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Attualità

Il Mattutino di Luca Sforzini dal Castello di Castellar Ponzano del 29 ottobre: il segreto della lontananza, il paradosso del tempo e il coraggio delle verità solitarie

Nuovo appuntamento con Il Mattutino di Luca Sforzini dal Castello Sforzini di Castellar Ponzano per giovedì 29 ottobre 2026: una triplice riflessione sull’illusione della lontananza del mare, sul paradosso degli orologi che governano la puntualità e sulle verità più intime che osano mostrarsi solo quando restiamo soli con noi stessi. Voi cosa ne pensate? Tutti i dettagli qui sotto 👇

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il mattutino del 29 ottobre 2026

Castellar Ponzano – Torna l’appuntamento quotidiano più atteso dai lettori in cerca di profondità e consapevolezza con Il Mattutino di Luca Sforzini, diffuso nella giornata di oggi, giovedì 29 ottobre 2026, dalle storiche sale del Castello Sforzini di Castellar Ponzano. Attraverso tre folgorazioni poetiche e filosofiche di straordinaria potenza evocativa, il mecenate ed esperto d’arte invita il pubblico a interrogarsi sulla percezione della distanza, sulla relatività delle convenzioni temporali e sul valore intimo di quelle verità interiori che osano manifestarsi solo nel silenzio più assoluto, offrendo una bussola preziosa per chi segue le cronache del territorio e delle realtà culturali italiane.

Prima di addentrarci nell’analisi filosofica e simbolica dei tre pensieri odierni, riportiamo integralmente il testo ufficiale de Il Mattutino di giovedì 29 ottobre 2026 così come trasmesso dal Castello Sforzini di Castellar Ponzano:

IL MATTUTINO
dal Castello Sforzini di Castellar Ponzano
Giovedì 29 ottobre 2026

Il mare non sa
di essere lontano.

La puntualità è una virtù
che dipende molto dagli orologi.

Ci sono verità che entrano in una stanza
soltanto quando tutti gli altri sono usciti.

Questo era il Mattutino dal Castello Sforzini di Castellar Ponzano.
“Che sia una giornata di libertà, responsabilità e coraggio.”

Luca Sforzini e la filosofia del mare: perché la lontananza esiste solo negli occhi di chi guarda

La prima immagine scolpita da Luca Sforzini in questo giovedì di fine ottobre possiede la limpidezza cristallina di un haiku orientale: affermare che il mare non sa di essere lontano significa ribaltare completamente il nostro antropocentrismo quotidiano. Nella vita di tutti i giorni siamo abituati a misurare ogni cosa in base alla nostra posizione geografica o emotiva, attribuendo agli obiettivi, ai sogni o alla felicità l’etichetta della irraggiungibilità o della distanza, un tema ricorrente negli approfondimenti dedicati alla cultura e al pensiero contemporaneo.

Eppure l’immensità dell’oceano continua a respirare, a muovere le sue maree e a esistere nella sua pienezza assoluta senza avere alcuna percezione di chi si sente escluso o distante dalle sue rive. Allo stesso modo, i grandi ideali di bellezza, libertà e realizzazione personale non si allontanano mai davvero dall’uomo: siamo noi che, rimanendo fermi nelle nostre esitazioni interiori, trasformiamo una meta viva e presente in un miraggio irraggiungibile, dimenticando che basta rimettersi in cammino per annullare qualsiasi separazione.

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Il Mattutino dal Castello Sforzini: il paradosso della puntualità e degli orologi

Con il secondo aforisma, Luca Sforzini regala un tocco di sottile ironia filosofica che smaschera una delle grandi ossessioni della modernità: la puntualità è una virtù che dipende molto dagli orologi. In una società iperconnessa e frenetica che pretende di cronometrare ogni respiro, siamo portati a credere che il tempo sia una gabbia oggettiva e infallibile, quando in realtà la nostra pretesa di rigore dipende interamente dagli strumenti convenzionali con cui abbiamo scelto di misurare lo scorrere delle ore, un aspetto centrale per la qualità del nostro lifestyle e benessere quotidiano.

Dietro questa battuta fulminante si cela una riflessione profonda sulla differenza tra il tempo meccanico delle lancette e il tempo interiore della coscienza. Chi vive schiavo del cronometro confonde spesso la precisione formale con la maturità dello spirito, dimenticando che ogni individuo e ogni stagione storica marciano secondo un fuso orario dell’anima che non può essere omologato per decreto: arrivare all’appuntamento con il proprio destino richiede consapevolezza e presenza mentale, molto più che un ingranaggio sincronizzato al secondo.

Castello Sforzini di Castellar Ponzano: le verità che entrano nella stanza quando tutti sono usciti

Il vertice emotivo de Il Mattutino del 29 ottobre 2026 viene raggiunto nella terza sentenza, dove l’autore osserva come ci siano verità che entrano in una stanza soltanto quando tutti gli altri sono usciti. Finché siamo immersi nel rumore della folla, nei riti di convenienza dei salotti e nella necessità di indossare una maschera sociale per compiacere gli sguardi altrui, le risposte più autentiche sulla nostra vita restano prudentemente fuori dalla porta, come sanno bene gli studiosi della psicologia delle relazioni e dell’introspezione.

È soltanto quando si spengono le voci del conformismo e rimaniamo finalmente soli con noi stessi, nel raccoglimento di una stanza vuota, che la verità nuda e disarmante trova il coraggio di sedersi accanto a noi. Accogliere quella rivelazione silenziosa richiede esattamente la triade di valori con cui Luca Sforzini suggella il suo augurio dal Castello di Castellar Ponzano: la libertà di non mentire a sé stessi, la responsabilità di guardare in faccia ciò che siamo davvero e il coraggio di agire di conseguenza.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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Attualità

Bollo auto, l’annuncio del Governo sull’esenzione definitiva: «Stop alla tassa per auto fino a 80 kilowatt e moto», la guida ai veicoli e ai requisiti

Annuncio a sorpresa del Governo nella Manovra di Bilancio: via il bollo auto in modo definitivo e strutturale per tutti i veicoli di piccola e media potenza fino a 80 kW (circa 109 CV) e per le moto, con deroga speciale fino a 133 kW per i van delle famiglie numerose con almeno 4 figli. Esenzione prevista per un solo veicolo a nucleo familiare. Voi cosa ne pensate? Tutti i dettagli qui sotto 👇

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Bollo Auto

Roma – Una delle imposte più invise agli automobilisti e ai contribuenti italiani torna al centro del dibattito economico e politico nazionale con un annuncio destinato a scatenare reazioni contrastanti tra cittadini, associazioni dei consumatori e addetti ai lavori. Al termine della riunione del Consiglio dei Ministri che ha licenziato il testo della nuova Manovra di Bilancio, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha illustrato in conferenza stampa a Palazzo Chigi le misure fiscali previste dal documento di finanza pubblica, annunciando una svolta strutturale sulla tanto discussa tassa automobilistica regionale. Nelle intenzioni dell’esecutivo, il provvedimento punta a cancellare definitivamente il gravame per un’ampia fetta del parco veicolare circolante nel Paese, con una misura che impatta direttamente sui bilanci familiari e sulle dinamiche economiche di ogni singolo territorio italiano.

«Rendiamo strutturale l’intervento sul bollo auto», ha dichiarato la premier davanti ai giornalisti, «azzerando il tributo per le automobili di piccola e media cilindrata con potenza fino a 80 kilowatt (circa 109 cavalli) e per i motocicli. Parliamo di una platea che copre circa il 70% dei veicoli attualmente immatricolati in Italia». Una dichiarazione ad altissimo impatto mediatico, con cui Palazzo Chigi intende rispondere a chi in passato aveva derubricato la proposta a semplice promessa elettorale, inserendosi in una più ampia strategia di alleggerimento della pressione fiscale sui ceti medi e popolari, già invocata dalle categorie produttive anche sul fronte delle utenze domestiche come nel recente confronto a Montecitorio sulle proposte per tagliare i costi fissi delle bollette.

I criteri di potenza fino a 80 kW, le moto e il vincolo di un solo veicolo a nucleo

Entrando nei dettagli tecnici e applicativi della misura illustrata dal Governo, il perimetro dell’esenzione si concentra sui segmenti automobilistici di uso quotidiano: utilitarie, berline compatte, citycar e crossover urbani la cui potenza massima omologata non superi la soglia degli 80 kW. A questi si affianca la totalità del settore delle due ruote a motore, considerato da sempre un comparto strategico per la mobilità individuale e il decongestionamento del traffico nelle grandi aree metropolitane. Tuttavia, per garantire la compatibilità finanziaria della norma e scongiurare rilievi da parte degli organi di vigilanza contabile, il testo licenziato prevede precisi paletti selettivi.

In base all’articolato normativo approvato, il beneficio dell’azzeramento della tassa automobilistica potrà essere applicato a un solo veicolo per ciascun nucleo familiare anagrafico, evitando così che il risparmio fiscale si trasformi in un vantaggio sproporzionato per chi possiede più autovetture di proprietà. Per milioni di lavoratori pendolari, giovani alle prese con la prima vettura e pensionati, l’eliminazione del tributo annuale si tradurrebbe in un risparmio monetario netto compreso tra i 150 e i 250 euro annui a seconda della regione di residenza, rappresentando un fattore di sollievo tangibile all’interno del quadro generale dell’economia familiare.

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La clausola speciale per le famiglie numerose: esenzione fino a 133 kW per van e monovolume

Accanto alla norma generale per le utilitarie, il testo approvato dal Consiglio dei Ministri riserva una finestra di tutela rafforzata alle famiglie particolarmente numerose, accogliendo le istanze sollevate dalle associazioni pro-famiglia e superando il vaglio preventivo della Ragioneria Generale dello Stato. Per i nuclei familiari composti da almeno quattro figli a carico, la soglia di potenza agevolata viene sensibilmente elevata fino a un massimo di 133 kilowatt (circa 180 cavalli).

Questa deroga mirata consente di estendere la cancellazione del tributo anche ai van familiari, monovolume e veicoli multispazio omologati da 6 a 9 posti, mezzi di trasporto indispensabili per la gestione logistica quotidiana dei nuclei con molti bambini ma fisiologicamente penalizzati da cilindrate e pesi superiori. Una scelta di welfare fiscale che intende premiare la natalità e sostenere chi affronta costi di mantenimento ingenti, inserendosi al centro del confronto tra maggioranza e opposizione sui grandi capitoli della politica economica e sociale del Paese.

Il nodo dei rimborsi alle Regioni e la sfida della copertura finanziaria

Se da un lato l’annuncio della premier raccoglie il plauso immediato delle associazioni automobilistiche e degli utenti della strada, dall’altro apre una complessa partita contabile con le amministrazioni regionali, enti titolari del gettito derivante dalla tassa automobilistica che ogni anno garantisce miliardi di euro indispensabili per finanziare il trasporto pubblico locale, la manutenzione delle strade e la sanità territoriale. Per rendere la misura realmente strutturale e scongiurare ricorsi davanti alla Corte Costituzionale, il Ministero dell’Economia e delle Finanze dovrà garantire un meccanismo di ristoro integrale e automatico a favore delle casse regionali, attingendo ai fondi generali della Manovra.

Le prossime settimane, con l’avvio della sessione di bilancio alla Camera e al Senato, saranno decisive per verificare l’effettiva tenuta delle coperture e definire i decreti attuativi che stabiliranno le modalità operative con cui le agenzie regionali delle entrate e l’ACI applicheranno l’esenzione nei sistemi informatici di riscossione. Nel frattempo, la promessa di cancellare una tassa vissuta da generazioni come un balzello punitivo riaccende il dibattito pubblico, dividendo i cittadini tra chi esulta per un alleggerimento atteso da decenni e chi attende di leggere il testo definitivo per valutarne l’impatto reale sui servizi pubblici essenziali.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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Esteri

A Tokyo la cerimonia del Praemium Imperiale 2026: la Principessa Hitachi premia Cate Blanchett, Daniel Libeskind, Jenny Holzer, Andy Goldsworthy e Herbert Blomstedt

A Tokyo consegnato il Praemium Imperiale 2026: Sua Altezza la Principessa Hitachi premia Cate Blanchett, Daniel Libeskind, Jenny Holzer, Andy Goldsworthy e Herbert Blomstedt alla presenza di Paolo Gentiloni e Lamberto Dini. Il discorso sull’arte come ponte universale di pace e il premio da 15 milioni di yen. Voi cosa ne pensate? Tutti i dettagli qui sotto 👇

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Conferenza PI 2026_consiglieri e laureati © The Japan Art Association _ The Sankei Shimbun

Tokyo – Il prestigioso universo dell’arte e della creatività universale si è riunito nella capitale giapponese per la solenne cerimonia di consegna del Praemium Imperiale 2026, unanimemente considerato il vero e proprio Premio Nobel delle arti visive, dell’architettura e dello spettacolo. All’interno della sontuosa Sala Horai del Meiji Kinenkan, situata nello storico distretto di Moto-Akasaka a Tokyo, Sua Altezza Imperiale la Principessa Hitachi ha insignito personalmente i cinque straordinari maestri della trentasettesima edizione della rassegna, intervenendo in rappresentanza del consorte, il Principe Hitachi, Patrono onorario della prestigiosa Japan Art Association. Un momento di altissimo profilo istituzionale e culturale che ha ribadito la missione dell’arte come ponte di pace, dialogo e risanamento dei cuori in un’epoca segnata da aspri conflitti geopolitici, collegandosi idealmente con le grandi celebrazioni cinematografiche e teatrali che valorizzano i maestri della cultura contemporanea.

La cerimonia si è aperta con l’intervento ufficiale del Presidente della Japan Art Association, Hisashi Hieda, che ha salutato i circa duecento illustri ospiti internazionali convenuti da ogni angolo del pianeta. I cinque prestigiosi riconoscimenti di quest’anno sono stati attribuiti a figure leggendarie della cultura mondiale: la celebre attrice australiana due volte premio Oscar Cate Blanchett per il teatro e il cinema; il celebre architetto statunitense di fama mondiale Daniel Libeskind per l’architettura; l’artista concettuale americana Jenny Holzer per la pittura; il maestro della land art britannico Andy Goldsworthy per la scultura; e il novantanovenne direttore d’orchestra svedese Herbert Blomstedt per la musica, il cui premio è stato ritirato dal sovrintendente Stefan Forsberg, confermando l’importanza planetaria del riconoscimento all’interno del circuito di cultura e bellezza internazionale.

Il discorso di Paolo Gentiloni e il messaggio di Hillary Clinton alla Japan Art Association

Di straordinario rilievo politico e diplomatico sono stati i discorsi pronunciati dai nuovi Consiglieri internazionali dell’istituzione imperiale, tra i quali spiccano l’ex Presidente del Consiglio italiano Paolo Gentiloni, l’ex Primo Ministro giapponese Fumio Kishida e la presidente dell’Afep francese Patricia Barbizet. Nel suo toccante intervento, Paolo Gentiloni ha voluto rimarcare la responsabilità sociale degli artisti nella società moderna: «In un’epoca in cui tanta attenzione è rivolta a ciò che separa le nazioni e i popoli, celebriamo ciò che li unisce. Difendiamo la libertà di espressione artistica, incoraggiamo l’incontro tra le culture e investiamo nella creatività delle giovani generazioni. Le arti offrono qualcosa di cui il pianeta ha urgente bisogno: la capacità di riconoscerci negli altri».

La cerimonia ha visto inoltre la partecipazione di messaggi ufficiali di congratulazioni giunti da Hillary Rodham Clinton, già Segretaria di Stato americana e Consigliera internazionale del premio, di Lord Patten of Barnes dal Regno Unito, nonché della professoressa Marion Ackermann a nome del comitato tedesco. In sala era presente anche l’ex Presidente del Consiglio e Ministro degli Esteri italiano Lamberto Dini, nominato Consigliere onorario, affiancato da David Rockefeller Jr. e dall’architetto Shigeru Ban, a testimonianza di una prestigiosa rete che tutela il valore formativo e civile dello spettacolo e delle grandi creazioni dell’ingegno umano.

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Le parole di Daniel Libeskind e la borsa da 15 milioni di yen per ciascun premiato

Ciascuno dei cinque vincitori del Praemium Imperiale ha ricevuto, oltre alla prestigiosa medaglia aurea e al diploma d’onore, un riconoscimento in denaro pari a 15 milioni di yen (equivalenti a circa 85.000 euro), consegnato direttamente dai membri del comitato di selezione. A pronunciare il discorso corale di ringraziamento a nome di tutti i laureati è stato l’architetto Daniel Libeskind, autore della ricostruzione di Ground Zero a New York e del Museo Ebraico di Berlino: «Molto tempo dopo che le civiltà sono cambiate, sono spesso l’architettura, la musica, la pittura, la scultura e il teatro a raccontarne la storia. Le arti ci rivelano non solo come vivono le persone, ma a cosa danno valore, cosa ricordano e cosa sperano».

Nel corso della successiva conferenza stampa svoltasi all’hotel The Okura Tokyo, anche Lamberto Dini ha voluto tributare un omaggio solenne ai cinque maestri, sottolineando come l’originalità radicale e il coraggio stilistico siano i tratti distintivi che hanno reso queste personalità autentici fari dell’umanità. Dalla drammaturgia intensa di Cate Blanchett alle geometrie emotive di Libeskind, dalle sculture organiche di Andy Goldsworthy ai messaggi luminosi di Jenny Holzer fino alla spiritualità sinfonica di Herbert Blomstedt, il Praemium Imperiale 2026 consegna alla storia un manifesto di bellezza e speranza universale per il nostro tempo presente.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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Esteri

Dan Sullivan contro Dan Sullivan: la causa preventiva di Trump per salvare il seggio in Alaska

Il 3 novembre eleggeremo uno dei migliori e più rispettati senatori di Washington….. il vero Dan Sullivan”. Così ha detto il presidente Donald Trump in un recente comizio, mentre cercava di incoraggiare i suoi ascoltatori a non votare per un altro Dan Sullivan, il cui nome appare nella scheda elettorale per un seggio al Senato nello Stato dell’Alaska. La differenza fra i due si basa sull’iniziale del secondo nome: “S” per il senatore uscente, e “J” per un altro individuo che si era candidato alle primarie e che adesso appare nella scheda per l’elezione generale. Trump crede che la possibile confusione dei nomi potrebbe sfilare voti al suo preferito e facilitare la vittoria della candidata democratica Mary Peltola.Tutti i dettagli qui sotto 👇

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Dan Sullivan

Redazione-  Il 3 novembre eleggeremo uno dei migliori e più rispettati senatori di Washington….. il vero Dan Sullivan”. Così ha detto il presidente Donald Trump in un recente comizio, mentre cercava di incoraggiare i suoi ascoltatori a non votare per un altro Dan Sullivan, il cui nome appare nella scheda elettorale per un seggio al Senato nello Stato dell’Alaska. La differenza fra i due si basa sull’iniziale del secondo nome: “S” per il senatore uscente, e “J” per un altro individuo che si era candidato alle primarie e che adesso appare nella scheda per l’elezione generale. Trump crede che la possibile confusione dei nomi potrebbe sfilare voti al suo preferito e facilitare la vittoria della candidata democratica Mary Peltola.

Trump non si è limitato a chiarire ciò che lui chiama un trucchetto dei democratici, ma ha anche incaricato il ministro della Giustizia Todd Blanche di denunciare lo Stato dell’Alaska. La causa negherebbe il seggio alla Peltola se la sua vittoria dovesse avvenire con lievi margini. Trump e Blanche presuppongono che, in caso di sconfitta del loro preferito, ciò avverrà perché gli elettori repubblicani sbaglieranno il candidato Sullivan che intendono votare a causa della somiglianza dei nomi.

I nomi dei due Sullivan nella scheda elettorale sono abbastanza diversi da non dover causare confusione. Il nome del favorito di Trump appare come Sullivan, Dan S. (senatore uscente, repubblicano). Il “falso” appare come Sullivan, Daniel J. Jr., senza nessun’altra indicazione. I repubblicani avevano obiettato senza successo alla presenza di Daniel J. Sullivan alle primarie, poiché la Corte Suprema dell’Alaska aveva deciso che il senatore in carica non possiede il copyright del nome Sullivan e che esistevano sufficienti differenze per garantire un’elezione corretta. Alle primarie, Daniel J. aveva ricevuto il 2,5 per cento dei voti, ossia 4.107 consensi, mentre il senatore uscente Daniel S. ne aveva ricevuti 68.726.

Non si sa quanti voti Daniel J. potrà ricevere il 3 novembre, ma si crede che il margine di vittoria potrebbe essere risicato e la candidata democratica Peltola è avanti nei sondaggi. Questa situazione ha sorpreso tutti perché l’Alaska è considerato un “red state ”, ossia sotto il controllo dei repubblicani. Infatti, nelle elezioni presidenziali del 2024, Trump ha sconfitto Kamala Harris con un margine di 13 punti.

Come abbiamo scritto in queste pagine, molto è cambiato nei primi due anni del secondo mandato di Trump, soprattutto il costo della vita, causato in grande misura dalla politica dei dazi e dai costi del carburante dovuti alla scellerata guerra iniziata da Trump e Benjamin Netanyahu in Iran. Quindi i repubblicani si trovano in difficoltà in Stati che tipicamente non dovrebbero preoccuparli. L’Alaska è diventato uno degli Stati chiave per la determinazione della maggioranza al Senato, attualmente sotto il controllo repubblicano (53-47). Si ritiene però che le condizioni siano favorevoli ai democratici per conquistare la maggioranza alla Camera e potenzialmente anche al Senato. Nate Silver, il guru dei sondaggi, dà il 70 per cento di probabilità ai democratici di conquistare la maggioranza al Senato.

La causa intentata da Trump e Blanche è completamente anomala, poiché l’elezione non si è ancora svolta, anche se in molti Stati si sta già votando anticipatamente. Anche in Alaska è possibile votare quindici giorni prima della data fissata per il 3 novembre. Tutti gli analisti hanno definito la denuncia frivola e priva di possibilità di successo. Ciononostante, ciò ci suggerisce già quale potrà essere la strategia di Trump nel probabile caso di sconfitta alle urne, ricordandoci quanto accaduto nel 2020 quando Biden vinse l’elezione presidenziale. Si ricorda che, verso la fine del suo primo mandato, Trump chiese all’allora ministro della Giustizia Bill Barr di indagare su probabili brogli. Dopo aver eseguito l’ordine di Trump, Barr concluse che l’elezione era completamente regolare. Ciò non piacque a Trump, il quale accettò tempestivamente le dimissioni di Barr.

Nel caso attuale, si crede che il presidente contesterà alcuni risultati escogitando qualche escamotage per creare confusione. Ma se Barr nel 2020 fece il suo dovere, nel caso di Blanche si prevede un’altra realtà. Da ricordare che Blanche, prima di diventare vice e poi ministro della Giustizia, è stato l’avvocato personale di Trump. Quindi tutti gli indizi ci fanno credere che lui obbedirà completamente ai desideri del suo capo. Di conseguenza, la possibilità di ricorsi contro i risultati elettorali di midterm rimane alta. Come in passato, si spera che i magistrati bloccheranno interventi tutt’altro che ortodossi da parte di un presidente che finora non ha nemmeno ammesso di aver perso l’elezione presidenziale del 2020.

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Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della  National Association of Hispanic Publications.

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