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Salute

Costruire la medicina con i LEGO molecolari: a Teramo la lezione magistrale del professor Marco Di Antonio, dall’Istituto «Alessandrini-Marino» ai vertici dell’Imperial College di Londra

Dall’Istituto Alessandrini di Teramo all’Imperial College di Londra: il prof Marco Di Antonio torna a casa per insegnare come costruire farmaci intelligenti con i mattoncini di DNA 👇

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Marco Di Antonio

Teramo – Il DNA non è soltanto il codice sacro della vita biologica, ma un formidabile set di mattoncini intelligenti con cui architettare le biotecnologie e i farmaci salvavita del futuro. A dimostrarlo alla comunità scientifica internazionale è un talento purissimo sbocciato nel nostro territorio: il professor Marco Di Antonio, oggi docente associato presso il prestigioso Imperial College di Londra e scienziato alla guida di un team di ricerca d’avanguardia noto in tutto il mondo.

Martedì 27 ottobre 2026, dalle ore 10:00 alle 11:15, il celebre ricercatore farà ritorno nei luoghi in cui è nata la sua vocazione scientifica per incontrare gli studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore «Alessandrini-Marino» di Teramo, nell’Auditorium di via San Marino n. 12. Una lectio magistralis intitolata con felice intuizione «DNA o LEGO? Come costruire materiali funzionali utilizzando piccoli mattoncini di DNA», destinata a segnare una tappa memorabile nel percorso formativo delle classi a indirizzo Chimica e Odontotecnico.

Dall’Istituto Tecnico alle vette della nanomedicina mondiale

L’appuntamento assume un valore pedagogico e umano di rara intensità: il professor Di Antonio ha mosso i suoi primissimi passi nello studio delle scienze esatte proprio tra i banchi dell’Istituto «Alessandrini», dove ha conseguito il diploma in Chimica prima di intraprendere una folgorante carriera accademica tra l’Italia e il Regno Unito. La mattinata si aprirà alle ore 10:00 con i saluti inaugurali della dirigente scolastica del Polo Tecnologico Economico, la professoressa Maria Letizia Fatigati, affiancata da una delegata della professoressa Clara Moschella, dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Teramo, e dai rappresentanti delle istituzioni territoriali.

A seguire, lo scienziato guiderà la platea in una discesa vertiginosa nella scala nanometrica, spiegando come le singole sequenze di acidi nucleici possano essere ripiegate e ingegnerizzate per costruire biopolimeri strutturali. Una branca rivoluzionaria – la cosiddetta nanotecnologia del DNA – che permette di veicolare principi attivi direttamente all’interno delle cellule malate, aprendo frontiere inedite nella medicina personalizzata e nella diagnostica precoce.

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La doppia elica – James D. Watson

La storia avvincente e senza filtri della scoperta della struttura del DNA: il libro che ha ispirato generazioni di ricercatori a esplorare i misteri della vita e della genetica molecolare.

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La svolta sul tumore ovarico e la sfida clinica contro la SLA

La curiosità e l’attesa per l’arrivo del professor Di Antonio sono amplificate dai risultati eccezionali ottenuti dai suoi recenti studi all’Imperial College. Il suo laboratorio ha infatti decifrato un meccanismo biochimico cruciale legato alle conformazioni secondarie del DNA – note come strutture G-quadruplex – che regolano lo sviluppo della resistenza alla chemioterapia nelle pazienti colpite da carcinoma ovarico. Una scoperta epocale che offre una chiave di volta terapeutica per scongiurare le recidive tumorali e prolungare significativamente le speranze di sopravvivenza.

Parallelamente, l’équipe guidata dallo scienziato abruzzese sta conducendo sperimentazioni pionieristiche per il contrasto della Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), aggredendo i meccanismi degenerativi dei motoneuroni con oligonucleotidi di sintesi. Dalle 10:45 alle 11:15 gli studenti potranno interrogare direttamente il professore durante una sessione aperta di domande e risposte, toccando con mano cosa significhi dedicare la vita all’avanzamento della salute globale.

La scuola pubblica come motore di riscatto: le parole della preside Fatigati

Un plauso commosso giunge dalla preside Maria Letizia Fatigati: «Vedere un nostro ex alunno sedere ai vertici accademici dell’Imperial College di Londra testimonia che la scuola pubblica e la formazione tecnica d’eccellenza sono capaci di abbattere qualsiasi barriera. Ai nostri giovani dico che i confini della conoscenza e del successo sono accessibili a chiunque scelga di coltivare con costanza rigore, curiosità intellettuale e passione civile».

L’intero evento sarà fruibile in diretta streaming globale sul canale YouTube dell’istituto (www.youtube.com/user/IISTeramo), confermando l’«Alessandrini-Marino» quale autentico faro culturale e scientifico per l’intera regione.

A cura della Redazione Scuola, Scienza e Territorio di Cavaliere News

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Salute

Stress killer, il caro carburante e i blocchi al Sud fanno impennare il cortisolo: l’allarme degli esperti su ansia cronica, insonnia e microcircolo

Stress killer al Sud, il caro carburante fa impennare il cortisolo: l’allarme medico tra allerta cronica, insonnia, ritenzione idrica e danni al microcircolo 👇

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Camilla Pizzoni - Direttore Generale Pool Pharma

Napoli – Il Mezzogiorno d’Italia è bloccato e la paralisi non investe soltanto la logistica delle merci, ma si sta trasformando rapidamente in una silenziosa emergenza di sanità pubblica. Con la proroga fino al 27 ottobre delle agitazioni degli autotrasportatori contro l’impennata del costo dei carburanti, le code chilometriche ai distributori di benzina – in particolare nel nodo nevralgico di Napoli – e gli scaffali che iniziano a svuotarsi nella grande distribuzione stanno generando una profonda ondata di apprensione collettiva. Uno stato di allerta permanente che logora l’organismo di milioni di cittadini, innescando una produzione anomala di cortisolo, il micidiale “ormone dello stress”.

A lanciare l’allarme clinico è un’approfondita indagine condotta dal centro studi Pool Pharma su un campione di residenti nelle aree più colpite dalla serrata dei trasporti. Dai rilevamenti emerge un quadro psicofisico drammatico: la provincia in cui si registra il più alto picco di agitazione patologica è Cosenza (72% dei residenti), seguita a ruota da Potenza (66%), Foggia e Cagliari a pari merito (62%), Reggio Calabria (59%), Caserta (55%), Palermo (48%), Bari (44%), Napoli (40%) e Isernia (33%). Tra le categorie lavorative a rischio collasso spiccano i camionisti (82%), seguiti da agricoltori (75%), allevatori (73%), gestori di stazioni di servizio (68%) e addetti ai negozi alimentari (63%).

Il cortisolo oltre i livelli di guardia: l’analisi della dottoressa Camilla Pizzoni

Quando l’incertezza economica e l’ansia quotidiana diventano un assedio continuo, la fisiologia umana si disintegra. A spiegare la cascata ormonale che colpisce l’organismo è Camilla Pizzoni, Direttore Generale di Pool Pharma:

«Il cortisolo è la risposta chimica primaria all’angoscia prolungata. Il nostro sistema nervoso autonomo simpatico, programmato dall’evoluzione per attivare la reazione ancestrale di attacco o fuga di fronte a un pericolo mortale, rimane costantemente acceso giorno e notte», illustra l’esperta. «Questa iperproduzione supera i livelli di tolleranza, distrugge il naturale ciclo sonno-veglia ed espone il corpo a un’infiammazione sistemica di basso grado. Lo stress cronico danneggia gravemente il microcircolo sanguigno e altera il metabolismo, portando a insonnia, irritabilità, stanchezza opprimente e pericolosi sbalzi della pressione arteriosa».

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Perché alle zebre non viene l’ulcera – Robert M. Sapolsky

Il saggio medico mondiale di riferimento su stress, cortisolo e salute: come l’ansia prolungata danneggia il corpo umano e quali strategie scientifiche adottare per ritrovare l’equilibrio.

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Drenaggio, microcircolo e ritenzione idrica: la cura del professor Fabrizio Malipiero

Tra le manifestazioni somatiche più immediate e subdole dell’eccesso di cortisolo si colloca la ritenzione idrica acuta, favorita in queste settimane dalla sedentarietà forzata, dal ricorso a cibi più calorici e dalla tendenza a bere meno acqua. Un disturbo che non è affatto un mero inestetismo cutaneo, ma il sintomo manifesto di una sofferenza vascolare e linfatica. A fare chiarezza è il professor Fabrizio Malipiero, docente di Nutraceutica e Nutrigenomica presso l’Università Alma Mater di Bologna:

«La nutraceutica moderna affronta il problema con una visione olistica e clinica», chiarisce Malipiero. «Non ha alcun senso limitarsi a espellere liquidi: l’obiettivo terapeutico è sostenere la barriera del microcircolo, riattivare il drenaggio linfatico naturale, preservare l’equilibrio elettrolitico trattenendo i preziosi sali minerali e supportare la tonicità delle pareti venose, impedendo il ristagno tossico nei tessuti periferici».

Il doppio carico delle donne e l’affaticamento epatico negli uomini

Lo stress economico e logistico colpisce ambo i sessi, ma con risvolti differenti. Nelle donne, la conciliazione tra il lavoro, la gestione della casa e la cura dei figli esaspera il carico cognitivo fino a tarda sera, mantenendo i livelli di cortisolo elevati anche durante le ore destinate al riposo notturno.

Negli uomini, di contro, il cortisolo alto si salda con uno stile di vita sedentario e una dieta disordinata, ricca di sodio o alcolici consumati per stemperare le tensioni: fattori che affaticano il fegato e compromettono la depurazione organica. Imparare a gestire i carichi d’ansia, curare l’alimentazione e ricorrere a un corretto supporto nutraceutico rappresentano le uniche armi efficaci per proteggere la salute del corpo dall’onda d’urto delle crisi contemporanee.

A cura della Redazione Salute e Società di Cavaliere News

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Salute

Sanità inclusiva, al Policlinico Umberto I di Roma trionfa l’Open Day TOBIA: assistenza su misura per la disabilità, abbattimento delle barriere e alleanza con le famiglie

Sanità inclusiva, al Policlinico Umberto I di Roma boom di presenze per l’Open Day TOBIA: assistenza su misura, zero code e supporto reale per le disabilità complesse 👇

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Al Policlinico Umberto I di Roma trionfa l’Open Day TOBIA

Roma – Una straordinaria e commossa partecipazione popolare e istituzionale ha trasformato il presidio George Eastman dell’Azienda ospedaliero-universitaria Policlinico Umberto I di Roma nella capitale dell’empatia, dell’equità e dell’accoglienza. In occasione dell’Open Day TOBIA, svoltosi giovedì 22 ottobre 2026, medici, infermieri, docenti universitari, associazioni del Terzo Settore e decine di famiglie si sono stretti insieme per celebrare e diffondere un modello di sanità inclusiva all’avanguardia, capace di garantire a ogni cittadino del nostro territorio il diritto inalienabile a cure mediche tempestive, dignitose e prive di ostacoli burocratici.

L’iniziativa ha permesso alla cittadinanza di conoscere da vicino l’eccellenza e l’impatto sociale del Servizio TOBIA (Team Operativo per i Bisogni Individuali Assistenziali), uno speciale percorso assistenziale multidisciplinare concepito specificamente per rispondere alle esigenze delle persone con disabilità intellettiva profonda e neuromotoria complessa. Un protocollo che interviene con delicatezza e competenza ogni qualvolta questi pazienti necessitino di visite specialistiche, esami diagnostici o prestazioni sanitarie di bassa e media intensità non direttamente riconducibili alla propria patologia di base.

Dalla corsia preferenziale al Day Hospital: come funziona la rete TOBIA

Al Policlinico Umberto I l’approccio TOBIA non è una semplice enunciazione teorica, ma si traduce quotidianamente in un’architettura logistica studiata per azzerare lo stress e l’angoscia dell’ambiente ospedaliero. Il sistema si fonda su un call center dedicato a cui le famiglie possono rivolgersi per pianificare gli accessi, un percorso urgenze strutturato per evitare attese estenuanti nei reparti di pronto soccorso, un Day Hospital specializzato per l’inquadramento clinico, la valutazione rapida e il monitoraggio periodico, oltre a corridoi ambulatoriali facilitati che consentono di eseguire più accertamenti diagnostici e visite specialistiche in un’unica seduta coordinata.

Un valore aggiunto inestimabile emerso durante la giornata è stato il momento di confronto e testimonianza diretta con i caregiver: mamme, papà e fratelli hanno raccontato le fatiche quotidiane nell’interfacciarsi con una burocrazia sanitaria spesso cieca, elogiando la capacità di ascolto e l’umanità del personale del George Eastman, diventato un autentico approdo sicuro.

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Mio fratello rincorre i dinosauri – Giacomo Mazzariol

Un bestseller emozionante e autentico che insegna a guardare la disabilità oltre ogni stereotipo: un inno alla purezza dei legami familiari, all’accettazione e alla ricchezza della diversità.

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Il Terzo Settore protagonista: un’alleanza concreta per la comunità

A rendere tangibile la sinergia tra ospedale e territorio sono stati gli stand informativi e laboratoriali allestiti all’ingresso del presidio George Eastman, animati dalle principali associazioni di volontariato del Lazio. Nello spazio dedicato allo spettro autistico hanno operato con passione Angsa Lazio Aps e il comitato Genitori per le persone con autismo, mentre per l’area inerente alla trisomia 21 è intervenuta l’AIPD (Associazione Italiana Persone Down). Spazio anche all’arte come terapia ed emancipazione con i maestri dell’Accademia Filarmonica Romana, affiancati dal prestigioso presidio della Fondazione Telethon e dagli operatori instancabili della Croce Rossa Italiana.

Le dichiarazioni delle autorità: d’Alba, Polimeni, Maselli e Formisano

Ad aprire la sessione plenaria è stato il Direttore Generale del Policlinico Umberto I, Fabrizio d’Alba, che ha rivendicato i risultati conseguiti: «Questo Open Day è un passaggio decisivo per saldare la nostra alleanza con la comunità. Nei centri TOBIA si tocca con mano la differenza tra curare una malattia e prendersi cura della persona. I bisogni speciali esigono risposte dedicate e non standardizzate; la nostra struttura opera con successo da due anni ed è orgogliosa di essere parte integrante della rete dei 26 centri attivi in tutto il Lazio».

Presente anche la Rettrice della Sapienza Università di Roma, Antonella Polimeni, che ha rimarcato il proprio duplice ruolo di vertice accademico e medico del nosocomio: «TOBIA incarna la nostra visione di sanità pubblica: fare rete tra docenti, medici e infermieri per generare valore umano e clinico, ponendo la formazione e la ricerca al servizio della fragilità».

Un concetto rilanciato dall’Assessore all’Inclusione Sociale della Regione Lazio, Massimiliano Maselli, il quale ha ricordato la costituzione di una cabina di regia permanente e l’apprezzamento unanime espresso dalle famiglie per il potenziamento dei 26 poli regionali. In chiusura, la Garante regionale per la tutela delle persone con disabilità, Anna Teresa Formisano, ha chiosato: «Il nostro dovere primario è garantire a ciascuno pari opportunità di accesso alla vita e alle cure. TOBIA è il colpo d’ariete più efficace contro la palude burocratica che per troppo tempo ha penalizzato chi combatte già ogni giorno battaglie durissime».

A cura della Redazione Sanità e Sociale di Cavaliere News

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Salute

A Bari il XXXII Congresso Nazionale della Società Italiana di Neonatologia: dal 28 al 30 ottobre neuroprotezione, supporto in TIN e allattamento

A Bari il XXXII Congresso della Società Italiana di Neonatologia: dal 28 al 30 ottobre neuroprotezione in TIN, survey sui prematuri e Baby SIN. 👇

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Locandina evento Bari

Bari – Garantire a ogni nuovo nato le medesime opportunità di sopravvivenza e di sviluppo neuroevolutivo ottimale, abbattere le disuguaglianze assistenziali tra i reparti della penisola e porre la famiglia al centro dell’alleanza terapeutica fin dai primissimi istanti di vita. Dal 28 al 30 ottobre 2026, la città di Bari si prepara a diventare la capitale scientifica della pediatria accogliendo il XXXII Congresso Nazionale della Società Italiana di Neonatologia (SIN). Una tre giorni di altissima formazione accademica, confronto clinico e progetti operativi che riunirà nel capoluogo pugliese centinaia di neonatologi, infermieri pediatrici, psicologi e ricercatori provenienti da tutta Italia.

Il congresso biennale della SIN si caratterizza per una visione olistica della cura, capace di armonizzare le più sofisticate innovazioni biotecnologiche e di monitoraggio computazionale con il principio inderogabile dell’umanizzazione delle cure. L’evento barese affronterà le grandi frontiere della medicina perinatale: dalla gestione del trauma emotivo nei reparti di terapia intensiva alla definizione di protocolli assistenziali uniformi per le forme lievi di prematurità, fino alla creazione di modelli d’avanguardia dedicati alla protezione neurologica dei piccoli più vulnerabili.

Il ricovero in TIN e la salute emotiva: lo psicologo come pilastro dell’équipe neonatale

Uno dei temi centrali del simposio sarà dedicato alla gestione degli eventi traumatici durante il ricovero in Terapia Intensiva Neonatale (TIN). La nascita prematura o la comparsa di patologie congenite complesse rappresentano per i genitori un evento dirompente, capace di innescare sindromi da stress post-traumatico (PTSD), stati d’ansia acuta e una grave sensazione di impotenza dinanzi alla barriera delle incubatrici. Al contempo, il carico emotivo grava pesantemente anche sul personale medico e infermieristico, costantemente esposto a decisioni etiche estreme e a rischi di burnout professionale.

In questa prospettiva, la Società Italiana di Neonatologia lancia da Bari un appello inequivocabile al Ministero della Salute e alle Regioni: inserire in modo strutturato e permanente la figura dello psicologo clinico dedicato all’interno di ciascuna équipe di TIN. Non un supporto accessorio o saltuario, ma un professionista integrato nei protocolli di reparto, fondamentale per sostenere il legame di attaccamento madre-bambino (bonding), accompagnare i papà nei momenti di crisi e supportare la resilienza psicologica degli operatori sanitari.

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Manuale di Neonatologia e Terapia Intensiva: Neuroprotezione, Cure del Prematuro e Supporto alla Famiglia

Un compendio scientifico e clinico fondamentale per neonatologi, pediatri, infermieri pediatrici e psicologi: protocolli avanzati in TIN, prevenzione dei danni neurologici e umanizzazione delle cure.

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Prematurità moderata e tardiva: verso linee guida standardizzate in tutta Italia

Ampio spazio sarà riservato alla presentazione dei risultati di un’imponente survey nazionale promossa dalla SIN sui neonati moderate e late preterm (nati tra la 32ª e la 36ª settimana di gestazione). Sebbene queste forme di prematurità siano tradizionalmente percepite come lievi rispetto ai neonati estremamente prematuri, i dati epidemiologici confermano che anche i nati a ridosso del termine presentano un rischio significativamente più elevato rispetto ai nati a termine di complicanze respiratorie, metaboliche, termoregolatorie e neuroevolutive a medio termine.

La Società Italiana di Neonatologia presenterà a Bari nuove linee di indirizzo clinico per definire percorsi assistenziali standardizzati, omogenei e basati sulle più recenti evidenze scientifiche. L’obiettivo è uniformare i criteri di dimissione protetta, il monitoraggio glicemico e nutrizionale e il follow-up neurofunzionale nei primi anni di vita, superando le inaccettabili difformità che ancora sussistono tra i punti nascita del Nord e del Sud Italia.

NeuroNICU, la mostra fotografica Nutrire.Unire. e l’area Baby SIN

La terza direttrice scientifica dell’assise pugliese riguarda la NeuroNICU: un modello organizzativo avanzato interamente incentrato sulla neuroprotezione del neonato critico. Attraverso l’integrazione di monitoraggi elettroencefalografici a traccia continua (aEEG), spettroscopia nel vicino infrarosso (NIRS), protocolli di ipotermia terapeutica controllata e pratiche di Family-Centered Care (come la Kangaroo Mother Care e la riduzione dell’inquinamento acustico e luminoso), la NeuroNICU permette di minimizzare le disabilità neurologiche permanenti nei piccoli ad alto rischio.

A testimonianza della convergenza tra scienza ed empatia, la sede congressuale ospiterà la toccante mostra fotografica “Nutrire.Unire.”, che celebra l’allattamento al seno quale patrimonio universale di salute, relazione e superamento delle barriere sociali ed etniche. Inoltre, per garantire la massima conciliazione tra impegno scientifico e vita familiare ai congressisti con figli piccoli, la SIN allestirà lo spazio dedicato “Baby SIN”: un’area riservata e confortevole a disposizione delle mamme e dei papà per allattare, accudire e coccolare i propri lattanti in piena intimità. Il programma completo delle sessioni è consultabile sul portale ufficiale della SIN, confermando Bari come fulcro dell’impegno per la vita nascente.

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