Rimani in contatto con noi
#

Tecnologia

Quando scegliere il silenzio online è rispetto: le insidie dei social network

Siamo davvero consapevoli del peso distruttivo delle nostre azioni digitali? In un’epoca frenetica e iperconnessa, dove un singolo clic o un banale screenshot rubato in chat possono rovinare pubblicamente la reputazione di chiunque, diventa di vitale e fondamentale importanza fermarsi a riflettere. L’interessante, lucida e profonda analisi della dottoressa Menda Vreto ci invita a non trasformare i social network in spietati tribunali pubblici guidati unicamente dalla rabbia e dalla vendetta istintiva. Essere maturi significa saper gestire i conflitti privati senza cercare l’umiliazione mediatica altrui. Perché dietro ogni freddo schermo e ogni foto profilo, c’è sempre e comunque una persona reale che soffre👇

Pubblicato

a

Rispetto

Roma – Viviamo quotidianamente, freneticamente e inconsapevolmente immersi in un’era tecnologica complessa e iperconnessa, un delicato e scivoloso periodo storico in cui è sufficiente un singolo, rapido e distratto clic sullo schermo di uno smartphone per poter condividere istantaneamente un pensiero, un’immagine o un segreto inconfessabile con decine, centinaia o persino migliaia di perfetti sconosciuti. La rivoluzione digitale ha portato innegabili vantaggi alla nostra società, ma ha anche pericolosamente assottigliato il sacro e fondamentale confine che separa nettamente la sfera intima dalla piazza pubblica. Un banalissimo messaggio privato inviato di getto, una conversazione confidenziale scambiata in chat o un rapido screenshot catturato di nascosto possono infatti uscire improvvisamente, rapidamente e brutalmente dalla loro dimensione originale, protetta e circoscritta, per trasformarsi in un attimo in contenuti virali, gogne mediatiche e armi di distruzione psicologica di massa. Proprio per questo gravissimo e latente pericolo, soprattutto nei momenti in cui ci sentiamo profondamente arrabbiati, delusi, frustrati o traditi dalle azioni altrui, risulta essere di vitale e fondamentale importanza riuscire a fermarsi a riflettere un momento prima di premere il fatidico tasto “pubblica”, come magistralmente sottolineato dalla profonda riflessione della dottoressa Menda Vreto sul valore del silenzio come forma suprema di rispetto.

Condividere conversazioni private: tra rabbia e umiliazione

La dinamica tossica dell’esposizione pubblica è purtroppo diventata una pericolosa e consolidata abitudine comportamentale.
Immaginiamo, per esempio pratico e quotidiano, che un nostro compagno di classe, un’amica stretta o un semplice conoscente decida di scriverci privatamente su WhatsApp per esprimere una sua sincera opinione, per muoverci una critica costruttiva (o anche pungente) o semplicemente per raccontarci uno sfogo personale. È assolutamente legittimo e umano poter non essere d’accordo con le parole che quella determinata persona ha scritto. Possiamo, giustamente e comprensibilmente, sentirci profondamente feriti, infastiditi o persino offesi dal tono utilizzato nel messaggio. Ma provare rabbia significa necessariamente ed esclusivamente dover pubblicare l’intera conversazione privata nelle nostre Storie di Instagram, taggando spietatamente e vendicativamente quella persona e dandola in pasto al giudizio feroce e sommario di tutti i nostri contatti? La risposta, civile ed etica, dovrebbe essere un secco e categorico no. Prima di compiere un gesto così estremo, irrimediabile e lesivo della privacy altrui, potrebbe infatti rivelarsi estremamente saggio, maturo e utile porsi una domanda interiore molto semplice ma potentissima: “Se fossi io la persona taggata ed esposta pubblicamente in questo preciso momento, come mi sentirei dentro?”. L’empatia digitale è la chiave di tutto.

L’empatia digitale e i danni collaterali della gogna social

L’impatto psicologico ed emotivo devastante generato dall’essere improvvisamente, brutalmente e ingiustamente esposti davanti al giudizio sommario dei propri compagni, dei colleghi o delle innumerevoli persone che conosciamo superficialmente può creare danni enormi.
Questa spiacevole situazione genera un senso di profondo imbarazzo, un fortissimo disagio sociale e un’ansia paralizzante per la propria reputazione. La vittima di questa gogna digitale può, infatti, iniziare inesorabilmente a tormentarsi, a pensare ossessivamente a chi abbia visto o salvato il post incriminato, a cosa staranno malignamente sussurrando gli altri alle sue spalle e, soprattutto, a quale pessima e distorta impressione avranno d’ora in avanti di lei. Non possiamo mai sapere con assoluta certezza matematica come reagirà internamente una persona a un simile attacco, poiché ognuno vive, metabolizza e affronta queste difficili e stressanti situazioni di esposizione mediatica in modo del tutto diverso e strettamente personale. Ma proprio perché non conosciamo l’effettivo grado di fragilità, il background emotivo e le battaglie interiori che l’altra persona sta silenziosamente combattendo e vivendo, è moralmente e civilmente importante imparare a usare sempre la massima attenzione e cautela con le parole. Ovviamente, adottare questa saggia linea di condotta non significa affatto doversi trasformare in vittime passive, dover accettare supinamente qualsiasi comportamento tossico o rinunciare codardamente a difendersi quando ci si sente trattati male. Significa, molto più profondamente, scegliere con attenzione, lucidità e intelligenza come affrontare di petto e risolvere una situazione di crisi senza trascendere nella vendetta.

La maturità: dietro ogni schermo respira una persona vera

Se c’è un problema relazionale o un contrasto acceso, abbiamo sempre la sacrosanta e matura possibilità di parlarne direttamente e civilmente con la persona interessata, guardandola negli occhi o telefonandole.
Possiamo chiedere garbatamente ulteriori spiegazioni, chiarire un banale malinteso linguistico o, se la situazione ci mette in seria e reale difficoltà oggettiva, possiamo e dobbiamo rivolgerci immediatamente a un adulto di fiducia, a un genitore, a un insegnante preparato o a qualcuno che possa concretamente aiutarci a gestire la faccenda. Portare sistematicamente ogni minimo conflitto privato sui caotici tribunali dei social network, invece, rischia unicamente di trasformare un banale problema circoscritto tra pochissime persone in uno scandalo tossico che coinvolge, ferisce e divide un’intera comunità. Per i giovani studenti, in particolare, questa riflessione è particolarmente cruciale, vitale e fondamentale. A scuola, nelle chat online e nei ristretti gruppi di amici, le parole scritte hanno un peso specifico enorme e devastante. Un commento sarcastico scritto velocemente può essere drammaticamente frainteso, e uno screenshot malevolo può continuare a circolare per anni nei telefoni, anche quando noi stessi abbiamo già dimenticato di averlo pubblicato per rabbia. Per questo, prima di cliccare invio, possiamo e dobbiamo fermarci un istante, respirare a fondo e chiederci: “Sto cercando di risolvere costruttivamente un problema oppure sto solo reagendo istintivamente alla mia rabbia cieca?”. Essere davvero maturi non significa reprimere e non arrabbiarsi mai, ma significa imparare a dominare e gestire la rabbia senza lasciare che sia un display a decidere al posto nostro. Prima di un clic, scegliamo sempre il rispetto civile. Perché dietro un nome utente freddo, una foto profilo filtrata e un account virtuale non c’è soltanto un agglomerato di pixel: c’è un cuore, c’è un’anima, c’è una persona viva e reale.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Tecnologia

Meta lancia il Parental Control su WhatsApp: le nuove regole per proteggere gli adolescenti

Rivoluzione epocale per la sicurezza digitale dei più giovani! Meta ha ufficialmente rilasciato un nuovissimo e potentissimo pacchetto di funzioni “Parental Control” su WhatsApp, dedicato agli adolescenti. Da oggi, i genitori potranno blindare l’account dei propri figli tramite un PIN segreto, decidendo chi può aggiungerli ai gruppi, limitando l’uso dell’Intelligenza Artificiale e ricevendo notifiche in tempo reale sulle chat affollate. L’azienda americana ci tiene però a precisare un dettaglio fondamentale: la crittografia resta inviolabile, quindi mamme e papà non potranno mai leggere i messaggi privati né ascoltare le telefonate. Basterà a proteggere i nostri ragazzi dai pericoli della rete?👇

Pubblicato

a

Whatsapp

Menlo Park – L’impatto dirompente, pervasivo e spesso incontrollabile dei moderni social network e delle applicazioni di messaggistica istantanea sulla delicata e complessa psiche degli adolescenti rappresenta, senza ombra di dubbio, una delle sfide educative e tecnologiche più calde e dibattute del nostro tempo. Rispondendo alle crescenti, pressanti e legittime preoccupazioni espresse a gran voce da milioni di genitori, educatori e legislatori di tutto il mondo, il colosso tecnologico Meta (l’azienda madre che possiede e gestisce Facebook, Instagram e WhatsApp) ha ufficialmente e globalmente annunciato, proprio in queste ore, l’attesissimo rilascio di un nuovissimo, sofisticato e strutturato pacchetto di funzioni dedicato al “Parental Control” (Controllo Parentale) specificamente studiato per l’ecosistema di WhatsApp. Questa rivoluzionaria e importante mossa strategica si prefigge il nobile, ambizioso e vitale obiettivo di fornire finalmente ai genitori e ai tutori legali uno strumento pratico, digitale ed efficace per monitorare, gestire e mettere in sicurezza l’esperienza online dei propri figli adolescenti, arginando alla radice i crescenti e temuti pericoli legati al cyberbullismo, all’adescamento online da parte di sconosciuti e alla pervasiva dipendenza da smartphone, senza però calpestare brutalmente il diritto alla riservatezza dei minori.

Come funziona il nuovo controllo parentale tramite PIN segreto

L’architettura tecnica e concettuale alla base di queste nuove funzioni di supervisione familiare è stata studiata nei minimi dettagli dagli ingegneri informatici di Meta per risultare sia intuitiva per gli adulti che difficilmente aggirabile per i giovani utenti.
Il sistema di sicurezza si basa interamente e strutturalmente sulla creazione di un codice PIN segreto e univoco, che deve essere rigorosamente impostato, conosciuto e conservato esclusivamente dal genitore. Una volta attivata la delicata procedura di collegamento (che avviene scansionando un QR code e accoppiando il dispositivo del genitore con quello dell’adolescente), tutte le principali e sensibili impostazioni di privacy dell’account WhatsApp del minore vengono virtualmente e digitalmente “congelate”. Se il ragazzo o la ragazza tentasse impulsivamente di modificare queste restrizioni, cercando ad esempio di rendere il proprio profilo meno sicuro o più visibile al pubblico esterno, l’applicazione richiederà obbligatoriamente l’inserimento del PIN genitoriale per autorizzare e convalidare la modifica. Tra i potentissimi poteri di gestione concessi ai supervisori, spicca la possibilità di decidere unilateralmente e precisamente chi possa visualizzare la foto profilo del minore, chi abbia l’autorizzazione per scrivergli per la prima volta e, soprattutto, chi possa inserirlo all’interno di nuove chat di gruppo, arginando così il fastidioso e pericoloso fenomeno dei gruppi spam o delle catene di Sant’Antonio.

Allarmi sui gruppi e forti restrizioni sull’Intelligenza Artificiale

Un altro capitolo fondamentale, innovativo e cruciale di questo imponente aggiornamento software riguarda la complessa gestione delle sempre più caotiche chat di gruppo e l’utilizzo dei nuovissimi assistenti virtuali.
La nuova interfaccia del Parental Control prevede l’invio immediato e automatico di speciali notifiche di allerta (Alert) direttamente sullo smartphone del genitore ogniqualvolta l’adolescente entri a far parte di un nuovo gruppo o ne abbandoni uno. Non solo: il sistema è in grado di avvisare il supervisore se una specifica chat di gruppo in cui è presente il minore raggiunge dimensioni critiche e numericamente pericolose (superando le soglie di allarme impostate a 30, 100 o 250 partecipanti). Ma la vera, grande e discussa novità tecnologica di questo 2026 riguarda le severe restrizioni applicabili all’intelligenza artificiale generativa “Meta AI”, ormai integrata profondamente in WhatsApp. I genitori più apprensivi potranno infatti attivare la modalità “Contenuto Limitato”, che applicherà un rigido e invalicabile filtro algoritmico agli argomenti che l’IA potrà discutere con l’adolescente, impedendogli categoricamente di cercare informazioni su temi sensibili, violenti, espliciti o inappropriati per la sua età, e disattivando totalmente le complesse funzioni di sintesi dei messaggi privati.

Il rispetto della crittografia: i messaggi restano totalmente invisibili

Nonostante l’introduzione di questa massiccia, ramificata e capillare architettura di monitoraggio e controllo esterno, Meta ha voluto precisare, ribadire e sottolineare con grandissima fermezza e chiarezza un aspetto legale e tecnologico assolutamente inviolabile: la privacy personale delle comunicazioni.
I genitori, per quanto forniti di nuovi e potenti strumenti di supervisione e allerta, non avranno in alcun modo e per nessuna ragione al mondo la possibilità tecnica di leggere di nascosto il contenuto dei messaggi privati scambiati dai propri figli, né tantomeno potranno ascoltare le loro chiamate vocali, le note audio o le videochiamate. WhatsApp ha infatti strenuamente difeso e mantenuto intatto il suo celebre e impenetrabile sistema di crittografia end-to-end (da punto a punto), che rende matematicamente illeggibili i testi a chiunque non sia il diretto mittente o destinatario. L’obiettivo primario dichiarato dall’azienda californiana non è assolutamente quello di trasformare madri e padri in spie informatiche o in poliziotti domestici, ma quello di fornire una solida e sicura cornice di riferimento entro cui stimolare un dialogo aperto, costruttivo e basato sulla fiducia reciproca tra adulti e ragazzi. Questo fondamentale aggiornamento autunnale si inserisce perfettamente nel più ampio percorso di tutela giovanile inaugurato da Meta all’inizio dell’anno, quando furono introdotti per la prima volta i rigidi “account gestiti” dedicati esplicitamente agli utenti preadolescenti con un’età inferiore ai 13 anni.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Cronaca

Risponde “ok” a un finto sms dei carabinieri: parroco truffato per 120mila euro

Ha risposto “ok” a un semplice sms credendo fosse dei Carabinieri, ma in quell’istante gli hanno svuotato il conto. È la clamorosa e drammatica truffa hi-tech da 120.000 euro subita ad Altamura dal parroco don Vito Colonna. Il denaro rubato dai cybercriminali serviva a mantenere la parrocchia e l’asilo del paese. Dopo mesi di indagini segrete su un’organizzazione criminale internazionale, il sacerdote ha raccontato l’incubo e ha lanciato un accorato appello a tutti i cittadini: “Vi prego, aiutatemi a ripristinare il salvadanaio rubato”👇

Pubblicato

a

chat su smartphone

Altamura (Bari) – A volte, nel moderno e insidioso mondo delle comunicazioni digitali, basta compiere un gesto apparentemente innocuo, banale e istintivo per innescare conseguenze economiche letteralmente catastrofiche e rovinose. Sembrerebbe essere bastato semplicemente digitare e inviare un laconico “ok” di risposta a un banale messaggio ricevuto sul proprio smartphone (proveniente da una numerazione telefonica che sembrava erroneamente e fraudolentemente riconducibile al comando locale dei Carabinieri) per far scattare e innescare in modo letale una colossale truffa informatica del valore complessivo di ben 120mila euro. L’incredibile e drammatica disavventura telematica, che ha letteralmente scioccato un’intera comunità pugliese, ha avuto come sfortunata e ignara vittima don Vito Colonna, lo storico e amatissimo parroco della grande parrocchia del Sacro Cuore di Gesù, situata nel cuore del comune di Altamura. La gravissima e spiacevole vicenda giudiziaria, dai contorni ancora in parte tutti da chiarire, è diventata improvvisamente di dominio pubblico soltanto nelle scorse ore, dopo essere rimasta doverosamente coperta dal più stretto e assoluto riserbo investigativo per diversi e tormentati mesi, il tempo strettamente necessario affinché venissero avviati i primi, complessi accertamenti tecnici da parte delle forze dell’ordine e, parallelamente, se ne desse doverosa notizia formale ai vertici della diocesi locale.

La truffa ad Altamura: colpiti anche i fondi della scuola dell’infanzia

Il danno economico e sociale provocato da questa elaborata e spietata truffa digitale è purtroppo incalcolabile, poiché non va a colpire e a ferire solamente il singolo individuo, ma l’intero tessuto sociale e assistenziale che gravita quotidianamente attorno alle attività della chiesa locale.
L’ingentissima e mostruosa somma di denaro sottratta dai cybercriminali con un rapido click sui conti correnti, infatti, non apparteneva esclusivamente alle casse ordinarie della parrocchia, fondamentali per la quotidiana gestione pastorale, ma attingeva a piene mani anche ai fondi vitali destinati al sostentamento della scuola dell’infanzia paritaria “Pasquale & Maria Sabini”, un vero e proprio fiore all’occhiello educativo per l’intera cittadina barese. A completare il tragico e spietato quadro economico di questo colossale furto 2.0, i truffatori senza scrupoli sono riusciti a prosciugare e drenare completamente anche i faticosi e onesti risparmi personali di un’intera vita messi da parte dallo stesso anziano e sfortunato sacerdote.

La dinamica del phishing: un semplice messaggio e il conto svuotato

Sebbene i contorni tecnici della frode restino attualmente al vaglio degli esperti informatici della polizia postale, la ricostruzione temporale dei dolorosi fatti (effettuata puntualmente dalla Gazzetta del Mezzogiorno) andrebbe a collocare storicamente l’inizio del sofisticato attacco hacker in un periodo temporale compreso approssimativamente tra l’inizio di marzo e la fine del caldo mese di agosto.
La dinamica precisa e informatica del crudele raggiro, tuttavia, al momento non appare ancora del tutto limpida e chiara agli occhi dell’opinione pubblica. Non ci sono infatti elementi e dettagli pubblici sufficienti per affermare con matematica certezza tecnica in che modo l’ingente somma di denaro sia stata materialmente trasferita e bonificata verso lidi esteri, né come i misteriosi truffatori siano riusciti inizialmente a profilare ed entrare così intimamente in contatto con l’anziano parroco. Don Vito, stando a quanto si legge sulle pagine di Repubblica, avrebbe candidamente e ingenuamente raccontato ai militari di aver semplicemente risposto con un rassicurante “ok” a un testo arrivato sul proprio telefono. Un semplice, banale e istintivo cenno d’assenso digitale che, sfruttando quasi certamente alcune subdole tecniche di ingegneria sociale e di spoofing telefonico, avrebbe involontariamente autorizzato e innescato a catena una serie di operazioni bancarie e transazioni finanziarie per ora imprecisate, in quello che assume sempre più chiaramente e palesemente i classici contorni di un clamoroso caso di smishing (ovvero il phishing realizzato e perpetrato attraverso la rete degli SMS) in piena e assoluta regola.

Il silenzio e la denuncia: nel mirino un’organizzazione internazionale

A informare ufficialmente, e con il cuore gonfio di tristezza, i propri fedeli del gravissimo ammanco finanziario occorso è stato lo stesso e coraggioso parroco, il quale ha deciso di metterci la faccia diramando una fitta comunicazione pubblica ufficiale, giunta solamente in seguito al formale avvio delle complesse iniziative giudiziarie da parte degli inquirenti e dopo aver lungamente e preventivamente informato dei fatti il proprio diretto superiore spirituale.
Nella sua lunga, onesta e accorata nota diffusa alla cittadinanza, il sacerdote parla esplicitamente, sulla base delle prime risultanze d’indagine, di una gravissima “truffa economica architettata ai miei danni da parte di una radicata e complessa organizzazione criminale (molto probabilmente di matrice internazionale)”. Inoltre, Don Vito ha voluto spiegare limpidamente e apertamente ai suoi concittadini il motivo per cui sia rimasto nel più totale e assoluto silenzio fino a questo specifico momento: “Dopo aver provveduto in rigorosa e totale riservatezza alle previste, complesse e dolorose azioni giudiziarie, e aver tempestivamente e dettagliatamente informato il vescovo, monsignor Giuseppe Russo, ho finalmente ricevuto dalle autorità competenti il permesso formale di mettere al corrente dell’accaduto tutti voi fedeli”.

L’appello disperato ai fedeli: “Aiutatemi a ripristinare il salvadanaio”

L’amara e dolorosa conclusione della lunghissima vicenda giudiziaria e umana si traduce in un vero e proprio dramma pratico e gestionale, che rischia concretamente di paralizzare del tutto e di mettere in ginocchio le essenziali e irrinunciabili attività pastorali, caritatevoli, educative e scolastiche della grande chiesa di Altamura.
Per cercare disperatamente di tappare l’enorme, sanguinoso e inatteso buco di bilancio creato in pochi istanti dai cinici hacker informatici, al povero parroco non è rimasta davvero altra soluzione percorribile se non quella di rivolgersi direttamente, con immensa umiltà e grande fiducia, al cuore grande e generoso della sua amata e solida comunità di parrocchiani altamurani. Il suo è un vero e proprio e commovente grido di aiuto: “Aiutatemi a ripristinare il salvadanaio della parrocchia e della scuola”, ha supplicato il sacerdote, sperando che la grande solidarietà paesana possa in qualche modo lenire e sanare la profonda ferita sociale ed economica inferta dai pirati del web.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Tecnologia

Grande jazz a Luco dei Marsi: il Venanzio Venditti Quartet con la stella Roberto Gatto

La grande musica d’autore sbarca nel cuore della Marsica con un evento di assoluto prestigio internazionale. Domenica 4 ottobre, alle ore 18:00, la suggestiva e storica sala della Società Operaia di Luco dei Marsi ospiterà il formidabile Venanzio Venditti Quartet. Il talentuoso sassofonista e compositore (di origini proprio luchesi) presenterà al pubblico il suo ultimo e premiatissimo lavoro discografico “Inside” facendosi accompagnare da una formazione eccezionale e titanica: ospite speciale alla batteria sarà infatti l’icona vivente del jazz italiano Roberto Gatto, supportato magistralmente dall’elegante tocco di Roberto Tarenzi al pianoforte e dal corposo groove di Francesco Puglisi al contrabbasso. Il sindaco di Luco dei Marsi, Giorgio Giovannone, ha espresso enorme soddisfazione per un appuntamento musicale di così alto profilo, nato nell’ambito della rassegna “Marsi’n Jazz”, che inaugura in pompa magna la stagione autunnale del borgo marsicano. I posti per ammirare da vicino queste vere e proprie leggende della musica jazz sono ovviamente e strettamente limitati: il costo del biglietto è fissato a 20 euro e la prenotazione anticipata è obbligatoria per non rischiare di restare senza posto. Leggi dove acquistare i tagliandi e tutte le esclusive curiosità sulla carriera della formazione musicale👇

Pubblicato

a

Locandina evento Luco dei Marsi

Luco dei Marsi  – La grande e raffinata musica dal vivo d’autore, quella capace di rapire l’anima e trasportare gli ascoltatori in un viaggio sonoro indimenticabile e profondo, si prepara a fare tappa fissa e a dominare incontrastata il suggestivo territorio della Marsica. Quattro musicisti di calibro e di straordinario talento artistico, quattro percorsi musicali di primissimo piano nel panorama discografico e un’immersione totale, passionale e imperdibile nella meravigliosa e complessa architettura della grande musica d’improvvisazione. Sono questi, in estrema sintesi, i pregiatissimi e succulenti ingredienti base del memorabile evento culturale che la prossima domenica pomeriggio, esattamente il 4 ottobre a partire dalle ore 18:00, porterà fisicamente e magicamente a Luco dei Marsi l’attesissima e prestigiosa esibizione dal vivo del Venanzio Venditti Quartet, presentandosi per l’occasione in una maestosa e irripetibile formazione straordinaria d’eccezione. Il palco luchese, infatti, vedrà esibirsi e duettare il formidabile e virtuoso Venanzio Venditti, indiscusso padrone di casa al sax tenore, accompagnato e sostenuto ritmicamente dalla titanica presenza del grande maestro Roberto Gatto alla batteria acustica, dalle sapienti ed eleganti progressioni armoniche di Roberto Tarenzi al pianoforte e dalle calde e corpose note di Francesco Puglisi, saldamente ancorato al suo imponente contrabbasso. Si tratta, senza ombra di dubbio o timore di smentita, di una formazione musicale di assoluto e certificato prestigio internazionale, messa in campo per dare vita a un evento di caratura superiore fortemente, caparbiamente e orgogliosamente voluto dall’intera Amministrazione Comunale marsicana, che con questo incredibile e inaspettato “colpo” a sorpresa inaugura ufficialmente in pompa magna la sua nuovissima e ricca stagione di eventi autunnali all’insegna della cultura e della grande musica di qualità.

L’apertura della stagione autunnale: la soddisfazione del sindaco Giovannone

L’arrivo in paese di artisti di questa enorme risonanza mediatica e artistica rappresenta un vero e proprio vanto e un fiore all’occhiello per la giunta comunale, che punta a trasformare il centro marsicano in un polo d’attrazione.
«Avremo finalmente il grandissimo onore e il piacere indescrivibile di poter ospitare e applaudire sul nostro palco cittadino degli artisti dal comprovato respiro internazionale, musicisti immensi che, con il loro impareggiabile e cristallino talento, daranno sicuramente vita a un appuntamento musicale di altissimo e inarrivabile profilo», ha tenuto a sottolineare pubblicamente, con palpabile e giustificato orgoglio e soddisfazione istituzionale, il primo cittadino luchese, il sindaco Giorgio Giovannone. «Si tratta di un grandissimo e curato evento dal vivo che conferma in maniera inequivocabile e perentoria come l’abitato di Luco dei Marsi continui ostinatamente e caparbiamente ad affermarsi, anno dopo anno, non solo come un borgo turistico, ma quale vera e propria ‘casa’ accogliente e sicura per la cultura a tutto tondo, per l’arte e per i protagonisti di altissima caratura del panorama nazionale. Lavoriamo costantemente e quotidianamente con la massima attenzione e dedizione politica a iniziative coraggiose in grado di arricchire fattivamente e concretamente l’offerta culturale e formativa di tutto l’intero territorio marsicano, nel tentativo di creare sempre nuove, stimolanti e intelligenti occasioni di partecipazione condivisa per la nostra amata comunità residente, e onestamente non potevamo sognare o desiderare modo migliore, elegante e scoppiettante per aprire in bellezza la lunga e fredda stagione degli eventi autunnali».

Venanzio Venditti torna a casa: il grande e riconosciuto successo di “Inside”

La serata avrà un sapore emotivo e personale del tutto particolare, speciale e profondamente commovente per colui che salirà alla ribalta del palcoscenico come protagonista assoluto: Venanzio Venditti.
Il bravissimo, eclettico e infaticabile sassofonista e abile compositore, infatti, vanta fieri e solidissimi natali e origini proprio all’interno del comune luchese. Venditti è ormai da tempo immemore il protagonista indiscusso e luminoso di un percorso artistico di assoluto rilievo nazionale, un cammino musicale declinato ed espresso magistralmente attraverso uno stile personalissimo, intessuto e costruito sapientemente su un peculiare e affascinante mix di continua e ossessiva ricerca timbrica, totale e devoto rispetto della secolare tradizione afroamericana e sferzate di innovativa contemporaneità melodica. Un mix geniale e coraggioso che è stato più e più volte osannato e lungamente applaudito a scena aperta da numerose, esigenti e appassionate platee e accademie musicali sparse sia sul territorio nazionale che su palcoscenici esteri. La consacrazione artistica definitiva di Venditti è testimoniata tangibilmente dal suo ultimo, incredibile e maturo lavoro discografico da studio, intitolato significativamente “Inside”. Questo prezioso e complesso disco, realizzato minuziosamente assieme ai membri del fido Venanzio Venditti Quintet e coraggiosamente pubblicato in Italia dalla prestigiosa etichetta indipendente Alfa Music, ha recentemente e meritatamente ottenuto uno straordinario, inaspettato e unanime successo di pubblico pagante e amplissimi e documentati riconoscimenti e premi da parte della sempre severa e spietata critica specializzata di settore, guadagnandosi di diritto e con grande merito un ambitissimo posto fisso tra le preziose selezioni dei migliori Top Jazz 2024 stilate e pubblicate dalla prestigiosa, iconica e autorevole rivista cartacea di settore Jazzit.

Un quartetto d’eccezione: la stella Roberto Gatto, Tarenzi e Puglisi

Se il sax tenore di Venditti rappresenta il cuore pulsante e l’anima marsicana e melodica del progetto discografico e live, il resto del quartetto costituisce una spina dorsale ritmica letteralmente da brividi.
Ospite speciale, eccezionale e punta di diamante dell’intera formazione allargata, sarà infatti il leggendario batterista romano Roberto Gatto, considerato unanimemente da critica e pubblico come una delle stelle assolute, viventi e contemporanee del grande e prolifico jazz italiano nel mondo. Gatto porta in dote al quartetto una carriera solista e corale sterminata, lunghissima, enciclopedica e prestigiosissima, costruita mattoncino su mattoncino attraverso decenni di fondamentali collaborazioni storiche in studio di registrazione e dal vivo con i più numerosi, famosi e giganteschi protagonisti del jazz e della musica d’autore nazionale e internazionale, un curriculum irripetibile che lo ha reso negli anni una vera e propria icona vivente e una inossidabile presenza di riferimento e di ispirazione fissa e ineludibile per l’intera scena musicale nazionale. A completare magistralmente la maestosa formazione jazzistica luchese, troveremo seduto sgabello del pianoforte il maestro Roberto Tarenzi, brillante pianista dalla solida e indiscussa esperienza internazionale e fine interprete musicale, capace di muoversi agilmente, con grandissima, sorprendente e geniale sensibilità e tocco felpato, tra la radicata tradizione classica del genere e i più sperimentali, spigolosi e audaci linguaggi armonici e sincopati contemporanei. Infine, a sorreggere le frequenze basse e il groove inarrestabile della ritmica, ci sarà la sicura maestria di Francesco Puglisi, storico contrabbassista annoverato tra i musicisti turnisti maggiormente richiesti, stimati e apprezzati dell’intera e affollata scena jazz italiana moderna, vero e proprio protagonista e pilastro silenzioso nel corso della sua gloriosa carriera di innumerevoli e stimate collaborazioni di rilievo assoluto.

Marsi’n Jazz: come partecipare al concerto alla Società Operaia (info biglietti)

La colta e variegata proposta musicale pensata e arrangiata dal quartetto per l’occasione spazierà elegantemente e senza soluzione di continuità tra la rilettura moderna e personale di grandi e immortali standard della nobile tradizione jazzistica americana (rivisitati con classe e maestria) e l’esecuzione intensa, energica e sentita di brani e composizioni del tutto originali, prevalentemente tratte dall’ultimo fortunato album di Venditti, “Inside”. Il risultato assicurato sarà un’interpretazione live esplosiva, che sarà l’esatta e perfetta sintesi creativa e ritmica di quattro intense, diversissime e poliedriche sensibilità artistiche che si fonderanno in un corpo solo. Un mix che colloca di prepotenza e di diritto l’appuntamento musicale marsicano tra quelli assolutamente imperdibili, elitari e di primissima fascia dell’intera stagione regionale abruzzese.
L’atteso evento dal vivo, organizzato in maniera certosina nell’ambito della più ampia e prestigiosa programmazione del cartellone di Marsi’n Jazz (l’ottima e colta rassegna musicale territoriale promossa dall’Associazione Culturale Ars Blue Note APS e curata dall’attenta e scrupolosa direzione artistica affidata a Franco Finucci), si terrà al chiuso all’interno dell’accogliente e storica sala centrale della sede operativa della Società Operaia di Mutuo Soccorso di Luco dei Marsi, situata in via Duca degli Abruzzi al civico 121. A causa dell’incredibile e prevedibile afflusso di appassionati provenienti anche da fuori provincia e dalle regioni limitrofe per poter ammirare le gesta e le pelli suonate da Roberto Gatto e le evoluzioni di Venanzio Venditti, l’organizzazione ci tiene a precisare che i posti a sedere disponibili in sala sono strettamente limitati. Per questo motivo, la tempestiva prenotazione e l’acquisto anticipato dei biglietti d’ingresso si rende assolutamente obbligatoria per garantirsi l’accesso al concerto. I preziosi ticket, in vendita a un costo estremamente contenuto, popolare e democratico di appena 20 euro a persona, sono attualmente e fisicamente disponibili e acquistabili presso il noto negozio e fermopoint gestito da Gianni De Rosa, situato in via Duca degli Abruzzi 153 sempre a Luco dei Marsi, oppure per comodità recandosi direttamente nel centro di Avezzano, in Corso della Libertà 108, presso le prevendite autorizzate della libreria cittadina Ubik.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Articoli di Tendenza