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Cronaca

Il giallo del camoscio macellato in Val di Fiemme. ENPA lancia l’allarme: “Abbandonato vicino alla ciclabile per attirare i lupi e seminare il terrore”

Il macabro ritrovamento di un camoscio a pezzi vicino alla pista ciclabile in Val di Fiemme: “Un gesto orribile fatto apposta per attirare i Lupi vicino alle famiglie e seminare il terrore!”. Indaga la Forestale! 🐺 🩸 I nostri bellissimi boschi e le piste ciclabili dovrebbero essere luoghi di pace, dove le famiglie e i bambini possono stare a contatto con la natura. Invece, in Trentino (nella zona del Lago di Tesero in Val di Fiemme), si è consumato un episodio orribile, illegale e pericolosissimo! Qualcuno ha brutalmente macellato un povero camoscio (e scuoiato un altro piccolo animale) abbandonando volontariamente la carcassa insanguinata a pochissimi metri dalla frequentatissima pista ciclo-pedonale! Un reato igienico-sanitario gravissimo (e un trauma per i bambini di passaggio), che secondo l’associazione animalista ENPA nasconde un piano diabolico e inquietante. Abbandonare la carne fresca in un punto così affollato serve solo a uno scopo: attirare i LUPI a fondovalle, vicinissimo alle persone! Una vera e propria “strategia della tensione” messa in atto per creare allarme sociale, alimentare la paura nella popolazione e fomentare l’odio verso i grandi predatori! Un gesto vigliacco che mira a distruggere ogni possibilità di convivenza pacifica tra uomo e natura. Ora si chiede a gran voce l’intervento del Corpo Forestale per identificare i responsabili e portarli davanti al giudice per bracconaggio e inquinamento! Leggi i dettagli di questa macabra vicenda nel nostro articolo. 👇 🌲 Voi cosa pensate di questo gesto estremo? Credete anche voi che qualcuno stia cercando volontariamente di spingere i Lupi verso le case per scatenare il panico e giustificarne l’abbattimento? Diteci la vostra nei commenti, condanniamo la violenza e condividiamo questo post per chiedere giustizia!

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Camoscio

Val di Fiemme – I nostri boschi e le nostre montagne dovrebbero essere un santuario inviolabile di pace, un rifugio sicuro dove le famiglie, i bambini e gli sportivi possono ritrovare il contatto perduto con la natura incontaminata. Invece, troppo spesso, questi luoghi meravigliosi si trasformano nel palcoscenico di atti vili, crudeli e incredibilmente pericolosi per l’incolumità pubblica.
È quello che è accaduto nelle scorse ore nello splendido scenario della Val di Fiemme, in Trentino, dove il macabro e disgustoso ritrovamento della carcassa di un camoscio brutalmente macellato e abbandonato nel bosco ha fatto letteralmente rabbrividire la comunità locale. A denunciare con forza e indignazione l’accaduto è scesa in campo l’Associazione Animalista ENPA del Trentino (attraverso le durissime parole della presidente della sezione di Rovereto, Ivana Sandri), che ha delineato un quadro a dir poco inquietante dietro questo gesto all’apparenza insensato.

Orrore a due passi dai bambini: lo shock al Lago di Tesero

Il punto di partenza di questa triste vicenda è la condanna ferma e assoluta dell’episodio dal punto di vista igienico-sanitario. La legge italiana parla chiaro: è severamente e rigorosamente vietato gettare le carcasse di animali morti o macellati nei boschi, nei terreni agricoli o nei normali cassonetti dei rifiuti. Si tratta di un grave reato penale, che innesca vere e proprie emergenze sanitarie.
Ma ciò che rende questa storia veramente agghiacciante non è solo il reato in sé, bensì il luogo scelto dall’autore del gesto. I resti della macellazione del povero camoscio, infatti, sono stati volontariamente abbandonati nella zona del Lago di Tesero, a pochissimi metri dalla popolarissima pista ciclo-pedonale. Parliamo di un’area quotidianamente e intensamente frequentata da turisti in bicicletta, podisti e, soprattutto, da tantissime famiglie con bambini piccoli. L’idea che un bambino possa trovarsi improvvisamente di fronte allo spettacolo raccapricciante di un animale a pezzi, in una pozza di sangue, è semplicemente inaccettabile.

La “Strategia del Terrore”: attirare i Lupi per generare odio

Chi ha compiuto questo scempio non è uno sprovveduto. Secondo l’attenta analisi dell’ENPA, è «impensabile che un cacciatore, quindi un abituale e profondo conoscitore della zona, possa aver compiuto questo atto vergognoso soprappensiero». Le associazioni venatorie stesse insegnano che per cacciare serve una conoscenza maniacale delle regole e del territorio.
Da qui nasce l’ipotesi più oscura, grave e inquietante formulata dall’associazione animalista: l’obiettivo di questa carcassa era attirare i Lupi il più vicino possibile alle persone. Abbandonare carne fresca a ridosso di una ciclabile affollata significa invitare i grandi predatori a scendere a fondovalle, sfiorando i centri abitati. Lo scopo? Alimentare in modo artificiale e spietato il cosiddetto “allarme sociale”, scatenando nella popolazione sentimenti di paura, panico e odio cieco verso i lupi. Una vera e propria strategia del terrore psicologico mirata a demolire qualsiasi sforzo politico e sociale verso una pacifica e auspicabile convivenza tra l’uomo e la fauna selvatica.

Il mistero del secondo animale e la richiesta di Giustizia

A peggiorare ulteriormente un quadro già di per sé gravissimo, c’è il rinvenimento (nella stessa area) di un secondo animale misterioso, completamente scuoiato. Date le dimensioni, l’ENPA ipotizza possa trattarsi di un piccolo mustelide (come un tasso, una martora o una faina). Se venisse accertato che si tratta di una specie protetta e non cacciabile, scatterebbe in automatico anche la pesantissima accusa di bracconaggio.
Non è purtroppo la prima volta che in Val di Fiemme avvengono episodi del genere: in passato erano già stati segnalati macabri ritrovamenti di “carnieri” abbandonati. Ma oggi la misura è colma. L’ENPA ha rivolto un appello accorato e perentorio agli agenti del Corpo Forestale Provinciale, affinché indaghino con sollecitudine per dare un nome e un volto ai responsabili di questo scempio, consegnandoli alla magistratura. L’associazione si è detta già pronta a procedere per vie legali: non solo per tutelare i lupi (vittime predestinate di questa trappola dell’odio), ma soprattutto per difendere il sacrosanto diritto delle persone di poter passeggiare serenamente nei boschi, senza doversi imbattere nella brutalità e nella cattiveria umana.

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Cronaca

Marco Columbro racconta l’incontro con gli UFO ” eravamo in duecento nel vederli “

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Marco Columbro racconta l'incontro con gli UFO " eravamo in duecento nel vederli "

Un incontro con gli UFO dopo avere partecipato a una conferenza tenuta da una donna che sostiene di ricevere messaggi dal popolo delle Pleiadi. È quanto racconta Marco Columbro dopo essere stato ospite di Supernova, il podcast condotto da Alessandro Cattelan. L’ex conduttore di Canale5 ha fatto riferimento a un episodio accaduto diversi anni fa al quale dice di credere profondamente, al punto da essere certo che insieme a lui avrebbero assistito al fenomeno circa 200 persone.

“Ero andato in America per una conferenza di una donna, Anna, che, dall’età di 9 anni, riceve messaggi dal popolo dei Pleiadiani, cioè gli abitanti di una stella della costellazione delle Pleiadi”, ha raccontato Columbro, “Alle 22.30, finita la conferenza, usciamo e vedo sopra di noi arrivare un globo lattiginoso. E non era luce, era qualcosa di diverso, sembrava proprio fatto di latte. Subito dopo ne è arrivato un altro, poi un altro ancora. Io mi sono rivolto ad Anna stupito e lei, molto tranquillamente, mi ha detto: ‘Sì, sono loro che ci salutano’. Hanno fatto un giro e poi sono spariti, in un lampo. E li abbiamo visti in 200 persone”.

Con il termine Pleiadiani si fa riferimento agli immaginari alieni nordici, extraterrestri rappresentati come umanoidi alti, biondi e con gli occhi azzurri. Nel folklore ufologico sono tra gli alieni più noti insieme ai rettiliani. Esistono anche libri e guide in commercio che propongono i modi più disparati per tentare di entrare in contatto con tali entità.

continua su: https://www.fanpage.it/spettacolo/personaggi/marco-columbro-racconta-un-incontro-con-gli-ufo-li-abbiamo-visti-in-200-cera-un-globo-lattiginoso-sopra-di-noi/
https://www.fanpage.it/

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Cronaca

Terrore all’alba ad Accumoli, la terra torna a tremare: tre scosse sismiche in poche ore. Il fantasma del 2016 spaventa i cittadini, interviene il Sindaco

Torna l’incubo del Terremoto in Centro Italia! Tre scosse in rapida successione hanno svegliato di soprassalto i cittadini di Accumoli all’alba! Il Sindaco interviene per rassicurare la popolazione. ⚠️ 🏚️ Per chi ha vissuto l’inferno e la devastazione dell’agosto 2016, il rumore sordo della terra che trema non è mai e non sarà mai “solo” un semplice terremoto: è il ritorno improvviso di un trauma e di un terrore indescrivibile! Ecco perché questa mattina la paura è tornata a bussare con prepotenza alle porte del reatino. A partire dall’alba, la Sala Sismica dell’INGV ha registrato un vero e proprio “sciame” con tre scosse in poco più di un’ora ad ACCUMOLI (Rieti). La più forte ha fatto sobbalzare i letti alle 6:02 in punto: una Magnitudo di 2.9, sprigionata a soli 9 chilometri di profondità (quindi molto superficiale e molto avvertita da tutti!). Sono seguite altre due repliche alle 7:12 e alle 7:21! Molti cittadini si sono svegliati col cuore in gola, temendo il peggio. A riportare la calma, per fortuna, è intervenuto tempestivamente il Sindaco di Accumoli Mauro Tolomei: “La scossa è stata sentita distintamente dai cittadini, ma per fortuna non ci sono danni e non sono serviti interventi di soccorso dei Vigili del Fuoco!”. Tanto spavento, ma nessuna tragedia materiale. Leggi tutti i dettagli sismici diffusi dall’INGV nel nostro articolo completo! 👇 🌍 Un abbraccio forte a tutti i cittadini di Accumoli e delle zone terremotate. Voi avete sentito queste scosse stamattina all’alba o stavate dormendo profondamente? Scrivetelo nei commenti, vi leggiamo tutti!

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sismografo

Accumoli (RI) – Ci sono ferite dell’anima che il tempo, per quanto possa trascorrere inesorabile, non riuscirà mai a rimarginare del tutto. Per chi vive nel Centro Italia, e in particolar modo nel cuore del reatino, il rumore sordo della terra che trema non sarà mai percepito come un semplice fenomeno geologico passeggero. Ogni minima vibrazione del pavimento, ogni sussulto anomalo nel cuore della notte o alle prime luci dell’alba, è in grado di riattivare all’istante un trauma psicologico incancellabile: il ricordo spaventoso della strage dell’agosto 2016.
Ecco perché, questa mattina, in tutto il territorio di Accumoli (in provincia di Rieti), la paura è tornata improvvisamente a bussare alle porte dei cittadini. A partire dalle primissime ore dell’alba, un vero e proprio e inaspettato sciame sismico ha fatto sobbalzare i residenti, risvegliando antichi e mai sopiti terrori. La Sala Sismica dell’INGV di Roma (L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) ha infatti registrato in rapida successione ben tre scosse di terremoto, tutte con epicentro localizzato proprio nei pressi del comune reatino.

Il risveglio nel panico: la sequenza sismica dell’INGV

La terra ha iniziato a fare sentire il suo respiro inquieto quando il sole stava per sorgere, nel momento in cui le case sono avvolte nel silenzio e ogni rumore viene amplificato in modo spaventoso.
La prima scossa, che è risultata essere anche la più forte e avvertibile dell’intera sequenza, è stata registrata dai sismografi alle ore 6:02 in punto, sprigionando una magnitudo di 2.9. Come riportato ufficialmente sui profili social dell’INGV, questo primo e più intenso evento sismico si è sprigionato a una profondità (ipocentro) di appena 9 chilometri, risultando quindi molto superficiale e, per questo motivo, distintamente percepibile dalla popolazione locale.
Ma la terra non si è fermata lì. A distanza di poco più di un’ora, per la precisione alle 7:12, si è verificata una seconda scossa (più lieve, di magnitudo 2.1), seguita quasi immediatamente da un terzo tremore alle 7:21 (di magnitudo 2.4). Tre scossoni in appena un’ora e venti minuti: un avvertimento sufficiente a far balzare dal letto moltissime persone.

Il trauma del 2016: perché la paura non passa mai

Per chi legge queste cifre da lontano, una magnitudo 2.9 può sembrare irrilevante. Ma ad Accumoli le cose funzionano diversamente. Questo comune, insieme alla vicina Amatrice, è stato il ground-zero del devastante sisma che distrusse il Centro Italia mietendo centinaia di vittime.
Qui le persone convivono con il PTSD (il Disturbo da Stress Post-Traumatico): basta il rombo di un grosso camion che passa per strada a far riaffiorare il terrore di veder crollare il soffitto sopra la propria testa. Quando la terra trema per tre volte all’alba, l’istinto primordiale di prendere una giacca e scappare fuori casa in preda al panico diventa irrefrenabile per moltissime famiglie.

Le parole rassicuranti del Sindaco: “Nessun allarme e nessun danno”

Fortunatamente, al grandissimo e comprensibile spavento psicologico non è corrisposta, questa volta, alcuna tragedia materiale. A gettare acqua sul fuoco e a tranquillizzare l’intera cittadinanza è intervenuto prontamente il Sindaco di Accumoli, Mauro Tolomei.
Raggiunto telefonicamente dall’agenzia stampa Adnkronos per fare il punto della situazione, il primo cittadino ha voluto diffondere un messaggio di totale serenità: «La prima scossa delle 6:02 è stata chiaramente sentita da alcuni cittadini, che si sono allarmati, ma per fortuna non ha provocato vere situazioni di emergenza». Il Sindaco ha poi precisato l’assenza di criticità strutturali, rassicurando chi temeva per l’incolumità delle abitazioni in fase di ricostruzione: «Al momento non sono in corso verifiche particolari da parte dei Vigili del Fuoco sul nostro territorio». La giornata ad Accumoli può quindi riprendere, ma con la consapevolezza agrodolce che l’Appennino Centrale è una terra bellissima, fragile, e che non smetterà mai di ricordarci la potenza incontenibile della natura.

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Cronaca

Il viaggio straziante di Maria, uccisa a 22 anni nel rave in Svizzera. La mamma: “Al suo funerale suoneremo la sua amata musica techno”

Rientrata in Italia la salma di Maria Spinelli, uccisa a 22 anni dalla furia di un folle al Rave in Svizzera. La commovente promessa della Mamma per l’ultimo saluto: “Al suo funerale suoneremo a tutto volume la Musica Techno che lei tanto amava, per farla ballare fin lassù!”. Riposa in pace, dolcissimo angelo! 🕊️ 🖤 È il viaggio di ritorno che nessuna madre dovrebbe mai fare. Il feretro della povera e dolcissima Maria Spinelli (di soli 22 anni) è finalmente rientrato a Città Sant’Angelo, in Abruzzo. La giovane è stata uccisa barbaramente la scorsa settimana durante un Rave Party in Svizzera da un folle assassino di 43 anni che ha sparato nel mucchio oltre 40 colpi di pistola contro i ragazzi che ballavano (ferendone altri 5). Dietro il carro funebre c’era la madre di Maria, distrutta dal dolore, insieme ai due fratelli. Ma proprio la mamma della ragazza, in un’intervista al quotidiano svizzero Blick, ha fatto un annuncio straziante ma pieno d’amore infinito per sua figlia: “Al suo funerale (che si terrà domani, domenica 6 settembre, alle ore 15, nella Collegiata di San Michele Arcangelo) non ci saranno solo preghiere. Suoneremo la musica TECHNO, la sua passione più grande!”. Un ultimo, potentissimo regalo per farle sapere che la cattiveria del mondo non ha spento e non spegnerà mai la sua voglia di ballare, ridere e vivere! La camera ardente è aperta da oggi nel centro storico per permettere alla cittadinanza di portare un fiore. Leggi tutti i dettagli di questa tristissima notizia nel nostro articolo completo. 👇 🌹 Davanti al dolore e allo strazio infinito di questa famiglia le parole perdono ogni significato. Lasciate una preghiera, un pensiero o un grande cuore rosso nei commenti per salutare la bellissima Maria per il suo ultimo viaggio, e stringiamoci in un fortissimo abbraccio attorno a sua madre e ai suoi fratelli!

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Maria Spinelli

Città Sant’Angelo (PE) – Ci sono viaggi di ritorno che nessuna madre, nessun fratello e nessuna famiglia dovrebbe mai essere costretta ad affrontare nella propria vita. Sono quei tragitti silenziosi, infiniti, in cui i chilometri di asfalto sembrano dilatarsi all’infinito, scanditi unicamente dalle lacrime e dal vuoto insopportabile di una perdita innaturale.
È finalmente rientrata in Abruzzo, nella sua terra, la salma della povera Maria Spinelli, la dolcissima ragazza di soli 22 anni originaria di Città Sant’Angelo, la cui giovane vita è stata barbaramente spezzata durante una spaventosa sparatoria scoppiata a un rave party ad Aarau, in Svizzera. Ad accompagnare il feretro nel suo triste rientro in patria c’erano il cuore distrutto della mamma, Gulmira Israilova, e il pianto ininterrotto dei suoi due amati fratelli, Alicia e Alvaro. La famiglia ha seguito il carro funebre per tutto il tragitto, viaggiando a bordo di un mezzo con autista messo doverosamente a disposizione dal Consolato Italiano a Basilea, per riportare finalmente la loro Maria a casa per l’ultimo, definitivo addio.

L’inferno di Aarau: i 40 colpi nel buio sparati dal killer

La tragedia che si è consumata in terra elvetica ha scosso profondamente l’opinione pubblica italiana e internazionale per la sua totale, folle e insensata brutalità. Maria, come tanti giovani della sua età, si trovava al rave party di Aarau semplicemente per divertirsi, per sorridere e per ballare spensierata al ritmo travolgente della musica techno, la sua grandissima passione.
Ma in una manciata di secondi, la festa si è trasformata in una scena di guerra. L’autore di questo orrore, un cittadino svizzero di 43 anni (arrestato poi dalla Polizia locale poche ore dopo il tragico massacro), ha aperto il fuoco scaricando all’impazzata oltre 40 colpi di arma da fuoco direttamente sulla folla inerme. Una mattanza spietata e vigliacca che ha ferito in modo grave altre cinque persone e che non ha lasciato alcuno scampo alla nostra giovanissima connazionale, freddata nel buio mentre stava ballando felice.

“Ballerà anche lassù”: il commovente omaggio musicale

Il dolore per la perdita di un figlio è qualcosa di inspiegabile, eppure la mamma di Maria sta dimostrando in queste ore una forza d’animo, una dignità e un amore che lasciano davvero senza parole. In una toccante intervista rilasciata nelle scorse ore al noto quotidiano svizzero Blick, la signora Gulmira ha fatto un annuncio dolcissimo e straziante al tempo stesso.
Ha deciso che il funerale della figlia non dovrà essere solo un momento di pianto e disperazione, ma dovrà rispecchiare fedelmente l’anima viva, luminosa ed energica della ventiduenne. Per questo motivo, durante l’estremo saluto, verrà suonata ad altissimo volume proprio la musica techno, per accompagnare il viaggio di Maria verso il cielo con le note che lei tanto amava. Un gesto d’amore immenso, per farle capire che la follia omicida non ha spento e non spegnerà mai la sua inesauribile voglia di danzare.

L’abbraccio di Città Sant’Angelo: la camera ardente e l’addio

L’intera comunità di Città Sant’Angelo è letteralmente paralizzata dal lutto e si sta stringendo in queste ore in un grande abbraccio protettivo attorno alla famiglia Spinelli. La camera ardente per porgere l’estremo saluto alla sfortunata ragazza sarà allestita a partire dalle 14:00 di oggi all’interno della casa funeraria De Bonis, situata nel cuore del centro storico cittadino (la struttura rimarrà eccezionalmente aperta al pubblico dalle 8.30 alle 19.30, con orario continuato, per permettere a tutti di portare un fiore e una preghiera).
Il momento più doloroso si vivrà domani, domenica 6 settembre, alle ore 15:00. Dalla casa funeraria partirà il commosso corteo che accompagnerà il feretro di Maria fino alla Collegiata di San Michele Arcangelo, dove verranno celebrati i solenni funerali. Sarà il momento di abbassare lo sguardo, di ascoltare la musica techno rimbombare tra le navate della chiesa e di salutare per sempre una ragazza di 22 anni uccisa dalla follia del mondo. Tutta l’Italia, oggi, piange con Città Sant’Angelo.

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