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Cronaca

Filo metallico sulla strada a Roccaraso: motociclista ferito al collo

🚨 TRAPPOLA MORTALE A ROCCARASO: CAVO D’ACCIAIO TESO SULLA STRADATragedia sfiorata in località Vallata Heidi, dove un motociclista di 25 anni è rimasto gravemente ferito al collo da un filo metallico teso tra due pali in mezzo alla carreggiata. Un ostacolo invisibile e pericolosissimo, posizionato in uno dei percorsi sterrati più frequentati da escursionisti, ciclisti e sportivi. 🏍️⚠️Il giovane, salvo per miracolo dopo il violento impatto a 50 km/h, ha sporto denuncia ai Carabinieri di Castel di Sangro e ha lanciato un appello sui social per invitare tutti alla massima prudenza e segnalare subito qualsiasi anomalia. Chiunque abbia visto qualcosa o abbia informazioni utili contatti subito le forze dell’ordine. La sicurezza in montagna deve essere una priorità assoluta! 🏔️🛑👇 Cosa ne pensi di questi gravissimi atti di sabotaggio sui sentieri? Dicci la tua nei commenti.#Roccaraso #CastelDiSangro #CronacaAbruzzo #SicurezzaStradale #Enduro #SentieriSicuri #PrudenzaInMontagna

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Motociclisti

Roccaraso – La sicurezza lungo i percorsi montani e sterrati torna bruscamente al centro del dibattito pubblico a seguito di un gravissimo episodio di cronaca che ha sfiorato la tragedia. Un motociclista di 25 anni, Marcello Peluso, ha rischiato la vita a causa di un filo metallico teso artificialmente attraverso la carreggiata, un ostacolo invisibile che ha agito con la pericolosità di una lama ad altezza uomo. L’incidente si è verificato in località Vallata Heidi, un’area naturalistica di primaria importanza per il turismo locale, meta abituale di escursionisti, ciclisti e famiglie durante la stagione estiva e snodo strategico per gli sciatori in inverno, data la sua immediata prossimità agli impianti di risalita del comprensorio sciistico abruzzese. La presenza di simili barriere abusive riapre lo spinoso capitolo relativo ai conflitti d’uso del territorio montano e alla tutela della pubblica incolumità su tracciati considerati ingannevolmente sicuri dagli appassionati di sport outdoor.

La dinamica dell’impatto e il meccanismo della trappola

Secondo i primi rilievi e le ricostruzioni fornite dagli organi inquirenti, il giovane centauro, originario di Napoli ma residente nel vicino comune di Castel di Sangro, stava percorrendo lo sterrato a una velocità stimata di circa 50 chilometri orari. La trappola, strutturata con un cavo di acciaio plastificato ancorato saldamente a due pali di legno posizionati ai margini della via, attraversava trasversalmente l’intera carreggiata. La totale assenza di segnalazioni ottiche o di elementi riflettenti ha reso la barriera completamente invisibile al conducente, la cui attenzione era comprensibilmente concentrata sulle asperità del fondo stradale. L’impatto è stato violento e inevitabile: il cavo ha colpito direttamente la zona della gola del centauro prima che questi potesse accennare a qualsiasi manovra di frenata. La dinamica inerziale ha fatto sì che la motocicletta proseguisse la corsa per diversi metri, mentre il venticinquenne veniva violentemente sbalzato dalla sella, impattando al suolo e riportando ulteriori traumi contusivi agli arti inferiori.

I soccorsi, le indagini e l’appello alla sicurezza collettiva

Fattori puramente fortuiti hanno evitato che la profonda lesione alla gola recidesse i vasi sanguigni principali, scongiurando un esito fatale. Il ferito è stato tempestivamente trasferito presso il pronto soccorso dell’ospedale di Castel di Sangro, dove l’equipe medica ha prestato i primi interventi d’urgenza e stabilizzato il quadro clinico, prima del trasferimento del paziente in Campania per ulteriori accertamenti diagnostici specialistici. Nel frattempo, la vittima, che ricopre la professione di libero professionista, ha formalizzato una denuncia dettagliata presso la Compagnia dei Carabinieri di Castel di Sangro, che ha immediatamente avviato le indagini per identificare i responsabili del posizionamento del cavo metallico. Attraverso una forte campagna di sensibilizzazione sui canali social, Peluso ha voluto lanciare un accorato appello alla comunità dei frequentatori della montagna, esortando alla massima vigilanza e richiedendo la collaborazione di eventuali testimoni per fare piena luce su un atto che presenta evidenti profili di responsabilità penale e mette a repentaglio la vita umana.

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Cronaca

Napoli – il sangue di Sam Gennaro si è sciolto, il miracolo si ripete

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Napoli - il sangue di Sam Gennaro si è sciolto, il miracolo si ripete

Il prodigio del miracolo di San Gennaro, a Napoli si è ripetuto anche quest’annoL’annuncio della liquefazione del sangue da parte dell’Abate monsignor Vincenzo De Gregorio è arrivato alle 10.04 minuti. Ed è stato salutato da un lungo applauso e lo sventolio di fazzoletti bianchi dei fedeli presenti, giunti al Duomo di Napoli, sin dalle prime ore del mattino.

La cerimonia si è svolta alla presenza del presidente della regione Campania Roberto Fico, il sindaco di Napoli e presidente della Deputazione di San Gennaro Gaetano Manfredi. “Ancora una volta il santo protettore ci ha dato il segno della sua presenza” ha accompagnato l’annuncio del prodigio da parte dell’Abate.

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Cronaca

Domenica di sangue sulla Tiburtina Valeria: due gravi incidenti in moto a poche ore di distanza a Scurcola Marsicana e nei pressi di Carsoli

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Elisoccorso

Redazione- Una domenica drammatica sulle strade della Marsica, segnata da due gravissimi incidenti stradali a distanza di pochissime ore l’uno dall’altro. Il bilancio della giornata è pesante: due motociclisti feriti in modo serio, due elisoccorsi decollati d’urgenza e l’intera viabilità della zona paralizzata per ore. Il tratto di strada coinvolto è quello della strada statale Tiburtina Valeria, un’arteria storicamente nota per la sua pericolosità e particolarmente frequentata dai centauri durante i fine settimana soleggiati.Il primo drammatico episodio si è consumato intorno alle ore 13:15, lungo la SS5 Quater (ex Tiburtina Valeria), precisamente al chilometro 13 in direzione Carsoli. Secondo le prime parziali ricostruzioni effettuate dalle forze dell’ordine, un motociclista ha improvvisamente perso il controllo del proprio mezzo, finendo per cadere rovinosamente sull’asfalto. La dinamica dell’impatto è apparsa subito estremamente violenta: l’uomo è stato sbalzato dalla sella, terminando la sua corsa oltre la barriera metallica del guardrail che delimita la carreggiata. Un volo terribile che ha fatto temere immediatamente il peggio ai passanti e agli altri automobilisti in transito, i quali hanno subito allertato i soccorsi.La macchina delle emergenze si è attivata tempestivamente. Sul posto sono giunti gli operatori sanitari del Servizio di Emergenza Territoriale 118 della postazione di Tagliacozzo, insieme ai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della stessa Compagnia. Valutata la gravità dei traumi riportati dal centauro a seguito della caduta e del superamento del guardrail, il medico di bordo ha ritenuto indispensabile richiedere l’intervento dell’elisoccorso. L’elicottero del 118 è atterrato in zona per prelevare il ferito e assicurarne il trasferimento rapido in una struttura ospedaliera idonea. Le operazioni di soccorso e i successivi rilievi planimetrici hanno inevitabilmente causato pesanti ripercussioni sulla viabilità locale, con code e rallentamenti in tutta la direzione di marcia.Nemmeno il tempo di ripristinare la normale circolazione che, a poche ore di distanza, la Tiburtina Valeria è stata teatro di un secondo, gravissimo sinistro. Questa volta l’incidente si è verificato al chilometro 107 della SS5, nel territorio comunale di Scurcola Marsicana. A differenza del primo episodio autonomo, in questo caso si è trattato di uno scontro violento che ha visto coinvolte un’automobile e una motocicletta. L’impatto è stato violentissimo e, come spesso accade in questi scenari, ad avere la peggio è stato il conducente del mezzo a due ruote.Il motociclista rimasto ferito è un ragazzo di 27 anni originario di Roma, che si trovava in Abruzzo probabilmente per un’escursione domenicale. La violenza dello scontro con la vettura lo ha scaraventato a terra, provocandogli traumi multipli. Anche in questa seconda circostanza, i primi a prestare i soccorsi salvavita sono stati i sanitari del 118 di Tagliacozzo. L’équipe medica ha lavorato sul posto per stabilizzare i parametri vitali del giovane ventisettenne prima di poterlo spostare verso l’eliambulanza, nel frattempo atterrata in un prato poco distante dal punto dell’impatto.A causa della severità delle lesioni riportate, il ragazzo romano è stato trasportato d’urgenza in elisoccorso presso l’ospedale San Salvatore dell’Aquila. Le sue condizioni sono state subito considerate serie dai medici del nosocomio aquilano. Il paziente è stato immediatamente sottoposto a tutti gli accertamenti clinici necessari, tra cui una Tomografia Assiale Computerizzata (Tac), volta a escludere o confermare la presenza di pericolose emorragie o lesioni agli organi interni.Sul luogo del secondo scontro sono intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Tagliacozzo. I militari si sono occupati della gestione della viabilità e hanno avviato i rilievi di rito, raccogliendo le testimonianze degli automobilisti presenti per ricostruire con esattezza la dinamica e stabilire le responsabilità del sinistro. Notevoli e inevitabili i disagi alla circolazione lungo la Tiburtina: il traffico è rimasto temporaneamente interrotto in entrambi i sensi di marcia per consentire la sicurezza dei soccorritori e lo svolgimento delle attività investigative.

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Cronaca

Emergenza lupi in Valle d’Aosta: via libera storico al piano di controllo e agli abbattimenti mirati

La misura è colma e le istituzioni corrono finalmente ai ripari per difendere gli allevatori e i cittadini della montagna! La Giunta regionale della Valle d’Aosta ha approvato ufficialmente (e reso immediatamente operativo) lo storico e attesissimo “Piano di controllo del lupo”. Il documento, che aveva già ottenuto il difficile via libera scientifico nazionale da parte dell’Ispra e l’ok unanime della Consulta faunistica regionale, stabilisce regole ferree e una procedura d’intervento graduata per difendere i greggi e la pubblica incolumità dalle aggressioni dei branchi e dei lupi solitari (diventati sempre più confidenti e vicini alle abitazioni). Il nuovo Piano stabilisce che, nei comprovati casi limite in cui le classiche e incruente misure preventive (come le reti elettrificate e l’utilizzo dei cani da pastore) si siano rivelate totalmente inefficaci contro gli attacchi ai recinti, sarà ora possibile ricorrere all’extrema ratio: ovvero la rimozione e l’abbattimento controllato dei capi problematici tramite i forestali! L’assessora Speranza Girod ha difeso a spada tratta la coraggiosa delibera: “Ci dotiamo di uno strumento basato su criteri tecnici inattaccabili. Il nostro dovere assoluto è garantire la tranquillità di residenti, turisti e difendere il nostro bestiame e gli animali d’affezione. Gli abbattimenti non saranno stragi indiscriminate, ma interventi mirati e proporzionati solo dove le reti falliscono”. Leggi i dettagli del protocollo Ispra nel nostro articolo completo 👇

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Branco di Lupi

Aosta – Vivere e lavorare ad alta quota, a stretto contatto con la natura selvaggia e incontaminata, è un privilegio assoluto ma comporta da sempre una convivenza estremamente complessa e faticosa con le leggi, spesso spietate, del regno animale. Da ormai diversi anni, l’intero arco alpino italiano è teatro di uno scontro aperto e sanguinoso tra le fondamentali attività di pastorizia e il grande ritorno del predatore per eccellenza: il lupo (Canis lupus). Le cronache locali sono piene zeppe di greggi sbranati, di allevatori ridotti sul lastrico per la perdita del proprio bestiame e, sempre più di frequente, di incontri ravvicinati tra animali selvatici e turisti a passeggio o cittadini nei pressi dei centri abitati.
Di fronte a questa emergenza economica e sociale, che rischiava di spopolare definitivamente le valli montane spingendo i pastori ad abbandonare gli alpeggi, il governo regionale della Valle d’Aosta ha deciso coraggiosamente di rompere gli indugi. Nella seduta istituzionale tenutasi proprio questa mattina, la Giunta regionale valdostana ha infatti approvato in via definitiva e ufficiale il nuovo “Piano di controllo del lupo”. Si tratta di un documento tecnico dal peso specifico enorme, fortemente atteso dagli allevatori, che formalizza e autorizza procedure stringenti e graduate per la tutela della pubblica incolumità e la salvaguardia delle attività zootecniche, spingendosi fino all’opzione più estrema e divisiva: l’abbattimento controllato dei capi problematici.

Quando le reti e i cani da pastore non bastano più

La filosofia di fondo che ha spinto la Regione ad agire con fermezza si basa su un dato di fatto oggettivo ed empirico: in moltissimi e comprovati casi, i metodi di protezione incruenta hanno miseramente fallito. L’obiettivo primario e indiscusso del Piano regionale resta, ovviamente, la prevenzione pacifica dei danni gravi.
Le istituzioni sanno benissimo che la prima linea di difesa deve essere costituita da recinti elettrificati di ultima generazione, barriere fisiche impenetrabili e dall’utilizzo massiccio e addestrato degli imponenti cani da guardiania (come i possenti pastori maremmani o abruzzesi). Purtroppo, però, l’intelligenza tattica dei branchi di lupi e l’adattabilità dei singoli predatori hanno spesso reso queste misure preventive totalmente inefficaci. I lupi, spinti dalla fame o dall’espansione territoriale, hanno imparato ad aggirare gli ostacoli, colpendo i greggi con precisione chirurgica e spingendosi con allarmante frequenza persino a ridosso delle strade asfaltate e dei cortili delle abitazioni, predando non solo pecore e vitelli, ma anche animali d’affezione come cani e gatti domestici.

Il via libera dell’ISPRA: regole ferree dalla dissuasione al fucile

Per evitare che la situazione sfuggisse di mano, degenerando nel far west del bracconaggio fai-da-te, il documento approvato questa mattina dalla Giunta (e diventato immediatamente e pienamente efficace sul territorio regionale) ha codificato una procedura di intervento rigidamente graduata e strettamente regolamentata.
Il Piano, infatti, prima di approdare sui tavoli della politica locale, aveva dovuto superare il severissimo vaglio tecnico e scientifico dell’Ispra (il prestigioso Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale dello Stato) e aveva incassato, lo scorso 9 settembre, il parere favorevole e totalmente unanime della Consulta faunistica regionale. Le nuove procedure prevedono che le guardie forestali e i corpi competenti applichino innanzitutto un attento e scientifico monitoraggio del territorio e dei branchi. In caso di lupi troppo confidenti, si passerà a vigorose misure incruente di dissuasione acustica e visiva (per spaventare e allontanare i selvatici dalle aree sensibili). Soltanto al ricorrere delle specifiche, estreme e documentate condizioni di pericolo previste dal Piano, i forestali saranno autorizzati a procedere con gli interventi chirurgici di rimozione fisica degli esemplari problematici: ovvero, l’abbattimento selettivo tramite fucile, seguendo esclusivamente i rigidi criteri e le modalità tecniche imposte dall’Ispra per non intaccare la conservazione della specie a livello nazionale.

L’assessora Girod: “Sicurezza per residenti, turisti e allevatori”

L’approvazione del documento segna un punto di svolta politico importantissimo per l’amministrazione valdostana. A spiegare il senso profondo dell’operazione, difendendo le scelte della Giunta dalle immancabili polemiche degli schieramenti animalisti, è intervenuta in prima persona l’assessora regionale competente, Speranza Girod.
Le sue dichiarazioni non lasciano spazio a esitazioni o passi indietro: «L’approvazione definitiva di questo Piano strutturato rappresenta un passaggio storico e vitale per dotare finalmente la nostra Regione di uno strumento operativo e legale che sia chiaro, trasparente e fondato esclusivamente su inattaccabili criteri scientifici e tecnici», ha commentato con soddisfazione la Girod. «Il nostro dovere primario è volto a garantire, in ogni momento, la sicurezza fisica delle persone e dei loro animali da affezione, nonché la necessaria tranquillità psicologica dei nostri residenti e delle migliaia di turisti che frequentano le nostre montagne, oltre ovviamente a tutelare e difendere strenuamente le tradizionali attività zootecniche dal fallimento economico. Il nostro obiettivo ultimo – ha poi concluso rassicurando la piazza – non è la strage indiscriminata, ma intervenire sempre in modo proporzionato e altamente responsabile: si agirà attraverso prioritarie misure preventive, prevedendo gli interventi letali mirati esclusivamente e tassativamente nei casi limite contemplati e autorizzati dalla normativa statale vigente».

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