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Roma, Pamela Villoresi incanta con «Mitiche donne» al Museo degli Strumenti Musicali: la magia della rassegna Mondi Sonori

Roma, Pamela Villoresi incanta con «Mitiche donne» al Museo degli Strumenti Musicali: la rassegna Mondi Sonori 👇

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Pamela Villoresi

Roma – Nel cuore suggestivo della Capitale, l’eco millenaria degli archetipi classici si fonde con le sonorità avvolgenti del bacino del Mediterraneo e la memoria della grande poesia contemporanea. Il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali di Roma – scrigno prezioso situato a pochi passi dalla Basilica di Santa Croce in Gerusalemme – si prepara a vivere una straordinaria settimana all’insegna delle arti performative nell’ambito della fortunata rassegna «Mondi Sonori». Il cartellone entra nel vivo giovedì 29 ottobre alle ore 20:00 con una protagonista d’eccezione della scena teatrale italiana: Pamela Villoresi, interprete e regista dell’intenso spettacolo «Mitiche donne. Dalle donne del mito alle nostre vite», affiancata dalle suggestive partiture musicali dal vivo di Stefano Saletti e dalla voce di Barbara Eramo.

L’appuntamento rappresenta uno degli eventi di maggior prestigio della stagione capitolina, capace di richiamare amanti della grande prosa e della musica d’autore anche dal nostro territorio, offrendo un’occasione irripetibile per riscoprire il valore terapeutico e filosofico del mito antico applicato alle ferite del presente.

Pamela Villoresi e il potere evocativo di «Mitiche donne»

Scritto da Michele Di Martino, lo spettacolo è concepito come un rito laico e visionario in cui Pamela Villoresi agisce come una baccante moderna, una sacerdotessa della parola e una guida sapiente che accompagna il pubblico attraverso i labirinti dell’animo umano. Attraverso le parole dell’attrice e regista, il mito cessa di essere polveroso reperto museale per trasformarsi in specchio bruciante dell’attualità: «Gli antichi avevano individuato perfettamente il nocciolo dei nostri comportamenti e delle nostre contraddizioni. Dalla tragedia adolescenziale di Antigone, incapace di scendere a patti tra l’ideale puro e la dura realtà, fino al complesso di Edipo, l’umanità non ha compiuto grandi passi avanti. Ma ricordare insieme i testi immortali di questi duemila anni è il modo migliore per imparare a reagire dinanzi ai trabocchetti dell’esistenza».

La narrazione teatrale intreccia le confessioni delle grandi eroine dell’epica classica ai versi indomiti di poetesse e mistiche che hanno segnato il Novecento e il Terzo Millennio: dalle composizioni di Alda Merini e Marina Cvetaeva alle voci di Wisława Szymborska, Bilitis, Bebetta Campeti, Luisa Futoransky fino alla carità operosa di Madre Teresa di Calcutta. A conferire una vibrazione arcaica e ipnotica alla messinscena sono gli strumenti tradizionali suonati dal vivo da Stefano Saletti – tra oud, bouzouki e chitarra acustica – che si intrecciano al canto limpido ed emozionante di Barbara Eramo.

CONSIGLIATO DALLA REDAZIONE
MITO & LETTERATURA

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Sabato 31 ottobre al via Atlanti Sonori: le radici sarde di Mauro Palmas e Giacomo Vardeu

A sole quarantotto ore di distanza dal debutto della Villoresi, il museo aprirà il secondo filone tematico della programmazione: sabato 31 ottobre alle ore 17:30 prenderà infatti il via la sezione «Atlanti Sonori» con il concerto intitolato «Sighida: Il liuto cantabile, l’organetto e la Sardegna». Protagonisti sul palco saranno due autentici virtuosi: il maestro Mauro Palmas alle corde del liuto cantabile e il giovane talento Giacomo Vardeu al mantice dell’organetto diatonico. Il termine Sighida – che nella lingua sarda assume il significato di continuità, prosecuzione e cammino – racchiude perfettamente la poetica dell’esibizione.

Il concerto propone un dialogo sonoro vertiginoso tra generazioni diverse, dove le melodie ancestrali delle danze pastorali e i canti dell’isola si aprono alle contaminazioni colte e all’improvvisazione moderna. Un racconto che testimonia come le tradizioni popolari non siano rigidi monumenti del passato da conservare sotto vetro, ma materia viva in costante fermento, capace di rinnovarsi senza recidere le proprie radici identitarie.

La rassegna Mondi Sonori e i tesori del Museo: biglietti e dettagli

L’intero cartellone di «Mondi Sonori» – in svolgimento fino al 19 dicembre 2026 – nasce nell’alveo delle iniziative promosse dall’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione Musei nazionali della città di Roma, sotto la guida del direttore Luca Mercuri. Ideata dalla direttrice del museo Sonia Martone con la supervisione artistica di Stefano Saletti, la rassegna ospita al suo interno anche gli appuntamenti della tredicesima edizione del prestigioso Festival Popolare Italiano, realizzando un virtuoso ponte tra tutela dei beni culturali e spettacolo dal vivo.

Una formula resa ancora più preziosa dall’accessibilità dei costi: il biglietto d’ingresso a tariffa ordinaria di soli 6,00 euro (ridotto a 2,00 euro per gli aventi diritto e gratuità di legge) consente agli spettatori, prima dell’inizio dei concerti, di visitare l’inestimabile patrimonio museale esposto nelle sale storiche, tra pianoforti d’epoca, arpe secolari e strumenti rari di ogni epoca. I tagliandi sono acquistabili direttamente presso il totem digitale della sede di Piazza Santa Croce in Gerusalemme 9/A oppure online sulla piattaforma ufficiale di Musei Italiani (informazioni al numero 06 7014796 o via email a dms-rm.museostrumenti@cultura.gov.it; orario d’apertura dal martedì alla domenica ore 9:30 – 19:30).

A cura della Redazione Cultura e Spettacolo di Cavaliere News

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Parma, «Dai voce alla lingua albanese e all’identità»: vent’anni di storia e integrazione con l’Associazione Scanderbeg

Parma, «Dai voce alla lingua albanese e all’identità»: vent’anni di storia e integrazione con l’Associazione Scanderbeg 👇

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Associazione Scanderbeg

Parma – Custodire la lingua madre non significa rinchiudersi nella nostalgia delle proprie origini, ma edificare ponti di dialogo fecondo, favorire una reale integrazione culturale e offrire alle nuove generazioni radici solide per affrontare le sfide del futuro. È con questo spirito di viva condivisione che la città ducale ha fatto da cornice al seminario istituzionale intitolato «Dai voce alla lingua albanese e all’identità», uno degli appuntamenti più prestigiosi e densi di significato inseriti nel calendario ufficiale del Mese della Cultura Albanese 2026. Un incontro di alto profilo accademico e comunitario che ha richiamato docenti, studiosi e delegati associativi giunti da ogni angolo della penisola.

La manifestazione ha rappresentato un momento di grande orgoglio civico per l’intera cittadinanza e per le comunità del nostro territorio, suggellando lo storico legame di fraterna amicizia che unisce le due sponde dell’Adriatico attraverso percorsi educativi d’eccellenza.

Il seminario di Parma: lingua e radici nel Mese della Cultura Albanese

L’iniziativa è stata promossa e curata con straordinaria passione da Anila Berberi, coordinatrice della Scuola di Lingua Albanese di Parma e presidente della Lega delle Scuole di Lingua Albanese in Italia, in stretta sinergia con i vertici e i volontari dell’Associazione Scanderbeg Parma. Al centro dei lavori congressuali è stata posta una riflessione urgente e quanto mai attuale: come trasmettere la lingua e il patrimonio valoriale ai figli della diaspora, nati e cresciuti in Italia, evitando che l’omologazione linguistica cancelli la ricchezza del bilinguismo. Gli esperti intervenuti hanno ribadito come la padronanza della lingua d’origine costituisca un prezioso arricchimento cognitivo e sociale per i giovani, trasformandoli in naturali mediatori culturali.

L’aula ha visto la partecipazione appassionata di insegnanti arrivati da istituti scolastici di tutta Italia, testimoni quotidiani di un impegno didattico svolto spesso a titolo volontario nei corsi pomeridiani e del fine settimana. Un lavoro capillare che garantisce a centinaia di studenti di riscoprire la grammatica, la letteratura e le tradizioni popolari della terra d’Aquila, rafforzando il senso di appartenenza a una comunità laboriosa, onesta e perfettamente integrata nel tessuto economico e civile italiano.

CONSIGLIATO DALLA REDAZIONE
LETTERATURA & STORIA

Il generale dell’armata morta – Ismail Kadaré

Il capolavoro assoluto della letteratura albanese moderna edito da La Nave di Teseo: un romanzo epico e commovente sulla memoria, la riconciliazione e la dignità umana.

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Il patto istituzionale: il plauso del Comune di Parma e del Consolato

La rilevanza pubblica del convegno è stata sancita dalla presenza delle massime autorità locali e diplomatiche. Il Comune di Parma ha concesso con convinzione il proprio patrocinio all’evento, testimoniato dagli interventi del presidente del Consiglio comunale, Michele Alinovi, e di Fabrizia Dalcò, responsabile dell’Ufficio Pari Opportunità. I rappresentanti istituzionali hanno sottolineato come la città consideri la comunità albanese una componente vitale e armoniosa della propria storia recente, capace di distinguersi per dedizione al lavoro, rispetto delle regole e partecipazione democratica alla vita civica.

Un contributo fondamentale è giunto inoltre dalla delegazione diplomatica della Repubblica d’Albania, con la presenza della console Luljeta Cobanaj in rappresentanza del Consolato Generale di Milano, e dal sostegno strategico fornito dal prestigioso Qendra e Botimeve për Diasporën (il Centro governativo delle Pubblicazioni per la Diaspora). Il rigore accademico del confronto è stato garantito dalle relazioni scientifiche tenute da due autorevoli linguiste e studiose di fama internazionale, Ledi Shamku Shkreli e Linda Mëniku, che hanno illustrato le metodologie didattiche più avanzate per l’apprendimento della lingua all’estero.

I vent’anni di Scanderbeg Parma: un traguardo che guarda al futuro

Per l’Associazione Scanderbeg Parma l’appuntamento ha assunto un valore profondamente simbolico, coincidendo con le celebrazioni per il ventesimo anniversario della fondazione dell’ente. Nata nel 2006 dall’impegno pionieristico di un gruppo di cittadini animati dal desiderio di preservare le proprie radici storiche, l’associazione ha saputo affermarsi in due decenni come un punto di riferimento insostituibile per l’integrazione socio-culturale in Emilia-Romagna, organizzando convegni, festival d’arte, corsi di alfabetizzazione e iniziative di solidarietà internazionale.

Un sentito ringraziamento è stato rivolto dai promotori anche agli sponsor privati e a tutte le realtà associative che hanno creduto nella manifestazione. Vent’anni di cammino che rappresentano non un punto d’arrivo, ma un solido trampolino di lancio verso il domani: perché è proprio attraverso la tutela della propria lingua e della propria memoria identitaria che si costruisce una società più aperta, consapevole e solidale.

A cura della Redazione Cultura e Società di Cavaliere News

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Cultura, «Sguardi liberi»: a Santa Maria delle Grazie l’arte di Simon Berger incontra la poesia di Ettore Donadio e quattordici maestri dell’obiettivo

Cultura, «Sguardi liberi»: a Santa Maria delle Grazie l’arte di Simon Berger incontra la poesia di Ettore Donadio 👇

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a Santa Maria delle Grazie l'arte di Simon Berger

Arte e Spettacolo – Quando i diversi linguaggi della creatività umana convergono in uno spazio intriso di memoria storica, l’esperienza estetica si trasforma in un autentico rito di riscoperta culturale. È questo il respiro profondo che anima «Sguardi liberi», la straordinaria rassegna ospitata all’interno del suggestivo complesso monumentale del Museo Multimediale – ex Chiesa di Santa Maria delle Grazie. Non una semplice esposizione visiva, bensì un vero e proprio cantiere di idee e sensibilità in cui la potenza drammatica della scultura contemporanea, l’acutezza della fotografia d’autore e l’armonia della parola poetica intessono un dialogo serrato, capace di scuotere l’animo dei visitatori e risvegliare il senso più autentico della bellezza.

L’iniziativa rappresenta un fiore all’occhiello per la valorizzazione del patrimonio architettonico e artistico, richiamando appassionati, studiosi e curiosi da ogni angolo del nostro territorio e confermando come i luoghi della memoria possano rinascere a nuova vita attraverso il connubio tra maestri internazionali e talenti locali.

Il fascino di «Secretum»: la scultura di Simon Berger curata da Pasquale Lettieri

Cuore pulsante e fulcro visivo del percorso espositivo è «Secretum», l’iconica opera scultorea realizzata dall’artista svizzero di fama mondiale Simon Berger. Celebre a livello internazionale per la sua rivoluzionaria tecnica che scolpisce il vetro di sicurezza a colpi millimetrici di martello – trasformando le crepe e le fratture superficiali in volti, sguardi e figure umane cariche di enigmatica trasparenza –, Berger porta in mostra un’opera concessa in prestigioso prestito dalla celebre galleria londinese Cris Contini Contemporary. A tessere la trama critica e concettuale dell’allestimento è il critico e storico dell’arte Pasquale Lettieri, che ha saputo valorizzare la tensione materica del capolavoro inserendolo in un contesto di riverberi storici unici.

Attorno alla presenza magnetica di «Secretum» si sviluppa la grande galleria fotografica collettiva, dove le prospettive e le interpretazioni visive di quattordici eccellenti maestri dell’obiettivo compongono un mosaico di rara intensità. Le opere firmate da Alessia Martinisi, Annarita Sepe, Antonio Sposito Jr, Nello Pezzillo, Olimpia Prevete, Eugenia Natale, Celeste Napolitano, Rachele Bernardo, Francesco Grossi, Margherita Bianco, Antonio Colucci, Rosa Maione, Maria Sorrentino e Francesco Napolitano offrono uno spaccato eterogeneo di sguardi sul presente: dal reportage emotivo alla ricerca formale, dal ritratto psicologico alla narrazione paesaggistica, ogni scatto racconta la libertà dell’occhio che esplora il reale senza censure né pregiudizi.

CONSIGLIATO DALLA REDAZIONE
LETTERATURA & POESIA

La grande poesia italiana – Dai primordi al Novecento

La monumentale antologia dei capolavori lirici italiani edita da Mondadori (Oscar Grandi Classici): un viaggio straordinario attraverso i secoli, i poeti e i versi che hanno plasmato la cultura nazionale.

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Domenica 25 ottobre: il viaggio de «La splendida Italia dei poeti»

Il momento culminante della kermesse culturale è fissato per domenica 25 ottobre alle ore 18:00, quando le navate dell’ex chiesa faranno da cornice a un intenso appuntamento letterario dedicato alle radici dell’identità nazionale. Al centro del dibattito ci sarà la presentazione de «La splendida Italia dei poeti», il nuovo atteso saggio firmato da Ettore Donadio, docente appassionato, saggista e figura di riferimento nella divulgazione critica e umanistica. Il volume ripercorre con rigore e sensibilità i secoli d’oro della nostra tradizione lirica, mostrando come i grandi maestri del verso abbiano saputo forgiare l’anima stessa del Paese prima ancora che nascessero i suoi confini politici.

L’autore dialogherà in un confronto a più voci con Giovanna Ambrosino e Filly Papa, approfondendo i nodi tematici e l’attualità delle pagine del saggio. A dare respiro e corpo ai versi immortali sarà la voce emozionante della giovane e talentuosa attrice Maria Sorrentino, protagonista di un reading poetico che saprà restituire alla parola scritta la sua originale forza scenica e vibrazione sentimentale.

Un crocevia di eccellenze con ospiti speciali e nuove visioni

A impreziosire ulteriormente la serata domenicale sarà la presenza di ospiti d’eccezione come Svetlana Trofimova ed Emmanuele Manna, personalità di spicco del panorama culturale che porteranno il loro contributo critico a un dibattito incentrato sulla necessità di difendere e promuovere gli spazi dedicati all’arte dal vivo.

In un’epoca dominata dalla fruizione rapida e distratta dei contenuti digitali, «Sguardi liberi» dimostra che la vera cultura sa ancora fermare il tempo. Unire la scultura d’avanguardia di Berger alla sensibilità dei fotografi e alla classicità della poesia di Donadio è una scommessa vinta: un invito aperto a riscoprire lo stupore, ad affinare la vista e a lasciarsi conquistare dalla potenza trasformativa dell’arte.

A cura della Redazione Arte e Cultura di Cavaliere News

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Diritto allo studio, l’Adsu L’Aquila lancia la sfida: «Una rete per fermare la fuga dei cervelli», il vertice nazionale Andisu a Palazzo Benedetti

Diritto allo studio, summit Andisu all’Aquila: Schiavone e Imprudente lanciano la rete per fermare la fuga dei cervelli 👇

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l vertice nazionale Andisu a Palazzo Benedetti

L’Aquila – Trasformare le cicatrici del passato nell’energia propulsiva di un grande laboratorio a cielo aperto, capace di attrarre talenti, offrire servizi d’eccellenza e scongiurare l’emorragia della fuga dei cervelli verso l’estero. È questo il manifesto programmatico scaturito dal summit nazionale dell’Andisu (Associazione nazionale organismi per il Diritto allo Studio Universitario), ospitato a Palazzo Benedetti nell’ambito delle celebrazioni per L’Aquila Capitale della Cultura e della Conoscenza 2026.

L’evento ha riunito nel capoluogo regionale oltre 150 delegati giunti da ogni ateneo della penisola, aprendo un canale di confronto serrato tra studenti, vertici accademici e rappresentanti del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) – intervenuto con il dirigente Alessio Pontillo, che ha portato i saluti del ministro Anna Maria Bernini, e con il commissario straordinario per le residenze PNRR Manuela Manenti – per delineare le nuove politiche abitative, le borse di studio e i modelli di welfare studentesco per il nostro territorio.

Marica Schiavone (Adsu L’Aquila): «Dare un futuro all’altezza dei nostri giovani»

A tracciare le linee guida dell’assise è stata la presidente dell’Adsu L’Aquila, Marica Schiavone, davanti a una sala gremita:

«La città ferita è diventata un formidabile polo di sperimentazione civile e scientifica, un luogo in cui è doveroso immaginare un futuro all’altezza delle aspirazioni dei nostri ragazzi. Oggi siamo qui per fare rete tra tutte le realtà italiane e costruire un patto concreto che consenta ai nostri studenti di restare, investendo sulle loro competenze e offrendo prospettive di sviluppo reale per questa terra».

Parole condivise dal direttore dell’Adsu aquilana, Michele Suriani: «La transizione tecnologica e l’intelligenza artificiale stanno cancellando alcune professioni e creandone di nuove a ritmi vertiginosi. Il nostro dovere istituzionale è non lasciare i ragazzi in un limbo d’incertezza, adeguando tempestivamente i servizi e garantendo loro le condizioni per non essere costretti a emigrare».

CONSIGLIATO DALLA REDAZIONE
FUTURO & PROFESSIONI

Il nostro futuro. Come affrontare il mondo dei prossimi vent’anni – Alec Ross

Il saggio bestseller internazionale edito da Feltrinelli: un’analisi lucida e appassionante sulle professioni di domani, le nuove tecnologie e le competenze necessarie per i giovani nell’era digitale.

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Il presidente Andisu Foglio e il vicepresidente regionale Imprudente

Entusiasta il commento del neoeletto presidente nazionale di Andisu, Simone Foglio, affiancato dal segretario generale Gabriele Verza: «L’Aquila è la dimostrazione vivente di come una comunità possa risorgere anche dalle ferite più profonde. La nostra missione è mettere i ragazzi al centro di ogni scelta: nella vita si può cadere, ma bisogna sempre rialzarsi, ed è questo il messaggio di speranza e determinazione che vogliamo trasmettere a chi guiderà il Paese».

Nel dibattito è intervenuto il vicepresidente della Giunta regionale d’Abruzzo, Emanuele Imprudente: «Stiamo ridisegnando la società nell’era dell’intelligenza artificiale. Nessun algoritmo potrà mai rimpiazzare l’unicità del genio umano, ma dobbiamo creare opportunità concrete affinché le competenze restino in Italia. Il ‘Modello Abruzzo’ punta a fare sistema tra istituzioni, atenei e mondo produttivo».

All’incontro hanno preso parte, tra gli altri, il rettore Univaq Fabio Graziosi, il DG Univaq Pietro Di Benedetto, l’assessore regionale Mario Quaglieri, l’assessore comunale Ersilia Lancia, il presidente della Fondazione Carispaq Fabrizio Marinelli, la presidente della Camera di Commercio del Gran Sasso Antonella Ballone, il DG ARPA Abruzzo Maurizio Dionisio, il presidente di Ance L’Aquila Ezio Rainaldi, il presidente di Confindustria Abruzzo Interno Pierluigi Frezza e la presidente del Consiglio Superiore Cinema Francesca Assumma.

A cura della Redazione Politica e Istituzioni di Cavaliere News

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