non paga più. Gli italiani lavorano di più, guadagnano meno, consumano meno, si divertono di meno, faticano ad andare in vacanza, riescono con difficolta’ a pagare luce, acqua, gas e affitto, sono frustrati, in competizione sociale permanente a causa anche della diffusione di massa dei social media che ha innescato una corsa verso l’effimero apparire fine a se stesso, vengono spaventati dalla cronaca nera che scrive di frequenti accoltellamenti dei maranza, di furti nei negozi, di occupazioni abusive delle case. Sono smarriti e cercano risposte, sperano di trovare qualcuno che indichi loro la strada per uscire dal tunnel. L’Europa agli occhi dei più e’ solo una matrigna che ha introdotto tasse, divieti, obblighi e compresso la libertà individuale. Ovvio che possano provare grandissima attrazione per la voce di un condottiero isolato e contestato che predica in favore dell’Italia spiegando che per la guerra i soldi si trovano mentre per le pensioni e gli stipendi no, per mandare aiuti agli Ucraini – e cita sapientemente episodi di corruzione lampanti come i bagni d’oro comprati anche coi soldi delle tasse degli italiani – e per il caro carburanti solo palliativi. Ovvio che ogni attacco che gli muove il segretario di Azione Carlo Calenda si trasformi per lui una medaglia al valore e al merito. Più riceve attacchi di questo tipo, più i consensi degli italiani aumentano. Vannacci rappresenta l’ultima speranza, perché attraverso i suoi occhi gli italiani sognano una Italia diversa, sperano di tornare nell’epoca in cui nel nostro Paese si viveva veramente bene.

Il debito pubblico stava alle stelle, ma la classe dirigente era autonoma e rassicurava rispetto al futuro. Difendeva come da oggi Vannacci l’autonomia della nazione rispetto alle potenze estere.
Oggi il futuro e’ invece per molti solo un buco nero in fondo al tram. (Per citare una famosa canzone di un cantautore geniale particolarmente sensibile alla condizione del proletariato e più in generale degli ultimi e dei borderline, Enzo Jannacci). Sono convinta che alzando l’asticella delle provocazioni di merito il generale saprà conquistare una platea sempre più vasta, interloquendo come ha fatto oggi parlando a Cernobbio, dove e’ emersa la sua capacità di tenere testa ai poteri forti e di non farsi intimidire dalla platea degli imprenditori e dei finanzieri che lo stava ad ascoltare. La sua presenza li e’ un segnale importante: con le posizioni di Vannacci bisogna fare i conti. Il confronto con Monti è’ stata l’immagine plastica di come un leader non si lasci intimorire dai nomi altisonanti e dai salotti buoni. Vannacci ha esposto con grande proprietà di linguaggio e sicurezza il suo punto di vista, dimostrando che una altra Europa e’ possibile. Da analista ed esperta di comunicazione, darei solo un consiglio: non cada nella tentazione della comfort zone dei settarismi e delle posizioni retro’ tacciabili come retrograde sui diritti civili, sulle donne, sulla religione. La frase che ho letto riportata sui giornali inerente il programma del Partito nella quale si sostiene l’idea di proibire agli omosessuali di andare in onda in tv dalle 8 del mattino alle 23 e’ offensiva della sua intelligenza e sono sicura che non l’abbia scritta lui.
Se riesce ad evitare queste cadute di stile intollerabili e improduttive che possono toglierli la simpatia di categorie molto diffuse, il traguardo del 20 per cento e’ molto vicino!
In politica si può perdonare tutto tranne il ridicolo (lo ricordava un altro grande, il genio Dario Fo, “una risata li seppellirà).
Vannacci ha davvero tutte le carte in regola per essere un leader di un segmento di popolazione molto ma molto vasto. E di rimanere in sella per lungo tempo. E’ un cavallo di razza di rara intelligenza e di lunga esperienza sul campo. Eviti i cattivi consiglieri che sono insidiosi, ipocriti, subdoli, melensi, e non si faccia azzoppare dall’astuzia di quelle che il suo Presidente del Centro Studi Luca Sforzini ha definito con una immagine davvero ben riuscita le cornacchie nere.

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Politica

Arcore, debutta il primo gazebo politico di «Futuro Nazionale»: appuntamento a Villa Borromeo verso le elezioni del 2027

Domani, sabato 17 ottobre ad Arcore, debutta il primo gazebo politico di «Futuro Nazionale» (Comitato 2164) legato a Roberto Vannacci. Dalle 8:30 a Villa Borromeo (Largo Vela) il referente Roberto Manzato incontra i cittadini per raccogliere idee e proposte in vista del 2027 👇

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Locandina evento Arcore

Arcore – Il panorama politico della Brianza si arricchisce di una nuova presenza organizzata sul territorio, pronta a farsi interprete delle istanze civiche e delle sensibilità identitarie in vista dei futuri snodi elettorali. Si terrà nella mattinata di domani, sabato 17 ottobre 2026, il debutto ufficiale ad Arcore del movimento politico e associativo «Futuro Nazionale», la realtà che si richiama all’azione culturale e programmatica promossa dal generale ed europarlamentare Roberto Vannacci. I militanti e i simpatizzanti del locale Comitato 2164 allestiranno il loro primo gazebo informativo e di ascolto nel cuore della cittadina brianzola, aprendo una nuova stagione di confronto diretto con la cittadinanza.

La mobilitazione si svolgerà dalle ore 8:30 alle ore 12:30 (con prolungamento previsto fino alle 13:00) nella centralissima e suggestiva cornice di Largo Vela, all’ingresso dello splendido parco di Villa Borromeo, uno dei luoghi di maggiore transito e aggregazione del centro cittadino. A coordinare l’iniziativa e a fare gli onori di casa sarà il referente territoriale del comitato, Roberto Manzato, affiancato dagli attivisti della sezione locale. L’obiettivo primario dichiarato della mattinata è gettare le fondamenta di un percorso partecipativo di lungo respiro, strutturando una presenza capillare in vista della fondamentale tornata elettorale e amministrativa del 2027, anno in cui molti equilibri locali e nazionali saranno chiamati a un profondo rinnovamento.

Consigliato dalla Redazione
Politica, Saggistica & Attualità

Il Mondo al Contrario: Riflessioni su Società, Valori e Futuro d’Italia

Il saggio politico che ha dominato le classifiche editoriali e acceso il dibattito pubblico nazionale: un’analisi schietta e anticonformista sui valori tradizionali, l’identità nazionale e le contraddizioni della società contemporanea.

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Ascolto dei cittadini e raccolta idee: il metodo di Futuro Nazionale

L’appuntamento di sabato non si configura come una semplice passerella elettorale o una mera distribuzione di materiale propagandistico, bensì come un laboratorio civico a cielo aperto. I promotori hanno annunciato che il banchetto sarà incentrato sull’ascolto attivo delle problematiche reali vissute dagli abitanti di Arcore e dei comuni limitrofi della Brianza monzese. Attraverso schede di rilevazione, questionari tematici e colloqui personali, il comitato intende raccogliere istanze, proposte, denunce e suggerimenti su questioni cruciali quali la sicurezza urbana, il degrado degli spazi pubblici, la pressione fiscale locale, il sostegno alle attività commerciali di vicinato e la difesa dei servizi alle famiglie.

«Vogliamo invertire la tendenza di una politica che troppo spesso si chiude nei palazzi e si ricorda dei cittadini soltanto a ridosso delle urne», spiega il referente Roberto Manzato. «Con il Comitato 2164 di Futuro Nazionale vogliamo rimettere al centro il buon senso, il coraggio delle idee e l’amore per la nostra terra. Arcore è un centro storicamente fondamentale per gli equilibri politici della Brianza e dell’intera Lombardia: da qui vogliamo lanciare un segnale forte di presenza, coinvolgendo donne, uomini, giovani e lavoratori che non si rassegnano al pensiero unico e desiderano costruire un’alternativa seria, solida e ancorata ai valori identitari per il 2027».

Il radicamento in Brianza: la rete territoriale del Generale Vannacci

La nascita e la mobilitazione del Comitato 2164 testimoniano la progressiva e capillare espansione della rete civica e politica legata alla figura di Roberto Vannacci nell’Italia settentrionale. Dopo l’exploit di preferenze registrato alle ultime consultazioni europee nella circoscrizione Nord-Occidentale, il fermento associativo si è tradotto nella nascita di centinaia di comitati spontanei su scala provinciale e comunale, pronti a strutturarsi in una rete organica di militanza attiva.

La Brianza, terra di profonda vocazione imprenditoriale, attaccamento al lavoro e forte senso di appartenenza comunitaria, rappresenta un terreno d’elezione per le parole d’ordine di Futuro Nazionale: difesa delle tradizioni, meritocrazia, tutela della sovranità economica e contrasto alle imposizioni burocratiche percepite come distanti dalle esigenze del tessuto produttivo. La scelta di Arcore, comune ad altissima valenza simbolica nella storia politica della Seconda Repubblica italiana, evidenzia la volontà di tracciare un solco netto e ambizioso, aggregando l’elettorato disilluso e i cittadini desiderosi di un protagonismo dal basso.

Invito alla partecipazione: «Tutti i cittadini sono benvenuti»

Gli organizzatori rivolgono un invito caloroso a tutta la cittadinanza di Arcore e della provincia di Monza e Brianza a fare un salto al gazebo di Largo Vela nella mattinata di domani. Sarà l’occasione per confrontarsi liberamente, ritirare documentazione informativa sulle tesi programmatiche del movimento, tesserarsi o offrire il proprio contributo di idee e competenze in vista dei gruppi di lavoro tematici che verranno avviati nelle prossime settimane.

L’appuntamento è dunque per domani, sabato 17 ottobre, dalle 8:30 alle 12:30 a Villa Borromeo: la politica torna tra la gente per costruire, passo dopo passo, il futuro della comunità locale.

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Attualità

Il Mattutino di Venerdì 16 Ottobre 2026 dal Castello Sforzini di Castellar Ponzano: il fuoco dell’attesa, l’etimologia delle stelle e la forza della bellezza

Il Mattutino di venerdì 16 ottobre 2026 dal Castello Sforzini di Castellar Ponzano: una riflessione intensa sui fiammiferi in attesa, sull’etimologia stellare del desiderio e sulla forza rigeneratrice della bellezza. L’augurio per una giornata di libertà, responsabilità e coraggio 👇

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il mattutino del 16 ottobre 2026

Castellar Ponzano – Le prime luci dell’alba di venerdì 16 ottobre 2026 accarezzano le mura storiche del Castello Sforzini, avvolgendo le colline tortonesi in una quiete solenne che invita al raccoglimento e alla meditazione interiore. L’appuntamento quotidiano con il Mattutino giunge puntuale per offrire uno spazio di decompressione emotiva e di nutrimento intellettuale, in una società moderna costantemente assediata dalla fretta, dal rumore di fondo e dall’effimero. I tre frammenti poetici scelti per inaugurare questa giornata tracciano un percorso simbolico di straordinaria potenza evocativa, capace di interrogare la natura più intima dell’essere umano: il potenziale inespresso che custodiamo nel profondo, il legame ancestrale che unisce i nostri desideri al cosmo e la potenza trasfiguratrice dell’esperienza estetica.

L’apertura della meditazione odierna colpisce per la sua disarmante e luminosa semplicità materiale: «In una scatola di fiammiferi ce ne sono sempre alcuni che sembrano aspettare un incendio memorabile». Un’immagine domestica e immediata che trascende all’istante l’oggetto fisico per farsi perfetta metafora dell’esistenza. Quanti talenti, quante passioni silenziose, quanti slanci del cuore rimangono assopiti nella penombra della quotidianità, in attesa della scintilla giusta? Non tutti i fiammiferi sono destinati a consumarsi rapidamente per accendere una fiamma ordinaria; alcuni sembrano custodire nel loro stelo di legno un destino più alto, la promessa di un rogo luminoso capace di riscaldare il buio e di lasciare una traccia indelebile nella memoria del mondo.

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Scrittura, Libri & Riflessione

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L’etimologia del desiderio: la nostalgia attiva delle stelle

Il secondo verso del Mattutino ci accompagna in un affascinante viaggio linguistico e filosofico alle radici della nostra umanità: «La parola «desiderio» contiene ancora, nella sua storia, le stelle». La filologia classica ci ricorda come il termine latino desiderium nasca dall’unione della particella privativa de- con il sostantivo sidus, sideris, la stella. In origine, i marinai e gli aruspici dell’antichità usavano questo vocabolo per descrivere la condizione di chi scruta la volta celeste nella notte senza riuscire a scorgere i punti cardinali astrali, avvertendo la dolorosa mancanza della guida celeste. Desiderare, dunque, non è mai un mero atto di consumo o una pulsione materiale transitoria: è la consapevolezza di una distanza, la percezione feconda di un’assenza che ci spinge a metterci in cammino.

Conservare la memoria delle stelle all’interno del proprio orizzonte emotivo significa non accontentarsi della mediocrità. In un’epoca che tende a mortificare le aspirazioni ideali riducendole a bisogni indotti dal mercato, recuperare l’etimologia stellare del desiderio diventa un atto di resistenza culturale. Significa alzare lo sguardo dal selciato, riscoprire la nostalgia per ciò che è grande, nobile e luminoso, e trasformare quella mancanza in energia creativa capace di orientare le nostre scelte etiche e professionali.

La vertigine della bellezza: l’epifania della luna piena

Il trittico si conclude con un’invocazione di abbacinante intensità sensoriale: «Datemi una notte d’estate quando la luna è piena; io vi farò vedere che cosa può fare la bellezza». La notte d’estate e la luna piena rappresentano la sintesi suprema della gratuità della natura. Di fronte alla perfezione di un plenilunio che rischiara il silenzio dei boschi e riflette il suo candore sull’architettura secolare del castello, ogni sovrastruttura egoica cade. La bellezza non chiede spiegazioni, non necessita di giustificazioni logiche: si manifesta e, manifestandosi, disarma il cinismo e placa i tormenti dell’animo.

Testimoniare ciò che la bellezza è capace di compiere significa riconoscere il suo potere terapeutico. La vera bellezza non è decorazione superficiale o vanità effimera, ma rivelazione di una verità profonda: la constatazione che il mondo, nonostante le sue contraddizioni e le sue ferite, custodisce un ordine armonico in cui vale la pena abitare e per cui vale la pena lottare. È un invito a farsi contemplatori attenti, capaci di farsi meravigliare anche nei contesti più aridi della modernità.

Il saluto dal Castello: libertà, responsabilità e coraggio

La chiosa tradizionale che sigilla il Mattutino dal Castello Sforzini risuona come un solenne imperativo etico per l’intera comunità di lettori: «Che sia una giornata di libertà, responsabilità e coraggio». Tre virtù indissolubilmente intrecciate tra loro, che tracciano l’identità di un vivere autentico. La libertà senza responsabilità rischia di degenerare in arbitrio egoistico e sterile solitudine; la responsabilità priva di libertà si trasforma in un giogo opprimente; ma entrambe, per tradursi in gesti concreti e trasformativi, necessitano del coraggio.

Il coraggio di accendere quel fiammifero tenuto troppo a lungo nel cassetto, il coraggio di seguire la rotta delle proprie stelle interiori e il coraggio di difendere la bellezza in ogni sua forma. Che questo venerdì d’autunno sia per ciascuno un’occasione per camminare a testa alta, con animo limpido e passo deciso verso il proprio destino.

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Esteri

Afghanistan, allarme malnutrizione: nel 2027 oltre un milione di bambini rischia la forma grave

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bambino afghano

Redazione- Afghanistan, allarme malnutrizione: nel 2027 oltre un milione di bambini rischia la forma grave

Più di 4 milioni di bambini potrebbero aver bisogno di cure nutrizionali. A rischio anche 1,3 milioni di donne in gravidanza e madri che allattano.

La crisi della malnutrizione in Afghanistan continua ad aggravarsi e le previsioni per il 2027 destano forte preoccupazione. Oltre 4 milioni di bambini potrebbero aver bisogno di cure contro la malnutrizione, mentre circa 1,09 milioni rischiano di soffrire della forma grave.

La crisi coinvolge anche le donne: si stima che quasi 1,3 milioni di donne in gravidanza e madri che allattano potrebbero essere colpite dalla malnutrizione, con conseguenze sulla salute materna e sullo sviluppo dei bambini.

La situazione peggiora in numerose province

Il numero delle province afghane con livelli critici di malnutrizione è passato da 7 nel 2025 a 10 nel 2026 e potrebbe raggiungere quota 14 nel 2027.

Tra le aree maggiormente colpite figura il sud del Paese, in particolare la provincia di Helmand, dove i servizi nutrizionali sono sottoposti a una pressione crescente e faticano a rispondere ai bisogni delle famiglie.

Alimentazione insufficiente e mancanza di acqua potabile

Uno degli aspetti più allarmanti riguarda i bambini tra i 6 e i 24 mesi: soltanto uno su tre riceve un’alimentazione sufficientemente varia e nutriente per una crescita sana.

La diffusione di malattie come il morbillo e la diarrea acquosa acuta aggrava ulteriormente la situazione. Inoltre, quasi la metà delle famiglie non dispone di un accesso adeguato all’acqua pulita, aumentando i rischi per la salute dei più piccoli.

Il rischio dei tagli agli aiuti umanitari

L’aumento stagionale dei casi e la possibile riduzione dei finanziamenti umanitari potrebbero limitare l’accesso alle cure, ai programmi di prevenzione e ai servizi sanitari essenziali.

Gli interventi tempestivi sono fondamentali: individuare precocemente la malnutrizione, garantire alimenti nutrienti e mantenere attivi i servizi di cura può salvare vite e impedire che le condizioni dei bambini peggiorino.

Prevenire per salvare vite

La sfida non consiste soltanto nel curare i bambini già gravemente malnutriti, ma anche nel prevenire nuovi casi attraverso un sostegno continuativo alle famiglie, l’accesso all’acqua potabile, servizi sanitari adeguati e programmi nutrizionali sostenibili.

Le cifre per il 2027 sono previsioni, non casi già accertati. Rappresentano tuttavia un serio campanello d’allarme: senza finanziamenti stabili e interventi tempestivi, milioni di bambini afghani potrebbero affrontare una crisi ancora più grave.

Per i bambini dell’Afghanistan, l’accesso al cibo, all’acqua pulita e alle cure non può aspettare.

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