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Poste Italiane, al via in Abruzzo il progetto «La Sicurezza ci sta a Cuore»: installati 21 defibrillatori salvavita collegati con il 118

Poste Italiane cardioprotetta in Abruzzo! Con il progetto «La Sicurezza ci sta a Cuore» arrivano 21 defibrillatori di ultima generazione con controllo remoto in 6 sedi strategiche tra Pescara, Chieti, L’Aquila, Teramo e Avezzano. Tutti i dispositivi saranno geolocalizzati e integrati nella rete del 118 a servizio della collettività. Coinvolti 45mila dipendenti nella formazione salvavita BLSD. Tutti i dettagli 👇

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Il defibrillatore installato nella Filiale provinciale di via Potenza a Pescara

Abruzzo – La tutela della salute, la prevenzione tempestiva nei luoghi di lavoro e la costruzione di una solida rete di cardioprotezione territoriale a beneficio dell’intera collettività compiono un passo in avanti decisivo nel cuore dell’Abruzzo. Poste Italiane ha avviato operativamente sul territorio regionale il grande piano nazionale denominato «La Sicurezza ci sta a Cuore», un’iniziativa su vasta scala con la quale l’azienda potenzia in modo strutturale le dotazioni di primo soccorso all’interno dei propri complessi produttivi, logistici e direzionali, contribuendo attivamente alla salvezza di vite umane in caso di arresto cardiaco improvviso.

L’intervento si caratterizza per una scelta di altissimo valore etico e sociale: l’installazione di questi dispositivi salvavita rappresenta un investimento interamente volontario da parte del Gruppo guidato dall’Amministratore Delegato Matteo Del Fante, non essendo prescritto da specifici obblighi di legge per gli uffici ordinari. In Abruzzo il progetto è già pienamente operativo con l’attivazione dei primi 21 defibrillatori semiautomatici esterni (DAE) di ultimissima generazione con sistema di telediagnosi e controllo remoto, distribuiti capillarmente in sei nevralgiche sedi aziendali dislocate nei quattro capoluoghi di provincia e nella città di Avezzano.

Ventuno defibrillatori salvavita in Abruzzo: la mappa delle sedi da Pescara ad Avezzano

La distribuzione delle apparecchiature salvavita sul territorio regionale risponde a una mappatura rigorosa, pensata per coprire i nodi ad alta densità di lavoratori e con elevato afflusso quotidiano di pubblico. A guidare la presenza dei nuovi DAE è la provincia di Pescara, dove sono stati installati ben 9 defibrillatori suddivisi tra lo storico ufficio postale centrale di corso Vittorio Emanuele II, l’attigua sede della Filiale provinciale in via Potenza e il grande polo polifunzionale di via Alessandro Volta, che ospita il centro operativo, il centro di distribuzione della corrispondenza, la direzione del comparto recapito e il contact center aziendale.

Nel territorio provinciale di Chieti sono 4 i defibrillatori posizionati all’interno dell’articolato complesso di via Pescara, sede congiunta dell’ufficio postale, del centro di smistamento e della Filiale provinciale teatina. Nel capoluogo di regione, a L’Aquila, sono 3 i dispositivi attivati nel centro direzionale di Centi Colella, che raggruppa ufficio postale, centro logistico e direzione provinciale. Altri 3 apparati salvavita sono stati collocati ad Avezzano, all’interno dello strategico hub di via Cavalieri di Vittorio Veneto, mentre nella provincia di Teramo 2 defibrillatori presidiano costantemente il centro di distribuzione di Colle Atterrato. Una copertura a largo raggio che tutela centinaia di dipendenti e migliaia di cittadini che ogni giorno varcano le soglie delle strutture postali abruzzesi.

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Tecnologia intelligente e controllo remoto: come funzionano i DAE di ultima generazione

Tutti i defibrillatori installati all’interno delle strutture di Poste Italiane appartengono alle linee tecnologiche più avanzate disponibili sul mercato medicale. Collocati in teche segnalate da apposita cartellonistica internazionale, visibili e immediatamente raggiungibili anche nei momenti di concitazione, i dispositivi sono costantemente interconnessi tramite un sistema telematico di monitoraggio da remoto: una piattaforma centralizzata verifica 24 ore su 24 l’efficienza dei circuiti interni, la carica residua delle batterie e la data di scadenza delle piastre elettrodi, garantendo la totale e immediata operatività in qualsiasi istante.

In caso di emergenza per improvviso collasso cardiocircolatorio, il fattore tempo è la variabile determinante: le statistiche della cardiologia d’urgenza attestano che per ogni minuto trascorso senza defibrillazione le probabilità di sopravvivenza diminuiscono del 10%. I nuovi DAE operano in modalità interattiva e intelligente: una volta applicate le piastre sul torace della persona esanime, la macchina analizza in frazioni di secondo il tracciato elettrocardiografico in piena autonomia, stabilendo con certezza se il ritmo sia defibrillabile (fibrillazione ventricolare o tachicardia ventricolare senza polso). Solo in quel caso abilita la scarica, mentre una voce guida scandisce con chiarezza assoluta le istruzioni verbali al soccorritore, rendendo l’intervento intuitivo e totalmente privo di rischi anche per chi non possiede alcuna preparazione medica specialistica.

Integrazione con il 118 e maxi piano di formazione BLSD per 45mila dipendenti

L’iniziativa assume un risvolto di primario interesse per la sanità regionale: tutti i 21 defibrillatori attivati in Abruzzo verranno formalmente registrati e geolocalizzati presso le Centrali Operative del 118 competenti per territorio. In questo modo, le apparecchiature aziendali entrano a far parte a tutti gli effetti della rete pubblica di soccorso d’emergenza, trasformandosi in una risorsa preziosa attivabile dagli operatori del 118 anche in soccorso di passanti o residenti colti da malore nelle immediate vicinanze degli edifici postali.

Alla posa dei macchinari si affianca un colossale piano di formazione aziendale su scala nazionale, tra i più imponenti mai realizzati in Italia nel settore terziario. Il percorso didattico prevede il conseguimento della certificazione BLSD (Basic Life Support and Defibrillation) per oltre 9.500 addetti alla gestione delle emergenze aziendali, addestrati sia all’uso pratico del defibrillatore sia all’esecuzione del massaggio cardiaco e delle manovre di disostruzione delle vie aeree. Al contempo, più di 35.000 lavoratori saranno coinvolti in sessioni informative e corsi di sensibilizzazione, portando a circa 45.000 il totale dei dipendenti del Gruppo formati a una cultura attiva della prevenzione sanitaria.

Un investimento volontario per la cultura della sicurezza sul lavoro

L’avvio del progetto in Abruzzo si inserisce in una strategia nazionale organica che prevede la collocazione di 800 defibrillatori all’interno di 242 grandi sedi aziendali su tutto il territorio italiano. Un investimento economico e organizzativo rilevante che dimostra la sensibilità sociale di Poste Italiane nel concepire i luoghi di lavoro come ecosistemi protetti, in cui il benessere e la salvaguardia dell’integrità fisica delle persone rappresentano un valore non negoziabile.

Attraverso la diffusione capillare di tecnologie salvavita, la formazione continua e il dialogo costante con il sistema sanitario d’emergenza, l’azienda ribadisce il proprio ruolo di pilastro sociale della nazione. La sicurezza non è un semplice adempimento formale, ma un patto di fiducia e responsabilità condivisa: «La Sicurezza ci sta a Cuore» dota l’Abruzzo di una corazza protettiva supplementare, ricordando a tutti che la prontezza di un gesto e la presenza di uno strumento adeguato possono fare la differenza tra una tragedia e una vita restituita al futuro.

A cura della Redazione Attualità e Salute di Cavaliere News

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Addio a Giustino Zulli, il cordoglio di ALI Abruzzo: l’omaggio dei sindaci all’uomo che ha dedicato la vita ai diritti dei lavoratori

Lutto nel mondo del lavoro e delle istituzioni in Abruzzo: scompare Giustino Zulli, storico sindacalista e difensore instancabile dei lavoratori. Il commosso cordoglio di ALI Abruzzo attraverso le parole del presidente Angelo Radica: «I sindaci lo ricordano con rispetto per la sua dedizione al servizio del lavoro. Il suo impegno rimarrà sempre un esempio per tutti noi». Il ricordo e il tributo della regione 👇

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Giustino Zulli

Abruzzo – Il mondo del lavoro, delle istituzioni locali e della rappresentanza civile abruzzese si stringe in un profondo e commosso abbraccio per la scomparsa di Giustino Zulli, figura storica e stimata dell’impegno sindacale, sociale e democratico della regione. Una perdita che lascia un vuoto incolmabile in quanti hanno condiviso con lui decenni di battaglie a tutela della dignità del lavoro, del salario equo e della giustizia sociale nei territori abruzzesi. A farsi interprete dell’unanime cordoglio della comunità regionale è l’associazione delle Autonomie Locali Italiane (ALI Abruzzo), che raggruppa i sindaci e gli amministratori comunali della regione, esprimendo un tributo solenne alla memoria di una personalità che ha fatto dell’altruismo civico e della difesa dei più deboli la propria irrinunciabile ragion d’essere.

Attraverso una nota ufficiale intrisa di commozione e deferenza, il presidente di ALI Abruzzo e sindaco di Tollo, Angelo Radica, ha voluto fissare il senso profondo dell’eredità umana e morale lasciata da Zulli: «Apprendiamo con dolore della scomparsa di Giustino Zulli. I sindaci di ALI Abruzzo esprimono sincero cordoglio e lo ricordano con immenso rispetto, per la sua instancabile dedizione al servizio e a beneficio dei diritti dei lavoratori. Il suo impegno rimarrà sempre un esempio per tutti noi e per le future generazioni di amministratori». Parole che condensano la stima trasversale di cui Giustino Zulli ha sempre goduto, capace di dialogare con rigore e lealtà con qualsiasi interlocutore istituzionale senza mai arretrare di un millimetro sui principi fondamentali della solidarietà e della tutela costituzionale del lavoro.

Il tributo di ALI Abruzzo e delle istituzioni: il ricordo del presidente Angelo Radica

Il messaggio diffuso da Angelo Radica a nome dei primi cittadini abruzzesi riflette il legame viscerale che ha unito Giustino Zulli al tessuto civico della regione. Non si trattava di un burocrate delle vertenze, ma di una sentinella del territorio capace di cogliere i bisogni inespressi dei lavoratori, ascoltando con pazienza infinita le paure delle famiglie di fronte alle crisi occupazionali, ai cambi d’appalto e alle ristrutturazioni aziendali. In ogni sala consiliare, in ogni prefettura o delegazione ministeriale in cui ha fatto sentire la propria voce calma ma perentoria, Zulli è stato sinonimo di serietà, competenza giuridico-sindacale e integrità morale assoluta.

I sindaci dell’Abruzzo ne ricordano in queste ore il garbo istituzionale e la capacità di costruire sintesi costruttive anche nei momenti di massima tensione sociale. Di fronte ai tavoli di crisi più complessi, Giustino Zulli sapeva indicare la rotta della mediazione responsabile, mettendo sempre al centro la salvaguardia del posto di lavoro come presidio di cittadinanza democratica e dignità personale. La sua scomparsa priva l’intera comunità abruzzese di un testimone autentico di quella stagione in cui il sindacato e la politica erano innanzitutto strumenti di emancipazione collettiva e servizio disinteressato alla comunità.

Una vita spesa per il lavoro: l’impegno sindacale, le vertenze e la vicinanza alle fasce deboli

Il percorso biografico di Giustino Zulli si intreccia a filo doppio con la storia economica e industriale dell’Abruzzo moderno. Dalle lotte operaie nei distretti manifatturieri della Val di Sangro e della costa chietina fino alle battaglie silenziose ma cruciali a fianco dei braccianti agricoli, dei lavoratori edili, degli addetti ai servizi di pulizia e delle maestranze del commercio: non vi è stato comparto produttivo che non abbia beneficiato della sua passione militante e della sua generosità operosa.

Zulli ha vissuto la tutela sindacale come un apostolato laico. Non amava i riflettori né la ribalta mediatica effimera: preferiva il contatto diretto nei picchetti all’alba davanti ai cancelli delle fabbriche, le assemblee affollate nei capannoni gelidi d’inverno, il confronto serrato e documentato con le associazioni datoriali. Chiunque si sia rivolto a lui ha trovato non solo un sindacalista competente e preparato sulle pieghe dei contratti collettivi nazionali, ma un uomo accogliente, capace di infondere coraggio e speranza anche quando le prospettive apparivano disperate.

Il legame indissolubile con gli enti locali e il valore della cooperazione territoriale

Uno dei meriti più insigni riconosciuti a Giustino Zulli risiede nella sua lungimirante visione del rapporto tra sindacato e autonomie locali. Zulli considerava i municipi e i sindaci come i primi, naturali alleati dei lavoratori. Era profondamente convinto che la desertificazione industriale e la perdita di tutele lavorative non fossero semplici contese private tra padroni e dipendenti, ma ferite mortali inferte all’intera tenuta demografica e sociale dei borghi e delle città abruzzesi.

Per questo motivo, la sua collaborazione con le amministrazioni comunali è stata costante, leale e improntata alla ricerca del bene comune. Questa intesa profonda con i territori spiega la commossa reazione di ALI Abruzzo, l’associazione guidata da Angelo Radica che raccoglie l’anima più progressista e riformista dei governi locali. I sindaci abruzzesi hanno sempre visto in Zulli un punto d’appoggio sicuro, un consigliere saggio capace di disinnescare la rabbia sociale e di incanalarla verso proposte progettuali concrete di rilancio produttivo e salvaguardia dell’occupazione.

L’eredità morale di Giustino Zulli: un faro per le sfide occupazionali di oggi e di domani

In un momento storico segnato da profonde incertezze, dalla frammentazione del mercato del lavoro, dall’incalzare della precarietà giovanile e dalle complesse transizioni ecologiche e digitali che mettono a dura prova il comparto manifatturiero abruzzese, la lezione umana di Giustino Zulli risuona con un’attualità disarmante. Il suo insegnamento dimostra che non può esserci vero sviluppo economico che prescinda dalla centralità e dalla sicurezza della persona che lavora.

L’Abruzzo intero perde uno dei suoi figli più nobili, laboriosi e generosi. Ma come ha sottolineato il presidente di ALI Abruzzo Angelo Radica, il suo esempio non andrà perduto: rimarrà scolpito nella memoria dei lavoratori, nei registri storici delle lotte per i diritti e nel cuore di tutti coloro che credono in una società più giusta, accogliente e solidale. Alla famiglia di Giustino Zulli e a tutti i suoi cari giungano le più sentite condoglianze da parte dell’intera comunità regionale.

A cura della Redazione Cronaca e Politica di Cavaliere News

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Maxi esercitazione di Protezione Civile a Spoltore: domenica 25 ottobre la simulazione sismica tra centro storico e frazioni con droni, cinofili e torri faro

Maxi esercitazione di Protezione Civile a Spoltore! Domenica 25 ottobre, dalle 13:00 alle 20:30, la città e le frazioni di Santa Teresa e Villa Santa Maria saranno teatro della simulazione sismica «Ricerca & Soccorso Spoltore 2026» con MODAVI, 118, unità cinofile, droni e torri faro. L’appello dell’assessore Burrani: «Niente allarmismi per sirene e lampeggianti, la viabilità resta regolare». Tutti i dettagli e il cronoprogramma 👇

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stefano burrani

Testare sul campo la prontezza operativa, la sinergia interforze e la rapidità d’intervento dell’intera macchina dei soccorsi di fronte agli scenari complessi e devastanti generati da un violento evento sismico. Con questo fondamentale obiettivo di prevenzione e sicurezza territoriale, la città di Spoltore, in provincia di Pescara, si appresta a vivere una giornata di straordinario impegno addestrativo. Domenica 25 ottobre 2026, a partire dalle ore 13.00 e fino alle 20.30, l’intero territorio comunale sarà il teatro a cielo aperto della maxi esercitazione di Protezione Civile denominata «Ricerca & Soccorso Spoltore 2026», ideata, promossa e coordinata dai volontari dell’Associazione Protezione Civile MODAVI Spoltore in stretta collaborazione con l’Amministrazione comunale.

La manovra vedrà il dispiegamento coordinato di un imponente dispositivo di risposta all’emergenza: accanto ai volontari del Gruppo di Coordinamento Modavi opereranno le squadre del Servizio Sanitario di Emergenza, i mezzi delle Associazioni di Pubblica Assistenza dotati di ambulanze di rianimazione e ambulanze da soccorso, nonché assetti specialistici ad altissima tecnologia e qualificazione. Tra questi spiccano le Unità Cinofile da Ricerca e Soccorso in superficie e macerie (UC) e i piloti abilitati di droni (UAS), equipaggiati con sensori termici e ottici per la ricognizione aerea rapida delle aree colpite da crolli simulati.

Il cronoprogramma della simulazione: dall’allarme al 112 al Posto Medico Avanzato in via Basilea

L’esercitazione seguirà una tabella di marcia serrata e rigorosamente scandita secondo i protocolli operativi della Protezione Civile nazionale. La simulazione prenderà il via ufficialmente alle ore 13.30, momento in cui scatterà la prima telefonata di allarme al Numero Unico di Emergenza europeo (NUE 112). La segnalazione della violenta scossa sismica metterà istantaneamente in moto la catena di comando istituzionale, determinando l’immediata attivazione della Sala Operativa Unificata Permanente (SOUP) regionale e la contestuale convocazione e insediamento del Centro Operativo Comunale (C.O.C.) di Spoltore, coordinato dalle autorità cittadine e dai responsabili delle diverse funzioni di supporto.

Alle ore 14.30 le prime squadre operative convergeranno su via Basilea, individuata come area strategica per l’allestimento del Campo Base logistico. Qui verrà rapidamente montato e reso operativo un Posto Medico Avanzato (PMA), struttura campale provvista di tende pneumatiche, moduli di primo soccorso e apparecchiature elettromedicali necessarie per effettuare il triage dei feriti estratti dalle macerie, stabilizzare i pazienti con codici rossi e gialli e smistarli verso i presidi ospedalieri di riferimento della rete provinciale.

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SICUREZZA & PROTEZIONE CIVILE

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Droni, unità cinofile ed evacuazione: le operazioni nel borgo storico e tra i vicoli

Dalle ore 15.00 l’azione si sposterà nel cuore del borgo antico di Spoltore, con epicentro operativo in Piazza D’Albenzio e ramificazioni nei vicoli e nelle scalinate storiche del centro. Questo scenario permetterà di testare le manovre di soccorso tecnico all’interno di un tessuto urbano medievale, caratterizzato da accessi angusti e potenziali crolli strutturali che impediscono il transito dei normali automezzi pesanti.

Entreranno in gioco a quel punto le ricognizioni aeree mediante i droni, che sorvoleranno i tetti e i vicoli per individuare dall’alto le vie di fuga sgombre e verificare la stabilità apparente degli edifici. Subito dopo toccherà ai conduttori delle Unità Cinofile inoltrarsi tra i caseggiati alla ricerca dei figuranti rimasti intrappolati sotto le macerie simulate: il fiuto dei cani da soccorso consentirà di localizzare con precisione millimetrica i dispersi, consentendo ai volontari e ai sanitari di procedere all’estricazione in sicurezza e al trasporto dei feriti su barelle spinali verso Piazza D’Albenzio per il successivo caricamento a bordo delle ambulanze.

Le frazioni di Santa Teresa e Villa Santa Maria: ricerca in area rurale e soccorso notturno con Torri Faro

L’esercitazione non resterà confinata al capoluogo ma coinvolgerà in modo esteso le principali frazioni spoltoresi, ricreando la complessità di una calamità che investe contemporaneamente aree urbane e comparti periferici. A partire dalle 17.30 le squadre di ricerca si trasferiranno nella popolosa frazione di Santa Teresa: qui lo scenario operativo sarà focalizzato sulla localizzazione di persone disperse in area rurale e campestre, simulando cittadini in stato di shock allontanatisi dalle proprie abitazioni lesionate dal terremoto e dispersi nella vegetazione.

Successivamente, le manovre raggiungeranno la frazione di Villa Santa Maria. Presso l’area di sosta adiacente al campetto sportivo verrà simulata una situazione di blackout totale della rete elettrica: per consentire la continuità delle operazioni di soccorso tecnico in condizioni di visibilità azzerata, i volontari del MODAVI installeranno e metteranno in funzione una potente Torre Faro carrellata con generatore autonomo, illuminando a giorno l’intera vallata. La conclusione formale delle manovre operative sul campo è prevista per le ore 20.00, quando tutti i referenti dei gruppi partecipanti si ritroveranno per il debriefing conclusivo, momento analitico essenziale per esaminare i tempi di risposta, verificare l’efficacia delle trasmissioni radio e correggere eventuali criticità procedurali.

Niente allarmismi, viabilità regolare e il messaggio rassicurante dell’assessore Stefano Burrani

In vista dello svolgimento di manovre così estese e visibili, l’Amministrazione comunale di Spoltore ha voluto lanciare un messaggio chiaro e distensivo alla popolazione. L’Assessore delegato alla Protezione Civile, Stefano Burrani, ha dichiarato ufficialmente: «Si invita la cittadinanza a vivere questa giornata con la massima serenità e consapevolezza civica. La presenza sul territorio di ambulanze a sirene spiegate, mezzi pesanti di soccorso in movimento, lampeggianti blu accesi, droni in volo a bassa quota e potenti torri faro illuminate rientra esclusivamente nella simulazione addestrativa e non deve in alcun modo generare allarme o preoccupazione tra i residenti».

L’organizzazione garantisce che l’esercitazione si svolgerà nel pieno rispetto dei più rigidi protocolli di sicurezza per l’incolumità pubblica: la viabilità ordinaria non subirà alcuna chiusura né limitazione al transito veicolare, a eccezione della sola riserva di suolo pubblico occupata temporaneamente dai mezzi operativi in Piazza D’Albenzio. Per qualsiasi richiesta di informazione preventiva o chiarimento tecnico, i cittadini possono contattare il responsabile Livio D’Orazio al recapito telefonico 340 548 0942 oppure inviare una comunicazione email a modavi@modavispoltore.it. Un grande momento di crescita collettiva che ricorda come la sicurezza di una comunità si costruisca giorno per giorno attraverso la prevenzione, la dedizione del volontariato e la cooperazione tra istituzioni e cittadini.

A cura della Redazione Cronaca e Territorio di Cavaliere News

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Poste Italiane, oltre 300 passaporti rilasciati nel Reatino con il Progetto Polis: Passo Corese guida la classifica provinciale

Rivoluzione passaporti nel Reatino con Poste Italiane: oltre 300 richieste presentate negli uffici postali della provincia grazie al Progetto Polis! Passo Corese guida la classifica con ben 112 pratiche (un terzo del totale), seguita da Montopoli e Cantalupo. Addio code in Questura: come funziona la richiesta sotto casa, documenti necessari e consegna a domicilio 👇

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La richiesta del passaporto in ufficio postale

La rivoluzione della prossimità amministrativa e della semplificazione burocratica segna un traguardo di straordinaria concretezza nel cuore del Lazio. Sono già oltre 300 le richieste di rilascio e rinnovo del passaporto elettronico presentate e lavorate con successo all’interno della rete degli uffici postali abilitati della provincia di Rieti, grazie al dispiegamento operativo del progetto «Polis – Casa dei Servizi Digitali» ideato e attuato da Poste Italiane. Un dato numerico rilevante che certifica l’entusiasmo e il gradimento immediato da parte dei cittadini per un servizio essenziale, storicamente appannaggio esclusivo degli uffici centrali della Questura.

I dati diffusi da Poste Italiane nella giornata del 21 ottobre 2026 evidenziano come la possibilità di avviare l’intera pratica direttamente allo sportello sotto casa, senza dover affrontare lunghi spostamenti verso il capoluogo o estenuanti attese sui portali di prenotazione telematica, abbia risposto a un’esigenza profondamente sentita dall’intera comunità provinciale. Dalle realtà più popolose della Bassa Sabina fino ai borghi più appartati dell’Appennino reatino, la presenza capillare degli uffici postali si conferma un presidio sociale e istituzionale irrinunciabile per la tenuta dei territori.

Passo Corese regina della Sabina: il primato delle richieste e il boom dei viaggi

A guidare con netto distacco la graduatoria provinciale delle richieste è l’ufficio postale di Passo Corese, frazione strategica e nevralgico polo logistico del comune di Fara in Sabina, che ha registrato da solo ben 112 pratiche di passaporto concluse, pari a oltre un terzo dell’intero volume provinciale. Un primato emblematico che riflette da un lato la straordinaria dinamicità demografica ed economica dell’area sabina — caratterizzata da una spiccata propensione agli spostamenti internazionali per motivi di studio, lavoro o turismo —, e dall’altro l’apprezzamento incondizionato per una procedura rapida e a chilometro zero.

La classifica provinciale vede al secondo posto l’ufficio postale di Montopoli di Sabina con 40 richieste lavorate, seguito al terzo gradino del podio da Cantalupo in Sabina con 24 istanze. Riscontri significativi e costanti giungono tuttavia dall’intera geografia del Reatino: sia dai centri a maggiore densità abitativa sia dalle comunità montane più isolate della Valle del Velino, del Cicolano e dell’Alta Sabina. Per gli abitanti di queste aree, dover raggiungere la Questura di Rieti comportava in passato la perdita di un’intera giornata di lavoro e percorsi stradali non sempre agevoli: oggi, la presenza del servizio a pochi passi dall’abitazione restituisce tempo, serenità ed equità di accesso ai servizi pubblici.

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Il Progetto Polis: 72 uffici postali del Reatino verso il traguardo del 100%

Il servizio passaporti rientra a pieno titolo nell’ambizioso piano strategico «Polis – Casa dei Servizi Digitali», finanziato con risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e promosso da Poste Italiane per contrastare il divario digitale e lo spopolamento delle aree interne nei comuni italiani con popolazione inferiore a 15mila abitanti. In provincia di Rieti l’impatto del progetto è monumentale: sono complessivamente 72 gli uffici postali coinvolti, distribuiti capillarmente in altrettanti municipi del territorio.

L’iniziativa non si è limitata all’abilitazione informatica di nuove funzioni amministrative, ma ha comportato un profondo ammodernamento strutturale degli immobili: nuovi arredi ergonomici, postazioni polifunzionali ribassate per l’accesso facilitato, totem digitali self-service operativi h24, efficientamento energetico degli impianti e rinnovati standard di sicurezza passiva. Lo stato di avanzamento dei lavori nel Reatino è ormai giunto al traguardo finale: con un solo intervento edilizio ancora aperto in cantiere, entro la conclusione del 2026 l’intera rete provinciale sarà al 100% trasformata in una piattaforma multifunzionale all’avanguardia.

Come richiedere il passaporto alle Poste: guida pratica tra documenti, impronte e consegna a domicilio

La procedura per richiedere o rinnovare il documento di viaggio presso gli sportelli postali abilitati si distingue per semplicità e immediatezza operativa. Nelle sedi in cui è attivo il sistema di prenotazione da remoto, l’utente può fissare l’orario dell’appuntamento collegandosi al portale ufficiale poste.it o tramite l’applicazione per smartphone «Poste Italiane», azzerando qualsiasi tempo d’attesa in sala; negli altri uffici è sufficiente recarsi direttamente al bancone durante gli orari di apertura ordinaria.

Il cittadino deve presentare all’operatore pochi documenti essenziali: un documento di identità in corso di validità, la tessera sanitaria con codice fiscale e due fototessere identiche a norma ICAO (di cui una legalizzata, qualora richiesto). A tutto il resto pensa il personale di Poste: allo sportello viene acquisito digitalmente il modulo di richiesta, vengono scansionati i documenti e, mediante appositi lettori ottici biometrici, vengono rilevate le impronte digitali convalidate dal Ministero dell’Interno. Anche i pagamenti della marca da bollo da 73,50 euro e del bollettino postale da 42,50 euro possono essere eseguiti contestualmente. A completamento della pratica, il cittadino può scegliere di ritirare il libretto in ufficio oppure richiederne la comoda consegna a domicilio tramite portalettere con busta assicurata.

Addio code in Questura: la rivoluzione della prossimità nei borghi italiani

Il successo registrato a Passo Corese e in tutta la provincia sabina testimonia come il progetto Polis rappresenti una delle riforme strutturali più riuscite nel rapporto tra cittadino e Pubblica Amministrazione. Per anni, il rilascio del passaporto ha rappresentato un collo di bottiglia burocratico a livello nazionale, costringendo milioni di italiani a inseguire click day e calendari intasati per ottenere un appuntamento utile.

Grazie all’accordo istituzionale tra Poste Italiane, Ministero dell’Interno e Dipartimento della Pubblica Amministrazione, il Reatino dimostra che la capillarità logistica unita all’innovazione tecnologica può cancellare le disparità tra metropoli e piccoli centri. Vivere in un borgo o in una frazione della Sabina non è più sinonimo di marginalità nell’accesso ai servizi primari: il passaporto a chilometro zero è la prova tangibile di uno Stato che si avvicina alle persone, promuovendo coesione territoriale, libertà di movimento e tutela concreta dei diritti di cittadinanza.

A cura della Redazione Attualità ed Economia di Cavaliere News

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