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Piana del Cavaliere

Il profumo inebriante dell’Accoglienza e della Fede! Rocca di Botte sforna l’antico “Pane dei Compari” nella casa di San Pietro Eremita

IL PROFUMO DELL’ACCOGLIENZA E IL VALORE DELLE TRADIZIONI DEI NOSTRI NONNI! 🍞 ✝️ A Rocca di Botte le instancabili “Fornarine” del paese sfornano (nella Casa di San Pietro Eremita) centinaia di Pagnotte e Ciambelline per i “Compari” di Trevi nel Lazio! Ci sono tradizioni antiche, povere e semplicissime, che valgono 100 volte di più di tante parole! In questi giorni meravigliosi, i vicoli di Rocca di Botte (in Provincia dell’Aquila) sono inondati dal profumo inebriante, magico e inconfondibile della farina e del Pane caldo appena Sfornato! Si rinnova infatti lo Storico Patto di “Fraternità e Accoglienza” con i tantissimi cittadini e fedeli in arrivo dalla vicinissima Trevi nel Lazio, uniti sotto l’egida sacra di San Pietro Eremita! Per sfamare e accogliere a braccia aperte i “Compari” in visita, un formidabile ed eroico gruppo di donne (Le mitiche Fornarine: Rita, Teresa, Maria Rita, Antonella e Sonia!) si è chiuso nella casa natale del Santo, impastando e infornando a mano, tra sudore e fatica, la bellezza di 230 Pagnottelle e oltre 560 Ciambelline! Questo è molto più di un semplice impasto di Acqua e Farina: è il simbolo Sacro e supremo della Fratellanza, del Cuore immenso della nostra Comunità e dell’Amore per le Tradizioni! Senza i sacrifici e le braccia forti di queste “Mamme” che tramandano i segreti degli impasti antichi, la nostra Storia finirebbe nel dimenticatoio! E per ringraziarle della loro fatica, il poeta Nando Petrucci gli ha dedicato una meravigliosa e commovente Poesia letta pubblicamente! Leggi i numeri pazzeschi di questa festa e la bellissima e poetica Storia di Fratellanza nel nostro pezzo dedicato alle “Tradizioni” di una volta! 👇 📖 Anche a voi si stringe un po’ il cuore per la Nostalgia, pensando e ricordando l’odore del vecchio “Pane Caldo” fatto in casa dalle vostre Nonne la Domenica mattina? Siete d’accordo sul fatto che tradizioni paesane e sacre come queste debbano essere Difese, Tramandate e insegnate a tutti i costi ai nostri ragazzi, per insegnargli che per “Essere Felici e Fratelli” bastano semplicemente le cose Povere, genuine e Umane fatte a mano? Diteci la vostra sviscerando i ricordi delle vostre adorate Nonne nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura e OVUNQUE questo bellissimo articolo per Ringraziare Pubblicamente queste instancabili Lavoratrici e Mantenere Viva la nostra Storia e i nostri Borghi!

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Nando Petrucci legge una poesia da lui composta e dedicata nostre fornarine

Rocca di Botte  – Ci sono tradizioni antiche, meravigliose e silenziose, fatte di gesti apparentemente umilissimi e semplicissimi, che valgono infinitamente di più di interi libri di storia. Gesti capaci di raccontare, senza bisogno di usare grandi parole, la sconfinata generosità, la fede incrollabile e l’identità fiera di un’intera comunità. Nel bellissimo e suggestivo borgo di Rocca di Botte, proprio in questi giorni di festa e di raccoglimento, il profumo inebriante e inconfondibile della farina impastata e del pane caldo appena sfornato è tornato a invadere i vicoli del paese. Un profumo che sa di casa, di famiglia e di fraternità. In occasione del tradizionale e storico incontro con la vicina comunità di Trevi nel Lazio, si è infatti rinnovata per l’ennesima volta un’usanza particolarmente cara, sacra e intoccabile per i cuori di tutti i Roccatani: la paziente preparazione del famosissimo “Pane dell’Accoglienza”, destinato a sfamare e accogliere a braccia aperte i “Compari” in visita.

Il Forno Sacro e le instancabili Mani delle “Fornarine”

Ma questo non è un pane qualsiasi, acquistato distrattamente al supermercato. È un impasto sacro, preparato con cura maniacale e cotto direttamente all’interno delle storiche mura della Casa natale di San Pietro Eremita, un luogo profondamente legato e venerato dalla storia e dalla grandissima devozione spirituale della comunità.
La grandezza di questa tradizione si misura anche attraverso i numeri impressionanti di quest’anno: sono state preparate, impastate, infornate e sfornate a mano la bellezza di ben 230 pagnottelle calde e 563 dolcissime ciambelline. Numeri giganteschi, che raccontano meglio di mille discorsi l’impegno massacrante, la passione ardente e la partecipazione emotiva con cui questo antichissimo gesto continua orgogliosamente a vivere. Tutto questo miracolo laico e religioso non sarebbe assolutamente possibile senza le vere, indiscusse protagoniste di questa festa. Un ringraziamento gigantesco e speciale va infatti alle instancabili “Fornarine” del paese: Rita Ferrari, Teresa Di Paolo, Maria Rita Bonanni, Antonella Ferrari e Sonia Tarquini. Donne formidabili, che con il loro sudore, il loro lavoro massacrante vicino ai forni ardenti e la loro commovente dedizione, continuano a custodire gelosamente i segreti degli impasti e a tramandare alle nuove generazioni questa preziosissima tradizione.

Il sacro patto d’Amicizia con Trevi nel Lazio

Non stiamo parlando soltanto di acqua, farina e lievito. Questo pane sfornato caldo rappresenta un gesto sublime di accoglienza, di altissima condivisione umana e di strettissima fraternità. È il simbolo materiale e tangibile del legame indissolubile che unisce le popolazioni di Rocca di Botte e di Trevi nel Lazio, stretti in un unico grande abbraccio nel Sacro e veneratissimo nome di San Pietro Eremita. La sapienza di queste donne (immortalata nel commovente racconto in video fatto da Teresa, realizzato col prezioso contributo di Francesca Marzolini e Daniela Musci) è la linfa vitale che mantiene intatta la memoria collettiva. Perché custodire e difendere con i denti le nostre povere ma bellissime tradizioni, significa sostanzialmente continuare a urlare al mondo intero chi siamo da dove veniamo.

Una poesia per le mamme del Pane

E a coronamento di questa meravigliosa favola paesana, è giunto un tributo artistico di rara sensibilità. Per onorare la fatica di queste donne, sono state spese parole altissime che raccontano di tradizione, di memoria e di senso di appartenenza viscerale. Nando Petrucci ha infatti composto e letto pubblicamente una struggente Poesia scritta di suo pugno e dedicata interamente ed esclusivamente alle Fornarine Roccatane, vere e uniche custodi di un gesto arcaico e bellissimo che continua testardamente a vivere e a unire una intera comunità.
Un piccolo, ma gigantesco ed emozionante omaggio a chi, sporcandosi di farina con le proprie mani callose e sapienti, continua a tramandare la parte più preziosa, dolce e profumata della lunghissima storia di Rocca di Botte.

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L’abbraccio che ferma il tempo: i Sindaci di Rocca di Botte e Trevi rinnovano il secolare e sacro “Comparatico” nel nome di San Pietro Eremita

“L’ABBRACCIO TRA I DUE SINDACI CHE FERMA IL TEMPO!”. Il meraviglioso Incontro dell’Ottava tra Rocca di Botte e Trevi nel Lazio: si rinnova il Sacro e millenario “Comparatico” nel Nome di San Pietro Eremita! 🙏 🏔️ 🫂 In un mondo moderno che è ormai sempre più dominato dalla cattiveria, dall’Egoismo, dalla fretta e dai finti rapporti sui social network… ci sono MIRACOLI e TRADIZIONI millenarie della nostra terra che hanno ancora il Magico e Incalcolabile potere di riscaldarci l’Anima! E uno dei momenti più Commoventi, Sacri e profondi di tutto il nostro Appennino si è ripetuto pochissime ore fa, in occasione della famosissima “Mattina dell’Ottava”. Il bellissimo e suggestivo borgo di ROCCA DI BOTTE (in provincia dell’Aquila) ha aspettato e accolto con i canti, le feste e l’Amore a braccia aperte i pellegrini e i cittadini giunti dalla vicina TREVI NEL LAZIO (in provincia di Frosinone). Non è stata una semplice gita turistica, ma il Ritorno a casa di “Fratelli”! Il culmine dell’Emozione si è raggiunto quando, in mezzo alla folla festante, i due Sindaci (Elvino Marzolini per Rocca di Botte e Francesco Graziani per Trevi nel Lazio) si sono ritrovati Faccia a Faccia. Non si sono limitati a una fredda stretta di mano politica… Si sono stretti in un ABBRACCIO Viscerale e Fortissimo! In quel gesto bellissimo, i due Primi Cittadini hanno suggellato e Rinnovato Ufficialmente l’antichissimo rito del “Comparatico”: un patto inviolabile di parentela Spirituale e di Amicizia Eterna che lega indissolubilmente i due Popoli da Innumerevoli generazioni! A fare da collante a questo meraviglioso Patto di Fratellanza, c’è la Fede incrollabile nel Santo Patrono SAN PIETRO EREMITA, che da secoli veglia e protegge i due paesi rendendoli una “Sola Grande Famiglia”! Leggi tutta l’emozionante e bellissima spiegazione storica di questo Sacro Incontro nel nostro Meraviglioso Articolo “Cuore e Anima”! 👇 📖 Anche a voi si riempie il Cuore di Speranza e di Gioia nel vedere intere comunità paesane accogliersi come Fratelli abbattendo ogni confine e campanilismo per Festeggiare insieme le Sante Tradizioni lasciateci in Eredità dai nostri Nonni? Siete d’accordo sul fatto che l’abbraccio tra questi due Sindaci, nel nome del Santo, sia un Messaggio di Pace formidabile in un’epoca di Guerre e di Odio? Diteci la vostra sviscerando a fondo tutti i vostri pensieri e la vostra Fede nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura e OVUNQUE questo bellissimo articolo per difendere con orgoglio il “Comparatico” di San Pietro Eremita!

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i Sindaci di Rocca di Botte e Trevi rinnovano il secolare e sacro "Comparatico" nel nome di San Pietro Eremita

Rocca di Botte – In un’epoca moderna dominata dalla fretta digitale, dai rapporti superficiali, dalle amicizie “usa e getta” sui social network e da un asettico distacco istituzionale, assistere al miracolo di una tradizione millenaria che si ripete intatta, anno dopo anno, ha il sapore dolcissimo di una vera e propria magia. Ci sono riti, antichi come la roccia delle nostre amate montagne, che possiedono il potere unico e incalcolabile di fermare letteralmente le lancette dell’orologio, riportandoci alle radici più profonde, umili e sacre del nostro essere comunità. E uno di questi momenti, tra i più commoventi e suggestivi dell’intero panorama appenninico, si è consumato nella mattinata dell’Ottava, quando il cuore del meraviglioso borgo marsicano di Rocca di Botte ha palpitato all’unisono per accogliere, come fratelli attesi da tempo immemore, i pellegrini e i cittadini giunti dalla vicina Trevi nel Lazio.

L’attesa e l’arrivo: un rito che unisce due Popoli

La mattina dell’Ottava non è mai una mattina come le altre. Fin dalle primissime luci dell’alba, nell’aria frizzante di Rocca di Botte si respira un’energia palpabile, un misto di solennità religiosa e di trepidante eccitazione popolare. Tutti sono per le strade, tutti aspettano. L’arrivo della fiorente e devota comunità trebana non è vissuto come una semplice e fredda “visita turistica” o istituzionale, ma come il ritorno a casa di un parente caro dopo un lungo viaggio.
Quando finalmente le due folle si incrociano, il silenzio rispettoso dell’attesa viene rotto dai canti, dai sorrisi, dagli applausi e dalla gioia irrefrenabile di chi riconosce nei volti altrui la propria stessa e immensa Fede. È il trionfo assoluto della fratellanza paesana, un capolavoro di umanità e di accoglienza che riscalda il cuore e che rappresenta l’anima più vera e indistruttibile della nostra Italia di provincia.

Marzolini e Graziani: molto più di una stretta di mano

Ma il culmine visivo ed emotivo di questa straordinaria giornata di festa si materializza quando, facendosi largo tra la folla commossa, si ritrovano faccia a faccia i due Primi Cittadini. Da una parte Elvino Marzolini (sindaco di Rocca di Botte) e dall’altra Francesco Graziani (guida della comunità di Trevi nel Lazio).
Il loro non è stato il solito, formale e noiosissimo protocollo politico fatto di strette di mano fredde a favore di macchina fotografica. I due sindaci si sono stretti in un abbraccio vero, forte, viscerale e fraterno. In quel preciso e potentissimo istante, le fasce tricolori che indossavano con orgoglio sui loro petti hanno smesso di rappresentare la fredda burocrazia statale, per trasformarsi nel simbolo caldissimo di due popoli che, unendosi fisicamente in quel gesto d’affetto, si sono giurati ancora una volta fedeltà assoluta, abbattendo qualsiasi confine territoriale.

Il mistero del Comparatico nel nome del Santo Patrono

Ma cosa si nasconde dietro questo incontro così profondamente sentito e radicato? La risposta risiede in un termine antico, sacro e inviolabile, che le nuove generazioni hanno il dovere morale di imparare e custodire gelosamente: il “Comparatico”.
Questo abbraccio tra sindaci, infatti, non è altro che il rinnovo ufficiale e solenne di un patto di sangue e di spirito, un vincolo di amicizia e di “parentela spirituale” (il comparatico, appunto) che lega indissolubilmente, e da innumerevoli generazioni, gli abitanti di Rocca di Botte a quelli di Trevi nel Lazio. E il collante eterno di questo patto, la guida luminosa che ha unito i due paesi, è uno solo: la devozione immensa e incrollabile per il patrono San Pietro Eremita.
È nel Suo Santissimo Nome che i due borghi si riconoscono come figli della stessa storia e della stessa terra. In un mondo che oggi costruisce muri, divide e semina odio, l’abbraccio dell’Ottava tra Marzolini e Graziani è un inno meraviglioso e immortale alla Pace, alla Solidarietà e alla Fede Cristiana. Una lezione di vita gigantesca, tramandata dai nostri avi, che ci insegna come la vera ricchezza di un popolo non si misuri in denaro, ma nella forza eterna e indistruttibile dei suoi legami spirituali.

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Il Giro d’Abruzzo 2026 sfreccia a Carsoli! Strade chiuse, divieti di sosta e orari: la guida completa per ammirare i campioni ed evitare le multe

CARSOLI PROTAGONISTA DELLO SPORT! Arriva il grande “Giro d’Abruzzo 2026” (Roba da ciclisti Élite Internazionali)! Ecco l’Orario del passaggio, tutte le Strade Chiuse, i posteggi alternativi e i Divieti di Sosta per non farsi sequestrare l’Auto dai Carroattrezzi! 🚴 🛑 Amanti dello Sport (e non solo!), preparatevi, perché Giovedì 17 Settembre le strade di Carsoli diventeranno una vera e propria “Vetrina Internazionale” per uno degli eventi Ciclistici più affascinanti e spettacolari dell’anno! La Carovana del “Giro d’Abruzzo” (con la sua massacranti Terza Tappa lunga ben 159 km) taglierà letteralmente in due il nostro paese! Gli Atleti arriveranno a tutta velocità dalla Tiburtina, sfrecceranno tra due ali di folla su Via Roma, attraverseranno Piazza Marconi, via Aquila per poi schizzare verso la Variante diretti ad Avezzano. Il passaggio magico in centro è previsto tra le Ore 11:00 e le 11:45 della mattina! C’è ovviamente un lato “pratico” da ricordare per evitare multe salatissime: per garantire la Sacrosanta Sicurezza di tutti, le Strade verranno totalmente CHIUSE AL TRAFFICO (Nessuno potrà entrare o uscire!) a partire da ben “45 Minuti Prima” dell’arrivo dei campioni. In più ci sarà TOLLERANZA ZERO per i furbetti del parcheggio: lungo tutto il percorso di Via Roma e Piazza Marconi vige il severissimo “Divieto di Sosta con Rimozione Forzata” per allargare la carreggiata ed evitare incidenti mortali in gara! Niente paura però: il Comune ha eccezionalmente “sospeso” l’isola pedonale in Via le Ripi (Via Nova) per consentire ai cittadini e ai lavoratori di parcheggiare l’auto al sicuro senza prendere multe! Leggi tutti i dettagli millimetrici, gli orari e le info sulla Viabilità nel nostro lungo e comodissimo articolo di Servizio Pubblico! 👇 📱 Voi sarete in prima linea sui marciapiedi del paese ad applaudire e fischiare l’arrivo della Famosa “Carovana”? Siete d’accordo con il fatto che, per un paio di orette, si possa fare qualche piccolo “Sacrificio di traffico” per consentire al nostro amato Paese di godere di una risonanza Turistica e Sportiva di questo Livello Internazionale? Ditecelo sviscerando a fondo la vostra passione per le due ruote nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura (E Ovunque!) questo prezioso articolo “Vademecum” sulle vostre bacheche (e nei gruppi Whatsapp) per informa

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Ciclisti

Carsoli  – Lo sport di altissimo livello, quello fatto di fatica, sudore, muscoli d’acciaio e ruote che sfrecciano sull’asfalto, è finalmente pronto ad abbracciare il nostro territorio. Le strade della nostra amatissima città si preparano a fare da palcoscenico a uno degli eventi sportivi più attesi e spettacolari dell’intero anno: il prestigioso Giro d’Abruzzo 2026. Si tratta di una grandissima vetrina turistica e di una competizione ciclistica di respiro fieramente internazionale, riservata unicamente ai grandissimi atleti della categoria Élite. Un’occasione d’oro per mostrare al mondo la bellezza incontrastata della Piana del Cavaliere. Giovedì 17 settembre, infatti, il centro cittadino di Carsoli sarà letteralmente attraversato in grande stile dalla Terza entusiasmante Tappa della competizione: la Oricola – Piana del Cavaliere – San Benedetto dei Marsi. Un percorso massacrante e affascinante lungo 159 chilometri, che si snoderà interamente attraverso i panorami mozzafiato del territorio marsicano. Ma, come per ogni grande evento, la carovana rosa richiederà l’impegno e la massima collaborazione di tutti i residenti, vista la necessaria e imponente rivoluzione della viabilità locale.

Il Percorso cittadino e la Fascia Oraria cruciale

In attesa di ricevere le ultimissime indicazioni definitive e millimetriche (che verranno impartite formalmente lunedì prossimo a seguito di un fondamentale vertice operativo con i vertici della Prefettura), l’Amministrazione Comunale ha diramato un primo avviso per permettere ai cittadini di organizzarsi per tempo.
La finestra temporale “calda” da cerchiare in rosso sul calendario è quella della tarda mattinata: il fulmineo passaggio dell’intera carovana di ciclisti, ammiraglie e scorte nel pieno centro di Carsoli è previsto approssimativamente in un orario compreso tra le ore 11:00 e le 11:45.
Il tracciato che taglierà in due il nostro Comune è stato già ben definito. Gli atleti arriveranno sfrecciando dalla Via Tiburtina Valeria fino al primissimo ingresso del paese; da lì imboccheranno la centralissima Via Roma, attraverseranno la storica Piazza Marconi, per poi proseguire agilmente su Via Aquila e immettersi in uscita sulla SS5 Quater (la Variante Tiburtina Valeria) spingendo sui pedali in direzione Pietrasecca e Avezzano.

Viabilità stravolta: strade chiuse e tolleranza zero sui divieti

Per consentire lo svolgimento regolare di una manifestazione ciclistica di tale portata internazionale, e soprattutto per garantire la totale e assoluta sicurezza sia degli atleti in gara che del pubblico assiepato lungo i marciapiedi, il cuore della città andrà inevitabilmente incontro a una momentanea paralisi del traffico. La regola diramata dalle forze dell’ordine è chiarissima: la circolazione stradale sarà categoricamente sospesa a partire da 45 minuti prima dell’effettivo passaggio dei corridori.
Inoltre, per evitare il restringimento pericoloso della carreggiata, sarà predisposto l’assoluto e inderogabile divieto di sosta con rimozione forzata lungo tutti i margini dell’intero percorso urbano (quindi su Via Roma, Piazza Marconi e Via Aquila). Nessuna scusa sarà tollerata: le auto lasciate in sosta vietata verranno implacabilmente rimosse dai carri attrezzi. Durante la sospensione del traffico, ricordiamo che nessun veicolo privato potrà circolare o immettersi nelle strade coinvolte, fatta ovviamente eccezione per le ambulanze e i mezzi di emergenza, le Forze di Polizia a sirene spiegate e i veicoli tecnici della scorta ufficiale alla gara.

La deroga speciale per i parcheggi in Via le Ripi

L’Amministrazione è perfettamente consapevole dei disagi che questi blocchi potranno creare alla normale routine di chi lavora o si sposta in centro, ma ha già previsto delle utilissime valvole di sfogo. Per sopperire alla totale mancanza temporanea di posteggi lungo il percorso della gara, è stata predisposta una preziosa eccezione: in via del tutto eccezionale e per la sola durata dell’evento, sarà temporaneamente sospesa l’isola pedonale su Via le Ripi (Via Nova). In quest’area, i cittadini potranno parcheggiare liberamente le proprie autovetture senza incorrere in sanzioni.
La raccomandazione finale alla cittadinanza è quella di programmare e anticipare per tempo i propri spostamenti logistici e lavorativi (evitando di muoversi in auto proprio a cavallo delle ore 11:00), di prestare la massima e scrupolosa attenzione alla segnaletica stradale provvisoria e di collaborare sorridendo con le Forze dell’Ordine. Ospitare il grande Ciclismo Internazionale è un grandissimo onore, godiamocelo tifando i campioni lungo le nostre strade!

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Carsoli non dimentica: il Sindaco Marcangeli a Poggio Cinolfo per onorare i Caduti in Guerra. “Il loro immenso sacrificio ci ha donato la Libertà e la Pace”

ONORE AI NOSTRI CADUTI! Il Sindaco di Carsoli Alessandro Marcangeli si reca a Poggio Cinolfo per deporre la Corona d’Alloro in onore dei soldati morti in Guerra: “Hanno donato il loro Sangue per la nostra Libertà! Impariamo il valore della Pace!” 🇮🇹 🕊️ In un’epoca moderna purtroppo “distratta”, in cui l’Egoismo sembra trionfare, ricordare con rispetto ed enorme Gratitudine chi è andato a Morire in Trincea per garantirci la Libertà è un Dovere Sacro e Inviolabile! In questa mattinata carica di Emozione e di Commosso Silenzio, la bellissima e fiera comunità di Poggio Cinolfo (frazione di Carsoli) si è stretta in un abbraccio collettivo durante la Santa Messa e la deposizione della Corona per onorare i Caduti in Guerra, ovvero tutti quei “Nonni e Bisnonni” partiti per il Fronte e mai più tornati a riabbracciare le loro famiglie. A guidare le celebrazioni, testimoniando la vicinanza totale delle Istituzioni alla frazione, c’era il Sindaco Alessandro Marcangeli, che ha speso parole Bellissime e piene d’Anima per l’occasione: “Ho voluto essere presente per testimoniare la mia profonda vicinanza e quella di tutta la nostra Amministrazione! Un momento di fede, raccoglimento e Memoria, per rendere il giusto Omaggio, assieme ai cittadini, a quanti hanno sacrificato in guerra la propria VITA per difendere la nostra amatissima LIBERTÀ!”. Un ricordo struggente, ma anche un monito rivolto a tutto il mondo: “Non dimentichiamo MAI l’importanza sacra della PACE!”. Leggi le bellissime dichiarazioni del Sindaco e la cronaca della commossa mattinata istituzionale e cittadina nel nostro articolo Locale! 👇 📖 Voi avete qualche prezioso e doloroso ricordo, tramandato dai vostri nonni, di storie legate alla Guerra e alle difficoltà di quei tempi durissimi e poveri? Siete d’accordo sul fatto che la Memoria e i nomi dei Nostri Eroi morti sul fronte debbano essere onorati sempre e strenuamente tramandati ai nostri giovani figli, per fargli capire quanto sia terribile la Guerra? Diteci la vostra sviscerando a fondo le vostre commosse tradizioni di paese nei commenti (Oggi esigiamo il massimo rispetto), e CONDIVIDETE a dismisura e OVUNQUE questo articolo sulle vostre bacheche per rendere il doveroso e Sacro Onore ai Caduti per la Patria!

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Deposizione corona ai caduti di tutte le guerre a Poggio Cinolfo

Carsoli – Ci sono giorni e ricorrenze in cui il frenetico scorrere del tempo presente deve necessariamente fermarsi, inchinandosi con profondo e doveroso rispetto davanti alla sacralità della Memoria. In un’epoca moderna troppo spesso distratta, in cui si dà per scontato il dono inestimabile della democrazia in cui viviamo, ricordare chi ha donato il proprio sangue e la propria giovinezza per il nostro Paese diventa non solo un atto istituzionale, ma un vero e proprio dovere morale. Con questo nobile spirito, nella suggestiva e tranquilla mattinata di oggi, la fiera comunità della frazione di Poggio Cinolfo si è stretta in un abbraccio collettivo per onorare il ricordo incancellabile dei propri Eroi. A guidare le celebrazioni, testimoniando la gratitudine di tutto il territorio, è stato il primo cittadino di Carsoli, il Sindaco Alessandro Marcangeli.

Fede, Raccoglimento e Tradizione a Poggio Cinolfo

La commemorazione si è aperta con la solenne celebrazione della Santa Messa, un momento di altissima spiritualità e di preghiera silenziosa che ha riempito i cuori dei tantissimi cittadini presenti. «Questa mattina ho partecipato, nella frazione di Poggio Cinolfo, alla messa e alla successiva deposizione della corona d’alloro in memoria dei Caduti in guerra», ha dichiarato con profonda commozione il Sindaco Marcangeli.
La cerimonia non è stata un semplice rituale vuoto, ma ha toccato le corde più intime dei partecipanti. «È stato un momento davvero molto sentito, un trionfo di fede, di commosso raccoglimento e di memoria storica, profondamente e indissolubilmente radicato nella storia millenaria e nelle bellissime tradizioni della comunità locale di Poggio Cinolfo». Nei piccoli e meravigliosi borghi del nostro entroterra, infatti, il ricordo delle Guerre Mondiali è ancora dolorosamente vivo: non c’è famiglia che non abbia pianto un figlio, un nonno o un fratello partito per il fronte e mai più tornato a casa.

La Corona d’Alloro e il Sacrificio per la nostra Libertà

Il momento culminante, più alto e toccante della mattinata è stata la deposizione della tradizionale corona d’alloro davanti al monumento che custodisce i nomi scolpiti dei soldati caduti. Nel silenzio generale, il Sindaco Marcangeli ha voluto far sentire forte e chiara la presenza attiva delle istituzioni al fianco della popolazione.
«Ho voluto fortemente essere presente di persona – ha sottolineato il primo cittadino – per testimoniare la mia più totale vicinanza, unita a quella di tutta l’Amministrazione comunale. Il nostro obiettivo era rendere il giusto e doveroso omaggio, stringendoci insieme a tutti i cittadini, a quanti hanno eroicamente sacrificato la propria stessa vita per garantirci la Libertà di cui oggi godiamo». Un sacrificio immenso e incalcolabile, un debito d’onore che la città di Carsoli non ha alcuna intenzione di dimenticare.

Il Valore Inestimabile della Pace per il nostro Futuro

Ma la cerimonia odierna, oltre a volgere uno sguardo doveroso e malinconico al doloroso passato, ha lanciato anche un disperato e potentissimo messaggio rivolto al presente e alle future generazioni. Nel ricordare gli orrori della guerra, il Sindaco ha concluso il suo intervento «ricordando al tempo stesso l’assoluta e vitale importanza della Pace».
In un momento storico internazionale drammatico come quello che stiamo vivendo oggi, con conflitti armati e distruzioni che incendiano l’Europa Orientale e il Medio Oriente mietendo migliaia di vittime innocenti, il monito lanciato da Poggio Cinolfo assume un significato ancora più profondo e universale. Ricordare i Caduti significa ripudiare fermamente gli orrori della guerra. Custodire la Memoria significa impegnarsi ogni giorno, partendo dalle piccole comunità locali, per costruire un mondo di Fratellanza, di Libertà e, soprattutto, di Pace duratura. Onore ai Caduti, e un plauso all’Amministrazione per aver tenuto viva la fiamma incancellabile del Ricordo.

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