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Due greche a podio alla Spartathlon 246km 2026: Simantrakou 1^ e Panagiotou 3^

Tra il 26 e il 27 settembre 2026, ha avuto luogo la Spartathlon, una corsa da Atene a Sparta di 246 km che ripercorre le orme di Fidippide, messaggero ateniese mandato a Sparta nel 490 a.C. per cercare aiuto contro i Persiani nella Battaglia di Maratona.

Tra le donne ha vinto Despoina Simantrakou (GRE) in 24h45’43” (13^ assoluta), precedendo Radka Churanova (CZE) 26h05’56” e Lemonia Panagiotou (GRE) 26h58’04”.

Il vincitore assoluto è stato Tamas Bodis (HUN) 19h40’51” precedendo Fotios Zisimopoulos (GRE) 20h32’41” e Tomi Ronkainen (FIN) 21h26’36”.

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Spartathlon 246km 2026: Simantrakou 1^ e Panagiotou 3^

Redazione-  Tra il 26 e il 27 settembre 2026, ha avuto luogo la Spartathlon, una corsa da Atene a Sparta di 246 km che ripercorre le orme di Fidippide, messaggero ateniese mandato a Sparta nel 490 a.C. per cercare aiuto contro i Persiani nella Battaglia di Maratona.

Tra le donne ha vinto Despoina Simantrakou (GRE) in 24h45’43” (13^ assoluta), precedendo Radka Churanova (CZE) 26h05’56” e Lemonia Panagiotou (GRE) 26h58’04”.

Il vincitore assoluto è stato Tamas Bodis (HUN) 19h40’51” precedendo Fotios Zisimopoulos (GRE) 20h32’41” e Tomi Ronkainen (FIN) 21h26’36”.

Di seguito approfondiamo la conoscenza di Despoina e Lemonia attraverso risposte ad alcune mie domande.

Congratulazioni per la prestazione alla Spartathlon, te l’aspettavi? Sei soddisfatta?

Despoina: Grazie mille, Matteo! Per quanto riguarda la vittoria, quest’anno ero preparata davvero bene. Sentivo che il mio corpo assimilava l’allenamento, diventando sempre più forte di settimana in settimana. Immaginavo di poter essere in testa alla gara, ma, in fin dei conti, la Spartathlon è sempre la Spartathlon: non sai mai chi si presenterà al via, né come reagirà il tuo corpo il giorno della corsa. Speravo di essere la prima donna greca a vincere e sapevo che avrei dato tutta me stessa. Sono molto soddisfatta del risultato, ma soprattutto del modo in cui ho gestito le difficoltà durante la gara.

Lemonia: Innanzitutto, grazie mille. La verità è che non mi aspettavo questo risultato e ne sono molto soddisfatta. Il mio obiettivo era semplicemente quello di finire la gara, di arrivare fino a Sparta. Non puntavo a una classifica specifica al mio primo tentativo e sarebbe stato da “ingordi” pretendere una cosa del genere.

La Spartathlon risulta essere una gara molto difficile che richiede allenamento molto intenso dal punto di vista quantitativo e qualitativo. Una gara dove conta molto l’esperienza, la conoscenza del percorso, del proprio corpo e della propria mente come può reagire nelle varie fasi della gara, a metà gara, al momento della salita sul Monte Partenio e verso fine gara.

Despoina è alla terza partecipazione alla Spartathlon, ha esordito il 28-29 settembre 2024 concludendo in 27h52’09”, 6^ donna e già l’anno scorso si è presentata più preparata per poter ambire alla vittoria che ha sfiorato classificandosi 2^ donna in 25h37’44” preceduta dalla vincitrice Andrea Morocza (HUN) 25h09’06”.

Un grandissimo risultato per Lemonia classificarsi 3^ donna a una gara lunghissima e durissima come la Spartathlon, soprattutto al 1° tentativo.

Avresti potuto fare meglio?

Despoina: Le cose sarebbero potute andare meglio, ma anche peggio; perciò, non posso che essere grata per la mia prestazione.

Lemonia: Quanto alla possibilità di ottenere un risultato migliore in una gara di questa portata – dove non sai mai come ti sentirai o come evolverà la situazione da un chilometro all’altro – non saprei proprio dire. Forse, se avessi iniziato con un ritmo più blando, i dolori muscolari e la fatica sarebbero sopraggiunti più tardi. Ma, d’altra parte, non so come avrebbe reagito il mio corpo. Immagino che questo resti da scoprire… ahah!

A chi dedichi questa prestazione? Cosa — o chi — ti ha aiutato?

Despoina: La Spartathlon è un lavoro di squadra e considero questa vittoria il risultato di collaborazione, amore e dedizione condivisa. La dedico a Dimitri Kasimi, la persona che mi ha allenato così bene per questa gara, e a tutta la mia squadra di supporto – i miei amici e la mia famiglia – che mi sono stati accanto e si sono presi cura di me con la stessa passione, sia nei momenti più difficili che in quelli più felici della gara. Questa vittoria è dedicata anche al mio speciale Luca, che mi è stato accanto con orgoglio durante tutta la preparazione e la gara, usando la sua arma preferita – la matematica – per farmi credere che avrei vinto. Tutti mi hanno aiutato. Tutte le persone che ho scelto di tenere accanto a me: amici, familiari e il mio allenatore. Il mio coach mi aveva preparato al meglio per vincere la gara. Le persone a me più care mi hanno sostenuto durante la competizione, così come tante altre figure importanti nella mia vita che non erano presenti, tra cui il mio migliore amico, che mi copre le spalle quando non sono in ufficio.

Lemonia: Va da sé che nulla di tutto ciò sarebbe stato possibile senza la guida del mio allenatore, Dimitris Kasimis. Devo inoltre un enorme ringraziamento e tanto affetto al mio team di supporto – mia sorella e Ilias Theodoridis – il cui sostegno incrollabile (sia psicologico che di altro genere) e i momenti meravigliosi condivisi durante la gara hanno reso questo viaggio ancora più bello.

 

Per raggiungere risultati importanti nello sport c’è bisogno di tanta passione e motivazione, talento naturale ma soprattutto professionisti a cui affidarsi come può essere un ottimo allenatore con esperienza; c’è bisogno, soprattutto in gare di endurance della durata di tantissime ore, di persone fidate e care che aiutano, sostengono, supportano, fanno il tifo.

La spartathlon, una gara durissima e dietro l’atleta ci sono tante persone tra amici, familiari e professionisti che aiutano, supportano, tifano.

Cosa pensano la tua famiglia e i tuoi amici di questa prestazione?

Despoina: La mia famiglia e i miei amici sono molto orgogliosi, non solo della vittoria, ma anche dell’atteggiamento che ho mostrato di fronte alle difficoltà. Durante la gara mi hanno visto soffrire, eppure ho continuato ad andare avanti, a prescindere da tutto.

Lemonia: Questa gara è stata un traguardo importante, quindi tutti si sono congratulati con me e i miei genitori erano molto orgogliosi. Sono incredibilmente grata a tutti loro per il sostegno che mi hanno dato.

Hai raggiunto i tuoi limiti durante la gara? I momenti più difficili?

Despoina: Se mai riuscirò a scoprire quali sono i miei limiti, allora potrò dirti se li ho raggiunti durante la gara. Di certo, il vomito mi ha fatto soffrire in un modo che non credevo possibile, ma sono rimasto ottimista anche nei momenti più bui. Quest’anno, nei primi 100 chilometri, ho dovuto affrontare parecchi problemi. Continuavo a vomitare. Non mi sono goduta la prima parte della gara e sono arrivata molto vicino al ritiro.

Lemonia: La prima metà del percorso è filata via abbastanza liscia, ma da Nestani in poi è subentrato il dolore e ho faticato parecchio fino a circa il 220° chilometro, punto in cui mi sono come “risvegliata“.

Una gara che tanti atleti da tutto il mondo vuole partecipare ma bisogna essere selezionati in base a criteri rigidi di performance già dimostrata in altre gare difficili e impegnative e alla partenza si è davvero felici di essere lì anche se una parte di sé teme ciò che l’aspetta perché sa che non è semplice il percorso e avrà tante difficoltà.

A volte in gara si affrontano diverse situazioni critiche e si è sempre combattuti se cercare di gestire al meglio la gara o rinunciare nel proseguire per pensare di fare una miglior prestazione una volta successiva.

Quali sono state le sessioni di allenamento più importanti?

Despoina: Durante l’estate ho svolto molti allenamenti di lunga distanza, da 60 a 70 chilometri, che includevano anche dislivello. Per me sono stati gli allenamenti più significativi, perché mi hanno permesso di testare diversi aspetti – come l’abbigliamento e il piano di nutrizione – e di preparare la mente ad affrontare la lunga distanza.

Lemonia: Dovendo incastrare gli allenamenti in una routine quotidiana già molto intensa — tra turni di reperibilità e un lavoro impegnativo — direi che quasi ogni sessione è stata fondamentale. Tutto è necessario e offre qualcosa, anche le corse di recupero più leggere; anzi, soprattutto quelle.

 

La lunga distanza si allena non solo con il corpo ma soprattutto con la mente ed è opportuno provare a fare degli allenamenti moto impegnativi e sfidanti da poter simulare tratti di gara che si andrà a fare in modo da arrivarci preparati fisicamente e mentalmente.

La partecipazione a gare ritenute estreme come la Spartathlon con tantissimi chilometri e tantissime ore in movimento richiede allenamenti lunghissimi ma anche tantissime sessioni di allenamento, la corsa diventa il pane quotidiano, come il respiro, ogni occasione è buona per allenarsi correndo ma anche riposare e sessioni più leggere sono utili per ripristinare corpo e mente e non è facile trovare spazi e tempi tra i vari impegni quotidiani, ma la passione e la motivazione spingono a trovare sempre opportunità di spazi e tempi per allenarsi.

Cosa cambia adesso?

Despoina: In realtà non è cambiato nulla. Torno ad allenarmi duramente, come se non avessi mai vinto nulla, per poter continuare a dare il massimo.

Lemonia: Non direi che stia cambiando qualcosa nell’immediato. Abbiamo trascorso un periodo di recupero di circa due settimane, all’insegna del riposo e di una buona alimentazione, e stiamo riprendendo gradualmente gli allenamenti veri e propri.

Quando si porta a termine una gara durissima e lunghissima come la Spartathlon di 246 km c’è bisogno dopo di un po’ di riposo, di alimentarsi bene, di occuparsi del proprio corpo e allo stesso tempo c’è la consapevolezza di ciò che si è riusciti a fare e la consapevolezza di quando si è cominciato la preparazione e ciò che si è riusciti a fare, pertanto si torna alla routine quotidiana iniziando ad avere in mente nuovi obiettivi o sogni in sospeso da cercare di poter trasformare in realtà con nuovi stimoli e un periodo mirato di allenamenti specifici.

Com’è stato il tuo percorso nello sport?

Despoina: Nel corso del mio percorso sportivo ho perso molte volte, e il mio ego ne è uscito ridimensionato ancora più spesso. È così che ho imparato a vincere. Scherzi a parte, la costanza è la chiave, anche nel mio caso.

Lemonia: In generale, pratico sport fin da giovane; un tempo giocavo a tennis. La corsa è entrata nella mia vita durante il lockdown e sembra destinata a restarci. Molti compagni di sport e amici hanno avuto un ruolo importante in questo, dato che uscivamo spesso per allenarci in gruppo.

Cosa hai scoperto di te stessa durante questa gara?

Despoina: Nel corso della gara ho capito che ci sono ancora molti aspetti di me che non conosco, e continuerò ad approfondire.

Lemonia: Ho capito che, quando ti poni un obiettivo e hai la giusta determinazione, riesci a raggiungerlo. Mi è stato molto utile fissare obiettivi più piccoli e intermedi – come passare da un punto di controllo all’altro – così da poter passare al successivo una volta raggiunto il primo: un passo alla volta. È lo stesso approccio che adotto anche nella vita.

Si può fare tutto con consapevolezza, fiducia, resilienza un passo alla volta con gradualità, avanzando sempre e gestendo ogni situazione sia nello sport, in una gara che nella vita quotidiana, tutto è gestibile e risolvibile un po’ per volta.

Quali sono stati i tuoi pensieri e le tue sensazioni prima, durante e dopo la gara?

Despoina: Non ne vado fiera, ma quest’anno ho affrontato la gara in uno stato di forte stress. Sto ancora cercando di capire le cause della mia ansia. A causa del vomito non sono riuscita a godermi la corsa per molto tempo, ma durante la notte la gioia è tornata: dimenticandomi di essere in gara, ho ricominciato a correre come una bambina, assaporando ogni singolo istante. Dopo la gara, ci ho messo un bel po’ a rendermi conto di aver vinto. Una settimana più tardi, nel cuore della notte, ho ricontrollato i risultati per assicurarmi di non aver sognato e che fosse successo davvero.

Lemonia: La gara è stata un vero e proprio ottovolante di emozioni: si passava dalla gratitudine per partecipare a un evento così impegnativo e di livello internazionale al chiedersi perché mi stessi sottoponendo a tutto ciò.

 

A volte si hanno delle aspettative elevate in gara, giustamente per un ottimo periodo di allenamento e la consapevolezza che si potrà fare benissimo ma nelle gare di ultramaratone tutto può succedere in ogni momento all’inizio di una gara o anche alla fine e l’atleta può restare destabilizzato per un po’ di tempo ma se ritrova la sua profonda motivazione può riscoprire il gusto di quello che sta facendo assaporando la gioia di essere in quel momento in quella gara nonostante la fatica.

Ci vuole tempo per assimilare ciò che è successo che chiude un circolo fatto di decisione di obiettivi, preparazione e compimento del proprio sogno.

Cosa ti dà lo sport e cosa ti toglie?

Despoina: Lo sport ha plasmato il mio carattere e la mia intera personalità. Mi ha reso una persona resiliente, paziente, tenace, sicura di sé e orientata alla ricerca di soluzioni. Non credo che mi tolga nulla; in un certo senso, mi ha formato. Sono molto orgogliosa di me stessa, soprattutto per aver sempre scelto la strada giusta, anziché quella più facile.

Lemonia: I benefici dello sport sono immensi, sia per la salute mentale che per quella fisica. Non credo che praticare sport tolga qualcosa; al contrario, offre solo vantaggi. Sviluppa disciplina, pazienza e prudenza.

I benefici dello sport sono immensi, dal semplice gioco e conoscenza del proprio corpo e delle proprie capacità quando si è piccoli a una palestra di vita quando si diventa più grandi mettendosi in gioco e sviluppando sempre più pazienza, consapevolezza e riuscendo a diventare realisti considerando e decidendo obiettivi da voler e poter raggiungere con lavoro costante, determinazione, eventualmente con l’aiuto di professionisti, amici, familiari, apprendendo sempre più da ogni esperienza.

La pratica di uno sport risulta essere una grande opportunità per mettersi in gioco e conoscere sempre più se stessi, nell’ultramaratona si apprende a essere pazienti e fiduciosi e a essere pronti ad affrontare qualsiasi situazione di difficoltà.

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Sport

Despoina Simantrakou 1^ donna alla Spartathlon 246 km 2026

Tra il 26 e il 27 settembre 2026, ha avuto luogo la Spartathlon, una corsa da Atene a Sparta di 246 km che ripercorre le orme di Fidippide, messaggero ateniese mandato a Sparta nel 490 a.C. per cercare aiuto contro i Persiani nella Battaglia di Maratona.

Tra le donne ha vinto Despoina Simantrakou (GRE) in 24h45’43” (13^ assoluta), precedendo Radka Churanova (CZE) 26h05’56” e Lemonia Panagiotou (GRE) 26h58’04”.

Il vincitore assoluto è stato Tamas Bodis (HUN) 19h40’51” precedendo Fotios Zisimopoulos (GRE) 20h32’41” e Tomi Ronkainen (FIN) 21h26’36”.

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Despoina Simantrakou

Speravo di essere la prima donna greca a vincere

Redazione- Tra il 26 e il 27 settembre 2026, ha avuto luogo la Spartathlon, una corsa da Atene a Sparta di 246 km che ripercorre le orme di Fidippide, messaggero ateniese mandato a Sparta nel 490 a.C. per cercare aiuto contro i Persiani nella Battaglia di Maratona.

Tra le donne ha vinto Despoina Simantrakou (GRE) in 24h45’43” (13^ assoluta), precedendo Radka Churanova (CZE) 26h05’56” e Lemonia Panagiotou (GRE) 26h58’04”.

Il vincitore assoluto è stato Tamas Bodis (HUN) 19h40’51” precedendo Fotios Zisimopoulos (GRE) 20h32’41” e Tomi Ronkainen (FIN) 21h26’36”.

Di seguito approfondiamo la conoscenza di Despoina attraverso risposte ad alcune mie domande.

Congratulazioni per la tua vittoria alla Spartathlon: te l’aspettavi?

Grazie mille, Matteo! Per quanto riguarda la vittoria, quest’anno ero preparata davvero bene. Sentivo che il mio corpo assimilava l’allenamento, diventando sempre più forte di settimana in settimana. Immaginavo di poter essere in testa alla gara, ma, in fin dei conti, la Spartathlon è sempre la Spartathlon: non sai mai chi si presenterà al via, né come reagirà il tuo corpo il giorno della corsa. Speravo di essere la prima donna greca a vincere e sapevo che avrei dato tutta me stessa.

 

La Spartathlon risulta essere una gara molto difficile che richiede allenamento molto intenso dal punto di vista quantitativo e qualitativo.

Despoina è alla terza partecipazione alla Spartathlon, ha esordito il 28-29 settembre 2024 concludendo in 27h52’09”, 6^ donna e già l’anno scorso si è presentata più preparata per poter ambire alla vittoria che ha sfiorato classificandosi 2^ donna in 25h37’44” preceduta dalla vincitrice Andrea Morocza (HUN) 25h09’06”.

 

Sei soddisfatta? Avresti potuto fare meglio?

Sono molto soddisfatta del risultato, ma soprattutto del modo in cui ho gestito le difficoltà durante la gara. Le cose sarebbero potute andare meglio, ma anche peggio; perciò, non posso che essere grata per la mia prestazione.

 

Grandissima soddisfazione, soprattutto per essere stata la prima atleta greca a vincere la Spartathlon.

A chi dedichi questa vittoria?

La Spartathlon è un lavoro di squadra e considero questa vittoria il risultato di collaborazione, amore e dedizione condivisa. La dedico a Dimitri Kasimi, la persona che mi ha allenato così bene per questa gara, e a tutta la mia squadra di supporto – i miei amici e la mia famiglia – che mi sono stati accanto e si sono presi cura di me con la stessa passione, sia nei momenti più difficili che in quelli più felici della gara. Questa vittoria è dedicata anche al mio speciale Luca, che mi è stato accanto con orgoglio durante tutta la preparazione e la gara, usando la sua arma preferita – la matematica – per farmi credere che avrei vinto.

Cosa — o chi — ti ha aiutato?

Tutti mi hanno aiutato. Tutte le persone che ho scelto di tenere accanto a me: amici, familiari e il mio allenatore. Il mio coach mi aveva preparato al meglio per vincere la gara. Le persone a me più care mi hanno sostenuto durante la competizione, così come tante altre figure importanti nella mia vita che non erano presenti, tra cui il mio migliore amico, che mi copre le spalle quando non sono in ufficio.

 

Una grande impresa vincere la spartathlon, una gara durissima e dietro l’atleta ci sono tante persone tra amici, familiari e professionisti che aiutano, supportano, tifano.

Cosa pensano la tua famiglia e i tuoi amici di questa vittoria?

La mia famiglia e i miei amici sono molto orgogliosi, non solo della vittoria, ma anche dell’atteggiamento che ho mostrato di fronte alle difficoltà. Durante la gara mi hanno visto soffrire, eppure ho continuato ad andare avanti, a prescindere da tutto.

Hai raggiunto i tuoi limiti durante la gara?

Se mai riuscirò a scoprire quali sono i miei limiti, allora potrò dirti se li ho raggiunti durante la gara. Di certo, il vomito mi ha fatto soffrire in un modo che non credevo possibile, ma sono rimasto ottimista anche nei momenti più bui.

Quali sono state le sfide o i momenti più difficili?

Quest’anno, nei primi 100 chilometri, ho dovuto affrontare parecchi problemi. Continuavo a vomitare. Non mi sono goduta la prima parte della gara e sono arrivata molto vicino al ritiro.

A volte in gara si affrontano diverse situazioni critiche e si è sempre combattuti se cercare di gestire al meglio la gara o rinunciare nel proseguire per pensare di fare una miglior prestazione una volta successiva.

Quali sono state le sessioni di allenamento più importanti?

Durante l’estate ho svolto molti allenamenti di lunga distanza, da 60 a 70 chilometri, che includevano anche dislivello. Per me sono stati gli allenamenti più significativi, perché mi hanno permesso di testare diversi aspetti – come l’abbigliamento e il piano di nutrizione – e di preparare la mente ad affrontare la lunga distanza.

 

La lunga distanza si allena non solo con il corpo ma soprattutto con la mente ed è opportuno provare a fare degli allenamenti moto impegnativi e sfidanti da poter simulare tratti di gara che si andrà a fare in modo da arrivarci preparati fisicamente e mentalmente.

Cosa cambia adesso?

In realtà non è cambiato nulla. Torno ad allenarmi duramente, come se non avessi mai vinto nulla, per poter continuare a dare il massimo.

Com’è stato il tuo percorso nello sport?

Nel corso del mio percorso sportivo ho perso molte volte, e il mio ego ne è uscito ridimensionato ancora più spesso. È così che ho imparato a vincere. Scherzi a parte, la costanza è la chiave, anche nel mio caso.

 

Despoina ha dimostrato che si può perdere una gara ma con la costanza, insistendo si può guadagnare la vittoria come ha dimostrato alla terza partecipazione della Spartathlon con un 6° posto all’esordio, secondo posto l’anno scorso e vittoria quest’anno.

Cosa hai scoperto di te stessa durante questa gara?

Nel corso della gara ho capito che ci sono ancora molti aspetti di me che non conosco, e continuerò ad approfondire.

Quali sono stati i tuoi pensieri e le tue sensazioni prima, durante e dopo la gara?

Non ne vado fiera, ma quest’anno ho affrontato la gara in uno stato di forte stress. Sto ancora cercando di capire le cause della mia ansia. A causa del vomito non sono riuscita a godermi la corsa per molto tempo, ma durante la notte la gioia è tornata: dimenticandomi di essere in gara, ho ricominciato a correre come una bambina, assaporando ogni singolo istante. Dopo la gara, ci ho messo un bel po’ a rendermi conto di aver vinto. Una settimana più tardi, nel cuore della notte, ho ricontrollato i risultati per assicurarmi di non aver sognato e che fosse successo davvero.

 

A volte si hanno delle aspettative elevate in gara, giustamente per un ottimo periodo di allenamento e la consapevolezza che si potrà fare benissimo ma nelle gare di ultramaratone tutto può succedere in ogni momento all’inizio di una gara o anche alla fine e l’atleta può restare destabilizzato per un po’ di tempo ma se ritrova la sua profonda motivazione può riscoprire il gusto di quello che sta fac3endo assaporando la gioia di essere in quel momento in quella gara nonostante la fatica.

Dopo la vittoria di una gara considerata estrema ci vuole tempo per assimilare ciò che è successo che chiude un circolo fatto di decisione di obiettivi, preparazione e compimento del proprio sogno.

Hai un messaggio per incoraggiare le donne a cimentarsi nelle ultramaratone?

Le ultramaratone annullano le differenze tra i generi e le donne possono ottenere risultati davvero eccellenti. Vorrei ricordare a ogni donna che, per vincere un’ultramaratona, la forza fisica non è l’elemento decisivo: lo è la resilienza! E le donne sono estremamente resilienti.

Le donne si dimostrano sempre più performanti in gare di endurance come le ultramaratone, fino alla distanza della maratona gli uomini sono nettamente più forti ma superata la distanza della maratona, le donne corrono sempre più vicine agli uomini fino a superarli in distanze superiori, soprattutto dai 200km in poi, come è successo più volte alla Nove Colli Running di circa 200km o anche all’ASA Atene Sparta Atene di 490 km.

Ritieni utili gli psicologi dello sport?

Nelle ultramaratone, la componente psicologica è ancora più importante dell’allenamento. Solo uno psicologo dello sport può intervenire sulla mentalità di una persona e, di conseguenza, sulla prestazione di un atleta.

Sogni realizzati e da realizzare? Prossimi obiettivi?

Ho sempre sognato di essere una donna forte e indipendente, capace di porsi degli obiettivi e di impegnarsi per raggiungerli. Posso dire di stare costruendo i miei sogni; non ho obiettivi specifici per il futuro, ma il mio desiderio principale è quello di continuare a impegnarmi in ogni ambito, una scelta che, finora, ho sempre fatto.

C’è qualcuno da cui trai ispirazione?

Traggo ispirazione da chiunque, nella mia vita, si impegni a fondo, non solo nello sport ma in ogni campo. Le persone che lavorano duramente, coniugando questo impegno a una solida etica, sono quelle che stimo di più.

Cosa ti dà lo sport e cosa ti toglie?

Lo sport ha plasmato il mio carattere e la mia intera personalità. Mi ha reso una persona resiliente, paziente, tenace, sicura di sé e orientata alla ricerca di soluzioni. Non credo che mi tolga nulla; in un certo senso, mi ha formato. Sono molto orgogliosa di me stessa, soprattutto per aver sempre scelto la strada giusta, anziché quella più facile.

La pratica di uno sport risulta essere una grande opportunità per mettersi in gioco e conoscere sempre più se stessi, nell’ultramaratona si apprende a essere pazienti e fiduciosi e a essere pronti ad affrontare qualsiasi situazione di difficoltà.

Cosa significa per te questa vittoria?

Questa vittoria mi ha dato la conferma che sono fatta per questo sport e mi motiva ad andare avanti. Tuttavia, dal percorso ho tratto molto più di quanto non abbia fatto dalla vittoria in sé.

Per ottenere il successo bisogna seguire un percorso di allenamenti e fatica che forma la persona e fa apprezzare ogni momento, ogni allenamento del percorso di avvicinamento all’obiettivo ambito.

Quali sono gli ingredienti del successo?

Comprendere che le difficoltà sono reali e, al contempo, mantenere viva la speranza: questo è il segreto principale del successo. Avere accanto i propri cari e non perdere le persone care lungo il cammino verso il successo è l’elemento che contraddistingue le persone davvero realizzate.

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Sport

Isweb Avezzano Rugby da urlo a Torino: esordio con bonus (19-35), cinque punti d’oro e trionfo casalingo per la Cadetta

L’Isweb Avezzano Rugby sbanca il campo del VII Rugby Torino per 35-19 all’esordio in Serie A1: poker di mete, bonus offensivo e primi 5 punti in classifica con le firme di Bernardi, Bartolini, Ponzi e una meta tecnica, mentre la Cadetta supera 18-5 l’Alto Lazio allo Stadio Trombetta. 👇

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Isweb Avezzano

Avezzano – Un debutto con i fiocchi, all’insegna della concretezza tattica, del cinismo realizzativo e di una straordinaria compattezza caratteriale. L’avventura dell’Isweb Avezzano Rugby nel campionato nazionale di Serie A1 2026/2027 (Girone 1 meritocratico) si apre nel modo più entusiasmante possibile: la formazione abruzzese ha espugnato con autorevolezza il difficile terreno di gioco del VII Rugby Torino, imponendosi con un perentorio 35-19 e incamerando i primi cinque punti pesantissimi della stagione. Un successo pieno, blindato proprio allo scadere grazie al conseguimento del punto di bonus offensivo garantito dalle quattro mete messe a referto.

Sul campo piemontese di Settimo Torinese, reso pesante e scivoloso dalla pioggia battente, la compagine giallonera guidata dal capo allenatore Pierpaolo Rotilio (coadiuvato dallo staff tecnico composto da Quartaroli e Rettagliata) ha impartito una magistrale prova di maturità. I marsicani hanno saputo colpire chirurgicamente nei momenti decisivi del match, piegando l’aspra resistenza dei padroni di casa e respingendo ogni tentativo di rimonta, offrendo segnali di grande vitalità tecnica e atletica in vista del prosieguo del torneo.

La battaglia di Torino: pragmatismo, meta tecnica e poker d’autore

La cronaca della gara ha visto l’Isweb Avezzano prendere immediatamente in mano le redini del confronto grazie al piede millimetrico del mediano d’apertura Fagioli, infallibile nel centrare i pali al 1′ e al 5′ di gioco su calcio di punizione per lo 0-6 iniziale. I gialloneri hanno continuato a premere con grande disciplina e al 30′ hanno trovato la prima via della meta grazie a un’incursione fulminea di Bernardi, trasformata agevolmente da Carnino per lo 0-13. Soltanto al 37′ i padroni di casa sono riusciti a violare la retroguardia abruzzese con la meta non trasformata di Reina, fissando il parziale sul 5-13 prima dell’intervallo.

Nella ripresa l’Avezzano è rientrato in campo con rinnovata foga: al 7′ st è Bartolini a schiacciare in meta l’ovale del 5-18. Al 13′ st si consuma la svolta definitiva dell’incontro: un’irresistibile spinta del pack di mischia marsicano costringe il direttore di gara ad assegnare la meta tecnica per il 5-25, accompagnata dal secondo cartellino giallo (e conseguente espulsione definitiva con cartellino rosso) comminato al capitano piemontese Marco Monfrino. Nonostante l’inferiorità numerica, il Torino ha avuto una fiammata d’orgoglio con le mete di Cavallero e Paoletti (19-25), ma la precisione balistica di Carnino dalla piazzola (12-28) ha tenuto a distanza di sicurezza i rivali. Al 40′ st, in pieno recupero, è arrivato il sigillo magistrale: Ponzi si è involato per la quarta meta giallonera, trasformata da Du Toit per il definitivo 19-35 che ha fatto scattare la festa per i 5 punti.

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La voce dei protagonisti: l’orgoglio di Santiago Ruiz e Matteo Cavallin

Nel post-partita la soddisfazione dello spogliatoio avezzanese è palpabile, specialmente nelle parole dei nuovi innesti che si sono inseriti con straordinaria naturalezza nei meccanismi di squadra. La seconda linea Santiago Ruiz, arrivato durante il mercato estivo, ha sottolineato il valore emotivo del successo:

«Sono contentissimo: abbiamo messo tantissimo cuore in campo, facendo un lavoro egregio sia nelle fasi di mischia chiusa che in touche. Non era affatto scontato centrare i cinque punti sul campo del Settimo Torinese, soprattutto considerando che schieravamo diversi elementi nuovi. Nella prima frazione abbiamo imposto una grandissima intensità, sviluppando belle trame anche coi trequarti. Resto estremamente fiducioso per il futuro: possiamo fare ancora meglio già da domenica prossima davanti al nostro pubblico. Crediamo fermamente nel nostro piano di gioco e nei nostri valori identitari».

Sulla stessa lunghezza d’onda si è espresso il solido pilone Matteo Cavallin, anch’egli all’esordio con la casacca dell’Avezzano Rugby: «È stata una battaglia durissima e molto fisica. Non sempre siamo riusciti a sviluppare appieno il nostro gioco fluido, ma il merito principale è stato quello di rimanere costantemente focalizzati sulle consegne preparate in settimana con lo staff. Abbiamo margini di miglioramento enormi e cresceremo partita dopo partita. Questo era solo il primo passo».

Festa totale giallonera: la Cadetta di Serie C stende l’Alto Lazio allo Stadio Trombetta

A rendere indimenticabile la domenica dell’Avezzano Rugby è arrivata la contemporanea affermazione casalinga della formazione Cadetta, impegnata nella prima giornata del campionato regionale di Serie C. Sul rettangolo verde dello Stadio Trombetta di via Newton, i giovani atleti marsicani hanno superato con autorità la coriacea compagine dell’Alto Lazio con il punteggio finale di 18-5.

A trascinare i gialloneri alla vittoria sono state le due mete siglate con determinazione da Pietrantoni e Trombetta, impreziosite dalla precisione balistica di Renier nel gioco al piede. Grande soddisfazione nelle parole del tecnico della cadetta, coach Luca Di Giulio: «Non è stata una partita semplice, è stato un match sporco e tutt’altro che perfetto, però era fondamentale vincere al debutto in campionato e ci siamo riusciti. Nell’ambiente c’è un bellissimo entusiasmo e spetta a noi coltivarlo giorno per giorno. La vera differenza l’ha fatta la nostra straordinaria disciplina: un gruppo unito che parte con il piede giusto».

Il tabellino ufficiale di VII Rugby Torino – Isweb Avezzano Rugby

Di seguito il riepilogo statistico e le formazioni ufficiali del match di Serie A1 disputato a Settimo Torinese:

Campionato Nazionale di Serie A, Girone 1 – 1ª Giornata
Torino, Campo n. 1 – Domenica 18 ottobre 2026, ore 15:30
VII RUGBY TORINO – ISWEB AVEZZANO RUGBY 19-35 (p.t. 5-13) – Punti in classifica: 0-5

  • Marcatori: 1° tempo: 1’ c.p. Fagioli (A) 0-3; 5’ c.p. Fagioli (A) 0-6; 30’ meta Bernardi (A) tr. Carnino (0-13); 37’ meta Reina (T) non tr. (5-13). 2° tempo: 7’ meta Bartolini (A) non tr. (5-18); 13’ meta tecnica Isweb Avezzano (5-25); 16’ meta Cavallero (T) tr. Russo (12-25); 25’ c.p. Carnino (A) 12-28; 29’ meta Paoletti (T) tr. Aufrere (19-25); 40’ meta Ponzi (A) tr. Du Toit (19-35).
  • VII RUGBY TORINO: Marco Monfrino, Librera, Toniolo, De Razza, Paoletti, Galimberti (20’ st Aufrere), Russo (20’ st Boissier), Mirko Monfrino (cap), Mezzano (23’ st Serra), Nanetti (25’ st Ciraulo), Mirenzi (8’ st Cherubini), Ghilardi, Angotti (18’ st Cavallero), Reina, Montaldo Lo Greco (16’ st Baccolo). A disposizione: Cherubini, Baccolo, Serra, Cavallero, Ciraulo, Aufrere, Pratichetti, Boissier, Acerra, Emidi, Richichi. All. Bester.
  • ISWEB AVEZZANO RUGBY: Bernardi, Pirruccio (35’ st Tinarelli), Teodori, Lisiciani, Di Giammarco (35’ Du Toit), Carnino, Fagioli (27’ pt Bartolini), Grant (cap), Fierro, Del Vecchio (17’ st Bianca), Munro (17’ st Ponzi), Ruiz, Silla (1’ st Cavallin), Mey (1’ st Maggiore), Mocerino (10’ st Di Giacomo). A disposizione: Cavallin, Maggiore, Di Giacomo, Bianca, Ponzi, Bartolini, Du Toit, Tinarelli. All. Rotilio – Quartaroli – Rettagliata.
  • Arbitro: Francesco Meschini (Milano). Assistenti: AA1 Antonio Luzza (Torino), AA2 Vincenzo Smiraldi (Torino).
  • Calci piazzati e trasformazioni: VII Rugby Torino: Russo 1/2, Boissier 1/1. ISWEB Avezzano: Fagioli 2/2, Carnino 2/3, Du Toit 1/1.
  • Cartellini: pt. 19’ giallo Marco Monfrino (T); 24’ giallo Angotti (T); st. 11’ giallo Paoletti (T); 13’ giallo Marco Monfrino (doppia ammonizione – rosso); 19’ st giallo Pirruccio (A).
  • Note: Pomeriggio piovoso, terreno di gioco allentato e pesante. Spettatori circa 250.

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Sport

Rally Porta del Gargano, trionfo per Emanuele Giannetti: campione della Coppa Rally di Zona 8, l’elogio di Gianluca Quadrini

Al 16° Rally Porta del Gargano il pilota frusinate Emanuele Giannetti e il navigatore Gianluca Esposito, a bordo della Škoda Fabia RS Rally2, conquistano il terzo posto assoluto e vincono ufficialmente il titolo della Coppa Rally di Zona 8 (CRZ-8): arrivano le congratulazioni del Consigliere Provinciale Gianluca Quadrini per un successo storico. 👇

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Quadrini

Frosinone – Un traguardo sportivo di straordinario valore agonistico illumina il panorama del motorsport laziale e proietta la terra ciociara sul gradino più alto dei campionati automobilistici nazionali. Al termine delle appassionanti prove speciali del 16° Rally Porta del Gargano, appuntamento conclusivo e decisivo del calendario agonistico interregionale andato in scena sulle strade della provincia di Foggia, il pilota frusinate Emanuele Giannetti, affiancato dall’esperto copilota Gianluca Esposito a bordo della performante Škoda Fabia RS Rally2, ha conquistato matematicamente il prestigioso titolo di Campione della Coppa Rally di Zona 8 (CRZ-8) ACI Sport per la stagione 2026.

Il successo iridato nella Zona 8 – che raggruppa le più impegnative e selettive competizioni rallystiche del Centro-Sud Italia – rappresenta il meritato coronamento di un’annata impeccabile condotta con maestria tecnica, velocità pura, costanza di rendimento e intelligenza tattica. Sull’asfalto pugliese di Vieste e del promontorio garganico, Giannetti ha sfoderato una prestazione matura e incisiva, centrando un prestigioso terzo posto sul podio assoluto della gara che ha blindato il punteggio in classifica generale, facendo esplodere la gioia del suo equipaggio, della scuderia e di tutti i sostenitori ciociari.

Il trionfo al 16° Rally Porta del Gargano: intelligenza tattica sulla Škoda Fabia RS Rally2

Il Rally Porta del Gargano è universalmente noto tra gli addetti ai lavori come uno degli eventi più selettivi e insidiosi del calendario rallystico italiano. I suoi tratti cronometrati, incastonati tra i dislivelli mozzafiato della Foresta Umbra e i tornanti a picco sul mare Adriatico, mettono costantemente a dura prova l’affidabilità meccanica delle vetture, la precisione delle note e la tenuta psicologica dei piloti, chiamati a fronteggiare improvvisi cambi di aderenza e asfalti ad alta velocità media.

In un contesto così altamente competitivo, la condotta di gara di Emanuele Giannetti e Gianluca Esposito al volante della Škoda Fabia RS Rally2 è stata magistrale. Senza cedere alla tentazione di correre rischi inutili e mantenendo una freddezza invidiabile nelle fasi più concitate del rally, il pilota frusinate ha saputo amministrare il margine di punti sui rivali diretti, spingendo al massimo nei settori favorevoli e difendendo con autorità la terza posizione assoluta. Il bronzo sul podio finale di Vieste ha trasformato la matematica in certezza, consegnando a Giannetti l’ambita corona della Zona 8 e premiando l’enorme lavoro di messa a punto svolto dall’intero team tecnico durante l’arco della stagione.

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Le congratulazioni di Gianluca Quadrini: “Orgoglio per la Provincia di Frosinone”

La notizia dello straordinario trionfo ha suscitato immediato plauso e profonda soddisfazione nel mondo delle istituzioni locali e regionali. A esprimere le più vive felicitazioni a Giannetti è intervenuto ufficialmente Gianluca Quadrini, Consigliere Provinciale di Frosinone e autorevole Dirigente di ANCI Lazio, che ha voluto rimarcare la portata sociale e comunitaria di questa affermazione:

«Desidero esprimere le mie più vive congratulazioni e il mio plauso più sincero a Emanuele Giannetti, al suo navigatore Gianluca Esposito e a tutto il team per questo straordinario successo che riempie d’orgoglio l’intera provincia di Frosinone. Conquistare il titolo nella Coppa Rally di Zona 8 non è soltanto un traguardo di eccezionale valore sportivo, ma è la testimonianza tangibile di quanto il talento, la determinazione, il sacrificio e la professionalità paghino. Giannetti ha saputo interpretare al meglio ogni appuntamento stagionale, affrontando l’impegno di Vieste con lucidità e freddezza, doti indispensabili per gestire una classifica complessa e portare a casa un risultato storico. A lui e a quanti hanno sostenuto questo percorso vanno i miei migliori auguri per i futuri e prestigiosi traguardi professionali e sportivi».

Le parole del consigliere provinciale evidenziano il ruolo insostituibile dello sport quale ambasciatore d’eccellenza per il territorio. Dietro la vittoria in una competizione così prestigiosa vi è una storia fatta di passione autentica, officine meccaniche all’avanguardia, sponsor locali lungimiranti e una dedizione incrollabile che dà lustro all’intera operosità ciociara sul palcoscenico nazionale.

Il motorsport ciociaro protagonista: verso la Finalissima Nazionale di Coppa Italia

Con la conquista matematica della Coppa Rally di Zona 8, Emanuele Giannetti si conferma tra i piloti più veloci e completi del panorama rallistico tricolore per le vetture di classe Rally2. La vittoria del campionato zonale schiude ora le porte a un ulteriore e ancora più prestigioso obiettivo: la qualificazione di diritto alla Finale Nazionale della Coppa Italia Rally ACI Sport, dove l’equipaggio ciociaro sarà chiamato a difendere i colori della Zona 8 nel confronto diretto contro i vincitori di tutte le altre zone d’Italia.

La comunità sportiva frusinate e gli appassionati di motori si preparano a stringersi attorno al proprio alfiere in vista delle prossime sfide d’autunno. Con il trofeo del Gargano già in bacheca e la consapevolezza di aver dominato la stagione, Emanuele Giannetti e la sua Škoda Fabia RS Rally2 hanno dimostrato che il talento ciociaro non teme alcun rivale, pronto a far ruggire i motori e a scrivere nuove indimenticabili pagine di gloria sulle strade d’Italia.

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