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Attualità

La pace come sfida della democrazia: l’Università LUMSA risponde all’appello di Papa Leone XIV

La pace non è un’utopia, ma la sfida più urgente per le nostre democrazie! Domani, venerdì 9 ottobre 2026 (dalle ore 11 alle 13), l’Università LUMSA di Roma presenterà lo storico documento finale del “Laboratorio sulla Dottrina Sociale della Chiesa”. L’Ateneo ha risposto con grande prontezza all’accorato appello lanciato dal Pontefice, Papa Leone XIV, nella sua recente enciclica “Magnifica humanitas”. Il documento traccia una mappa accademica, etica e teologica per affrontare le derive del cambiamento d’epoca globale: dall’economia spietata al disorientamento politico, fino all’impatto etico delle nuove tecnologie sull’uomo. L’incontro, coordinato dai professori Giuseppe Notarstefano e Rocco Pezzimenti presso la Sala Pia di via di Porta Castello 44, svelerà i cinque orizzonti accademici su cui l’Ateneo si impegnerà per promuovere una “pace disarmata, disarmante, umile e perseverante”. Scoprite nel nostro approfondimento tutti i dettagli della conferenza e i link per seguire la diretta streaming! Volete comprendere appieno il pensiero morale del Pontificato sulle grandi sfide del mondo moderno? Scoprite l’esclusivo suggerimento di lettura di oggi! 👇

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Papa Leone XIV

Roma – In un panorama globale drammaticamente segnato da conflitti armati, tensioni geopolitiche crescenti e derive tecnologiche che rischiano di disumanizzare i rapporti interpersonali, il concetto di “pace” sembra ormai essersi ridotto a una vuota e sterile utopia. Eppure, proprio nei momenti di maggiore oscurità e smarrimento, le grandi istituzioni accademiche e religiose sono chiamate a farsi faro di speranza e a fornire risposte concrete e intellettualmente solide alle enormi sfide del nostro tempo. Con questo preciso e nobile intento morale e culturale, la giornata di domani, venerdì 9 ottobre 2026, segnerà una tappa accademica e spirituale di fondamentale importanza nel cuore di Roma. Presso la storica sede dell’Ateneo cattolico della Capitale, andranno infatti a concludersi ufficialmente le intense e fruttuose attività del prestigioso Laboratorio sulla Dottrina Sociale della Chiesa dell’Università LUMSA. L’evento clou consisterà in un importante incontro pubblico, durante il quale verrà presentata e discussa una rigorosa “dichiarazione finale”. Questo documento programmatico avrà l’ambizioso compito di sintetizzare i risultati, le proposte e le visioni scaturite da una profonda e complessa esperienza di confronto accademico e rilettura teologica. Il tema centrale scelto per la stesura del manifesto è di un’attualità a dir poco disarmante: “Pace disarmata e disarmante, umile e perseverante”. Un titolo che suona come un coraggioso manifesto programmatico in antitesi netta con la moderna e feroce logica della corsa globale al riarmo e allo scontro frontale tra nazioni.

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La risposta all’enciclica “Magnifica humanitas” di Papa Leone XIV

L’intera architettura intellettuale del Laboratorio attivato dall’Ateneo non è nata casualmente, ma si configura come la pronta, fedele e strutturata risposta dell’Università LUMSA a una precisa e accorata chiamata pontificia.
Il 17 maggio 2025, infatti, l’attuale Pontefice regnante, Papa Leone XIV, aveva rivolto un invito solenne a tutto il mondo accademico e laico cattolico: considerare la Dottrina Sociale della Chiesa non come un polveroso cimelio del passato, ma come una bussola modernissima e uno strumento essenziale per affrontare e decodificare le terribili sfide del “cambiamento d’epoca” che stiamo attraversando. La Dottrina (di cui il suo augusto predecessore di fine Ottocento, Leone XIII, è stato considerato l’illuminato artefice primigenio) rappresenta oggi l’unico argine etico alle derive del nostro millennio. Nello specifico, il Santo Padre aveva chiesto di applicare i principi del Vangelo e del Magistero a tre grandi ambiti di crisi: la spietata economia globale, la fragile e frammentata politica internazionale e, soprattutto, il devastante e pervasivo impatto delle nuove tecnologie e dell’Intelligenza Artificiale sulla dignità della persona umana. L’obiettivo supremo indicato dal Pontefice è quello di promuovere un instancabile impegno per il bene comune, unica via percorribile per costruire una pace autentica e duratura. Attraverso la sua memorabile e recentissima enciclica intitolata Magnifica humanitas, il Papa ha affidato al mondo intero una difficilissima missione di speranza, un faro che l’Università LUMSA ha voluto raccogliere, sostenere e alimentare con il contributo intellettuale del proprio Laboratorio, offrendo riflessioni teologiche e spunti di dialogo civile alla società contemporanea.

Cinque orizzonti per costruire la pace: l’incontro di Roma

Ma in cosa consisteranno, nel dettaglio pratico, le conclusioni di questo lungo lavoro accademico?
Il documento finale che verrà reso pubblico domani si articola organicamente su cinque specifici e fondamentali orizzonti d’azione, nei quali l’Università è chiamata a fare la differenza: Ricerca, Terza Missione, Didattica, Pastorale Universitaria e Relazioni Esterne. Sono questi i terreni fertili sui quali il Laboratorio sulla Dottrina Sociale della Chiesa dell’Università LUMSA, abilmente e rigorosamente coordinato dai professori Giuseppe Notarstefano e Rocco Pezzimenti, si è impegnato a declinare in chiave moderna il concetto di “Pace disarmante”. L’attesa conferenza di presentazione si terrà nel cuore di Roma, presso la spaziosa Sala Pia dell’Università LUMSA situata in via di Porta Castello 44. L’incontro si svolgerà in mattinata, dalle ore 11:00 fino alle ore 13:00. Per permettere la più ampia partecipazione possibile, superando i limiti logistici della pur capiente sala romana, l’Ateneo ha predisposto una copertura streaming integrale dell’evento, a dimostrazione di come la tecnologia, se ben utilizzata, possa essere un potente strumento di comunione e divulgazione. Sarà infatti possibile seguire l’intera conferenza anche da remoto, collegandosi semplicemente in diretta tramite questo link diretto di Google Meet. Un’occasione imperdibile per accademici, studenti, laici e credenti di riflettere profondamente su come la “pace” non sia soltanto l’assenza temporanea di un conflitto armato, ma la sfida più grande, complessa e urgente dell’intera democrazia contemporanea e dell’umanità intera.

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Attualità

“L’Elefante” su Rai 3, anticipazioni 10 ottobre: Lucio Caracciolo, Anna Foa e Federico Rampini ospiti di Peter Gomez

Siete pronti per un sabato sera all’insegna della grande informazione e del dibattito pungente? Sabato 10 ottobre 2026, alle ore 20.15 su Rai 3 (e in streaming su RaiPlay), torna l’appuntamento con “L’Elefante”, il nuovo programma di attualità condotto dall’irriverente giornalista Peter Gomez, affiancato dallo storico Giordano Bruno Guerri! Le anticipazioni promettono una puntata di altissimo livello, con un parterre di ospiti eccezionale per decifrare i complessi scenari di guerra e l’economia internazionale: in studio ci saranno Lucio Caracciolo (direttore ed esperto di geopolitica di Limes), la famosa storica Anna Foa e il corrispondente internazionale Federico Rampini. Un mix perfetto di inchiesta e approfondimento che non rinuncerà ai sorrisi intelligenti, grazie alle indagini sul territorio dell’attrice Chiara Francini e alle incursioni satiriche e surreali del comico Dario Vergassola. Scoprite nel nostro articolo tutti i temi della puntata e preparatevi a una serata televisiva che fa riflettere! Volete godervi i talk show e i grandi film con una qualità video e audio da cinema? Scoprite questa offerta imperdibile per rivoluzionare il vostro salotto! 👇

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Gomez Elefante

Roma – Il sabato sera della televisione pubblica italiana si arricchisce di uno spazio di approfondimento giornalistico e culturale di altissimo profilo, destinato a diventare un punto di riferimento imprescindibile per i telespettatori in cerca di analisi lucide e dibattiti svincolati dalle solite logiche del sensazionalismo. Sabato 10 ottobre 2026, a partire dalle ore 20.15 nella strategica fascia dell’access prime time, andrà in onda su Rai 3 (e in contemporanea streaming sulla piattaforma digitale RaiPlay) una nuovissima e attesissima puntata de “L’Elefante”. Il nuovo, ambizioso programma televisivo d’inchiesta e attualità è ideato e sapientemente condotto dal giornalista Peter Gomez, penna graffiante e volto noto dell’informazione italiana. Anche in questo nuovo appuntamento settimanale, il padrone di casa non sarà solo alla guida del salotto televisivo: ad affiancarlo nel prestigioso e delicato ruolo di “compagno di viaggio” e opinionista fisso ci sarà ancora una volta l’inconfondibile figura di Giordano Bruno Guerri, storico, saggista e fine intellettuale, pronto ad arricchire la puntata e il dibattito in studio con il proprio punto di vista, sempre originale e mai banalmente allineato al pensiero dominante.

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Il mix perfetto: l’ironia di Vergassola e le inchieste di Chiara Francini

La vera forza del format de L’Elefante risiede nella sua formidabile capacità di mescolare e alternare registri linguistici e narrativi apparentemente molto distanti tra loro, creando un prodotto televisivo ibrido, moderno e accattivante. Da un lato, il programma prosegue il suo coraggioso e indipendente percorso tra la complessa attualità geopolitica, la politica interna, la cultura e la sociologia, proponendo al grande pubblico uno sguardo libero, trasversale e critico sui grandi temi che animano e dividono il dibattito pubblico nazionale. Dall’altro lato, la trasmissione non rinuncia affatto alla leggerezza intelligente e all’intrattenimento di qualità. Nel corso dell’attesa serata, infatti, tornerà protagonista la brillante attrice e scrittrice Chiara Francini. A lei è affidato il delicato compito di proporre una delle sue affascinanti “storie dal territorio”: l’inviata andrà alla scoperta e alla ricerca di personaggi dimenticati e realtà di provincia capaci di raccontare un’Italia diversa, osservata da prospettive insolite e sorprendenti. A bilanciare la tensione dell’attualità ci penserà invece il comico ligure Dario Vergassola. Il cabarettista accompagnerà il racconto giornalistico con le sue celebri, pungenti e spiazzanti incursioni in studio, utilizzando la potentissima arma dell’umorismo surreale e della satira per cogliere gli aspetti più paradossali, grotteschi e inattesi della dura realtà politica italiana.

Un parterre di ospiti stellare: Geopolitica, Storia e Giornalismo

Il piatto forte della puntata del 10 ottobre sarà indubbiamente rappresentato dal parterre degli ospiti chiamati a dialogare con Peter Gomez, un vero e proprio “Dream Team” dell’analisi giornalistica e storica. Il conduttore affronterà le complesse e drammatiche dinamiche delle guerre globali e degli equilibri di potere internazionali dialogando a tu per tu con Lucio Caracciolo, fondatore e storico direttore dell’autorevole rivista di geopolitica Limes, considerato in Italia e all’estero tra i massimi e più ascoltati analisti dei complessi scenari bellici internazionali. Ad arricchire il dibattito televisivo, spostando il focus sull’indagine storica e sulla preziosa conservazione della memoria collettiva, interverrà l’illustre accademica Anna Foa. La professoressa e storica di fama nazionale, autrice di numerosissimi saggi di successo, guiderà i telespettatori in una profonda riflessione dedicata all’identità culturale e alle sanguinose vicende storiche che hanno segnato il Novecento. A completare il prestigiosissimo trio di esperti nel talk show serale ci sarà Federico Rampini, giornalista, prolifico scrittore ed esperto corrispondente internazionale, la cui impareggiabile conoscenza delle dinamiche economiche mondiali (dagli Stati Uniti alla Cina) fornirà una chiave di lettura indispensabile per decifrare le incognite del nostro turbolento e incerto presente. L’appuntamento con L’Elefante si preannuncia quindi come una serata televisiva densa, istruttiva e assolutamente da non perdere.

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Attualità

Università LUMSA, il manifesto per un’economia senza armi: presentate le 5 Tesi per una pace disarmata

Di fronte a un mondo sempre più segnato dai conflitti armati e dalla corsa alle armi, l’Università LUMSA di Roma scende in campo con una proposta radicale per cambiare le regole dell’economia globale. A conclusione del primo anno di attività del Laboratorio di Ateneo per la Dottrina Sociale della Chiesa, è stato presentato un documento programmatico in 5 Tesi intitolato “Pace disarmata e disarmante, umile e perseverante”. Tra i punti cardine del manifesto accademico spicca la necessità di fondare un'”economia civile” che rifiuti categoricamente di trarre profitto dalle guerre e dalle industrie belliche. Le tesi, elogiate anche dalla Segreteria di Stato del Vaticano, affrontano temi cruciali come il rafforzamento della diplomazia internazionale, il disarmo del linguaggio pubblico, l’etica nell’utilizzo delle nuove tecnologie (per evitare manipolazioni democratiche) e il ruolo fondamentale dell’educazione universitaria come strumento di pace. Il Rettore Francesco Bonini ha annunciato che questo decalogo morale sarà diffuso a livello nazionale per stimolare il dibattito politico in vista delle prossime elezioni. Leggete l’articolo completo per approfondire le 5 tesi proposte dall’Ateneo romano. Siete appassionati di morale e geopolitica e volete comprendere le grandi sfide del nostro tempo? Scoprite questo saggio fondamentale per arricchire la vostra libreria! 👇

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COORDINATORI LABORATORIO

Roma – In un panorama geopolitico internazionale sempre più frammentato, segnato da conflitti sanguinosi e da una pervasiva e strisciante corsa agli armamenti globali, la voce del mondo accademico cattolico si alza forte e chiara per proporre un radicale e profondo cambio di paradigma culturale ed economico. Si è concluso oggi, con la presentazione di un densissimo e programmatico documento finale, il primo anno di attività istituzionale del “Laboratorio di Ateneo per la Dottrina Sociale della Chiesa” promosso dall’Università LUMSA di Roma. Questo prestigioso spazio di discernimento intellettuale, nato come altissima espressione della comunità accademica in dialogo costante con la società civile, le istituzioni governative e la politica, ha sintetizzato i risultati di mesi di ricerca e confronto accademico sul tema: “Pace disarmata e disarmante, umile e perseverante”. L’obiettivo dichiarato del Laboratorio è quello di assumere e diffondere un impegno morale, civile ed educativo irrevocabile per la costruzione attiva della pace, rifuggendo le logiche della violenza e del profitto speculativo legato alle industrie belliche.

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Il messaggio della Segreteria di Stato e l’orizzonte di Papa Leone

L’importanza e lo spessore dell’iniziativa promossa dall’Ateneo romano sono stati certificati e impreziositi dall’autorevole plauso giunto direttamente dalle sacre stanze Oltretevere. Durante l’evento di presentazione del documento, infatti, sono state lette le parole inviate dal Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato del Vaticano, monsignor Paolo Rudelli. In una lettera indirizzata al Rettore dell’Università, monsignor Rudelli ha espresso: «Vive felicitazioni per il lavoro realizzato, auspicando che l’opera di approfondimento su temi di così urgente e bruciante attualità, alla luce del Magistero ecclesiale, possa portare copiosi frutti di bene a vantaggio dell’intera comunità civile e scientifica internazionale». A tracciare la linea guida del Laboratorio sono stati i professori Giuseppe Notarstefano e Rocco Pezzimenti, coordinatori del progetto. «Abbiamo accolto l’invito contenuto nella Magnifica Humanitas, esortando le università a dare slancio ai principi della Dottrina Sociale di fronte alla rivoluzione digitale», hanno spiegato i docenti. «Formuliamo cinque tesi perché possano orientare l’impegno della comunità accademica nell’attività didattica e di ricerca, sollecitando la corresponsabilità di tutti gli attori sociali e istituzionali». Le parole dei coordinatori hanno trovato il pieno e convinto sostegno del professor Francesco Bonini, Rettore dell’Università LUMSA, il quale ha annunciato la ferma volontà di tradurre e inviare il manifesto alla FIUC e alla FUCE per creare una rete virtuosa a livello nazionale e pontificio. Bonini ha inoltre anticipato che il documento potrà fungere da prezioso contributo per elevare la qualità del dibattito politico in vista dei prossimi appuntamenti elettorali italiani.

Le Cinque Tesi: dall’economia civile alla diplomazia internazionale

Il cuore pulsante del documento presentato alla LUMSA si articola in cinque tesi programmatiche di formidabile impatto etico e sociale.
La Prima Tesi si focalizza su un'”Economia giusta e disarmata”: un impegno solenne a promuovere la prospettiva di un’economia civile che rifugga totalmente le speculazioni e non tragga alcun profitto dalle guerre, orientandosi esclusivamente alla dignità umana, al lavoro e all’inclusione sociale delle fasce più deboli. La Seconda Tesi abbraccia il campo della “Diplomazia e diritto internazionale”, richiamando la necessità impellente di sostenere il negoziato e il multilateralismo come uniche vie percorribili per la risoluzione dei conflitti, difendendo la legalità internazionale e fornendo strumenti esecutivi capaci di far rispettare le sentenze deliberate dagli organismi preposti. Con la Terza Tesi, dedicata a “Riconciliazione, dialogo e non-violenza”, l’Ateneo si impegna a smorzare i radicalismi ideologici e a pacificare un linguaggio pubblico sempre più aggressivo e polarizzato. Particolarmente attuale e innovativa è la Quarta Tesi (“Libertà e democrazia nell’età tecnologica”), che pone l’accento sulla necessità vitale di formare le nuove generazioni al pensiero critico e all’uso etico e responsabile delle nuove tecnologie (Intelligenza Artificiale in primis), difendendo la democrazia dalle distorsioni manipolatorie e garantendo sempre un rigoroso controllo umano sulle decisioni automatizzate. Infine, la Quinta Tesi ribadisce che “Educare è operare la pace”: l’Università si assume la responsabilità di trasformare la conoscenza teoretica in operosità pratica e servizio civico. Questo fecondo percorso di riflessione non si esaurisce oggi: il prossimo 29 ottobre a San Giovanni in Laterano si terrà un incontro generale di tutti gli atenei cattolici romani, a cui seguirà un nuovo importante appuntamento alla LUMSA il 2 dicembre, incentrato su cooperazione internazionale e flussi migratori.

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Esteri

Francia, avviati colloqui con i talebani per il rimpatrio di cittadini afghani

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Francia, avviati colloqui con i talebani per il rimpatrio di cittadini afghani

Redazione- La Francia ha avviato colloqui tecnici con i talebani per facilitare il rimpatrio di cittadini afghani che soggiornano illegalmente nel Paese e che sono considerati dalle autorità francesi una minaccia per la sicurezza pubblica.

La conferma è arrivata dal portavoce del Ministero degli Affari Esteri francese durante una conferenza stampa di giovedì 8 ottobre. Secondo quanto dichiarato, l’iniziativa ha come obiettivo principale la tutela della sicurezza dei cittadini francesi.

Parigi segue una linea simile a quella adottata da altri Paesi europei, mantenendo con i talebani un dialogo definito esclusivamente tecnico e finalizzato a rendere possibili i rimpatri.

Il portavoce ha precisato che il programma riguarda persone prive di un regolare status di soggiorno e considerate pericolose per la sicurezza del Paese. Ha inoltre sottolineato che l’iniziativa non coinvolge i richiedenti asilo né le donne.

Al momento, il governo francese non ha comunicato il numero delle persone che potrebbero essere interessate dalla procedura. Per ottenere informazioni sulle cifre, il portavoce ha rinviato i giornalisti al Ministero dell’Interno.

Durante la conferenza stampa è stata anche sollevata la possibilità di invitare in Francia rappresentanti dei talebani per facilitare i rimpatri, seguendo un modello simile a quello preso in considerazione dalla Germania. Il portavoce ha chiarito che, al momento, non è prevista alcuna iniziativa di questo tipo.

Le autorità francesi hanno ribadito che i contatti con i talebani restano limitati a un confronto tecnico, senza ulteriori dettagli sulle modalità di attuazione del programma.

Restano ancora da chiarire il numero dei cittadini afghani coinvolti, i tempi di attuazione e le procedure concrete per gli eventuali rimpatri.

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