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Psicologia delle relazioni

Tutte le donne me la danno. Ma la felicità, chi me la dà? | la posta del cuore “Amore e Tradimenti ” di Alessandra Hropich

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Tutte le donne me la danno. Ma la felicità, chi me la dà? | la posta del cuore “Amore e Tradimenti ” di Alessandra Hropich

Redazione-  Cara Alessandra, sono un imprenditore piuttosto noto e benestante. Dopo un matrimonio lampo mi sono separato e oggi posso dire di divertirmi con tante donne, di ogni genere. Mi piace cambiare: dalle nere alle bianche, di ogni nazionalità. Alcuni amici mi dicono che non ho mai pace con il gentil sesso, ma non è così. Io amo cambiare e non mi annoio di certo.
Eppure sono a disagio quando qualcuno mi chiede se sono felice. Non mi sento felice perché posso andare con 100, 1000 o 10000 donne. Sono abbastanza soddisfatto della mia professione, che svolgo al meglio, ma nessuna donna riesce davvero a farmi sentire felice.
Ho la fortuna di essere sedotto dalle donne più giovani e belle, ma, finita la fase della conquista, della seduzione e del sesso sfrenato, che cosa rimane?
So che hai scritto un libro sulla felicità che non ho letto, forse perché sono terrorizzato dall’idea di scoprire di non esserlo.
La mia vita, pur piacevole tra viaggi, barche, belle donne e panorami mozzafiato, non mi regala la felicità che vorrei. Appena finisce la festa, torno a essere un uomo non felice.
È possibile una cosa del genere?
Eppure, per tanta gente, il benessere finanziario è sinonimo di gioia perenne.
Quanto è sciocco il mondo che non capisce proprio niente e, forse, sono sciocco anch’io.
Piero da Superga

Carissimo, la felicità è l’argomento del mio secondo libro, dove spiego molto chiaramente che nessuna coscia lunga, nessun capello al vento e nessuna sagoma femminile, anche la più bella del pianeta, sono o saranno mai una garanzia di felicità per un uomo.
La cosa più assurda è sperare che qualcuno ci dia la felicità. Se fosse così, basterebbe un banalissimo colpo di vento che sposta una tenda perché tutto svanisca in un attimo.
Non esiste al mondo chi possa regalare la felicità agli altri. Ognuno può soltanto trovarla dentro di sé, senza appoggiarsi completamente a questo o a quello.
Trovo molto vero il pensiero di Nietzsche quando dice: «Diventa ciò che sei».
È sorprendentemente facile vivere per imitazione. Sin da piccoli scegliamo modelli, esempi, persone da seguire. Ma spesso le regole e gli ideali che ci vengono suggeriti non coincidono affatto con il nostro sentire più autentico.
Essere felici non è una possibilità maggiore per chi ha tanti soldi o tante donne. Lei stesso ne è la prova.
Andare a donne, vivere il sesso con le più appetibili, significa soprattutto saziarsi. Se mangio tanta pasta che adoro o una quantità industriale dei miei dolci preferiti, provo certamente soddisfazione e appagamento momentaneo, ma non per questo divento felice.
La psicologia distingue molto bene tra piacere e felicità: il piacere è intenso ma breve e ha bisogno di essere continuamente rinnovato; la felicità, invece, ha a che fare con il significato che attribuiamo alla nostra vita, con la sensazione di essere in accordo con ciò che siamo davvero.
Ho notato che troppa gente parla di felicità senza aver mai riflettuto seriamente sul significato di questa parola. Così continua a cercarla nelle cose, nelle persone e negli eventi, come se fosse nascosta da qualche parte fuori da sé.
Veniamo a lei.
Tra le tante bellezze incontrate in giro per il mondo, ne ha mai trovata una che la spronasse a essere davvero se stesso? Una donna si è mai interessata alla sua anima più che al suo conto in banca? Qualcuna si è mai preoccupata della sua felicità e della sua vera natura?
Ha mai incontrato una donna con cui fosse già un piacere dialogare, grazie a un’intesa speciale o alla sensazione di essere compreso come da nessun’altra, anche senza sesso? La felicità passa dalla mente: dall’essere capiti, incoraggiati e liberi di mostrarsi per ciò che si è davvero, senza dover interpretare un ruolo. Le sembra poco? La persona che può aiutarla ad avvicinarsi alla felicità è quella che, anche quando se ne va, le lascia qualcosa dentro che nessun altro è riuscito a lasciarle.
Perché il punto non è trovare una donna che le dia la felicità ma incontrare qualcuna che la aiuti a ricordare chi vuole essere quando la festa finisce, le luci si spengono e rimane soltanto lei davanti a se stesso.
E quella, mi creda, è una conquista molto più rara di qualsiasi donna.

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Sono finito in mutande….per due donne! La posta del cuore “Amore e Tradimenti ” di Alessandra Hropich

Sono Diego, regolarmente sposato fino agli anni ottanta quando lavoravo nella società piuttosto importante di mia moglie ma poi vennni accusato di bancarotta fraudolenta per spese personali per la mia amante che però ebbero ripercussioni sulla società di mia moglie.
Dottoressa, le assicuro che sono di animo onesto e di cuore ma persi la testa per una donna svedese tanto bella con la quale sono stato sei anni fatti di sesso a volontà e spese folli. La mia svedesona mi faceva impazzire con il suo metro e novanta di statura con misure da urlo mentre io sono alto 1,60.
Purtroppo, mia moglie ebbe un esaurimento nervoso avendola lasciata nei guai e con il nostro terzo figlio neonato.

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Posta del Cuore

Redazione-  Sono Diego, regolarmente sposato fino agli anni ottanta quando lavoravo nella società piuttosto importante di mia moglie ma poi vennni accusato di bancarotta fraudolenta per spese personali per la mia amante che però ebbero ripercussioni sulla società di mia moglie.
Dottoressa, le assicuro che sono di animo onesto e di cuore ma persi la testa per una donna svedese tanto bella con la quale sono stato sei anni fatti di sesso a volontà e spese folli. La mia svedesona mi faceva impazzire con il suo metro e novanta di statura con misure da urlo mentre io sono alto 1,60.
Purtroppo, mia moglie ebbe un esaurimento nervoso avendola lasciata nei guai e con il nostro terzo figlio neonato.
Mi ritrovai con richieste economiche esose di mia moglie e della mia amante, mi portarono in Tribunale per gli alimenti e per i figli avuti con entrambe mentre io avevo pochissimi soldi e tanti debiti. Cercai di mettermi in società con mio fratello ma dovetti abbandonare perché lo stavo avviando al fallimento, solo mia moglie era brava negli affari. Invece non ho trovato più nessuno che mi assumesse, avevo già 52 anni e rimasi in a corto di impiego e denaro mentre, mia moglie, mi accompagnava con la macchina (essendoci anche riappacifcati) ai colloqui di lavoro perché voleva aiutarmi amandomi ancora ma sono finito in miseria dormendo oggi con i senza fissa dimora e pensare che ero benestante.
Diego da Melfi

Caro Diego, lavorare e dipendere dalla propria moglie è quanto di più rischioso e insidioso ci possa essere.
Come hai potuto lasciare tua moglie con una creatura appena nata per inseguire la svedese? Pensavi davvero che una scelta simile non avrebbe avuto conseguenze?
Abbandonare una famiglia è già cosa grave. Mi dici però che, dopo tutto quello che era accaduto, tua moglie continuava ad accompagnarti ai colloqui di lavoro perché voleva aiutarti e perché ti amava ancora. Ed è proprio questo passaggio che mi fa sorgere qualche dubbio.
Una domanda, a questo punto, è d’obbligo: che cosa avresti fatto, una volta tornato ad avere soldi in tasca? Saresti corso da tua moglie, dalla svedese o da qualcun’ altra?
Non voglio pensare male, ma faccio fatica a non chiedermi quanto fosse ancora amore, da parte di tua moglie, e quanto invece potessero esserci risentimento, senso di colpa, desiderio di rivalsa o magari il bisogno di mantenere un legame con l’uomo che, nonostante tutto, era ancora il padre dei suoi figli.
Perché c’è un particolare che mi lascia perplessa: una donna tradita, lasciata con un neonato e con una situazione economica compromessa dal marito avrebbe avuto molte ragioni per chiudere definitivamente ogni rapporto. Invece tua moglie, dopo averti chiesto, in Tribunale, il dovuto per sé e per i figli, è rimasta al tuo fianco fino ad accompagnarti personalmente ai colloqui di lavoro.
Chi mi assicura che ogni suo gesto di tua moglie fosse dettato esclusivamente dall’amore per te? A volte, il risentimento, è così profondo da convivere con l’affetto; altre volte ciò che appare come amore può contenere anche il desiderio di non lasciare completamente andare una persona che ci ha ferito.
E allora mi chiedo: tua moglie voleva davvero ricostruire la vostra vita insieme oppure, consapevolmente o inconsapevolmente, voleva avere ancora un ruolo nella tua vita dopo essere stata così profondamente ferita? Non ho la risposta.
Tu, invece, hai sicuramente compiuto una scelta impulsiva, travolto dalla nuova conquista. Ma le conseguenze delle proprie scelte, prima o poi, arrivano sempre. E nel tuo caso sono state devastanti.
Mi piace questo pensiero:
“Ama con misura, perché ciò che nasce come un incendio
rischia di consumarsi prima ancora di diventare luce. Gli amori troppo impetuosi bruciano in fretta e, quando finiscono,
lasciano cenere dove avrebbero potuto lasciare radici.”

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“Giuro su mio padre, madre, nonno, fratello, che non ti tradirò mai più!” E invece….| La posta del cuore “Amore e Tradimenti ” di Alessandra Hropich

Sono distrutta, fidanzata per otto anni con tante corna poi, da me perdonate. Il mio uomo, una volta, lo sorprendo a fare sesso con un’ africana in garage, dove lui ed io parcheggiamo le nostre auto sotto casa. Mi giurava sulla vita del padre (deceduto) che non mi avrebbe mai più tradito. “Uno sbaglio ci può stare”, dissi a me stessa.
Tornati insieme dopo due settimane di tira e molla, passano altri due mesi, lo sorprendevo con la portinaia di uno stabile vicino al nostro, non facevano sesso ma erano abbracciati stretti da restare quasi senza fiato, lui, a casa, piangendo, mi disse che stava solo consolato la portinaia perché aveva perso un parente caro, mi giurò sulla vita della madre che mai più mi avrebbe tradito, lo credetti ancora una volta. La nostra storia stava andando bene a suon di sesso scatenato quando, sei mesi dopo, nel suo telefono, trovai una donna nuda che offriva immagini di sé con un messaggio inequivocabile: “Questo sarà tutto per te appena ci rivediamo, amore..”

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Alessandra

Redazione-  Sono distrutta, fidanzata per otto anni con tante corna poi, da me perdonate. Il mio uomo, una volta, lo sorprendo a fare sesso con un’ africana in garage, dove lui ed io parcheggiamo le nostre auto sotto casa. Mi giurava sulla vita del padre (deceduto) che non mi avrebbe mai più tradito. “Uno sbaglio ci può stare”, dissi a me stessa.
Tornati insieme dopo due settimane di tira e molla, passano altri due mesi, lo sorprendevo con la portinaia di uno stabile vicino al nostro, non facevano sesso ma erano abbracciati stretti da restare quasi senza fiato, lui, a casa, piangendo, mi disse che stava solo consolato la portinaia perché aveva perso un parente caro, mi giurò sulla vita della madre che mai più mi avrebbe tradito, lo credetti ancora una volta. La nostra storia stava andando bene a suon di sesso scatenato quando, sei mesi dopo, nel suo telefono, trovai una donna nuda che offriva immagini di sé con un messaggio inequivocabile: “Questo sarà tutto per te appena ci rivediamo, amore..”
Lo affronto con rabbia, lui mi giura sulla vita del nonno che era un gioco, che lei si era invaghita di lui, decidevo di perdonarlo. Ma poi, nemmeno un mese dopo, lo incontro insieme sempre alla portinaia, lui si giusifica dicendo di averla trovata depressa dopo il lutto, gli dico che non accetto alcun nuovo giuramento da parte sua perché non lo credo, lui mi spiazza giurando, stavolta, sul fratello appena morto in un incidente.
Dottoressa Hropich, sentire giurare su un fratello morto, mi ha frastornato, ho deciso e comunicato che sarebbe stata
l’ ultima volta.
Tornati insieme, lui mi lascia, non torna più da tre mesi, che posso fare per capire il motivo e farlo tornare da me?
Gloria da San Vito al Tagliamento

Se lui non torna, probabilmente, è perché ha finito i parenti defunti o più stretti su cui giurare ogni volta fedeltà a te.
Scherzi a parte, io cambierei la serratura della porta d’ingresso e correrei ad accendere un cero alla Madonna. Non tanto per lui, quanto per ringraziarla del fatto che, finalmente, non hai più bisogno di aspettare il prossimo giuramento.
Ma davvero, Gloria, vuoi ancora capire perché non torna?
Otto anni di corna, perdoni, tira e molla, una donna in garage, una portinaia da consolare con abbracci da togliere il fiato, foto di donne nude, messaggi d’ amore e una collezione di giuramenti sulla vita di padre, madre, nonno e fratello defunto, mi sembra, possano bastare.
Ogni volta che lo sorprendevi, lui non trovava una spiegazione: trovava un parente su cui giurare. E tu, puntualmente, gli concedevi un’altra possibilità.
A questo punto, più che chiederti perché non torna, mi chiederei perché dovresti tornare tu a riprendertelo.
Forse, la vera domanda è: “Quante spiegazioni ancora mi servono per accettare quello che i fatti mi hanno già spiegato benissimo?”
E adesso che non torna
dovresti cambiare aria, abitudini, frequentazioni e soprattutto prospettiva. Perché non hai bisogno di capire perché se n’è andato: hai già visto abbastanza bene cosa succedeva quando restava. Gloria, sembra essersi instaurato un legame basato sul ciclo tradimento–perdono–promessa–ricaduta. Un meccanismo del genere può creare una forte dipendenza emotiva: la paura di perdere l’ altro si alterna alla speranza che, questa volta, cambi davvero. Dopo tanti anni, quindi, il distacco può essere vissuto quasi come un’astinenza affettiva, anche quando la relazione ha provocato sofferenza. Chiedi urgentemente aiuto, non il suo ritorno.

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Le donne con la minigonna non sono serie, quelle con la gonna lunga, da scegliere? | La posta del cuore “Amore e Tradimenti ” di Alessandra Hropich

Alessandra, ho conosciuto donne che si comportavano da vere mignotte ma che indossavano gonne lunghe e pantaloni e, donne più serie, che portavano pantaloncini corti o minigonne. Insomma, la lunghezza della gonna non mi è mai sembrata uno strumento per misurare la moralità di una persona.
Oggi, dopo aver conosciuto donne di ogni tipo, sto con una ragazza che indossa indifferentemente gonne lunghe e corte. A questo punto, secondo le recenti dichiarazioni del ministro, dovrei forse munirmi di metro da sarta e compilare una tabella: centimetri di stoffa, bellezza esteriore, livello di serietà, eventuale certificazione morale?

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Alessandra H.

Redazione-  Alessandra, ho conosciuto donne che si comportavano da vere mignotte ma che indossavano gonne lunghe e pantaloni e, donne più serie, che portavano pantaloncini corti o minigonne. Insomma, la lunghezza della gonna non mi è mai sembrata uno strumento per misurare la moralità di una persona.
Oggi, dopo aver conosciuto donne di ogni tipo, sto con una ragazza che indossa indifferentemente gonne lunghe e corte. A questo punto, secondo le recenti dichiarazioni del ministro, dovrei forse munirmi di metro da sarta e compilare una tabella: centimetri di stoffa, bellezza esteriore, livello di serietà, eventuale certificazione morale?
Ho conosciuto
un’ insegnante che vestiva sempre di grigio ma che poi, a letto con il collega e non solo con lui, ne faceva di tutti i colori (l’ ho saputo dopo tempo).
Ci sono coppie che all’esterno, sembrano la perfetta rappresentazione di “casa e chiesa “ma che poi sono tori scatenati in privato ed anche altamente infedeli.
Insomma, posso dire una cosa abbastanza semplice: non considero seria o poco seria una donna in base alla sua bellezza, al trucco, alla scollatura o alla lunghezza della gonna. Per fortuna, per capire una persona esistono ancora strumenti un po’ più sofisticati: conoscerla, ascoltarla e osservare come si comporta.
Ed è proprio questo che mi lascia perplesso nell’infelice osservazione del politico contestato.
Cosa ne pensi tu, Alessandra?
Fulvio da Gerenzano

Davvero, nel 2026, siamo ancora qui a stabilire il carattere di una donna misurandole l’ orlo della gonna?
Davvero le belle tradiscono e le meno belle o bruttine sono sante?
So per certo che moltissimi italiani ragionano come il politico tanto criticato: l’abito diventa una specie di radiografia morale e una minigonna, improvvisamente, dovrebbe rivelare il carattere, i valori, l’ affidabilità e perfino il comportamento sessuale. Evidentemente abbiamo risolto tutti i problemi del Paese e possiamo finalmente occuparci della lunghezza delle gonne.
C’è un vecchio detto: “L’abito non fa il monaco, ma confonde le idee!” E forse il problema è proprio questo: tante persone si lasciano confondere talmente tanto dall’abito da dimenticare completamente la persona che lo indossa.
Un politico, soprattutto se ricopre un incarico importante, dovrebbe parlare di ciò che sta facendo il Governo, non di come lui giudica le donne. Ma evidentemente anche ai vertici della politica può capitare di confondere una riflessione seria con una conversazione da bar sull’abbigliamento femminile.
Del resto, negli anni, intervistando politici e personaggi pubblici, ho ascoltato ragionamenti che avrebbero fatto arrossire perfino uno scaricatore di porto. Sedere su una poltrona importante non comporta automaticamente l’acquisizione di idee evolute. La cultura non viene consegnata insieme al badge istituzionale.
Mi meraviglia poi tutto il gossip che si è scatenato, quando mancano argomenti appassionanti, basta parlare di una gonna ed improvvisamente il Paese intero sembra avere qualcosa da dire.
Gli italiani (la maggioranza almeno) detestano la cultura e la lettura ma amano il pettegolezzo, per questo, non vanno mai avanti con il pensiero, prediligono le stupidaggini e i pensieri banali contro cui scagliarsi.
Ricordo persino un personaggio pubblico importante che, quando ancora organizzavo eventi, mi consigliò, quasi fosse il mio consigliere, di vestirmi con uno stile “vedo/non vedo”, abbastanza sexy da attirare l’attenzione dei miei interlocutori importanti e, contemporaneamente, abbastanza ingenuo da farmi apparire quasi come un’oca.
Potrei stilare un elenco interminabile di donne vestite in maniera castigatissima che si comportano tutt’altro che da sante, così come potrei elencare donne in minigonna che si sono dimostrate persone corrette, leali e rispettabili.
Ma, in Italia, il pregiudizio è l’ ossigeno della nazione.
Tutti giudicano, nessuno verifica e molti confondono ciò che vedono con ciò che credono di sapere, animati solo ed unicamente da idee sbagliate e preconfezionate.
Come diceva Einstein: “È più facile spezzare un atomo che un pregiudizio!”

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