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Politica

Futuro Nazionale lancia l’assalto a Milano: il Generale Burgio per fare il Sindaco e un “Piano Casa” per gli italiani. Parla l’Avvocato Maturo

“Basta criminalità, riprendiamoci la nostra città! Mille nuove Case Popolari solo per gli Italiani e tolleranza zero sui mezzi pubblici!”. 🇮🇹 🦅 La “Destra Sociale” si compatta e lancia l’assalto al Comune di Milano in vista del 2027: ecco il clamoroso piano di “Futuro Nazionale”! Ormai vivere a Milano sta diventando un incubo: scippi, degrado, immigrazione fuori controllo e aggressioni quotidiane su bus e metropolitane. Ma c’è chi ha deciso di dire BASTA e di scendere in campo per sconfiggere la Sinistra! In queste ore si è riunito il Comitato milanese di “Futuro Nazionale” (il partito di stampo sovranista) per lanciare ufficialmente la candidatura a Sindaco del Generale CARMELO BURGIO! A guidare questa truppa di patrioti è lo storico Avvocato Renato MATURO, figura di spicco assoluto della Destra, che ha suonato la carica per una Milano “finalmente sicura, pulita e ordinata!”. Durante la riunione è intervenuto anche il “vulcanico” ex assessore Piergianni PROSPERINI, che ha lanciato una proposta bomba: serve un “Piano Casa” immediato per costruire 1.000 nuove case popolari destinate SOLTANTO AGLI ITALIANI che da anni marciscono dimenticati nelle liste d’attesa! Spazio anche alla battaglia sulla sicurezza sui mezzi ATM, portata avanti dai fratelli Ettore e Nunzia Vairo. “Dobbiamo difendere gli autisti e i passeggeri italiani dalla criminalità!”, hanno tuonato. Leggi tutti i dettagli di questa potente riunione politica (a cui ha partecipato anche il “Barone Nero” Jonghi Lavarini) nel nostro articolo completo! 👇 🚔 Voi cosa ne pensate di questo programma elettorale? Siete d’accordo con Prosperini sul fatto che le case popolari andrebbero assegnate “Prima agli Italiani”? O siete stufi delle promesse dei politici e volete vedere i fatti? Diteci la vostra nei commenti e condividete questo post con i vostri amici milanesi!

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Rappresentanti di Futuro Nazionale di Milano

Milano – In una metropoli sempre più piegata dall’emergenza criminalità, dove la microdelinquenza dilaga nelle piazze e la qualità della vita sembra peggiorare mese dopo mese sotto il peso dell’insicurezza diffusa, c’è una nuova e arrembante forza politica che ha deciso di scendere in campo per lanciare una clamorosa sfida elettorale in vista del 2027. Stiamo parlando di Futuro Nazionale, il movimento politico di chiara ispirazione sovranista, che in queste ore ha serrato i ranghi sotto la Madonnina, organizzando una potentissima riunione operativa del Comitato Costituente Milano 421.

La visione dell’Avvocato Maturo: riprenderci Milano

L’obiettivo è chiaro e ambizioso: strappare Palazzo Marino alla Sinistra e candidare alla poltrona di Sindaco il Generale Carmelo Burgio. A tirare le fila di questo ambizioso progetto politico è l’Avvocato Renato Maturo, Presidente del comitato costituente e figura storica, amatissima e di enorme spessore della Destra sociale milanese (già dirigente di altissimo profilo in MSI, Alleanza Nazionale e Fratelli d’Italia).
«Noi lavoriamo sodo per una Milano più sicura, pulita, ordinata, accogliente e vivibile per tutti i milanesi, ma anche per i tantissimi pendolari e turisti che ogni giorno vengono nella nostra storica e laboriosa città», ha sintetizzato con pragmatismo l’Avvocato Maturo davanti a una platea affollata da militanti, iscritti, ex consiglieri di zona e moltissimi rappresentanti delle associazioni culturali e di volontariato dei quartieri periferici.

Il ritorno di Prosperini: identità ambrosiana e “Case agli italiani”

Ad infiammare l’incontro è stata anche la presenza del “vulcanico” Dottor Piergianni Prosperini, già noto e indimenticato Assessore Regionale. Con la sua consueta e inimitabile energia politica, Prosperini ha dettato la linea su due temi che fanno letteralmente ribollire il sangue ai cittadini: la difesa totale dell’identità ambrosiana (sempre più minacciata dalla globalizzazione) e il dramma insopportabile dell’emergenza abitativa.
Prosperini ha lanciato una proposta che farà sicuramente discutere: serve un massiccio e gigantesco “Piano Casa” per la metropoli. Un progetto che passi inevitabilmente per il recupero immediato dell’immenso e malandato patrimonio edilizio attuale, affiancato dalla costruzione ex novo di «almeno mille nuove case destinate esclusivamente agli italiani che marciscono da anni in lista di attesa».

Terrore sui mezzi pubblici: la battaglia dei fratelli Vairo

Un altro tema caldissimo affrontato durante la riunione è stato quello della sicurezza sui mezzi di trasporto. Ormai prendere la metro o un autobus di sera a Milano è diventato un atto di coraggio estremo. A dare voce all’esasperazione dei lavoratori ci hanno pensato Ettore e Nunzia Vairo, fratelli militanti della destra sociale e storici operatori ATM. Il loro obiettivo è tanto chiaro quanto urgente: portare la ferrea linea politica securitaria e sovranista di Futuro Nazionale direttamente nel cuore del trasporto pubblico locale, alzando un muro in difesa sia dei terrorizzati utenti, sia dei lavoratori italiani, ormai quotidianamente vittime di aggressioni incontrollate.

La rete provinciale e l’esercito dei patrioti

A chiudere il cerchio della strategia politica è stato Luca Brandolini (Presidente del comitato di Peschiera Borromeo ed ex consigliere comunale), che ha proposto la creazione di un coordinamento d’acciaio fra Milano e i tanti comuni della provincia che andranno al voto contemporaneamente nel 2027, per creare una vera e propria morsa elettorale contro le sinistre.
La riunione ha visto la partecipazione di tantissime personalità di spicco dell’ambiente della destra extra-parlamentare e culturale: da Antonio Imperatore (del circolo culturale Amici della Russia) a Giovanni Trombetta (Centro studi multipolari), passando per il noto “Barone Nero” Roberto Jonghi Lavarini, fino a Felice Piscitelli (dei Centri di Assistenza Fiscale). A suggellare l’inizio formale della grande corsa elettorale verso il 2027 è stata la nomina ufficiale di Carmine Pirrotta, scelto per ricoprire l’importantissimo ruolo di Vice Presidente del Comitato 421. La corazzata della Destra milanese ha scaldato i motori: la Sinistra a Palazzo Marino è ufficialmente avvisata.

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Politica

“Vannacci a Cernobbio è stato un flop e un gigantesco bluff”. L’urlo di Mazzocchi (Cristiano Riformisti) asfalta il Generale: “Idee distruttive”

“È stato un Flop pazzesco, un vero e proprio buco nell’acqua! La sua politica filo-putiniana e anti-europea rischia di distruggere l’Italia!”. L’Onorevole Mazzocchi asfalta il Generale Vannacci dopo il discorso di Cernobbio! ❌ 🇮🇹 Nella Destra italiana è scoppiato un vero e proprio uragano politico, e questa volta le critiche feroci a Roberto Vannacci non arrivano dalla Sinistra, ma dal cuore dell’area cattolica e conservatrice! Dopo l’attesissimo intervento del Generale al prestigioso “Forum Ambrosetti” di Cernobbio (dove si riuniscono i più grandi economisti e politici d’Europa), il Presidente del Movimento dei Cristiano Riformisti, l’Onorevole Antonio Mazzocchi, ha diramato un comunicato infuocato per stroncare il leader di “Futuro Nazionale”! Secondo Mazzocchi, il discorso di Vannacci è stato “un grande bluff”, accolto dalla sala con “timidi e gelidi applausi di circostanza”. Le accuse politiche mosse da Mazzocchi fanno tremare i polsi: “Le sue parole hanno confermato la sua natura anti-europea e filo-putiniana! Ipotizzare di far uscire l’Italia dall’Europa o di abbandonare l’Euro è una follia che ignora la geopolitica mondiale. L’alternativa che ci propone il Generale non è competitiva, è puramente distruttiva contro tutto ciò che l’Europa ha costruito fino a oggi!”. L’Onorevole ha quindi ribadito i sacri valori Cristiani ed Europeisti del suo movimento, prendendo nettamente e duramente le distanze dal populismo estremo di Vannacci. Leggi tutti i dettagli di questo durissimo attacco frontale nel nostro articolo completo! 👇 🇪🇺 Voi da che parte state in questa furente litigata politica? Credete che l’On. Mazzocchi abbia ragione a dire che le idee di Vannacci sull’Europa siano una “follia distruttiva” che rischia di far fallire l’Italia? O siete d’accordo con il Generale? Diteci la vostra opinione nei commenti e accendete il dibattito condividendo il post!

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Vannacci a Cernobbio

Roma – Ci sono palcoscenici politici in cui non basta saper urlare gli slogan giusti per strappare un applauso, ma serve una reale e profonda visione geopolitica ed economica del mondo. Il celebre Forum Ambrosetti di Cernobbio (l’esclusivo ritrovo annuale sulle sponde del Lago di Como dove si riunisce la vera élite dell’imprenditoria, dell’alta finanza e della politica internazionale) è da sempre il banco di prova più duro per qualsiasi leader. E, a giudicare dalle reazioni durissime emerse in queste ore, l’attesissimo intervento del Generale Roberto Vannacci si è trasformato in un clamoroso autogol politico.
A lanciare un vero e proprio missile terra-aria contro il leader di Futuro Nazionale non è stata la solita opposizione di Sinistra, bensì una costola importantissima del mondo conservatore: l’Onorevole Antonio Mazzocchi, combattivo Presidente del Movimento dei Cristiano Riformisti. E le parole usate per stroncare la performance del Generale sono di una durezza politica senza precedenti.

Applausi gelidi a Cernobbio: “Il suo discorso è stato un buco nell’acqua”

L’attacco dell’Onorevole Mazzocchi parte proprio dall’analisi fisica e tangibile della reazione che il pubblico di Cernobbio (formato da industriali e grandissimi investitori) ha riservato alle idee “fuori dagli schemi” di Vannacci. «Il suo discorso pronunciato a Cernobbio non fa che confermare, ancora una volta di più, il grande bluff della sua proposta politica», tuona senza mezzi termini il Presidente dei Cristiano Riformisti.
Mazzocchi dipinge una scena quasi umiliante per il leader sovranista: «A Cernobbio, Vannacci ha fatto un vero e proprio buco nell’acqua, come hanno ampiamente sottolineato i timidi, freddi e molto tiepidi applausi di circostanza che ha ricevuto alla fine». Un giudizio tranciante che svela come, al di fuori dei propri comizi di piazza, le tesi estremiste del Generale fatichino terribilmente a trovare sponda in chi deve concretamente gestire l’economia del Paese.

Le accuse pesantissime: “Linea politica anti-europea e filo-putiniana”

Ma qual è il punto di rottura che ha fatto infuriare così tanto i Riformisti? È la totale mancanza di una bussola occidentale. Mazzocchi spara ad alzo zero sull’ideologia che muove i fili di Futuro Nazionale: «Come Movimento riteniamo che le dichiarazioni del Generale abbiano dimostrato ancora una volta la netta natura anti-europea e apertamente filo-putiniana della sua linea politica».
Essere etichettati come “amici di Putin” in un consesso internazionale prestigioso come Cernobbio equivale a una vera e propria condanna all’isolamento diplomatico. Ma l’Onorevole va oltre, attaccando la follia economica paventata (o lasciata intuire) da Vannacci nei suoi discorsi sulla sovranità nazionale. «Ipotizzare anche solo lontanamente l’uscita dall’Europa o, peggio ancora, l’abbandono della moneta unica (l’Euro), significa ignorare totalmente le dinamiche della geografia e della geopolitica contemporanea. Dinamiche che oggi impongono, al contrario, di essere uniti sotto le insegne dei valori comuni europei per poter fronteggiare le minacce globali».

La difesa dei valori cristiani e la fine del “Bluff”

Il durissimo comunicato si chiude con una orgogliosa e identitaria difesa dei principi cattolici, che non possono essere barattati con il populismo sfrenato. «Come Movimento dei Cristiano Riformisti ribadiamo con forza i nostri sacri valori fondanti, legati a una chiara e profonda identità cristiana europea, e condanniamo con piena convinzione e senza alcun dubbio l’intervento di Roberto Vannacci», dichiara fiero Mazzocchi.
La stoccata finale è un monito rivolto direttamente agli elettori moderati della Destra italiana, spesso ammaliati dalle promesse facili di Futuro Nazionale: «L’alternativa proposta da Vannacci non è affatto competitiva come lui cerca di sostenere e raccontare ai suoi elettori, ma si rivela al contrario fortemente distruttiva rispetto a tutto quanto di buono e di solido è stato costruito e realizzato fino ad oggi in Europa». Il grande bluff sembra essere stato definitivamente svelato, e la luna di miele tra il Generale e il mondo cattolico moderato si è schiantata contro le severe mura del Forum di Cernobbio.

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Politica

“Indagate anche me!”. Ruvolo difende Vannacci sul fascismo ma poi lancia l’ultimatum al partito: “Basta slogan e candidati ex militari”

“Se accusate Vannacci di Fascismo, allora INDAGATE PURE ME!”. Il clamoroso scudo di Rosario Ruvolo per difendere il Generale! Ma poi lancia un durissimo ultimatum a Futuro Nazionale: “Basta slogan ridicoli, e basta riempire le liste solo di militari in pensione!”. ⚔️ 🇮🇹 Un intervento vulcanico, esplosivo e che non le manda assolutamente a dire! Stefano Ruvolo (Presidente di Patto Italia e grandissimo alleato del partito Futuro Nazionale) ha pubblicato un comunicato potentissimo che spara letteralmente a zero in due direzioni opposte! In primo luogo, Ruvolo ha fatto scudo al Generale Vannacci contro il recente esposto giudiziario in cui lo si accusa di violare la legge Scelba (ovvero la ricostituzione del partito fascista). “Non mi faccio intimorire, se indagate Roberto, allora indagate pure me, perché abbiamo gli stessi valori!”, ha tuonato Ruvolo. Ma subito dopo, l’imprenditore ha lanciato una bordata spietata contro il programma del suo stesso partito! “La montagna ha partorito un topolino! Abbiamo fatto un programma debole, pieno solo di slogan inutili e gag sui social. Dobbiamo aiutare gli imprenditori veri, gli eroi del Paese!”. E infine, la stoccata pesantissima sulla scelta dei candidati: “Le idee camminano sulle gambe di persone preparate. Basta imbarcare ‘scappati di casa’ e non si può riempire il partito solo con EX MILITARI e militari in pensione! È un boomerang che si ritorcerà contro di noi!”. Leggi tutto l’infuocato e sincero ultimatum politico di Ruvolo nel nostro articolo! 👇 👔 Siete d’accordo con il forte e coraggioso avvertimento lanciato da Ruvolo? Anche secondo voi, se il partito di Vannacci vuole davvero governare l’Italia, deve smetterla di fare “show” sui social e deve iniziare a proporre candidati che capiscano di vera economia invece di candidare solo vecchi generali dell’esercito? Diteci la vostra nei commenti e accendete il dibattito!

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Vannacci

Roma – Nel turbolento mare della politica italiana, non capita spesso di leggere comunicati stampa in cui si difende a spada tratta il proprio leader da gravissime accuse giudiziarie per poi, poche righe dopo, strigliarlo duramente su tutta la linea politica del partito. Eppure è esattamente questo l’esplosivo contenuto dell’intervento pubblico di Stefano Ruvolo, Presidente di “Patto Italia” e alleato di ferro di Futuro Nazionale Vannacci (FNV), che con le sue parole sta letteralmente infiammando il dibattito interno alla galassia della Destra italiana.
La prima parte dello sfogo di Ruvolo è un muro di scudi umano eretto a protezione del Generale Roberto Vannacci, recentemente colpito da un esposto per presunta violazione della famigerata “Legge Scelba” (quella che punisce la ricostituzione del Partito Fascista). Su questo delicatissimo tema, Ruvolo non usa mezzi termini e sfida apertamente i detrattori: «Sulla vicenda della contestazione a Vannacci lo voglio dire forte e chiaro a tutti: e allora indaghino pure me! Sono da sempre un uomo coerente e oggi voglio esserlo fino in fondo. Non mi faccio intimorire da nessuno, né penso di tirarmi indietro rispetto alle mie idee. Con il Generale condividiamo valori comuni e una sede nazionale, e il nostro progetto è parte integrante del cambiamento di questo Paese».

L’ira sul programma elettorale: “La montagna ha partorito il topolino”

Ma subito dopo la fiera difesa legale e morale, il comunicato di Ruvolo si trasforma in una durissima (e costruttiva) ramanzina politica contro la direzione che sta prendendo il partito di Vannacci. «Purtroppo, nei fatti, tutto questo cambiamento non sta avvenendo!», tuona amaramente l’imprenditore.
L’oggetto della feroce critica è il documento fondativo del partito: «Per quanto riguarda il programma elettorale, la montagna ha partorito il topolino, e per di più senza confrontarsi con nessuno. Ci troviamo di fronte ad un programma irrealizzabile, con contenuti di dubbia efficacia e tantissimi slogan che si sciolgono come neve al sole. Il Paese è bloccato, e noi continuiamo a fare solo comunicazione e gag con l’intelligenza artificiale? Ma per favore! Per governare servono competenze reali e progetti studiati nei minimi dettagli».

La metafora dello Yogurt e l’appello a Vannacci

Da uomo del fare, abituato a far quadrare i conti aziendali, Ruvolo utilizza una metafora gastronomica efficacissima per spiegare cosa manca alla politica di oggi: «La politica è credibile solo ed esclusivamente quando mette una data di scadenza (esattamente come lo yogurt!) alla realizzazione dei propri progetti. Se ogni promessa va a finire alle calende greche, allora l’intera politica diventa solo una grandissima buffonata».
Da qui parte un accorato e vibrante appello personale al Generale: «Roberto, se ci sei, batti un colpo! Ripartiamo daccapo. Eliminiamo dal programma tutto ciò che è anacronistico e fuori dal mondo e concentriamoci sulle vere priorità di un governo. Chi ci pensa agli eroi che generano la ricchezza di questo Paese?». Il riferimento, ovviamente, è alle migliaia di piccoli e medi imprenditori italiani schiacciati quotidianamente dalle tasse e dalla burocrazia statale.

La stoccata finale alla classe dirigente: “Basta scappati di casa”

L’ultima parte del documento è una vera e propria picconata alla futura classe dirigente di Futuro Nazionale. Ruvolo crede ciecamente nel progetto («Sono convinto che il traguardo della doppia cifra nei sondaggi sia già superato da molto tempo»), ma avverte che per governare l’Italia serve gente preparata.
«Si sa che le grandi idee marciano sempre e solo sulle gambe delle persone», conclude l’imprenditore con una franchezza spietata. «Serve scegliere le persone giuste, e non dei semplici “scappati di casa”. E non si può scegliere per forza solo militari, ex militari o militari in pensione! Altrimenti rischiamo di fare delle forzature politiche che suonano malissimo agli occhi degli italiani e che rischiano di ritorcersi contro al nostro stesso partito come un pericoloso boomerang». Un avvertimento durissimo, sincero e tagliente. Ora la palla (e la risposta) passa al Generale.

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Politica

Esplode il caso dell’ordinanza “Anti-Burqa” a Cortona: il Sindaco vieta il volto coperto per sicurezza. Applaude Vannacci, la Sinistra insorge

“Nessuna usanza religiosa può valere più della nostra Sicurezza!”. A Cortona scoppia la bufera politica per l’ordinanza “Anti-Burqa” firmata dal Sindaco di Centrodestra. Applaudono i Vannacciani, la Sinistra va su tutte le furie! 🧕 🛑 Si può entrare in un ufficio pubblico o passeggiare in piazza con il volto totalmente coperto per motivi religiosi? Il Sindaco di Cortona (in provincia di Arezzo) non ha dubbi: ASSOLUTAMENTE NO! Luciano Meoni, il Sindaco di Centrodestra che ha strappato la città al dominio incontrastato della Sinistra durato 73 anni, ha varato una delibera rigidissima (accompagnata da cartelli con divieto) che vieta l’ingresso nei luoghi pubblici a chiunque indossi caschi, passamontagna o BURQA islamici! “Nessun costume o usanza può prevalere sul principio della riconoscibilità”, ha tuonato il primo cittadino, “Siamo in Italia e le leggi sulla sicurezza devono valere per tutti, italiani e stranieri, senza eccezioni!”. Una linea dura che ha mandato in visibilio i “Vannacciani” di Futuro Nazionale, che hanno riempito di lodi il Sindaco per il suo coraggio. Furibonda, invece, la reazione del Partito Democratico! Per il PD si tratta solo di una mossa ridicola, utile solo per finire sui giornali: “Quante persone con il passamontagna o il burqa sono entrate in Comune negli ultimi 8 anni? Zero! Il Sindaco vuole solo fare propaganda per compiacere Roberto Vannacci!”. Leggi tutti i dettagli di questo scontro infuocato nel nostro articolo completo! 👇 🏛️ Voi da che parte state in questo dibattito? Pensate che abbia ragione il Sindaco (perché la sicurezza di poter riconoscere chi cammina per strada o entra negli uffici viene prima di tutto), oppure ha ragione il PD nel dire che si tratta solo di una sterile propaganda politica? Scatenatevi nei commenti, vi leggiamo tutti!

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Anti-Burqa

Cortona (AR) – Fino a che punto le tradizioni religiose o culturali di un singolo individuo possono sovrapporsi alle rigide leggi che garantiscono la sicurezza di un’intera comunità? È questa la delicatissima e infuocata domanda che in queste ore sta letteralmente spaccando l’opinione pubblica in Toscana, accendendo un furente dibattito politico destinato a fare rapidamente il giro d’Italia.
Tutto nasce nella splendida cittadina di Cortona, in provincia di Arezzo. Qui, l’amministrazione comunale ha appena varato e firmato una severissima direttiva che non ammette alcuna deroga: per ragioni di stretta sicurezza e ordine pubblico, è tassativamente vietato l’ingresso nei luoghi e negli uffici pubblici con il volto coperto. Un’ordinanza che, nei documenti ufficiali, viene definita tecnica e “neutrale”, ma che per rendere il messaggio visivamente inequivocabile è stata accompagnata da tre cartelli di divieto precisissimi: un casco da motociclista, un passamontagna e, inevitabilmente, un burqa islamico. È bastato questo per far ribattezzare immediatamente il provvedimento come l'”Ordinanza Anti-Burqa”, scatenando un vero e proprio terremoto politico e sociale.

Il pugno duro del Sindaco: “Nessuna usanza prevale sulla legge”

L’artefice di questa manovra “muscolare” è il Sindaco Luciano Meoni, l’uomo sostenuto dal Centrodestra che nel 2019 è riuscito in un’impresa titanica: interrompere l’egemonia politica della Sinistra a Cortona che durava ininterrottamente da ben 73 anni (venendo poi fieramente riconfermato dai cittadini al ballottaggio del 2024).
«Nessun costume o usanza culturale può mai prevalere sul fondamentale principio della riconoscibilità, e quindi sul dovere che ciascun cittadino ha di garantire la serenità e la totale sicurezza altrui», ha spiegato il Sindaco Meoni, rimandando alla ben nota Legge 152 del 1975, che vieta di girare mascherati per strada in Italia. «Noi italiani sappiamo bene che non possiamo circolare con il volto coperto. Cortona è un territorio stupendo e noi abbiamo il sacro dovere di preservarlo. Questo divieto nei luoghi pubblici e durante le manifestazioni è solo un primo passo contro le situazioni di degrado dettate da chi porta avanti comportamenti inaccettabili. Chiunque acceda ai nostri uffici deve mantenere il volto totalmente riconoscibile».

L’esultanza di “Futuro Nazionale” e i complimenti a Meoni

La delibera numero 592 (che consente il volto coperto tramite mascherina solo per strettissimi e certificati motivi di salute) ha mandato in visibilio l’ala più a Destra della politica italiana. A vincere la gara degli applausi per questa linea dura è stato senza dubbio “Futuro Nazionale”, la neonata e arrembante forza politica fondata dal Generale Roberto Vannacci.
Tramite un trionfante messaggio diffuso sui canali social dal coordinatore aretino Cristiano Romani, i “Vannacciani” hanno fatto piovere fiumi di complimenti e lodi sperticate all’indirizzo del Sindaco Meoni, ergendo la città di Cortona a vero e proprio modello nazionale per quanto riguarda la difesa dell’identità, della sicurezza e del rispetto assoluto delle regole occidentali.

L’attacco frontale del PD: “Vogliono solo compiacere Vannacci”

Ma se a Destra si stappano bottiglie di spumante, sul fronte opposto l’ira è incontenibile. L’opposizione non ci sta a subire questo colpo a effetto e ha lanciato una violentissima controffensiva. Vanessa Bigliazzi e Diego Angori (rispettivamente capogruppo e segretario dell’Unione Comunale del Partito Democratico a Cortona) hanno etichettato l’ordinanza come una mossa ridicola e puramente propagandistica.
«Sarebbe davvero curioso sapere quanti cittadini, negli ultimi otto anni, si siano effettivamente introdotti a volto coperto o con un passamontagna all’interno del Palazzo Comunale», ironizzano i leader del PD, ridimensionando l’allarme. «Se il fenomeno è di fatto pari a zero, è difficile comprendere quale emergenza si intenda combattere con questa finta delibera sulla sicurezza. È evidente che siamo di fronte a un banale provvedimento simbolico, utilissimo solo a produrre il titolo sui giornali. L’impressione è che questo Sindaco stia progressivamente cercando di compiacere in tutti i modi Futuro Nazionale». Che sia propaganda o necessità di sicurezza, una cosa è certa: la crociata “Anti-Burqa” di Cortona farà giurisprudenza.

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