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I segreti dell’Arte Bianca a Poggio Moiano: viaggio alla scoperta della Pizzeria “Incontro” e della sua leggendaria “Pizza Quattro Gusti”

Il profumo della vera Pizza, l’amore per la tradizione e il talento di una grandissima Pizzaiola! 🍕 🪵 Oggi vi portiamo in viaggio nel meraviglioso borgo di Poggio Moiano per scoprire i segreti della famosissima Pizzeria “INCONTRO”! In un mondo pieno di catene e fast-food, locali come l’Incontro sono un vero rifugio per l’anima! Guidata con amore infinito, sacrifici e passione dagli storici proprietari ESTER e PIERO ANGELONI, questa pizzeria è diventata un pilastro assoluto dell’enogastronomia locale. Ma il vero segreto di questo successo si trova davanti al calore del forno: stiamo parlando del formidabile talento di ELEONORA SIMONETTI! Una donna straordinaria, una Pizzaiola con la P maiuscola, che con le sue mani d’oro riesce a creare impasti leggeri, croccanti e digeribilissimi! Noi l’abbiamo messa alla prova ieri sera assaggiando il vero “Capolavoro” della casa: una maestosa e gigantesca “PIZZA QUATTRO GUSTI”, servita meravigliosamente su un grande tagliere di legno! Un’esplosione di sapori pazzesca divisa in due: metà “Rossa” (con una Diavola dal salamino piccante squisito e una Margherita perfetta) e metà “Bianca” (con un ruspante spicchio Salsiccia e Friarielli/Verdura, bilanciato dalla delicatezza del prosciutto cotto!). Un equilibrio celestiale che scioglie letteralmente il palato! Sosteniamo sempre i ristoratori italiani che lavorano col sorriso e scelgono solo materie prime di altissima qualità! Leggi tutta la nostra esaltante recensione nell’articolo completo! 👇 🍻 Conoscete già la Pizzeria Incontro e i suoi fantastici proprietari? Qual è il vostro gusto di pizza preferito in assoluto quando andate a mangiare fuori? Fate i complimenti a Eleonora, Ester e Piero nei commenti e condividete questo post per far venire l’acquolina in bocca ai vostri amici!

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Pizza Quattro Gusti, Pizzeria Incontro Poggio Moiano

Poggio Moiano (RI) – In un mondo che corre sempre più veloce, dominato dai fast-food asettici e dalle catene di ristorazione fredde e impersonali, c’è ancora un rifugio per l’anima e per il palato: sono le storiche pizzerie di paese. Luoghi magici, dove il profumo inebriante della legna arsa si mescola alle risate dei commensali e dove la farina, l’acqua e il lievito si trasformano in vera poesia.
Oggi vi portiamo nel cuore della Sabina, nello splendido borgo di Poggio Moiano, per raccontarvi una storia di passione, famiglia e altissima qualità culinaria: quella della rinomata Pizzeria “Incontro”. Un locale che non è semplicemente un posto dove andare a mangiare, ma una vera e propria istituzione territoriale, guidata con amore, dedizione e sacrifici straordinari dai proprietari Ester e Piero Angeloni.

Il cuore grande di Ester e Piero Angeloni

Varcare la soglia della Pizzeria “Incontro” significa entrare a far parte di una grande famiglia. Ester e Piero Angeloni hanno costruito, anno dopo anno, un ambiente accogliente, rustico ed estremamente genuino, dove ogni cliente viene trattato con il rispetto e il calore riservato a un ospite d’onore.
La loro filosofia è semplice ma potentissima: selezionare ossessivamente le migliori materie prime del territorio, accogliere le persone con un sorriso sincero e garantire un’esperienza culinaria che resti impressa nella memoria. È grazie alla loro visione attenta e alla loro instancabile etica del lavoro che questo locale è diventato un punto di riferimento assoluto per chi cerca il vero sapore della tradizione italiana, lontano dalle mode effimere del momento.

Il tocco magico della Pizzaiola Eleonora Simonetti

Ma ogni grande pizzeria ha bisogno di un “direttore d’orchestra” davanti al forno rovente. All’Incontro, questo ruolo cruciale è affidato alle mani sapienti e veloci della Pizzaiola Eleonora Simonetti.
In un mestiere storicamente e ingiustamente dominato da figure maschili, Eleonora rappresenta l’eccellenza e il riscatto del talento femminile nell’Arte Bianca. Guardarla lavorare l’impasto è uno spettacolo per gli occhi: i suoi movimenti sono precisi, sicuri e pieni di grazia. Eleonora sa leggere perfettamente il grado di umidità, i tempi di lievitazione e le temperature del forno, garantendo a ogni singola pizza una digeribilità assoluta, una croccantezza perfetta ai bordi e una morbidezza celestiale al centro.

Il capolavoro assoluto: la maestosa “Quattro Gusti”

Se c’è un piatto che incarna alla perfezione l’abilità di Eleonora e la generosità di Ester e Piero, è senza dubbio la maestosa e gigantesca “Pizza Quattro Gusti”. Scordatevi i piatti striminziti: questa meraviglia viene servita trionfalmente al tavolo su un magnifico tagliere di legno circolare, pronta per essere condivisa (o, per i più coraggiosi, divorata in solitaria!).
Si tratta di un’opera d’arte culinaria perfettamente divisa a metà tra l’anima “rossa” (con base di pomodoro dolcissimo e mozzarella filante) e l’anima “bianca”.

Un’esplosione di sapori: dalla Diavola ai Friarielli

Il viaggio sensoriale offerto da questa enorme pizza è indescrivibile. Il primo spicchio rosso è dedicato agli amanti dei sapori forti: una classica “Diavola” con salamino piccante di altissima qualità che rilascia i suoi oli essenziali sciogliendosi sulla mozzarella. Accanto, la rassicurante semplicità di una “Margherita” perfetta.
Spostandosi sulla metà bianca della pizza, si viene investiti dall’avvolgente e ruspante sapore del territorio: un generoso spicchio con salsiccia saporita e verdure (immancabili i friarielli o la cicoria), che si bilancia magnificamente con l’ultimo spicchio, delicatissimo, farcito con fette di prosciutto cotto selezionato. Un equilibrio perfetto di consistenze e sapori, una sinfonia di ingredienti che si fondono su un impasto leggerissimo, croccante e digeribile.

Sostenere le eccellenze dei nostri borghi

Raccontare la Pizzeria “Incontro” significa accendere un faro sulle realtà sane, laboriose e straordinarie che popolano la nostra provincia. Ester, Piero ed Eleonora sono l’esempio lampante di come il duro lavoro, l’amore per le proprie radici e il rispetto per i clienti possano trasformare un semplice pasto in un’esperienza da ricordare. Se passate da Poggio Moiano, fatevi un favore enorme: sedetevi al loro tavolo e ordinate una “Quattro Gusti”. Il vostro palato vi ringrazierà all’infinito.

Tel:0765201845

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Marsi n’Jazz a Celano, il Francesco Bruno 4tet apre la rassegna: all’Auditorium Fermi le note di «My New Sky»

Marsi n’Jazz a Celano, il Francesco Bruno 4tet apre la rassegna: all’Auditorium Fermi le note di «My New Sky» 👇

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F.Bruno - Euridice 1

Celano – La grande musica jazz torna a vibrare tra le vette e i borghi della Marsica, portando sul palco interpreti di caratura internazionale e progetti musicali di raffinata sensibilità artistica. Prende ufficialmente il via la prestigiosa programmazione celanese di «Marsi n’Jazz», la rassegna musicale organizzata con instancabile dedizione dall’Associazione Culturale Blue Note APS sotto l’attenta direzione artistica del maestro Franco Finucci. Il sipario si alzerà sabato 31 ottobre 2026 alle ore 18:30 presso l’Auditorium Enrico Fermi di Celano, dove ad inaugurare il cartellone sarà il celebre Francesco Bruno 4tet con il suggestivo live concept intitolato «My New Sky».

Un appuntamento di primissimo piano per gli amanti della musica d’autore di tutto il nostro territorio, sostenuto con convinzione dal Comune di Celano, dalla Regione Abruzzo e dal Ministero della Cultura, confermando la cittadina castellana come polo d’attrazione privilegiato per la cultura e la ricerca sonora contemporanea.

Francesco Bruno 4tet: il viaggio lirico e mediterraneo di «My New Sky»

Protagonista assoluto della serata d’apertura sarà Francesco Bruno, autentica colonna storica della scena jazzistica italiana sin dai primi anni Settanta. Musicista poliedrico, compositore raffinato e chitarrista dall’inconfondibile tocco lirico, Bruno ha attraversato oltre quattro decenni di evoluzione musicale dividendo il palcoscenico e le sale d’incisione con leggende mondiali del calibro del trombettista tascabile Don Cherry, firmando inoltre negli anni Ottanta brani storici divenuti autentici evergreen della canzone italiana. Negli anni più recenti, la sua ricerca lo ha visto dialogare con maestri di primo piano come il trombettista catalano Raynald Colom e i sassofonisti Javier Girotto e Maurizio Giammarco.

Con «My New Sky», Bruno propone una sintesi perfetta tra il rigore formale e l’energia sincopata del modern jazz afroamericano e le atmosfere melodiche e calde della tradizione latina e mediterranea. Il pubblico dell’Auditorium Fermi avrà l’opportunità di ascoltare in anteprima alcune delle composizioni inedite destinate al nuovo album in fase di lavorazione, affiancate da perle discografiche tratte dai suoi più acclamati progetti solisti, tra cui il celebre «Blue Sky Above The Dreamers» e il recente lavoro discografico «Zàkynthos».

CONSIGLIATO DALLA REDAZIONE
MUSICA & GRANDI MAESTRI

Il grande libro del jazz – Arrigo Polillo

La monumentale bibbia del jazz edita da Mondadori (Oscar Grandi Classici): la storia, i miti, i protagonisti e le rivoluzioni stilistiche della musica più affascinante del Novecento.

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L’interplay del quartetto: improvvisazione e complicità sul palco

A scolpire l’identità sonora e il dinamismo del concerto sarà una ritmica d’eccezione composta da musicisti di altissimo profilo strumentale: Pierpaolo Principato al pianoforte, Andrea Colella al contrabbasso e Giorgio Raponi alla batteria. L’intesa tra i quattro interpreti non si limita alla puntuale esecuzione degli spartiti, ma vive del cosiddetto interplay, quel dialogo empatico basato sull’ascolto reciproco e sulla capacità di sviluppare variazioni melodiche e poliritmie in tempo reale, rendendo ogni concerto un evento irripetibile.

Le corde fluide di Bruno, capaci di passare da arpeggi acustici intimisti a fraseggi elettrici incandescenti, troveranno nelle armonie del pianoforte di Principato e nel solido groove di Colella e Raponi il terreno ideale per dar vita a un racconto emozionale vibrante, dove la tecnica sopraffina è costantemente al servizio della poesia musicale.

Il cartellone di Marsi n’Jazz: cinque eventi d’eccellenza fino a Natale

La serata del 31 ottobre è soltanto il primo tassello di un cartellone articolato su cinque imperdibili tappe che animeranno l’autunno e l’inverno celanese. Il programma proseguirà domenica 22 novembre con l’energia trascinante del trio guidato dal celebre sassofonista Max Ionata, per poi approdare domenica 6 dicembre all’atteso progetto «Napulitanata» con la voce inconfondibile di Peppe Servillo.

Sabato 12 dicembre sarà la volta dell’omaggio al mito di Miles Davis con il quintetto guidato dal bassista Pippo Matino, mentre la conclusione in grande stile è programmata per domenica 27 dicembre con il tradizionale e travolgente concerto natalizio della straordinaria vocalist americana Sherrita Duran. Una rassegna che arricchisce l’offerta turistica e culturale della Marsica, confermando l’impegno della Blue Note APS e del maestro Finucci nel rendere il jazz un bene condiviso e accessibile a tutta la comunità.

A cura della Redazione Cultura e Spettacolo di Cavaliere News

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Ortona, l’Auditorium Zambra accoglie la personale di Gabriele Lacchè: in mostra il «pittore dei divi irrequieti»

Ortona, l’Auditorium Zambra accoglie la personale di Gabriele Lacchè: in mostra il «pittore dei divi irrequieti» 👇

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la personale di Gabriele Lacchè

Ortona – Il connubio tra recitazione teatrale, rigenerazione urbana e sperimentazione pittorica d’avanguardia trasforma la costa teatina nella capitale abruzzese dell’arte contemporanea. A partire da lunedì 26 ottobre, con inaugurazione ufficiale fissata alle ore 18:30, il suggestivo foyer dell’Auditorium Zambra di Ortona aprirà le proprie porte alla nuova, attesissima mostra personale di Gabriele Lacchè (noto nel circuito artistico anche come Gabriele Orlando Lacchè). L’esposizione, a ingresso completamente gratuito, rimarrà visitabile fino al 26 novembre negli storici spazi di via Don Giovanni Bosco, gestiti con visione e passione dalla compagnia Unaltroteatro guidata dagli attori e registi Lorenza Sorino e Arturo Scognamiglio.

L’appuntamento rappresenta un momento di altissimo richiamo culturale per l’intero territorio, offrendo al pubblico un mese interamente dedicato a un percorso visivo magnetico, capace di unire ritrattistica d’autore, provocazione estetica e contaminazioni con l’alta moda internazionale.

Il pittore dei divi irrequieti: l’universo espressivo di Gabriele Lacchè

Nato a Lanciano nel 1972, autentico figlio d’arte e ormai ortonese d’adozione, Gabriele Lacchè è considerato una delle figure più originali, incisive e vulcaniche del panorama visivo contemporaneo. Il suo percorso accademico affonda le radici nelle aule del prestigioso Liceo Artistico “Giuseppe Misticoni” di Pescara per poi perfezionarsi all’Accademia di Belle Arti di Urbino, culla rinascimentale in cui l’artista ha appreso i segreti della composizione classica prima di decostruirla con audacia moderna. Soprannominato dalla critica «Il pittore dei divi irrequieti», Lacchè ha incentrato la propria instancabile ricerca figurativa sull’animo umano, catturando sguardi, tormenti, fragilità e carisma di personaggi iconici e figure del nostro tempo.

Le sue tele non cercano mai l’adulazione estetica né la perfezione accademica fine a se stessa, ma scavano sotto la pelle dei soggetti per far emergere storie crude, singolari e profondamente reali. Attraverso pennellate dense, colature di colore e contrasti chiaroscurali netti, Lacchè restituisce la vertigine dell’irrequietezza esistenziale, trasformando il ritratto in un vero e proprio specchio psicologico delle contraddizioni della società postmoderna.

CONSIGLIATO DALLA REDAZIONE
ARTE & CULTURA

Lo squalo da 12 milioni di dollari – Don Thompson

Il saggio bestseller edito da Mondadori: un’inchiesta avvincente e senza filtri sui retroscena, le provocazioni e il fascino travolgente del mercato dell’arte contemporanea internazionale.

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4.7 su 5
(Bestseller Mondadori Arte)

Ascolta tutti i saggi d’arte, le grandi biografie e le storie di creatività su Audible. Iscriviti ad Amazon Prime con 30 giorni gratis per accedere all’ascolto illimitato.

Dalle passerelle di Vivienne Westwood al Denim sulla tela

La carriera di Gabriele Lacchè si distingue per una straordinaria capacità di abbattere i recinti tra le discipline creative. Oltre ad aver esposto in prestigiose gallerie capitoline e aver partecipato a importanti premi nazionali, l’artista ha saputo dialogare da protagonista con il mondo dell’alta moda internazionale. Celebri sono state le sue collaborazioni con maison iconiche del calibro di Vivienne Westwood e Andrew Mackenzie, per i quali ha disegnato e dipinto capi unici, jeans personalizzati e collezioni capsule. Da questa immersione nel fashion design è scaturito il suo legame indissolubile con il Denim, tessuto grezzo e ribelle che Lacchè ha eletto a supporto pittorico d’elezione, utilizzandolo al posto della classica tela di lino per conferire alle opere una consistenza materica e urbana inconfondibile.

A completare il suo poliedrico percorso si inseriscono le imponenti scenografie realizzate per il mitico tempio della musica romana “Circolo degli Artisti”, nonché grafiche ed etichette d’autore per rinomate cantine vinicole e birrifici artigianali, a dimostrazione di una concezione dell’arte che rifiuta l’isolamento accademico per vivere a contatto diretto con la quotidianità e con il pubblico.

L’eredità di Zooart e i dettagli per visitare la mostra all’Auditorium

L’impegno di Gabriele Lacchè è profondamente radicato nel tessuto locale: è infatti il fondatore e storico direttore artistico di Zooart Ortona, la fortunata rassegna nata nel 2006 che ha riaperto all’arte contemporanea luoghi urbani dimenticati come l’area dell’ex funicolare, offrendo una vetrina a oltre venti edizioni di creativi internazionali (tra cui la ventunesima edizione del 2026 intitolata “La Scelta”). La nuova personale allo Zambra rappresenta dunque la naturale prosecuzione di questo patto d’amore con la propria città.

La mostra è allestita presso il foyer dell’Auditorium Zambra, in via Don Giovanni Bosco 2 a Ortona (Chieti). L’accesso è libero e gratuito a partire dal vernissage di lunedì 26 ottobre (ore 18:30) fino a giovedì 26 novembre 2026. Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare il numero telefonico 085 8135184, inviare un messaggio WhatsApp al 375 5678433, oppure scrivere a info@unaltroteatro.com (sito web ufficiale: www.cinemauditoriumzambra.com; canali social @cinemauditoriumzambra e @unaltroteatro).

A cura della Redazione Arte e Territorio di Cavaliere News

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Teatro Caniglia di Sulmona, trionfo della musica da camera con il Trio Vogler: domenica 25 ottobre virtuosismo e lo Stradivari del 1707

Teatro Caniglia di Sulmona, grande musica da camera con il Trio Vogler: domenica 25 ottobre Rachmaninov, Shor e Mendelssohn 👇

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Trio Vogler

Sulmona – Il fascino intimo e vibrante della grande musica da camera torna a risuonare nel tempio della lirica e della sinfonica peligna. Per il secondo prestigioso appuntamento della 74ª Stagione Musicale 2026-2027 della Camerata Musicale Sulmonese, diretta dal maestro Gaetano Di Bacco, il Teatro Comunale «Maria Caniglia» di Sulmona aprirà le proprie porte a una formazione cameristica di statura planetaria: il celebre Trio Vogler.

Il concerto, in programma per domenica 25 ottobre 2026 alle ore 17:30 e realizzato in stretta collaborazione con l’InClassica – International Music Festival, offrirà al pubblico un itinerario sonoro di rara intensità ed eleganza, che farà da ideale punteggiatura nel lungo cartellone artistico che accompagnerà il nostro territorio fino al prossimo 4 aprile.

Tre star internazionali: Bouchkov, Hauzel e lo Stradivari di Jan Vogler

Sul palco peligno salirà un ensemble che fonde virtuosismo eccelso, personalità travolgente e finezza interpretativa: il violinista belga di origini russo-ucraine Marc Bouchkov, la brillante pianista austriaca Marie Sophie Hauzel e il carismatico violoncellista tedesco Jan Vogler.

Jan Vogler – tra i violoncellisti più acclamati nei cinque continenti, solista regolare con la New York Philharmonic, Boston Symphony e Santa Cecilia, nonché direttore artistico del Dresden Music Festival – incanterà la platea suonando il leggendario violoncello Stradivari «ex Castelbarco/Fau» del 1707, gemma liutaria dal timbro inconfondibile.
Accanto a lui, il talento adamantino di Marc Bouchkov, medaglia d’argento al Concorso Čajkovskij e premio Diapason d’Or, e la purezza tecnica della giovane Marie Sophie Hauzel (classe 2000), considerata tra le più fulgide promesse pianistiche del Mozarteum di Salisburgo.

CONSIGLIATO DALLA REDAZIONE
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I Grandi Trii per Pianoforte e Archi: Mendelssohn e Rachmaninov in CD e Vinile

Le più celebri registrazioni cameristiche e i capolavori romantici per violino, violoncello e pianoforte interpretati dai più grandi solisti e orchestre del panorama internazionale.

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4.9 su 5
(Scelto dagli appassionati di musica classica)

Ascolta le esecuzioni di Jan Vogler e i concerti per violoncello su Amazon Music Unlimited. Iscriviti ad Amazon Prime con 30 giorni gratis per accedere a tutti i contenuti audio.

Il programma: dal lirismo di Rachmaninov all’energia di Mendelssohn

Il repertorio scelto dal Trio Vogler intreccia il lirismo struggente del tardo Romanticismo russo con le architetture classiche e la contemporaneità:

* Sergej Rachmaninov: Trio élégiaque n. 1 in sol minore, pagina giovanile intrisa di malinconia e appassionato slancio melodico;
* Alexey Shor: Trio per pianoforte n. 2, suggestivo ponte tra armonie neoclassiche e suggestioni del presente;
* Felix Mendelssohn-Bartholdy: Trio per pianoforte n. 1 in re minore, op. 49, vertice assoluto della letteratura cameristica ottocentesca, lodato da Robert Schumann per la sua impetuosa eleganza e i contrasti drammatici.

Il prossimo appuntamento con il Premio Paganini Simon Zhu

La prestigiosa rassegna della Camerata Musicale Sulmonese proseguirà domenica 1° novembre, sempre alle 17:30 al Teatro Caniglia, con un altro evento imperdibile: il recital del prodigioso violinista tedesco Simon Zhu, vincitore assoluto del celeberrimo Premio Paganini 2023, accompagnato al pianoforte da Simone Rugani.

A cura della Redazione Musica e Cultura di Cavaliere News

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