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Sabato di sangue a Valgreghentino: morti due giovanissimi. L’urlo disperato di Manzato: “Ragazzi non correte! Lo Stato porti il Codice della Strada a scuola”

L’ennesima tragedia del fine settimana distrugge le vite di due giovanissimi a Valgreghentino (Lecco). L’urlo di dolore di Roberto Manzato: “Ragazzi non correte! E lo Stato porti il Codice della Strada tra i banchi di scuola!”. 🚗 🛑 Il sabato sera si è trasformato, ancora una volta, in un incubo senza fine. La scorsa notte un terribile incidente stradale avvenuto a Valgreghentino (in provincia di Lecco) ha spezzato per sempre la vita di due giovanissimi ragazzi, gettando nello sconforto assoluto e totale le loro famiglie. Di fronte a queste lamiere contorte, l’attivista civico di Villasanta ROBERTO MANZATO non ce l’ha fatta a restare in silenzio e ha lanciato un appello durissimo che tutti noi genitori dovremmo far leggere ai nostri figli: “Ragazzi, vi prego, NON CORRETE! Non cercate la stupida ebbrezza della velocità. Le conseguenze vi aspettano dietro l’angolo. Andate piano e godetevi la vostra meravigliosa vita!”. Ma Manzato se la prende duramente anche con le Istituzioni! Alzare le multe e inasprire le leggi non sta servendo assolutamente a nulla: i ragazzi continuano a morire! La sua proposta? “Dobbiamo inserire il CODICE DELLA STRADA come materia scolastica obbligatoria! La vera prevenzione non si fa con gli autovelox, ma si fa a Scuola, insegnando il rispetto per la vita fin da bambini!”. Leggi tutto il toccante appello di Manzato nel nostro articolo completo! 👇 💔 Quante madri e quanti padri devono ancora piangere prima che i giovani capiscano che l’automobile non è un videogioco? Siete d’accordo con Roberto Manzato sul fatto che il Codice della Strada e la sicurezza debbano essere insegnati obbligatoriamente (con tanto di voti in pagella) nelle nostre scuole? Lasciate una preghiera nei commenti per questi due angeli volati in cielo e condividete l’articolo per far girare questo appello!

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La vita è una sola

Valgreghentino (LC) – È una scena che si ripete purtroppo uguale a se stessa ogni singolo fine settimana, trasformando la gioia della gioventù in una tragedia infinita e insopportabile. Il telefono che squilla nel cuore della notte, la corsa disperata dei genitori verso il luogo dell’incidente, le sirene spiegate delle ambulanze e i lampeggianti blu delle forze dell’ordine che illuminano le lamiere contorte a bordo strada.
La Lombardia piange ancora. La scorsa notte, tra le strade di Valgreghentino (nella tranquilla provincia di Lecco), un drammatico incidente stradale ha spezzato per sempre l’esistenza di due ragazzi giovanissimi. Sulle esatte cause dello schianto stanno indagando le autorità competenti per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti, ma il bilancio è già definitivo, spaventoso e irrevocabile: due giovani vite distrutte, due famiglie annientate e un intero territorio sprofondato nel lutto più buio e silenzioso.

L’appello di Roberto Manzato: “Ragazzi, la velocità uccide”

Di fronte all’ennesima “strage del sabato sera”, c’è chi non ce la fa più a restare a guardare i telegiornali in silenzio. A prendere una posizione fortissima, scuotendo le coscienze dell’opinione pubblica, è stato Roberto Manzato, attivissimo e sensibile cittadino di Villasanta (MB), da sempre in prima linea per le battaglie civiche (come la recente campagna per ripulire i parchi brianzoli).
Manzato ha voluto affidare alla rete un grido di dolore che è prima di tutto l’appello di un padre: «Oggi piangiamo ancora vittime giovanissime della strada. Voglio lanciare un appello con tutto il cuore, rivolto in particolar modo ai nostri ragazzi: vi prego, non correte in strada! Non dovete e non serve provare la finta e mortale ebbrezza della velocità, perché le conseguenze tragiche vi aspettano dietro l’angolo. Andate piano in automobile: godetevi la vita, godetevi le serate e il vostro tempo, senza correre».

Il messaggio alle Istituzioni: “Le multe non bastano più”

Ma il messaggio di Roberto Manzato non si ferma alla sola ed emotiva raccomandazione per i più giovani. L’esponente civico di Villasanta alza il tiro e punta il dito direttamente contro lo Stato e le Istituzioni, sollevando un problema enorme che riguarda il nostro sistema educativo.
Inasprire all’infinito le sanzioni del Codice della Strada non sta portando ai risultati sperati. «È vero, per fortuna esiste un Codice della Strada con pene molto severe, ma è evidente a tutti che non basta», analizza amaramente Manzato. Punire chi sbaglia è sacrosanto, ma la sola repressione (multe, ritiro della patente, sequestro del veicolo) interviene sempre quando il danno è già stato fatto, quando la mentalità spericolata si è già formata nella testa del neo-patentato o, nel peggiore dei casi, quando le lamiere sono già contorte a bordo strada.

La proposta: “Il Codice della Strada diventi materia scolastica”

Da qui nasce la proposta rivoluzionaria e di buonsenso che Manzato lancia al Ministero dell’Istruzione e dei Trasporti: portare la sicurezza stradale direttamente tra i banchi di scuola, rendendola una vera e propria disciplina curriculare.
«La vera prevenzione si dovrebbe e si deve fare esclusivamente all’interno delle scuole», tuona Manzato. «Faccio un appello accorato alle istituzioni italiane: introducete nelle scuole elementari, medie e superiori la materia del “Codice Stradale”». Insegnare fin da bambini il rispetto della segnaletica, far comprendere la fisica di un impatto a 100 chilometri orari o mostrare gli effetti devastanti dell’alcol e dei social network alla guida, significa plasmare una generazione di guidatori consapevoli. Salvare i nostri figli non significa solo comprare loro auto più sicure, ma insegnare loro che la vita è un bene troppo prezioso per schiantarsi contro un muro a 150 all’ora.

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Siete tornati dalle ferie? In Brianza scoppia la mania del “Plogging”: l’appello di Roberto Manzato per ripulire Villasanta (MB) correndo

Siete appena tornati dalle ferie, avete messo su un po’ di “pancetta” e volete fare qualcosa di utile per l’ambiente? In Brianza scoppia la fantastica mania del PLOGGING! 🏃‍♂️ ♻️ Smettetela di lamentarvi dei rifiuti sui social e mettetevi le scarpette da ginnastica! Arriva anche nella provincia di Monza e Brianza una delle tendenze sportive ed ecologiste più intelligenti e rivoluzionarie del mondo: il Plogging! Inventato in Svezia, consiste semplicemente nell’andare a correre (o camminare) all’aria aperta armati di guanti e sacchetto, fermandosi per raccogliere i rifiuti (plastica, cartacce, lattine) abbandonati per strada dagli incivili. Oltre a salvare l’ambiente, questo “piegarsi” continuamente a terra simula gli squat della palestra, garantendo un allenamento fisico pazzesco e bruciando tantissime calorie! A lanciare l’appello a tutti i brianzoli è Roberto Manzato da Villasanta (MB): “Siete tornati dalle ferie e volete fare qualcosa di diverso per il nostro territorio? Unitevi a me! In Italia e in Brianza stiamo diventando sempre di più!”. Il motto di queste squadre di corridori ecologisti è stupendo: “Missione Compiuta!” (da urlare alla fine dell’allenamento con il sacco della spazzatura pieno). Vuoi unirti a loro? Leggi l’articolo e scopri il numero di telefono per contattare Roberto e iniziare a correre per pulire il mondo! 👇 🌍 E tu ne avevi mai sentito parlare? Saresti disposto ad andare a fare una bella passeggiata o una corsetta al parco armato di guanti e sacchetto per pulire il tuo quartiere e fare esercizio fisico? Scrivilo nei commenti e tagga l’amico/a che ha un disperato bisogno di fare sport dopo le grandi abbuffate estive!

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Plogging

Villasanta – Il rientro dalle vacanze estive porta sempre con sé un fastidioso strascico di malinconia, la cosiddetta “sindrome da rientro”, accompagnata spesso dalla noia della solita routine, dalla necessità di smaltire qualche chilo di troppo accumulato sotto l’ombrellone e da una generale voglia di ricominciare l’anno lavorativo con dei buoni propositi. E se ci fosse un modo geniale per unire l’attività sportiva, il benessere psicofisico e l’impegno civico per salvare il nostro povero e bistrattato pianeta?
La risposta a questa domanda esiste, si chiama “Plogging” e sta letteralmente spopolando anche in Lombardia. A lanciare un vero e proprio “manifesto ecologista” e un accorato appello alla mobilitazione collettiva è Roberto Manzato, un cittadino attivissimo nel territorio di Villasanta, in provincia di Monza e Brianza, che ha deciso di non restare con le mani in mano di fronte all’incuria ambientale.

Dalla Svezia alla Brianza: che cos’è il Plogging?

Per chi non lo sapesse, il Plogging è una straordinaria e innovativa attività sportiva inventata nel 2016 in Svezia dall’attivista Erik Ahlström. Il termine stesso è un ingegnoso e simpatico acronimo, un ibrido linguistico nato dalla fusione della parola svedese plocka upp (che significa letteralmente “raccogliere”) e dalla diffusissima parola inglese jogging (la corsa a passo lento).
La pratica è tanto semplice quanto geniale, e non richiede attrezzature costose: consiste banalmente nel mettersi le scarpette da ginnastica e andare a correre o a camminare per le strade e i parchi della propria città, armandosi però di guanti e di un sacchetto per l’immondizia. Ogni volta che si avvista un rifiuto abbandonato a terra (una bottiglietta di plastica, una cartaccia, un mozzicone di sigaretta), ci si piega per raccoglierlo. Questo movimento, tra l’altro, simula perfettamente gli “squat” e gli affondi del fitness, garantendo un allenamento fisico incredibilmente completo e bruciando molte più calorie rispetto alla normale corsa lineare.

L’appello di Roberto Manzato: “Facciamo del bene alla nostra terra”

La Brianza, polmone economico ma anche scrigno di parchi e aree verdi, ha un disperato bisogno di iniziative come questa per combattere l’odioso fenomeno dell’abbandono selvaggio dei rifiuti. «Siete appena tornati dalle ferie e volete fare qualcosa di radicalmente diverso dal solito?», esordisce l’energetico appello lanciato ai concittadini da Roberto Manzato. «Se avete davvero voglia di dare un contributo concreto e tangibile per fare del bene all’ambiente che ci circonda, allora unitevi a me per fare Plogging!».
Il messaggio è chiaro: non servono grandi discorsi teorici sui cambiamenti climatici o lamentele sterili sui social network contro le amministrazioni comunali; serve l’azione diretta, l’esempio positivo, il sudore e la volontà di chinarsi a raccogliere ciò che l’inciviltà altrui ha gettato a terra.
«Questa attività nata in Svezia sta finalmente prendendo piede in tutta Italia», continua Manzato, «e fortunatamente anche qui in Brianza sta vertiginosamente aumentando il numero di persone sensibili che stanno facendo del bene all’ambiente. Quindi bando alla pigrizia: unitevi con me a fare Plogging, forza!».

“Missione compiuta”: come partecipare all’iniziativa

Il bellissimo e rassicurante slogan scelto per questa campagna di sensibilizzazione civica dal basso è semplicemente “Missione compiuta”: le due parole che ogni partecipante pronuncia con soddisfazione al termine della corsa, guardando il proprio sacchetto pieno di rifiuti che sono stati sottratti ai prati e alle strade della propria città.
Prendersi cura del bene comune genera enormi endorfine e un incalcolabile senso di benessere psicologico, superiore a qualsiasi ora spesa in palestra. Per tutti coloro che risiedono in zona, che vogliono smaltire le cene estive e desiderano fare la differenza attiva per il proprio territorio, Roberto Manzato ha messo coraggiosamente e pubblicamente a disposizione il proprio numero di telefono cellulare personale (347-8003352). Basterà un messaggio o una telefonata per aggregarsi al gruppo di Villasanta (MB). Le scarpette sono pronte, i sacchetti per i rifiuti anche. La Brianza aspetta solo di essere salvata, un passo di corsa alla volta.

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Donna, buttati addosso ! | filo diretto con i lettori di Alessandra Hropich

“Sono un uomo sconvolto dall’eccessiva superficialità che regna sovrana in tutto. Oggi, non so se hai notato, cara Alessandra, non si ha nemmeno più il tempo di frequentare una donna perché, se non ci provi subito, ci pensa immediatamente un altro più sfacciato, che la seduce con chissà quali modi e la fa buttare a capofitto in una storia improbabile, poi la molla o, comunque, la storia va in pezzi. Ma conta che lei si butti subito su di lui che, oltretutto, nemmeno glielo chiede apertamente: nessuno deve chiedere più qualcosa. Oggi si fa sesso senza nemmeno dirsi: 《Mi piaci, vorrei avere una relazione con te》.

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ALESSANDRA HROPICH

Redazione-  “Sono un uomo sconvolto dall’eccessiva superficialità che regna sovrana in tutto. Oggi, non so se hai notato, cara Alessandra, non si ha nemmeno più il tempo di frequentare una donna perché, se non ci provi subito, ci pensa immediatamente un altro più sfacciato, che la seduce con chissà quali modi e la fa buttare a capofitto in una storia improbabile, poi la molla o, comunque, la storia va in pezzi. Ma conta che lei si butti subito su di lui che, oltretutto, nemmeno glielo chiede apertamente: nessuno deve chiedere più qualcosa. Oggi si fa sesso senza nemmeno dirsi: 《Mi piaci, vorrei avere una relazione con te》.
Tu, che hai conosciuto e frequenti per lavoro tanti vip e gente facoltosa, cosa hai notato? La pensi come me oppure no? Vorrei il tuo illuminato e sempre vero parere.”
Davide da Porto Recanati.

Sfondi una porta aperta. Gli uomini, quasi tutti, oggi non vogliono perdere tempo a corteggiare, vogliono ottenere tutto senza sforzo e senza doversi esporre.
Chiarendo poi che sono gli uomini sposati quelli  più insoddisfatti e sempre a caccia e sempre desiderosi di nuove avventure, per cui si vogliono trovare a consumare sesso senza doverlo chiedere.
Sai quanti sposati, comuni cittadini, cercano di sedurre una donna senza dover battere ciglio?
In tutti i settori ci sono quelli che vogliono le donne con estrema facilità. Il settore dello spettacolo? Identico a tutti gli altri, con in più la pretesa di avere una ragazza o una donna immediatamente addosso grazie alla fama e al successo.
Molti vip sposati che decantano sui giornali la loro fedeltà e felicità coniugale sono
quelli che, appena si trovano a tu per tu con una che gli piace, si aspettano immediatamente di interessare ed essere oggetto di seduzione, subito, al primo incontro e dopo pochi minuti.
Ho conosciuto nel tempo tanti vip, di quelli che si vedono ogni giorno in TV a fare i buonisti, i difensori dei diritti umani, i paladini della giustizia; poi, non appena li incontravo in privato per qualsiasi progetto, subito li vedevo pronti a consumare sesso senza nemmeno chiederlo con la bocca ma con i gesti.
A tanti vip, sposati e con la maschera di uomini fedeli e felici, non piace perdere tempo nel proporsi  (per non essere sputtanati) e vogliono tutto e subito. Chi non ci sta viene punita, esclusa da selezioni, occasioni di lavoro, ecc.
Per tutti questi signori che aspettano che la donna faccia il primo passo, vale la regola del silenzio: è lei che deve immediatamente dare prova di desiderare il babbeo di turno. Lui è sposato, vip e non può chiedere sesso, ma solo concedere il suo corpo ad ogni lei gradevole di aspetto.
Se si propone lei, il lui vip o uomo comune, non ha chiesto nulla, è quasi innocente perché provocato.
Dunque, non mi meraviglia affatto quanto hai scritto, caro Luigi. Il mondo vip, o il mondo politico, o il mondo imprenditoriale, il mondo accademico, il mondo dei comuni cittadini, ecc,
ovunque è pieno di questi soggetti abituati a farsi “sedurre”, diciamo così, in cambio di favori, tutto in silenzio, non perché le mogli non sappiano, ma per evitare scandali e voci di troppo che possano disturbare i tantissimi matrimoni di facciata.
Siamo un Paese con un elevato tasso di ipocrisia, uomini con più maschere per ogni ruolo, ma quella di marito innamorato e fedele, è la più usata da ogni categoria sociale: non esiste il medico (ad esempio) che non tradisce perché indossa un camice bianco, esattamente come tanta gente vip che si mostra buona, umana ed altruista ai tanti telespettatori.
Meglio però se è la donna a buttarsi addosso, senza clamori.
Abbandonando il discorso delle corna, che è  fortissimamente italiano, dalla mia esperienza con le mie rubriche e non solo, posso dirti che è pieno, in giro, di coppie, poi scoppiate, nate solo dal buttarsi addosso di lei.
Il corteggiamento ormai appartiene a qualche specie animale: noi umani abbiamo ormai perso il gusto di ogni conquista.
Ci si ritrova impelagati ed infelici (molto spesso) non con la donna giusta ma solo con quella che si è concessa per prima.
Io lo vengo a sapere da anni ormai ma l’ errore si ripete e le coppie (basta guardare in giro) sono sempre più sbagliate ed inverosimili.
Squallido ma vero!Oggi si fa sesso senza nemmeno dirsi: 《Mi piaci, vorrei avere una relazione con te》.
Tu, che hai conosciuto e frequenti per lavoro tanti vip e gente facoltosa, cosa hai notato? La pensi come me oppure no? Vorrei il tuo illuminato e sempre vero parere.”
Davide da Porto Recanati.

Sfondi una porta aperta. Gli uomini, quasi tutti, oggi non vogliono perdere tempo a corteggiare, vogliono ottenere tutto senza sforzo e senza doversi esporre.
Chiarendo poi che sono gli uomini sposati quelli  più insoddisfatti e sempre a caccia e sempre desiderosi di nuove avventure, per cui si vogliono trovare a consumare sesso senza doverlo chiedere.
Sai quanti sposati, comuni cittadini, cercano di sedurre una donna senza dover battere ciglio?
In tutti i settori ci sono quelli che vogliono le donne con estrema facilità. Il settore dello spettacolo? Identico a tutti gli altri, con in più la pretesa di avere una ragazza o una donna immediatamente addosso grazie alla fama e al successo.
Molti vip sposati che decantano sui giornali la loro fedeltà e felicità coniugale sono
quelli che, appena si trovano a tu per tu con una che gli piace, si aspettano immediatamente di interessare ed essere oggetto di seduzione, subito, al primo incontro e dopo pochi minuti.
Ho conosciuto nel tempo tanti vip, di quelli che si vedono ogni giorno in TV a fare i buonisti, i difensori dei diritti umani, i paladini della giustizia; poi, non appena li incontravo in privato per qualsiasi progetto, subito li vedevo pronti a consumare sesso senza nemmeno chiederlo con la bocca ma con i gesti.
A tanti vip, sposati e con la maschera di uomini fedeli e felici, non piace perdere tempo nel proporsi  (per non essere sputtanati) e vogliono tutto e subito. Chi non ci sta viene punita, esclusa da selezioni, occasioni di lavoro, ecc.
Per tutti questi signori che aspettano che la donna faccia il primo passo, vale la regola del silenzio: è lei che deve immediatamente dare prova di desiderare il babbeo di turno. Lui è sposato, vip e non può chiedere sesso, ma solo concedere il suo corpo ad ogni lei gradevole di aspetto.
Se si propone lei, il lui vip o uomo comune, non ha chiesto nulla, è quasi innocente perché provocato.
Dunque, non mi meraviglia affatto quanto hai scritto, caro Luigi. Il mondo vip, o il mondo politico, o il mondo imprenditoriale, il mondo accademico, il mondo dei comuni cittadini, ecc,
ovunque è pieno di questi soggetti abituati a farsi “sedurre”, diciamo così, in cambio di favori, tutto in silenzio, non perché le mogli non sappiano, ma per evitare scandali e voci di troppo che possano disturbare i tantissimi matrimoni di facciata.
Siamo un Paese con un elevato tasso di ipocrisia, uomini con più maschere per ogni ruolo, ma quella di marito innamorato e fedele, è la più usata da ogni categoria sociale: non esiste il medico (ad esempio) che non tradisce perché indossa un camice bianco, esattamente come tanta gente vip che si mostra buona, umana ed altruista ai tanti telespettatori.
Meglio però se è la donna a buttarsi addosso, senza clamori.
Abbandonando il discorso delle corna, che è  fortissimamente italiano, dalla mia esperienza con le mie rubriche e non solo, posso dirti che è pieno, in giro, di coppie, poi scoppiate, nate solo dal buttarsi addosso di lei.
Il corteggiamento ormai appartiene a qualche specie animale: noi umani abbiamo ormai perso il gusto di ogni conquista.
Ci si ritrova impelagati ed infelici (molto spesso) non con la donna giusta ma solo con quella che si è concessa per prima.
Io lo vengo a sapere da anni ormai ma l’ errore si ripete e le coppie (basta guardare in giro) sono sempre più sbagliate ed inverosimili.
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L’urlo di dolore per i negozi di quartiere: “Stanno scomparendo, divorati dai centri commerciali. La politica ci aiuti a resistere”

Il commovente grido di dolore di un nostro lettore: “I negozi di quartiere stanno morendo divorati dai centri commerciali. Salviamo i nostri fornai!” 🥖 ❤️ Le nostre piazze e le nostre strade si stanno svuotando, e fa malissimo al cuore! Abbiamo ricevuto una lettera bellissima e amara da parte di Roberto Manzato (Villasanta), che lancia un appello disperato per salvare le piccole botteghe. “Dal calzolaio, alla ferramenta fino al piccolo fornaio: i negozi di quartiere stanno scomparendo, inesorabilmente sostituiti dai giganteschi e freddi centri commerciali! Ma ci servono davvero tutti questi immensi poli della grande distribuzione?”. Dietro un piccolo negozietto c’è sempre la storia di una famiglia, c’è un sorriso, c’è un presidio di sicurezza che illumina la strada e c’è una socialità insostituibile, specie per gli anziani. “È ora che la politica dia incentivi concreti a chi fa sacrifici immensi per resistere e tenere aperta la serranda!”, tuona il nostro lettore. L’immagine simbolo? Il pane fresco, che racchiude tutto l’amore, la tradizione e le notti insonni dei nostri meravigliosi artigiani fornai. Leggi questa lettera stupenda e profonda nel nostro articolo completo! 👇 🏡 E voi fate ancora la spesa nei piccoli negozi sotto casa per aiutarli, oppure andate solo nei grandi ipermercati? Difendiamo le nostre radici!

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Pane

Redazione  – Riceviamo e pubblichiamo con immenso piacere l’accorata, nostalgica e profondamente vera riflessione di un nostro affezionato lettore, Roberto Manzato da Villasanta. Le sue parole, inviate alla nostra redazione, non sono un semplice sfogo personale, ma rappresentano il grido d’allarme di un’intera nazione che sta lentamente, e forse inesorabilmente, smarrendo la propria identità più intima e preziosa.
Il tema sollevato da Manzato è dolorosamente attuale: la lenta, tragica agonia dei piccoli negozi di quartiere. Le nostre piazze, le nostre vie e i nostri storici rioni si stanno svuotando. Le serrande si abbassano una dopo l’altra e al loro posto non subentra nessuno, lasciando le strade al buio e i cuori della gente un po’ più soli.

Non solo commercio: il negozio di quartiere è famiglia e sicurezza

Il lettore centra perfettamente il punto nevralgico della questione, che va ben oltre la semplice transazione economica. “Il negozio di quartiere è molto importante per le nostre città, perché rappresenta la vera socialità e garantisce sicurezza nel rione”, scrive giustamente Manzato.
Una bottega illuminata, con la porta aperta, è un presidio naturale contro la criminalità e il degrado urbano. Ma è soprattutto un punto di ritrovo umano. Dietro al bancone di un piccolo negozio di alimentari, di un calzolaio o di una vecchia ferramenta, non c’è una multinazionale senza volto, ma c’è una storia. “C’è una famiglia”, ci ricorda il lettore. C’è il sorriso di chi ti conosce per nome, c’è il consiglio sincero, c’è lo spazio per due chiacchiere che, per le tante persone anziane che vivono sole, rappresentano spesso l’unica voce amica dell’intera giornata.

L’invasione alienante dei mega centri commerciali

L’assassino silenzioso di questa meraviglia sociale ha un nome e un cognome ben preciso. “Purtroppo il negozio di quartiere è stato inesorabilmente sostituito dai grandi centri commerciali”, denuncia l’autore della lettera.
Poli commerciali giganteschi, cattedrali nel deserto fatte di luci al neon e casse automatiche, dove tutto è veloce, freddo, omologato e impersonale. La provocazione lanciata da Manzato è sacrosanta e ci obbliga a fare un esame di coscienza collettivo: “Ce ne sono ormai tantissimi… anzi, facciamoci una domanda: ci servono davvero tutti questi enormi centri commerciali?”. La risposta, osservando lo svuotamento dei nostri centri storici e la standardizzazione dei consumi, è purtroppo racchiusa in questa amara e lucida domanda.

L’appello alla politica: incentivi per chi decide di resistere

Di fronte a questo deserto commerciale e umano, il cittadino di Villasanta rivolge un appello disperato a chi governa la cosa pubblica. “Sarebbe ora che la classe politica incentivasse concretamente chi vuole resistere, aiutandolo a tenere aperto il suo storico negozio di quartiere e favorendo l’apertura di nuove, piccole attività”.
Servirebbe una defiscalizzazione seria, aiuti per l’affitto dei locali storici e una burocrazia meno asfissiante. Perché salvare una bottega non significa salvare solo il fatturato di un commerciante, ma significa salvare l’anima stessa del quartiere, impedendogli di trasformarsi in un dormitorio privo di vita e di servizi di prossimità.

Il simbolo immortale del pane e il sacrificio del fornaio

La lettera di Roberto Manzato si chiude con un’immagine potentissima, poetica e carica di significato. Il lettore ci invita a guardare la fotografia di un semplice pezzo di pane, “un simbolo assoluto della nostra tradizione millenaria”.
Il pane fresco, col suo profumo inebriante che inonda le strade al mattino presto, è la metafora perfetta del sacrificio che c’è dietro al lavoro massacrante del fornaio. Artigiani straordinari che si svegliano in piena notte, sfidando la stanchezza e il buio, per impastare e non farci mai mancare sulla tavola il sapore genuino della nostra terra. Quel profumo di pane appena sfornato è un patrimonio inestimabile che nessun centro commerciale, con i suoi prodotti surgelati e pre-cotti, potrà mai restituirci. Difendiamo i nostri negozi, prima che sia troppo tardi.

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