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Donna, buttati addosso ! | filo diretto con i lettori di Alessandra Hropich

“Sono un uomo sconvolto dall’eccessiva superficialità che regna sovrana in tutto. Oggi, non so se hai notato, cara Alessandra, non si ha nemmeno più il tempo di frequentare una donna perché, se non ci provi subito, ci pensa immediatamente un altro più sfacciato, che la seduce con chissà quali modi e la fa buttare a capofitto in una storia improbabile, poi la molla o, comunque, la storia va in pezzi. Ma conta che lei si butti subito su di lui che, oltretutto, nemmeno glielo chiede apertamente: nessuno deve chiedere più qualcosa. Oggi si fa sesso senza nemmeno dirsi: 《Mi piaci, vorrei avere una relazione con te》.

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ALESSANDRA HROPICH

Redazione-  “Sono un uomo sconvolto dall’eccessiva superficialità che regna sovrana in tutto. Oggi, non so se hai notato, cara Alessandra, non si ha nemmeno più il tempo di frequentare una donna perché, se non ci provi subito, ci pensa immediatamente un altro più sfacciato, che la seduce con chissà quali modi e la fa buttare a capofitto in una storia improbabile, poi la molla o, comunque, la storia va in pezzi. Ma conta che lei si butti subito su di lui che, oltretutto, nemmeno glielo chiede apertamente: nessuno deve chiedere più qualcosa. Oggi si fa sesso senza nemmeno dirsi: 《Mi piaci, vorrei avere una relazione con te》.
Tu, che hai conosciuto e frequenti per lavoro tanti vip e gente facoltosa, cosa hai notato? La pensi come me oppure no? Vorrei il tuo illuminato e sempre vero parere.”
Davide da Porto Recanati.

Sfondi una porta aperta. Gli uomini, quasi tutti, oggi non vogliono perdere tempo a corteggiare, vogliono ottenere tutto senza sforzo e senza doversi esporre.
Chiarendo poi che sono gli uomini sposati quelli  più insoddisfatti e sempre a caccia e sempre desiderosi di nuove avventure, per cui si vogliono trovare a consumare sesso senza doverlo chiedere.
Sai quanti sposati, comuni cittadini, cercano di sedurre una donna senza dover battere ciglio?
In tutti i settori ci sono quelli che vogliono le donne con estrema facilità. Il settore dello spettacolo? Identico a tutti gli altri, con in più la pretesa di avere una ragazza o una donna immediatamente addosso grazie alla fama e al successo.
Molti vip sposati che decantano sui giornali la loro fedeltà e felicità coniugale sono
quelli che, appena si trovano a tu per tu con una che gli piace, si aspettano immediatamente di interessare ed essere oggetto di seduzione, subito, al primo incontro e dopo pochi minuti.
Ho conosciuto nel tempo tanti vip, di quelli che si vedono ogni giorno in TV a fare i buonisti, i difensori dei diritti umani, i paladini della giustizia; poi, non appena li incontravo in privato per qualsiasi progetto, subito li vedevo pronti a consumare sesso senza nemmeno chiederlo con la bocca ma con i gesti.
A tanti vip, sposati e con la maschera di uomini fedeli e felici, non piace perdere tempo nel proporsi  (per non essere sputtanati) e vogliono tutto e subito. Chi non ci sta viene punita, esclusa da selezioni, occasioni di lavoro, ecc.
Per tutti questi signori che aspettano che la donna faccia il primo passo, vale la regola del silenzio: è lei che deve immediatamente dare prova di desiderare il babbeo di turno. Lui è sposato, vip e non può chiedere sesso, ma solo concedere il suo corpo ad ogni lei gradevole di aspetto.
Se si propone lei, il lui vip o uomo comune, non ha chiesto nulla, è quasi innocente perché provocato.
Dunque, non mi meraviglia affatto quanto hai scritto, caro Luigi. Il mondo vip, o il mondo politico, o il mondo imprenditoriale, il mondo accademico, il mondo dei comuni cittadini, ecc,
ovunque è pieno di questi soggetti abituati a farsi “sedurre”, diciamo così, in cambio di favori, tutto in silenzio, non perché le mogli non sappiano, ma per evitare scandali e voci di troppo che possano disturbare i tantissimi matrimoni di facciata.
Siamo un Paese con un elevato tasso di ipocrisia, uomini con più maschere per ogni ruolo, ma quella di marito innamorato e fedele, è la più usata da ogni categoria sociale: non esiste il medico (ad esempio) che non tradisce perché indossa un camice bianco, esattamente come tanta gente vip che si mostra buona, umana ed altruista ai tanti telespettatori.
Meglio però se è la donna a buttarsi addosso, senza clamori.
Abbandonando il discorso delle corna, che è  fortissimamente italiano, dalla mia esperienza con le mie rubriche e non solo, posso dirti che è pieno, in giro, di coppie, poi scoppiate, nate solo dal buttarsi addosso di lei.
Il corteggiamento ormai appartiene a qualche specie animale: noi umani abbiamo ormai perso il gusto di ogni conquista.
Ci si ritrova impelagati ed infelici (molto spesso) non con la donna giusta ma solo con quella che si è concessa per prima.
Io lo vengo a sapere da anni ormai ma l’ errore si ripete e le coppie (basta guardare in giro) sono sempre più sbagliate ed inverosimili.
Squallido ma vero!Oggi si fa sesso senza nemmeno dirsi: 《Mi piaci, vorrei avere una relazione con te》.
Tu, che hai conosciuto e frequenti per lavoro tanti vip e gente facoltosa, cosa hai notato? La pensi come me oppure no? Vorrei il tuo illuminato e sempre vero parere.”
Davide da Porto Recanati.

Sfondi una porta aperta. Gli uomini, quasi tutti, oggi non vogliono perdere tempo a corteggiare, vogliono ottenere tutto senza sforzo e senza doversi esporre.
Chiarendo poi che sono gli uomini sposati quelli  più insoddisfatti e sempre a caccia e sempre desiderosi di nuove avventure, per cui si vogliono trovare a consumare sesso senza doverlo chiedere.
Sai quanti sposati, comuni cittadini, cercano di sedurre una donna senza dover battere ciglio?
In tutti i settori ci sono quelli che vogliono le donne con estrema facilità. Il settore dello spettacolo? Identico a tutti gli altri, con in più la pretesa di avere una ragazza o una donna immediatamente addosso grazie alla fama e al successo.
Molti vip sposati che decantano sui giornali la loro fedeltà e felicità coniugale sono
quelli che, appena si trovano a tu per tu con una che gli piace, si aspettano immediatamente di interessare ed essere oggetto di seduzione, subito, al primo incontro e dopo pochi minuti.
Ho conosciuto nel tempo tanti vip, di quelli che si vedono ogni giorno in TV a fare i buonisti, i difensori dei diritti umani, i paladini della giustizia; poi, non appena li incontravo in privato per qualsiasi progetto, subito li vedevo pronti a consumare sesso senza nemmeno chiederlo con la bocca ma con i gesti.
A tanti vip, sposati e con la maschera di uomini fedeli e felici, non piace perdere tempo nel proporsi  (per non essere sputtanati) e vogliono tutto e subito. Chi non ci sta viene punita, esclusa da selezioni, occasioni di lavoro, ecc.
Per tutti questi signori che aspettano che la donna faccia il primo passo, vale la regola del silenzio: è lei che deve immediatamente dare prova di desiderare il babbeo di turno. Lui è sposato, vip e non può chiedere sesso, ma solo concedere il suo corpo ad ogni lei gradevole di aspetto.
Se si propone lei, il lui vip o uomo comune, non ha chiesto nulla, è quasi innocente perché provocato.
Dunque, non mi meraviglia affatto quanto hai scritto, caro Luigi. Il mondo vip, o il mondo politico, o il mondo imprenditoriale, il mondo accademico, il mondo dei comuni cittadini, ecc,
ovunque è pieno di questi soggetti abituati a farsi “sedurre”, diciamo così, in cambio di favori, tutto in silenzio, non perché le mogli non sappiano, ma per evitare scandali e voci di troppo che possano disturbare i tantissimi matrimoni di facciata.
Siamo un Paese con un elevato tasso di ipocrisia, uomini con più maschere per ogni ruolo, ma quella di marito innamorato e fedele, è la più usata da ogni categoria sociale: non esiste il medico (ad esempio) che non tradisce perché indossa un camice bianco, esattamente come tanta gente vip che si mostra buona, umana ed altruista ai tanti telespettatori.
Meglio però se è la donna a buttarsi addosso, senza clamori.
Abbandonando il discorso delle corna, che è  fortissimamente italiano, dalla mia esperienza con le mie rubriche e non solo, posso dirti che è pieno, in giro, di coppie, poi scoppiate, nate solo dal buttarsi addosso di lei.
Il corteggiamento ormai appartiene a qualche specie animale: noi umani abbiamo ormai perso il gusto di ogni conquista.
Ci si ritrova impelagati ed infelici (molto spesso) non con la donna giusta ma solo con quella che si è concessa per prima.
Io lo vengo a sapere da anni ormai ma l’ errore si ripete e le coppie (basta guardare in giro) sono sempre più sbagliate ed inverosimili.
Squallido ma vero!

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Il sesso, come lo vivono gli italiani ? | Filo diretto con i lettori di Alessandra Hropich

Carissima Alessandra Hropich,so di farti una domanda imbarazzante, ma mi permetto di farlo solo perché hai scritto un meraviglioso libro sulle avances degli italiani, che intendo leggere presto.
Ora ti chiedo: gli uomini italiani sono tutti corteggiatori oppure no? L’altissimo tasso di infedeltà di cui scrivi sempre riguarda tutti o soltanto certi uomini dediti ai vizi, oppure portati a essere infedeli?
Perché la società sembra voler sempre nascondere il tradimento e fare tutto segretamente. Ma poi, che famiglie sono quelle in cui tanti fingono di non sapere, di non vedere, di non capire mai che la maggior parte vive una vita finta, fatta di racconti che non esistono?

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ALESSANDRA HROPICH

Redazione-  Carissima Alessandra Hropich,so di farti una domanda imbarazzante, ma mi permetto di farlo solo perché hai scritto un meraviglioso libro sulle avances degli italiani, che intendo leggere presto.
Ora ti chiedo: gli uomini italiani sono tutti corteggiatori oppure no? L’altissimo tasso di infedeltà di cui scrivi sempre riguarda tutti o soltanto certi uomini dediti ai vizi, oppure portati a essere infedeli?
Perché la società sembra voler sempre nascondere il tradimento e fare tutto segretamente. Ma poi, che famiglie sono quelle in cui tanti fingono di non sapere, di non vedere, di non capire mai che la maggior parte vive una vita finta, fatta di racconti che non esistono?
Prima ancora che mi arrivi il tuo libro, ti chiedo se i ricchi e famosi, i cosiddetti «rispettabili», abbiano uno stile di vita corretto, ordinato e fedele oppure se non sia affatto così.
E poi ci sono quelli come me, i comuni mortali, quelli che mostrano di essere casa e famiglia. Poi, vai a capire quanti passano le ore a cercare donne, a chattare, complici i social e certe piattaforme che forniscono immagini erotiche per morti di… fame, li chiamo così.
Che avances hai ricevuto quando organizzavi eventi a stretto contatto con i pezzi da novanta? Erano e sono tutti seri? Si buttano a pesce oppure cercano anche loro l’avventura?
Infine, arriviamo a oggi: tutti sono cambiati. Le donne vorrebbero la parità, gli uomini, so che si sentono impauriti, intimiditi, poco intraprendenti con le donne. Non avverti questo cambiamento? Come consideri gli uomini di un tempo e quelli di oggi?
Come vivono il sesso gli italiani?
Esiste ancora il mito del maschio seduttore?
Gianfranco da Alcamo.

Il mito del maschio seduttore? Io lo metterei in cantina, ma da tanto tempo ormai!
Di corteggiatori, ne ho incontrati abbastanza da riempire interi comuni tra quelli più popolati in assoluto. Peccato che molti avessero del seduttore soltanto la presunzione. Altro che fascino e galanteria! Alcuni sembravano più interessati ad addentare un boccone prelibato che a conquistare davvero una donna.
Ho conosciuto anche uomini capaci di corteggiare, naturalmente, ma tra quelli che mi hanno avvicinata ce n’ erano parecchi, soprattutto sposati, che cominciavano con un lungo monologo su quanto fosse infelice il loro matrimonio. Mogli che non li capivano, famiglie che li soffocavano, vite sentimentali disastrose. Una litania interminabile!
In pratica, mi ritrovavo a fare la psicologa gratis. E, dopo avermi raccontato tutte le loro disgrazie, alcuni speravano pure di essere premiati con un’avventura. Ma da quando un matrimonio infelice costituisce un titolo preferenziale per conquistare un’ altra donna?
Ho conosciuto anche molti personaggi famosi, dirigenti di altissimo livello e uomini abituati a frequentare ambienti prestigiosi. E ho imparato una lezione: la rispettabilità pubblica non è assolutamente sinonimo di correttezza privata. C’è chi sa parlare magnificamente di famiglia, valori e dignità, ma poi, lontano dagli occhi degli altri, si comporta in maniera vergognosa.
Un medico, parlando della figlia che lavorava in uno dei più prestigiosi ospedali romani, mi raccontò di essere preoccupato per i troppi uomini che le ronzavano intorno. Li chiamò «mosconi». Un termine che ho trovato perfetto!
Ne ho incontrati tantissimi anch’ io. Molti non sapevano accettare un no, come se il rifiuto di una donna fosse un’offesa personale o un affronto alla loro posizione sociale. Altro che seduttori: molti uomini sono semplicemente abituati a non sentirsi mai rifiutare.
E che dire dei tradimenti nascosti, delle chat segrete e delle piattaforme erotiche tanto in voga oggi? Basta uno smartphone per coltivare una seconda vita, mentre in casa si continua a recitare la parte del marito e del padre esemplare.
È una commedia nella quale molti recitano, altri sospettano e parecchi preferiscono fingere di non vedere.
Quanto agli uomini di oggi, credo che il cambiamento sia evidente. Le donne chiedono autonomia, rispetto e parità, e non sono più disposte ad accettare certi comportamenti soltanto perché un tempo venivano considerati normali.
Alcuni uomini si sono adattati, altri sembrano aver perso il vecchio copione e non sapere più come comportarsi. Vedo uomini in giro molto insicuri e per niente virili.
Il vero seduttore non è quello che colleziona conquiste, insiste fino allo sfinimento o racconta per ore quanto sia infelice con la moglie. È l’uomo che sa interessare senza invadere, corteggiare senza pretendere e accettare un rifiuto senza trasformarlo in una guerra personale (molto idealista è questa visione).
La vera questione non è quanti uomini tradiscano, ma quanti siano disposti a essere sinceri con gli altri e, prima ancora, con se stessi.
Perché puoi anche indossare una giacca elegante, occupare una posizione importante e presentarti al mondo come un uomo rispettabile ma, la vita privata non segue mai quello che viene mostrato in pubblico!

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La paura di raccontarsi. | filo diretto con i lettori di Alessandra Hropich

Carissima, so che ascolti tutti da una vita, come fanno le persone a raccontarsi a te e soltanto a te (probabilmente)?
E cosa senti di aver imparato dai tanti casi ascoltati? Ti è utile aver sentito di tutto anche come esperienza o materiale per rispondere ai tanti casi che ti propongono?
Te lo chiedo perché io ascolto tanti casi umani ma non perché si raccontano con me ma perché tratto le pratiche di tanti disgraziati che si vergognano di raccontarsi a me ma di cui io leggo sulle carte fatti e misfatti.

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ALESSANDRA HROPICH

Redazione-  Carissima, so che ascolti tutti da una vita, come fanno le persone a raccontarsi a te e soltanto a te (probabilmente)?
E cosa senti di aver imparato dai tanti casi ascoltati? Ti è utile aver sentito di tutto anche come esperienza o materiale per rispondere ai tanti casi che ti propongono?
Te lo chiedo perché io ascolto tanti casi umani ma non perché si raccontano con me ma perché tratto le pratiche di tanti disgraziati che si vergognano di raccontarsi a me ma di cui io leggo sulle carte fatti e misfatti.
Ti chiedo se esiste un motivo particolare per cui delle persone (tante persone in realtà) hanno il terrore di raccontarsi per poi spiattellare su una denuncia o un atto legale tutti i loro fatti più incresciosi. Raccontare o scrivere non è la stessa cosa?
Certo, io sono un funzionario di un commissariato, leggo veramente episodi stomachevoli ma nulla mi viene mai raccontato a voce quando provo a fare domande. Ti è mai capitato di avere di fronte a te persone chiuse? Ma credo, nel tuo caso, valga il contrario, forse, tu avresti voluto chiudere la bocca a qualcuno perché, con te, forse, in tanti si sono aperti, anche troppo (da come ho letto in una tua intervista).
Lavinia da Martina Franca

Si tratta di avere empatia, ti confesso che è (spesso) pesante, le persone mi hanno sempre affidato segreti non facili da digerire.
Fin da giovanissima, dai personaggi famosi agli uomini potenti, dai ricchi alle persone comuni, quasi tutti tendevano ad abbassare spontaneamente le proprie difese e ad affidarmi, già al primo incontro, confidenze profondamente intime.
Non ho mai cercato io quelle rivelazioni, accadeva naturalmente, come se gli altri percepissero in me ( quasi sempre) uno spazio sicuro in cui potersi mostrare senza maschere. In tanti anni, ho ascoltato e custodito nella memoria migliaia di storie, segreti, paure e fragilità, spesso mai condivisi prima con nessun altro.
Non importavano notorietà, ricchezza o potere: davanti a me, le differenze sembravano svanire. Anche chi era abituato a essere ammirato o temuto sentiva di poter essere semplicemente se stesso raccontandosi a me.
Proprio questo straordinario patrimonio di esperienze umane, raccolto attraverso le confidenze di mezza Italia, ha contribuito a formare il bagaglio culturale che possiedo oggi. Un sapere maturato non attraverso lo studio, ma solo ascoltando la vita reale, le sue contraddizioni e le sue verità più nascoste. È anche grazie a questo patrimonio molto ampio di confidenze se oggi rispondo ai lettori nelle mie rubriche e intervengo come relatrice nei convegni, portando con me una conoscenza
dell’ animo umano costruita attraverso migliaia di storie vissute e confidate.
Ho studiato tanto ben oltre la laurea ma, quello che le persone ti insegnano con le loro confidenze private, rappresenta un enorme bagaglio culturale che nessun libro mi avrebbe mai potuto dare.
Cara Lavinia, non ti risentire però se tanti non ti riversano addosso la loro vita nascosta, non è (te lo assicuro) per nulla distensivo ascoltare cose che la gente normalmente non racconta mai in pubblico, ringrazia anzi la tua mancanza di empatia.
Ciò che non accade, talvolta può rivelarsi come la nostra salvezza!

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Campidoglio: il premio della discordia ! | filo diretto con i lettori di Alessandra Hropich

Essendo lei, dottoressa, una persona con diversi titoli e di cultura, come vede la polemica nata intorno al premio alla cultura assegnato alle signore Marchi?
So bene che lei ha ricevuto diversi premi, alcuni proprio in Campidoglio. Ho letto la sua storia: è laureata, ha conseguito vari master, è relatrice in diverse occasioni e frequenta dunque, per ragioni professionali e culturali, persone che condividono con lei determinati interessi.

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a

ALESSANDRA HROPICH

Redazione-  Essendo lei, dottoressa, una persona con diversi titoli e di cultura, come vede la polemica nata intorno al premio alla cultura assegnato alle signore Marchi?
So bene che lei ha ricevuto diversi premi, alcuni proprio in Campidoglio. Ho letto la sua storia: è laureata, ha conseguito vari master, è relatrice in diverse occasioni e frequenta dunque, per ragioni professionali e culturali, persone che condividono con lei determinati interessi.
Come considera, quindi, una premiazione assegnata a due signore non solo protagoniste di fatti di cronaca conosciuti da tutti, ma anche apparentemente lontane dal mondo della cultura?
Si è fatta, sia pure vagamente, un’opinione su quanto è accaduto?
Vorrei il suo illuminato punto di vista. Grazie infinite, perché so che lei, pur essendo una persona critica, detesta le polemiche.
Federico da Silandro

Le signore premiate non hanno ricevuto alcun premio dal Campidoglio. Il Comune di Roma affitta delle sale per gli eventi. Io stessa ho ricevuto premi per la scrittura che mi sono stati consegnati nella sala della Protomoteca, in Campidoglio, ma questo non significa affatto che sia stato il Comune a premiarmi.
Credo quindi che questo sia il primo punto da chiarire, prima ancora di indignarsi e, soprattutto, prima di trasformare una vicenda in un processo sui social.
Non entro nel merito delle due persone premiate, né voglio stabilire se abbiano meritato o meno quel riconoscimento. Quello che mi interessa è piuttosto ciò che questa vicenda ha nuovamente messo in evidenza: il modo in cui discutiamo sui social.
Per giorni abbiamo assistito a un diluvio di commenti, insulti, giudizi e sentenze. E forse sarebbe utile domandarsi se questo rappresenti davvero un modo sano di difendere la cultura, il merito o il buon gusto.
Si può criticare una scelta, anche duramente. Si può ritenere inopportuno un premio e discutere pubblicamente dei criteri con cui vengono assegnati certi riconoscimenti. Ma c’è una differenza enorme tra esprimere un’opinione e trasformare delle persone nel bersaglio di una gogna collettiva.
È un meccanismo che vediamo continuamente. Siamo diventati molto rapidi nel giudicare, spesso senza conoscere davvero le persone o le circostanze, e ancora più rapidi nel trasformare il dissenso in un attacco personale.
Lo stesso atteggiamento, con modalità diverse, lo vediamo spesso nei confronti di chi emerge o torna alla ribalta. È accaduto e accade anche nei confronti della nuova compagna di Totti (tanto per citarne una) bersaglio di giudizi, ironie e condanne che spesso sembrano avere ben poco a che fare con ciò che quella persona è realmente.
Facciamo fatica ad accettare chi è esposto, chi ricomincia, chi sceglie di mostrarsi e di occupare nuovamente uno spazio pubblico. E sui social questo atteggiamento viene amplificato enormemente.
Forse dovremmo imparare a distinguere una critica da una condanna, un’opinione da un insulto e soprattutto una discussione sul merito di una scelta dall’esigenza di demolire le persone che quella scelta riguarda.
Non credo che il problema sia stabilire chi abbia il diritto di ricevere un premio o chi debba essere escluso dalla vita pubblica. Il problema, semmai, è capire se abbiamo ancora la capacità di discutere senza trasformare ogni episodio in una guerra di tutti contro tutti.
E soprattutto, prima di chiederci quanto sia caduta in basso la Cultura italiana, dovremmo chiederci anche quanto sia caduto in basso il livello mentale e culturale di una grandissima fetta di italiani che non legge più, di che cultura si parla?

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