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Economia

Decreto benzina, ipotesi tassa sulle sigarette: taglio di 24,6 centesimi

🚨 CARO CARBURANTI: IL GOVERNO PRONTO AL DECRETO AD AGOSTO CON IL TAGLIO DELLE ACCISEIntervento d’urgenza a Palazzo Chigi per salvare le vacanze degli italiani e frenare l’impennata dei prezzi alla pompa causata dalla guerra in Iran e dalle tensioni sullo stretto di Hormuz. I tecnici del Mef sono al lavoro per varare già in settimana un decreto che reintrodurrà il meccanismo delle accise mobili: l’obiettivo è riportare il diesel stabilmente sotto i 2 euro (dopo il picco di 2,184 euro) ed evitare il sorpasso per la benzina. ⛽📉Lo schema prevede un super sconto nella prima decade di agosto, con un taglio di ben 24,4 centesimi sul gasolio e di 6,1 centesimi sulla benzina, che proseguirà in forma più contenuta per tutto il mese. Per finanziare la manovra da 100 milioni a settimana non basterà l’extragettito Iva sul petrolio (stimato in 130 milioni a luglio): la Ragioneria valuta così una “tassa” alternativa sui tabacchi, con un possibile aumento di 1 euro a pacchetto di sigarette. Intanto le opposizioni (PD, M5S, AVS e IV) danno battaglia al Senato chiedendo un intervento mirato tramite Isee solo per i redditi bassi, i trasporti e l’agricoltura. 💸🚬👇 Sei d’accordo con l’ipotesi di tassare le sigarette pur di ottenere uno sconto immediato sulla benzina per i viaggi estivi? Scrivilo nei commenti!#CaroBenzina #DecretoCarburanti #AcciseMobili #GovernoMeloni #Mef #TassaSigarette #PrezziBenzina #WelfareEconoimico

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Carburanti

Roma – Nel pieno della stagione estiva, con l’approssimarsi dei grandi flussi turistici e del primo grande esodo autostradale di agosto, la gestione dei prezzi energetici alla pompa si impone come la priorità assoluta dell’agenda macroeconomica nazionale. I tecnici di Palazzo Chigi e del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) hanno lavorato senza sosta, estendendo i tavoli tecnici per definire le coperture finanziarie di un decreto d’urgenza volto a calmierare i costi dei carburanti. Su preciso input della premier Giorgia Meloni, l’esecutivo punta a varare il provvedimento entro la settimana per frenare un’escalation che ha portato il gasolio a quota 2,184 euro al litro e la benzina a 1,981 euro. L’obiettivo strutturale è ricondurre il prezzo del diesel stabilmente al di sotto della soglia psicologica dei due euro, evitando che la benzina subisca ulteriori fiammate speculative a ridosso delle partenze di milioni di famiglie italiane, tutelando così il potere d’acquisto reale e la tenuta dei consumi interni.

L’architettura del decreto: la maxi-riduzione nella prima decade di agosto

Lo schema operativo su cui si fonda l’intervento ricalca il principio compensativo delle accise mobili, un dispositivo in grado di autofinanziarsi a costo zero per l’erario attraverso la restituzione ai contribuenti dell’extragettito Iva generato dall’aumento del costo industriale del greggio. La pianificazione strategica elaborata dal governo prevede un doppio livello di intervento differenziato nel tempo per ottimizzare le risorse disponibili. Nella prima decade di agosto verrà introdotta una riduzione straordinaria e più consistente delle imposte alla pompa: il taglio dell’accisa sul gasolio si attesterà a ben 24,4 centesimi di euro al litro (con un’estensione complessiva del beneficio stimata fino a 24,6 centesimi), mentre sulla benzina lo sconto sarà più contenuto, pari a 6,1 centesimi. Superato questo primo segmento temporale di picco dei flussi stradali, l’esecutivo formalizzerà un secondo provvedimento che manterrà il calmiere per tutto il resto del mese, sebbene con una riduzione della quota di sconto, per garantire una continuità di protezione macroeconomica durante l’intero periodo delle vacanze.

La congiuntura geopolitica a Hormuz e l’ipotesi della tassa sui tabacchi

La necessità di un intervento pubblico così massiccio è legata ai pesanti contraccolpi psicologici e commerciali derivanti dal collasso delle trattative di pace e dalla conseguente escalation militare nella guerra in Iran. L’instabilità dello stretto di Hormuz, snodo nevralgico per il transito globale delle petroliere e delle navi gasiere, ha riportato il greggio di tipo Brent a toccare i 100 dollari al barile prima di assestarsi a quota 96, spingendo al contempo l’indice Wti verso i 90 dollari. Per sostenere un calmiere che richiede una copertura finanziaria stimata in circa 100 milioni di euro a settimana, i tecnici ministeriali stanno raschiando i residui dei passati incassi fiscali: ai margini di giugno si sommeranno i maggiori introiti Iva di luglio, valutati in 130 milioni. Poiché tali somme risultano insufficienti a coprire l’intera manovra di agosto, la Ragioneria Generale dello Stato valuta una copertura alternativa d’emergenza, basata su un ritocco alle accise sui tabacchi che comporterebbe l’aumento di un euro per ogni pacchetto di sigarette, andando a intaccare un comparto che già garantisce allo Stato oltre 11 miliardi di gettito annuo.

La dialettica politica: misure per l’autotrasporto e la mozione delle opposizioni

Il dibattito sulla tassazione energetica accende la dialettica tra le forze parlamentari, dividendo sia la maggioranza sia i partiti della minoranza sui criteri di ripartizione degli aiuti. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha aperto alla possibilità di varare misure settoriali mirate sulla scorta dei crediti d’imposta già concessi al comparto dell’autotrasporto, ipotizzando un parallelo incremento della dotazione finanziaria per la social card a sostegno dei nuclei bisognosi, linea sostenuta anche da Luca Squeri di Forza Italia. Sul fronte opposto, i capigruppo della minoranza al Senato — Francesco Boccia per il Partito Democratico, Luca Pirondini del Movimento 5 Stelle, Peppe De Cristofaro di Alleanza Verdi e Sinistra e Raffaella Paita di Italia Viva — hanno depositato una risoluzione congiunta. La mozione mira a impegnare il governo ad abbandonare i tagli fiscali generalizzati per introdurre bonus d’urgenza tarati sul reddito Isee, vincolando i benefici derivanti dalle accise mobili esclusivamente alle categorie produttive più esposte alla crisi, quali la pesca, il trasporto pubblico locale, l’agricoltura e le fasce sociali a bassa capacità di spesa.

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Economia

Il “Caro Ferragosto” svuota le tasche degli italiani: ristoranti e spiagge a prezzi folli. Ecco quanto ci costa la gita fuori porta nel 2026

Il pranzo di Ferragosto? È diventato un lusso per ricchi! 💸 🍽️ In questa estate 2026 l’inflazione e le speculazioni non danno tregua alle famiglie italiane. Tra ristoranti con menu a prezzi stellari, lettini e ombrelloni a peso d’oro e benzina alle stelle, la classica “gita fuori porta” del 15 agosto svuota letteralmente i portafogli. Moltissimi stanno rinunciando al ristorante per tornare al caro e vecchio pranzo al sacco portato da casa. È giusto speculare così tanto in questo giorno di festa? Quanto vi hanno chiesto per un ombrellone o per un pranzo? Diteci la vostra e leggete l’inchiesta nel nostro articolo! 👇 🏖️

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Bagnanti al mare

Roma– C’era una volta il Ferragosto nazionalpopolare, quello delle grandi tavolate in famiglia, delle grigliate improvvisate con gli amici e della gita fuori porta che non pesava sul bilancio mensile. Oggi, in questa torrida estate del 2026, la festa più amata dagli italiani si è trasformata in un vero e proprio lusso per pochi. L’ombra cupa dell’inflazione, speculazioni spietate e rincari generalizzati stanno infatti presentando un conto salatissimo alle famiglie italiane. Il “Caro Ferragosto” non è più uno spauracchio agitato dalle associazioni dei consumatori, ma una dura, durissima e amara realtà con cui fare i conti prima di mettere il naso fuori casa.

Pranzo al ristorante? Un salasso per le famiglie

La batosta più dolorosa arriva senza dubbio dal settore della ristorazione. I menu fissi proposti per il pranzo del 15 agosto nei ristoranti, negli agriturismi e nelle trattorie delle principali località turistiche (sia costiere che montane) hanno subito rincari stellari. I dati parlano chiaro: per un classico pranzo di Ferragosto a base di pesce, una famiglia di quattro persone si ritrova a spendere in media il 18% in più rispetto allo scorso anno, con picchi vertiginosi nelle località più blasonate di Sardegna, Puglia e Toscana. Molti ristoratori giustificano gli aumenti aggrappandosi all’incremento dei costi delle materie prime e dell’energia, ma per il consumatore finale il risultato non cambia: sedersi a tavola il 15 di agosto è diventato un salasso che costringe molti a fare dolorose rinunce.

Il business dei lidi: ombrelloni d’oro e spiagge inaccessibili

Non va certamente meglio per chi decide di trascorrere la giornata in riva al mare. Affittare un ombrellone e due lettini per la singola giornata di Ferragosto è un’impresa titanica per il portafogli. Nelle spiagge attrezzate, i prezzi giornalieri per la prima fila hanno toccato vette surreali, sfondando in alcuni stabilimenti la soglia psicologica dei 100 euro. A questo si aggiungono i rincari, spesso ingiustificati, sui servizi accessori: un gelato, una bottiglietta d’acqua gelata o un trancio di pizza consumati al bar del lido arrivano a costare quanto una vera e propria cena in un fast food. Una dinamica che sta spingendo sempre più italiani a riscoprire (volenti o nolenti) il fascino spartano ma economico delle spiagge libere, ormai prese d’assalto fin dalle prime luci dell’alba.

Benzina e pedaggi: la tassa occulta sui vacanzieri

A completare questo quadro a tinte fosche ci pensa il settore dei trasporti. Muoversi in auto verso le mete di villeggiatura significa fare i conti con i prezzi dei carburanti, che tradizionalmente subiscono la classica, insopportabile impennata proprio nei giorni a cavallo di Ferragosto. Il pieno all’autogrill è diventato una tassa occulta che pesa inesorabilmente sul budget della gita.

Il risultato di questa tempesta perfetta sui prezzi è un impoverimento delle tradizioni. Moltissime famiglie della classe media stanno rivedendo al ribasso i propri piani: addio al ristorante sul mare, bentornato al pranzo al sacco preparato in casa; addio al lido alla moda, si opta per la coperta stesa sull’erba in pineta. È la rivincita della resilienza e dell’arte dell’arrangiarsi, certo. Ma resta l’amaro in bocca nel constatare come una festa che dovrebbe unire l’Italia sotto il segno del riposo e della spensieratezza, si stia trasformando, anno dopo anno, in un lusso insostenibile per la maggioranza dei cittadini.

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Economia

Più soldi in tasca per le famiglie: via libera al Bonus Mamme 100% e ai fondi INPS per le lingue straniere. Le istruzioni

Più soldi in tasca per chi non si arrende mai! 💰 L’INPS sblocca i nuovi bonus di agosto: contributi azzerati al 100% per chi assume le mamme e agevolazioni per dare un contratto stabile ai giovani under 35. E per gli studenti? Arriva l’innovativo Bonus Lingue Straniere (fino a 800 euro a fondo perduto). Scopri come richiedere gli aiuti e difendere la tua famiglia dal caro vita. 🇮🇹 👶 📚

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Bonus Mamma

Economia e Famiglia – C’è una sacrosanta, dura verità silenziosa che si nasconde quotidianamente dietro le cartoline patinate delle vacanze estive italiane: l’ansia sorda per i conti correnti che non tornano mai. Mentre le spiagge si riempiono, le famiglie fanno veri e propri salti mortali per far quadrare il fragile bilancio domestico, schiacciate dal peso dell’inflazione persistente, dal caro vita e dallo spauracchio dell’imminente e costosissimo rientro scolastico di settembre. Essere genitori oggi, nel nostro Paese, è diventato un atto di coraggio immenso, quasi una missione eroica. Ma per fortuna, ogni tanto, le fredde e burocratiche macchine dello Stato si accendono per dare una mano concreta a chi stringe i denti ogni giorno. Proprio in queste ore, l’INPS ha reso ufficialmente operative delle misure straordinarie che rappresentano una vera e propria boccata d’ossigeno per l’economia delle famiglie: incentivi fortissimi per le assunzioni e fondi a fondo perduto per l’istruzione dei ragazzi. Non si tratta assolutamente di elemosina di Stato, ma di un investimento vitale sul tessuto sociale del Paese. Ecco tutto quello che c’è da sapere per non lasciarsi sfuggire nemmeno un centesimo di questi nuovi bonus.

Il Bonus Mamme: un sacrosanto atto di giustizia per le donne che non si arrendono

Tra le novità più potenti, giuste e attese spicca senza alcun dubbio l’operatività del nuovo Bonus Assunzioni dedicato esclusivamente alle donne. La nostra società impone spesso alle madri una scelta profondamente crudele: o la carriera o la famiglia. Chi ha più figli, troppo spesso, viene spietatamente e ingiustamente tagliata fuori dal mercato del lavoro, vista con sospetto dai datori come un fantomatico “problema gestionale”. Ora, finalmente, le regole del gioco cambiano radicalmente. L’INPS ha ufficializzato le istruzioni operative per l’esonero contributivo al 100% a favore delle aziende private che decideranno di assumere mamme lavoratrici con almeno tre figli minori a carico (e prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi). Lo Stato, di fatto, si fa totale carico dei gravosi contributi previdenziali, rendendo l’assunzione di queste donne non solo eticamente corretta, ma anche enormemente vantaggiosa per le casse delle imprese. Il beneficio dura fino a 24 mesi per le assunzioni a tempo indeterminato (la tanto sognata stabilità economica) e fino a 18 mesi per i contratti a termine. È un provvedimento vitale che restituisce profonda dignità alle madri, permettendo loro di tornare a sentirsi protagoniste e indipendenti.

L’incentivo giovani under 35: la mossa giusta per fermare l’emorragia dei cervelli in fuga

Ma le buone notizie non si fermano certo alle coraggiose madri di famiglia. Il Governo ha deciso di spingere forte sull’acceleratore anche per trattenere in Italia i nostri amati ragazzi. Che senso logico ha far studiare i nostri giovani, vederli faticosamente laureare con il massimo dei voti facendo immensi sacrifici economici, e poi costringerli a emigrare tristi all’estero per trovare un contratto che non sia il solito, umiliante stage gratuito o malpagato? Il nuovo pacchetto INPS include massicci incentivi economici per tutti i datori di lavoro che assumono, a tempo indeterminato, giovani sotto i 35 anni. L’obiettivo politico è chiaro e sacrosanto: trasformare i contratti a tempo determinato (e la perenne precarietà che distrugge i sogni di intere generazioni) in rapporti stabili e duraturi. Dare a un giovane un solido contratto a tempo indeterminato significa permettergli concretamente di chiedere un mutuo in banca, di comprare una prima casa, di farsi coraggio e formare una famiglia. Significa dargli, finalmente, un futuro nella sua Nazione.

Il favoloso Bonus Lingue Straniere da 800 euro: investire sul talento vero dei nostri figli

Se il mondo del lavoro è la destinazione finale, la scuola è senza dubbio il viaggio preparatorio. E l’INPS ha pensato in grande anche agli studenti, varando una misura straordinariamente innovativa, utile e inclusiva: il Bonus Lingue 2026. La fluente conoscenza delle lingue straniere (inglese in primis), oggi, fa l’assoluta differenza tra chi trova subito un buon lavoro ben retribuito e chi purtroppo resta dolorosamente indietro. Ma mandare i figli a fare preziosi corsi privati di inglese, o costosi stage linguistici all’estero, costa spesso una fortuna inarrivabile, e non tutte le famiglie italiane possono purtroppo permetterselo. Questo bonus intelligente, che prevede erogazioni cash a fondo perduto fino a ben 800 euro, serve proprio a livellare le disuguaglianze sociali del Paese. Sarà destinato direttamente agli studenti di vari ordini scolastici per rimborsare le spese effettivamente sostenute per l’apprendimento certificato delle lingue estere. Un aiuto preziosissimo che permetterà, finalmente, anche ai ragazzi più meritevoli ma provenienti da contesti economici meno agiati, di competere ad armi pari nel difficile mercato globale del lavoro.

I grandi classici che non muoiono: Assegno Unico e Asilo Nido sempre operativi ad agosto

Accanto a queste favolose e ghiotte novità estive, è bene però ricordare che la rassicurante rete di protezione statale mantiene saldi i suoi pilastri storici, che restano pienamente attivi e liberamente richiedibili anche nel caldo mese di agosto. Il collaudato Assegno Unico e Universale continua a essere erogato regolarmente, rappresentando la solida base sicura su cui milioni di famiglie poggiano l’organizzazione delle proprie spese quotidiane. Allo stesso modo, restano aperti i rubinetti finanziari del Bonus Asilo Nido (misura fondamentale per permettere a entrambi i genitori di tornare a lavorare senza svenarsi letteralmente con le salatissime rette degli asili privati) e del sempre più richiesto Bonus Psicologo, una splendida misura di civiltà che riconosce finalmente l’assoluta importanza della salute mentale, mettendola giustamente sullo stesso piano prioritario di quella fisica.

Niente più scuse, è tempo di agire in fretta: come richiedere i fondi prima che sia tardi

Le risorse economiche ci sono, le regole burocratiche sono state scritte e gli incentivi sono ufficialmente partiti e disponibili. Adesso, però, la palla infuocata passa direttamente e inesorabilmente ai cittadini. Lamentarsi sterilmente della crisi al bar, senza cogliere al volo le rare opportunità che lo Stato mette a disposizione, è un lusso pigro che non possiamo proprio più permetterci. Per accedere ai fondi dei bandi, verificare puntualmente i propri requisiti specifici ISEE o presentare formalmente le domande, l’unica strada sicura e ufficiale è consultare approfonditamente il portale web dell’INPS (www.inps.it), accedendo comodamente da casa con le proprie credenziali SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS. Informatevi bene, prendete tempo per voi stessi, chiedete aiuto ai patronati locali CAF o al vostro commercialista di fiducia, e rivendicate con orgoglio ciò che vi spetta di diritto. Perché una famiglia più serena dal punto di vista economico è il vero, instancabile motore che fa girare e prosperare l’intera nazione.

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Economia

Svolta verde nell’alta finanza: Terna incassa 2,2 miliardi di euro. Quando l’ambiente detta le regole dell’economia

Quando la finanza incontra l’ecologia, l’Italia intera ci guadagna! 🌍 Terna incassa una linea di credito record da oltre 2,2 miliardi di euro dai grandi istituti (Intesa, Unicredit, CDP). La vera rivoluzione? È tutto legato a severi obiettivi ambientali: chi inquina paga penali, chi rispetta il pianeta ha lo sconto. Ecco come cambierà la nostra rete elettrica verso l’energia pulita. ⚡️🌱 🏦

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Terna

Redazione – Siamo ormai tragicamente abituati a immaginare il freddo mondo dell’alta finanza come un ambiente cinico, calcolatore e sideralmente distante dalla nostra vita quotidiana e dai nostri problemi reali. Un universo virtuale fatto esclusivamente di grafici impazziti, tassi di interesse variabili e spietate speculazioni di borsa. Eppure, proprio da questi inaccessibili palazzi di vetro, sta fortunatamente partendo una delle rivoluzioni più silenziose, etiche e potenti del nostro secolo. Una rivoluzione che non parla più solo l’arida lingua del denaro, ma quella, ben più urgente e vitale, della tutela del nostro fragile pianeta. Nelle ultime ore, Terna S.p.A., il colosso italiano che gestisce la strategica e complessa rete di trasmissione dell’energia elettrica nazionale, ha messo a segno un colpo da maestro che segna un punto di svolta. L’azienda ha infatti sottoscritto una imponente linea di credito da ben 2,255 miliardi di euro. Fin qui, per i profani, sembrerebbe la solita, asettica notizia da bollettino economico serale. Ma il cuore pulsante della questione è un altro: questo fiume di denaro fresco è strettamente, indissolubilmente legato al rigoroso rispetto dell’ambiente e dei diritti sociali.

Molto più di un semplice prestito bancario: la rivoluzione etica del credito “Revolving”

L’operazione appena annunciata con orgoglio da Terna riguarda la complessa firma di una cosiddetta ESG-linked Revolving Credit Facility. Per i non addetti ai difficili lavori finanziari, si tratta di una “Linea di Credito Rotativa”, ovvero uno strumento bancario estremamente flessibile che permette alla grande azienda di prelevare e restituire ingenti fondi in base alle proprie reali e mutevoli necessità operative. La novità sostanziale ed epocale rispetto al passato è che Terna ha coraggiosamente concordato con gli istituti di credito di estendere la durata di questo vitale paracadute finanziario a ben 5 anni, modificando e rendendo ancora più stringenti e severi i propri obiettivi in ambito ESG (Environmental, Social, and Governance). In parole povere, i soldi a disposizione ci sono, ma per poterli usare alle migliori e più vantaggiose condizioni, l’azienda dovrà dimostrare costantemente, carte alla mano, di comportarsi in modo ineccepibile dal punto di vista dell’impatto ambientale, della responsabilità sociale verso i territori e dell’assoluta trasparenza aziendale.

Premio o penalità economica: se non rispetti l’ambiente, la finanza ti presenta il conto

L’aspetto più affascinante e pedagogico di questo storico accordo, quello che ci fa davvero capire come il mondo stia finalmente cambiando rotta e direzione, è l’innovativo meccanismo contrattuale ideato dai tecnici. La Linea di Credito Rotativa prevede infatti l’introduzione di un severo, quasi spietato, sistema di “premio/penalità”. Se Terna raggiungerà puntualmente o, ancora meglio, supererà i difficili target ecologici e sociali prefissati, beneficerà di un meritato sconto sui tassi di interesse e sulle salate commissioni bancarie (le cosiddette commitment fee). Se, al contrario, la società dovesse fallire nel suo sacro impegno verso l’ambiente, subirà un’immediata penalizzazione economica, finendo per pagare molto di più il denaro preso in prestito. È un provvidenziale cambio di paradigma: la sostenibilità ambientale non è finalmente più un bello e ipocrita slogan da stampare sulle brochure pubblicitarie o sui siti web aziendali, ma diventa il vero ago della bilancia che fa guadagnare o perdere svariati milioni di euro. L’etica diventa, una volta per tutte, una leva strategica irrinunciabile.

I giganti internazionali del credito si mobilitano per la transizione ecologica dell’Italia

Per muovere e garantire una somma gigantesca come 2,255 miliardi di euro in un colpo solo, è stata necessaria l’incredibile mobilitazione di un vero e proprio “Dream Team” del credito internazionale. Il pool che ha partecipato attivamente a questa storica operazione è composto dagli stessi potenti colossi bancari che avevano già convintamente sostenuto la precedente linea di finanziamento. Tra questi spiccano grandi, rassicuranti nomi italiani e stranieri: troviamo in prima linea Intesa Sanpaolo (che ha sapientemente guidato le complesse danze nel ruolo operativo di banca agente), Unicredit (che ha svolto l’importantissimo, e oggi attualissimo, ruolo di Sustainability Coordinator per verificare i parametri etici), Cassa Depositi e Prestiti (CDP), BNP Paribas, Banco Santander, SMBC, CaixaBank e Crédit Agricole Corporate and Investment Bank. Vedere questi insindacabili colossi finanziari seduti allo stesso tavolo, non solo per calcolare gli spread, ma per imporre di fatto rigidi paletti ecologici, ci dimostra con i fatti quanto l’economia verde sia ormai il presente assoluto, e non più solo l’utopia sognatrice degli ambientalisti per un futuro lontano.

Perché questa maxi-operazione economica riguarda molto da vicino il futuro di tutti noi

Letti con ammirazione questi numeri stellari e incomprensibili, la domanda lecita che sorge spontanea nella testa di ogni normale cittadino è: “Cosa cambia realmente per me nella vita di tutti i giorni?”. Cambia tutto, senza esagerazioni. Terna rappresenta infatti il vitale sistema nervoso centrale del nostro Paese. È l’azienda fondamentale che fa viaggiare l’energia elettrica in alta tensione dalle centrali di produzione fino alle cabine vicino ai nostri contatori, illuminando a giorno le nostre case, riscaldando le scuole dei nostri figli e facendo girare i complessi macchinari delle fabbriche. Per abbandonare per sempre l’utilizzo dei vecchi, inquinanti e letali combustibili fossili (come il carbone e il gas importato) e passare finalmente in massa alle fonti rinnovabili (il sole e il vento), l’Italia ha un disperato, urgente bisogno di una rete elettrica che sia moderna, super intelligente e capillare, capace di gestire al millimetro questi nuovi e fluttuanti flussi di energia “pulita”. Mantenere un così massiccio e rassicurante livello di liquidità finanziaria in cassa, permette a Terna di progettare e investire miliardi nella modernizzazione dei cavi, dei tralicci e delle infrastrutture sottomarine senza farsi mai trovare impreparata, garantendo la totale sicurezza e l’indipendenza energetica della nostra nazione.

Un patto solenne con le nuove generazioni: la sostenibilità per creare valore reale nel tempo

Come sottolineano gli stessi orgogliosi vertici aziendali nelle note diramate, questa brillante operazione consolida ulteriormente la rocciosa struttura finanziaria del Gruppo e ne conferma appieno il rating di altissimo e prestigioso livello sui complessi mercati internazionali. Ma soprattutto, ribadisce un concetto filosofico che non dobbiamo mai dimenticare quando parliamo di Pil: il forte, incrollabile e quotidiano impegno della Società verso un modello d’impresa moderno, in cui l’attenzione spasmodica alla sostenibilità è ormai l’unica e sola via per creare vero valore. Si tratta ovviamente di un valore per i grandi azionisti, certo, ma soprattutto di un tangibile valore sociale per tutti noi stakeholder, normali cittadini di un Paese meraviglioso che lotta ogni giorno per un’aria più pulita, per fiumi meno inquinati e per un domani senza ansie climatiche. Quando l’alta finanza decide di stringere in modo sincero la mano all’ecologia e al rispetto dell’ambiente, l’intero Paese fa un enorme, rassicurante e speranzoso passo in avanti verso un domani infinitamente più luminoso.

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