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Donna, buttati addosso ! | filo diretto con i lettori di Alessandra Hropich

“Sono un uomo sconvolto dall’eccessiva superficialità che regna sovrana in tutto. Oggi, non so se hai notato, cara Alessandra, non si ha nemmeno più il tempo di frequentare una donna perché, se non ci provi subito, ci pensa immediatamente un altro più sfacciato, che la seduce con chissà quali modi e la fa buttare a capofitto in una storia improbabile, poi la molla o, comunque, la storia va in pezzi. Ma conta che lei si butti subito su di lui che, oltretutto, nemmeno glielo chiede apertamente: nessuno deve chiedere più qualcosa. Oggi si fa sesso senza nemmeno dirsi: 《Mi piaci, vorrei avere una relazione con te》.

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ALESSANDRA HROPICH

Redazione-  “Sono un uomo sconvolto dall’eccessiva superficialità che regna sovrana in tutto. Oggi, non so se hai notato, cara Alessandra, non si ha nemmeno più il tempo di frequentare una donna perché, se non ci provi subito, ci pensa immediatamente un altro più sfacciato, che la seduce con chissà quali modi e la fa buttare a capofitto in una storia improbabile, poi la molla o, comunque, la storia va in pezzi. Ma conta che lei si butti subito su di lui che, oltretutto, nemmeno glielo chiede apertamente: nessuno deve chiedere più qualcosa. Oggi si fa sesso senza nemmeno dirsi: 《Mi piaci, vorrei avere una relazione con te》.
Tu, che hai conosciuto e frequenti per lavoro tanti vip e gente facoltosa, cosa hai notato? La pensi come me oppure no? Vorrei il tuo illuminato e sempre vero parere.”
Davide da Porto Recanati.

Sfondi una porta aperta. Gli uomini, quasi tutti, oggi non vogliono perdere tempo a corteggiare, vogliono ottenere tutto senza sforzo e senza doversi esporre.
Chiarendo poi che sono gli uomini sposati quelli  più insoddisfatti e sempre a caccia e sempre desiderosi di nuove avventure, per cui si vogliono trovare a consumare sesso senza doverlo chiedere.
Sai quanti sposati, comuni cittadini, cercano di sedurre una donna senza dover battere ciglio?
In tutti i settori ci sono quelli che vogliono le donne con estrema facilità. Il settore dello spettacolo? Identico a tutti gli altri, con in più la pretesa di avere una ragazza o una donna immediatamente addosso grazie alla fama e al successo.
Molti vip sposati che decantano sui giornali la loro fedeltà e felicità coniugale sono
quelli che, appena si trovano a tu per tu con una che gli piace, si aspettano immediatamente di interessare ed essere oggetto di seduzione, subito, al primo incontro e dopo pochi minuti.
Ho conosciuto nel tempo tanti vip, di quelli che si vedono ogni giorno in TV a fare i buonisti, i difensori dei diritti umani, i paladini della giustizia; poi, non appena li incontravo in privato per qualsiasi progetto, subito li vedevo pronti a consumare sesso senza nemmeno chiederlo con la bocca ma con i gesti.
A tanti vip, sposati e con la maschera di uomini fedeli e felici, non piace perdere tempo nel proporsi  (per non essere sputtanati) e vogliono tutto e subito. Chi non ci sta viene punita, esclusa da selezioni, occasioni di lavoro, ecc.
Per tutti questi signori che aspettano che la donna faccia il primo passo, vale la regola del silenzio: è lei che deve immediatamente dare prova di desiderare il babbeo di turno. Lui è sposato, vip e non può chiedere sesso, ma solo concedere il suo corpo ad ogni lei gradevole di aspetto.
Se si propone lei, il lui vip o uomo comune, non ha chiesto nulla, è quasi innocente perché provocato.
Dunque, non mi meraviglia affatto quanto hai scritto, caro Luigi. Il mondo vip, o il mondo politico, o il mondo imprenditoriale, il mondo accademico, il mondo dei comuni cittadini, ecc,
ovunque è pieno di questi soggetti abituati a farsi “sedurre”, diciamo così, in cambio di favori, tutto in silenzio, non perché le mogli non sappiano, ma per evitare scandali e voci di troppo che possano disturbare i tantissimi matrimoni di facciata.
Siamo un Paese con un elevato tasso di ipocrisia, uomini con più maschere per ogni ruolo, ma quella di marito innamorato e fedele, è la più usata da ogni categoria sociale: non esiste il medico (ad esempio) che non tradisce perché indossa un camice bianco, esattamente come tanta gente vip che si mostra buona, umana ed altruista ai tanti telespettatori.
Meglio però se è la donna a buttarsi addosso, senza clamori.
Abbandonando il discorso delle corna, che è  fortissimamente italiano, dalla mia esperienza con le mie rubriche e non solo, posso dirti che è pieno, in giro, di coppie, poi scoppiate, nate solo dal buttarsi addosso di lei.
Il corteggiamento ormai appartiene a qualche specie animale: noi umani abbiamo ormai perso il gusto di ogni conquista.
Ci si ritrova impelagati ed infelici (molto spesso) non con la donna giusta ma solo con quella che si è concessa per prima.
Io lo vengo a sapere da anni ormai ma l’ errore si ripete e le coppie (basta guardare in giro) sono sempre più sbagliate ed inverosimili.
Squallido ma vero!Oggi si fa sesso senza nemmeno dirsi: 《Mi piaci, vorrei avere una relazione con te》.
Tu, che hai conosciuto e frequenti per lavoro tanti vip e gente facoltosa, cosa hai notato? La pensi come me oppure no? Vorrei il tuo illuminato e sempre vero parere.”
Davide da Porto Recanati.

Sfondi una porta aperta. Gli uomini, quasi tutti, oggi non vogliono perdere tempo a corteggiare, vogliono ottenere tutto senza sforzo e senza doversi esporre.
Chiarendo poi che sono gli uomini sposati quelli  più insoddisfatti e sempre a caccia e sempre desiderosi di nuove avventure, per cui si vogliono trovare a consumare sesso senza doverlo chiedere.
Sai quanti sposati, comuni cittadini, cercano di sedurre una donna senza dover battere ciglio?
In tutti i settori ci sono quelli che vogliono le donne con estrema facilità. Il settore dello spettacolo? Identico a tutti gli altri, con in più la pretesa di avere una ragazza o una donna immediatamente addosso grazie alla fama e al successo.
Molti vip sposati che decantano sui giornali la loro fedeltà e felicità coniugale sono
quelli che, appena si trovano a tu per tu con una che gli piace, si aspettano immediatamente di interessare ed essere oggetto di seduzione, subito, al primo incontro e dopo pochi minuti.
Ho conosciuto nel tempo tanti vip, di quelli che si vedono ogni giorno in TV a fare i buonisti, i difensori dei diritti umani, i paladini della giustizia; poi, non appena li incontravo in privato per qualsiasi progetto, subito li vedevo pronti a consumare sesso senza nemmeno chiederlo con la bocca ma con i gesti.
A tanti vip, sposati e con la maschera di uomini fedeli e felici, non piace perdere tempo nel proporsi  (per non essere sputtanati) e vogliono tutto e subito. Chi non ci sta viene punita, esclusa da selezioni, occasioni di lavoro, ecc.
Per tutti questi signori che aspettano che la donna faccia il primo passo, vale la regola del silenzio: è lei che deve immediatamente dare prova di desiderare il babbeo di turno. Lui è sposato, vip e non può chiedere sesso, ma solo concedere il suo corpo ad ogni lei gradevole di aspetto.
Se si propone lei, il lui vip o uomo comune, non ha chiesto nulla, è quasi innocente perché provocato.
Dunque, non mi meraviglia affatto quanto hai scritto, caro Luigi. Il mondo vip, o il mondo politico, o il mondo imprenditoriale, il mondo accademico, il mondo dei comuni cittadini, ecc,
ovunque è pieno di questi soggetti abituati a farsi “sedurre”, diciamo così, in cambio di favori, tutto in silenzio, non perché le mogli non sappiano, ma per evitare scandali e voci di troppo che possano disturbare i tantissimi matrimoni di facciata.
Siamo un Paese con un elevato tasso di ipocrisia, uomini con più maschere per ogni ruolo, ma quella di marito innamorato e fedele, è la più usata da ogni categoria sociale: non esiste il medico (ad esempio) che non tradisce perché indossa un camice bianco, esattamente come tanta gente vip che si mostra buona, umana ed altruista ai tanti telespettatori.
Meglio però se è la donna a buttarsi addosso, senza clamori.
Abbandonando il discorso delle corna, che è  fortissimamente italiano, dalla mia esperienza con le mie rubriche e non solo, posso dirti che è pieno, in giro, di coppie, poi scoppiate, nate solo dal buttarsi addosso di lei.
Il corteggiamento ormai appartiene a qualche specie animale: noi umani abbiamo ormai perso il gusto di ogni conquista.
Ci si ritrova impelagati ed infelici (molto spesso) non con la donna giusta ma solo con quella che si è concessa per prima.
Io lo vengo a sapere da anni ormai ma l’ errore si ripete e le coppie (basta guardare in giro) sono sempre più sbagliate ed inverosimili.
Squallido ma vero!

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Il grido d’allarme di Roberto Manzato ai Comuni italiani: “Basta colate di cemento, le nostre città soffocano! Salviamo i prati e recuperiamo le case abbandonate”

“Smettetela di DISTRUGGERE i prati e abbattere gli alberi per costruire nuovi palazzi! Piuttosto ristrutturate le migliaia di CASE ABBANDONATE e vuote che cadono a pezzi!”. Il durissimo e applauditissimo appello di Roberto Manzato! 🌳 🏘️ Le estati roventi e il caldo opprimente che toglie il respiro ce lo stanno urlando in faccia: le nostre città stanno letteralmente “soffocando” sotto una cappa infernale di asfalto e colate di cemento! Eppure, in nome del profitto, continuiamo a consumare il Suolo e a distruggere la natura! A lanciare un vero e proprio “Manifesto per la Sopravvivenza Urbana” rivolto a tutti i Sindaci d’Italia ci ha pensato l’attivissimo Roberto Manzato, con una riflessione lucida che sta raccogliendo enormi consensi! “Si dice che ci sia disperatamente bisogno di nuove case. È vero! Ma allo stesso tempo le nostre città sono piene zeppe di edifici abbandonati, ruderi e case completamente SFITTE! Allora la soluzione per gli addetti ai lavori e per i Comuni deve essere logica: basta cementificare nuove aree verdi, recuperiamo e ristrutturiamo il patrimonio edilizio che già esiste e sta marcendo!”. La logica di Manzato non fa una piega: la natura (sia il verde pubblico che quello privato) deve tornare a essere considerata “SACRA”, perché quegli alberi e quei prati ci salvano dai pericolosi allagamenti quando ci sono eventi atmosferici violenti e ci danno l’ossigeno per vivere in città! L’appello a tutti i Comuni è chiaro: non possiamo più sbagliare nella gestione urbanistica! Leggi tutte le coraggiose parole di Manzato nel nostro articolo completo! 👇 🥵 Siete d’accordo con lui? Non vi fa rabbia vedere bellissimi campi verdi e boschetti di paese venire rasi al suolo per costruire nuovi e freddi condomini, mentre a due passi ci sono case abbandonate a se stesse e lasciate vuote per anni? Diteci la vostra sincera opinione nei commenti e condividete in massa questo appello ecologista!

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Tutela verde

Brianza – Ci stiamo svegliando ogni mattina in un mondo che sembra sempre più ostile, fragile e imprevedibile. Il cielo sopra le nostre teste non è più lo stesso di vent’anni fa: passiamo con una facilità disarmante da mesi di siccità devastante, che inaridisce i campi e prosciuga i fiumi, a violenti eventi climatici estremi che spazzano via in pochi minuti il lavoro di una vita. E chi sta pagando il prezzo più alto, amaro e insopportabile di questa crisi climatica globale? Purtroppo, la risposta è drammaticamente sotto i nostri occhi: lo pagano le nostre città e i cittadini che le abitano.
A lanciare un durissimo e accorato grido d’allarme, che suona come un vero e proprio manifesto per la sopravvivenza urbana, è ancora una volta Roberto Manzato, voce sempre attenta, lucida e appassionata sulle tematiche della sostenibilità ambientale e del vivere civile.

Estati roventi e città che non respirano più

Le ultime estati appena trascorse hanno certificato una realtà spaventosa e innegabile: i nostri centri urbani si sono trasformati in trappole di calore infernali. L’asfalto e i palazzi trattengono temperature folli, rendendo l’aria irrespirabile per anziani, bambini e soggetti fragili.
«Sono tempi incerti quelli in cui ci svegliamo ogni mattina» – esordisce amaramente Manzato nella sua riflessione – «e le estati roventi stanno certificando in modo inequivocabile che l’ambiente urbano va protetto, difeso e curato con le unghie e con i denti. Per questo motivo voglio rivolgere un appello disperato e diretto a tutti i Comuni: le aree verdi vanno protette come un tesoro sacro, non distrutte in nome del profitto per fare spazio all’ennesima, inutile colata di cemento!».

Il grande paradosso italiano: costruire case nuove ignorando quelle vuote

Il nocciolo della questione sollevata da Manzato tocca un paradosso tipicamente italiano, una gigantesca stortura logica e burocratica che sta letteralmente mangiando e divorando il nostro territorio verde centimetro dopo centimetro.
È innegabile che oggi, per molte giovani coppie e famiglie, ci sia una reale e disperata “fame di case”. Ma la soluzione non può e non deve più essere quella di abbattere alberi, distruggere prati e cementificare le poche aree verdi rimaste in città. «Sì, ok, c’è un gran bisogno di abitazioni» – fa notare lucidamente Manzato – «ma, allo stesso tempo, ci sono un’infinità di case completamente sfitte, chiuse, vuote o edifici abbandonati che cadono a pezzi! Allora cosa bisogna fare? Mi rivolgo direttamente ai costruttori e agli addetti ai lavori: bisogna avere il coraggio di ripristinare e riqualificare tutti gli edifici sfitti per creare le nuove abitazioni di cui c’è bisogno!».

Riqualificare invece di distruggere: una missione morale

La ricetta proposta è un trionfo di buon senso ecologico. Invece di consumare inesorabilmente nuovo suolo vergine distruggendo la natura (suolo che non tornerà mai più indietro e che causa i disastrosi allagamenti urbani quando piove), le Amministrazioni Comunali dovrebbero agevolare in ogni modo il recupero edilizio, la ristrutturazione dei ruderi e la rimessa a nuovo dei quartieri fantasma. Solo così si può dare una casa a chi ne ha bisogno senza assassinare l’ambiente circostante.

L’appello finale ai Sindaci: il verde pubblico e privato è sacro

Le parole finali di Manzato suonano come un avvertimento categorico per chiunque sieda su una poltrona istituzionale: «I progetti urbanistici vanno guardati bene, studiati con la lente di ingrandimento. Sia il verde pubblico che quello privato devono tornare a essere considerati un valore primario, intoccabile e assoluto per la salute pubblica. Non possiamo più permetterci di sbagliare nella gestione e nello sviluppo dei nostri contesti urbani».
La palla passa ora ai Sindaci e agli assessori all’urbanistica di tutta Italia: servirà un’attenzione infinitamente maggiore per salvare gli alberi, l’ossigeno e la vivibilità delle nostre città, prima che il cemento finisca per soffocarci tutti in modo irreversibile.

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Educazione sessuo-affettiva a scuola. Così si azzerano i femminicidi?| filo diretto con i lettori di Alessandra Hropich

Si sentono sempre brutte notizie, femminicidi continui, donne che non si sentono libere di lasciare un uomo, si rende conto?Viviamo convinte di essere libere ma non lo siamo affatto. In tanti parlano ultimamente di educazione sessuo-affettiva da insegnare nelle scuole, potrebbe essere, secondo lei, una buona idea per risolvere il problema una volta per tutte?
Oltretutto, le risulta che ci sia bisogno di aggiungere un insegnamento a scuola per risolvere il problema della società tutta?

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ALESSANDRA HROPICH

Redazione-  Si sentono sempre brutte notizie, femminicidi continui, donne che non si sentono libere di lasciare un uomo, si rende conto?Viviamo convinte di essere libere ma non lo siamo affatto. In tanti parlano ultimamente di educazione sessuo-affettiva da insegnare nelle scuole, potrebbe essere, secondo lei, una buona idea per risolvere il problema una volta per tutte?
Oltretutto, le risulta che ci sia bisogno di aggiungere un insegnamento a scuola per risolvere il problema della società tutta?
Che ne pensa lei?
Veramente sono una madre disperata di tre figli, due adolescenti che hanno il sacrosanto diritto di ascoltare lezioni sulla sessualità, sul rifiuto di una donna. Dovremmo iniziare dai giovani per farli ragionare. Non è così?
Valeria da Vietri di Potenza

Sono sconcertata da questo argomento scolastico ricorrente ogni volta che leggiamo di qualche nuovo femminicidio.
Non ho mai creduto del tutto, in genere, alle incursioni scolastiche da parte di rappresentanti di Associazioni, Fondazioni o simili, per sensibilizzare i ragazzi su certe tematiche perché la società, nei comportamenti, cambia molto rapidamente e non si può aspettare la crescita dei giovani per sperare in un miglioramento.
O meglio, nelle scuole, ritengo, si possa parlare di tutto, ma cambiare la società con la sola opera di sensibilizzazione dei ragazzi, è cosa impossibile.
Nelle scuole si parla anche di legalità, ad esempio ma la società non diventa legale perché qualcuno fa bei discorsi. Rimangono, se non sono accompagnati da altro, bei discorsi sospesi nel vuoto.
Idem sull’ educazione sessuo-affettiva.
I ragazzi sicuramente apprezzerebbero l’argomento, e credo sia giusto che abbiano strumenti per comprendere la sessualità, il consenso, i confini personali e la qualità delle relazioni. Ma i femminicidi sono commessi soprattutto da uomini adulti, ad eccezione di alcuni rari casi che hanno coinvolto persone molto giovani e che abbiamo seguito.
E qui entra anche un aspetto psicologico che spesso viene trascurato: sapere che una donna ha il diritto di dire “no” non significa necessariamente essere psicologicamente capaci di accettare quel “no”.
La violenza, infatti, non nasce soltanto dalla mancanza di informazioni. Può affondare le proprie radici in una combinazione di fattori: una cultura che può aver insegnato a confondere l’amore con il possesso, la difficoltà a tollerare la frustrazione, il bisogno di controllo, una gestione problematica della rabbia, l’ incapacità di affrontare un abbandono o una separazione e, in alcuni casi, una profonda difficoltà ad accettare che l’altro sia una persona autonoma, con desideri e decisioni che non possiamo controllare.
Per questo, credo, che educare i ragazzi sia importante, ma non sufficiente.
Un adolescente può ascoltare una lezione, ripetere correttamente che “no significa no” e, nello stesso tempo, avere ancora bisogno di imparare concretamente che cosa fare quando quel “no” arriva. Deve imparare a gestire un rifiuto senza trasformarlo in un’ offesa personale, una separazione senza viverla necessariamente come un’umiliazione, la gelosia senza trasformarla in controllo, la rabbia senza trasformarla in aggressività e, soprattutto, la perdita del controllo sull’ altro senza cercare di riconquistarlo con la forza.
Queste non sono soltanto nozioni. Sono competenze emotive e relazionali che richiedono tempo, esperienza, educazione e, quando necessario, anche un aiuto psicologico.
Io faccio i conti tutti i giorni con le emozioni della gente e noto rabbia e frustrazione in moltissime persone che incontro o conosco per caso, sono tante le persone non abituate a riconoscere le proprie emozioni negative, dunque non chiedono aiuto ma solo di imporsi sugli altri, la società è invasa da questo fenomeno.
Le persone spesso chiedono agli altri di sopportare le proprie emozioni, anche quelle più difficili anziché comprenderle e gestirle.
E qui arriviamo al punto.
In Italia è noto che esiste la tendenza a fare le leggi e poi lasciare molte delle conseguenze sociali dei cambiamenti affidate a sé stesse.
È arrivato il divorzio, ad esempio: le risulta che gli uomini, tutti, non soltanto quelli benestanti o ricchi che possono permettersi più abitazioni, ci abbiano necessariamente guadagnato?
Non abbiamo uno Stato sociale che riesca sempre a correre in aiuto di chi, dopo una separazione, si ritrova in una situazione economica o abitativa drammatica. Esistono uomini che, dopo la fine di un matrimonio, si ritrovano in condizioni di grave precarietà e anche questo problema sociale non dovrebbe essere ignorato.
Tra i senzatetto, ci sono molti uomini separati, la legge sul divorzio sistema solo l’ aspetto legale ma non gli aspetti pratici che pur esistono.
Ma torniamo all’educazione sessuo-affettiva.
Va bene, sensibilizziamo i ragazzi. Ma gli adulti?
Gli uomini adulti continuano a commettere violenza contro le donne mentre i ragazzi, a scuola, imparano che esiste il rifiuto femminile. Si continua a uccidere la donna che lascia un uomo mentre, nelle scuole, insegniamo ai ragazzi ad accettare il “no” di una donna.
Non è forse questa una delle contraddizioni più evidenti?
E allora, qual è il senso di tutto ciò?
Io non sono contraria all’ insegnamento dell’educazione in genere, sia chiaro. Sono contraria all’ idea che l’educazione sessuo-affettiva possa diventare la risposta facile a un problema difficile.
La scuola può seminare, certamente. Può dare parole ai ragazzi, insegnare loro a riconoscere una relazione sana, a comprendere il consenso, il rispetto dei confini, l’autonomia dell’altro e a gestire le proprie emozioni.
Ma perché quei semi producano qualcosa, devono trovare una famiglia, una società, servizi psicologici e sociali, istituzioni e adulti capaci di sostenerli.
E soprattutto devono incontrare adulti che per primi sappiano mettere in pratica ciò che chiediamo ai ragazzi di imparare.
Perché non basta insegnare che una donna ha il diritto di dire “no”. Bisogna anche costruire una società nella quale quel “no” possa essere pronunciato senza paura e nella quale, chi lo riceve, abbia gli strumenti personali, culturali e sociali per accettarlo.
Altrimenti rischiamo di fare ancora una volta quello che sappiamo fare benissimo: parlare ai giovani del mondo che vorremmo, mentre gli adulti continuano a vivere in quello che abbiamo costruito.

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Sabato di sangue a Valgreghentino: morti due giovanissimi. L’urlo disperato di Manzato: “Ragazzi non correte! Lo Stato porti il Codice della Strada a scuola”

L’ennesima tragedia del fine settimana distrugge le vite di due giovanissimi a Valgreghentino (Lecco). L’urlo di dolore di Roberto Manzato: “Ragazzi non correte! E lo Stato porti il Codice della Strada tra i banchi di scuola!”. 🚗 🛑 Il sabato sera si è trasformato, ancora una volta, in un incubo senza fine. La scorsa notte un terribile incidente stradale avvenuto a Valgreghentino (in provincia di Lecco) ha spezzato per sempre la vita di due giovanissimi ragazzi, gettando nello sconforto assoluto e totale le loro famiglie. Di fronte a queste lamiere contorte, l’attivista civico di Villasanta ROBERTO MANZATO non ce l’ha fatta a restare in silenzio e ha lanciato un appello durissimo che tutti noi genitori dovremmo far leggere ai nostri figli: “Ragazzi, vi prego, NON CORRETE! Non cercate la stupida ebbrezza della velocità. Le conseguenze vi aspettano dietro l’angolo. Andate piano e godetevi la vostra meravigliosa vita!”. Ma Manzato se la prende duramente anche con le Istituzioni! Alzare le multe e inasprire le leggi non sta servendo assolutamente a nulla: i ragazzi continuano a morire! La sua proposta? “Dobbiamo inserire il CODICE DELLA STRADA come materia scolastica obbligatoria! La vera prevenzione non si fa con gli autovelox, ma si fa a Scuola, insegnando il rispetto per la vita fin da bambini!”. Leggi tutto il toccante appello di Manzato nel nostro articolo completo! 👇 💔 Quante madri e quanti padri devono ancora piangere prima che i giovani capiscano che l’automobile non è un videogioco? Siete d’accordo con Roberto Manzato sul fatto che il Codice della Strada e la sicurezza debbano essere insegnati obbligatoriamente (con tanto di voti in pagella) nelle nostre scuole? Lasciate una preghiera nei commenti per questi due angeli volati in cielo e condividete l’articolo per far girare questo appello!

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La vita è una sola

Valgreghentino (LC) – È una scena che si ripete purtroppo uguale a se stessa ogni singolo fine settimana, trasformando la gioia della gioventù in una tragedia infinita e insopportabile. Il telefono che squilla nel cuore della notte, la corsa disperata dei genitori verso il luogo dell’incidente, le sirene spiegate delle ambulanze e i lampeggianti blu delle forze dell’ordine che illuminano le lamiere contorte a bordo strada.
La Lombardia piange ancora. La scorsa notte, tra le strade di Valgreghentino (nella tranquilla provincia di Lecco), un drammatico incidente stradale ha spezzato per sempre l’esistenza di due ragazzi giovanissimi. Sulle esatte cause dello schianto stanno indagando le autorità competenti per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti, ma il bilancio è già definitivo, spaventoso e irrevocabile: due giovani vite distrutte, due famiglie annientate e un intero territorio sprofondato nel lutto più buio e silenzioso.

L’appello di Roberto Manzato: “Ragazzi, la velocità uccide”

Di fronte all’ennesima “strage del sabato sera”, c’è chi non ce la fa più a restare a guardare i telegiornali in silenzio. A prendere una posizione fortissima, scuotendo le coscienze dell’opinione pubblica, è stato Roberto Manzato, attivissimo e sensibile cittadino di Villasanta (MB), da sempre in prima linea per le battaglie civiche (come la recente campagna per ripulire i parchi brianzoli).
Manzato ha voluto affidare alla rete un grido di dolore che è prima di tutto l’appello di un padre: «Oggi piangiamo ancora vittime giovanissime della strada. Voglio lanciare un appello con tutto il cuore, rivolto in particolar modo ai nostri ragazzi: vi prego, non correte in strada! Non dovete e non serve provare la finta e mortale ebbrezza della velocità, perché le conseguenze tragiche vi aspettano dietro l’angolo. Andate piano in automobile: godetevi la vita, godetevi le serate e il vostro tempo, senza correre».

Il messaggio alle Istituzioni: “Le multe non bastano più”

Ma il messaggio di Roberto Manzato non si ferma alla sola ed emotiva raccomandazione per i più giovani. L’esponente civico di Villasanta alza il tiro e punta il dito direttamente contro lo Stato e le Istituzioni, sollevando un problema enorme che riguarda il nostro sistema educativo.
Inasprire all’infinito le sanzioni del Codice della Strada non sta portando ai risultati sperati. «È vero, per fortuna esiste un Codice della Strada con pene molto severe, ma è evidente a tutti che non basta», analizza amaramente Manzato. Punire chi sbaglia è sacrosanto, ma la sola repressione (multe, ritiro della patente, sequestro del veicolo) interviene sempre quando il danno è già stato fatto, quando la mentalità spericolata si è già formata nella testa del neo-patentato o, nel peggiore dei casi, quando le lamiere sono già contorte a bordo strada.

La proposta: “Il Codice della Strada diventi materia scolastica”

Da qui nasce la proposta rivoluzionaria e di buonsenso che Manzato lancia al Ministero dell’Istruzione e dei Trasporti: portare la sicurezza stradale direttamente tra i banchi di scuola, rendendola una vera e propria disciplina curriculare.
«La vera prevenzione si dovrebbe e si deve fare esclusivamente all’interno delle scuole», tuona Manzato. «Faccio un appello accorato alle istituzioni italiane: introducete nelle scuole elementari, medie e superiori la materia del “Codice Stradale”». Insegnare fin da bambini il rispetto della segnaletica, far comprendere la fisica di un impatto a 100 chilometri orari o mostrare gli effetti devastanti dell’alcol e dei social network alla guida, significa plasmare una generazione di guidatori consapevoli. Salvare i nostri figli non significa solo comprare loro auto più sicure, ma insegnare loro che la vita è un bene troppo prezioso per schiantarsi contro un muro a 150 all’ora.

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