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Attualità

Sante Marie – dopo due anni senza treni, dal metà Novembre due fermate

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Sante Marie - dopo due anni senza treni, dal metà Novembre due fermate

Le due nuove fermate garantiranno un collegamento mattutino con Sante Marie, sia da Roma sia da Avezzano, e un collegamento pomeridiano da Sante Marie verso Roma. Il risultato arriva al termine di un percorso lungo. Facendosi portavoce delle esigenze dell’intero territorio comunale, il sindaco aveva chiesto espressamente al presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, di far tornare a fermarsi a Sante Marie sei treni al giorno. La stazione, che per decenni aveva svolto regolarmente il suo servizio, negli ultimi anni era stata progressivamente smantellata. Diversi convogli che un tempo si fermavano avevano iniziato a transitare senza sosta, lasciando il paese e i suoi abitanti con collegamenti ridotti al minimo.

A rendere ancora più urgente la richiesta è stato lo sviluppo del Cammino dei Briganti e del Cammino dei Briganti Mtb, che ogni anno richiamano migliaia di camminatori da tutta Italia e, negli ultimi anni, anche da diversi Paesi europei. Un flusso in costante crescita, che ha reso la presenza di un collegamento ferroviario efficiente una necessità per residenti, visitatori e operatori turistici.

Dopo numerose interlocuzioni con Trenitalia e con la Regione, è arrivata la risposta positiva. Nella lettera, l’assessore D’Annuntiis parla di «una risposta concreta» alle richieste del territorio, che conferma l’impegno della Regione nel garantire il diritto alla mobilità e nel rafforzare i collegamenti delle aree interne, a beneficio dei cittadini e dello sviluppo del territorio.

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Attualità

Venerdi 30 Ottobre sciopero generale dei settori pubblici e privati

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Venerdi 30 Ottobre sciopero generale dei settori pubblici e privati

Nuova giornata di sciopero nazionale, contro il caro vita , nel settore privato e pubblico. Domani sono previsti possibili disagi per scuola, trasporti, sanità, uffici pubblici e privati. Si tratta di una mobilitazione indetta “contro l’economia di guerra imposta dal Governo Meloni, contro il carovita che sta strangolando la popolazione, contro la repressione dei giovani e dei lavoratori che protestano per migliori condizioni di vita”. Sarà, hanno spiegato i sindacati, “una giornata di protesta anche nei porti di mezzo mondo contro il traffico di armi: un’iniziativa di lotta lanciata da più organizzazioni sindacali di veri paesi tra cui USB che ha ormai coinvolto più di 100 scali portuali in 17 paesi diversi. È il momento di abbassare i prezzi, le tariffe energetiche, gli affitti e i mutui, di alzare i salari e di dire basta con la guerra”. Tutti i settori sono quindi coinvolti compreso quello dei trasporti nonostante la precettazione arrivata dal ministero dei Trasporti, respinta dal sindacato autonomo che ha confermato l’astensione “accollandosi le sanzioni che sono pesantissime ma nella consapevolezza che queste siano illegittime”. Lo sciopero coinvolge anche agricoltura, lavoratori portuali e comincia già da questa sera alle 21 per il personale delle attività ferroviarie e delle autostrade mentre per la sanità l’astensione inizierà dall’inizio del primo turno di domani alla fine dell’ultimo.

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Esteri

Elicottero militare italiano CH-47 precipita in Bosnia nella missione Eufor Althea: 3 morti e 12 feriti a Brcko, la nota della Difesa

🔴 Drammatica notizia dalla Bosnia-Erzegovina: un elicottero militare italiano CH-47 Chinook, impegnato nella missione internazionale dell’Unione Europea Eufor Althea, è precipitato nel pomeriggio di oggi nella regione nord-orientale di Brcko.

Secondo le prime informazioni diffuse dall’agenzia bosniaca Fena e dalle autorità sanitarie locali, il bilancio provvisorio dello schianto sarebbe di almeno 3 morti e 12 feriti tra i militari della forza multinazionale a bordo, mentre è stato escluso il coinvolgimento di civili a terra.

Il Ministero della Difesa italiano ha confermato l’incidente precisando che i soccorsi sono intervenuti immediatamente e che sono in corso gli accertamenti sulle condizioni del personale coinvolto. Tutti gli aggiornamenti e i dettagli qui sotto 👇

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militare italiano

Sarajevo – Un pomeriggio drammatico scuote le Forze Armate e tiene l’Italia intera col fiato sospeso per le sorti dei militari impegnati nelle missioni internazionali di pace nei Balcani. Nel pomeriggio di oggi, giovedì 29 ottobre 2026, un elicottero militare italiano CH-47 Chinook, inquadrato nel contingente dell’operazione multinazionale Eufor Althea in Bosnia-Erzegovina, è precipitato al suolo nel settore nord-orientale del Paese. Secondo le prime drammatiche informazioni diffuse dall’agenzia di stampa bosniaca Fena e confermate dalle autorità sanitarie locali e dal sindaco di Brcko Sinisa Milic, il bilancio provvisorio dello schianto sarebbe di almeno 3 morti e 12 feriti tra i membri della forza internazionale, sui quali restano in corso le verifiche ufficiali riguardanti le singole nazionalità delle vittime.

La tragedia si è consumata nella regione autonoma di Brcko, nei pressi della località di Gorica, mentre il grande elicottero da trasporto birotore stava effettuando un volo operativo e addestrativo di routine. Immediata la mobilitazione della macchina dei soccorsi: decine di ambulanze, squadre dei vigili del fuoco e reparti medici militari hanno raggiunto il luogo dell’impatto per estrarre gli occupanti dalla fusoliera e trasferire i feriti d’urgenza negli ospedali del distretto. Un grave fatto di cronaca internazionale seguito minuto per minuto dalla nostra redazione anche per i riflessi istituzionali sul piano dell’attualità e politica estera e di difesa nazionale.

Da Roma, il Ministero della Difesa ha confermato l’incidente attraverso una prima nota ufficiale, spiegando che un velivolo CH-47 dell’Esercito Italiano impegnato nella missione Eufor Althea è caduto per cause tuttora in fase di accertamento. “I soccorsi sono prontamente intervenuti”, fanno sapere dallo Stato Maggiore, precisando che al momento vige il massimo riserbo in attesa di comunicazioni certe e verificate sulle condizioni di salute del personale militare a bordo e del completamento delle procedure di notifica alle famiglie.

La ricostruzione dello schianto nella regione di Brcko e il comunicato del comando Eufor a Sarajevo

A fornire i primi dettagli operativi sulla dinamica dell’incidente aereo è stato il quartier generale della missione Eufor Althea con sede a Sarajevo. Attraverso un comunicato urgente, il comando multinazionale europeo ha confermato che il velivolo è precipitato durante un’operazione di routine nel distretto di Brcko, escludendo fortunatamente il coinvolgimento di cittadini civili a terra o danni alle abitazioni circostanti.

L’intera area dello schianto è stata immediatamente cinturata dalle forze di polizia bosniache e dai reparti della polizia militare internazionale per consentire le operazioni di messa in sicurezza dei rottami e l’avvio di un’inchiesta tecnica congiunta sulle cause della caduta. Gli investigatori dell’aviazione militare dovranno stabilire se all’origine della perdita di quota vi sia stata un’improvvisa avaria meccanica ai motori o ai rotori, un impatto con cavi dell’alta tensione oppure un fattore legato alle condizioni di visibilità atmosferica nella vallata della Sava.

Il dramma riporta in primo piano i rischi altissimi affrontati quotidianamente dai nostri contingenti all’estero e dai soccorritori impegnati nei teatri operativi più complessi a tutela della sicurezza collettiva e del territorio europeo, poche ore dopo le altre drammatiche notizie di giornata seguite sul fronte della cronaca nazionale.

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L’identikit dell’elicottero CH-47F Chinook: il gigante dell’Aviazione dell’Esercito sviluppato con Boeing e Leonardo

Il velivolo coinvolto nell’incidente bosniaco, il CH-47 nella versione modernizzata F, rappresenta da oltre mezzo secolo la colonna portante del trasporto pesante dell’Aviazione dell’Esercito Italiano, di stanza principalmente presso il 1° Reggimento Aviazione dell’Esercito “Antares” di Viterbo. Prodotto su progetto statunitense Boeing nell’ambito di una partnership industriale strategica con l’italiana Leonardo (responsabile dell’integrazione dei sistemi e dell’assemblaggio finale), l’ICH-47F è considerato uno degli elicotteri più sicuri, potenti e versatili al mondo.

Dotato di una cabina di pilotaggio interamente digitalizzata e di sistemi avionici di ultima generazione, questo gigante dell’aria è progettato specificamente per operare nelle condizioni ambientali più estreme, contrastando i fenomeni di disorientamento spaziale noti come brown-out su terreni sabbiosi e white-out su scenari innevati, oltre a essere costantemente impiegato in Italia per le grandi emergenze di Protezione Civile e spegnimento incendi.

Cos’è la missione Eufor Althea nei Balcani e l’attesa per i bollettini ufficiali da Roma

L’operazione Eufor Althea dell’Unione Europea opera in Bosnia-Erzegovina dal 2004 per garantire il rispetto degli accordi di pace di Dayton e la stabilità dell’area balcanica, vedendo l’Italia tra i principali Paesi contributori con uomini e mezzi aerei. Nelle prossime ore sono attesi i comunicati ufficiali dello Stato Maggiore della Difesa per fare piena luce sull’identità delle vittime e sulle condizioni dei dodici militari feriti ricoverati negli ospedali bosniaci.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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Politica

CSM, Antonio Mazzocchi dei Cristiano Riformisti frena sull’ipotesi di Antonio Di Pietro: no a scorciatoie giustizialiste, la magistratura deve restare neutrale

L’onorevole Antonio Mazzocchi, presidente nazionale dei Cristiano Riformisti, contesta duramente l’ipotesi di candidatura dell’ex pm di Mani Pulite Antonio Di Pietro a membro laico del Consiglio Superiore della Magistratura. Nel ricordare la cancellazione di DC e PSI durante Tangentopoli, Mazzocchi ammonisce contro il ritorno a stagioni di scontro ideologico e chiede una magistratura neutrale, terza e garantista. Voi cosa ne pensate? Tutti i dettagli qui sotto 👇

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Di Pietro

Roma – Il dibattito istituzionale attorno agli equilibri della magistratura italiana e al rinnovo delle cariche di vertice degli organi di garanzia torna a infiammarsi. A scuotere gli ambienti parlamentari è l’ipotesi ventilata da alcune forze politiche di candidare l’ex pubblico ministero di Mani Pulite, Antonio Di Pietro, come membro laico del Consiglio Superiore della Magistratura. Una prospettiva che ha suscitato l’immediata e durissima presa di posizione dell’onorevole Antonio Mazzocchi, presidente nazionale del movimento dei Cristiano Riformisti, che boccia senza appello l’ipotesi, richiamando il Parlamento a una riflessione rigorosa sulla memoria storica della Repubblica e sulla necessità di preservare la terzietà dell’organo di autogoverno delle toghe da tentazioni populiste e giustizialiste.

L’elezione dei componenti laici di Palazzo dei Marescialli rappresenta uno dei passaggi più delicati previsti dalla Costituzione, deputato ad assicurare il controllo democratico e il raccordo tra la sovranità popolare e l’ordine giudiziario. In questo contesto, la figura dell’ex magistrato molisano, protagonista indiscusso delle inchieste giudiziarie che nei primi anni Novanta travolsero i vertici dello Stato, continua a dividere profondamente l’opinione pubblica tra sostenitori della linea dura e fautori dello Stato di diritto garantista. Il tema si inserisce pienamente nelle riflessioni sui nodi irrisolti della giustizia e della tutela dei diritti già affrontate dalla nostra testata nell’ambito dell’attualità e politica nazionale e nel recente approfondimento sul caso della giustizia e magistratura con Meritocrazia Italia.

“Come Movimento dei Cristiano Riformisti esprimiamo profondo stupore e meraviglia di fronte al sostegno espresso da alcune forze politiche, storicamente avvezze a una politica scandalistica, a favore dell’ipotesi di candidatura di Antonio Di Pietro al CSM“, esordisce con fermezza l’onorevole Antonio Mazzocchi nel suo documento programmatico. “Siamo da sempre custodi e promotori intransigenti di una giustizia equa, equilibrata e rigorosamente non di parte, e consideriamo doveroso richiamare le forze parlamentari a non smarrire la bussola della memoria storica in nome di convenienze tattiche”.

La memoria di Mani Pulite e la cancellazione dei partiti storici della Prima Repubblica

Nel ripercorrere le tappe che hanno segnato la transizione repubblicana, il leader dei Cristiano Riformisti pone l’accento sulla stagione di Tangentopoli, evidenziando le ferite istituzionali che quell’ondata giudiziaria inferse al tessuto democratico del Paese. L’offensiva giudiziaria milanese, guidata mediaticamente proprio dal pool guidato da Di Pietro, determinò la repentina dissoluzione di forze politiche che avevano guidato la ricostruzione postbellica e scritto le pagine fondamentali della Carta costituzionale, a partire dalla Democrazia Cristiana e dal Partito Socialista Italiano.

“Non si può dimenticare con troppa disinvoltura come un’intera classe dirigente repubblicana sia stata letteralmente azzerata dalla stagione delle inchieste giudiziarie di Mani Pulite“, prosegue l’onorevole Antonio Mazzocchi. “Quella fase convulsa vide tra i suoi massimi e più mediatici accusatori proprio l’allora pm Di Pietro, la cui azione processuale sfociò nella cancellazione coatta di formazioni politiche storiche che avevano costruito e difeso l’Italia libera e antifascista, garantendo decenni di progresso sociale ed economico prima del loro abbattimento mediatico”.

Secondo i vertici riformisti, riproporre oggi quella medesima icona del giustizialismo inquirente per un ruolo di governo e disciplina della magistratura ordinaria equivarrebbe a riaprire vecchie ferite mai del tutto rimarginate, minando la fiducia dei cittadini nella neutralità dei tribunali ed entrando in aperto contrasto con i valori della partecipazione democratica discussi anche a livello locale nelle scuole civiche del territorio.

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Lo Stato di diritto, la separazione dei poteri e il monito contro i processi di piazza

La contrarietà espressa dai Cristiano Riformisti poggia su argomentazioni di teoria generale del diritto e sulla necessità inderogabile di tutelare la separazione tra potere legislativo, esecutivo e giudiziario. Inserire una personalità che ha fatto della militanza politica attiva – fondando partiti e guidando ministeri – il naturale prolungamento della propria notorietà inquirente viene percepito come un fattore di turbamento per l’equilibrio del CSM.

“Elevare oggi quell’emblema del giustizialismo d’assalto ai vertici dell’autogoverno dei magistrati rappresenta un pericoloso controsenso logico e giuridico per chiunque creda sinceramente nello Stato di diritto e nelle prerogative della sovranità costituzionale”, ammonisce severamente il presidente Mazzocchi. “Per questa ragione invitiamo le forze politiche a non farsi imprigionare dall’ingenuità e a rammentare il saggio adagio popolare secondo cui il lupo perde il pelo ma non il vizio. Le istituzioni giudiziarie hanno urgente bisogno di terzietà, ponderazione e garanzie procedurali certe, non del risveglio di logiche da pubblica accusa permanente”.

La presa di posizione si chiude con un appello accorato affinché l’agenda parlamentare non venga condizionata da logiche di scontro ideologico, in una fase storica in cui le riforme strutturali del processo penale e civile e i nodi dell’economia richiedono certezza del diritto, celerità dei giudizi e la fine della spettacolarizzazione mediatica delle indagini giudiziarie.

Articolo a cura della Redazione di Cavaliere News – Riproduzione riservata

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