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Traguardo storico a Fiera Didacta Italia in Abruzzo: Giulia Di Rocco è la prima donna Rom relatrice nel tempio della scuola e della didattica

Traguardo storico per la scuola e i diritti civili in Italia! Il 23 ottobre a Fiera Didacta Abruzzo (Lancianofiera) Giulia Di Rocco sarà la prima donna Rom italiana a partecipare come relatrice ufficiale nella storia della kermesse didattica. Giurista, membro del Forum UNAR e attivista instancabile, porterà la voce dell’inclusione reale e dell’emancipazione femminile sui banchi di scuola. Tutti i dettagli dell’evento 👇

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Locandina evento

Un momento spartiacque di straordinario valore civile, pedagogico e costituzionale segna l’edizione abruzzese di Fiera Didacta Italia, il più autorevole e partecipato appuntamento fieristico nazionale dedicato all’innovazione scolastica, alla ricerca metodologica e alla formazione dei docenti. All’interno del prestigioso cartellone di convegni e workshop che animerà i padiglioni del polo fieristico di Lancianofiera a Lanciano, la giornata di venerdì 23 ottobre 2026 vedrà protagonista Giulia Di Rocco — giurista, attivista per i diritti umani e mediatrice culturale di riferimento per le comunità Rom a livello nazionale ed europeo —, che prenderà la parola a partire dalle ore 16.50.

La sua partecipazione assume una portata epocale nel panorama dell’istruzione pubblica: è infatti la prima volta nella storia di Didacta Italia che una donna Rom italiana sale in cattedra in qualità di relatrice ufficiale. Un traguardo che abbatte barriere secolari di diffidenza e invisibilità, portando al centro del dibattito della comunità educante italiana le istanze dell’inclusione reale, della lotta all’antiziganismo e del diritto inviolabile alla cittadinanza attiva attraverso i banchi di scuola.

Un traguardo storico a Didacta Abruzzo: la prima relatrice Rom nel tempio della scuola italiana

La cornice di Didacta Italia – Edizione Abruzzo rappresenta il contesto più fertile e qualificato per ospitare una testimonianza di tale densità civica. Nata dal gemellaggio con la storica fiera tedesca di Stoccarda e organizzata con il coordinamento scientifico di INDIRE (Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa) e il supporto del Ministero dell’Istruzione e del Merito e della Regione Abruzzo, la rassegna di Lanciano richiama migliaia di dirigenti scolastici, insegnanti, pedagogisti, formatori e istituzioni da ogni angolo della penisola.

In questo scenario di avanguardia pedagogica, l’intervento di Giulia Di Rocco programmato per il pomeriggio del 23 ottobre intende scuotere le coscienze dell’intero sistema educativo. Non si tratterà di un contributo meramente accademico, bensì di una disamina lucida e appassionata sulle dinamiche quotidiane che ancora oggi ostacolano il pieno inserimento scolastico dei minori appartenenti alle minoranze etnolinguistiche Rom e Sinte. Portare la propria esperienza diretta e le proprie competenze di diritto applicato all’interno di una fiera tradizionalmente votata alle metodologie didattiche e alle tecnologie digitali certifica come l’innovazione della scuola non possa prescindere dalla giustizia sociale e dall’abbattimento delle diseguaglianze di partenza.

CONSIGLIATO DALLA REDAZIONE
SCUOLA & INCLUSIONE SOCIALE

Lettera a una professoressa – Scuola di Barbiana / Don Lorenzo Milani

Il capolavoro pedagogico che ha rivoluzionato l’idea di istruzione pubblica: il manifesto per una scuola aperta, giusta e inclusiva capace di non lasciare indietro nessuno.

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Chi è Giulia Di Rocco: una vita spesa per il diritto, la mediazione e i diritti umani

Il profilo di Giulia Di Rocco incarna la sintesi perfetta tra rigore giuridico, militanza per i diritti fondamentali e radicamento comunitario. Assistente legale qualificata, giurista e mediatrice interculturale, Di Rocco ha dedicato la propria esistenza a scardinare la narrazione tossica e stigmatizzante che storicamente avvolge le popolazioni romanì in Italia. Un impegno istituzionale che l’ha portata a essere nominata membro ufficiale del prestigioso Forum permanente istituito presso l’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Pari Opportunità.

Accanto alla sua attività a livello governativo centrale, Di Rocco esercita una leadership capillare sul territorio abruzzese e nazionale: ricopre il ruolo di Presidente della Commissione per l’inclusione presso la Provincia di Teramo ed è la fondatrice e presidente di storiche realtà associative come «Amici di Zefferino» e «Romanì Kriss». Quest’ultima organizzazione, ispirata all’antica corte di giustizia consuetudinaria del popolo rom, opera quotidianamente per la tutela delle donne, la prevenzione dei matrimoni precoci, la mediazione legale nelle situazioni di marginalità abitativa e la diffusione della cultura e della lingua romanì nelle scuole e nelle università.

La scuola come ascensore sociale: spezzare i pregiudizi e abbattere l’antiziganismo

Nel corso del suo atteso intervento a Didacta Abruzzo, Giulia Di Rocco metterà a fuoco il tema della formazione come unico, autentico ascensore sociale in grado di spezzare il circolo vizioso della povertà e dell’esclusione. Ancora oggi, infatti, i tassi di dispersione scolastica tra i bambini e le bambine Rom e Sinti nel nostro Paese registrano livelli drammatici, alimentati da una combinazione letale di pregiudizi diffusi, barriere linguistiche e condizioni di deprivazione materiale spesso aggravate dalla segregazione nei campi sosta.

Un focus speciale sarà dedicato all’emancipazione femminile: le ragazze Rom rappresentano il pilastro del cambiamento generazionale. Attraverso il conseguimento dei titoli di studio superiori e l’accesso ai percorsi universitari, le giovani donne possono conquistare l’autonomia economica e ridefinire il proprio ruolo all’interno delle comunità e della società maggioritaria. Di Rocco offrirà ai docenti presenti a Lanciano strumenti pratici e metodologici per costruire ambienti di apprendimento empatici, capaci di valorizzare le diversità culturali senza trasformarle in etichette discriminanti, promuovendo percorsi di didattica interculturale che coinvolgano attivamente le famiglie.

Didacta Lanciano crocevia di innovazione metodologica e cittadinanza costituzionale

La presenza di una personalità del calibro di Giulia Di Rocco consacra l’edizione abruzzese di Fiera Didacta Italia non solo come fiera espositiva di eccellenze tecnologiche, arredi scolastici innovativi e software educativi, ma come vera e propria agorà di confronto etico e costituzionale. Si riafferma così il mandato fondativo scolpito negli articoli 3 e 34 della Costituzione della Repubblica Italiana: rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona umana e garantire che la scuola sia realmente aperta a tutti, priva di recinti invisibili.

Lancianofiera si prepara dunque ad accogliere una pagina destinata a rimanere nella storia dell’istruzione italiana. Il debutto di una relatrice Rom a Didacta rappresenta un segnale inequivocabile per il futuro del Paese: un’Italia che investe sulla dignità, che riconosce il talento ovunque esso nasca e che affida alla scuola il compito più nobile, quello di educare all’uguaglianza, alla convivenza democratica e al rispetto reciproco.

A cura della Redazione Scuola e Diritti di Cavaliere News

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«Da Cervantes a Gaza: quando tutto ebbe inizio»: al Teatro Vittoria di Roma lo spettacolo di Stefano Reali tra quattro secoli di propaganda, verità imposte e violoncello

Al Teatro Vittoria di Roma debutta «Da Cervantes a Gaza: quando tutto ebbe inizio»: lo spettacolo di Stefano Reali con Luca Pincini su quattro secoli di propaganda e verità nascoste 👇

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Da Cervantes a Gaza

Roma – In una società globale inondata da flussi continui di notizie, immagini ritoccate e narrazioni sintetiche generate dall’Intelligenza Artificiale, discernere la verità storica dalla manipolazione del potere è diventata una battaglia civile decisiva. Il palcoscenico del celebre Teatro Vittoria di Roma si prepara a farsi coscienza critica e tribunale etico della memoria: martedì 27 e mercoledì 28 ottobre 2026 alle ore 21.00 va in scena «Da Cervantes a Gaza – quando tutto ebbe inizio», il nuovo, dirompente spettacolo teatrale scritto, diretto e interpretato dal regista e drammaturgo Stefano Reali.

Prendendo le mosse dalla folgorante ammonizione di Malcolm X – «La narrazione può arrivare a farci odiare chi vuole proteggerci, e a farci amare chi ci opprime» – l’opera attraversa quattro secoli di storia politica ed economica, smascherando con lucida ironia i meccanismi psicologici attraverso cui i governi fabbricano il consenso, manipolano i conflitti e impongono all’opinione pubblica la cosiddetta “versione ufficiale”.

Da Tunisi ad Algeri fino a Gaza: il dilemma di Miguel de Cervantes

A condurre il pubblico in questo viaggio a ritroso nel tempo è il suggestivo contrappunto sonoro e drammaturgico del violoncello solista del maestro Luca Pincini, che scandisce i passaggi più drammatici della partitura recitativa. Il filo rosso della narrazione individua nel padre della letteratura occidentale moderna il primo grande testimone di questa disillusione: il sommo romanziere spagnolo Miguel de Cervantes.

Prima di dare alla luce il capolavoro del Don Chisciotte, Cervantes fu soldato della flotta iberica nelle guerre di religione del Mediterraneo orientale, combattendo sul campo a Navarino, a Tunisi e persino a Gaza, prima di essere catturato dai corsari barbareschi e trascorrere cinque lunghi anni di prigionia e schiavitù ad Algeri. È nel crogiolo multietnico e multireligioso della capitale ottomana che l’autore affrontò il tema della convivenza pacifica, ponendosi per primo una domanda rivoluzionaria: «Quando è stato il momento esatto in cui i governanti hanno iniziato a mentire sistematicamente ai propri popoli?».

CONSIGLIATO DALLA REDAZIONE
CLASSICI LETTERARI & LIBERTÀ

Don Chisciotte della Mancia – Miguel de Cervantes

Il capolavoro assoluto della letteratura mondiale: la lotta senza tempo contro i mulini a vento dell’ipocrisia, per difendere la nobiltà degli ideali e la purezza della verità.

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(I Grandi Classici)

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«False flags», retorica bellica e inganni di stato sotto la lente del teatro

Dall’epopea bellica di Cervantes alle tensioni mediorientali contemporanee, lo spettacolo si sviluppa come una brillante cavalcata documentaria attraverso quattro secoli di censure, “false flags” (operazioni sotto falsa bandiera) ed eclatanti depistaggi geopolitici. Stefano Reali mette a nudo con chirurgica precisione come la propaganda non sia un’invenzione dei moderni media digitali, ma una collaudata tecnologia del potere che ciclicamente giustifica conflitti armati, sacrifici economici e restrizioni delle libertà individuali.

Uno spettacolo appassionante e scomodo, che restituisce al teatro la sua sacra vocazione di spazio d’illuminazione laica e dissenso civile, spingendo gli spettatori a interrogarsi sulla natura delle verità preconfezionate che ogni giorno ci vengono servite.

Le repliche al Teatro Vittoria (in piazza Santa Maria Liberatrice 10, nel rione Testaccio a Roma) sono previste per il 27 e 28 ottobre alle ore 21.00. Per informazioni e prevendite è possibile consultare i canali ufficiali del teatro.

A cura della Redazione Cultura e Spettacoli di Cavaliere News

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Il mito di Fantômas rivive a Cagliari con «Storie di volti e silenzi»: al via la 10ª rassegna del cinema muto tra Louis Feuillade, musica dal vivo e cene col delitto

A Cagliari il mito di Fantômas inaugura «Storie di volti e silenzi»: al via la 10ª rassegna del cinema muto tra Louis Feuillade sonorizzato dal vivo e la cena noir con delitto 👇

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Fantômas – À lombre de la guillotine

Cagliari – Un criminale inafferrabile e camaleontico, genio supremo del travestimento e dell’inganno, capace di beffare la polizia parigina e dileguarsi nell’ombra un istante prima che la lama della ghigliottina ne recida il destino. È Fantômas, la figura più enigmatica e seducente dell’immaginario poliziesco del Novecento, il protagonista assoluto del doppio appuntamento speciale in programma sabato 24 ottobre a Cagliari per la decima edizione di «Storie di volti e silenzi. La magia del cinema muto». La prestigiosa rassegna è organizzata dall’associazione culturale La macchina cinema, con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna e la direzione artistica di Patrizia Masala.

L’edizione 2026 reca un titolo programmatico di straordinario fascino: «Alle origini del mistero. Detective, criminalità e psiche». Un percorso filologico e visivo dedicato alla genesi del racconto noir nel cinema delle origini, indagando l’evoluzione psicologica dell’antagonista e la nascita dei moderni archetipi investigativi che avrebbero poi conquistato la letteratura e la cinematografia mondiale.

Alla Fondazione Siotto: Feuillade e la chitarra dal vivo di Paolo Capodacqua

Il primo evento scatterà alle ore 19.00 nella suggestiva Sala dei Ritratti della Fondazione Giuseppe Siotto, in via dei Genovesi 114 a Cagliari. La serata sarà aperta da un seminario critico curato dallo studioso Roberto Chiesi, a cui farà seguito la proiezione del capolavoro del 1913 «Fantômas – À l’ombre de la guillotine» (58 minuti), firmato dal maestro francese Louis Feuillade. A impreziosire le immagini in bianco e nero sarà la sonorizzazione dal vivo eseguita dal cantautore e virtuoso della chitarra Paolo Capodacqua, in una fusione magnetica tra fotogrammi d’epoca e composizione contemporanea.

Tratto dalla prolifica saga letteraria di Pierre Souvestre e Marcel Allain, il film trasporta la platea nella Parigi della Belle Époque, tra il furto di gioielli ai danni della principessa Danidoff al Royal Palace Hotel, l’omicidio di Lord Beltham e l’eterna sfida all’ultimo respiro tra l’inafferrabile criminale, l’ispettore Juve e il giornalista Fandor, sigillata dal celebre scambio d’identità che beffa il boia sul patibolo.

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LETTERATURA NOIR & GIALLO CLASSICO

Fantômas – Marcel Allain e Pierre Souvestre

Il romanzo immortale che ha rivoluzionato il genere poliziesco mondiale: intrighi parigini, delitti perfetti, travestimenti diabolici e la nascita del genio del male più imitato della storia.

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(Classici del Mistero)

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«Crimini in bianco e nero… a tavola»: l’esperienza sensoriale da Su Piscosus

La seconda tappa della serata trasferirà la suspense cinematografica nella dimensione conviviale del gusto. Alle 21.15 il ristorante Su Piscosus, in via Napoli 4 a Cagliari, farà da cornice alla cena-spettacolo «Crimini in bianco e nero… a tavola». Un format esclusivo a posti limitati (massimo 40 commensali) in cui la storia del muto noir s’intreccia con un gioco narrativo animato da attori e con pietanze della tradizione sarda a chilometro zero, rivisitate cromaticamente sul contrasto luce-ombra del cinema muto.

Per prendere parte alla cena è richiesta la prenotazione anticipata contattando la segreteria all’indirizzo email lamacchinacinema@gmail.com o al recapito telefonico 328 0951378.

Da Pirri a Siliqua: il grande cartellone d’autore fino al 24 novembre

La rassegna «Storie di volti e silenzi» è ospitata principalmente presso il Centro culturale Hermaea di Pirri, dove fino al 24 novembre sfileranno pellicole leggendarie firmate da Friedrich Wilhelm Murnau, Tod Browning, Josef von Sternberg ed Emilio Ghione. Il cartellone prevede inoltre un evento speciale a Siliqua il 21 novembre con il restauro di «Sherlock Jr. – Calma signori miei» di Buster Keaton.

Un appuntamento di altissima caratura divulgativa che dimostra come il cinema muto, lontano dall’essere una reliquia polverosa, conservi intatta la forza primigenia delle immagini per raccontare gli abissi e il fascino dell’animo umano.

A cura della Redazione Cinema e Cultura di Cavaliere News

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Alluvione in Emilia-Romagna, esce il corto AI «Il turno di domani»: l’opera di Giuseppe Galliano tra fango, dignità operaia e rinascita

Alluvione in Romagna, esce il cortometraggio AI «Il turno di domani»: 1.700 scene digitali per raccontare la dignità operaia e chi ha spalato il fango per salvare lavoro e case 👇

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Ravenna – Il silenzio vischioso del fango che invade le cucine, il rombo sordo dei fiumi che strappano gli argini nella notte e la determinazione incrollabile di chi all’alba impugna una pala per salvare la casa, la fabbrica e il futuro della propria terra. A tre anni dalla catastrofica alluvione che nel maggio del 2023 sommerse 44 comuni della Romagna – provocando 17 vittime e oltre 10 miliardi di euro di devastazione materiale – debutta sul web «Il turno di domani», uno straordinario video-racconto interamente generato con l’ausilio dell’Intelligenza Artificiale dallo studio del regista e visual artist Giuseppe Galliano.

L’opera, diffusa gratuitamente su YouTube, non indugia sul pietismo della sciagura ma accende i riflettori sull’epopea quotidiana della resilienza romagnola: quel patto d’onore non scritto tra colleghi di lavoro, vicini di casa e intere famiglie capaci di rimboccarsi le maniche senza attendere risarcimenti, difendendo con le unghie i poli produttivi da cui dipendeva la sopravvivenza economica di un’intera comunità.

Da Conselice a Lavezzola: il dramma del Reno e le idrovore della salvezza

La trama visiva si apre tra i vicoli e la piazza di Conselice (Ravenna), uno dei centri simbolo della tragedia rimasto isolato per giorni sotto un metro d’acqua stagnante. I protagonisti sono una giovane coppia: lui, operaio metalmeccanico, si alza come ogni mattina per recarsi allo stabilimento mentre i canali di bonifica cedono uno dopo l’altro inghiottendo campi, arredi, fotografie di famiglia e i ricordi di una vita intera.

Il cortometraggio rievoca l’alleanza epica nata tra le industrie del comprensorio di Lavezzola, Argenta e Conselice. Gli imprenditori e le maestranze unirono le proprie forze notte e giorno, posizionando idrovore industriali giganti per svuotare il canale adiacente e scaricare le acque di piena nel fiume Reno che, per un soffio miracoloso, resse alla pressione della corrente, scongiurando la distruzione totale degli impianti produttivi.

CONSIGLIATO DALLA REDAZIONE
STORIA & TESTIMONIANZE

Riemersi. Romagna 2023, storie per un’alluvione – Solferino

Il libro corale edito da Solferino a cura di Matteo Cavezzali sulla tragedia del maggio 2023: memorie di fango, coraggio e la straordinaria capacità della Romagna di rialzarsi unita.

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(Edizione Solferino Libri)

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1.724 immagini e 784 clip: quando l’algoritmo si mette al servizio del cuore

Per plasmare questa narrazione cinematografica, il regista Giuseppe Galliano – professionista del visual design attivo fin dal 1996 (www.giuseppegalliano.it) – ha costruito ben 1.724 immagini fotorealistiche e montato 784 clip video generate con i più avanzati modelli di IA generativa. Nel tessuto digitale è stato inserito anche un volto reale in carne e ossa: il responsabile marketing della storica azienda General Cavi, che ha promosso e ispirato la creazione del cortometraggio per tramandare l’esempio civile di quei giorni.

«L’Intelligenza Artificiale è stata solo un pennello evoluto per ricostruire visivamente ciò che le telecamere convenzionali non avevano potuto catturare nel buio del disastro», spiega Giuseppe Galliano. «Il mio scopo era capire se l’AI potesse raccontare una storia nobile, umana, dove la tecnologia sparisse per lasciare spazio ai volti, agli sguardi stanchi e al battito cardiaco delle persone. Esattamente come nei grandi film d’animazione d’autore».

«Il turno di domani»: una promessa morale scolpita nel fango

Nel finale, il cortometraggio regala una riflessione profonda sul senso del dovere operaio: «Il titolo ‘Il turno di domani’ è prima di tutto una promessa esistenziale», chiosa il regista. «Significa che se anche oggi l’acqua mi ha portato via tutto, domani mattina mi alzerò ugualmente alle sei per andare a lavorare, perché so che troverò un compagno pronto a passarmi la pala e a dividere il pane con me».

Un documento visivo toccante, visionabile liberamente su YouTube (www.youtube.com/watch?v=vNw7K-WsiIg), che trasforma la memoria del fango in un monumento perenne alla dignità e alla fratellanza del popolo emiliano-romagnolo.

A cura della Redazione Cultura e Innovazione di Cavaliere News

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