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Attualità

Alluvione a Policoro, l’urlo di Pino Giordano (UGL): “Grazie Meloni per la vicinanza, ma ora vogliamo fatti e soldi veri per ripartire!”

“Grazie alla Meloni per averci messo la faccia, ma ora Policoro aspetta i SOLDI per salvare le aziende! La gente ha spalato il fango senza piangersi addosso, lo Stato ci dia una mano vera!”. L’appello disperato e orgoglioso di Pino Giordano (UGL) 🚜 🌊 La drammatica alluvione dello scorso 2 settembre ha messo in ginocchio il territorio di Policoro (Matera) e tutta la fascia ionica della Basilicata! Strade interrotte, campi agricoli distrutti e aziende allagate. Nelle scorse ore, a portare la solidarietà e la vicinanza dello Stato è arrivata direttamente la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni (insieme al Ministro dell’Agricoltura Lollobrigida). Una presenza fortissima che è stata accolta con grande emozione dal Segretario dell’UGL Matera, PINO GIORDANO. “Ringraziamo la Premier per essere venuta qui a metterci la faccia e per aver riconosciuto l’immenso coraggio dei nostri cittadini!”, ha dichiarato il sindacalista. “Davanti al disastro e all’acqua, i cittadini di Policoro, i volontari e le forze dell’ordine non si sono mai pianti addosso, ma si sono rimboccati le maniche e hanno spalato il fango fin dal primo minuto!”. Ma attenzione, dopo i ringraziamenti istituzionali, l’UGL passa all’attacco per difendere i lavoratori: “La solidarietà fa bene al cuore, ma le aziende agricole e commerciali stanno rischiando il fallimento! Servono SUBITO soldi veri e certi da parte dello Stato per ricostruire le strade e risarcire i danni, e serve un vero piano di sicurezza contro il dissesto idrogeologico!”. Leggi il fortissimo e orgoglioso appello dell’UGL a difesa del popolo lucano nel nostro articolo! 👇 🤝 L’Italia deve prendere esempio dalla pazzesca forza di volontà dei cittadini e dei volontari di Policoro! Siete d’accordo sul fatto che lo Stato debba inviare subito tutti i fondi necessari (senza perdere mesi con la stupida burocrazia) per aiutare i poveri agricoltori e i commercianti alluvionati a riaprire le loro attività? Lasciate un cuore per sostenere la Basilicata e diteci la vostra!

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Giorgia Meloni a Policoro

Policoro (MT) – Ci sono momenti di emergenza assoluta in cui il fango, la pioggia e la disperazione minacciano di cancellare in poche ore i sacrifici di una vita intera. L’alluvione che lo scorso 2 settembre si è abbattuta con una ferocia inaudita su Policoro e su tutta la splendida fascia ionica della Basilicata ha lasciato dietro di sé una scia di danni, detriti e paure. Eppure, proprio in quei momenti drammatici in cui l’acqua invadeva le strade e le attività commerciali, la gente del Sud ha dimostrato per l’ennesima volta di che pasta è fatta: nessun vittimismo, nessuna rassegnazione, solo tanta forza di volontà e migliaia di braccia armate di pale per liberare le case dalla melma.
È da questa inesauribile dignità popolare che parte il forte e appassionato intervento di Pino Giordano, instancabile Segretario Provinciale dell’UGL Matera. L’occasione è stata la visita ufficiale sui luoghi del disastro da parte della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida. Una presenza istituzionale dal peso politico enorme, che non ha lasciato indifferente il sindacato.

Il coraggio nel fango: Policoro non si piange addosso

«Vogliamo ringraziare sinceramente la Presidente Meloni per essere venuta fisicamente qui a Policoro e per la vicinanza e la solidarietà espresse dall’intero Governo alla nostra martoriata comunità», ha dichiarato con orgoglio Pino Giordano.
Ciò che il sindacalista ha gradito maggiormente è stato il tributo di rispetto rivolto dalla Premier ai cittadini colpiti: «Abbiamo particolarmente apprezzato il riconoscimento rivolto dal Presidente a tutti coloro che, nelle ore più buie e difficili dell’emergenza, hanno saputo reagire con enorme responsabilità, senza mai piangersi addosso e rimboccandosi immediatamente le maniche. I cittadini, le istituzioni locali, il Sindaco, le incredibili Forze dell’Ordine, i volontari della Protezione Civile, i sindacati e tutto il mondo produttivo hanno dimostrato che Policoro sa fare squadra». La forza del territorio lucano è tutta qui: davanti alla furia della natura non ci si arrende, ci si abbraccia e si lavora senza sosta per tornare a vivere.

L’appello dell’UGL: “Servono subito fondi e certezze”

Tuttavia, dopo i doverosi ringraziamenti per la solidarietà istituzionale, il Segretario dell’UGL cambia tono e passa alle richieste concrete, ricordando al Governo che le pacche sulle spalle non bastano per ricostruire un’economia in ginocchio.
«Proprio perché abbiamo dimostrato di saper reagire da leoni, adesso chiediamo allo Stato e alle istituzioni di fare la propria parte fino in fondo», tuona Giordano. «La solidarietà è fondamentale e la presenza fisica del Governo è un bellissimo segnale che apprezziamo immensamente, ma l’emergenza non si risolve con le parole: ora servono risorse economiche certe, tempi di erogazione rapidissimi e interventi concreti sul territorio». Il leader sindacale ricorda infatti che Policoro non è un paesino qualsiasi, ma è orgogliosamente la terza città della Basilicata: un punto di riferimento strategico per l’agricoltura, il turismo estivo, il commercio e l’occupazione vitale dell’intera fascia ionica. Un blocco della sua economia significherebbe un disastro per l’intera regione.

Mai più disastri: la sfida vitale della prevenzione

Per l’UGL Matera, l’elenco delle priorità da finanziare immediatamente è chiaro e non ammette ritardi burocratici: serve il ripristino immediato delle infrastrutture e della viabilità crollate sotto il peso dell’acqua, e servono sostegni economici rapidi per salvare dal fallimento le imprese, le attività turistiche e le meravigliose aziende agricole (pesantemente danneggiate), per tutelare i lavoratori e le famiglie ormai alla fame.
Ma Pino Giordano chiude il suo appassionato intervento con un monito per il futuro: «Non possiamo e non dobbiamo più limitarci a riparare maldestramente i danni ogni volta che arriva un evento meteorologico estremo. Lo Stato deve finalmente investire enormi capitali nella sicurezza preventiva e nella resilienza idrogeologica del territorio. Noi come UGL Matera non ci tireremo mai indietro, saremo in trincea al fianco dei lavoratori. Ma ora basta parole: la nostra comunità ha dimostrato dignità e coraggio da vendere, ora merita tutti i soldi e gli strumenti per rialzarsi».

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Politica

“Vannacci a Cernobbio è stato un flop e un gigantesco bluff”. L’urlo di Mazzocchi (Cristiano Riformisti) asfalta il Generale: “Idee distruttive”

“È stato un Flop pazzesco, un vero e proprio buco nell’acqua! La sua politica filo-putiniana e anti-europea rischia di distruggere l’Italia!”. L’Onorevole Mazzocchi asfalta il Generale Vannacci dopo il discorso di Cernobbio! ❌ 🇮🇹 Nella Destra italiana è scoppiato un vero e proprio uragano politico, e questa volta le critiche feroci a Roberto Vannacci non arrivano dalla Sinistra, ma dal cuore dell’area cattolica e conservatrice! Dopo l’attesissimo intervento del Generale al prestigioso “Forum Ambrosetti” di Cernobbio (dove si riuniscono i più grandi economisti e politici d’Europa), il Presidente del Movimento dei Cristiano Riformisti, l’Onorevole Antonio Mazzocchi, ha diramato un comunicato infuocato per stroncare il leader di “Futuro Nazionale”! Secondo Mazzocchi, il discorso di Vannacci è stato “un grande bluff”, accolto dalla sala con “timidi e gelidi applausi di circostanza”. Le accuse politiche mosse da Mazzocchi fanno tremare i polsi: “Le sue parole hanno confermato la sua natura anti-europea e filo-putiniana! Ipotizzare di far uscire l’Italia dall’Europa o di abbandonare l’Euro è una follia che ignora la geopolitica mondiale. L’alternativa che ci propone il Generale non è competitiva, è puramente distruttiva contro tutto ciò che l’Europa ha costruito fino a oggi!”. L’Onorevole ha quindi ribadito i sacri valori Cristiani ed Europeisti del suo movimento, prendendo nettamente e duramente le distanze dal populismo estremo di Vannacci. Leggi tutti i dettagli di questo durissimo attacco frontale nel nostro articolo completo! 👇 🇪🇺 Voi da che parte state in questa furente litigata politica? Credete che l’On. Mazzocchi abbia ragione a dire che le idee di Vannacci sull’Europa siano una “follia distruttiva” che rischia di far fallire l’Italia? O siete d’accordo con il Generale? Diteci la vostra opinione nei commenti e accendete il dibattito condividendo il post!

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Vannacci a Cernobbio

Roma – Ci sono palcoscenici politici in cui non basta saper urlare gli slogan giusti per strappare un applauso, ma serve una reale e profonda visione geopolitica ed economica del mondo. Il celebre Forum Ambrosetti di Cernobbio (l’esclusivo ritrovo annuale sulle sponde del Lago di Como dove si riunisce la vera élite dell’imprenditoria, dell’alta finanza e della politica internazionale) è da sempre il banco di prova più duro per qualsiasi leader. E, a giudicare dalle reazioni durissime emerse in queste ore, l’attesissimo intervento del Generale Roberto Vannacci si è trasformato in un clamoroso autogol politico.
A lanciare un vero e proprio missile terra-aria contro il leader di Futuro Nazionale non è stata la solita opposizione di Sinistra, bensì una costola importantissima del mondo conservatore: l’Onorevole Antonio Mazzocchi, combattivo Presidente del Movimento dei Cristiano Riformisti. E le parole usate per stroncare la performance del Generale sono di una durezza politica senza precedenti.

Applausi gelidi a Cernobbio: “Il suo discorso è stato un buco nell’acqua”

L’attacco dell’Onorevole Mazzocchi parte proprio dall’analisi fisica e tangibile della reazione che il pubblico di Cernobbio (formato da industriali e grandissimi investitori) ha riservato alle idee “fuori dagli schemi” di Vannacci. «Il suo discorso pronunciato a Cernobbio non fa che confermare, ancora una volta di più, il grande bluff della sua proposta politica», tuona senza mezzi termini il Presidente dei Cristiano Riformisti.
Mazzocchi dipinge una scena quasi umiliante per il leader sovranista: «A Cernobbio, Vannacci ha fatto un vero e proprio buco nell’acqua, come hanno ampiamente sottolineato i timidi, freddi e molto tiepidi applausi di circostanza che ha ricevuto alla fine». Un giudizio tranciante che svela come, al di fuori dei propri comizi di piazza, le tesi estremiste del Generale fatichino terribilmente a trovare sponda in chi deve concretamente gestire l’economia del Paese.

Le accuse pesantissime: “Linea politica anti-europea e filo-putiniana”

Ma qual è il punto di rottura che ha fatto infuriare così tanto i Riformisti? È la totale mancanza di una bussola occidentale. Mazzocchi spara ad alzo zero sull’ideologia che muove i fili di Futuro Nazionale: «Come Movimento riteniamo che le dichiarazioni del Generale abbiano dimostrato ancora una volta la netta natura anti-europea e apertamente filo-putiniana della sua linea politica».
Essere etichettati come “amici di Putin” in un consesso internazionale prestigioso come Cernobbio equivale a una vera e propria condanna all’isolamento diplomatico. Ma l’Onorevole va oltre, attaccando la follia economica paventata (o lasciata intuire) da Vannacci nei suoi discorsi sulla sovranità nazionale. «Ipotizzare anche solo lontanamente l’uscita dall’Europa o, peggio ancora, l’abbandono della moneta unica (l’Euro), significa ignorare totalmente le dinamiche della geografia e della geopolitica contemporanea. Dinamiche che oggi impongono, al contrario, di essere uniti sotto le insegne dei valori comuni europei per poter fronteggiare le minacce globali».

La difesa dei valori cristiani e la fine del “Bluff”

Il durissimo comunicato si chiude con una orgogliosa e identitaria difesa dei principi cattolici, che non possono essere barattati con il populismo sfrenato. «Come Movimento dei Cristiano Riformisti ribadiamo con forza i nostri sacri valori fondanti, legati a una chiara e profonda identità cristiana europea, e condanniamo con piena convinzione e senza alcun dubbio l’intervento di Roberto Vannacci», dichiara fiero Mazzocchi.
La stoccata finale è un monito rivolto direttamente agli elettori moderati della Destra italiana, spesso ammaliati dalle promesse facili di Futuro Nazionale: «L’alternativa proposta da Vannacci non è affatto competitiva come lui cerca di sostenere e raccontare ai suoi elettori, ma si rivela al contrario fortemente distruttiva rispetto a tutto quanto di buono e di solido è stato costruito e realizzato fino ad oggi in Europa». Il grande bluff sembra essere stato definitivamente svelato, e la luna di miele tra il Generale e il mondo cattolico moderato si è schiantata contro le severe mura del Forum di Cernobbio.

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Attualità

Perché essere ottimisti

In un momento drammatico, ma che è tutto fuorché inatteso dopo oltre 20 anni di elaborate “narrazioni” che si sono rivelate oggi distantissime dalla realtà fattuale, per chi che come chi scrive è già nonno, diventa imperativo intravedere per il futuro dei nostri figli e dei nostri nipoti un’uscita da una situazione complessa e che è a sua volta figlia di scelte che avrebbero meritato un approccio più meditato ed attento. Passare il tempo a raccontarsi ciò che è già stato può essere utile a capire, ma certo non risolve il “casino” in cui quella che una volta ironicamente chiamavo “Old West Europe” si è infilata immaginando e perseguendo un proprio allargamento sotto l’ombrello di una NATO che fin dalla vicenda dello smembramento della ex Jugoslavia aveva evidenziato una propria netta distanza strategica dai modi di quella ambizione.

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Cesare Scotoni

Redazione-  In un momento drammatico, ma che è tutto fuorché inatteso dopo oltre 20 anni di elaborate “narrazioni” che si sono rivelate oggi distantissime dalla realtà fattuale, per chi che come chi scrive è già nonno, diventa imperativo intravedere per il futuro dei nostri figli e dei nostri nipoti un’uscita da una situazione complessa e che è a sua volta figlia di scelte che avrebbero meritato un approccio più meditato ed attento. Passare il tempo a raccontarsi ciò che è già stato può essere utile a capire, ma certo non risolve il “casino” in cui quella che una volta ironicamente chiamavo “Old West Europe” si è infilata immaginando e perseguendo un proprio allargamento sotto l’ombrello di una NATO che fin dalla vicenda dello smembramento della ex Jugoslavia aveva evidenziato una propria netta distanza strategica dai modi di quella ambizione.

In particolare il nostro Paese che, con la protezione certo non gratuita della NATO, era cresciuto fino al quarto posto nel P.I.L. tra i Paesi del G7, seguendo la lezione di Keynes per compensare in modo anticiclico i cali di domanda con la spesa pubblica, puntando da subito su un sistema economico “misto”, dove lo Stato entrava direttamente nell’indirizzo dell’economia nazionale sia attraverso delle partecipazioni che attraverso gli acquisti di titoli di Stato da parte della Banca d’Italia per tenere basso il costo del debito pubblico rappresentò un’anomalia rispetto sia al modello capitalista anglosassone che a quel capitalismo renano uscito a pezzi dalle due guerre mondiali. La crescita del Paese ci fu e fu costruita con quel modello misto che finanziò sia la Cassa del Mezzogiorno che le tante riforme, a partire dalla Riforma Agraria per arrivare alla Riforma del Diritto allo Studio, del Diritto alla Casa, allo Statuto dei Lavoratori ed al Sistema Sanitario Nazionale e che migliorarono progressivamente le condizioni di famiglie e lavoratori.

A metà degli anni Ottanta l’ambizione di pochi di accelerare il processo di unificazione europea per gestire con regole uniche e certo diverse dal modello italiano un mercato importante come quello fino allora interpretato dalla CEE, delegando al Capitale multinazionale la gestione della fame di infrastrutture legata all’incremento dell’export continentale e la ristrutturazione di un welfare continentale da ripensare a fronte dell’imporsi di nuove tecnologie. Detta spinta di cui la Thatcher fu il campione in Europa, sommata poi allo straordinario scioglimento volontario dell’Unione Sovietica e al conseguente abbaglio sulla “Fine della Storia” e la vittoria globale del liberalismo anglosassone, indiscutibile per alcuni, portò ad un percorso perverso, avviato con Ciampi e Andreatta ben prima che Mario Draghi approdasse al Tesoro per gestire la svendita di un Patrimonio Pubblico che era una ricchezza dello Stato. Nel 1992 quella classe politica che si opponeva alla svendita fu “spazzata via” e poi, con la vicenda del Kossovo, tutti scoprimmo i “D’Alema Boys” e la Banca d’Affari di Palazzo Chigi dove nessuno parlava l’inglese. Il resto invece è cronaca e dati economici. Che contraddicono le “narrazioni” seguite al 2005.

Questo il passato che ha visto poi la Germania nuovamente riunita riproporre la competizione tra i capitalismi renano ed anglosassone e tra modelli di sviluppo e ruolo dello Stato che già aveva caratterizzato il Novecento. E che già allora divise i modelli statuali continentali tra le Democrazie ed i Totalitarismi. O, per “modernizzare” il senso della sfida ad un confronto tra Unionisti e Federalisti. Dove la Federazione integra e completa le legislazioni statuali e l’Unione è una struttura sovra statuale che le sostituisce. Chi ha vinto e chi ha perso è sotto gli occhi di tutti. Con l’esplosione del NorthStream2 e la fine del sogno di chi fece quella scommessa.
Tornando ora alla speranza e all’ottimismo che dobbiamo a figli e nipoti l’Italia ha la fortuna di avere saputo elaborare un proprio originale modello misto che ha dimostrato di funzionare bene. E il modello di capitalismo anglosassone implica nei fatti le guerre per il controllo delle risorse e delle tecnologie. Il modello che serve all’Europa non è quello adottato da Maastricht in avanti e tutti ormai ne sono consapevoli. E l’Euro per ora ha perso sul campo la sua prima sfida con il dollaro. Serve quindi una transizione tra il disastro che viviamo ed il Progetto da cui si partiva. Il mondo ha già visto molti esempi in cui in un Paese si è avuta la doppia circolazione di valute. E l’esperienza ci dice che Istruzione e Welfare vanno declinati come investimenti e non come costi. L’Italia ad oggi è solo formalmente priva della propria sovranità monetaria e l’Euro, che dal punto di vista della Governance è largamente incompleto ed insufficiente, deve essere comunque ripensato e con esso la BCE, visto il fallimento tecnico e politico che hanno rappresentato.

La crisi offre quindi più vie di uscita che, al netto della corruzione come arma di pressione politica, contemplano sia la capacità di ripensare quel progetto deragliato nel 2005 che di salvaguardare le conquiste sociali del passato e di liquidare una classe dirigente che per risultare credibile non potrà essere in continuità con quel disastro.
Il bagno con una realtà che smentisce 20 anni di narrazioni ben congegnate non è la fine di un’ambizione, ma forse può essere l’occasione per riconoscere ciò di positivo ed originale fu pensato da chi ha portato in trentacinque anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale un’Europa divisa ed in rovina a essere protagonista a livello globale con un progetto del tutto diverso da quello vissuto dopo il 2010.

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Politica

Futuro Nazionale lancia l’assalto a Milano: il Generale Burgio per fare il Sindaco e un “Piano Casa” per gli italiani. Parla l’Avvocato Maturo

“Basta criminalità, riprendiamoci la nostra città! Mille nuove Case Popolari solo per gli Italiani e tolleranza zero sui mezzi pubblici!”. 🇮🇹 🦅 La “Destra Sociale” si compatta e lancia l’assalto al Comune di Milano in vista del 2027: ecco il clamoroso piano di “Futuro Nazionale”! Ormai vivere a Milano sta diventando un incubo: scippi, degrado, immigrazione fuori controllo e aggressioni quotidiane su bus e metropolitane. Ma c’è chi ha deciso di dire BASTA e di scendere in campo per sconfiggere la Sinistra! In queste ore si è riunito il Comitato milanese di “Futuro Nazionale” (il partito di stampo sovranista) per lanciare ufficialmente la candidatura a Sindaco del Generale CARMELO BURGIO! A guidare questa truppa di patrioti è lo storico Avvocato Renato MATURO, figura di spicco assoluto della Destra, che ha suonato la carica per una Milano “finalmente sicura, pulita e ordinata!”. Durante la riunione è intervenuto anche il “vulcanico” ex assessore Piergianni PROSPERINI, che ha lanciato una proposta bomba: serve un “Piano Casa” immediato per costruire 1.000 nuove case popolari destinate SOLTANTO AGLI ITALIANI che da anni marciscono dimenticati nelle liste d’attesa! Spazio anche alla battaglia sulla sicurezza sui mezzi ATM, portata avanti dai fratelli Ettore e Nunzia Vairo. “Dobbiamo difendere gli autisti e i passeggeri italiani dalla criminalità!”, hanno tuonato. Leggi tutti i dettagli di questa potente riunione politica (a cui ha partecipato anche il “Barone Nero” Jonghi Lavarini) nel nostro articolo completo! 👇 🚔 Voi cosa ne pensate di questo programma elettorale? Siete d’accordo con Prosperini sul fatto che le case popolari andrebbero assegnate “Prima agli Italiani”? O siete stufi delle promesse dei politici e volete vedere i fatti? Diteci la vostra nei commenti e condividete questo post con i vostri amici milanesi!

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Rappresentanti di Futuro Nazionale di Milano

Milano – In una metropoli sempre più piegata dall’emergenza criminalità, dove la microdelinquenza dilaga nelle piazze e la qualità della vita sembra peggiorare mese dopo mese sotto il peso dell’insicurezza diffusa, c’è una nuova e arrembante forza politica che ha deciso di scendere in campo per lanciare una clamorosa sfida elettorale in vista del 2027. Stiamo parlando di Futuro Nazionale, il movimento politico di chiara ispirazione sovranista, che in queste ore ha serrato i ranghi sotto la Madonnina, organizzando una potentissima riunione operativa del Comitato Costituente Milano 421.

La visione dell’Avvocato Maturo: riprenderci Milano

L’obiettivo è chiaro e ambizioso: strappare Palazzo Marino alla Sinistra e candidare alla poltrona di Sindaco il Generale Carmelo Burgio. A tirare le fila di questo ambizioso progetto politico è l’Avvocato Renato Maturo, Presidente del comitato costituente e figura storica, amatissima e di enorme spessore della Destra sociale milanese (già dirigente di altissimo profilo in MSI, Alleanza Nazionale e Fratelli d’Italia).
«Noi lavoriamo sodo per una Milano più sicura, pulita, ordinata, accogliente e vivibile per tutti i milanesi, ma anche per i tantissimi pendolari e turisti che ogni giorno vengono nella nostra storica e laboriosa città», ha sintetizzato con pragmatismo l’Avvocato Maturo davanti a una platea affollata da militanti, iscritti, ex consiglieri di zona e moltissimi rappresentanti delle associazioni culturali e di volontariato dei quartieri periferici.

Il ritorno di Prosperini: identità ambrosiana e “Case agli italiani”

Ad infiammare l’incontro è stata anche la presenza del “vulcanico” Dottor Piergianni Prosperini, già noto e indimenticato Assessore Regionale. Con la sua consueta e inimitabile energia politica, Prosperini ha dettato la linea su due temi che fanno letteralmente ribollire il sangue ai cittadini: la difesa totale dell’identità ambrosiana (sempre più minacciata dalla globalizzazione) e il dramma insopportabile dell’emergenza abitativa.
Prosperini ha lanciato una proposta che farà sicuramente discutere: serve un massiccio e gigantesco “Piano Casa” per la metropoli. Un progetto che passi inevitabilmente per il recupero immediato dell’immenso e malandato patrimonio edilizio attuale, affiancato dalla costruzione ex novo di «almeno mille nuove case destinate esclusivamente agli italiani che marciscono da anni in lista di attesa».

Terrore sui mezzi pubblici: la battaglia dei fratelli Vairo

Un altro tema caldissimo affrontato durante la riunione è stato quello della sicurezza sui mezzi di trasporto. Ormai prendere la metro o un autobus di sera a Milano è diventato un atto di coraggio estremo. A dare voce all’esasperazione dei lavoratori ci hanno pensato Ettore e Nunzia Vairo, fratelli militanti della destra sociale e storici operatori ATM. Il loro obiettivo è tanto chiaro quanto urgente: portare la ferrea linea politica securitaria e sovranista di Futuro Nazionale direttamente nel cuore del trasporto pubblico locale, alzando un muro in difesa sia dei terrorizzati utenti, sia dei lavoratori italiani, ormai quotidianamente vittime di aggressioni incontrollate.

La rete provinciale e l’esercito dei patrioti

A chiudere il cerchio della strategia politica è stato Luca Brandolini (Presidente del comitato di Peschiera Borromeo ed ex consigliere comunale), che ha proposto la creazione di un coordinamento d’acciaio fra Milano e i tanti comuni della provincia che andranno al voto contemporaneamente nel 2027, per creare una vera e propria morsa elettorale contro le sinistre.
La riunione ha visto la partecipazione di tantissime personalità di spicco dell’ambiente della destra extra-parlamentare e culturale: da Antonio Imperatore (del circolo culturale Amici della Russia) a Giovanni Trombetta (Centro studi multipolari), passando per il noto “Barone Nero” Roberto Jonghi Lavarini, fino a Felice Piscitelli (dei Centri di Assistenza Fiscale). A suggellare l’inizio formale della grande corsa elettorale verso il 2027 è stata la nomina ufficiale di Carmine Pirrotta, scelto per ricoprire l’importantissimo ruolo di Vice Presidente del Comitato 421. La corazzata della Destra milanese ha scaldato i motori: la Sinistra a Palazzo Marino è ufficialmente avvisata.

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