Rimani in contatto con noi
#

Politica

Il risveglio della “Decima Corporazione”: al Castello Sforzini si accende la fiamma dannunziana del Rinascimento Nazionale

“Eretici, irregolari e sognatori pronti a costruire il futuro”: al Castello Sforzini di Castellar Ponzano si è risvegliata la leggendaria “Decima Corporazione” di d’Annunzio! 🏰 🦅 Una notte carica di mistero, fascino ed echi del glorioso passato italiano! Tra le austere e antiche mura del Castello Sforzini (in provincia di Alessandria), è andata in scena una riunione straordinaria e segretissima indetta dal “Centro Studi Rinascimento Nazionale”. Nessun politico in giacca e cravatta o tessera di partito: si è riunita la cosiddetta “Decima Corporazione”! Ma di cosa si tratta? Nel 1920, scrivendo la Costituzione di Fiume (la Carta del Carnaro), il genio di Gabriele D’Annunzio divise i mestieri umani in nove corporazioni, ma ne lasciò una vuota, la Decima: quella riservata alle intelligenze e alle sfide del futuro che ancora non avevano un nome! Ieri notte, guidati da Luca Sforzini, intellettuali “eretici”, pensatori irregolari, capitani d’impresa ed esperti di Intelligenza Artificiale hanno idealmente occupato quella casella vuota per lanciare una grande sfida al XXI secolo! “Non vogliamo guardare indietro con nostalgia”, ha dichiarato il Presidente Sforzini, “ma prendere la tradizione e usarla come trampolino per spiccare il salto! Dalla notte nasce l’alba”. Leggi l’affascinante e profondo resoconto di questa incredibile notte filosofica nel nostro articolo completo! 👇 📜 Vi affascina il mito della “Decima Corporazione”? Siete d’accordo sul fatto che l’Italia abbia un disperato bisogno di “eretici”, innovatori e geni per tornare a sognare in grande e difendere l’Occidente dalla crisi che stiamo vivendo? Diteci la vostra nei commenti e accendete il dibattito!

Pubblicato

a

LA DECIMA CORPORAZIONE SI È RIUNITA AL CASTELLO SFORZINI

Castellar Ponzano (AL) – Ci sono luoghi, sparsi nella silenziosa e nobile provincia italiana, in cui il tempo sembra essersi fermato, ma dove al contempo si pongono con forza visionaria le basi per il nostro futuro. Ieri sera, tra le antiche e austere mura del Castello Sforzini di Castellar Ponzano, è andata in scena una notte carica di fascino, mistero e altissima tensione filosofica. Non un classico congresso di partito, né una noiosa riunione accademica, ma una vera e propria scintilla lanciata nel buio della società moderna: la Decima Corporazione si è riunita.
Per comprendere la potenza evocativa di questo incontro, bisogna fare un salto indietro nel tempo, riaprendo le gloriose pagine della Carta del Carnaro, la rivoluzionaria e poetica costituzione scritta nel 1920 da Gabriele D’Annunzio e Alceste De Ambris per la città di Fiume. In quel documento visionario, le prime nove corporazioni rappresentavano le arti, i mestieri e le opere umane già conosciute e codificate; la Decima, invece, fu lasciata genialmente vuota. Un posto riservato a tutti coloro che avrebbero lavorato per ciò che, in quel momento, non aveva ancora un nome. Ed è proprio questa “casella vuota” che, la scorsa notte, ha finalmente trovato casa e voce in Piemonte.

Eretici, ribelli e inventori: i nuovi architetti del Futuro

Chi era presente a questa misteriosa adunanza? «Non cercatene gli iscritti negli elenchi del Ministero, né le tessere di partito nelle tasche, e non domandate quanti fossero», scrive con tono epico e solenne Luca Sforzini, Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale.
Al Castello sono giunti uomini e donne che non hanno alcuna intenzione di chiedere al passato il permesso per costruire il proprio domani. Parliamo di pensatori eretici, irregolari della cultura, inventori, capitani d’impresa e intellettuali. Gente fieramente anticonformista, che preferisce l’ebbrezza e il rischio della libertà assoluta alla mortificante e grigia comodità dell’obbedienza di gregge. Persone che, nelle parole di Sforzini, considerano la tradizione non come «una pesante catena legata alla caviglia», ma come «una roccia solida dalla quale spiccare un grande salto verso l’avvenire».

“Fatica senza fatica”: la lampada si accende nel XXI Secolo

Il manifesto di questa incredibile notte non passa per la fondazione di una nuova, ennesima e litigiosa corrente politica, né per la proclamazione di un’ortodossia a cui prestare giuramento. Non c’erano divise da indossare né gradi da distribuire. C’era un solo obiettivo: accendere una lampada.
È la stessa, identica lampada che il genio del Carnaro lasciò idealmente in eredità agli uomini dell’avvenire. In quel santuario civico immaginato un secolo fa, la fiamma portava incise tre parole magiche e misteriose: «Fatica senza fatica». Era il simbolo perfetto della Decima Corporazione, quella entità senza arte, senza un numero fisso e senza volto, affidata interamente alle energie umane ancora sconosciute.

Oltre la nostalgia: l’Intelligenza Artificiale e l’Occidente

Oggi, il Centro Studi Rinascimento Nazionale raccoglie questa potentissima suggestione poetica e si fa carico di traghettarla nel burrascoso oceano del XXI secolo. I nomi di quelle energie ignote, oggi, cominciano a delinearsi in modo netto. Libertà, merito, ricerca dell’eccellenza, scienza, impresa, alta tecnologia, intelligenza artificiale, difesa della Nazione e dei valori sacri dell’Occidente: queste sono le sfide attuali di cui la “Decima” deve farsi carico.
Come ha brillantemente chiarito Luca Sforzini a margine dell’incontro, lo scopo di questa adunanza «non è assolutamente quello di restaurare nostalgicamente Fiume». Il vero obiettivo è di natura filosofica e spirituale: si vuole continuare a nutrire ciò che di Fiume è eterno e impossibile da restaurare con le leggi, ovvero la sconfinata capacità umana di immaginare ciò che ancora non c’è.
Mentre il resto del mondo politico ed economico è impantanato nel fango dell’eterno presente, incapace di sognare, le nove vecchie corporazioni riposano polverose nei libri di storia. Ma la Decima Corporazione era lì, in silenzio, che attendeva il futuro. E per una singola notte, tra le mura e le fiaccole del Castello Sforzini, quel futuro è arrivato. E come ha concluso il Presidente del Centro Studi, «è proprio dalla notte più profonda, che nasce l’alba».

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Politica

Esplode il caso dell’ordinanza “Anti-Burqa” a Cortona: il Sindaco vieta il volto coperto per sicurezza. Applaude Vannacci, la Sinistra insorge

“Nessuna usanza religiosa può valere più della nostra Sicurezza!”. A Cortona scoppia la bufera politica per l’ordinanza “Anti-Burqa” firmata dal Sindaco di Centrodestra. Applaudono i Vannacciani, la Sinistra va su tutte le furie! 🧕 🛑 Si può entrare in un ufficio pubblico o passeggiare in piazza con il volto totalmente coperto per motivi religiosi? Il Sindaco di Cortona (in provincia di Arezzo) non ha dubbi: ASSOLUTAMENTE NO! Luciano Meoni, il Sindaco di Centrodestra che ha strappato la città al dominio incontrastato della Sinistra durato 73 anni, ha varato una delibera rigidissima (accompagnata da cartelli con divieto) che vieta l’ingresso nei luoghi pubblici a chiunque indossi caschi, passamontagna o BURQA islamici! “Nessun costume o usanza può prevalere sul principio della riconoscibilità”, ha tuonato il primo cittadino, “Siamo in Italia e le leggi sulla sicurezza devono valere per tutti, italiani e stranieri, senza eccezioni!”. Una linea dura che ha mandato in visibilio i “Vannacciani” di Futuro Nazionale, che hanno riempito di lodi il Sindaco per il suo coraggio. Furibonda, invece, la reazione del Partito Democratico! Per il PD si tratta solo di una mossa ridicola, utile solo per finire sui giornali: “Quante persone con il passamontagna o il burqa sono entrate in Comune negli ultimi 8 anni? Zero! Il Sindaco vuole solo fare propaganda per compiacere Roberto Vannacci!”. Leggi tutti i dettagli di questo scontro infuocato nel nostro articolo completo! 👇 🏛️ Voi da che parte state in questo dibattito? Pensate che abbia ragione il Sindaco (perché la sicurezza di poter riconoscere chi cammina per strada o entra negli uffici viene prima di tutto), oppure ha ragione il PD nel dire che si tratta solo di una sterile propaganda politica? Scatenatevi nei commenti, vi leggiamo tutti!

Pubblicato

a

Anti-Burqa

Cortona (AR) – Fino a che punto le tradizioni religiose o culturali di un singolo individuo possono sovrapporsi alle rigide leggi che garantiscono la sicurezza di un’intera comunità? È questa la delicatissima e infuocata domanda che in queste ore sta letteralmente spaccando l’opinione pubblica in Toscana, accendendo un furente dibattito politico destinato a fare rapidamente il giro d’Italia.
Tutto nasce nella splendida cittadina di Cortona, in provincia di Arezzo. Qui, l’amministrazione comunale ha appena varato e firmato una severissima direttiva che non ammette alcuna deroga: per ragioni di stretta sicurezza e ordine pubblico, è tassativamente vietato l’ingresso nei luoghi e negli uffici pubblici con il volto coperto. Un’ordinanza che, nei documenti ufficiali, viene definita tecnica e “neutrale”, ma che per rendere il messaggio visivamente inequivocabile è stata accompagnata da tre cartelli di divieto precisissimi: un casco da motociclista, un passamontagna e, inevitabilmente, un burqa islamico. È bastato questo per far ribattezzare immediatamente il provvedimento come l'”Ordinanza Anti-Burqa”, scatenando un vero e proprio terremoto politico e sociale.

Il pugno duro del Sindaco: “Nessuna usanza prevale sulla legge”

L’artefice di questa manovra “muscolare” è il Sindaco Luciano Meoni, l’uomo sostenuto dal Centrodestra che nel 2019 è riuscito in un’impresa titanica: interrompere l’egemonia politica della Sinistra a Cortona che durava ininterrottamente da ben 73 anni (venendo poi fieramente riconfermato dai cittadini al ballottaggio del 2024).
«Nessun costume o usanza culturale può mai prevalere sul fondamentale principio della riconoscibilità, e quindi sul dovere che ciascun cittadino ha di garantire la serenità e la totale sicurezza altrui», ha spiegato il Sindaco Meoni, rimandando alla ben nota Legge 152 del 1975, che vieta di girare mascherati per strada in Italia. «Noi italiani sappiamo bene che non possiamo circolare con il volto coperto. Cortona è un territorio stupendo e noi abbiamo il sacro dovere di preservarlo. Questo divieto nei luoghi pubblici e durante le manifestazioni è solo un primo passo contro le situazioni di degrado dettate da chi porta avanti comportamenti inaccettabili. Chiunque acceda ai nostri uffici deve mantenere il volto totalmente riconoscibile».

L’esultanza di “Futuro Nazionale” e i complimenti a Meoni

La delibera numero 592 (che consente il volto coperto tramite mascherina solo per strettissimi e certificati motivi di salute) ha mandato in visibilio l’ala più a Destra della politica italiana. A vincere la gara degli applausi per questa linea dura è stato senza dubbio “Futuro Nazionale”, la neonata e arrembante forza politica fondata dal Generale Roberto Vannacci.
Tramite un trionfante messaggio diffuso sui canali social dal coordinatore aretino Cristiano Romani, i “Vannacciani” hanno fatto piovere fiumi di complimenti e lodi sperticate all’indirizzo del Sindaco Meoni, ergendo la città di Cortona a vero e proprio modello nazionale per quanto riguarda la difesa dell’identità, della sicurezza e del rispetto assoluto delle regole occidentali.

L’attacco frontale del PD: “Vogliono solo compiacere Vannacci”

Ma se a Destra si stappano bottiglie di spumante, sul fronte opposto l’ira è incontenibile. L’opposizione non ci sta a subire questo colpo a effetto e ha lanciato una violentissima controffensiva. Vanessa Bigliazzi e Diego Angori (rispettivamente capogruppo e segretario dell’Unione Comunale del Partito Democratico a Cortona) hanno etichettato l’ordinanza come una mossa ridicola e puramente propagandistica.
«Sarebbe davvero curioso sapere quanti cittadini, negli ultimi otto anni, si siano effettivamente introdotti a volto coperto o con un passamontagna all’interno del Palazzo Comunale», ironizzano i leader del PD, ridimensionando l’allarme. «Se il fenomeno è di fatto pari a zero, è difficile comprendere quale emergenza si intenda combattere con questa finta delibera sulla sicurezza. È evidente che siamo di fronte a un banale provvedimento simbolico, utilissimo solo a produrre il titolo sui giornali. L’impressione è che questo Sindaco stia progressivamente cercando di compiacere in tutti i modi Futuro Nazionale». Che sia propaganda o necessità di sicurezza, una cosa è certa: la crociata “Anti-Burqa” di Cortona farà giurisprudenza.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Politica

La verità oltre il pregiudizio, la svolta di Fratelli d’Italia: il retroscena di Fabio Rampelli sul lavoro del Governo e la nuova centralità dell’Italia nel mondo

“Abbiamo sudato le sette camicie per dimostrare chi eravamo davvero”. 🇮🇹 Siluri all’opposizione, dati alla mano e una visione geopolitica chiarissima: dal palco di Bari, il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli traccia il bilancio del Governo Meloni a “Il Giornale”. Dal calo del 60% degli sbarchi alla ferma opposizione alle mire espansionistiche di Putin, fino ai record storici dell’economia certificati persino dagli avversari politici. Un’analisi profonda e senza filtri sul futuro del nostro Paese. Leggete l’intervista completa nell’articolo! 👇✨🏛️

Pubblicato

a

Rampelli

Bari – Esistono momenti nella vita politica di una nazione in cui le parole d’ordine e la propaganda devono necessariamente lasciare il passo alla cruda realtà dei fatti, al bilancio dei risultati e alla ricostruzione della propria identità più autentica. Dal palco dell’importante evento politico di Bari, il dibattito sul futuro del Paese e sulla stabilità dell’esecutivo ha preso una piega profonda e riflessiva. A tracciare una linea di demarcazione netta tra i pregiudizi che hanno accompagnato l’ascesa della destra di governo e i traguardi concreti raggiunti sul campo è stato Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera dei deputati ed esponente di spicco di Fratelli d’Italia, che in un’articolata intervista rilasciata al quotidiano Il Giornale ha svelato il dietro le quinte psicologico e operativo dell’azione di governo.

La sfida più grande per la coalizione guidata da Giorgia Meloni non è stata solo quella di far quadrare i conti dello Stato o di affrontare le emergenze internazionali, ma quella di scardinare una narrazione distorta costruita dalle opposizioni. «È solo il primo tempo», esordisce Rampelli con una metafora calcistica che fotografa una prospettiva di lungo termine. «Del resto un anno di quest’avventura è stato impiegato per dimostrare che non volevamo uccidere l’Ue, né nazionalizzare la produzione di panettoni o speronare i barconi carichi di disperati come fece Prodi con i cittadini albanesi nel 1996, non intendevamo abolire la 194 né dividere le scuole maschili da quelle femminili o sostenere le mire espansionistiche di Putin… Abbiamo sudato le sette camicie per dimostrare di essere esattamente ciò che eravamo».

Dignità alle forze dell’ordine e sbarchi giù del 60%: la rivoluzione della sicurezza

Uno dei pilastri centrali su cui si è concentrata l’azione dell’esecutivo, e che Rampelli rivendica con forza dall’appuntamento di Bari, è la totale metamorfosi dell’approccio alla sicurezza nazionale e alla gestione dei flussi migratori. Secondo il vicepresidente della Camera, l’attuale impianto normativo ha finalmente messo all’angolo ogni tipo di impostazione ideologica del passato, restituendo piena operatività, tutele e dignità agli uomini e alle donne delle forze dell’ordine. In questa nuova ottica di legalità e trasparenza, le occupazioni abusive di immobili sono state catalogate come un reato da perseguire con assoluta immediatezza, inviando un segnale chiaro di protezione verso il cittadino onesto, definito come l’anello più fragile della società contemporanea.

I dati snocciolati da Rampelli delineano una strategia transnazionale complessa, che unisce la fermezza dei confini allo sviluppo del continente africano. L’esponente di Fratelli d’Italia parla infatti di una diminuzione del 60% degli sbarchi clandestini sulle coste italiane, parallelamente a un incremento dell’80% dei rimpatri degli aventi diritto. Una gestione strutturale che si poggia su iniziative geopolitiche di ampio respiro come l’attivazione del Piano Mattei per la cooperazione economica con le nazioni africane e la storica realizzazione del centro di accoglienza e rimpatrio in Albania, spostando l’asse della gestione migratoria direttamente fuori dai confini comunitari.

L’argine contro Mosca e la spinta dell’economia: «La partita è chiusa»

Il dibattito si sposta poi inevitabilmente sulla politica estera e sulla netta scelta di campo atlantista ed europea fatta dal Governo italiano a sostegno di Kiev, una linea ferma che si scontra con i timori di possibili interferenze della Federazione Russa nelle dinamiche politiche europee e interne, spesso accostate dalla stampa alle posizioni di figure come l’eurodeputato Roberto Vannacci. «Mi auguro di no», replica seccamente Rampelli, per poi analizzare lo scenario geostrategico con rigore. «Resta il fatto che la Russia è una dittatura post comunista, ha mire espansionistiche che si sovrappongono nell’Europa orientale al nostro unico spazio vitale terrestre. Non possiamo permettere a Mosca di riprendersi tutti i territori che furono dell’Urss». Una visione che mira a tutelare quell’Europa conservatrice e tradizionalista che l’esponente di FDI vede come un benefico contrappeso culturale.

A suggellare la solidità dell’azione di governo, infine, sono i dati macroeconomici legati all’occupazione record e alla crescita del sistema produttivo nazionale. Su questo fronte, Rampelli preferisce tagliare corto, azzerando le polemiche politiche e affidandosi al giudizio di osservatori teoricamente distanti dal perimetro della maggioranza. La promozione delle performance economiche italiane da parte di autorevoli economisti ed ex esponenti dell’opposizione diventa così il sigillo definitivo sulla bontà del lavoro svolto a Palazzo Chigi. «Se lo dice l’ex parlamentare ed economista del Pd Cottarelli la partita è chiusa. È così», conclude il vicepresidente della Camera, blindando i successi economici dell’Italia e rilanciando la sfida per i prossimi tempi di questa complessa avventura governativa.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Politica

“Ho nuotato nella colla ma non mollo”. A Bari la carica di Giorgia Meloni: “L’Europa ci copia e il consenso cresce, la Sinistra si metta comoda”

“Ho nuotato nella colla, ma non mi arrendo. Chi spera di farci cadere si metta molto comodo!”. Giorgia Meloni infiamma la piazza di Bari festeggiando il Governo più longevo della Repubblica: “Ora è l’Europa a copiare le nostre leggi!” 🇮🇹 👏 Un discorso fiume, pieno di orgoglio, frecciate durissime alla Sinistra e un amore viscerale per l’Italia! La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni è scesa in piazza a Bari per celebrare un traguardo pazzesco: aver superato i 1.413 giorni consecutivi a Palazzo Chigi, diventando di fatto il Governo più stabile della storia repubblicana! Ma il record più bello, come ha ammesso lei stessa con gli occhi lucidi davanti a una folla oceanica, è quello del consenso: “Non siamo orgogliosi solo dei numeri, ma del fatto che oggi abbiamo più voti di quando siamo partiti! La stabilità ha fatto da scudo contro le guerre e la pandemia, l’Italia non è più la barzelletta d’Europa!”. La Premier ha poi attaccato duramente l’Opposizione e chi ha devastato i conti dello Stato col Superbonus: “Se pensano di fermarci si mettano comodi!”. E sul tema caldissimo dei Migranti si è presa la rivincita finale: “Per anni ci hanno chiamato estremisti, dicevano che le nostre proposte per fermare gli sbarchi erano impresentabili. Oggi le nazioni europee hanno copiato il nostro modello per l’Albania! Ora dettiamo la linea, non subiamo più in silenzio!”. Leggi il riassunto esplosivo del suo discorso nel nostro articolo completo! 👇 🏛️ Voi cosa ne pensate delle parole di Giorgia Meloni? Credete che avere finalmente un Governo “Stabile” da 4 anni sia stato utile per ridare credibilità all’Italia nel mondo, o preferivate i governi di una volta che cambiavano ogni sei mesi? Diteci la vostra opinione nei commenti e accendiamo il dibattito!

Pubblicato

a

Giorgia Meloni

Bari – Ci sono traguardi numerici che, nella turbolenta e instabile storia della politica italiana, assumono il sapore di un vero e proprio miracolo istituzionale. Abbattere il muro dei 1.413 giorni ininterrotti a Palazzo Chigi significa, ufficialmente, guidare il Governo più longevo della storia della Repubblica. Ma per Giorgia Meloni, scesa in piazza a Bari per festeggiare questo storico record circondata da una folla oceanica, il vero motivo di orgoglio non risiede nei pallottolieri del calendario, bensì nel cuore pulsante degli elettori.
«Il governo più stabile non è per forza anche il più capace, è semplicemente quello che ha avuto più tempo degli altri per essere giudicato», ha esordito la Presidente del Consiglio con voce rotta dall’emozione. «E quel giudizio oggi siete voi, con questa presenza e questo entusiasmo. Di questo dobbiamo andare immensamente fieri: non di governare da 1.413 giorni, ma di avere oggi un consenso popolare ancora più alto e granitico di quello che avevamo il primissimo giorno».

La “Stabilità” come scudo contro la tempesta perfetta

Il discorso del Premier è stato un potentissimo manifesto politico, incentrato su un concetto fondamentale: la stabilità non è uno sfizio per mantenere le poltrone, ma la prima grande riforma di cui l’Italia aveva un disperato bisogno. «L’Italia ha fortunatamente smesso di essere il “caso speciale e sorvegliato” in Europa», ha rivendicato la Meloni. «Prima eravamo quelli che cambiavano governo ogni anno, ai tavoli internazionali ci guardavano con pietà dicendo ‘ora questo nuovo quanto dura?’. Chi viene trattato in questo modo non può trattare, non può difendere i propri cittadini. Con la stabilità, invece, puoi dettare le scelte invece di subirle in silenzio».
Una stabilità che ha fatto da vero e proprio “scudo protettivo” contro la tempesta perfetta abbattutasi sul mondo in questi quattro anni: le guerre in Medioriente, il blocco di Hormuz, l’esplosione dei prezzi del carburante, il terrorismo dilagante, fino alle immense tragedie interne come la frana di Ischia o la spaventosa alluvione in Emilia Romagna. «Non ci è mancato davvero nulla, ma senza una guida forte l’Italia avrebbe pagato un prezzo altissimo», ha tuonato dal palco.

Il messaggio all’Opposizione: “Mettetevi molto comodi”

Con il suo inconfondibile stile diretto, Giorgia Meloni ha poi lanciato un attacco frontale ai detrattori e alla Sinistra, utilizzando una metafora destinata a fare titolo: «Ci sono stati giorni in cui mi è sembrato di nuotare in un mare di colla, tra mille difficoltà. Ma non ho mai mollato e non intendo assolutamente farlo adesso. A chi intende ostacolarci con giochi di palazzo dico solo una cosa: mettetevi molto comodi, perché non avete ancora capito con chi avete a che fare».
La rivendicazione passa anche per la tenuta dei conti pubblici: il Governo ha mantenuto i conti in ordine perché guidato da «veri patrioti, distanti anni luce da chi ha devastato il bilancio dello Stato con misure folli tipo il Superbonus». Sugli aiuti per il carburante, la linea sarà chirurgica: soldi solo a chi ne ha davvero bisogno, tagliando i fondi a pioggia.

L’ex Ilva e il miracolo delle ZES: la promessa al Sud

Giocando in casa, nel cuore della Puglia, la Premier non poteva ignorare la ferita aperta dell’ex ILVA di Taranto, definendola senza mezzi termini «la questione industriale più complessa del Paese». L’obiettivo, ribadito con forza davanti ai sindacati e alle imprese locali, rimane la difficilissima tutela della salute pubblica unita alla salvaguardia di un patrimonio industriale vitale per la Nazione.
Ma il Sud è anche terra di vittorie, come quella della ZES (Zona Economica Speciale). Oggi, nel Mezzogiorno, un imprenditore coraggioso non deve più aspettare anni implorando un timbro grazie allo “sportello unico”. Un successo talmente grande che, come ha ironizzato la Meloni, «persino il PD, che prima lo definiva un inutile carrozzone, oggi vuole estenderlo a tutta l’Italia».

“Ci chiamavano estremisti, ora l’Europa copia le nostre leggi”

In chiusura, prima di invocare a gran voce la fine dell’epoca dei “Ribaltoni” attraverso l’elezione diretta del Premier, la stoccata finale sui migranti. «Ci dicevano che le nostre proposte per fermare gli sbarchi erano impresentabili e fuori dalla civiltà giuridica europea», ha concluso orgogliosamente. «Ebbene, annuncio che oggi quelle nostre posizioni sono diventate la legge ufficiale europea. Ci hanno chiamato estremisti pericolosi per anni, poi alla fine hanno copiato tutto il nostro modello (come per i centri rimpatri in Albania). Ecco cosa significa contare finalmente a Bruxelles, ecco cosa significa far contare la Destra nel mondo».

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Articoli di Tendenza