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Eventi

Roma, nel Parco della Caffarella torna il Bonfire Market: 40 artigiani, banchetti dell’antica Roma e il vino mulsum nel verde

Weekend d’autunno tra natura, artigianato e storia nel Parco della Caffarella a Roma: sabato 17 e domenica 18 ottobre torna a ingresso libero il Bonfire Market con 40 espositori, laboratori e relax. Grande novità: un viaggio nell’antica Roma con la ricostruzione di un thermopolium pompeiano, degustazioni gratuite delle ricette di Apicio e il celebre vino speziato mulsum. E per ricreare i sapori degli antichi romani o vivere i parchi in libertà, scoprite i libri di cucina antica e gli zaini da picnic su Amazon. Leggete il programma completo sul nostro giornale 👇

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Bonfire Market

Roma – I colori caldi dell’autunno, la magia bucolica di una delle valli storiche più affascinanti della Capitale e un fine settimana all’insegna della lentezza, della creatività indipendente e delle scoperte archeogastronomiche. Sabato 17 e domenica 18 ottobre 2026 torna nella Capitale il Bonfire Market con un’inedita e ricca edizione autunnale. L’appuntamento, a ingresso rigorosamente gratuito, si svolgerà negli spazi accoglienti del Giardino Bonfire, incastonato nel suggestivo polmone verde del Parco della Caffarella (con accesso da Vicolo Sant’Urbano), regalando a cittadini, famiglie e turisti un’oasi di relax lontano dal caos metropolitano, dalle ore 10:00 del mattino fino alle 21:00 della sera.

Quaranta espositori tra artigianato, design e sostenibilità

Cuore pulsante della manifestazione sarà l’accurata selezione di quaranta espositori e maker indipendenti provenienti da diverse regioni italiane. Passeggiando tra i sentieri alberati del giardino, i visitatori potranno scoprire creazioni sartoriali uniche, ceramiche d’autore modellate a mano, illustrazioni, stampe grafiche, gioielli di design, accessori vintage, piante insolite e linee di cosmesi naturale e biologica. Una formula pensata per promuovere il consumo consapevole e sostenere la filiera del fatto a mano e dell’autoproduzione etica.

Tra i protagonisti più attesi di questa edizione spicca Monia Romano, designer indipendente e anima creativa del brand Capizzuni, che coniuga la tradizione artigianale siciliana alla manifattura digitale 3D con la collezione Pìgghiata R’Occhio, rilettura contemporanea dell’iconico simbolo apotropaico dell’occhio. Grande attenzione anche per Arli, marchio di gioielleria Made in Italy ideato da Caterina Saracino, le cui creazioni scultoree reinterpretano elementi botanici e forme organiche in preziosi manufatti d’arte da indossare. Per la cura della persona, i maestri saponieri di Ourika presenteranno saponi solidi vegetali realizzati a freddo con oli grezzi, burro di karité ed extravergine d’oliva, concepiti come veri e propri rituali sensoriali di benessere quotidiano.

Un salto nell’antica Roma: il thermopolium e le ricette di Apicio

La grande attrazione culturale e gastronomica del weekend sarà un vero e proprio viaggio a ritroso nel tempo alla scoperta delle abitudini alimentari dell’antica Roma. All’interno di un’area didattica immersiva nel boschetto della Caffarella, i visitatori potranno toccare con mano l’evoluzione della tavola latina: dalle origini arcaiche, quando i primi Romani si cibavano prevalentemente di farro e polente rustiche (tanto da essere etichettati da Plauto con l’ironico epiteto di pultiphagonides, ossia “mangiatori di farinata”), fino alle opulente mense patrizie e ai sontuosi banchetti della tarda Repubblica e dell’Impero.

Per l’occasione verrà ricostruito fedelmente un autentico thermopolium romano — l’antesignano delle moderne tavole calde e street food —, arricchito da graffiti elettorali, motti satirici in corsiva pompeiana e affreschi ispirati alla celebre Caupona di Salvius a Pompei. Guidati dall’archeocuoca Cristina Conte, gli appassionati potranno degustare gratuitamente ricette storiche ricostruite fedelmente dai trattati di Catone, Columella e Apicio: dal libum (il pane sacro al formaggio e alloro) al savillum, dall’aromatico epityrum (patè di olive condite) fino alla delicata patina apiciana e al moretum con erbe spontanee. Sarà inoltre possibile ammirare una replica funzionante della macina in granito di Boscoreale per il panis cibarius, osservare da vicino un antico glirarium e brindare con un sorso del leggendario mulsum, il vino speziato e dolcificato con miele ed essenze tanto amato dai senatori romani.

Cucina antica e giornate all’aria aperta

Per ricreare a casa i banchetti degli imperatori o vivere al meglio i weekend nei parchi storici, scoprite il grande classico «De Re Coquinaria» di Apicio (La cucina dell’antica Roma) e i comodissimi Zaini Termici da Picnic completi di stoviglie in offerta su Amazon.

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Workshop creativi, teatro di comunità ed economia circolare

Il ricco palinsesto del Giardino Bonfire offrirà attività pratiche per tutte le fasce d’età. Grande curiosità per il laboratorio «Rel-Azione», percorso esperienziale di teatro sociale condotto da Silvia Salusest e Riccardo Bellomaria, pensato per indagare attraverso il movimento corporeo e la dinamica di gruppo i legami interpersonali. Per i più piccoli e per gli amanti della manualità non mancheranno i corsi di cucito autunnale e i workshop per apprendere l’arte della fusione delle candele aromaterapiche con cere vegetali e oli essenziali.

Spazio anche alla solidarietà e alla lotta allo spreco con il ritorno del format «Te lo regalo se lo vieni a prendere»: un’area dedicata al baratto e al riuso in cui ogni partecipante potrà consegnare fino a cinque oggetti in buono stato (libri, giochi, abiti, complementi d’arredo) per donare loro una seconda vita nelle case di altri visitatori, trasformando l’economia circolare in un gesto di condivisione civica.

Relax, sapori d’autunno e convivialità nella Caffarella

A fare da cornice alla due giorni ci saranno postazioni di street food di qualità e beverage artigianale attive no-stop per tutta la giornata: dalle colazioni all’aperto ai pranzi d’autunno, dalle merende fino all’aperitivo e alla cena sotto le fronde secolari. Con tavoli da ping pong, calciobalilla e comode zone relax immerse nel prato, il Bonfire Market si conferma l’appuntamento ideale per riscoprire la bellezza della socialità autentica in uno degli angoli più incontaminati della storia romana.

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Spettacolo

Milano, all’Atelier Musicale il jazz europeo d’avanguardia con l’Aphorism Collective: star internazionali e vibrafono alla Camera del Lavoro

Sabato 17 ottobre alle 17:30 la grande musica europea protagonista a Milano: per l’Atelier Musicale alla Camera del Lavoro arriva l’Aphorism Collective in prima esecuzione italiana. Sul palco un super quintetto d’eccezione con Jorge Rossy (storico vibrafonista e batterista di Brad Mehldau), Michael Beck, Domenic Landolf, Arne Huber e Iago Fernandez tra melodie cameristiche e improvvisazione d’élite. E per tutti gli appassionati di jazz e alta fedeltà sonora, scoprite i vinili da collezione e le cuffie per audiofili in offerta su Amazon. Leggete la presentazione del concerto sul nostro giornale 👇

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Foto Aphorism Collective

Milano – La concisione illuminante dell’aforisma, la grazia cameristica e l’interplay fecondo tra alcune delle voci più autorevoli e creative della scena musicale continentale. Prosegue con un appuntamento di respiro internazionale la XXXII edizione dell’Atelier Musicale, la prestigiosa rassegna milanese in bilico tra jazz, linguaggi colti contemporanei e classica, promossa dall’Associazione Culturale Secondo Maggio sotto la storica direzione artistica di Giuseppe Garbarino e Maurizio Franco, con la presidenza di Gianni Bombaci e la vicepresidenza del maestro Enrico Intra. Sabato 17 ottobre 2026, con inizio alle ore 17:30, il palco dell’Auditorium Di Vittorio della Camera del Lavoro di Milano (in corso di Porta Vittoria 43) ospiterà la prima esecuzione italiana dell’Aphorism Collective, straordinario quintetto che riunisce fuoriclasse del jazz provenienti da Svizzera, Spagna e Germania.

L’evoluzione di un collettivo: dal trio delle origini al quintetto d’élite

Il progetto Aphorism affonda le proprie radici nel 2013 quando nacque come trio dall’incontro tra il pianista Michael Beck, il sassofonista Domenic Landolf e il polistrumentista Jorge Rossy. Nel 2020 la formazione ha conosciuto una prima e significativa espansione con l’innesto del contrabbassista tedesco Arne Huber — formazione con cui è stato inciso l’acclamato album Portrait nel 2021 —, fino a giungere alla recente e definitiva veste di quintetto grazie all’ingresso del batterista galiziano Iago Fernandez. Una parabola artistica che ha saputo arricchire il tessuto armonico e timbrico del gruppo senza snaturarne la cifra stilistica originaria.

Il nome stesso del collettivo ne sintetizza la poetica fondativa: l’aforisma inteso non come frammento isolato, ma come densità concettuale, pensiero fulmineo ed essenzialità espressiva. Nel loro dialogo strumentale i ruoli gerarchici tradizionali vengono superati: non vi è la classica dicotomia tra solista accompagnato e sezione ritmica, ma una circolazione continua e osmotica dell’idea musicale. Il discorso sonoro si sviluppa attraverso strutture aperte ma rigorosamente coerenti, dove l’improvvisazione non scade mai nel gesto radicale e fine a se stesso, ma si pone al servizio della melodia, della trasparenza acustica e del racconto narrativo.

I protagonisti sul palco: Jorge Rossy e le punte di diamante europee

Tutti i membri dell’Aphorism Collective vantano carriere di primissimo piano nel panorama jazzistico mondiale, a partire dal catalano Jorge Rossy, qui impegnato al vibrafono. Figura leggendaria per aver ridefinito il drumming moderno militando per oltre un decennio nello storico trio di Brad Mehldau, Rossy vanta collaborazioni storiche con mostri sacri del calibro di Chick Corea, Carla Bley, Wayne Shorter e Lee Konitz. La sua transizione al vibrafono ha regalato alla scena iberica ed europea una voce solistica di straordinaria morbidezza e inventiva timbrica.

Accanto a lui alla batteria siederà il connazionale Iago Fernandez, ribattezzato dallo stesso Rossy “il poeta della batteria”, musicista raffinato e inventivo tra i più richiesti del jazz contemporaneo. Il nucleo elvetico è guidato dal pianista e compositore Michael Beck, mente progettuale, didatta e autore di colonne sonore per il cinema, il cui pianismo unisce il rigore formale mitteleuropeo alla flessibilità dell’improvvisazione afroamericana. Al sax tenore e al clarinetto basso troviamo Domenic Landolf, virtuoso dal suono profondo e avvolgente già al fianco di Joe Lovano e Bill Holman, mentre a tessere le trame armoniche al contrabbasso è il solido talento tedesco di Arne Huber, già collaboratore di figure d’avanguardia come Nils Petter Molvær e Julien Lourau.

Esperienza audiofila e capolavori del jazz

Per assaporare ogni sfumatura acustica del jazz contemporaneo e dell’interplay strumentale, scoprite i Vinili da Collezione di Jorge Rossy e Brad Mehldau e le Cuffie Hi-Fi Aperte per Audiofili ad Alta Risoluzione (Sennheiser / Audio-Technica) in promozione su Amazon.

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Il programma: brani inediti e introduzione di Maurizio Franco

Il concerto milanese presenterà un programma interamente costituito da composizioni originali scritte dai componenti del gruppo, attingendo sia dalle tracce dell’album Portrait sia da pagine composte appositamente per questa nuova formazione a cinque. A introdurre la serata e a guidare il pubblico all’ascolto delle architetture sonore sarà il musicologo e critico musicale Maurizio Franco, la cui guida all’ascolto costituisce da oltre tre decenni uno dei tratti distintivi e formativi della rassegna.

Informazioni, biglietti e orari del concerto

L’appuntamento è per sabato 17 ottobre 2026 alle ore 17:30 presso l’Auditorium Di Vittorio della Camera del Lavoro di Milano (Corso di Porta Vittoria 43). Il biglietto d’ingresso al singolo concerto è fissato alla cifra popolare di 10 euro, a cui si aggiunge il tesseramento annuale all’Associazione Secondo Maggio (tessera ordinaria 5 euro, sostenitore 10 euro). È inoltre possibile sottoscrivere l’abbonamento all’intera stagione concertistica al costo di 80 euro consultando il sito ufficiale www.secondomaggio.org. Un’occasione imperdibile per vivere a Milano una serata di autentica eccellenza artistica europea.

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Dal Cairo a Roma, restaurato il Tondo dei Due Fratelli: il capolavoro dell’Egitto romano vola al Museo dell’Ara Pacis

Straordinario evento d’arte e archeologia: presentato al Cairo il restauro del celebre “Tondo dei Due Fratelli”, capolavoro a encausto dell’antico Egitto del II secolo d.C. L’opera eccezionale arriverà a Roma dal 5 novembre 2026 per la grande mostra sui Ritratti del Fayum al Museo dell’Ara Pacis, con oltre 110 reperti millenari da tutto il mondo. E per scoprire la magia e il realismo ipnotico della pittura antica egizia e romana, scoprite i libri d’arte illustrati in offerta su Amazon. Leggete l’articolo completo sul nostro giornale 👇

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1)Tondo ligneo dei Due Fratelli (“Tondo di Antinoopolis”)_Egyptian Museum in Cairo

Roma – Un dialogo muto, magnetico e intensissimo che sfida i millenni, unendo sulle sponde del Mediterraneo la grandezza dell’antico Egitto e la potenza espressiva della civiltà romana. È stato presentato ufficialmente al Museo Egizio del Cairo il completamento del delicato e storico restauro del Tondo dei Due Fratelli (noto anche come Tondo di Antinoopolis), uno dei capolavori più rari, preziosi e celebri della pittura dell’antichità classica. Il dipinto, concesso in via eccezionale dal Ministero del Turismo e delle Antichità dell’Egitto, sarà il fiore all’occhiello della grande mostra internazionale intitolata «Il potere del ritratto. Egitto e Roma. I volti del Fayum», che aprirà i battenti al pubblico nella prestigiosa sede del Museo dell’Ara Pacis di Roma dal 5 novembre 2026 fino al 2 maggio 2027.

Il mistero e la maestria del Tondo di Antinoopolis

Rinvenuta nell’antica città di Antinoopolis, nel Medio Egitto, e databile alla metà del II secolo d.C., la preziosa tavola lignea circolare rappresenta un unicum per tipologia e raffinatezza stilistica. Realizzata con la complessa tecnica dell’encausto — che prevede l’uso di pigmenti minerali stemperati nella cera d’api fusa applicata a caldo —, l’opera ritrae a mezzo busto due giovani uomini, tradizionalmente identificati come fratelli. Alla straordinaria somiglianza dei lineamenti fisiognomici si affianca una precisione ritrattistica di sconcertante modernità: l’artista antico ha saputo differenziare le singole fisionomie, le sfumature degli incarnati e i dettagli delle tuniche, mentre tocchi di luce pura negli sguardi e sapienti giochi di chiaroscuro conferiscono alle figure una presenza viva, quasi tridimensionale.

L’evento di presentazione al Cairo ha visto la partecipazione dei vertici istituzionali dei due Paesi: il Sovrintendente Capitolino ai Beni Culturali Claudio Parisi Presicce, il Segretario Generale del Consiglio Supremo delle Antichità (SCA) Hisham El-Leithy, il Presidente di MondoMostre Tomaso Radaelli, il Ministro del Turismo e delle Antichità Sherif Fathy Attiya e i restauratori italiani ed egiziani che hanno condotto le analisi scientifiche e l’intervento conservativo.

Un restauro meticoloso sul legno millenario

L’intervento sull’opera è stato eseguito dai maestri della cooperativa italiana Fabrica Conservazione e Restauro, grazie al supporto economico e scientifico del progetto espositivo romano. Le condizioni del dipinto presentavano gravissime fragilità strutturali: un antico attacco di insetti xilofagi aveva scavato profonde gallerie all’interno del supporto ligneo, determinando vuoti di materiale e lasciando porzioni della superficie pittorica totalmente prive di sostegno sottostante, al punto che persino la minima pressione o vibrazione ne avrebbe causato il distacco irreversibile.

I restauratori hanno proceduto a una meticolosa pulitura dai depositi coerenti, attenuando gli sbiancamenti della cera e consolidando gli strati sollevati. Il passaggio più delicato ha riguardato la messa in sicurezza delle parti prive di supporto e la correzione di interventi pregressi non filologici: sono stati infatti ricollocati nella loro esatta anatomia alcuni minuscoli frammenti delle labbra e del mento di uno dei due fratelli, posizionati in modo errato in restauri storici del secolo scorso. Un’attenta equilibratura cromatica ha infine restituito all’opera la sua originaria armonia visiva, rispettando rigorosamente la patina del tempo e la sua lunga vicenda materiale.

Biblioteca d’arte antica e archeologia

Per immergersi nell’incanto e nel realismo ipnotico della pittura ellenistico-romana e scoprire la storia millenaria dei Ritratti del Fayum e dell’Egitto dei Faraoni, non perdetevi i cataloghi fotografici e i grandi saggi storici illustrati più apprezzati su Amazon.

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L’attesa mostra all’Ara Pacis: oltre cento capolavori

«Nel Tondo dei due Fratelli ci attraggono la straordinaria intensità espressiva, la resa naturalistica e il contatto diretto degli sguardi: un dialogo tra persone che scavalca i secoli e ogni barriera culturale», ha commentato con entusiasmo il Sovrintendente Claudio Parisi Presicce. «Siamo orgogliosi di aver restituito leggibilità a questo capolavoro emblematico di un’epoca in cui Roma ed Egitto diedero vita a una sintesi culturale senza precedenti».

La mostra all’Ara Pacis, curata dallo stesso Parisi Presicce insieme all’archeologa Laura Petacco, si annuncia come uno degli appuntamenti espositivi più importanti dell’anno. Accanto al Tondo, il pubblico potrà ammirare quasi cinquanta rarissimi ritratti del Fayum provenienti dai principali musei del mondo, all’interno di un percorso che riunisce oltre centodieci opere tra tavole lignee dipinte, sudari funebri, maschere in cartonnage, sculture in marmo, calchi in gesso e preziosi gioielli dell’oreficeria antica romana e tolemaica. Un’occasione irripetibile per comprendere come il ritratto sia stato, fin dall’antichità, il supremo veicolo dell’identità e della memoria.

Informazioni e organizzazione dell’evento espositivo

La mostra «Il potere del ritratto. Egitto e Roma. I volti del Fayum» è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, ed è organizzata in collaborazione con l’RTI composto da MondoMostre e Civita Mostre e Musei, con il supporto di Zètema Progetto Cultura. L’esposizione sarà visitabile dal 5 novembre 2026 al 2 maggio 2027 presso il Museo dell’Ara Pacis sul Lungotevere in Augusta a Roma, arricchita da un fitto programma di visite guidate, laboratori didattici e conferenze scientifiche aperte a studiosi e appassionati di tutto il mondo.

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Radici Sane Awards 2026, trionfo a Noto per l’eccellenza: premiati lo chef Ciccio Sultano, Giovanni Floridia e Patrick Vernuccio

Grande successo a Noto per la prima edizione dei Radici Sane Awards 2026: trionfo per lo chef bistellato Ciccio Sultano (Alta Cucina e Identità), per l’allevatore Giovanni Floridia custode del Ragusano DOP e per Patrick Vernuccio (The Frenchie Gardener) per l’orto urbano e la permacultura. Tra le meraviglie del Barocco siciliano, un patto per la sostenibilità e la buona tavola. E per chi vuole coltivare il proprio orto sul balcone o riscoprire i segreti della cucina siciliana, scoprite i libri dedicati in offerta su Amazon. Leggete il reportage completo sul nostro giornale 👇

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Radici Sane Awards 2026

Noto – L’eleganza senza tempo della capitale del Barocco siciliano ha fatto da cornice a una celebrazione autentica dell’identità territoriale, dell’agricoltura eroica e della nuova consapevolezza ambientale. Si è conclusa con straordinario successo nella splendida cornice di Noto la prima edizione dei Radici Sane Awards – Città di Noto 2026, prestigioso appuntamento promosso dall’Associazione di Promozione Sociale Radici Sane in stretta collaborazione con l’Amministrazione Comunale netina. L’evento ha rappresentato il culmine della giornata di chiusura del Radici Sane City Lab 2026 – Noto | Il Gusto del Barocco, una tre giorni di incontri, laboratori ed eccellenze incentrata sulla rigenerazione degli spazi e sulla valorizzazione della filiera agroalimentare sana e sostenibile.

Tre categorie per raccontare il futuro delle nostre radici

I Radici Sane Awards nascono con una missione culturale e sociale chiara: premiare e dare voce a personalità che hanno saputo trasformare il legame profondo con la propria terra d’origine in un motore virtuoso di sviluppo economico, culturale ed etico. Tre i riconoscimenti assegnati, corrispondenti ad altrettante categorie che delineano un percorso ideale capace di unire la memoria contadina, l’innovazione culinaria d’autore e la transizione verde delle città contemporanee.

Il premio per la categoria «Alta Cucina e Identità» è andato a Ciccio Sultano, chef bistellato del celebre Ristorante Duomo di Ragusa Ibla e punto di riferimento indiscusso della ristorazione contemporanea internazionale. Sultano è stato premiato per aver proiettato la cucina siciliana sulle vette gastronomiche mondiali senza mai recidere il cordone ombelicale con la memoria storica, i piccoli produttori locali e l’anima ancestrale degli ingredienti iblei. La sua instancabile ricerca culinaria ha saputo riscrivere il patrimonio gastronomico dell’Isola, facendone un racconto culturale di respiro universale.

Per la categoria «Custode delle Radici», il riconoscimento è stato tributato a Giovanni Floridia, titolare della storica azienda agricola e zootecnica di Ispica. Produttore appassionato del celebre Ragusano DOP, Floridia è l’emblema vivente di quel sapere contadino e caseario legato alla tutela della Razza Modicana e al pascolo etico. Un presidio umano fondamentale che custodisce la biodiversità degli Iblei e garantisce la continuità di un’arte casearia che rischiava di soccombere all’omologazione industriale.

Coltivare la terra e riscoprire i sapori autentici

Per chi desidera portare la natura in casa e coltivare ortaggi e aromatiche anche su balconi e terrazzi urbani, scoprite i bestseller internazionali di Patrick Vernuccio (The Frenchie Gardener) sull’Orto Urbano e la Permacultura, insieme ai prestigiosi ricettari di cucina siciliana d’autore in offerta su Amazon.

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L’orto urbano e la rigenerazione con Patrick Vernuccio

A chiudere la terna dei premiati è stato Patrick Vernuccio, insignito nella categoria «Natura, Città e Comunità». Noto globalmente sui canali digitali come The Frenchie Gardener, Vernuccio è oggi uno dei più autorevoli divulgatori internazionali sui temi dell’urban gardening, della permacultura su piccoli spazi e della riforestazione urbana. Il premio ne riconosce la capacità di aver trasformato la comunicazione web in una straordinaria leva pedagogica e partecipativa, dimostrando a milioni di cittadini in tutto il mondo che anche un modesto balcone condominiale o un davanzale possono diventare rifugi di biodiversità, cura ecologica e autoproduzione alimentare.

La visione di Radici Sane e le parole del sindaco Corrado Figura

«Abbiamo voluto valorizzare tre testimonianze che incarnano le dimensioni cardine della nostra filosofia associativa», ha dichiarato con orgoglio Salvo Latino, Presidente di Radici Sane APS. «Dall’alta cucina come custode di cultura alla tutela attiva della biodiversità zootecnica, fino al ripensamento ecologico degli agglomerati urbani. Ciccio Sultano, Giovanni Floridia e Patrick Vernuccio dimostrano che custodire le proprie radici non significa rifugiarsi nella nostalgia, ma costruire un patrimonio tangibile per le prossime generazioni. La vera salute e il benessere cominciano prima: partono dalla qualità del cibo, dal rispetto della terra e dalla bellezza degli spazi in cui viviamo».

Grande soddisfazione è stata espressa anche dal primo cittadino di Noto, il Sindaco Corrado Figura, che ha sottolineato il ruolo di primo piano della città barocca nei processi di valorizzazione del Mezzogiorno: «Questa prima edizione conferma come Noto sia un punto d’incontro d’eccellenza tra tutela dell’identità storica e visione progettuale per il futuro. Celebrare chi difende la tradizione gastronomica, le produzioni tipiche e la sostenibilità ambientale ispira la nostra comunità e l’intero Paese verso un modello di sviluppo equilibrato e consapevole».

Un modello di prevenzione civile e sostenibilità

La manifestazione si conclude lasciando un segno tangibile nel dibattito sulla sostenibilità alimentare e ambientale. Il manifesto di Radici Sane — «Prevenzione nella vita reale: dalla persona alla città» — si conferma un paradigma vincente, capace di dimostrare che la salvaguardia della terra e la promozione del benessere passano attraverso scelte quotidiane condivise. Da Noto riparte una rete virtuosa che unisce agricoltori, grandi chef e divulgatori verdi, per un futuro in cui tradizione e innovazione camminino finalmente mano nella mano.

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