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Flautissimo 2026 accende Roma: al via la 28ª edizione tra Emmanuel Pahud, Laura Morante, Marco Baliani e il debutto di «Niente di vero» di Veronica Raimo

Flautissimo 2026 torna a Roma: dal 31 ottobre all’8 dicembre la 28ª edizione con Emmanuel Pahud, Laura Morante, Marco Baliani e «Niente di vero» di Veronica Raimo 👇

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Locandina evento Roma

Roma – Dal virtuosismo sublime della musica classica da camera al fascino magnetico del grande teatro di narrazione, attraverso confessioni intime, lacerazioni familiari e la memoria delle cose perdute. Dal 31 ottobre all’8 dicembre 2026 torna nella Capitale Flautissimo, il prestigioso festival diretto da Stefano Cioffi e promosso dall’Accademia Italiana del Flauto, che celebra quest’anno la sua ventottesima, sfavillante edizione. Con il sostegno istituzionale della Regione Lazio, di Roma Capitale e in collaborazione con Zètema Progetto Cultura, la rassegna si conferma uno dei punti di riferimento più autorevoli e polifonici del panorama performativo nazionale.

Il tema guida scelto per l’edizione 2026 è una potente dichiarazione poetica: «Quello che resta tra noi». Un mosaico di spettacoli, prime assolute, concerti da camera e masterclass d’altissimo livello che attraverserà i presidi culturali più vivi della città: dal Teatro Palladium al Teatro India, dal Teatro Torlonia allo Spazio Diamante, fino all’Hub culturale Moby Dick alla Garbatella.

Il trionfo della musica da camera al Palladium: sei concerti con le star mondiali

Il sipario si alzerà sabato 31 ottobre e domenica 1° novembre sul palco del Teatro Palladium con una due giorni monumentale dedicata alla musica da camera: sei concerti irripetibili e dieci masterclass per giovani promesse. Tra i fuoriclasse internazionali spicca la presenza leggendaria di Emmanuel Pahud, primo flauto solista dei Berliner Philharmoniker, affiancato da solisti del calibro di Silvia Careddu, Andrea Oliva, Philippe Bernold, Julien Beaudiment, Adriana Ferreira, Violeta Gil Garcia, Elizaveta Ivanova, Riccardo Cellacchi, Lorenzo Messina, Mario Bruno e Stella Ingrosso.

A dialogare con i fiati saranno le note arpeggiate di Silvia Podrecca all’arpa e il tocco di grandi pianisti concertisti come Marianna Tongiorgi, Francesca Carta, Marco Grisanti, Aeyoung Byun e Sophie Labandibar. Negli stessi giorni, presso l’Hub Moby Dick, aprirà i battenti l’annuale mostra di strumenti musicali con liutai e maestri artigiani da tutta Europa.

CONSIGLIATO DALLA REDAZIONE
LETTERATURA & TEATRO D’AUTORE

Niente di vero – Veronica Raimo

Il romanzo cult vincitore del Premio Strega Giovani, portato in scena a Flautissimo: una commedia dissacrante e feroce sulle ossessioni familiari, la memoria e la libertà di reinventarsi.

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Il programma teatrale: da «Niente di vero» a Laura Morante e Marco Baliani

La sezione drammaturgica regala un calendario fitto di prime nazionali. Dal 5 all’8 novembre allo Spazio Diamante debutta «U.B.U. Ultime Bellicose Unioni» di e con Giulia Trippetta e Rosario Giglio (produzione Mauri Sturno), un corpo a corpo serrato sul dilemma della genitorialità. Il 9 novembre al Teatro India riflettori puntati sulla prima assoluta teatrale di «Niente di vero», dal capolavoro di Veronica Raimo, con la verve tagliente di Cristina Pellegrino.

L’11 novembre al Teatro Torlonia va in scena «Alfons(in)a» di Marta Bulgherini con Diego Frisina, tributo ad Alfonsina Strada, unica donna a correre il Giro d’Italia tra gli uomini negli anni del regime. Domenica 29 novembre al Palladium evento di punta con Laura Morante ed Eugenia Costantini, protagoniste di «Il ballo» di Irène Némirovsky, accompagnate al pianoforte da Antonello D’Onofrio su partiture di Ravel, Satie e Debussy.

Satira e narrazione: Alessio Marzilli e il gran finale con Adalbert Von Chamisso

Domenica 6 dicembre al Palladium sarà la volta della satira irresistibile di Alessio Marzilli con «La storia del country (Musicata ogni tanto)», un viaggio lisergico tra le assurdità e i paradossi della politica italiana. A sigillare il festival l’8 dicembre sarà il maestro del teatro civile Marco Baliani con la prima romana de «L’ombra perduta di Peter Schlemihl», drammaturgia sonora di Mirto Baliani e regia di Maria Maglietta, ispirata al capolavoro ottocentesco di Chamisso sul prezzo dell’anima e le lusinghe del potere.

«Quello che resta tra noi è il filo conduttore che unisce musica e parola, memoria e presente», dichiara il direttore artistico Stefano Cioffi. «Storie di legami, amori, desideri e addii, perché alla fine è sempre dell’essere umano che parliamo». I biglietti sono disponibili su Vivaticket e Boxol; per tutte le informazioni è attivo il sito ufficiale www.flautissimo.it.

A cura della Redazione Cultura e Spettacoli di Cavaliere News

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Alluvione in Emilia-Romagna, esce il corto AI «Il turno di domani»: l’opera di Giuseppe Galliano tra fango, dignità operaia e rinascita

Alluvione in Romagna, esce il cortometraggio AI «Il turno di domani»: 1.700 scene digitali per raccontare la dignità operaia e chi ha spalato il fango per salvare lavoro e case 👇

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Ravenna – Il silenzio vischioso del fango che invade le cucine, il rombo sordo dei fiumi che strappano gli argini nella notte e la determinazione incrollabile di chi all’alba impugna una pala per salvare la casa, la fabbrica e il futuro della propria terra. A tre anni dalla catastrofica alluvione che nel maggio del 2023 sommerse 44 comuni della Romagna – provocando 17 vittime e oltre 10 miliardi di euro di devastazione materiale – debutta sul web «Il turno di domani», uno straordinario video-racconto interamente generato con l’ausilio dell’Intelligenza Artificiale dallo studio del regista e visual artist Giuseppe Galliano.

L’opera, diffusa gratuitamente su YouTube, non indugia sul pietismo della sciagura ma accende i riflettori sull’epopea quotidiana della resilienza romagnola: quel patto d’onore non scritto tra colleghi di lavoro, vicini di casa e intere famiglie capaci di rimboccarsi le maniche senza attendere risarcimenti, difendendo con le unghie i poli produttivi da cui dipendeva la sopravvivenza economica di un’intera comunità.

Da Conselice a Lavezzola: il dramma del Reno e le idrovore della salvezza

La trama visiva si apre tra i vicoli e la piazza di Conselice (Ravenna), uno dei centri simbolo della tragedia rimasto isolato per giorni sotto un metro d’acqua stagnante. I protagonisti sono una giovane coppia: lui, operaio metalmeccanico, si alza come ogni mattina per recarsi allo stabilimento mentre i canali di bonifica cedono uno dopo l’altro inghiottendo campi, arredi, fotografie di famiglia e i ricordi di una vita intera.

Il cortometraggio rievoca l’alleanza epica nata tra le industrie del comprensorio di Lavezzola, Argenta e Conselice. Gli imprenditori e le maestranze unirono le proprie forze notte e giorno, posizionando idrovore industriali giganti per svuotare il canale adiacente e scaricare le acque di piena nel fiume Reno che, per un soffio miracoloso, resse alla pressione della corrente, scongiurando la distruzione totale degli impianti produttivi.

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STORIA & TESTIMONIANZE

Riemersi. Romagna 2023, storie per un’alluvione – Solferino

Il libro corale edito da Solferino a cura di Matteo Cavezzali sulla tragedia del maggio 2023: memorie di fango, coraggio e la straordinaria capacità della Romagna di rialzarsi unita.

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(Edizione Solferino Libri)

Esplora le grandi narrazioni storiche e i reportage d’attualità in formato audiolibro. Iscriviti ad Amazon Prime con 30 giorni gratis per accedere all’ascolto su Audible.

1.724 immagini e 784 clip: quando l’algoritmo si mette al servizio del cuore

Per plasmare questa narrazione cinematografica, il regista Giuseppe Galliano – professionista del visual design attivo fin dal 1996 (www.giuseppegalliano.it) – ha costruito ben 1.724 immagini fotorealistiche e montato 784 clip video generate con i più avanzati modelli di IA generativa. Nel tessuto digitale è stato inserito anche un volto reale in carne e ossa: il responsabile marketing della storica azienda General Cavi, che ha promosso e ispirato la creazione del cortometraggio per tramandare l’esempio civile di quei giorni.

«L’Intelligenza Artificiale è stata solo un pennello evoluto per ricostruire visivamente ciò che le telecamere convenzionali non avevano potuto catturare nel buio del disastro», spiega Giuseppe Galliano. «Il mio scopo era capire se l’AI potesse raccontare una storia nobile, umana, dove la tecnologia sparisse per lasciare spazio ai volti, agli sguardi stanchi e al battito cardiaco delle persone. Esattamente come nei grandi film d’animazione d’autore».

«Il turno di domani»: una promessa morale scolpita nel fango

Nel finale, il cortometraggio regala una riflessione profonda sul senso del dovere operaio: «Il titolo ‘Il turno di domani’ è prima di tutto una promessa esistenziale», chiosa il regista. «Significa che se anche oggi l’acqua mi ha portato via tutto, domani mattina mi alzerò ugualmente alle sei per andare a lavorare, perché so che troverò un compagno pronto a passarmi la pala e a dividere il pane con me».

Un documento visivo toccante, visionabile liberamente su YouTube (www.youtube.com/watch?v=vNw7K-WsiIg), che trasforma la memoria del fango in un monumento perenne alla dignità e alla fratellanza del popolo emiliano-romagnolo.

A cura della Redazione Cultura e Innovazione di Cavaliere News

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«La presenza non si delega»: a Roma il saggio di Olimpia Armenante sui limiti dell’Intelligenza Artificiale tra etica, psicoterapia e responsabilità umana

Intelligenza Artificiale ed etica della cura, a Roma la presentazione del nuovo saggio di Olimpia Armenante: «La presenza non si delega», ecco perché l’empatia umana batte gli algoritmi 👇

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Olimpia Armenante

Roma – Fino a che punto possiamo delegare a un algoritmo le nostre decisioni più intime, i nostri dilemmi morali e persino la delicatezza di un percorso di cura psicologica? È un interrogativo cruciale che ha abbandonato i laboratori accademici per bussare con urgenza alla porta della vita quotidiana di ciascuno di noi. In una società travolta dall’automazione digitale, sabato 24 ottobre alle ore 17.30 la prestigiosa Libreria ELI (in viale Somalia 50/A a Roma) ospita un confronto culturale di primissimo piano in occasione della presentazione del saggio «La presenza non si delega. Fiducia, decisione e responsabilità nella pratica clinica con l’IA», nuova e coraggiosa opera di Olimpia Armenante edita da M@rp Edizioni.

L’incontro, a ingresso libero, chiama a raccolta professionisti della salute mentale, sociologi, studiosi del digitale e cittadini per interrogarsi sulla frontiera più delicata della modernità: salvare la sacralità della relazione umana dal rischio di una fredda sostituzione algoritmica.

Trent’anni di clinica contro l’illusione del calcolo perfetto

Psicoterapeuta, docente e supervisore clinico con oltre tre decenni di attività sul campo, Olimpia Armenante sviluppa un’analisi lucida e priva di pregiudizi oscurantisti. Il libro non demonizza la tecnologia, ma ne circoscrive con rigore scientifico il perimetro operativo: l’Intelligenza Artificiale rappresenta un formidabile alleato nell’organizzazione massiva dei dati, nella catalogazione diagnostica e nel supporto computazionale, ma non può in alcun modo replicare né sostituire l’incontro interpersonale.

La tesi portante del saggio è perentoria: l’intuito clinico, la comprensione silenziosa del non-detto, la valutazione del contesto affettivo, l’empatia dello sguardo e, soprattutto, l’assunzione etica delle conseguenze sono prerogative ontologicamente umane. Dimensioni che nessuna potenza di calcolo o rete neurale artificiale potrà mai surrogare.

CONSIGLIATO DALLA REDAZIONE
ETICA & INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Vita 3.0: Essere umani nell’era dell’IA – Max Tegmark

Il saggio capolavoro del fisico del MIT sulle sfide etiche, filosofiche e sociali dell’era delle macchine: come guidare l’innovazione tecnologica senza smarrire l’essenza dell’umanità.

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Il dibattito alla Libreria ELI: Ruberti, Montanari e Moscatelli a confronto

La presentazione di sabato pomeriggio si strutturerà come una tavola rotonda multidisciplinare moderata dal giornalista Omar Ruberti. Al fianco dell’autrice siederanno figure di riferimento assoluto: Claudia Montanari, direttrice scientifica dell’ASPIC e pioniera della psicoterapia pluralistica integrata in Italia, e Vivaldo Moscatelli, consigliere scientifico dell’Human Economic Forum ed esperto di dinamiche legate all’intelligenza artificiale applicata ai sistemi complessi.

Un focus centrale della discussione verterà sulla necessità di tutelare il pensiero critico e l’alleanza terapeutica di fronte all’avanzare dei chatbot di assistenza psicologica fai-da-te, che rischiano di illudere persone in condizioni di fragilità offrendo risposte preconfezionate e prive di reale risonanza emotiva.

La presenza non si automatizza: una sfida antropologica urgente

A conferire ulteriore autorevolezza al testo è la sorprendente tempestività con cui ha anticipato di dieci giorni la promulgazione dell’enciclica Magnifica humanitas, inserendosi a pieno titolo nel solco di una rinnovata riflessione antropologica che coinvolge credenti e laici sui confini etici della tecnica.

In un’epoca che tenta di convertire ogni moto dell’anima in stringhe binarie e risposte predittive, il manifesto di Olimpia Armenante risuona come un monito controcorrente: la fiducia, la vicinanza emotiva e la responsabilità non si possono automatizzare con un prompt. Possono soltanto essere vissute in presenza, da persona a persona.

A cura della Redazione Cultura e Tecnologia di Cavaliere News

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Aperitivo Iconico a Roma da «Che Moto!»: la scrittrice Paola Scarsi celebra il mito della Vespa e il coraggio delle motocicliste

A Roma l’Aperitivo Iconico da «Che Moto!»: la scrittrice Paola Scarsi svela i retroscena della Vespa d’epoca e il coraggio di 58 motocicliste straordinarie 👇

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locandina evento roma

Roma – Il fascino intramontabile delle due ruote, il rombo inconfondibile dei motori che hanno fatto la storia del design italiano e la passione travolgente di chi ha scelto la strada come dimensione di libertà. Venerdì 23 ottobre alle ore 18.00 la capitale ospita un appuntamento imperdibile per gli amanti dei motori e della letteratura: l’Aperitivo Iconico con la celebre scrittrice e giornalista Paola Scarsi, ospitato negli spazi esclusivi di «Che Moto!» in piazza Pio XI 59/60 a Roma.

La cornice dell’evento non è affatto casuale: «Che Moto!» è la concessionaria ufficiale del Gruppo Piaggio (con i leggendari marchi Vespa, Aprilia e Moto Guzzi) numero uno in tutta Europa, autentico tempio e punto di riferimento capitolino per la community dei centauri e degli appassionati che vivono la moto e lo scooter con competenza, stile e devozione quotidiana.

«La prima Vespa non si scorda mai»: il capolavoro con la Fondazione Piaggio

Protagonista del dialogo con il pubblico sarà la fortunata trilogia editoriale firmata da Paola Scarsi ed edita dalla storica casa Erga Edizioni di Genova. L’avventura narrativa si apre con il volume polisensoriale «La prima Vespa non si scorda mai», realizzato con la collaborazione e il plauso della Fondazione Piaggio, il cui presidente Riccardo Costagliola lo ha definito senza esitazioni «un meraviglioso affresco dell’Italia del dopoguerra e del riscatto sociale».

Nel testo sfilano memorie vissute di viaggiatori solitari, grandi collezionisti, piloti professionisti, artisti e cittadini comuni legati a doppio filo allo scooter più famoso del globo. A impreziosire la copertina è lo storico manifesto pubblicitario dell’elefantino in sella alla Vespa, ideato e disegnato negli anni Sessanta dal padre dell’autrice, testimonianza visiva di un’eredità familiare intessuta di arte e creatività.

CONSIGLIATO DALLA REDAZIONE
DESIGN & MOTORI ICONICI

La Vespa nella storia e nel costume – Il mito italiano

La storia illustrata dell’icona mondiale del Made in Italy: aneddoti storici, modelli da collezione, manifesti d’epoca e la rivoluzione culturale dello scooter più amato del mondo.

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Dall’eco internazionale ai Vespa Club: il successo globale

Il racconto è proseguito con il secondo volume, «La Vespa non si scorda mai», scritto a quattro mani con Eugenio Leone. Un viaggio oltreconfine che esplora l’amore viscerale nutrito dall’estero verso lo scooter di Pontedera, attraverso documenti inediti e interviste a quegli italiani che hanno fondato storici Vespa Club nei cinque continenti, trasformando una carrozzeria bombata in simbolo universale di fratellanza e affidabilità tecnica.

«Vespiste e motocicliste»: 58 storie di donne con una marcia in più

Riflettori puntati infine sull’ultima fatica letteraria di Paola Scarsi, «VESPISTE E MOTOCICLISTE: donne con una marcia in più», prestigiosa opera insignita del patrocinio ufficiale della FMI – Federazione Motociclistica Italiana. Il libro raccoglie cinquantotto testimonianze straordinarie di donne che hanno scelto il manubrio e l’asfalto per sfidare i luoghi comuni: chi per la mobilità quotidiana nel traffico urbano, chi per competizioni agonistiche, chi per lavoro, soccorso o viaggi d’avventura attorno al globo.

Dalla ragazzina al timone di un cinquantino alla centaura esperta in sella a una maxi-tourer da 1200 centimetri cubici, le protagoniste emergono come spiriti liberi, mossi da un’emozione che sgorga direttamente dall’anima. L’Aperitivo Iconico di venerdì 23 ottobre dalle ore 18.00 presso la concessionaria «Che Moto!» di piazza Pio XI sarà l’occasione perfetta per brindare insieme alla cultura della strada e incontrare da vicino l’autrice.

A cura della Redazione Motori ed Eventi di Cavaliere News

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