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Eventi

Ercolano incorona Luigi Zeno: riconoscimento al merito artistico per l’attore campano star di Netflix e protagonista delle nuove fiction di Rai 1

Il Comune di Ercolano premia l’attore Luigi Zeno con il riconoscimento al merito artistico. Dalla serie Netflix “Minerva” ai nuovi ruoli da protagonista su Rai 1 con “Nemo” e “Trastevere Blues” insieme a Marco Bocci, l’omaggio della sindaca Antonietta Garzia a un talento che dà lustro alla Campania 👇

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Luigi Sindaca e giunta comunale

Ercolano – Dalle tavole dei palcoscenici teatrali campani alle grandi produzioni seriali distribuite in tutto il mondo, senza mai recidere quel cordone ombelicale viscerale che lo lega alle pendici del Vesuvio. La Città di Ercolano ha reso un solenne e commosso omaggio all’attore Luigi Zeno, conferendogli uno speciale riconoscimento al merito artistico per la brillantezza di un percorso professionale che lo sta consacrando tra i volti più intensi e promettenti della nuova cinematografia italiana e internazionale. La cerimonia istituzionale si è svolta all’interno della stanza del Sindaco del Palazzo di Città, dove la prima cittadina Antonietta Garzia ha consegnato personalmente l’encomio all’interprete ercolanese a nome dell’intera comunità cittadina.

Da Ercolano a Netflix: l’ascesa di Luigi Zeno nel panorama audiovisivo

La parabola artistica di Luigi Zeno incarna alla perfezione i valori dello studio rigoroso, della disciplina e del sacrificio. Formatosi fin da giovanissimo nei laboratori teatrali del territorio, Zeno ha saputo costruire la propria identità attoriale attraverso una solida gavetta, affrontando il palcoscenico prima di approdare al cinema e al piccolo schermo. La svolta a livello globale è coincisa con il suo ingresso nel cast della serie Netflix Minerva – La Scuola, nella quale veste i panni del complesso personaggio di Leonardo: un’interpretazione ricca di sfumature psicologiche che gli è valsa il plauso unanime della critica specialistica e l’affetto di una vasta platea generazionale.

Una maturità espressiva confermata dai numerosi riconoscimenti già conquistati nel corso degli ultimi anni: il titolo di Miglior Giovane Attore Italiano, il prestigioso Leone d’Oro Alato di San Marco a Venezia e gli attestati di benemerenza civica e artistica ricevuti presso le aule istituzionali del Senato della Repubblica e del Parlamento Europeo. Traguardi che testimoniano come il talento di Zeno sia ormai riconosciuto ben oltre i confini regionali, ponendolo come uno degli ambasciatori culturali più autorevoli della Campania contemporanea.

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I nuovi progetti per Rai 1: da “Nemo” a “Trastevere Blues” con Marco Bocci

Il presente e l’immediato futuro dell’attore sono contrassegnati da impegni di primaria grandezza nel palinsesto della televisione di Stato. Luigi Zeno sarà infatti tra i protagonisti attesi della fiction di Rai 1 Nemo – Chi ha ucciso Sofia?, thriller investigativo a tinte drammatiche ad alta tensione narrativa. Ma l’attesa degli addetti ai lavori è concentrata soprattutto su Trastevere Blues, l’ambiziosa serie poliziesca ambientata nei vicoli storici e nei chiaroscuri della Capitale, diretta a quattro mani da Beniamino Catena e Marco Bocci.

All’interno di questo poliziesco ruvido e cinematografico, Zeno ricopre un ruolo di assoluto rilievo drammaturgico, confrontandosi con una regia dinamica e un cast di altissimo profilo. Una conferma definitiva della sua duttilità recitativa, capace di spaziare con disinvoltura dal dramma intimista al genere d’azione metropolitano, mantenendo sempre intatta una cifra interpretativa autentica, viscerale e priva di manierismi.

Le parole della sindaca Antonietta Garzia e il messaggio di Luigi Zeno ai giovani

Nel corso della cerimonia di premiazione, la sindaca di Ercolano Antonietta Garzia ha voluto sottolineare la valenza etica ed educativa del percorso di Zeno per l’intero hinterland vesuviano: «Luigi rappresenta l’esempio tangibile di come il talento autentico, se sostenuto dall’impegno quotidiano e dalla determinazione, possa trasformarsi in una reale opportunità di affermazione professionale», ha dichiarato la prima cittadina. «La sua storia dimostra che anche partendo da una realtà complessa come la nostra è possibile toccare vette importanti senza smarrire l’umiltà e l’amore per le proprie radici. Con questa onorificenza Ercolano esprime la gratitudine e l’orgoglio di un’intera comunità che si riconosce nei suoi successi».

Visibilmente emozionato, l’attore ha risposto con parole cariche di affetto filiale verso la sua terra, pur essendo giunto direttamente dai set romani dove è attualmente impegnato nelle riprese di una nuova produzione: «Ricevere questo premio dalla mia città natale ha un valore impareggiabile. Ercolano è la mia casa, il porto da cui sono salpato e verso cui torno sempre con il cuore. Questo riconoscimento rappresenta l’abbraccio della mia gente e delle mie radici più care. Ai ragazzi e ai giovani di questo territorio voglio dire di non smettere mai di credere nei propri sogni e di non porsi limiti precostituiti: non è il luogo da cui si parte a definire dove possiamo arrivare. Continuerò a lavorare con passione, sacrificio e rispetto per il mestiere, portando sempre con me l’orgoglio di essere figlio di Ercolano».

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Eventi

Summit nazionale del diritto allo studio all’Aquila: il 22 ottobre a Palazzo Benedetti oltre 150 delegati Andisu per colmare il divario tra università e lavoro

Il 22 ottobre Palazzo Benedetti all’Aquila ospita il summit nazionale dell’Andisu con oltre 150 delegati da tutta Italia. Il direttore dell’Adsu Michele Suriani lancia la sfida per superare il divario tra atenei e mercato del lavoro, presentando un welfare d’avanguardia tra bike sharing gratuito, cultura e housing studentesco 👇

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Adsu L'Aquila

L’Aquila – La transizione verso l’era dell’intelligenza artificiale e la vertiginosa trasformazione delle professioni impongono un ripensamento profondo e non più rinviabile dell’intero ecosistema universitario e del diritto allo studio. Giovedì 22 ottobre 2026 L’Aquila diverrà il centro nevralgico del dibattito accademico nazionale ospitando l’incontro annuale dell’Andisu, l’Associazione Nazionale degli Organismi per il Diritto allo Studio Universitario. L’assise, intitolata significativamente “L’Aquila, città della cultura e della conoscenza 2026”, si terrà nella cornice di Palazzo Benedetti, riunendo oltre centocinquanta delegati provenienti da ogni regione d’Italia, i vertici del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR), i rappresentanti della Regione Abruzzo, le delegazioni dei quattro atenei regionali e le principali associazioni datoriali del Paese.

La sfida di Michele Suriani: superare il gap tra domanda e offerta nell’era digitale

A delineare le priorità del vertice è Michele Suriani, direttore dell’Adsu L’Aquila (l’Azienda regionale per il diritto agli studi universitari del capoluogo, presieduta da Marica Schiavone). Al centro del confronto c’è il superamento di quello stallo strutturale che vede migliaia di laureati affacciarsi al mercato senza possedere le competenze richieste dalle aziende, a fronte di una carenza cronica di profili tecnici specializzati: «Il mondo dell’istruzione superiore, della ricerca e del lavoro devono fare squadra per superare il divario tra domanda e offerta acuito dall’avvento delle nuove tecnologie», spiega con nettezza Suriani.

«Oggi i giovani universitari rischiano di completare percorsi di studio senza conoscere con esattezza quale profilo lavorativo sia più consono alle reali esigenze del tessuto produttivo. Inoltre, dobbiamo fare i conti con un’evidenza ineludibile: nell’arco di pochi anni, molte delle mansioni attuali saranno radicalmente trasformate o cesseranno di esistere. Per questo abbiamo coinvolto in modo organico le associazioni di categoria e le parti datoriali: gli stessi atenei stanno aggiornando i loro modelli formativi per allinearli alle evoluzioni socio-economiche contemporanee, con l’obiettivo di rendere i territori capaci non solo di formare, ma soprattutto di attrarre e trattenere i migliori talenti».

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I due tavoli tematici e i vertici Andisu a Palazzo Benedetti

I lavori della giornata congressuale vedranno la partecipazione di autorevoli figure del panorama nazionale del diritto allo studio, tra cui il segretario generale dell’Andisu Gabriele Verza e il vicepresidente vicario Simone Foglio, insieme ai vertici di tutte le Adsu abruzzesi. L’agenda dei lavori si svilupperà lungo due sessioni parallele di approfondimento:

La prima tavola rotonda, intitolata “Dalla formazione al lavoro. Università, cultura e territorio per creare competenze e opportunità”, esplorerà le migliori pratiche per integrare i piani didattici con tirocini curriculari di qualità e percorsi di inserimento lavorativo mirati. Il secondo tavolo tematico, “Il diritto allo studio come leva per lo sviluppo culturale. Politiche nazionali, housing universitario e nuovi modelli di servizio”, farà il punto sulle risorse del PNRR per la residenzialità studentesca, sul contrasto al caro-affitti e sulla modernizzazione degli alloggi pubblici.

Il modello Adsu L’Aquila: mobilità green, sala prove e welfare a misura di studente

Accanto alla riflessione teorica, il vertice consentirà di presentare alla platea nazionale le innovazioni pionieristiche introdotte dall’Adsu L’Aquila nel campo del welfare universitario integrato. Come rivendicato con orgoglio dal direttore Suriani, la missione dell’ente non si esaurisce nell’erogazione di borse di studio e posti letto, ma mira a garantire il pieno benessere psico-fisico e sociale della popolazione studentesca:

«Abbiamo introdotto un servizio di mobilità sostenibile all’avanguardia con sessanta biciclette elettriche a pedalata assistita a disposizione gratuita degli iscritti, affiancate da navette dedicate che collegano le sedi didattiche dei vari poli universitari alle mense e alle residenze studentesche. A breve inaugureremo una sala prove musicale completamente attrezzata e gratuita per i giovani musicisti; sosteniamo convenzioni sportive a tariffe popolari e abbiamo attivato un laboratorio teatrale gratuito. A queste si aggiungono iniziative policulturali di grande richiamo come il format Multiverso Canada, con concerti e performance dal vivo, e il Cammino dello studente, un itinerario escursionistico e culturale che valorizza il legame profondo tra la comunità universitaria e i sentieri storici del territorio montano».

L’Aquila Capitale della Cultura e il tour tra le meraviglie della ricostruzione

A conclusione dell’intensa giornata di studio, per gli oltre centocinquanta delegati provenienti da tutta la Penisola è previsto un tour guidato nel cuore del centro storico dell’Aquila. Un’opportunità per ammirare da vicino i monumenti simbolo della città federiciana, dalla Basilica di San Bernardino a Piazza Duomo, e per toccare con mano la rinascita architettonica e urbanistica di un capoluogo che, in vista delle celebrazioni per L’Aquila Capitale Italiana della Cultura, candida a pieno titolo il proprio modello accademico e studentesco a paradigma d’eccellenza per l’intero Paese.

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Tecnologia

«Il futuro non cerca titoli ma competenze»: a Roma il convegno per rivoluzionare il lavoro con l’Intelligenza Artificiale e le credenziali digitali europee

Il 4 novembre agli Horti Sallustiani di Roma si terrà il convegno nazionale “Il futuro non cerca titoli. Cerca competenze”, promosso da Pomiager con il patrocinio di BI-REX. Istituzioni, CINECA, università e fondi interprofessionali a confronto per superare i limiti delle certificazioni tradizionali grazie all’Intelligenza Artificiale 👇

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Ai

Roma – Nel mercato occupazionale contemporaneo, attraversato dalla transizione ecologica e dalla dirompente accelerazione dei software generativi, il valore reale di un professionista non si misura più soltanto attraverso il possesso di un titolo accademico formale, ma sulla capacità concreta di risolvere problemi complessi, padroneggiare nuovi strumenti e adattarsi ai cambiamenti. Parte da questa lucida consapevolezza il convegno nazionale “Il futuro non cerca titoli. Cerca competenze. AI e credenziali digitali per il nuovo mondo del lavoro”, in programma mercoledì 4 novembre 2026, dalle ore 9:30 alle 13:30, nella suggestiva cornice archeologica degli Horti Sallustiani, in piazza Sallustio 21 a Roma. Un appuntamento cruciale che chiamerà a raccolta esponenti di governo, rappresentanti delle Regioni, rettori universitari, fondi paritetici interprofessionali e vertici aziendali per ripensare i meccanismi di certificazione professionale in Italia.

Oltre il d.lgs. 13/2013: il divario tra repertori burocratici e mercato reale

Il punto di partenza dell’assise romana risiede nell’analisi critica del sistema di individuazione, validazione e certificazione delle competenze delineato dal decreto legislativo 13 del 2013. A oltre un decennio dalla sua promulgazione, la normativa ha mostrato limiti evidenti dinanzi alla velocità con cui si trasformano le professioni: i repertori formali regionali faticano ad aggiornarsi con tempestività e i titoli prodotti risultano spesso scarsamente riconosciuti o valorizzati dalle imprese in fase di selezione. Questo disallineamento finisce per penalizzare sia le aziende, costantemente a caccia di profili tecnici introvabili, sia centinaia di migliaia di lavoratori che hanno acquisito sul campo competenze preziosissime in contesti informali o non formali, senza possedere un attestato ufficiale in grado di certificarle.

A farsi promotrice dell’iniziativa è Pomiager S.r.l., software house e società bolognese leader nello sviluppo di architetture digitali avanzate (blockchain, cloud e intelligenza artificiale), con il prestigioso patrocinio di BI-REX, il Competence Center nazionale specializzato nei Big Data a supporto dell’innovazione d’impresa. La tesi sostenuta da Pomiager ribalta la logica tradizionale: le abilità professionali non devono essere incasellate a posteriori in astratte griglie burocratiche, ma devono essere descritte a partire dalle evidenze pratiche di ciò che una persona ha effettivamente realizzato, integrando le testimonianze di chi le esercita e di chi le osserva nei processi lavorativi.

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L’Intelligenza Artificiale come interprete universale e il passaporto europeo delle abilità

È proprio in questo snodo che interviene l’Intelligenza Artificiale, asse portante del modello sviluppato da Pomiager attraverso piattaforme come C-Box. Gli algoritmi di machine learning e i modelli linguistici avanzati sono in grado di analizzare migliaia di descrizioni eterogenee delle mansioni svolte, raccordando le specificità operative con i parametri semantici standardizzati a livello internazionale. Le attestazioni risultanti confluiscono così in credenziali digitali crittografate, interoperabili e verificabili – quali gli Open Badges, gli standard Europass EDCI e il futuro EU Digital Identity Wallet – rendendo il curriculum di ciascun professionista leggibile e immediatamente spendibile su scala europea.

«Chi ha imparato un mestiere lavorando sul campo, e non dietro a un banco scolastico, oggi incontra difficoltà enormi nel vedersi riconosciuto il proprio valore», spiega con chiarezza Giuseppe Adduce, CEO di Pomiager. «Il nostro obiettivo è fare in modo che le competenze emergano da ciò che una persona ha realmente saputo fare, e che la credenziale digitale rilasciata sia trasparente e affidabile per un’impresa di Bologna esattamente come per una multinazionale di Berlino o Parigi». In questa visione, la pubblica amministrazione non scompare, ma eleva il proprio ruolo da burocrate a garante imparziale del sistema: definendo gli standard, accreditando gli enti certificatori e vigilando sulla tutela dei diritti individuali.

Il programma del convegno: un confronto corale tra accademia, regioni e parti sociali

La mattinata di lavori agli Horti Sallustiani, moderata da Ugo Calvaruso (Innovation Partner S3.Studium), sarà scandita da interventi e panel di altissimo livello istituzionale e scientifico:
* Ore 9:30 – 10:00: Accreditamento e saluti istituzionali affidati ad Antonio Romeo (Unioncamere) e Giuseppe Adduce (Pomiager).
* Ore 10:10: Introduzione della tesi scientifica a cura del prof. Marcello Bogetti (Labnet, SAA School of Management).
* Ore 10:40: Focus tecnologico su “Tecnologia e AI a supporto del modello”, con Sanzio Bassini (CINECA), Giuseppe Adduce e Sandro Vecchiarelli (Pomiager).
* Ore 11:00: Prospettiva internazionale illustrata da Stefano Merante (ITCILO Torino).
* Ore 11:15: Tavolo istituzionale con Franco Chiaramonte (PTSCLAS) e i dirigenti delle politiche del lavoro Paolo Mora (Regione Lombardia), Francesca Bergamini (Regione Emilia-Romagna) e Leonardo Borselli (Regione Toscana).
* Ore 11:45: Tavolo della ricerca accademica con Eloisa Cianci (Università Cattolica del Sacro Cuore), Tommaso Minerva (UNIMORE), Matteo Colombo (Università di Bergamo) e Roberto Trainito (Intellera Consulting).
* Ore 12:15: Tavolo formazione e lavoro con Alessandro Voutcinitch (Assolavoro), Eleonora Pisicchio (Fondo For.Te.), Marco Damiano (Dintec), Elvio Mauri (Fondimpresa) e Michele Distefano (For.Agri).

Come partecipare all’evento agli Horti Sallustiani

L’appuntamento del 4 novembre rappresenta un’occasione imperdibile per direttori delle risorse umane, consulenti del lavoro, formatori e decisori pubblici chiamati a traghettare le politiche attive dell’occupazione verso i nuovi paradigmi dell’economia algoritmica. La partecipazione all’evento è completamente gratuita fino a esaurimento posti, previa registrazione obbligatoria tramite la piattaforma Eventbrite. Al termine dei lavori è previsto un light lunch di networking per favorire lo scambio diretto di progetti e sinergie tra i partecipanti.

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Eventi

«Giulio Cesare o la notte della Repubblica»: al Teatro Libero di Palermo Marco Lorenzi interroga la crisi della democrazia tra Shakespeare e manipolazione del consenso

Il 23 e 24 ottobre il Teatro Libero di Palermo ospita “Giulio Cesare o la notte della Repubblica”, acclamata riscrittura shakespeariana di Marco Lorenzi prodotta da A.M.A. Factory. Un dramma politico potente che indaga le contraddizioni della democrazia, la manipolazione del consenso e le ombre del potere prima di un lungo tour europeo 👇

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Palermo – Quando la strenua difesa della libertà istituzionale si trasforma nell’alibi morale per giustificare il ricorso alla violenza, il confine tra fedeltà ai principi democratici e cieca ambizione personale si assottiglia fino a dissolversi. È in questa drammatica zona d’ombra, dove il tentativo di preservare l’ordine costituito rischia di mutare in una spietata contesa per l’egemonia politica, che affonda le proprie radici “Giulio Cesare o la notte della Repubblica”. Lo spettacolo, nato dall’estro creativo della compagnia Il Mulino di Amleto e prodotto da A.M.A. Factory, approda venerdì 23 ottobre (ore 21:00) e sabato 24 ottobre (ore 19:00) sul palcoscenico del Teatro Libero di Palermo, inaugurando una prestigiosa tournée che toccherà le principali piazze italiane ed europee.

La riscrittura di Marco Lorenzi e Lorenzo De Iacovo: Bruto e la solitudine del potere

Diretta dal regista Marco Lorenzi, autore dell’adattamento drammaturgico e della riscrittura a quattro mani con Lorenzo De Iacovo, la messinscena sceglie di non rifugiarsi nella rassicurante monumentalità del dramma elisabettiano. Partendo dall’archetipo shakespeariano, l’opera sposta il baricentro dell’azione drammatica dalla cronaca evenemenziale dell’antica Roma alle motivazioni psicologiche, morali e mediatiche che guidano le decisioni dei singoli nei momenti di crisi degli ordinamenti repubblicani. Al centro della tragedia svetta la figura straziata di Bruto: nobile custode delle tradizioni civiche, sinceramente legato a Cesare da affetto filiale ma lacerato dal timore che il console intenda trasformare la Repubblica in una tirannide personale.

Attorno a lui si stringe una corte di figure chiaroscurali – da Cassio a Marco Antonio – che muovono pedine sofisticate in un gioco di alleanze mutevoli in cui l’ideale politico è costantemente inquinato da rancori privati e calcoli di fazione. In questa rilettura contemporanea, la vittima sacrificale non è Cesare nel sangue delle Idi di marzo, ma la Repubblica stessa: un corpo politico logorato dall’incapacità di riformarsi e consegnato alla dittatura proprio dagli uomini che avevano giurato di salvarla.

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Media, mistificazione e consenso: il dispositivo scenico contemporaneo

Uno degli snodi concettuali più incisivi dello spettacolo riguarda il rapporto ossessivo tra informazione, retorica e mistificazione del consenso. La celeberrima orazione funebre di Antonio dinanzi alla folla romana diventa nella regia di Lorenzi la rappresentazione spietata del populismo comunicativo contemporaneo: i fatti si piegano alla suggestione emotiva, la verità viene oscurata dalla propaganda e la cittadinanza, priva di punti cardinali critici, si fa manipolare dal miglior oratore di piazza.

Questa riflessione teorica trova traduzione scenica in un dispositivo visivo e sonoro di straordinario impatto. La regia video firmata da PiBold / Paolo Arlenghi, che vede la partecipazione speciale su schermo di Ida Marinelli e Danilo Nigrelli, si intreccia con il disegno luci di Umberto Camponeschi e le partiture elettroacustiche create da Massimiliano Bressan. Il palco del Teatro Libero diventa un’arena multimediale in cui telecamere a circuito chiuso, primi piani invasivi e schermi riflettono la nostra iperconnessa realtà, amplificando l’urto delle interpretazioni affidate a un cast d’eccellenza: Vittorio Camarota, Yuri D’Agostino, Raffaele Musella, Rebecca Rossetti, Francesco Sabatino e Angelo Tronca.

Il consenso unanime della critica teatrale italiana

Accolto con grande favore sin dal suo debutto al Festival delle Colline Torinesi, “Giulio Cesare o la notte della Repubblica” è stato consacrato dalla critica specialistica tra le produzioni più rilevanti del teatro contemporaneo italiano. Sulle pagine de Gli Stati Generali, Paolo Randazzo ne ha esaltato la compattezza: «Un lavoro solido, colto, compatto, capace di porre domande politiche autentiche e adulte». Dello stesso avviso Ilena Ambrosio su PAC, che ha individuato nello spettacolo «un atto organicamente politico», mentre Giuseppe Distefano su Exibart lo ha definito «uno spettacolo esemplare, tagliente, fuori dai canoni».

Un coro di elogi che premia il coraggio produttivo di A.M.A. Factory nel sostenere progetti capaci di scuotere le coscienze del pubblico e di interrogare la fragilità delle democrazie occidentali dinanzi ai rigurgiti autoritari e alla disillusione civica.

Dalla Sicilia all’Europa: le tappe della grande tournée 2026-2027

Dopo la due giorni palermitana, lo spettacolo intraprenderà un lungo viaggio attraverso l’Italia e l’Europa. Il calendario della tournée toccherà Erbusco (6 novembre), Manfredonia (20 novembre), il Teatro Kismet di Bari (21-22 novembre), Ovada (26 novembre), Cuneo (27 novembre), Racconigi (28 novembre), Carpi (2 dicembre), Breno (3 dicembre) e Viterbo (13 dicembre). Nei primi mesi del 2027 farà tappa ad Asti (9 gennaio), Tortona (10 gennaio), Novara (25 febbraio), Torino al Teatro San Pietro in Vincoli (6-11 aprile), approdando infine al prestigioso Teatre La Biblioteca di Barcellona (17-18 aprile) prima del gran finale a Roma al Teatro Vascello (27 aprile – 2 maggio 2027).

Una traiettoria internazionale che conferma come la tragedia del potere shakespeariana conservi una vitalità inesauribile: quando la tutela della democrazia rischia di capovolgersi nella sua negazione, solo il teatro e l’esercizio del pensiero critico possono restituire a una comunità gli strumenti per non precipitare nella notte delle proprie istituzioni.

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