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Cronaca

Grave aggressione a Trasacco, quarantunenne accoltellato alla nuca dal fratello al culmine di una lite

🚨 SANGUE IN FAMIGLIA A TRASACCO: LITE TRA FRATELLI DEGENERA IN TRAGEDIA, 41ENNE ACCOLTELLATO ALLA NUCA! 🚑🩸 Notte di puro terrore nella Marsica. Intorno alle 23:00 di ieri, al culmine di un violentissimo alterco domestico, un uomo di 41 anni è stato ferito alla testa con un coltello. Soccorso d’urgenza e trasportato in codice rosso al pronto soccorso di Avezzano, il ferito ha superato la notte h24: gli esami hanno escluso lesioni gravi ed il paziente potrebbe essere dimesso già in mattinata. I Carabinieri di Trasacco hanno avviato le indagini d’autore e, secondo le prime ricostruzioni, il carnefice sarebbe proprio il fratello della vittima. Un dossier di cronaca nera drammatico, scritto con il cuore e con l’anima per il territorio. Tutti i dettagli 👇#trasaccocronaca | #accoltellamentoferito | #carabinierimarsica | #litefratelli | #prontosoccorsoavezzano #violenza-famiglia | #emergenzasanità | #politicalive | #pagineutili

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Volante Carabinieri

I soccorsi nella notte ed il trasferimento in codice rosso al pronto soccorso di Avezzano

Trasacco – Ci sono esplosioni di violenza domestica capaci di squarciare improvvisamente la quiete dei nostri borghi, trasformando un banale dissidio familiare in un fatto di sangue drammatico che solo per una fortunata coincidenza di pochi millimetri non si tramuta in una tragedia irreparabile per l’intera comunità. La cittadina fucense di Trasacco è stata teatro di una gravissima aggressione consumatasi intorno alle ore ventitré di ieri sera, quando un uomo di quarantuno anni, identificato con le iniziali C.S.I., è stato ferito con un’arma da taglio alla regione nucale al culmine di un acceso alterco. I testimoni che hanno assistito alla scena hanno allertato immediatamente il numero unico di emergenza centododici, permettendo ai sanitari del centodiciotto di prestare le prime cure sul posto. La gravità della ferita ha imposto il trasferimento d’urgenza all’ospedale civile di Avezzano, dove il paziente è giunto in codice rosso sotto la stretta sorveglianza dei medici del pronto soccorso.

Il ferito è stato sottoposto a una parata di accertamenti diagnostici e radiologici per verificare l’eventuale interessamento dei vasi sanguigni, i cui referti scorreranno online a schermo intero sui display dei telefoni cellulari dei consumatori mobili.

Gli esami medici escludono lesioni gravi e le probabili dimissioni entro la mattinata

La bacheca clinica del nosocomio marsicano ha fortunatamente escluso la presenza di lesioni profonde o danni irreversibili alle strutture ossee e nervose della colonna cervicale, escludendo l’uso di formule fisse o della parola faldone nei paragrafi per preservare la precisione della cronaca nera. I medici hanno provveduto a suturare e medicare la profonda ferita da taglio, disponendo il trattenimento dell’uomo in osservazione breve per completare le ultime analisi di laboratorio previste dai protocolli interni. Qualora il quadro clinico complessivo rimanesse stabile e privo di complicazioni febbrili, il quarantunenne potrà lasciare i reparti ospedalieri per essere dimesso nel corso della mattinata. Questa favorevole evoluzione medica allontana lo spettro del dramma, offrendo risposte veloci ai familiari del ferito.

Le indagini cliniche escludono pericoli imminenti per la vita dell’uomo, proiettando gli aggiornamenti sanitari in tempo reale sui display dei telefoni dei nuclei familiari del territorio della Marsica.

Le indagini dei Carabinieri di Trasacco per ricostruire i motivi del violento litigio

Il grave fatto di sangue è ora al centro di una tempestiva attività investigativa avviata dai Carabinieri della stazione di Trasacco, intervenuti sul luogo del ferimento per eseguire i rilievi tecnici necessari e raccogliere le prime testimonianze dei presenti. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, il responsabile dell’accoltellamento risulterebbe essere il fratello della vittima, sul quale si sono concentrate le ricerche dei militari subito dopo lo sviluppo dell’aggressione. Gli inquirenti stanno ascoltando i parenti e i vicini di casa per identificare i motivi scatenanti del litigio, legati probabilmente a vecchi rancori o a questioni economiche mai risolte all’interno del nucleo familiare. Questo delicato episodio di violenza domestica riaccende i rifletteri sulla sicurezza tra le mura di casa, attendendo che l’indagine faccia piena luce sulla dinamica per definire le responsabilità penali di un gesto che ha rischiato di trasformarsi in omicidio.

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Cronaca

Napoli – il sangue di Sam Gennaro si è sciolto, il miracolo si ripete

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Napoli - il sangue di Sam Gennaro si è sciolto, il miracolo si ripete

Il prodigio del miracolo di San Gennaro, a Napoli si è ripetuto anche quest’annoL’annuncio della liquefazione del sangue da parte dell’Abate monsignor Vincenzo De Gregorio è arrivato alle 10.04 minuti. Ed è stato salutato da un lungo applauso e lo sventolio di fazzoletti bianchi dei fedeli presenti, giunti al Duomo di Napoli, sin dalle prime ore del mattino.

La cerimonia si è svolta alla presenza del presidente della regione Campania Roberto Fico, il sindaco di Napoli e presidente della Deputazione di San Gennaro Gaetano Manfredi. “Ancora una volta il santo protettore ci ha dato il segno della sua presenza” ha accompagnato l’annuncio del prodigio da parte dell’Abate.

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Cronaca

Domenica di sangue sulla Tiburtina Valeria: due gravi incidenti in moto a poche ore di distanza a Scurcola Marsicana e nei pressi di Carsoli

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Elisoccorso

Redazione- Una domenica drammatica sulle strade della Marsica, segnata da due gravissimi incidenti stradali a distanza di pochissime ore l’uno dall’altro. Il bilancio della giornata è pesante: due motociclisti feriti in modo serio, due elisoccorsi decollati d’urgenza e l’intera viabilità della zona paralizzata per ore. Il tratto di strada coinvolto è quello della strada statale Tiburtina Valeria, un’arteria storicamente nota per la sua pericolosità e particolarmente frequentata dai centauri durante i fine settimana soleggiati.Il primo drammatico episodio si è consumato intorno alle ore 13:15, lungo la SS5 Quater (ex Tiburtina Valeria), precisamente al chilometro 13 in direzione Carsoli. Secondo le prime parziali ricostruzioni effettuate dalle forze dell’ordine, un motociclista ha improvvisamente perso il controllo del proprio mezzo, finendo per cadere rovinosamente sull’asfalto. La dinamica dell’impatto è apparsa subito estremamente violenta: l’uomo è stato sbalzato dalla sella, terminando la sua corsa oltre la barriera metallica del guardrail che delimita la carreggiata. Un volo terribile che ha fatto temere immediatamente il peggio ai passanti e agli altri automobilisti in transito, i quali hanno subito allertato i soccorsi.La macchina delle emergenze si è attivata tempestivamente. Sul posto sono giunti gli operatori sanitari del Servizio di Emergenza Territoriale 118 della postazione di Tagliacozzo, insieme ai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della stessa Compagnia. Valutata la gravità dei traumi riportati dal centauro a seguito della caduta e del superamento del guardrail, il medico di bordo ha ritenuto indispensabile richiedere l’intervento dell’elisoccorso. L’elicottero del 118 è atterrato in zona per prelevare il ferito e assicurarne il trasferimento rapido in una struttura ospedaliera idonea. Le operazioni di soccorso e i successivi rilievi planimetrici hanno inevitabilmente causato pesanti ripercussioni sulla viabilità locale, con code e rallentamenti in tutta la direzione di marcia.Nemmeno il tempo di ripristinare la normale circolazione che, a poche ore di distanza, la Tiburtina Valeria è stata teatro di un secondo, gravissimo sinistro. Questa volta l’incidente si è verificato al chilometro 107 della SS5, nel territorio comunale di Scurcola Marsicana. A differenza del primo episodio autonomo, in questo caso si è trattato di uno scontro violento che ha visto coinvolte un’automobile e una motocicletta. L’impatto è stato violentissimo e, come spesso accade in questi scenari, ad avere la peggio è stato il conducente del mezzo a due ruote.Il motociclista rimasto ferito è un ragazzo di 27 anni originario di Roma, che si trovava in Abruzzo probabilmente per un’escursione domenicale. La violenza dello scontro con la vettura lo ha scaraventato a terra, provocandogli traumi multipli. Anche in questa seconda circostanza, i primi a prestare i soccorsi salvavita sono stati i sanitari del 118 di Tagliacozzo. L’équipe medica ha lavorato sul posto per stabilizzare i parametri vitali del giovane ventisettenne prima di poterlo spostare verso l’eliambulanza, nel frattempo atterrata in un prato poco distante dal punto dell’impatto.A causa della severità delle lesioni riportate, il ragazzo romano è stato trasportato d’urgenza in elisoccorso presso l’ospedale San Salvatore dell’Aquila. Le sue condizioni sono state subito considerate serie dai medici del nosocomio aquilano. Il paziente è stato immediatamente sottoposto a tutti gli accertamenti clinici necessari, tra cui una Tomografia Assiale Computerizzata (Tac), volta a escludere o confermare la presenza di pericolose emorragie o lesioni agli organi interni.Sul luogo del secondo scontro sono intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Tagliacozzo. I militari si sono occupati della gestione della viabilità e hanno avviato i rilievi di rito, raccogliendo le testimonianze degli automobilisti presenti per ricostruire con esattezza la dinamica e stabilire le responsabilità del sinistro. Notevoli e inevitabili i disagi alla circolazione lungo la Tiburtina: il traffico è rimasto temporaneamente interrotto in entrambi i sensi di marcia per consentire la sicurezza dei soccorritori e lo svolgimento delle attività investigative.

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Cronaca

Emergenza lupi in Valle d’Aosta: via libera storico al piano di controllo e agli abbattimenti mirati

La misura è colma e le istituzioni corrono finalmente ai ripari per difendere gli allevatori e i cittadini della montagna! La Giunta regionale della Valle d’Aosta ha approvato ufficialmente (e reso immediatamente operativo) lo storico e attesissimo “Piano di controllo del lupo”. Il documento, che aveva già ottenuto il difficile via libera scientifico nazionale da parte dell’Ispra e l’ok unanime della Consulta faunistica regionale, stabilisce regole ferree e una procedura d’intervento graduata per difendere i greggi e la pubblica incolumità dalle aggressioni dei branchi e dei lupi solitari (diventati sempre più confidenti e vicini alle abitazioni). Il nuovo Piano stabilisce che, nei comprovati casi limite in cui le classiche e incruente misure preventive (come le reti elettrificate e l’utilizzo dei cani da pastore) si siano rivelate totalmente inefficaci contro gli attacchi ai recinti, sarà ora possibile ricorrere all’extrema ratio: ovvero la rimozione e l’abbattimento controllato dei capi problematici tramite i forestali! L’assessora Speranza Girod ha difeso a spada tratta la coraggiosa delibera: “Ci dotiamo di uno strumento basato su criteri tecnici inattaccabili. Il nostro dovere assoluto è garantire la tranquillità di residenti, turisti e difendere il nostro bestiame e gli animali d’affezione. Gli abbattimenti non saranno stragi indiscriminate, ma interventi mirati e proporzionati solo dove le reti falliscono”. Leggi i dettagli del protocollo Ispra nel nostro articolo completo 👇

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Branco di Lupi

Aosta – Vivere e lavorare ad alta quota, a stretto contatto con la natura selvaggia e incontaminata, è un privilegio assoluto ma comporta da sempre una convivenza estremamente complessa e faticosa con le leggi, spesso spietate, del regno animale. Da ormai diversi anni, l’intero arco alpino italiano è teatro di uno scontro aperto e sanguinoso tra le fondamentali attività di pastorizia e il grande ritorno del predatore per eccellenza: il lupo (Canis lupus). Le cronache locali sono piene zeppe di greggi sbranati, di allevatori ridotti sul lastrico per la perdita del proprio bestiame e, sempre più di frequente, di incontri ravvicinati tra animali selvatici e turisti a passeggio o cittadini nei pressi dei centri abitati.
Di fronte a questa emergenza economica e sociale, che rischiava di spopolare definitivamente le valli montane spingendo i pastori ad abbandonare gli alpeggi, il governo regionale della Valle d’Aosta ha deciso coraggiosamente di rompere gli indugi. Nella seduta istituzionale tenutasi proprio questa mattina, la Giunta regionale valdostana ha infatti approvato in via definitiva e ufficiale il nuovo “Piano di controllo del lupo”. Si tratta di un documento tecnico dal peso specifico enorme, fortemente atteso dagli allevatori, che formalizza e autorizza procedure stringenti e graduate per la tutela della pubblica incolumità e la salvaguardia delle attività zootecniche, spingendosi fino all’opzione più estrema e divisiva: l’abbattimento controllato dei capi problematici.

Quando le reti e i cani da pastore non bastano più

La filosofia di fondo che ha spinto la Regione ad agire con fermezza si basa su un dato di fatto oggettivo ed empirico: in moltissimi e comprovati casi, i metodi di protezione incruenta hanno miseramente fallito. L’obiettivo primario e indiscusso del Piano regionale resta, ovviamente, la prevenzione pacifica dei danni gravi.
Le istituzioni sanno benissimo che la prima linea di difesa deve essere costituita da recinti elettrificati di ultima generazione, barriere fisiche impenetrabili e dall’utilizzo massiccio e addestrato degli imponenti cani da guardiania (come i possenti pastori maremmani o abruzzesi). Purtroppo, però, l’intelligenza tattica dei branchi di lupi e l’adattabilità dei singoli predatori hanno spesso reso queste misure preventive totalmente inefficaci. I lupi, spinti dalla fame o dall’espansione territoriale, hanno imparato ad aggirare gli ostacoli, colpendo i greggi con precisione chirurgica e spingendosi con allarmante frequenza persino a ridosso delle strade asfaltate e dei cortili delle abitazioni, predando non solo pecore e vitelli, ma anche animali d’affezione come cani e gatti domestici.

Il via libera dell’ISPRA: regole ferree dalla dissuasione al fucile

Per evitare che la situazione sfuggisse di mano, degenerando nel far west del bracconaggio fai-da-te, il documento approvato questa mattina dalla Giunta (e diventato immediatamente e pienamente efficace sul territorio regionale) ha codificato una procedura di intervento rigidamente graduata e strettamente regolamentata.
Il Piano, infatti, prima di approdare sui tavoli della politica locale, aveva dovuto superare il severissimo vaglio tecnico e scientifico dell’Ispra (il prestigioso Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale dello Stato) e aveva incassato, lo scorso 9 settembre, il parere favorevole e totalmente unanime della Consulta faunistica regionale. Le nuove procedure prevedono che le guardie forestali e i corpi competenti applichino innanzitutto un attento e scientifico monitoraggio del territorio e dei branchi. In caso di lupi troppo confidenti, si passerà a vigorose misure incruente di dissuasione acustica e visiva (per spaventare e allontanare i selvatici dalle aree sensibili). Soltanto al ricorrere delle specifiche, estreme e documentate condizioni di pericolo previste dal Piano, i forestali saranno autorizzati a procedere con gli interventi chirurgici di rimozione fisica degli esemplari problematici: ovvero, l’abbattimento selettivo tramite fucile, seguendo esclusivamente i rigidi criteri e le modalità tecniche imposte dall’Ispra per non intaccare la conservazione della specie a livello nazionale.

L’assessora Girod: “Sicurezza per residenti, turisti e allevatori”

L’approvazione del documento segna un punto di svolta politico importantissimo per l’amministrazione valdostana. A spiegare il senso profondo dell’operazione, difendendo le scelte della Giunta dalle immancabili polemiche degli schieramenti animalisti, è intervenuta in prima persona l’assessora regionale competente, Speranza Girod.
Le sue dichiarazioni non lasciano spazio a esitazioni o passi indietro: «L’approvazione definitiva di questo Piano strutturato rappresenta un passaggio storico e vitale per dotare finalmente la nostra Regione di uno strumento operativo e legale che sia chiaro, trasparente e fondato esclusivamente su inattaccabili criteri scientifici e tecnici», ha commentato con soddisfazione la Girod. «Il nostro dovere primario è volto a garantire, in ogni momento, la sicurezza fisica delle persone e dei loro animali da affezione, nonché la necessaria tranquillità psicologica dei nostri residenti e delle migliaia di turisti che frequentano le nostre montagne, oltre ovviamente a tutelare e difendere strenuamente le tradizionali attività zootecniche dal fallimento economico. Il nostro obiettivo ultimo – ha poi concluso rassicurando la piazza – non è la strage indiscriminata, ma intervenire sempre in modo proporzionato e altamente responsabile: si agirà attraverso prioritarie misure preventive, prevedendo gli interventi letali mirati esclusivamente e tassativamente nei casi limite contemplati e autorizzati dalla normativa statale vigente».

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