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SU Sintassi Urbane, a Pescara esce il numero 5 della rivista letteraria con Beniamino Cardines e Donato Fioriti tra poesia, racconti e arte contemporanea

A Pescara esce il quinto numero di SU/Sintassi Urbane, la rivista letteraria indipendente fondata da Beniamino Cardines con Donato Fioriti (FIGEC e CIPAS). Con il tema “Allo specchio…” e le opere visive di Gianni Chiriatti, il fascicolo raccoglie oltre venti firme della narrativa e poesia contemporanea e l’inserto del Premio Letterario Nazionale, interrogandosi sulla memoria nell’era digitale. Voi cosa ne pensate? Tutti i dettagli qui sotto 👇

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Gianni-Chiriatti-DISTILLAZIONE

Pescara – Il fermento culturale ed editoriale della costa adriatica si arricchisce di una nuova e prestigiosa testimonianza letteraria. Vede infatti la luce il quinto numero di SU/Sintassi Urbane, la rivista indipendente e telematica nata nel cuore di Pescara per dare voce alla poesia, alla narrativa breve e all’arte visiva contemporanea. Il progetto editoriale, ideato e diretto dallo scrittore e giornalista pescarese Beniamino Cardines con la supervisione istituzionale di Donato Fioriti, presidente nazionale del Cipas e dirigente FIGEC, consolida la propria vocazione di laboratorio corale aperto al confronto tra autori affermati e talenti emergenti provenienti da ogni regione d’Italia attorno a una traccia tematica universale e intimista: Allo specchio….

La pubblicazione si inserisce in una stagione particolarmente feconda per il panorama letterario abruzzese, che vede il capoluogo dannunziano protagonista di rassegne d’eccellenza e progetti di riscatto sociale attraverso la parola scritta, come testimoniato di recente anche dall’iniziativa di Poesia oltre le mura nella Casa Circondariale di Pescara. In un’epoca dominata dalla velocità dei consumi digitali, SU/Sintassi Urbane riafferma la funzione primaria della lettura come bussola etica, richiamando il celebre monito di Hermann Hesse secondo cui un libro possiede valore autentico solo se conduce alla vita, donando al lettore una scintilla di freschezza e consapevolezza interiore. Una riflessione di grande respiro seguita con costante passione dalla nostra testata nell’ambito della cultura e della libera espressione artistica.

Il nuovo fascicolo raccoglie un mosaico straordinario di sensibilità letterarie e visive. Ad arricchire l’impatto estetico dell’opera sono le tavole pittoriche e le performance visive dell’artista pugliese Gianni Chiriatti, le cui illustrazioni dialogano con i testi dei numerosi scrittori coinvolti nel progetto. La redazione, composta da Annarita Pasquinelli, Giulia Madonna e Lucia Coia, ha lavorato in stretta sinergia operativa con l’associazione Bibliodrammatica APS e con la pinacoteca d’arte contemporanea AP/ArteProssima di Pescara, confermando il radicamento dell’iniziativa nell’humus creativo del territorio.

Gli autori del numero 5 e l’inserto dedicato ai vincitori del Premio Letterario Nazionale

La caratura del progetto risiede nella straordinaria pluralità delle firme che hanno risposto all’appello letterario dedicato al confronto con la propria immagine riflessa. Tra i protagonisti del quinto numero figurano, accanto allo stesso Beniamino Cardines, autrici e autori di primo piano quali Vittorina Castellano, Daniela Quieti, Francesco Iacovetti, Gianluca Lovino, Simona Novacco, Manuela Di Dalmazi, Agnese Ciccotelli, Sabrina Galli, Lucia Coia, Francesca Di Giuseppe, Francesca Buffone e Caterina Franchetta. Il linguaggio della grafica trova spazio grazie alle illustrazioni della fumettista Viviana Pacifico, affiancata dai contributi poetici e narrativi di Giulia Di Giampaolo, Margherita Bonfilio, Miriam Giuliani, Sandra De Felice, Alessandra Della Quercia, Alessio Scancella, Gabriele Di Francesco, Veruska Vertuani, Amedeo Polidoro, Assunta Di Basilico e Patrizia Splendiani.

Un capitolo di eccezionale rilievo all’interno della rivista è rappresentato dall’inserto speciale riservato ai vincitori del Premio Letterario Nazionale SU/Sintassi Urbane 2026, concorso dedicato alla letteratura sociale sul tema Seduto a pensare…. La sezione antologica ospita i testi premiati dalla giuria a firma di Raffaele Corti, Miriam Giuliani, Domenico Tonziello, Mario Molfese, Gianluca Lovino e Franco Ganovelli, premiando racconti e liriche capaci di fotografare le fragilità umane, i conflitti quotidiani e la ricerca di riscatto civile attraverso la scrittura creativa.

Questa convergenza di talenti evidenzia come la rivista pescarese sia riuscita a costruire un autentico ponte intergenerazionale, attirando contributi da tutta la penisola e valorizzando la sinergia con il panorama dello spettacolo teatrale e delle arti performative, offrendo al pubblico una proposta editoriale originale che può essere richiesta gratuitamente inviando un’email all’indirizzo dedicato della redazione.

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La visione di Donato Fioriti: un lievito per l’anima e per le nuove generazioni di scrittori

A tracciare le coordinate pedagogiche ed etiche della pubblicazione interviene Donato Fioriti, storico giornalista e dirigente nazionale FIGEC, che rimarca la necessità impellente di progetti editoriali indipendenti capaci di sottrarsi all’omologazione mercantile contemporanea.

“La prima domanda che sorge spontanea di fronte a una nuova avventura editoriale telematica riguarda la sua reale necessità”, riflette con lucidità Donato Fioriti. “La risposta è senza dubbio affermativa. Quando nasce un progetto letterario di questo spessore, si assiste a un autentico arricchimento dell’anima per gli operatori, per i cittadini e per l’intera comunità dei lettori. SU/Sintassi Urbane rappresenta un lievito fecondo che aiuta a strutturare le voci di poeti, giovani prosatori e artisti del cuore. Le arti aggregative possiedono la virtù rara di far dialogare personalità eterogenee attorno all’obiettivo comune di generare un prodotto culturale unico, stimolante e capace di portare frutti inaspettati nel tempo”.

Secondo Fioriti, la scommessa vinta dalla testata pescarese risiede proprio nella rigorosa selezione qualitativa dei contenuti, concepita come argine contro il disimpegno e come laboratorio partecipato per la crescita dell’intelletto civile.

La provocazione di Beniamino Cardines: la memoria letteraria nell’era dell’intelligenza artificiale

Di straordinaria intensità filosofica è l’editoriale firmato dal direttore responsabile Beniamino Cardines, che lancia un monito appassionato sulla preservazione della memoria umana in un contesto sociale ipertecnologico dominato dalla fretta e dalla proliferazione incontrollata dei contenuti effimeri.

“Ciò che intendiamo condividere con i nostri lettori è la libertà primordiale della letteratura che racconta, interroga e spinge oltre i confini del già noto”, osserva Beniamino Cardines nel suo intervento. “Viviamo in un’epoca in cui chiunque ha qualcosa da scrivere e può farlo con estrema facilità attraverso i canali digitali. C’è stato un tempo in cui pochissimi possedevano la tecnica della scrittura e si leggeva per immagini o affreschi, rendendo la parola un tesoro così prezioso da meritare la foglia d’oro. Oggi dobbiamo chiederci se non rischiamo di trasformarci nella generazione dei non-ricordi, imprigionata nella volatilità delle memorie informatiche e delle produzioni artificiali”.

“Dobbiamo domandarci con coraggio se stiamo costruendo l’epoca del senso o quella della banalità che tenta di auto-legittimarsi attraverso l’autoreferenzialità”, conclude lo scrittore pescarese. Un interrogativo cruciale che rende il quinto numero di SU/Sintassi Urbane non solo una pregevole rassegna antologica, ma un vero e proprio manifesto civile per la difesa della parola autentica.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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Premio Internazionale di Letteratura Città di Arce, Gianluca Quadrini all’Università di Cassino: la cultura motore identitario e di sviluppo per il nostro territorio

All’Università di Cassino si è svolta la solenne cerimonia della VII edizione del Premio Internazionale di Letteratura Città di Arce, promosso dall’Associazione Arcanum et Fregellae e dal presidente Massimo De Santis. All’Aula Magna Federico Rossi il consigliere provinciale e dirigente ANCI Lazio Gianluca Quadrini e il rettore Marco Dell’Isola hanno celebrato la cultura come motore identitario e di riscatto per la Ciociaria e il Lazio Meridionale. Voi cosa ne pensate? Tutti i dettagli qui sotto 👇

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Quadrini

Cassino – La solenne cornice accademica dell’Aula Magna Federico Rossi dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale ha ospitato con straordinario concorso di pubblico e autorevoli personalità istituzionali la cerimonia conclusiva della settima edizione del Premio Internazionale di Letteratura Città di Arce. La manifestazione, consolidatasi negli anni come uno dei riferimenti culturali più prestigiosi del panorama centro-meridionale, ha registrato la partecipazione attiva di amministratori, docenti e letterati. A portare i saluti e la testimonianza degli enti locali è intervenuto Gianluca Quadrini, consigliere provinciale di Frosinone e dirigente di ANCI Lazio, che ha ribadito la centralità strategica delle manifestazioni umanistiche per la rigenerazione sociale ed economica dell’intera Ciociaria.

L’evento ha confermato come la sinergia tra l’ateneo cassinate, i municipi del comprensorio e l’associazionismo civico rappresenti la chiave di volta per valorizzare il patrimonio immateriale delle aree interne. In un periodo storico in cui le comunità locali cercano nuove traiettorie di attrattività, la letteratura e le arti si impongono come leve insostituibili per rafforzare il senso di appartenenza e stimolare il pensiero critico delle giovani generazioni. Un percorso virtuoso che si ricollega direttamente alle grandi iniziative editoriali seguite dalla nostra testata nell’ambito della cultura e testimoniate dalla recente pubblicazione della rivista letteraria indipendente SU Sintassi Urbane.

“È per me un grandissimo onore e un immenso piacere presenziare a un appuntamento culturale di così elevato profilo scientifico e letterario, capace di travalicare i confini strettamente municipali per proiettare la Ciociaria e il Lazio Meridionale in una dimensione internazionale“, ha esordito con entusiasmo il consigliere Gianluca Quadrini. “La letteratura, l’arte e la poesia non sono meri esercizi estetici di bellezza formale, ma costituiscono i pilastri portanti per la costruzione della coscienza democratica, la conservazione della memoria storica e la crescita civile dei nostri territori”.

Il plauso a Massimo De Santis, all’Associazione Arcanum et Fregellae e alla giuria accademica

Un passaggio fondamentale del discorso istituzionale è stato dedicato al comitato organizzatore e all’infaticabile dedizione dell’ideatore e presidente del Premio, Massimo De Santis, capace di tessere una fitta rete di collaborazioni culturali tra atenei e municipi. “Desidero rivolgere i miei più sentiti complimenti a Massimo De Santis”, ha sottolineato Gianluca Quadrini di ANCI Lazio. “Con encomiabile tenacia, visione lungimirante e passione autentica, è riuscito a far crescere questa rassegna, trasformandola in un autentico fiore all’occhiello per Arce, per l’Ateneo di Cassino e per tutta la provincia di Frosinone, dimostrando come la dedizione civica possa diventare volano di coesione sociale”.

Il dirigente provinciale ha inoltre espresso vivo apprezzamento per l’impegno profuso dall’Associazione Culturale Arcanum et Fregellae, motore organizzativo della rassegna, e per l’autorevolezza della commissione giudicatrice presieduta dal Magnifico Rettore Marco Dell’Isola. Un lavoro corale supportato dal patrocinio della Regione Lazio, della Provincia di Frosinone, della XV Comunità Montana Valle del Liri e di numerosi sindaci ciociari, a riprova di quanto la collaborazione istituzionale possa produrre risultati di rilievo per il territorio e per i grandi eventi regionali.

La platea ha visto una folta rappresentanza di primi cittadini e amministratori, tra cui il sindaco di Arce Luigi Germani, l’amministratore provinciale Luigi Vacana, il vice sindaco di Arpino Massimo Sera, il sindaco di Colfelice Gabriella Protano e il sindaco di Pico Pierluigi Lepore, a testimonianza di una rinnovata compattezza istituzionale attorno ai temi dell’identità storica.

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La prolusione accademica e i momenti d’arte con il Teatro dell’Appeso e il canto lirico

La cerimonia nell’Aula Magna cassinate ha offerto una densa successione di riflessioni teoriche ed esibizioni artistiche dal vivo. Il presidente Massimo De Santis ha aperto la sessione accademica con una prolusione incentrata sul tema Il Valore della Cultura oggi, analizzando il compito degli intellettuali contemporanei nel contrastare il disimpegno etico e nel rivitalizzare i borghi storici del centro Italia.

La declamazione dei testi vincitori è stata impreziosita dalle intense interpretazioni dell’attore e regista Amedeo Di Sora, direttore del Teatro dell’Appeso, la cui voce teatrale ha saputo trasmettere le vibrazioni emotive dei versi poetici e delle prose selezionate dalla giuria. A scandire la consegna dei riconoscimenti sono stati gli intermezzi musicali eseguiti dal soprano Angela Nicoli, accompagnata al pianoforte dal maestro Luigi Mastracci, in un raffinato percorso tra lirica e musica da camera che ha entusiasmato le autorità presenti.

Alla manifestazione, documentata e moderata anche dal contributo del giornalista Maurizio Lozzi, ha partecipato una vasta rappresentanza di studenti universitari e appassionati. La settima edizione del Premio Città di Arce conferma così la propria fisionomia di laboratorio civico itinerante, dimostrando come la Ciociaria sappia parlare all’Europa attraverso il linguaggio universale della bellezza, dell’accoglienza e dell’alta cultura.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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Un cane in corsia per i bambini in ospedale: al via la raccolta per i cani dottori della pet therapy pediatrica con Il Porto dei Piccoli e Cuccioli Che Passione

Parte da Como e Genova la raccolta fondi nazionale per formare nuovi cani dottori destinati alla pet therapy nei reparti pediatrici degli ospedali italiani: l’iniziativa di solidarietà promossa dal centro cinofilo Cuccioli Che Passione di Andrea Zonca a sostegno della storica Fondazione Il Porto dei Piccoli attiva dal 2005 per portare normalità e sorrisi ai bambini ricoverati e alle loro famiglie. Voi cosa ne pensate? Tutti i dettagli qui sotto 👇

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Bambino che gioca con cane - Photo by Helena Lope

Como – La solitudine di una stanza d’ospedale può diventare un fardello insostenibile per un bambino costretto a lunghe degenze pediatriche. Tra il bianco asettico delle corsie, il sibilo costante dei macchinari e l’assenza improvvisa dei giochi, della scuola e dei propri affetti domestici, le giornate trascorrono spesso intrise di smarrimento. Proprio per spezzare questo isolamento e restituire il sorriso ai piccoli pazienti nasce una straordinaria campagna nazionale di raccolta fondi destinata a finanziare e addestrare i cani dottori per la pet therapy pediatrica. L’iniziativa di solidarietà, che unisce idealmente la Lombardia alla Liguria per estendersi a tutta la penisola, vede protagonista la sinergia virtuosa tra il centro cinofilo Cuccioli Che Passione di Faloppio, in provincia di Como, e la storica fondazione genovese Il Porto dei Piccoli, impegnata da oltre due decenni nell’assistenza ricreativa ed emotiva all’interno dei reparti ospedalieri.

L’impatto terapeutico della presenza animale in ambito clinico rappresenta oggi una frontiera scientifica ampiamente validata dalla medicina moderna. Quando un cane addestrato per gli Interventi Assistiti con gli Animali varca la soglia di un reparto di pediatria, la percezione stessa della degenza si trasforma all’istante: la tensione muscolare diminuisce, la frequenza cardiaca si stabilizza e nei piccoli ricoverati si riaccende quella voglia di giocare e relazionarsi che la malattia tenta quotidianamente di spegnere. Un progetto di alto profilo etico seguito con attenzione dalla nostra testata nell’ambito della sezione dedicata a salute e benessere, confermando quanto l’empatia e il contatto con la natura costituiscano una medicina preziosa complementare alle tradizionali cure farmacologiche.

La nuova raccolta fondi, attiva già da qualche settimana e sostenuta da una capillare mobilitazione sui canali digitali, si pone l’obiettivo concreto di accogliere, crescere e formare nuovi esemplari a quattro zampe da destinare alle corsie dei reparti pediatrici italiani. Il centro Cuccioli Che Passione, realtà cinofila d’eccellenza attiva fin dal lontano 1979 e forte di una comunità di oltre centomila follower tra Italia e Svizzera, ha deciso di mettere a disposizione la propria visibilità e risorse economiche dirette per sostenere le attività della fondazione ligure, dimostrando come la sensibilità verso il benessere animale possa tradursi in un aiuto tangibile per l’infanzia sofferente.

Il valore terapeutico dei cani in ospedale e la rigorosa preparazione degli operatori a quattro zampe

La permanenza prolungata all’interno di una struttura sanitaria altera profondamente gli equilibri psicologici dell’intero nucleo familiare. I genitori si trovano a gestire un carico emotivo logorante, fatto di attese interminabili e timori per il futuro clinico dei propri figli, mentre i bambini subiscono la privazione della loro normale quotidianità. Un amico a quattro zampe in corsia non ha il potere miracoloso di guarire una patologia organica complessa, ma possiede la capacità innata di riportare all’interno del reparto ciò che più scarseggia: la spensieratezza e il calore della vita domestica.

Tuttavia, come ricordano gli specialisti del settore, non è sufficiente un cane qualunque per operare in un contesto così delicato e complesso. Gli interventi assistiti con gli animali in pediatria richiedono un percorso di selezione e preparazione meticoloso, disciplinato da rigorosi protocolli operativi nazionali. I cani destinati alle corsie pediatriche devono essere soggetti adulti, dotati di un temperamento eccezionalmente calmo, equilibrato e privo di qualsiasi reattività agli stimoli sonori o visivi tipici dell’ambiente ospedaliero, come carrelli metallici, fleboclisi o movimenti improvvisi.

L’addestramento specialistico richiede mesi di lavoro fianco a fianco con educatori cinofili professionisti e coadiutori certificati, strutturando una preparazione paragonabile a quella di un atleta professionista prima di una competizione agonistica internazionale. Questo lungo cammino educativo comporta costi organizzativi e veterinari significativi, che rendono la partecipazione solidale dei cittadini un elemento fondamentale per garantire la continuità e l’ampliamento dei servizi gratuiti offerti ai nosocomi, promuovendo nuovi modelli di assistenza integrata che arricchiscono il panorama del lifestyle consapevole e solidale.

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Da Como a Genova: l’impegno di Andrea Zonca e l’esperienza vissuta in famiglia con Cuccioli Che Passione

La decisione di sostenere con forza la fondazione genovese nasce da una profonda motivazione personale maturata all’interno della famiglia di Andrea Zonca, responsabile alla guida del centro cinofilo comasco. Il contatto quotidiano con centinaia di famiglie e la gestione professionale degli animali hanno trovato una sintesi perfetta nella consapevolezza del ruolo terapeutico svolto dal cane nei frangenti più dolorosi della vita umana, collegandosi idealmente ai temi della medicina olistica e dell’umanizzazione delle cure già approfonditi nel recente reportage sul Festival di Storia della Salute.

“Sappiamo perfettamente cosa possa fare un cane per chi sta affrontando un momento difficile dal punto di vista della salute e dell’isolamento”, sottolinea con commozione Andrea Zonca. “Lo abbiamo sperimentato direttamente in famiglia: la vicinanza, l’affetto disinteressato e la presenza silenziosa di un quattrozampe hanno saputo fornire un supporto psicologico straordinario, andando ben oltre qualsiasi aspettativa. Per questa ragione, nel momento in cui siamo entrati in contatto con le preziose progettualità messe in campo da Il Porto dei Piccoli, abbiamo avvertito il dovere morale di mobilitarci in prima persona”.

La campagna web punta così a catalizzare la generosità di decine di migliaia di appassionati cinofili che ogni giorno seguono le attività del centro. Trasformare una vetrina virtuale in un canale di beneficenza autentica rappresenta un segnale civico di grande rilevanza, capace di ispirare anche le altre realtà del terzo settore operanti sul territorio nazionale nel creare reti stabili tra mondo del volontariato e operatori economici sensibili ai bisogni dei più vulnerabili.

Come donare per sostenere i cani dottori: le modalità ufficiali della Fondazione Il Porto dei Piccoli

Partecipare alla raccolta fondi e consentire la formazione di un nuovo cane per la pet therapy pediatrica è estremamente intuitivo. La Fondazione Il Porto dei Piccoli, attiva fin dal 2005 presso l’Istituto Giannina Gaslini di Genova e in numerose altre strutture ospedaliere della Liguria e d’Italia, ha predisposto un’apposita piattaforma online protetta attraverso cui ciascun cittadino può offrire il proprio contributo in modo trasparente e tracciato.

I sostenitori possono effettuare una donazione diretta con carta o bonifico sul portale ufficiale dell’ente, orientare il proprio aiuto verso specifici progetti educativi nei reparti di degenza, oppure indicare la fondazione come beneficiaria della quota del 5×1000 nella dichiarazione dei redditi. Ogni singola donazione, anche di modesta entità, concorre direttamente alle spese di mantenimento, controllo veterinario preventivo e addestramento specialistico dell’animale che prenderà servizio in ospedale.

“I nostri canali digitali raccontano costantemente storie di cuccioli gioiosi e famiglie serene”, conclude Andrea Zonca di Cuccioli Che Passione. “Ci è sembrato un dovere naturale prestare la nostra voce a chi, in questo momento, combatte una battaglia difficile contro la malattia e ha bisogno di un amico a quattro zampe più di chiunque altro al mondo”. Per informazioni complete e per sostenere la campagna di solidarietà è possibile consultare direttamente il portale ufficiale all’indirizzo web www.ilportodeipiccoli.org/donazioni.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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A Venezia il Festival di Storia della Salute alla Scuola Grande di San Marco: Ottavia Piccolo, libri rari e antichi atlanti anatomici in musica

Fino al 16 novembre 2026 a Venezia la Scuola Grande di San Marco ospita la quinta edizione del Festival di Storia della Salute: circa trenta appuntamenti gratuiti tra le letture di Ottavia Piccolo, gli atlanti anatomici trasformati in musica dall’Istituto Superiore di Sanità e l’apertura eccezionale della Biblioteca dei Libri Rari. Voi cosa ne pensate? Tutti i dettagli qui sotto 👇

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Sala_dellAlbergo

Venezia – Una biblioteca monumentale solitamente inaccessibile al pubblico apre eccezionalmente le proprie porte, mentre le raffinate tavole degli antichi atlanti anatomici del Rinascimento si trasformano in inedite partiture musicali grazie alle nuove tecnologie dell’Istituto Superiore di Sanità. Fino al 16 novembre 2026, la laguna veneta diventa la capitale del dialogo tra medicina, letteratura e umanesimo con la quinta edizione del Festival di Storia della Salute, promosso dalla secolare Scuola Grande di San Marco, confermandosi una notizia di straordinaria levatura seguita dalla nostra redazione nell’ambito della grande cultura e della storia della medicina.

Il tema guida di questa edizione, intitolata Libro che cura, cura del libro, esplora la potenza terapeutica della parola e dell’esperienza estetica attraverso un cartellone di circa trenta incontri, visite guidate gratuite e conferenze magistrali. «Leggere, studiare, scrivere, recitare e trasmettere la memoria attraverso le pagine di un volume sono gesti che possiedono una forza curativa insospettabile», evidenzia il coordinatore scientifico dottor Mario Po, offrendo una preziosa chiave di lettura che unisce la tutela della salute al valore etico della prevenzione e del benessere psico-fisico.

Ottavia Piccolo e le parole per le ferite di ogni tempo nella Sala dell’Albergo

Tra gli appuntamenti più attesi e suggestivi del festival spicca la performance in programma per giovedì 5 novembre alle ore 17:00 nella storica Sala dell’Albergo della Scuola Grande di San Marco, che vedrà protagonista una delle più grandi interpreti del teatro italiano, Ottavia Piccolo. Con il recital intitolato Parole per le ferite di ogni tempo, l’attrice darà voce alle poesie e alle prose degli autori del Novecento che hanno stretto un legame viscerale con Venezia: da Thomas Mann ed Ernest Hemingway a Ezra Pound e Iosif Brodskij, sino ai maestri della lirica italiana come Gabriele D’Annunzio, Eugenio Montale, Diego Valeri e Andrea Zanzotto, arricchendo il prestigioso cartellone dedicato agli eventi culturali e teatrali a Venezia.

Il giorno successivo, venerdì 6 novembre, il professor Antonio Trampus, ordinario di Storia moderna all’Università Ca’ Foscari, condurrà una lectio su Italo Svevo a Murano, analizzando i testi giovanili che anticiparono i grandi dilemmi esistenziali e clinici de La coscienza di Zeno, dimostrando come la letteratura sappia farsi specchio delle nevrosi e della ricerca di guarigione dell’uomo moderno, un patrimonio che dialoga con le eccellenze del territorio e delle identità regionali italiane.

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Gli atlanti anatomici diventano suono: il progetto dell’Istituto Superiore di Sanità

Una delle vette più innovative della manifestazione si terrà il 10 novembre alle 17:00 nella Sala San Domenico con la presentazione del sistema Sonific A.R.T. curato da Marco Mirra dell’Istituto Superiore di Sanità. Si tratta di un algoritmo matematico capace di convertire dati visivi, cromatici e strutturali in tracce musicali vere e proprie: parametri visivi come la luminosità e il tratto grafico vengono trasposti in timbro, altezza tonale e ritmo sonoro.

Applicata agli atlanti anatomici antichi di Vesalio, Morgagni e Galeno custoditi a Venezia, questa tecnologia consente di ascoltare la rappresentazione del corpo umano, aprendo prospettive rivoluzionarie per l’accessibilità museale di persone non vedenti o ipovedenti e per la didattica inclusiva.

Accesso speciale alla Biblioteca dei Libri Rari e la mostra con l’Accademia di Belle Arti

Il festival regalerà inoltre un’occasione imperdibile per bibliofili e ricercatori: il 30 ottobre, dopo l’intervista al libraio antiquario Alessandro Borgato condotta dal curatore Matteo Giro, i presenti potranno accedere in via del tutto eccezionale alla Biblioteca dei Libri Rari della Scuola Grande di San Marco, scrigno di edizioni originali del Cinquecento medico europeo. Il 9 novembre sarà invece la volta di Barche gentili, dedicato all’epopea del soccorso sanitario acqueo in laguna con Giovanni Capitanio e Luca Panizza.

A coronare il percorso sarà l’inaugurazione, il 16 novembre, della grande mostra La bellezza che cura. Anatomia ed arte nei libri antichi, realizzata in sinergia con l’Accademia di Belle Arti di Venezia e visitabile fino al 31 gennaio 2027. La Scuola Grande di San Marco riafferma così il primato di Venezia come crocevia universale in cui l’arte medica e la sapienza editoriale si prendono cura dell’anima umana.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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