Redazione- Alessandra, ho un discreto numero di corteggiatori, da qualche tempo, alcuni, esordiscono con frasi tipo: “Ti faccio urlare di piacere che ti sentiranno fino in America!”
Oppure: “Nemmeno immagini quanto resisto io a letto, sarà dura, per te, reggere..”
E qui mi fermo. Poi, sono andata a letto con alcuni di loro ed ho visto che, se riuscivano a fare sesso per un minuto, era già grasso che cola. Tutte le promesse di grande piacere, scomparivano insieme a loro. Alcuni che facevano figure misere, mi dicevano che, poverini, erano colti da ansia da prestazione e, dunque, ero io la causa del loro disagio.
Cosa mi dici tu al riguardo? Ti sono mai capitati uomini tanto sfacciati?
Come è bene comportarsi per metterli in difficoltà?
Ti assicuro che se ne incontrano non pochi e li ritengo imbarazzanti quanto inutili.
Enrica da Capoterra
Le frasi che tu hai raccontato, insieme a molte altre, fanno parte di un atteggiamento di quegli uomini maschilisti con bassa autostima. Un uomo non dovrebbe mai presentarsi come un toro scatenato che quasi distrugge una donna, non c’ è motivo di suscitare interesse in questo modo pesante, come se uno non avesse altro da proporre che un mero atto sessuale che si vuol trasformare (con la fantasia) in qualcosa di colossale, incessante, quasi, senza fine. È altresi riduttivo questo atteggiamento da super uomo e poi, aggiungo che, quanto viene detto per portare a letto una donna, nei fatti, non corrisponde mai a verità. Chi tanto si espone e anticipa grandi momenti erotici, cerca solo di convincere, tanta pubblicità nasconde sempre ben poca sostanza.
Aggiungo inoltre che, soffermarsi sulle proprie abilità sessuali, espone colui che si vanta, ad essere poi criticato, deriso ed umiliato perché crea un’ aspettativa.
Certo che ho conosciuto uomini simili a quelli di cui parli, ti posso dire che, nel mio caso, dal momento che ho sempre parlato con molti e di ogni categoria, più era alto il ruolo ed impeccabile l’ immagine, più uscivano dalla bocca paroloni a base di sesso spaziale e notti bollenti.
Alcuni, sono certa che facessero uso di sostanze proprio per essere all’ altezza almeno delle performances sessuali normali, livello base, figuriamoci il livello superiore.
Alcuni, da me chiamati “corteggiatori da strapazzo”, si definivano come amanti pieni di energia, verve, potenza infinita.
Capitavano anche molti uomini comuni che decantavano doti amatoriali da tori scatenati, mi soffermo qui su un conoscente che era quasi amico di famiglia e che, a periodi, tornava alla carica con me usando tecniche di seduzione tutte da maschio insaziabile, delle tante stupidaggini che volavano dalla sua bocca, un giorno mi disse: “Ho varie storie in piedi ma, se tu mi vorrai, butterò giù le altre come birilli, tu sei quella che ho scelto per giornate intere piene di sesso senza sosta, dovrai chiamare la forza pubblica per liberarti di me!”
Simpatico, lo era comunque, ma anche fuori luogo con la sua insistenza nel tempo, un giorno, gli dissi: “Vista la tua enorme resistenza e forza fisica, perché non ti carichi questo armadietto e me lo porti a casa mia?”
Provai con la richiesta del mini trasloco per buttare acqua sul fuoco perché, ogni nostro incontro per motivi tecnici (lui è un tecnico ingegnere), era sempre un incendio (per lui) in attesa di essere spento. Per nulla intimidito dalla mia richiesta,
l’ ingegnere, mi disse: “Noo, ho una brutta ernia, una costola rotta, la schiena che mi fa male….”
Insomma, il toro scatenato e pieno di energie, era diventato un rottame alla mia richiesta di trasportare un mobile, mi sembrava invece di essere diventata un medico che compilava la sua cartella clinica per quanti dolori mi aveva elencato.
Replicai dunque: “Parlavi di sesso senza sosta, sembravi un macho convinto ed ora? Snoccioli mille dolori, rotture, ernie, costole rotte, artriti, artrosi, ti serve un controllo medico non una donna da assalire!”
Enrica, ti ho raccontato questo fatto buffo per farti capire che, ogni cosa, si dice anche quando non corrisponde per niente al vero.
Non ho mai verificato le capacità sessuali dei machi che ho conosciuto ma li ho sempre fatti crollare con un pizzico di ironia o sarcasmo perché, ad uno spavaldo in genere, è facile metterlo in difficoltà già solo facendogli qualche domanda personale, qualche precisazione e usando un pizzico di ironia. Nel mio caso in genere, quando erano altamente sgraditi gli inviti, risolvevo la questione usando il mio odierno strumento di lavoro: la parola, con le parole adatte, ho sempre creato ponti o alzato muri.
Il macho non regge mai un dialogo che si protrae ed è il primo a crollare in quanto dice delle cose solo perché è animato per un breve periodo dal suo “aggeggio”.
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