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A Venezia il Festival di Storia della Salute alla Scuola Grande di San Marco: Ottavia Piccolo, libri rari e antichi atlanti anatomici in musica

Fino al 16 novembre 2026 a Venezia la Scuola Grande di San Marco ospita la quinta edizione del Festival di Storia della Salute: circa trenta appuntamenti gratuiti tra le letture di Ottavia Piccolo, gli atlanti anatomici trasformati in musica dall’Istituto Superiore di Sanità e l’apertura eccezionale della Biblioteca dei Libri Rari. Voi cosa ne pensate? Tutti i dettagli qui sotto 👇

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Sala_dellAlbergo

Venezia – Una biblioteca monumentale solitamente inaccessibile al pubblico apre eccezionalmente le proprie porte, mentre le raffinate tavole degli antichi atlanti anatomici del Rinascimento si trasformano in inedite partiture musicali grazie alle nuove tecnologie dell’Istituto Superiore di Sanità. Fino al 16 novembre 2026, la laguna veneta diventa la capitale del dialogo tra medicina, letteratura e umanesimo con la quinta edizione del Festival di Storia della Salute, promosso dalla secolare Scuola Grande di San Marco, confermandosi una notizia di straordinaria levatura seguita dalla nostra redazione nell’ambito della grande cultura e della storia della medicina.

Il tema guida di questa edizione, intitolata Libro che cura, cura del libro, esplora la potenza terapeutica della parola e dell’esperienza estetica attraverso un cartellone di circa trenta incontri, visite guidate gratuite e conferenze magistrali. «Leggere, studiare, scrivere, recitare e trasmettere la memoria attraverso le pagine di un volume sono gesti che possiedono una forza curativa insospettabile», evidenzia il coordinatore scientifico dottor Mario Po, offrendo una preziosa chiave di lettura che unisce la tutela della salute al valore etico della prevenzione e del benessere psico-fisico.

Ottavia Piccolo e le parole per le ferite di ogni tempo nella Sala dell’Albergo

Tra gli appuntamenti più attesi e suggestivi del festival spicca la performance in programma per giovedì 5 novembre alle ore 17:00 nella storica Sala dell’Albergo della Scuola Grande di San Marco, che vedrà protagonista una delle più grandi interpreti del teatro italiano, Ottavia Piccolo. Con il recital intitolato Parole per le ferite di ogni tempo, l’attrice darà voce alle poesie e alle prose degli autori del Novecento che hanno stretto un legame viscerale con Venezia: da Thomas Mann ed Ernest Hemingway a Ezra Pound e Iosif Brodskij, sino ai maestri della lirica italiana come Gabriele D’Annunzio, Eugenio Montale, Diego Valeri e Andrea Zanzotto, arricchendo il prestigioso cartellone dedicato agli eventi culturali e teatrali a Venezia.

Il giorno successivo, venerdì 6 novembre, il professor Antonio Trampus, ordinario di Storia moderna all’Università Ca’ Foscari, condurrà una lectio su Italo Svevo a Murano, analizzando i testi giovanili che anticiparono i grandi dilemmi esistenziali e clinici de La coscienza di Zeno, dimostrando come la letteratura sappia farsi specchio delle nevrosi e della ricerca di guarigione dell’uomo moderno, un patrimonio che dialoga con le eccellenze del territorio e delle identità regionali italiane.

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Gli atlanti anatomici diventano suono: il progetto dell’Istituto Superiore di Sanità

Una delle vette più innovative della manifestazione si terrà il 10 novembre alle 17:00 nella Sala San Domenico con la presentazione del sistema Sonific A.R.T. curato da Marco Mirra dell’Istituto Superiore di Sanità. Si tratta di un algoritmo matematico capace di convertire dati visivi, cromatici e strutturali in tracce musicali vere e proprie: parametri visivi come la luminosità e il tratto grafico vengono trasposti in timbro, altezza tonale e ritmo sonoro.

Applicata agli atlanti anatomici antichi di Vesalio, Morgagni e Galeno custoditi a Venezia, questa tecnologia consente di ascoltare la rappresentazione del corpo umano, aprendo prospettive rivoluzionarie per l’accessibilità museale di persone non vedenti o ipovedenti e per la didattica inclusiva.

Accesso speciale alla Biblioteca dei Libri Rari e la mostra con l’Accademia di Belle Arti

Il festival regalerà inoltre un’occasione imperdibile per bibliofili e ricercatori: il 30 ottobre, dopo l’intervista al libraio antiquario Alessandro Borgato condotta dal curatore Matteo Giro, i presenti potranno accedere in via del tutto eccezionale alla Biblioteca dei Libri Rari della Scuola Grande di San Marco, scrigno di edizioni originali del Cinquecento medico europeo. Il 9 novembre sarà invece la volta di Barche gentili, dedicato all’epopea del soccorso sanitario acqueo in laguna con Giovanni Capitanio e Luca Panizza.

A coronare il percorso sarà l’inaugurazione, il 16 novembre, della grande mostra La bellezza che cura. Anatomia ed arte nei libri antichi, realizzata in sinergia con l’Accademia di Belle Arti di Venezia e visitabile fino al 31 gennaio 2027. La Scuola Grande di San Marco riafferma così il primato di Venezia come crocevia universale in cui l’arte medica e la sapienza editoriale si prendono cura dell’anima umana.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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Un cane in corsia per i bambini in ospedale: al via la raccolta per i cani dottori della pet therapy pediatrica con Il Porto dei Piccoli e Cuccioli Che Passione

Parte da Como e Genova la raccolta fondi nazionale per formare nuovi cani dottori destinati alla pet therapy nei reparti pediatrici degli ospedali italiani: l’iniziativa di solidarietà promossa dal centro cinofilo Cuccioli Che Passione di Andrea Zonca a sostegno della storica Fondazione Il Porto dei Piccoli attiva dal 2005 per portare normalità e sorrisi ai bambini ricoverati e alle loro famiglie. Voi cosa ne pensate? Tutti i dettagli qui sotto 👇

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Bambino che gioca con cane - Photo by Helena Lope

Como – La solitudine di una stanza d’ospedale può diventare un fardello insostenibile per un bambino costretto a lunghe degenze pediatriche. Tra il bianco asettico delle corsie, il sibilo costante dei macchinari e l’assenza improvvisa dei giochi, della scuola e dei propri affetti domestici, le giornate trascorrono spesso intrise di smarrimento. Proprio per spezzare questo isolamento e restituire il sorriso ai piccoli pazienti nasce una straordinaria campagna nazionale di raccolta fondi destinata a finanziare e addestrare i cani dottori per la pet therapy pediatrica. L’iniziativa di solidarietà, che unisce idealmente la Lombardia alla Liguria per estendersi a tutta la penisola, vede protagonista la sinergia virtuosa tra il centro cinofilo Cuccioli Che Passione di Faloppio, in provincia di Como, e la storica fondazione genovese Il Porto dei Piccoli, impegnata da oltre due decenni nell’assistenza ricreativa ed emotiva all’interno dei reparti ospedalieri.

L’impatto terapeutico della presenza animale in ambito clinico rappresenta oggi una frontiera scientifica ampiamente validata dalla medicina moderna. Quando un cane addestrato per gli Interventi Assistiti con gli Animali varca la soglia di un reparto di pediatria, la percezione stessa della degenza si trasforma all’istante: la tensione muscolare diminuisce, la frequenza cardiaca si stabilizza e nei piccoli ricoverati si riaccende quella voglia di giocare e relazionarsi che la malattia tenta quotidianamente di spegnere. Un progetto di alto profilo etico seguito con attenzione dalla nostra testata nell’ambito della sezione dedicata a salute e benessere, confermando quanto l’empatia e il contatto con la natura costituiscano una medicina preziosa complementare alle tradizionali cure farmacologiche.

La nuova raccolta fondi, attiva già da qualche settimana e sostenuta da una capillare mobilitazione sui canali digitali, si pone l’obiettivo concreto di accogliere, crescere e formare nuovi esemplari a quattro zampe da destinare alle corsie dei reparti pediatrici italiani. Il centro Cuccioli Che Passione, realtà cinofila d’eccellenza attiva fin dal lontano 1979 e forte di una comunità di oltre centomila follower tra Italia e Svizzera, ha deciso di mettere a disposizione la propria visibilità e risorse economiche dirette per sostenere le attività della fondazione ligure, dimostrando come la sensibilità verso il benessere animale possa tradursi in un aiuto tangibile per l’infanzia sofferente.

Il valore terapeutico dei cani in ospedale e la rigorosa preparazione degli operatori a quattro zampe

La permanenza prolungata all’interno di una struttura sanitaria altera profondamente gli equilibri psicologici dell’intero nucleo familiare. I genitori si trovano a gestire un carico emotivo logorante, fatto di attese interminabili e timori per il futuro clinico dei propri figli, mentre i bambini subiscono la privazione della loro normale quotidianità. Un amico a quattro zampe in corsia non ha il potere miracoloso di guarire una patologia organica complessa, ma possiede la capacità innata di riportare all’interno del reparto ciò che più scarseggia: la spensieratezza e il calore della vita domestica.

Tuttavia, come ricordano gli specialisti del settore, non è sufficiente un cane qualunque per operare in un contesto così delicato e complesso. Gli interventi assistiti con gli animali in pediatria richiedono un percorso di selezione e preparazione meticoloso, disciplinato da rigorosi protocolli operativi nazionali. I cani destinati alle corsie pediatriche devono essere soggetti adulti, dotati di un temperamento eccezionalmente calmo, equilibrato e privo di qualsiasi reattività agli stimoli sonori o visivi tipici dell’ambiente ospedaliero, come carrelli metallici, fleboclisi o movimenti improvvisi.

L’addestramento specialistico richiede mesi di lavoro fianco a fianco con educatori cinofili professionisti e coadiutori certificati, strutturando una preparazione paragonabile a quella di un atleta professionista prima di una competizione agonistica internazionale. Questo lungo cammino educativo comporta costi organizzativi e veterinari significativi, che rendono la partecipazione solidale dei cittadini un elemento fondamentale per garantire la continuità e l’ampliamento dei servizi gratuiti offerti ai nosocomi, promuovendo nuovi modelli di assistenza integrata che arricchiscono il panorama del lifestyle consapevole e solidale.

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Da Como a Genova: l’impegno di Andrea Zonca e l’esperienza vissuta in famiglia con Cuccioli Che Passione

La decisione di sostenere con forza la fondazione genovese nasce da una profonda motivazione personale maturata all’interno della famiglia di Andrea Zonca, responsabile alla guida del centro cinofilo comasco. Il contatto quotidiano con centinaia di famiglie e la gestione professionale degli animali hanno trovato una sintesi perfetta nella consapevolezza del ruolo terapeutico svolto dal cane nei frangenti più dolorosi della vita umana, collegandosi idealmente ai temi della medicina olistica e dell’umanizzazione delle cure già approfonditi nel recente reportage sul Festival di Storia della Salute.

“Sappiamo perfettamente cosa possa fare un cane per chi sta affrontando un momento difficile dal punto di vista della salute e dell’isolamento”, sottolinea con commozione Andrea Zonca. “Lo abbiamo sperimentato direttamente in famiglia: la vicinanza, l’affetto disinteressato e la presenza silenziosa di un quattrozampe hanno saputo fornire un supporto psicologico straordinario, andando ben oltre qualsiasi aspettativa. Per questa ragione, nel momento in cui siamo entrati in contatto con le preziose progettualità messe in campo da Il Porto dei Piccoli, abbiamo avvertito il dovere morale di mobilitarci in prima persona”.

La campagna web punta così a catalizzare la generosità di decine di migliaia di appassionati cinofili che ogni giorno seguono le attività del centro. Trasformare una vetrina virtuale in un canale di beneficenza autentica rappresenta un segnale civico di grande rilevanza, capace di ispirare anche le altre realtà del terzo settore operanti sul territorio nazionale nel creare reti stabili tra mondo del volontariato e operatori economici sensibili ai bisogni dei più vulnerabili.

Come donare per sostenere i cani dottori: le modalità ufficiali della Fondazione Il Porto dei Piccoli

Partecipare alla raccolta fondi e consentire la formazione di un nuovo cane per la pet therapy pediatrica è estremamente intuitivo. La Fondazione Il Porto dei Piccoli, attiva fin dal 2005 presso l’Istituto Giannina Gaslini di Genova e in numerose altre strutture ospedaliere della Liguria e d’Italia, ha predisposto un’apposita piattaforma online protetta attraverso cui ciascun cittadino può offrire il proprio contributo in modo trasparente e tracciato.

I sostenitori possono effettuare una donazione diretta con carta o bonifico sul portale ufficiale dell’ente, orientare il proprio aiuto verso specifici progetti educativi nei reparti di degenza, oppure indicare la fondazione come beneficiaria della quota del 5×1000 nella dichiarazione dei redditi. Ogni singola donazione, anche di modesta entità, concorre direttamente alle spese di mantenimento, controllo veterinario preventivo e addestramento specialistico dell’animale che prenderà servizio in ospedale.

“I nostri canali digitali raccontano costantemente storie di cuccioli gioiosi e famiglie serene”, conclude Andrea Zonca di Cuccioli Che Passione. “Ci è sembrato un dovere naturale prestare la nostra voce a chi, in questo momento, combatte una battaglia difficile contro la malattia e ha bisogno di un amico a quattro zampe più di chiunque altro al mondo”. Per informazioni complete e per sostenere la campagna di solidarietà è possibile consultare direttamente il portale ufficiale all’indirizzo web www.ilportodeipiccoli.org/donazioni.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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Ca’ Spineda apre le porte a Treviso per una visita guidata gratuita il 5 novembre: tesori d’arte, biblioteca e Casa dei Carraresi con la Fondazione Cassamarca

Giovedì 5 novembre 2026 alle ore 10:00 visita guidata gratuita a Treviso a cura di Fondazione Cassamarca: porte aperte a Ca’ Spineda, Pinacoteca, Biblioteca, Archivi, Ca’ dei Brittoni e Casa dei Carraresi con gli studenti dell’ITT Mazzotti e del Liceo Riccati-Luzzatti. Prenotazione obbligatoria entro il 4 novembre. Voi cosa ne pensate? Tutti i dettagli qui sotto 👇

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locandina evento Treviso

Treviso – Uno straordinario patrimonio artistico, architettonico e archivistico custodito nel cuore pulsante del centro storico veneto si prepara a svelarsi al pubblico in una mattinata di eccezionale valore culturale. Nella giornata di giovedì 5 novembre 2026, a partire dalle ore 10:00, la splendida sede di Ca’ Spineda a Treviso aprirà le proprie porte per una speciale visita guidata completamente gratuita, promossa da Fondazione Cassamarca per favorire la conoscenza delle bellezze della città tra residenti, studenti e turisti, inserendosi tra i momenti di maggiore pregio seguiti dalla nostra redazione nell’ambito della grande cultura e della valorizzazione artistica.

L’itinerario guidato, della durata complessiva di circa un’ora, consentirà ai partecipanti di attraversare ambienti carichi di storia e fascino: dalle sale cinquecentesche di Ca’ Spineda alla prestigiosa Pinacoteca, passando per i volumi rari della Biblioteca e i documenti storici degli Archivi, sino a toccare gli spazi suggestivi di Ca’ dei Brittoni e la celebre cornice espositiva di Casa dei Carraresi, posizionandosi come uno degli appuntamenti più prestigiosi del nostro calendario dedicato agli eventi e alle visite guidate d’autunno.

Gli studenti del Mazzotti e del Riccati-Luzzatti protagonisti dell’accoglienza a Ca’ Spineda

Ad arricchire l’iniziativa di giovedì 5 novembre è la stretta sinergia con il mondo della scuola e della formazione giovanile trevigiana. Ad accompagnare i visitatori lungo le diverse sale del complesso monumentale saranno infatti alcuni brillanti studenti dell’Istituto Tecnico per il Turismo Giuseppe Mazzotti e del Liceo Statale Riccati-Luzzatti di Treviso, impegnati in un percorso di cittadinanza attiva che unisce l’apprendimento teorico alla pratica sul campo, arricchendo l’offerta seguita con passione per il settore della cultura e dello spettacolo veneto.

I giovani ciceroni guideranno il pubblico attraverso aneddoti, dettagli stilistici e contestualizzazioni storiche delle opere pittoriche esposte, dimostrando come il dialogo intergenerazionale rappresenti la via maestra per tramandare l’amore per il paesaggio urbano e rinsaldare l’identità del nostro territorio e delle comunità locali trevigiane.

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I capolavori della Pinacoteca e la memoria storica tra Ca’ dei Brittoni e Casa dei Carraresi

Il palazzo nobiliare di Ca’ Spineda, affacciato lungo piazza San Leonardo, rappresenta uno dei massimi esempi di dimora patrizia rinascimentale della Marca Trevigiana, arricchito da magnifici affreschi cinquecenteschi e collezioni d’arte accumulate nel corso dei secoli. La visita consente di ammirare le tele di maestri della pittura veneta custodite nella Pinacoteca e di accedere alla Biblioteca, punto di riferimento per studiosi e ricercatori grazie al suo ricchissimo fondo librario specialistico.

Il tragitto prosegue poi verso Ca’ dei Brittoni e si conclude nell’iconico complesso medievale di Casa dei Carraresi, lambito dalle acque del canale Cagnan. Qui la memoria della dominazione carrarese e le testimonianze del passato commerciale di Treviso si fondono con l’attività espositiva moderna, regalando ai presenti una panoramica completa sulla storia civile della città.

Modalità di prenotazione e contatti ufficiali con Fondazione Cassamarca a Treviso

Per garantire una fruizione ottimale e nel rispetto della capienza delle sale storiche, la partecipazione alla visita guidata gratuita di giovedì 5 novembre richiede l’obbligo di prenotazione preventiva entro la giornata precedente (mercoledì 4 novembre).

Tutti gli interessati possono riservare il proprio posto contattando la segreteria organizzativa di Fondazione Cassamarca al recapito telefonico 0422-513100 oppure inoltrando una comunicazione all’indirizzo di posta elettronica fondazione@fondazionecassamarca.it. Un’opportunità imperdibile per vivere da vicino la grande bellezza trevigiana e scoprire i segreti di uno dei palazzi storici più prestigiosi d’Italia.

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Enea Leoncini e i trent’anni di impresa in Albania a Radio Radicale con Artur Nura: dal celebre locale Lux alla sfida per la legalità e le regole

A Radio Radicale nella rubrica “Albania italianofona” di Artur Nura, l’imprenditore italiano Enea Leoncini ripercorre oltre 30 anni di attività a Tirana dal 1992: dal successo del locale Lux al Palazzo della Cultura alla traduzione del codice penale, lanciando un appello per la tutela della proprietà e la legalità negli investimenti tra Italia e Albania. Voi cosa ne pensate? Tutti i dettagli qui sotto 👇

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Enea Leoncini e Artur Nura

Tirana – Esistono storie umane e aziendali capaci di andare ben oltre la dimensione del semplice bilancio finanziario per farsi testimonianza viva della storia, delle speranze e delle contraddizioni di un intero Paese. È il caso di Enea Leoncini, imprenditore italiano che nel lontano febbraio del 1992 scelse di scommettere su Tirana all’indomani del crollo del regime comunista. La sua vicenda ultra-trentennale è stata al centro dell’approfondimento di Albania italianofona, la prestigiosa rubrica di Radio Radicale condotta dal giornalista e corrispondente Artur Nura, offrendo spunti di riflessione preziosi per chi segue le dinamiche dell’economia internazionale e degli investimenti all’estero.

Nel corso della lunga conversazione radiofonica, l’imprenditore ottantenne ha ripercorso le tappe di una presenza ininterrotta sul territorio balcanico, analizzando l’evoluzione del mercato locale, la transizione democratica e le pesanti difficoltà burocratiche e giudiziarie che hanno segnato il cammino delle imprese straniere. Ne emerge il ritratto sincero di un pioniere dell’integrazione italo-albanese, capace di coniugare il coraggio degli affari con una profonda attenzione per i diritti civili e la crescita del territorio e delle comunità locali oltrefrontiera.

Dall’arrivo nel 1992 al successo del Lux: la scommessa sui giovani al Palazzo della Cultura di Tirana

L’avventura albanese di Enea Leoncini prese le mosse da un incontro fortuito in Italia con un giovane ingegnere albanese, che spinse il manager a visitare Tirana nei primi mesi del 1992. L’impatto con la realtà post-regime fu caratterizzato da una naturale affinità culturale e dalla straordinaria diffusione della lingua italiana tra la popolazione, percepita come una finestra aperta verso la libertà. Consapevole che la priorità assoluta per la nuova classe dirigente fosse creare posti di lavoro stabili per le nuove generazioni, Leoncini decise di raccogliere una sfida audace: realizzare un punto di aggregazione d’avanguardia all’interno dello storico Palazzo della Cultura, segnando un capitolo inedito per la cultura giovanile e lo spettacolo a Tirana.

Nacque così il celebre locale Lux, inaugurato dopo mesi di complessi interventi strutturali nel rispetto dei più rigorosi standard di sicurezza occidentali. Il progetto si rivelò un trionfo travolgente: non una comune discoteca, ma un raffinato salotto di intrattenimento con musica dal vivo e spettacoli che attirò l’attenzione dei media internazionali, dimostrando al mondo che l’Albania possedeva tutte le carte in regola per accogliere investimenti privati moderni e di alto profilo.

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La tutela della proprietà e la certezza delle regole: la denuncia a Radio Radicale sulla corruzione

Accanto alle intuizioni vincenti, la testimonianza raccolta da Artur Nura si sofferma con lucidità chirurgica sulle criticità che hanno frenato lo sviluppo del sistema produttivo. Nel corso degli anni, Enea Leoncini ha vissuto sulla propria pelle gli effetti distorsivi della mancanza di certezza del diritto, denunciando episodi di opacità burocratica e interferenze arbitrarie che hanno condotto alla perdita di asset e alla cessione forzata di rami d’azienda, un problema cruciale per chi analizza i rapporti tra politica, riforme della giustizia e commercio estero.

«La fiducia di chi investe capitali ed energie all’estero», rimarca l’imprenditore, «non può reggersi unicamente sulle agevolazioni fiscali o sul basso costo del lavoro. Senza la tutela assoluta della proprietà privata, l’indipendenza dei tribunali e il contrasto inflessibile a ogni forma di corruzione, qualsiasi percorso di cooperazione economica rischia di restare fragile e incompiuto, penalizzando sia gli investitori esteri sia i lavoratori locali».

Dalla traduzione del codice penale alla cooperazione tra popoli: «Che vincano ragione e legalità»

A dimostrazione di un impegno che va ben oltre la pura logica del profitto, Enea Leoncini ha promosso in prima persona la traduzione e la divulgazione in lingua albanese dei codici giuridici italiani, a partire dal codice penale. Un contributo fondamentale per favorire la conoscenza delle norme tra gli operatori del commercio e per agevolare l’allineamento degli ordinamenti tra Roma e Tirana, creando le basi per una diplomazia economica fondata sulla trasparenza.

Giunto al traguardo degli ottant’anni, l’imprenditore spiega di essere rimasto a Tirana non per convenienza finanziaria, ma per il profondo legame affettivo con il popolo albanese e per le sincere amicizie coltivate in trent’anni di vita comune. Il suo auspicio conclusivo affidato ai microfoni di Radio Radicale risuona come un monito prezioso per il futuro dell’area balcanica: «Che vincano sempre la ragione e la legalità», uniche fondamenta su cui costruire un partenariato solido e duraturo tra le due sponde dell’Adriatico.

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