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Psicologia delle relazioni

OGNI UOMO DESIDERA LE DONNE NON SUE, SIAMO TUTTI PECCATORI ! | LA POSTA DEL CUORE “AMORE E TRADIMENTI ” DI ALESSANDRA HROPICH

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OGNI UOMO DESIDERA LE DONNE NON SUE, SIAMO TUTTI PECCATORI ! | LA POSTA DEL CUORE “AMORE E TRADIMENTI ” DI ALESSANDRA HROPICH

Redazione-  Dottoressa Hropich, sono un volontario nel sociale e mi sfogo qui con lei dicendo che mi si presentano moltissime donne deluse dal marito che le tradisce. Non posso esprimere loro il mio punto di vista, ma io per primo, che vado con tutte le donne che ci stanno, che cosa dovrei dire?
Io impazzirei con la stessa donna per tutta la vita: la monogamia, per me, è un ergastolo. Stare sempre con la stessa donna è pura monotonia. E so che tutti gli uomini la pensano come me, ma non hanno il coraggio di dirlo. Io sono onesto e lo dico apertamente. L’eros è, per me, vita, emozione pura.
Mi inquieta il fatto che gli altri, non avendo coraggio, mi critichino come se fossi un malato perché amo cambiare donna.
Mi piacciono le bionde, le brune, le rosse, le mulatte, le cinesi: amo la varietà, sia nel gelato sia nelle donne. E i miei colleghi? Sono come me, ma non lo ammettono. Hanno tutti una password per non farsi scoprire dalla moglie, codici segreti e mille stratagemmi. Troppi marchingegni, troppi sotterfugi per apparire ridicolmente fedeli. Ma fedeli a chi?
Io sono sanissimo: ho soltanto bisogno di vivere nuove emozioni. Non credo di fare del male a qualcuno desiderando nuove conquiste, perché, deve sapere, noi uomini siamo tutti predatori e sempre desiderosi di qualcosa di nuovo ed emozionante.
La società, e persino il mondo del lavoro, ci costringono a fingere, a indossare ogni giorno una maschera. Quando una donna viene a lamentarsi perché il marito la tradisce, io vorrei dirle: «Porti le corna con dignità e le faccia a sua volta. Siamo umani e peccatori, tutti!».
Riccardo da Casalecchio di Reno

Le confermo che, a pensarla e ad agire come lei, siete in tantissimi.
Non mi dice nulla di nuovo: gli uomini sono peccatori, come ha detto lei, a qualsiasi livello e strato sociale. Le donne non sono da meno, soprattutto oggi.
Non amo ripetermi, ma posso dirle che la società gira con una maschera per ogni situazione: maschera per marito serio e fedele, maschera per impiegato affidabile, maschera per ogni altro ruolo nel corso della giornata.
A forza di recitare i vari ruoli, le assicuro che si cade in una sorta di depressione. In effetti, dev’essere estenuante ricordarsi quale versione di sé stessi mostrare a chi, senza confondere la moglie con l’amante, l’amante con la collega e la collega con il contatto salvato sotto falso nome.
Tutto è falso ormai, si è ben capito da tempo, ma viene premiata la recitazione.
Ho intervistato, negli anni, diversi attori, molti comici, che mi hanno raccontato quanto, diventare qualcun altro, fosse dannoso per la psiche. Può immaginare quanto possano risentirne anche coloro che fanno lavori ordinari. E soprattutto quanto possa essere faticoso interpretare contemporaneamente il ruolo del marito fedele,
dell’ uomo libero, della vittima della società e dell’eroe della sincerità.
L’ ipocrisia generale consiste esattamente nel mantenere delle maschere per ogni situazione. La falsità di un uomo infedele che continua a mostrarsi come un marito è una situazione di assoluta normalità, esattamente come le altre maschere che ognuno indossa ogni giorno e in diverse occasioni. Certo, definirla “normalità” è molto più comodo che chiamarla contraddizione, ma anche le parole, a volte, indossano una maschera.
Per dirle che non è normale qualcosa perché lo fanno tutti o molti.
C’è poi un piccolo dettaglio che spesso sfugge ai professionisti della doppia vita: la mente umana non ama essere divisa all’ infinito. Una maschera per la moglie, una per l’ amante, una per il lavoro, una per i conoscenti. Alla lunga, si rischia di non sapere più quale sia il volto autentico. E quando una persona trascorre anni a interpretare personaggi diversi, può ritrovarsi stanca, vuota e insoddisfatta, pur continuando a collezionare emozioni e avventure. Anche la recitazione, quando non finisce mai, logora chi la pratica.

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Se lui va e viene… La posta del cuore “Amore e Tradimenti ” di Alessandra Hropich

Sono innamorata di un uomo con cui convivo da quattro anni e con il quale ho costruito un legame profondo, fatto di amore, complicità e momenti felici. Eppure, nella nostra relazione c’è un problema che, con il passare del tempo, sta diventando sempre più difficile da sopportare: ogni tanto lui si allontana da me perché si invaghisce di un’altra donna, mettendo in discussione tutto ciò che abbiamo costruito insieme.
È già la terza volta che mi ritrovo a piangere per questa situazione. Ogni volta lui mi lascia, io soffro terribilmente e mi sento smarrita, ma poi, puntualmente, torna sui suoi passi, pentito, dicendomi che sono io il suo vero amore. E io, che non ho mai smesso di amarlo, finisco per riaccoglierlo, nella speranza che questa volta abbia davvero capito quanto sia importante il nostro rapporto. Voi cosa ne pensate? Tutti i dettagli qui sotto 👇

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Alessandra Rop..

Redazione-  Sono innamorata di un uomo con cui convivo da quattro anni e con il quale ho costruito un legame profondo, fatto di amore, complicità e momenti felici. Eppure, nella nostra relazione c’è un problema che, con il passare del tempo, sta diventando sempre più difficile da sopportare: ogni tanto lui si allontana da me perché si invaghisce di un’altra donna, mettendo in discussione tutto ciò che abbiamo costruito insieme.
È già la terza volta che mi ritrovo a piangere per questa situazione. Ogni volta lui mi lascia, io soffro terribilmente e mi sento smarrita, ma poi, puntualmente, torna sui suoi passi, pentito, dicendomi che sono io il suo vero amore. E io, che non ho mai smesso di amarlo, finisco per riaccoglierlo, nella speranza che questa volta abbia davvero capito quanto sia importante il nostro rapporto.
Non riesco più a vivere serenamente la nostra storia, perché una parte di me è sempre in allerta, come se aspettassi il momento in cui potrebbe nuovamente invaghirsi di qualcuna e decidere di andarsene. È doloroso sentirsi amata e scelta soltanto dopo che lui ha sperimentato la possibilità di stare con un’altra persona. E, soprattutto, è faticoso dover ricominciare ogni volta da capo, affrontando l’angoscia della separazione e poi la confusione del suo ritorno.
Mi dispiacerebbe moltissimo rinunciare a un amore che sento così importante e che, nonostante tutto, considero autentico. Non voglio buttare via quattro anni di vita insieme né prendere una decisione drastica soltanto per la stanchezza e la delusione. Allo stesso tempo, però, mi chiedo quanto sia giusto continuare ad accettare questi continui tira e molla, sacrificando la mia tranquillità e la fiducia nel futuro della nostra coppia. Ho bisogno di sentirmi scelta ogni giorno, non soltanto quando lui si rende conto di avermi persa. Vorrei poter contare sul mio compagno, progettare il futuro insieme e vivere il nostro rapporto senza il timore costante che possa abbandonarmi da un momento all’altro.
Ma come si fa a interrompere questo circolo vizioso senza rischiare di distruggere un amore al quale tengo così tanto? Dovrei avere più pazienza e cercare di comprendere questa sua fragilità?
Federica da Seriate

Dovresti avere meno pazienza e smettere di scambiare la tua capacità di perdonare per un abbonamento a tempo indeterminato ai suoi ritorni. Il tuo compagno, a quanto pare, ha trovato la formula perfetta: quando si invaghisce di un’altra, se ne va; quando l’esperimento non lo soddisfa più, torna a casa, recita il mea culpa e si riprende il posto accanto a te. E tu, con ammirevole generosità, gli fai trovare la porta aperta. Altro che amore: qui sembra quasi un servizio di andata e ritorno, con rientro garantito.
Naturalmente, lui è libero di avere dubbi, infatuazioni e crisi esistenziali. Ma tu sei altrettanto libera di non trasformare ogni sua sbandata in una prova di resistenza emotiva. Perché, se dopo quattro anni siamo già alla terza puntata della stessa serie, forse non è il caso di aspettare la quarta stagione per scoprire come va a finire.
Il punto non è stabilire se ti ami davvero. Il problema è che un amore che ti sceglie soltanto dopo aver valutato le alternative rischia di somigliare più a una graduatoria che a una relazione. E tu non sei tenuta a partecipare a un concorso in cui il premio è un uomo che, ogni tanto, si ricorda di averti.
Quanto alla sua fragilità, comprenderla è una cosa; giustificarla all’infinito è un’altra. Non puoi guarire la sua indecisione offrendogli ogni volta la certezza che, qualunque cosa faccia, tu sarai lì ad aspettarlo. La pazienza, quando diventa illimitata, rischia di insegnare agli altri che non ci sono conseguenze per le loro scelte.
Se vuoi interrompere questo circolo vizioso, devi smettere di considerare ogni suo ritorno una prova sufficiente del suo amore. Le parole di pentimento contano poco se non sono seguite da comportamenti diversi e duraturi. E un confine non è una minaccia: è il modo in cui gli fai capire che anche la tua serenità ha diritto di cittadinanza nella coppia.
Non devi buttare via quattro anni. Devi chiederti se vuoi investirne altri quattro aspettando che lui decida, una buona volta, se restare. Perché il tempo già trascorso non è un motivo per continuare a soffrire: non è che, avendo pagato il biglietto per tre giri sulle montagne russe, tu debba per forza comprarne un quarto.
La pazienza è una virtù, Federica, ma non è un obbligo contrattuale. E se lui continua ad andare e venire a suo piacimento, forse è arrivato il momento che tu smetta di fare la stazione di partenza e di arrivo.
L’ amore dovrebbe essere una scelta reciproca, non un abbonamento aperto alle partenze del tuo compagno.

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Per ogni avventura, un figlio. Basta, scelgo la perversione! La posta del cuore “Amore e Tradimenti ” di Alessandra Hropich

Gentile dottoressa, sono un uomo molto fortunato, riesco ad incontrare donne in ogni dove, grazie ad una discreta presenza, ad una dialettica che non mi è mai mancata e ad un vestiario che lascia intendere uno stile di vita molto abbiente.
In realtà, sto bene economicamente parlando ma, non come tante donne vogliono credere.

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Alessandra Hropich

Redazione-  Gentile dottoressa, sono un uomo molto fortunato, riesco ad incontrare donne in ogni dove, grazie ad una discreta presenza, ad una dialettica che non mi è mai mancata e ad un vestiario che lascia intendere uno stile di vita molto abbiente.
In realtà, sto bene economicamente parlando ma, non come tante donne vogliono credere.
Le faccio solo un paio di esempi: ero alla stazione ferroviaria, di ritorno da un viaggio, chiedo un’informazione circa un buon ristorante nella città in cui mi trovavo, una ragazza dalle forme generose, non solo mi dà alcune informazioni utili ma viene poi a cena con me la sera in cui ci siamo incontrati e poi, viene a stare da me (nella mia città) per un breve periodo, resta incinta, le assicuro gli alimenti per il bimbo precisando che non ho alcuna intenzione di sposarmi o avere una compagna fissa.
Mi rassegno all’idea di avere un figlio in una città lontana dalla mia ma così ha voluto il caso.
In una palestra della mia città, mi catturano le forme di una cubana, immediatamente me la porto a casa e, in nemmeno sette giorni, mi comunica la sua gravidanza.
Accetto di buon grado anche il secondo evento, lieto per la madre ma non per me che nemmeno sapevo.
Dottoressa, in questo secondo caso, sono due gemelli in arrivo.
Allora ho preso una decisione, visto che ogni volta che incontro una donna, mi arriva puntuale una nuova nascita ed uno o più figli da mantenere, ho deciso di diventare o fingermi un pervertito in modo che io possa fare sesso ma non in modo convenzionale, cerco ora rapporti sessuali non tradizionali perché non riesco a spiegarmi come ogni donna, al primo appuntamento o al quinto, resti puntualmente incinta. Solo che oggi, posso dire che ho più difficoltà a trovare donne disponibili al sesso alternativo, diverso, strano, come qualcuna lo ha definito.
Possibile mai che le donne non vogliano del sesso normale complicando la vita a noi uomini con i loro pargoli sempre in arrivo? Ed ora, non vogliono nemmeno il sesso strano?
Troppo complicate!
Gerardo da Pieve Ligure

Lei racconta di fare sesso con sconosciute incontrate in stazione, in palestra e chissà dove altro, poi si stupisce che, tra un’ avventura e l’altra, la vita presenti il conto sotto forma di pannolini, passeggini e assegni di mantenimento. Due incontri, due gravidanze, tre figli in arrivo: più che un seduttore, lei sembra un reparto maternità itinerante con la convinzione di essere un uomo perseguitato dalla sfortuna.
E la cosa più sorprendente è che lei continui a parlare di fatalità. 
Prende precauzioni? Credo proprio di no. E allora cosa vorrebbe, un applauso per la sua fertilità o un risarcimento danni dalla biologia? Perché le gravidanze non sono calamità naturali imprevedibili: sono una possibilità concreta quando si hanno rapporti sessuali senza adeguate precauzioni. Il destino, in questo caso, c’entra poco; la responsabilità personale, invece, c’entra moltissimo.
Trovo piuttosto squallido che lei pensi di doversi presentare come un pervertito dai gusti sessuali non convenzionali, trasformando l’ intimità in una specie di strategia difensiva contro la paternità. Non è il sesso a dover diventare strano per rimediare alla sua scarsa prudenza: sarebbe il caso che diventasse un po’ più ragionevole lei.
E non può neppure lamentarsi se diverse donne non accettano le sue proposte di sesso alternativo. Ognuno ha i propri gusti, i propri limiti e il diritto di dire di no. Le donne non sono un servizio su misura, da riconfigurare a seconda delle sue esigenze economiche e riproduttive. Non può pretendere che accettino pratiche sessuali che non desiderano soltanto perché lei ha deciso che la contraccezione, a quanto pare, è un concetto troppo convenzionale.
Del resto, c’è qualcosa di involontariamente comico nel suo ragionamento: prima cerca donne con cui consumare avventure senza troppi pensieri, poi si lamenta che quelle avventure producano conseguenze, infine decide di cambiare repertorio sessuale perché non vuole pagare il prezzo delle proprie scelte. Manca soltanto che, al prossimo appuntamento, consegni alla signorina un questionario sulle preferenze erotiche, una liberatoria contro la gravidanza e un preventivo delle spese per eventuali eredi.
Anche perché, caro Gerardo, lei non sembra un uomo in cerca di avventure: sembra un’ impresa di traslochi che, a ogni consegna, lascia un figlio sul posto e poi protesta perché il servizio di spedizione prevede costi aggiuntivi. La differenza è che un traslocatore, almeno, sa dove ha lasciato i pacchi; lei, invece, sembra stupirsi ogni volta di averne consegnato uno.
Lasci stare la scusa della perversione, Gerardo. Non è necessario fingersi perversi per evitare di diventare padri: basterebbe comportarsi da adulti prima, anziché lamentarsi da vittime dopo. La sessualità alternativa non è un contraccettivo, le donne non sono complici di un esperimento per salvaguardare il suo portafoglio e i figli non sono spiacevoli effetti collaterali di una serata ben riuscita.
Lei vorrebbe il piacere senza il rischio, l’avventura senza le conseguenze e, possibilmente, una soluzione che non richieda né prudenza né buon senso.
Mi dispiace deluderla: una simile formula non esiste.

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La gatta morta, la dà a tutti ! La posta del cuore “Amore e Tradimenti ” di Alessandra Hropich

Cara dottoressa, sono stata ingannata da una gattamorta, una ragazza per nulla invadente, non appariscente, molto gentile, assente pur presente quando veniva in ufficio con me, lavoravamo insieme.
La tipa, sembrava essere esente da tutto: dal matrimonio ai problemi con gli uomini, sembrava estranea a tutti i turbamenti che noi tutte avevamo ed abbiamo.
Eravamo diventate amiche, le confidavo dei problemi che avevo con il mio ragazzo, lei sapeva che io soffrivo per certe situazioni, la mia collega Gilda le confidava i suoi problemi con il marito, lei aveva sempre una parola buona per tutti.

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A.R.

Redazione-  Cara dottoressa, sono stata ingannata da una gattamorta, una ragazza per nulla invadente, non appariscente, molto gentile, assente pur presente quando veniva in ufficio con me, lavoravamo insieme.
La tipa, sembrava essere esente da tutto: dal matrimonio ai problemi con gli uomini, sembrava estranea a tutti i turbamenti che noi tutte avevamo ed abbiamo.
Eravamo diventate amiche, le confidavo dei problemi che avevo con il mio ragazzo, lei sapeva che io soffrivo per certe situazioni, la mia collega Gilda le confidava i suoi problemi con il marito, lei aveva sempre una parola buona per tutti.
Alle feste o alle serate tutti insieme, la tipa, se ne stava a fumare la sua immancabile sigaretta seduta con la gamba sotto al sedere.
Più o meno e a turno, tutti eravamo bisognose dei suoi consigli che sembrava dare come fosse l’ amica di tutti.
Ci sono caduta come una cretina perché ho praticamente raccontato una valanga di cose a colei che mi era sembrata una santa, esattamente come si fidavano le mie colleghe nel raccontare le loro pene d’ amore.
Il risultato? La gattamorta raccoglieva dati su tutti i nostri uomini, ascoltava chiedendo particolari utili per capire meglio mentre, in realtà, andava a letto con il fratello di una mia collega, uno ben introdotto nel nostro ambiente che le ha fatto fare anche una discreta carriera. Ma non solo, mentre si consumava la relazione clandestina, sempre la tipa, ha fatto disperare una mia collega che sapeva di una relazione tra il suo compagno e un’ altra ma nessuna sapeva che era lei, la gattamorta, a tenere con il fiato sospeso il compagno.
Quando tutto si svolgeva senza rivelazioni, anche il mio ragazzo mi lascia per una pausa di riflessione, in realtà, lui si è invaghito, della gattamorta.
Non so darmi pace su come una donna tanto distratta ed insignificante possa aver distrutto delle relazioni ed anche la mia.
Cosa mi puoi dire su questo genere di donne?
Rita da Castel San Pietro Terme

Ti posso garantire che, le donne, provano gelosia per chi vogliono e non si accorgono dell’ esistenza di gattemorte se, quest’ ultime, sono donne ritenute insignificanti, come hai detto tu.
Diversi anni fa, conobbi una signora dello spettacolo molto nota a cui avevo proposto un mio lavoro editoriale, la signora, per tutta risposta, mi disse che io avrei potuto sposarmi con un produttore cinematografico perché ero troppo di buon aspetto per occuparmi davvero di editoria e cultura.
Fui di fatto estromessa dall’ ambiente perché la signora si era fortemente ingelosita nel vedermi.
Di lì a poco, il marito la lasciò sposandosi con una donna che la signora dello spettacolo, nonché moglie, aveva ritenuto insignificante.
Chiudendo il discorso sul caso specifico, migliaia di altre volte sono incappata in donne gelose di me perché ritenuta potenzialmente pericolosa per la stabilità di molti matrimoni.
Chiaramente, una gelosia che ho visto in troppe donne e troppe volte, ha prodotto in me un grande disagio che mi porta invece oggi a provare un’ immensa gioia quando so di donne lasciate dai loro compagni a causa di gattamorte insignificanti di cui non avevano capito nulla, mi diverto nel sentire quelle sciagure che non vengono mai prevenute per stupidità o sciocche convinzioni.
La vita è una severa maestra, punisce le persone distratte ed ingenue.
Non ho alcuna pietà, dunque di apprendere ancora oggi, cosa che capita puntualmente, che una nuova donna è stata fatta fessa da una gattamorta.
Ricorda che non esiste una donna che non mira
all’ uomo di un’ altra se lo ritiene interessante, bella o brutta che sia. Quello che ognuna ha dentro, non lo saprai mai finché non lo scopri dalle azioni, come è successo a te e alle tue colleghe!

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