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Psicologia delle relazioni

Quelle emozioni che suscita in me mia cognata! | La posta del cuore “Amore e Tradimenti ” di Alessandra Hropich

Salve dottoressa, sono felicemente sposato da tre anni con una donna che rappresenta la mia famiglia, la mia vita e la mia stabilità.C’è però un problema che si è presentato: la sorella, che ogni tanto viene a trovarci, è una donna che scatena i miei sensi.
Ho provato a evitare le conversazioni, le tavolate e le feste in cui c’è lei, ma mia moglie ci tiene ai raduni e alle feste comandate e, puntualmente, arriva la donna che scatena i miei sensi.

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ALESSANDRA HROPICH

Redazione-  Salve dottoressa, sono felicemente sposato da tre anni con una donna che rappresenta la mia famiglia, la mia vita e la mia stabilità.C’è però un problema che si è presentato: la sorella, che ogni tanto viene a trovarci, è una donna che scatena i miei sensi.
Ho provato a evitare le conversazioni, le tavolate e le feste in cui c’è lei, ma mia moglie ci tiene ai raduni e alle feste comandate e, puntualmente, arriva la donna che scatena i miei sensi.
So bene che non le posso chiedere cosa potrei fare perché lei non dà più consigli. Ma mi faccia dire che mi sento molto dispiaciuto perché non vorrei dire a mia moglie che mi è antipatica la sorella fino al punto che me ne vado via ogni volta indignato. Ed ammetto di provare un certo disagio per la situazione perché mia cognata non merita questo mio rifiuto.
Ma anche io non merito di provare uno strano eccitamento fisico ogni volta che la sorella di mia moglie viene a trovarci. Sono strano io? Sono il solo a provare certe emozioni malsane? Non credo di dovermi sempre defilare da certi inviti. Non mi sento tranquillo però perché temo che mia moglie possa, un giorno, scoprire il mio problema.
Lorenzo da Capalbio

Le emozioni non dovrebbero essere temute mai, noi esseri umani vorremmo sempre tenere tutto sotto controllo ma non è possibile.
Capisco la difficoltà di dover ammettere certi stati d’animo.
E comunque, so per certo che tanti uomini provano emozioni verso qualche donna che non è la propria compagna ufficiale ma non tutti scelgono di comportarsi allo stesso modo.
Rifiutare anche il solo vedere una donna indica una forte attrazione e un’incapacità di mantenere un certo comportamento, manca del tutto l’autocontrollo, su questo devi chiedere aiuto, non devi invece vergognarti di provare un’emozione.
È un atteggiamento comune: in tantissimi provano una certa attrazione verso una donna che non è quella ufficiale, ma non si possono tagliare i ponti con tutti. Serve autocontrollo e, se non c’è, bisogna chiedere aiuto. Non puoi andare avanti, caro Lorenzo, evitando la cognata.
Esistono gli psicologi anche per chiedere il motivo di certi accadimenti. Non puoi evitare la sorella di tua moglie per tutta la vita; prima o poi tua moglie capirebbe qualcosa e sarebbe allora sì imbarazzante.
È pieno di uomini che provano emozioni di vario genere per altre donne ma, il fatto che si tratti, nel tuo caso, della sorella di tua moglie, rende tutto più proibito e, dunque, anche eccitante.
Un ultimo pensiero: non colpevolizzarti per ciò che provi, perché le emozioni non si scelgono, mentre i comportamenti sì. Se questa attrazione ti crea un disagio così intenso da impedirti di vivere serenamente i momenti in famiglia, concediti la possibilità di parlarne con uno psicologo. Comprendere da dove nasce questa forte reazione può aiutarti a ridimensionarla e a ritrovare la tranquillità, senza mettere in discussione il legame con tua moglie né i valori in cui credi.

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Il sesso a tre. E la coppia ? La posta del cuore “Amore e Tradimenti ” di Alessandra Hropich

ara, ti dispiace se stasera porto nel nostro letto una donna mora che ravviva la nostra serata? Una tipa tutta curve e niente cervello che, sento, porterà sprint e ci farà divertire, ne guadagna il  nostro feeling di coppia!”

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ALESSANDRA HROPICH

Redazione-  “Cara, ti dispiace se stasera porto nel nostro letto una donna mora che ravviva la nostra serata? Una tipa tutta curve e niente cervello che, sento, porterà sprint e ci farà divertire, ne guadagna il  nostro feeling di coppia!”
Questa, la richiesta di mio marito fatta una sera mentre guardavamo la Tv.
Sul momento e vista
l’ espressione del viso di mio marito, sembrava una richiesta birichina e scherzosa ma comunque una tantum, una novità e niente più.
Purtroppo, l’ arrivo di una terza donna, è diventata la regola: da oltre un anno, more, rosse, bionde, nere, cinesi, tutte le razze e specie nel nostro letto.
Una sera, ne ho parlato con mio marito che mi ha detto: “Io amo te ma, ultimamente, prediligo il trio, il sesso non è coppia è gruppo!’
Ci sono rimasta male, credevo veramente che mio marito avesse voglia di fare uno strappo alla regola una volta (che poi si è protratta per un anno).
Ed ora? Niente sesso tra noi se non arriva una ragazza o signora
dall’ esterno, cosa dovrei fare? Dovrei portare mio marito da uno psicologo per farlo rientrare nella coppia?
Paola da Ajaccio

Una terza donna nel letto matrimoniale per migliorare il feeling di coppia?
È una favola.
La storia del “lo faccio per noi” è una delle giustificazioni più fantasiose che si possano raccontare. Se ogni volta entra una donna diversa nella camera da letto, più che una terapia di coppia sembra un casting a luci rosse permanente.
Tuo marito non aveva alcuna voglia di fare un semplice gioco erotico a  tre. Piuttosto, sembra aver spostato il proprio interesse dalla dimensione della coppia a quella del sesso condiviso, fino a trasformare il rapporto a tre in una condizione necessaria. Altro che fantasia occasionale.
Questo, di per sé, non implica un disturbo psicologico: alcune persone sviluppano preferenze sessuali non convenzionali. Tuttavia, quando una preferenza diventa l’ unica modalità accettata, ignorando il disagio del partner e compromettendo la reciprocità della relazione, può indicare una difficoltà a mantenere l’intimità esclusiva di coppia, una ricerca continua di novità e stimoli oppure una minore attenzione ai bisogni affettivi dell’altro.
Il punto più rilevante non è il desiderio del trio in sé, ma il fatto che venga imposto come unica possibilità. È qui che nasce lo squilibrio della relazione. Se per fare sesso serve sempre una comparsa, il problema non è la comparsa: è ciò che la coppia, da sola, non riesce più a rappresentare.
Uno psicologo potrebbe essere utile, ma non per “far rientrare tuo marito nella coppia”, come se bastasse una seduta per spegnere un interruttore. Potrebbe invece aiutare entrambi a capire se i vostri bisogni, i vostri desideri e la vostra idea di relazione siano ancora compatibili.
Nessuna richiesta è mai soltanto un gioco: racconta sempre qualcosa della relazione. Nel caso specifico, parla di stanchezza, ricerca continua di novità, desiderio di coppia affievolito o bisogno di trasgredire… ma con la moglie in platea, così da non dover nemmeno rinunciare alla comodità della relazione stabile e senza dover mentire per il tradimento, perché di questo, comunque, si tratta.

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Luglio e agosto, moglie mia non ti conosco ! La posta del cuore “Amore e Tradimenti ” di Alessandra Hropich

Sono Carlo, ho la fortuna, da qualche anno, di non avere più mia moglie tra i piedi proprio nei mesi di luglio ed agosto.
Un tempo, partivamo insieme ai nostri figli che ora sono grandi (ventenni) ed era un martirio per me perché avevo bisogno di guardarmi intorno con avventure tipicamente estive. Sia chiaro: non aspetto l’ estate per andare a donne ma, oggi, nei mesi caldi, io resto volentieri in città perché, dico di voler controllare il palazzo che si svuota nei mesi estivi. A mia moglie che è insegnante, del mio non accompagnarla in vacanza, le interessa, oggi, nulla, tanto ha le sue amiche e il gruppo solito della casa al mare.

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ALESSANDRA HROPICH

Redazione-  Sono Carlo, ho la fortuna, da qualche anno, di non avere più mia moglie tra i piedi proprio nei mesi di luglio ed agosto.
Un tempo, partivamo insieme ai nostri figli che ora sono grandi (ventenni) ed era un martirio per me perché avevo bisogno di guardarmi intorno con avventure tipicamente estive. Sia chiaro: non aspetto l’ estate per andare a donne ma, oggi, nei mesi caldi, io resto volentieri in città perché, dico di voler controllare il palazzo che si svuota nei mesi estivi. A mia moglie che è insegnante, del mio non accompagnarla in vacanza, le interessa, oggi, nulla, tanto ha le sue amiche e il gruppo solito della casa al mare.
Io mi trovo molto bene senza nessuno che mi chiede dove sono stato e con chi, non accade più, tutto questo, nemmeno nei mesi invernali ma, è straordinariamente bello il fatto di andare a comprare sesso con calma e senza dover rispettare determinati orari per la cena o altro. Ultimamente, frequento molto le africane o le colombiane, mi attrae molto l’ aspetto esotico.
Mi scatenò di più in estate e, questo, per me, equivale ad una bella vacanza piena di libertà e relax. Ci crede? Sto bene da solo a casa e la sera, beh, parte la caccia alle donne più sensuali.
Benedico tutto questo, quando partivo con mia moglie, mi sentivo sotto controllo ed ero nervoso.
Ho trovato la mia pace, anche se poi, ho avventure qua e là pur nelle altre stagioni.
Rosse, brune, nere o bianche, il sesso, non mi deve mai mancare.
Tutto questo, mentre mia moglie non si accorge di nulla, chi sta meglio di me?
Carlo da Poggibonsi

Caro Carlo,
direi che lei ha trasformato il proverbio “Luglio e agosto, moglie mia non ti conosco” in un vero e proprio piano ferie… con tanto di programma sessuale serale.
Mi ha fatto sorridere quando scrive che resta in città “per controllare il palazzo”. Immagino i vicini tranquilli: “Meno male che c’è Carlo a vigilare”. Se sapessero che il servizio di sorveglianza prevede più ronde tra le vie della prostituzione che tra i pianerottoli…
Lei descrive la sua estate come altri descrivono un villaggio turistico: libertà, relax e un ricco programma di attività. Solo che, invece del torneo di bocce e dell’acquagym, preferisce dedicarsi a incontri decisamente più… ravvicinati.
Una cosa, però, gliela riconosco:  va dritto al punto, con una sincerità quasi disarmante. C’è chi colleziona calamite dei luoghi di vacanza e chi, come lei, sembra collezionare corpi per il suo soddisfacimento sessuale.
Ognuno fa quello che sente, soprattutto in estate, ci mancherebbe altro!
Ed è già tanto che sua moglie non la reclama, sappia di non essere il solo a tradire in estate e inverno ma, tante altre donne, ci tengono a non farsi vedere sole nei luoghi di vacanza, altrimenti farebbero anche loro volentieri a meno della presenza ingombrante del marito.
Da ultimo, riguardo la sua affermazione su sua moglie che non si accorgebbe mai di nulla, non è esatta, la sua signora si disinteressa di ciò che lei fa in estate o in inverno, le mogli, non solo la sua, sanno tutto ma preferiscono fingere di non sapere anche perché, nel suo caso, non si tratta di una scappatella fugace in una normale relazione ma di una prassi consolidata e collaudata da tempo tra due persone che non hanno più interesse e passione l’ una per l’ altra.

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Ho due amanti ed un marito ! | La posta del cuore “Amore e Tradimenti ” di Alessandra Hropich

Cara dottoressa, ho un marito che mi attrae come un funerale, ma è la mia unica fonte di reddito. Appena ho conosciuto un uomo economicamente stabile, me lo sono subito “accaparrato”. Non nascondo che, con il passare del tempo, la noia nei confronti dell’uomo che ho sposato era diventata tale da spingermi a guardare altrove.

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ALESSANDRA HROPICH

Redazione-  Cara dottoressa, ho un marito che mi attrae come un funerale, ma è la mia unica fonte di reddito. Appena ho conosciuto un uomo economicamente stabile, me lo sono subito “accaparrato”. Non nascondo che, con il passare del tempo, la noia nei confronti dell’uomo che ho sposato era diventata tale da spingermi a guardare altrove. Così è arrivato il mio primo amante: rappresentava la bontà, l’intelligenza, la parte più cerebrale di un uomo.
Con il tempo, però, anche quella passione si è affievolita. Poi, nella mia vita, è entrato quasi con prepotenza un altro uomo, un giovane massaggiatore che sembra più un animale che un essere umano. Quando faccio l’amore con lui entro in un’altra dimensione. È esperto, passionale, coinvolgente, molto più di tanti uomini maturi.
Purtroppo, di recente, si è fidanzato con una donna matura come me e mi ha confidato che è lei a mantenerlo. Da allora è sempre meno disponibile nei miei confronti. Avevo trovato un equilibrio: mio marito, il primo amante e lui. Tutto sembrava funzionare senza cambiare nulla. Ora, invece, questa novità mi destabilizza. Sapere che frequenta un’altra donna mi provoca dispiacere. So bene che non posso impedirglielo e che ha tutto il diritto di vivere la sua vita, ma temo di perdere i nostri momenti, la nostra intimità. È normale provare tutto questo?
Caterina

Capisco il suo disagio ma, come lei si sente libera di gestire il rapporto con suo marito secondo le sue esigenze, ancora più libero è un amante, che per definizione non è vincolato da un progetto comune né da un impegno riconosciuto. Una relazione clandestina vive spesso di libertà, di spontaneità e di assenza di obblighi: pretendere esclusività in un contesto del genere rischia di diventare una contraddizione.
Più che soffermarmi sulla presenza dei due amanti, mi colpisce il modo in cui descrive gli uomini della sua vita. Ognuno sembra avere una funzione ben precisa: il marito rappresenta la sicurezza economica, il primo amante soddisfa il bisogno di dialogo e di stimolo intellettuale, il secondo quello della passione e del desiderio. È come se nessuno potesse essere una persona nella sua interezza, ma ciascuno fosse chiamato a colmare un vuoto diverso.
Questa frammentazione può offrire, almeno inizialmente, un senso di equilibrio, perché ogni relazione compensa ciò che manca nelle altre. Tuttavia è un equilibrio fragile: basta che uno degli elementi cambi posizione, come è accaduto con il massaggiatore, perché l’intero sistema entri in crisi.
Lei dice di essere turbata perché lui frequenta un’altra donna. Forse quella che definisce gelosia non nasce soltanto dalla paura di perderlo sessualmente. Potrebbe derivare anche dal fatto che, per la prima volta, non è più lei a decidere le regole del gioco. Fino a oggi era stata lei a distribuire il proprio tempo e i propri sentimenti tra più uomini; adesso sperimenta la sensazione di poter essere sostituita. È una posizione nuova, che inevitabilmente mette in contatto con la vulnerabilità.
Mi domando anche se la sua continua ricerca di nuove emozioni non sia diventata un modo per evitare un confronto più profondo con se stessa. Cambiano gli uomini, cambiano le sensazioni, ma il bisogno di cercare continuamente qualcosa di diverso sembra restare identico. Quando una relazione perde intensità, invece di chiedersi che cosa stia accadendo dentro di sé, compare subito un nuovo investimento emotivo.
Non è detto che il problema siano i suoi amanti o suo marito. Forse il vero interrogativo è un altro: cosa cerca davvero in queste relazioni? Sicurezza, conferme, desiderio di sentirsi viva, paura della solitudine, bisogno di essere desiderata? Finché questa domanda rimane senza risposta, è probabile che nessun uomo riesca a darle una soddisfazione stabile, perché ogni rapporto finirà per essere sostituito da un altro quando l’emozione iniziale inevitabilmente si attenuerà.
Più che molta libertà, nella sua lettera leggo molta inquietudine. E l’inquietudine, quando non viene compresa, spesso si traveste da continua ricerca di emozioni nuove.

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