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A Roma torna “Voci e Tradizioni del Lazio”: teatro, antichi dialetti e i sapori dell’enogastronomia

La cultura, i dialetti e i sapori antichi della nostra terra tornano a vivere sul palcoscenico! Domenica 18 ottobre, lo storico e suggestivo Teatro Petrolini (nel cuore del quartiere Testaccio a Roma) ospiterà la grande giornata conclusiva della seconda edizione di “Voci e Tradizioni del Lazio”. L’evento, promosso dall’associazione La Stanza 236 APS con il contributo della Regione Lazio, è un vero e proprio viaggio meraviglioso alla scoperta delle nostre radici più profonde. La giornata si aprirà al mattino con un affascinante stage teatrale (guidato dal Maestro Piergiorgio Sperduti) dedicato alla “commedia atellana”, l’antichissima forma di teatro comico e popolare dell’antica Roma! Nel pomeriggio, invece, si accenderà la vera sfida: il teatro ospiterà un appassionante concorso di monologhi e cortometraggi in cui attori provenienti da tutte e 5 le province del Lazio si sfideranno rigorosamente a colpi di recitazione nei rispettivi dialetti locali, valutati da una giuria di esperti registi! E siccome la cultura popolare passa sempre anche per lo stomaco, l’evento si chiuderà in bellezza con una spettacolare degustazione gratuita di prodotti enogastronomici tipici del territorio laziale. Volete scoprire tutti i dettagli dell’evento e come partecipare? Leggete subito il nostro articolo e date un’occhiata al golosissimo cesto di prodotti tipici che vi suggeriamo per i vostri aperitivi in casa! 👇

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Locandina evento Roma

Roma – Nel cuore pulsante e storico della Capitale, laddove le antiche radici popolari romane si fondono armoniosamente con le nuove tendenze artistiche, c’è un palco pronto a riaccendere i riflettori sulla storia profonda della nostra regione. Dopo lo straordinario successo di pubblico e critica registrato nel corso della passata stagione, l’attiva associazione culturale La Stanza 236 APS è lieta di presentare ufficialmente la tanto attesa seconda edizione di “Voci e Tradizioni del Lazio”. Si tratta di un ambizioso e articolato progetto culturale realizzato grazie al fondamentale contributo istituzionale della Regione Lazio, erogato attraverso il Fondo specifico per le iniziative di promozione e valorizzazione del territorio regionale. La data da segnare rigorosamente in rosso sul calendario è quella di domenica 18 ottobre 2026. In quella giornata, infatti, le prestigiose e storiche assi del Teatro Petrolini, incastonato nel suggestivo e verace quartiere di Testaccio a Roma, alzeranno il sipario per ospitare la grande giornata conclusiva e riepilogativa dell’intera manifestazione. Il programma dell’evento si preannuncia densissimo e affascinante, interamente dedicato all’esplorazione del teatro classico, alla salvaguardia dei dialetti locali (vere e proprie lingue madri da non disperdere) e alla celebrazione del ricchissimo patrimonio culturale ed enogastronomico dell’intero territorio laziale. Il progetto, non a caso, nasce proprio dal magico incontro tra la bellezza del paesaggio, l’espressività dell’arte e la saggezza delle tradizioni antiche: espressioni vitali di un’identità collettiva che si racconta, da millenni, anche (e soprattutto) attraverso i sapori inconfondibili dei prodotti agroalimentari tipici locali.

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Il viaggio nelle cinque province e lo stage sull’Atellana

L’evento che andrà in scena al Teatro Petrolini non è un appuntamento improvvisato, ma il degno e spettacolare traguardo di un lungo e meticoloso lavoro preparatorio.
Per oltre tre mesi, infatti, l’associazione promotrice dell’iniziativa ha attraversato in lungo e in largo alcuni dei luoghi più suggestivi, nascosti e storicamente rilevanti del Lazio. Un vero e proprio pellegrinaggio culturale alla ricerca di artisti genuini, compagnie teatrali e realtà associative capaci di rappresentare al meglio la sconfinata ricchezza culturale della regione e di portarla fieramente in scena. La durissima selezione degli artisti ha richiesto un attento e certosino lavoro di ricerca, analisi e confronto sul campo. L’obiettivo primario degli organizzatori è quello di istituzionalizzare la manifestazione, facendone un solido appuntamento annuale fisso, offrendo così preziose occasioni di incontro, scambio generazionale e grande visibilità mediatica a tutti coloro che, con fatica e passione, custodiscono e rinnovano le tradizioni del Lazio. La giornata del 18 ottobre (che vedrà l’importante intervento di saluto istituzionale da parte dell’Onorevole Federico Rocca, Consigliere di Roma Capitale) si aprirà ufficialmente alle ore 10:30 con un momento di altissima formazione didattica: uno stage teatrale intensivo della durata di tre ore. L’argomento? La commedia atellana. Si tratta di un’antichissima e irriverente forma di teatro popolare italico, nata originariamente nella città campana di Atella e successivamente diffusasi a macchia d’olio nella Roma repubblicana e imperiale, gettando di fatto le basi per la futura Commedia dell’Arte. Il percorso formativo offrirà ai partecipanti un raro e preziosissimo approfondimento sulle tradizioni comiche dell’Italia antica, spaziando dall’atellana alla cosiddetta commedia togata, con una particolare e doverosa attenzione al contesto storico e culturale del Lazio meridionale e, nello specifico, del territorio dell’attuale provincia di Frosinone. Lo stage avrà un doppio carattere teorico-pratico: dopo un’introduzione prettamente storica, si passerà a una sessione pratica sul palcoscenico dedicata all’ipotesi di una sua rappresentazione scenica contemporanea. A condurre questo affascinante viaggio nel tempo sarà il Maestro Piergiorgio Sperduti, stimato direttore artistico de “La Valigia di Prospero”.

Sfida a colpi di dialetti e il trionfo dell’enogastronomia

Se la mattina sarà dedicata allo studio e alla teoria, il pomeriggio vedrà il palcoscenico di Testaccio prendere letteralmente vita e infiammarsi.
Nel corso del pomeriggio, infatti, si svolgerà l’attesissima rassegna-concorso dedicata ai monologhi e ai corti teatrali. Il palco ospiterà artisti, attori e compagnie amatoriali provenienti rigorosamente da tutte e cinque le province del Lazio (Roma, Latina, Frosinone, Viterbo e Rieti), garantendo una pluralità di voci e sfumature senza precedenti. Le esibizioni proporranno testi recitati esclusivamente nei viscerali dialetti locali, oppure porteranno in scena copioni intimamente dedicati a personaggi storici, leggende e luoghi iconici della regione. A valutare le performance e decretare i vincitori sarà una giuria tecnica di primissimo livello, composta da attori professionisti e registi teatrali, che avrà il delicato compito di assegnare i tre ambiti premi in palio della rassegna. Ma un viaggio nelle tradizioni laziali non potrebbe mai dirsi veramente completo senza il coinvolgimento del senso del gusto. Proprio per questo motivo, a seguire le premiazioni, il foyer e gli spazi del teatro ospiteranno una ricca area promozionale interamente dedicata allo sviluppo del turismo culturale del Lazio. Qui, il folto pubblico presente potrà deliziarsi partecipando a dimostrazioni dal vivo e, soprattutto, a degustazioni totalmente gratuite di superbi prodotti enogastronomici tipici della regione, chiudendo in bellezza e in allegria (come le migliori commedie romane insegnano) una domenica all’insegna della cultura, dell’arte e della riscoperta delle nostre radici più profonde.

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Calabria teatrale: trionfo e svolta storica a Badolato per il riscatto artistico del Sud

Grande successo a Badolato per le quattro giornate del C.Re.A. Calabria tra teatro, danza e dibattiti. L’evento ha unito la vetrina artistica VE.DE.RE. al meeting nazionale “Residenze al Sud”, gettando le basi per una storica rete del Mezzogiorno pronta a difendere la dignità del lavoro culturale nei piccoli borghi 👇

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2.10.2026_RESIDENZA A SUD_Antonio Pittelli_FereMentis_10

Badolato – Immaginate un borgo antico arroccato sulle colline calabresi, dove il silenzio dei vicoli storici viene improvvisamente riempito dal respiro della danza, dalle voci degli attori in prova e dal battito invisibile di una comunità che riscopre se stessa attraverso l’arte. Esiste una connessione profonda, viscerale e purissima che lega la rigenerazione dei nostri territori interni alla libertà espressiva dei giovani talenti, un cammino che rifiuta la logica del consumo culturale rapido per abbracciare il tempo lento della ricerca, dello studio e della creazione teatrale sul campo. Quando le periferie geografiche del Mezzogiorno smettono di essere considerate terre di abbandono e si trasformano in veri e propri laboratori d’avanguardia a cielo aperto, assistiamo alla nascita di una nuova e splendida stagione di riscatto civile e umano.

Per dare corpo a questa straordinaria e ambiziosa visione artistica, il suggestivo scenario di Badolato, in provincia di Catanzaro, ha ospitato un appuntamento di portata storica per l’intero panorama culturale del Mezzogiorno. Si sono conclusi con un successo straordinario i lavori promossi da C.Re.A – Centro di Residenza Artistica della Calabria, l’innovativo progetto ideato e sviluppato con tenacia dalle storiche compagnie Teatro del Carro e Dracma. Le quattro intense giornate di incontri, andate in scena dall’1 al 4 ottobre 2026, hanno saputo unire in un unico cortocircuito virtuoso l’edizione zero di VE.DE.RE. – Vetrina Delle Residenze e il secondo meeting nazionale intitolato Residenze al Sud.

Quattro opere d’avanguardia per illuminare lo storico Palazzo Gallelli

La manifestazione ha prodotto due esiti straordinari e strettamente connessi tra loro, capaci di dimostrare il valore sacro del teatro di comunità. Da un lato, il Teatro Comunale e il monumentale Palazzo Gallelli sono diventati i custodi della restituzione pubblica di quattro opere originali sviluppate all’interno dei percorsi di accoglienza finanziati dal centro. Il pubblico e gli operatori hanno potuto applaudire “BOW”, il potente progetto performativo firmato da Gaetano Palermo e Michele Petrosino, interpretato dallo stesso Petrosino insieme a Nicolò Russo, e l’intensa coreografia di Maya Oliva intitolata “In perpetual blooming, despite the gods”, impreziosita dalla colonna sonora eseguita dal vivo dal musicista Atte Elias Kantonen.

La rassegna d’oro si è completata con la messa in scena di “In via del tutto eccezionale” di Claudio Fidia, nato dalla penna e dal testo drammaturgico di Alessandro Paschitto, e con l’ironico e profondo “Quattro pezzi facili meno una” del Kollettivo Kontrora, con testo di Giovan Battista Picerno, regia di Francesco Aiello e la vibrante interpretazione sul palco dell’attore calabrese Francesco Gallelli. VE.DE.RE. si è configurata così come una vera e propria palestra di verifica dei processi di ricerca artistica, offrendo alle compagnie l’opportunità di confrontarsi direttamente con la base sociale del territorio e con oltre trenta esperti del settore, dimostrando l’impatto reale della cultura sulla vita della gente comune.

Nasce la grande rete del Mezzogiorno contro l’isolamento dei borghi

Parallelamente alle esibizioni serali, dal 2 al 4 ottobre i riflettori si sono spostati sulle tavole rotonde del secondo incontro di Residenze al Sud, promosso in sinergia da IAC – Centro Arti Integrate, Teatro del Carro e Dracma, in collaborazione strategica con la piattaforma Theatron 2.0. Questo meeting di altissimo profilo istituzionale ha dato continuità al percorso avviato a Matera nel dicembre 2024, riunendo a Badolato circa 30 curatori e direttori artistici provenienti da tutte le regioni del meridione d’Italia. Al centro del dibattito sono state poste le condizioni lavorative in cui operano le strutture, i rapporti con le amministrazioni comunali, la sostenibilità finanziaria della ricerca e la necessità di garantire contratti regolari ai lavoratori dello spettacolo.

Dall’intenso e serrato confronto è emersa la ferma e unanime volontà di unire le forze per fare massa critica di fronte alle istituzioni centrali, salvaguardando al contempo l’autonomia e le specificità dei singoli soggetti. A Badolato sono state gettate le fondamenta per la nascita di una grande rete informale tra le realtà del Sud, che nelle prossime settimane porterà alla stesura e alla firma di un accordo programmatico comune. I punti cardine del protocollo riguarderanno la tutela della dignità del lavoro culturale, la continuità dei percorsi di studio e la costruzione di un dialogo duraturo con i piccoli borghi interni a rischio di spopolamento, per trasformare l’arte nella più potente infrastruttura sociale del territorio.

Un modello vincente sostenuto dal Ministero della Cultura

La riuscita di questo doppio binario, che ha unito la purezza della creazione performativa alla concretezza della discussione sindacale e organizzativa, corona il lavoro di C.Re.A. come modello di eccellenza nazionale. Il progetto del Centro di Residenza Artistica della Calabria gode infatti del sostegno strutturale e del finanziamento del MiC – Ministero della Cultura attraverso il Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo (Fnsv) e della Regione Calabria – UOA Cultura tramite i fondi del Piano di Azione e Coesione (Pac 14/20), confermando la bontà di un investimento pubblico che produce ricchezza sociale ed economica.

Il successo travolgente delle giornate di Badolato è stato amplificato dallo straordinario gioco di squadra che ha coinvolto le realtà associative e commerciali del territorio, tra cui la ProLoco locale, il team di artisti SpopArt e numerosi albergatori e ristoratori del borgo, uniti per coccolare gli artisti e i delegati in arrivo da tutta Italia. Badolato dimostra così che quando la cultura mette radici profonde nelle comunità, è in grado di generare una bellissima epopea di riscatto, offrendo alle nuove generazioni di artisti un porto sicuro in cui sognare, progettare e costruire il futuro della scena teatrale italiana, dimostrando che l’ingegno e la bellezza non conoscono confini geografici.

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“Cavalli in Blu”, lo sport che abbatte le barriere dell’autismo: Claudio Belardo incanta Napoli

Lo sport è un potente motore di civiltà e l’equitazione può fare veri miracoli! A Napoli, sul prestigioso palco di “Città Parthenope Sport in Tour”, il Dottor Claudio Belardo ha presentato l’emozionante progetto “Cavalli in Blu – Autismo oltre le barriere”. Un’iniziativa meravigliosa (patrocinata dalla FISE Campania) che utilizza il cavallo come compagno terapeutico per donare autonomia, fiducia e inclusione a bambini e ragazzi affetti da disturbi del neurosviluppo. Leggete il nostro articolo per scoprire come l’ippoterapia paralimpica sta cambiando la vita a decine di giovani atleti e trovate il nostro utilissimo consiglio di lettura per approfondire il tema! 👇

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Claudio Belardo

Napoli – Lo sport non è, e non deve mai essere, una questione legata esclusivamente ai risultati agonistici, alle medaglie conquistate o ai record infranti sulle piste di atletica. La vera, intrinseca e inestimabile natura della pratica sportiva risiede nella sua impareggiabile capacità di abbattere le barriere invisibili del pregiudizio, di creare ponti relazionali e di restituire centralità, dignità e speranza a chi, troppo spesso, viene lasciato ai margini della società moderna. Questo è il nobile e rivoluzionario messaggio che è risuonato forte e chiaro dal prestigioso palcoscenico dell’evento “Città Parthenope Sport in Tour”. La manifestazione (splendidamente organizzata dai promotori Marianna Perruno e Massimiliano Esofaco) si inserisce a pieno titolo all’interno del ricchissimo programma ufficiale di “Napoli Capitale Europea dello Sport 2026”, un’occasione d’oro per il capoluogo campano per dimostrare al mondo intero come l’attività motoria possa diventare uno straordinario motore di civiltà. Protagonista assoluto di questa tappa è stato il Dottor Claudio Belardo, ideatore, anima e istruttore del meraviglioso progetto “Cavalli in Blu – Autismo oltre le barriere”. Salito sul palco in veste di relatore, Belardo ha saputo incantare la vasta platea presente illustrando con competenza, passione e rigore scientifico il valore terapeutico e umano dello sport e, in particolar modo, dell’attività equestre, intesi come strumenti fondamentali e imprescindibili di partecipazione, conquista dell’autonomia personale e totale inclusione sociale.

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Il progetto “Cavalli in Blu” e il potere terapeutico dell’equitazione

L’iniziativa illustrata da Belardo non è un semplice esperimento sportivo, ma un percorso scientificamente strutturato e profondamente umano.
Il progetto nasce infatti con uno scopo ben preciso: offrire a bambini, adolescenti e ragazzi che convivono con lo spettro autistico o con vari disturbi del neurosviluppo un iter sportivo serio, professionale ma estremamente flessibile. Un percorso che sappia essere rispettoso dei tempi emotivi, delle specifiche caratteristiche comportamentali e delle immense, spesso nascoste, potenzialità di ciascun partecipante. L’ippoterapia e l’approccio con un animale maestoso, sensibile e intelligente come il cavallo rappresentano da decenni una vera e propria eccellenza riabilitativa. «Con il nostro progetto Cavalli in Blu, noi non ci limitiamo a guardare soltanto alle difficoltà o ai deficit evidenti, ma ci concentriamo soprattutto sulle straordinarie risorse interiori della persona», ha dichiarato con orgoglio e commozione il dottor Claudio Belardo. «In questo percorso magico, il cavallo cessa di essere un semplice animale e diventa un vero e proprio compagno di esperienza alla pari, e lo sport si trasforma in uno spazio protetto nel quale il ragazzo può costruire, mattone dopo mattone, la propria fiducia in se stesso, la propria autonomia motoria e un fondamentale senso di appartenenza al gruppo». L’equitazione adattata, dunque, permette di stimolare il sistema sensoriale, migliorare l’equilibrio psicofisico e, soprattutto, abbassare le difese emotive, favorendo una comunicazione non verbale purissima tra l’atleta e il cavallo che spesso fa fatica a sbocciare tra esseri umani.

Chi è Claudio Belardo: un’eccellenza paralimpica campana

Dietro al successo e alla serietà di questa iniziativa c’è una solida rete istituzionale e una grandissima professionalità.
Il progetto sportivo gode del prestigioso patrocinio morale della FISE (Federazione Italiana Sport Equestri) della Campania, a testimonianza della sua ineccepibile validità metodologica. Le attività vengono materialmente erogate dalle strutture e dal personale dell’ASD Centro Ippico I Tifatini di Caserta, un’eccellenza assoluta riconosciuta come Scuola Federale Paralimpica di Paradressage. Ma il vero motore trainante resta il suo fondatore: il Dottor Claudio Belardo. Belardo è un istruttore federale paralimpico altamente specializzato, pedagogista esperto e chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate. Il suo nome è ampiamente riconosciuto e rispettato non solo a livello regionale, ma in tutto il panorama sportivo nazionale, sia per i clamorosi risultati agonistici e i podi conseguiti dai tantissimi atleti che lui stesso ha allenato, sia quale figura istituzionale di riferimento per le tematiche legate all’inclusione sociale e al benessere relazionale attraverso lo sport. Attualmente, Belardo ricopre la fondamentale carica di Coordinatore del Paradressage per la FISE Campania, ruolo che affianca a una sempre più costante presenza come volto e voce autorevole nel panorama mediatico sportivo e sociale. La partecipazione all’evento di Città Parthenope Sport in Tour a Napoli ha dunque rappresentato per lui e per la Federazione un’importante e fruttuosa occasione per presentare il progetto a un pubblico generalista sempre più vasto, cogliendo l’opportunità per ribadire a gran voce un principio civico fondamentale e non negoziabile: ogni singola persona, a prescindere dalle proprie abilità o disabilità psicofisiche di partenza, deve poter trovare nello sport un’opportunità reale e concreta per potersi esprimere, per poter crescere come individuo e per sentirsi, finalmente e a pieno titolo, parte integrante della nostra comunità.

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A Narni l’Umbria si racconta attraverso le sue eccellenze: innovazione, turismo e agroalimentare

Come si trasforma una semplice confezione di uova in un’esperienza turistica indimenticabile? È questa la geniale e visionaria scommessa lanciata dall’evento “I L’OVE Umbria – Nutriamo relazioni”, organizzato dalla rete d’impresa Fattore Umbro nella splendida cornice di Narni. Durante l’incontro (che ha visto la partecipazione di grandi esperti come il celebre critico gastronomico Edoardo Raspelli, i vertici di Coldiretti e rappresentanti del Parlamento Europeo), è stato svelato il futuro dell’agroalimentare italiano: l’unione indissolubile tra prodotto, tracciabilità digitale e turismo! La grande novità presentata è il nuovo QR Code stampato sulle confezioni di Fattore Umbro: inquadrandolo con lo smartphone, i consumatori non solo scopriranno la provenienza certificata delle uova, ma entreranno nel portale “Fattore Umbro Experience” per scoprire ristoranti d’eccellenza, agriturismi e hotel legati al marchio. La tecnologia diventa così un ponte diretto verso il “Cuore Verde” d’Italia! E le sorprese non sono finite: l’azienda ha lanciato il fantastico concorso “Vinci l’Umbria”, che mette in palio ben 36 meravigliosi weekend di relax nelle strutture ricettive del territorio semplicemente scansionando il codice sulla confezione. L’Umbria ha deciso di fare squadra per esportare le proprie eccellenze, e noi vi raccontiamo tutti i dettagli in questo articolo speciale! Non perdetevi il nostro prezioso consiglio d’acquisto per portare in tavola i veri sapori della tradizione umbra! 👇

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Nella foto il giornalista Edoardo Raspelli, volto Mediaset

Narni (TR) – Di Lorena Fantauzzi – Nel cuore verde d’Italia, c’è un territorio che ha deciso di raccontarsi al mondo non solo attraverso le sue indiscutibili bellezze paesaggistiche e architettoniche, ma sfruttando le infinite potenzialità delle sue eccellenze produttive. Dalle uova portate in tavola quotidianamente dalle famiglie italiane, fino ad arrivare alle frontiere dell’alta tecnologia applicata al turismo: la rete d’impresa Fattore Umbro si propone oggi come un modello virtuoso capace di mettere in connessione profonda imprese, territorio locale e consumatori finali. Non parliamo, dunque, soltanto della produzione di uova di altissima qualità, ma di un modo completamente diverso, innovativo e integrato di narrare l’Umbria. È esattamente questa la visionaria idea che ha animato l’evento “I L’OVE Umbria – Nutriamo relazioni”, organizzato in grande stile da Fattore Umbro nella splendida e storica cornice di Narni, nel Ternano. La manifestazione ha avuto il grande merito di riuscire a riunire attorno allo stesso tavolo imprenditori illuminati, rappresentanti di spicco delle istituzioni nazionali ed europee, massimi esperti del settore agroalimentare, critici della ristorazione e pionieri dell’innovazione digitale. Al centro dell’intera giornata di lavori è emersa, forte e chiara, la volontà di trasformare un eccellente prodotto della filiera avicola in un potente punto di partenza strategico, un vero e proprio volano per far conoscere a livello globale un territorio ricchissimo e le sue innumerevoli eccellenze. Si tratta di un percorso affascinante nel quale la rigida produzione industriale, la raffinata enogastronomia, la calda ospitalità locale e l’alta tecnologia diventano improvvisamente parte di un’unica, formidabile e indivisibile rete strutturale.

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“I L’OVE Umbria”: da Edoardo Raspelli al legame con le istituzioni

Ad aprire l’incontro, delineando gli ambiziosi obiettivi della manifestazione, sono stati Mirko Trappetti, amministratore delegato di Fattore Umbro, e Gianluca Bellavigna, amministratore delegato di Gruppo Maestrale. I due manager hanno affrontato con estrema lucidità il tema fondamentale della digitalizzazione e delle nuove, infinite possibilità offerte dalla tecnologia moderna al settore agroalimentare per tutelare i consumatori e valorizzare le materie prime.
Particolarmente significativo e applaudito è stato il contributo offerto da Luigi Scordamaglia, amministratore delegato di Inalca e autorevole rappresentante di Filiera Italia, il quale ha posto un forte e doveroso accento sul valore inestimabile della produzione e del Made in Italy, ribadendo la necessità vitale di continuare a investire ingenti risorse in innovazione e competitività per difendere i nostri prodotti sui mercati internazionali. A portare il folto pubblico presente letteralmente all’interno del meraviglioso e gustoso mondo della gastronomia italiana è stato lo storico e celebre critico Edoardo Raspelli, mentre Dominga Cotarella, presidente di Coldiretti Umbria, ha evidenziato con grande chiarezza il legame sempre più stretto, osmotico e inscindibile tra l’agricoltura tradizionale, il turismo di massa, la ristorazione di qualità e la valorizzazione del territorio locale. Il costruttivo confronto si è poi allargato anche alla dimensione puramente istituzionale, politica e legislativa, arricchendosi grazie ai preziosi interventi dell’onorevole Raffaele Nevi (segretario della 13ª Commissione Agricoltura) e di Fabio Massimo Castaldo, già vicepresidente del Parlamento Europeo, a testimonianza dell’importanza strategica che queste filiere rivestono anche a livello comunitario.

Il QR Code, la tracciabilità e il concorso “Vinci l’Umbria”

La vera rivoluzione discussa durante il convegno risiede però nell’applicazione pratica della tecnologia al servizio del territorio e del cittadino.
Tra le grandi novità presentate durante l’evento spicca infatti il nuovo QR Code di Fattore Umbro, uno strumento digitale che porta avanti, con estrema trasparenza, il delicato progetto di tracciabilità dell’azienda, ampliando al contempo il rapporto diretto e fiduciario con il consumatore finale. Non si tratta più, quindi, soltanto di un freddo e semplice strumento tecnico per conoscere la tracciabilità e la provenienza del prodotto alimentare, ma di un vero e proprio portale di accesso a contenuti multimediali, informazioni dettagliate ed esperienze sul territorio. Attraverso il portale Fattore Umbro Experience, il consumatore curioso può infatti scoprire e prenotare meravigliose strutture ricettive, eccellenti ristoranti e altre prestigiose realtà legate alla rete Ho.Re.Ca. (Hotel, Restaurant, Café) dell’azienda. La tecnologia diventa così una sorta di “ponte invisibile” tra il prodotto acquistato sugli scaffali del supermercato e il magico territorio nel quale esso nasce. A coronamento di questo straordinario progetto di marketing territoriale, la giornata ha visto anche l’attesissimo lancio ufficiale di “Vinci l’Umbria”, un concorso a premi imperdibile che mette in palio ben 36 favolosi weekend all’insegna del relax presso i ristoranti e le strutture ricettive della rete Fattore Umbro. Per partecipare all’estrazione, è sufficiente acquistare una semplice confezione di prodotto e utilizzare il QR Code presente sulla scatola. «Non vogliamo fare una semplice e banale promozione commerciale, ma desideriamo creare una vera comunità di persone che scoprono, vivono intensamente e poi raccontano il nostro territorio», ha spiegato con orgoglio Mirko Trappetti. La giornata di Narni si è poi conclusa magnificamente con un momento conviviale interamente dedicato ai sapori autentici del territorio (con le eccellenze di Latteria Saccoccia, Azienda Agricola Montepuro, Frantoio Mannelli e Azienda Agricola De Carolis, il pregiato beverage curato dalla Famiglia Cotarella e lo squisito banqueting della chef Barbara Agosti), sotto la magistrale conduzione di Catiuscia Rosati. Da una semplice confezione di uova, insomma, può nascere e partire un racconto molto più ampio: quello di un’Umbria orgogliosa che prova a fare squadra e a trasformare le proprie straordinarie eccellenze in esperienze indimenticabili, capaci di parlare a un pubblico globale sempre più vasto ed esigente.

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