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Psicologia delle relazioni

Siamo tutti traditori, lo dice il mio confessore ! | La posta del cuore “Amore e Tradimenti ” di Alessandra Hropich

Cara dottoressa,
non vado a cercare le amanti. Sono sposato da anni con la stessa donna, ma faccio un lavoro che mi permette di incontrare tante donne: è normale che qualcuna finisca a letto con me. In genere evito le stesse donne per non creare abitudine o dipendenza affettiva, soprattutto in loro.
Io sono un uomo molto sensibile al fascino di un bel sedere, delle gambe invoglianti e dei seni prosperosi, ma non cerco avventure: mi capitano. Sarei uno scemo se rifiutassi.
La regola che vale per tutte è una sola: un incontro sessuale con ciascuna. Non amo le avventure che si protraggono né le storie d’amore.
È tuttavia molto probabile che più di qualcuna voglia intraprendere una relazione con me, ma io sono chiaro e risoluto: non cerco legami, sono già felicemente sposato.
Per stanchezza e per non avere rimorsi, soprattutto verso mia moglie, mi sono rivolto a un prete per confessarmi e per avere un parere autentico sul problema.
Ebbene, con grande gioia e stupore, il parroco, mentre mi confessava, mi ha detto una frase che io ho subito colto come un messaggio di speranza e di pace per me, per mia moglie e per le donne che ogni tanto si concedono:
«Noi esseri umani siamo tutti peccatori, basta pentirsi di un peccato e tornare al punto di partenza!»
Ecco, dottoressa, ho capito che tradire la propria moglie non è un delitto: basta chiedere perdono, confessarsi e tutto torna a posto. Tutti sbagliamo? Basta andare poi in chiesa e confessarsi e la nostra anima torna pulita.
Le parlo da cattolico praticante.
Carlo, da Santa Lucia di Piave

Caro Carlo, lei ha trasformato la confessione in una lavanderia a gettoni per la coscienza.
Si sporca l’anima, si va in chiesa, si fa un lavaggio rapido e si torna a casa profumati di assoluzione.
Peccato che il perdono cristiano non significhi: «Fai una cosa sbagliata, chiedi scusa e sei autorizzato a rifarla».
Altrimenti davanti alla chiesa potremmo mettere un distributore automatico:
Tradimento: una confessione.
Pentimento: un’ Ave Maria.
Recidiva: tessera fedeltà.
Al decimo peccato, uno gratis.
Battute a parte, c’è un aspetto psicologico interessante nella sua lettera.
Lei dice: «Non le cerco, mi capitano.»
Ma poi racconta che le incontra, le desidera, decide di non rifiutare e va a letto con loro.
Quindi, più che «mi capita», forse sarebbe più corretto dire: «Quando capita, mi ci tuffo!»
E riconoscere una scelta è molto diverso dal sentirsi vittima del destino.
Anche la sua regola — una donna, una volta sola — è curiosa. Sembra quasi aver trasformato l’infedeltà in una disciplina olimpica: niente bis, niente sentimenti, niente complicazioni.
Lei dice di evitare le seconde volte per non creare dipendenza affettiva nelle donne. Può darsi. Ma potrebbe esserci anche un bisogno di controllare la situazione: il corpo sì, la relazione no; il piacere sì, la vulnerabilità no.
Una relazione sessuale senza coinvolgimento permette infatti di ottenere ciò che si desidera senza affrontare la parte più difficile dell’intimità: la reciprocità e le conseguenze emotive.
Lei dice di essere felicemente sposato.
Perché il suo matrimonio sembra avere un regolamento che ha scritto lei senza farlo leggere all’altra contraente.
E qui il problema non è soltanto religioso. Un comportamento che si ripete e produce piacere può diventare un modo per cercare novità, conferme, gratificazione o per sfuggire alla routine. Non significa automaticamente dipendenza sessuale: da una lettera non si fanno diagnosi. Significa però che sarebbe utile chiedersi che cosa sta cercando davvero attraverso queste donne.
Forse la novità o la conferma di essere desiderabile.
In questo caso il perdono rischia di diventare semplicemente l’ultimo anello del comportamento, non l’inizio di un cambiamento.
E torniamo alla frase del parroco: «Siamo tutti peccatori».
Certo. Ma dire che tutti possiamo sbagliare non significa che lo stesso comportamento possa essere ripetuto a piacimento.
Lei mi sembra piuttosto un uomo che ha costruito una filosofia molto comoda per conciliare desiderio, matrimonio e coscienza religiosa!

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ALESSANDRA HROPICH

Redazione- Cara dottoressa,
non vado a cercare le amanti. Sono sposato da anni con la stessa donna, ma faccio un lavoro che mi permette di incontrare tante donne: è normale che qualcuna finisca a letto con me. In genere evito le stesse donne per non creare abitudine o dipendenza affettiva, soprattutto in loro.
Io sono un uomo molto sensibile al fascino di un bel sedere, delle gambe invoglianti e dei seni prosperosi, ma non cerco avventure: mi capitano. Sarei uno scemo se rifiutassi.
La regola che vale per tutte è una sola: un incontro sessuale con ciascuna. Non amo le avventure che si protraggono né le storie d’amore.
È tuttavia molto probabile che più di qualcuna voglia intraprendere una relazione con me, ma io sono chiaro e risoluto: non cerco legami, sono già felicemente sposato.
Per stanchezza e per non avere rimorsi, soprattutto verso mia moglie, mi sono rivolto a un prete per confessarmi e per avere un parere autentico sul problema.
Ebbene, con grande gioia e stupore, il parroco, mentre mi confessava, mi ha detto una frase che io ho subito colto come un messaggio di speranza e di pace per me, per mia moglie e per le donne che ogni tanto si concedono:
«Noi esseri umani siamo tutti peccatori, basta pentirsi di un peccato e tornare al punto di partenza!»
Ecco, dottoressa, ho capito che tradire la propria moglie non è un delitto: basta chiedere perdono, confessarsi e tutto torna a posto. Tutti sbagliamo? Basta andare poi in chiesa e confessarsi e la nostra anima torna pulita.
Le parlo da cattolico praticante.
Carlo, da Santa Lucia di Piave

Caro Carlo, lei ha trasformato la confessione in una lavanderia a gettoni per la coscienza.
Si sporca l’anima, si va in chiesa, si fa un lavaggio rapido e si torna a casa profumati di assoluzione.
Peccato che il perdono cristiano non significhi: «Fai una cosa sbagliata, chiedi scusa e sei autorizzato a rifarla».
Altrimenti davanti alla chiesa potremmo mettere un distributore automatico:
Tradimento: una confessione.
Pentimento: un’ Ave Maria.
Recidiva: tessera fedeltà.
Al decimo peccato, uno gratis.
Battute a parte, c’è un aspetto psicologico interessante nella sua lettera.
Lei dice: «Non le cerco, mi capitano.»
Ma poi racconta che le incontra, le desidera, decide di non rifiutare e va a letto con loro.
Quindi, più che «mi capita», forse sarebbe più corretto dire: «Quando capita, mi ci tuffo!»
E riconoscere una scelta è molto diverso dal sentirsi vittima del destino.
Anche la sua regola — una donna, una volta sola — è curiosa. Sembra quasi aver trasformato l’infedeltà in una disciplina olimpica: niente bis, niente sentimenti, niente complicazioni.
Lei dice di evitare le seconde volte per non creare dipendenza affettiva nelle donne. Può darsi. Ma potrebbe esserci anche un bisogno di controllare la situazione: il corpo sì, la relazione no; il piacere sì, la vulnerabilità no.
Una relazione sessuale senza coinvolgimento permette infatti di ottenere ciò che si desidera senza affrontare la parte più difficile dell’intimità: la reciprocità e le conseguenze emotive.
Lei dice di essere felicemente sposato.
Perché il suo matrimonio sembra avere un regolamento che ha scritto lei senza farlo leggere all’altra contraente.
E qui il problema non è soltanto religioso. Un comportamento che si ripete e produce piacere può diventare un modo per cercare novità, conferme, gratificazione o per sfuggire alla routine. Non significa automaticamente dipendenza sessuale: da una lettera non si fanno diagnosi. Significa però che sarebbe utile chiedersi che cosa sta cercando davvero attraverso queste donne.
Forse la novità o la conferma di essere desiderabile.
In questo caso il perdono rischia di diventare semplicemente l’ultimo anello del comportamento, non l’inizio di un cambiamento.
E torniamo alla frase del parroco: «Siamo tutti peccatori».
Certo. Ma dire che tutti possiamo sbagliare non significa che lo stesso comportamento possa essere ripetuto a piacimento.
Lei mi sembra piuttosto un uomo che ha costruito una filosofia molto comoda per conciliare desiderio, matrimonio e coscienza religiosa!

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Ebbene, con grande gioia e stupore, il parroco, mentre mi confessava, mi ha detto una frase che io ho subito colto come un messaggio di speranza e di pace per me, per mia moglie e per le donne che ogni tanto si concedono:
«Noi esseri umani siamo tutti peccatori, basta pentirsi di un peccato e tornare al punto di partenza!»
Ecco, dottoressa, ho capito che tradire la propria moglie non è un delitto: basta chiedere perdono, confessarsi e tutto torna a posto. Tutti sbagliamo? Basta andare poi in chiesa e confessarsi e la nostra anima torna pulita.
Le parlo da cattolico praticante.
Carlo, da Santa Lucia di Piave

Caro Carlo, lei ha trasformato la confessione in una lavanderia a gettoni per la coscienza.
Si sporca l’anima, si va in chiesa, si fa un lavaggio rapido e si torna a casa profumati di assoluzione.
Peccato che il perdono cristiano non significhi: «Fai una cosa sbagliata, chiedi scusa e sei autorizzato a rifarla».
Altrimenti davanti alla chiesa potremmo mettere un distributore automatico:
Tradimento: una confessione.
Pentimento: un’ Ave Maria.
Recidiva: tessera fedeltà.
Al decimo peccato, uno gratis.
Battute a parte, c’è un aspetto psicologico interessante nella sua lettera.
Lei dice: «Non le cerco, mi capitano.»
Ma poi racconta che le incontra, le desidera, decide di non rifiutare e va a letto con loro.
Quindi, più che «mi capita», forse sarebbe più corretto dire: «Quando capita, mi ci tuffo!»
E riconoscere una scelta è molto diverso dal sentirsi vittima del destino.
Anche la sua regola — una donna, una volta sola — è curiosa. Sembra quasi aver trasformato l’infedeltà in una disciplina olimpica: niente bis, niente sentimenti, niente complicazioni.
Lei dice di evitare le seconde volte per non creare dipendenza affettiva nelle donne. Può darsi. Ma potrebbe esserci anche un bisogno di controllare la situazione: il corpo sì, la relazione no; il piacere sì, la vulnerabilità no.
Una relazione sessuale senza coinvolgimento permette infatti di ottenere ciò che si desidera senza affrontare la parte più difficile dell’intimità: la reciprocità e le conseguenze emotive.
Lei dice di essere felicemente sposato.
Perché il suo matrimonio sembra avere un regolamento che ha scritto lei senza farlo leggere all’altra contraente.
E qui il problema non è soltanto religioso. Un comportamento che si ripete e produce piacere può diventare un modo per cercare novità, conferme, gratificazione o per sfuggire alla routine. Non significa automaticamente dipendenza sessuale: da una lettera non si fanno diagnosi. Significa però che sarebbe utile chiedersi che cosa sta cercando davvero attraverso queste donne.
Forse la novità o la conferma di essere desiderabile.
In questo caso il perdono rischia di diventare semplicemente l’ultimo anello del comportamento, non l’inizio di un cambiamento.
E torniamo alla frase del parroco: «Siamo tutti peccatori».
Certo. Ma dire che tutti possiamo sbagliare non significa che lo stesso comportamento possa essere ripetuto a piacimento.
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La gatta morta, la dà a tutti ! La posta del cuore “Amore e Tradimenti ” di Alessandra Hropich

Cara dottoressa, sono stata ingannata da una gattamorta, una ragazza per nulla invadente, non appariscente, molto gentile, assente pur presente quando veniva in ufficio con me, lavoravamo insieme.
La tipa, sembrava essere esente da tutto: dal matrimonio ai problemi con gli uomini, sembrava estranea a tutti i turbamenti che noi tutte avevamo ed abbiamo.
Eravamo diventate amiche, le confidavo dei problemi che avevo con il mio ragazzo, lei sapeva che io soffrivo per certe situazioni, la mia collega Gilda le confidava i suoi problemi con il marito, lei aveva sempre una parola buona per tutti.

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A.R.

Redazione-  Cara dottoressa, sono stata ingannata da una gattamorta, una ragazza per nulla invadente, non appariscente, molto gentile, assente pur presente quando veniva in ufficio con me, lavoravamo insieme.
La tipa, sembrava essere esente da tutto: dal matrimonio ai problemi con gli uomini, sembrava estranea a tutti i turbamenti che noi tutte avevamo ed abbiamo.
Eravamo diventate amiche, le confidavo dei problemi che avevo con il mio ragazzo, lei sapeva che io soffrivo per certe situazioni, la mia collega Gilda le confidava i suoi problemi con il marito, lei aveva sempre una parola buona per tutti.
Alle feste o alle serate tutti insieme, la tipa, se ne stava a fumare la sua immancabile sigaretta seduta con la gamba sotto al sedere.
Più o meno e a turno, tutti eravamo bisognose dei suoi consigli che sembrava dare come fosse l’ amica di tutti.
Ci sono caduta come una cretina perché ho praticamente raccontato una valanga di cose a colei che mi era sembrata una santa, esattamente come si fidavano le mie colleghe nel raccontare le loro pene d’ amore.
Il risultato? La gattamorta raccoglieva dati su tutti i nostri uomini, ascoltava chiedendo particolari utili per capire meglio mentre, in realtà, andava a letto con il fratello di una mia collega, uno ben introdotto nel nostro ambiente che le ha fatto fare anche una discreta carriera. Ma non solo, mentre si consumava la relazione clandestina, sempre la tipa, ha fatto disperare una mia collega che sapeva di una relazione tra il suo compagno e un’ altra ma nessuna sapeva che era lei, la gattamorta, a tenere con il fiato sospeso il compagno.
Quando tutto si svolgeva senza rivelazioni, anche il mio ragazzo mi lascia per una pausa di riflessione, in realtà, lui si è invaghito, della gattamorta.
Non so darmi pace su come una donna tanto distratta ed insignificante possa aver distrutto delle relazioni ed anche la mia.
Cosa mi puoi dire su questo genere di donne?
Rita da Castel San Pietro Terme

Ti posso garantire che, le donne, provano gelosia per chi vogliono e non si accorgono dell’ esistenza di gattemorte se, quest’ ultime, sono donne ritenute insignificanti, come hai detto tu.
Diversi anni fa, conobbi una signora dello spettacolo molto nota a cui avevo proposto un mio lavoro editoriale, la signora, per tutta risposta, mi disse che io avrei potuto sposarmi con un produttore cinematografico perché ero troppo di buon aspetto per occuparmi davvero di editoria e cultura.
Fui di fatto estromessa dall’ ambiente perché la signora si era fortemente ingelosita nel vedermi.
Di lì a poco, il marito la lasciò sposandosi con una donna che la signora dello spettacolo, nonché moglie, aveva ritenuto insignificante.
Chiudendo il discorso sul caso specifico, migliaia di altre volte sono incappata in donne gelose di me perché ritenuta potenzialmente pericolosa per la stabilità di molti matrimoni.
Chiaramente, una gelosia che ho visto in troppe donne e troppe volte, ha prodotto in me un grande disagio che mi porta invece oggi a provare un’ immensa gioia quando so di donne lasciate dai loro compagni a causa di gattamorte insignificanti di cui non avevano capito nulla, mi diverto nel sentire quelle sciagure che non vengono mai prevenute per stupidità o sciocche convinzioni.
La vita è una severa maestra, punisce le persone distratte ed ingenue.
Non ho alcuna pietà, dunque di apprendere ancora oggi, cosa che capita puntualmente, che una nuova donna è stata fatta fessa da una gattamorta.
Ricorda che non esiste una donna che non mira
all’ uomo di un’ altra se lo ritiene interessante, bella o brutta che sia. Quello che ognuna ha dentro, non lo saprai mai finché non lo scopri dalle azioni, come è successo a te e alle tue colleghe!

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Se il badato è pazzo della badante e non solo lui…..La posta del cuore “Amore e Tradimenti ” di Alessandra Hropich

Mio padre, un uomo di 71 anni, essendo rimasto vedovo da tempo ormai, aveva deciso di prendere una badante per accudire la sua persona.
Tutto bene, fino al giorno in cui arriva Ramona, una ragazza brasiliana tutta tute aderenti e gonne corte per accudire mio padre. Vedendo troppo interesse da parte di lui, che sembrava diventato più il marito che il badato, ho deciso di rivolgermi al Tribunale per far dichiarare la sua incapacità di intendere e volere, per far nominare un tutore legale per la gestione dei suoi beni, tutto questo perché non tolleravo eventuali decisioni di natura economica fuori luogo.

Pubblicato

a

Alessandra Hropich

Redazione-  Mio padre, un uomo di 71 anni, essendo rimasto vedovo da tempo ormai, aveva deciso di prendere una badante per accudire la sua persona.
Tutto bene, fino al giorno in cui arriva Ramona, una ragazza brasiliana tutta tute aderenti e gonne corte per accudire mio padre. Vedendo troppo interesse da parte di lui, che sembrava diventato più il marito che il badato, ho deciso di rivolgermi al Tribunale per far dichiarare la sua incapacità di intendere e volere, per far nominare un tutore legale per la gestione dei suoi beni, tutto questo perché non tolleravo eventuali decisioni di natura economica fuori luogo.
Purtroppo però, nonostante tutto, la brasiliana non molla la presa e continua comunque a restare con mio padre pur senza contratto che non le abbiamo fatto rinnovare perché gli accordi contrattuali li aveva con noi. Lui però ha preferito non assumerla come badante, ma portarla a vivere da lui pensando addirittura di sposarla.
Ti rendi conto? Un uomo vedovo, sposato per tanti anni con una donna tutta casa e famiglia, ora vuole sposarsi con una giovane straniera che, da badante, è diventata la sua compagna di vita? Siamo alla frutta!
Oltretutto, non ho alcun problema ad ammettere che la signora brasiliana piace anche a me visto che mi sono separato ormai da tre anni e cerco anche io una compagna, mio padre, non ne avrebbe oggi bisogno, data la sua età, ecchediamine!
Gaetano da Schio

Caro Gaetano, non credo proprio che dovresti preoccuparti tu di cosa voglia fare tuo padre della sua vita, tanto più che non vivete insieme.
Ognuno è padrone di sé e responsabile delle proprie scelte. Per quale ragione, dunque, avevi pensato di chiedere addirittura un tutore legale per gestire i beni di tuo padre, facendolo passare per incapace di intendere e di volere? Perché si è innamorato di una donna che non hai scelto tu?
Capisco la gelosia, comprendo ancora di più la preoccupazione di un figlio per il patrimonio familiare, ma tra tutelare un genitore e tentare di amministrargli la vita ce ne passa. E, soprattutto, l’incapacità di intendere e di volere non si dichiara per decreto filiale ogni volta che un padre prende una decisione sgradita ai figli. Servono presupposti concreti, valutazioni appropriate e le procedure previste dalla legge, non il semplice sospetto che una donna possa avere qualche interesse economico.
È una pessima prassi quella di invocare la tutela giudiziaria quando, in realtà, a essere in discussione non sembrano tanto le capacità del genitore quanto la sua libertà di disporre della propria vita e dei propri beni. Gli strumenti di protezione giuridica esistono per tutelare le persone che ne hanno effettivamente bisogno, non per congelare il patrimonio in attesa che gli eredi possano finalmente tirare un sospiro di sollievo.
Ma veniamo al punto più divertente, se non fosse anche il più rivelatore della tua lettera.
Tuo padre ha 71 anni, è vedovo e ha deciso di rimettersi in gioco sentimentalmente. Tu sembri scandalizzato perché, dopo una vita trascorsa con una moglie tutta casa e famiglia, vorrebbe sposare una donna più giovane. E allora? Dovrebbe forse chiederti il permesso di innamorarsi? Oppure, superata una certa età, un uomo dovrebbe rinunciare ai sentimenti, chiudersi in casa e dedicarsi esclusivamente alla contemplazione del proprio estratto conto, possibilmente lasciandolo intatto per la gioia dei futuri eredi?
La vedovanza non è una condanna alla solitudine perpetua e i 71 anni non sono una sentenza che vieta di innamorarsi. Tuo padre non deve dimostrare a nessuno di essere ancora giovane, né giustificarsi perché desidera una compagna. Se Ramona gli piace e lui piace a lei, saranno affari loro, purché la relazione sia libera e consapevole da entrambe le parti.
Naturalmente, se esistessero prove concrete di raggiri, pressioni indebite o sfruttamento economico, sarebbe giusto preoccuparsene e intervenire nelle forme previste dalla legge. Ma tu, nella tua lettera, non racconti fatti del genere: racconti soprattutto che tuo padre è interessato a una donna, che lei è rimasta con lui e che lui vorrebbe addirittura sposarla. Non è esattamente la prova di un raggiro. È, semmai, la prova che tuo padre ha una vita sentimentale che non coincide con i tuoi programmi.
E poi arriva la ciliegina sulla torta: anche tu, essendoti separato da tua moglie, avevi messo gli occhi sulla brasiliana!
Ecco, Gaetano, adesso il quadro è decisamente più chiaro. Prima ti preoccupi che Ramona possa mettere le mani sui beni di tuo padre, poi cerchi di far dichiarare tuo padre incapace di amministrarli e, nel frattempo, confessi che la stessa donna piace anche a te. A questo punto viene quasi da chiedersi se la tua sia una battaglia per la tutela del genitore o una questione di concorrenza sentimentale.
Perché, diciamocelo, se Ramona avesse rivolto le sue attenzioni a te anziché a tuo padre, avresti avuto la stessa premura di metterne in discussione la capacità di intendere e di volere? O magari avresti trovato improvvisamente molto romantico che un uomo, a 71 anni, si innamorasse di una giovane brasiliana?
Il sospetto, consentimi, è che il problema non sia tanto la presunta ingenuità di tuo padre, quanto il fatto che lui sia arrivato prima di te. E che, anziché accettare che tuo padre possa avere desideri, sentimenti e persino una vita sessuale autonoma, tu abbia pensato di risolvere la faccenda passando dal cuore al Tribunale, con una breve deviazione per il patrimonio.
Quanto al contratto della badante, anche qui occorre distinguere: se il rapporto di lavoro è terminato, vanno rispettati gli obblighi previsti dalla legge; se tuo padre ha deciso di convivere con Ramona, la questione va valutata per quello che è, senza confondere automaticamente la relazione sentimentale con il precedente rapporto professionale. Il fatto che gli accordi lavorativi fossero stati presi con voi non significa che tu possa decidere chi debba frequentare tuo padre o con chi possa vivere.
In definitiva, caro Gaetano, tuo padre potrebbe anche commettere un errore sentimentale. Ma è un suo diritto, così come è suo diritto innamorarsi, risposarsi e assumersi le conseguenze delle proprie scelte, finché è in grado di farlo consapevolmente.
Tu, invece, dovresti forse fare un piccolo esame di coscienza: sei davvero preoccupato per lui o temi soprattutto che, sposando Ramona, possa cambiare qualcosa nelle tue aspettative sul patrimonio?
E soprattutto, Gaetano, non confondere il diritto di tuo padre di disporre della propria vita con il tuo desiderio di disporre della sua. Perché, a giudicare da questa storia, quello che sembra avere più bisogno di ridimensionare le proprie pretese non è il settantunenne innamorato, ma il figlio che vorrebbe decidere al posto suo.

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A mio marito piacciono le donne volgari ! La posta del cuore “Amore e Tradimenti ” di Alessandra Hropich

Alessandra, sono desolata, sono sposata da tredici anni con un uomo tutto casa e rigore. Figuriamoci, è un uomo con un incarico importante e di estrema delicatezza. Ma ho notato da tempo ormai che lui sembra piuttosto attratto da un paio di donne volgari: una lavora con lui, l’altra è la moglie di un suo amico.
Se parlo io, mio marito mi sente quanto basta; se parlano le due volgari donne, lui stravede.
Ho anche il sospetto che lui abbia qualche relazione clandestina, visto che ha un’amicizia troppo stretta con una che proprio non mi spiego, ma lui dice che si tratta di pura amicizia e di pena che prova per lei.

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Posta del Cuore

Redazione-  Alessandra, sono desolata, sono sposata da tredici anni con un uomo tutto casa e rigore. Figuriamoci, è un uomo con un incarico importante e di estrema delicatezza. Ma ho notato da tempo ormai che lui sembra piuttosto attratto da un paio di donne volgari: una lavora con lui, l’altra è la moglie di un suo amico.
Se parlo io, mio marito mi sente quanto basta; se parlano le due volgari donne, lui stravede.
Ho anche il sospetto che lui abbia qualche relazione clandestina, visto che ha un’amicizia troppo stretta con una che proprio non mi spiego, ma lui dice che si tratta di pura amicizia e di pena che prova per lei.
Preferisco non indagare, per il quieto vivere e anche perché non mi piace fare il detective: vorrei avere fiducia di chi ho sposato. Ma non riesco a capire cosa possa trovarci un uomo laureato e con un incarico importante in donne volgari.
E non entro neppure nei particolari perché voglio sperare di non essere tradita. Però non riesco a capire cosa un uomo ci trovi di tanto interessante in certe donne. È quasi un mistero per me che non capirò mai.
Arianna, da Pieve Ligure

Non credo che il fatto di essere tradita dipenda dall’interesse di tuo marito per delle donne volgari. Si può tradire anche con donne raffinate e intelligenti. Il punto, dunque, non è la loro volgarità, ma che cosa si nasconde dietro queste amicizie e che cosa tuo marito cerchi in quei rapporti.
A volte, chi conduce una vita improntata al rigore, alla responsabilità e al controllo può sentirsi attratto da persone che rappresentano il suo esatto contrario: la spontaneità, la sfrontatezza, la disinvoltura. Ma questo, da solo, non significa che ci sia una relazione.
Nella tua lettera, però, c’è un aspetto più importante di tutti: tu sospetti che tuo marito possa tradirti, eppure preferisci non indagare per quieto vivere. È comprensibile non voler fare la detective, ma il problema non è la volgarità di queste donne: è il dubbio su ciò che accade tra loro e tuo marito. La sua spiegazione può essere sincera, ma non basta a cancellare le tue inquietudini.
Non devi cercare prove a ogni costo, né misurarti con queste donne o chiederti che cosa abbiano più di te. Devi piuttosto domandarti perché, dopo tredici anni di matrimonio, senti di non poterti fidare pienamente di tuo marito. E soprattutto devi trovare il modo di parlargli apertamente, chiedendo chiarezza e rispetto.
Il quieto vivere non sempre protegge la serenità: a volte serve soltanto a rimandare un confronto necessario. Non sai se sei stata tradita, ma sai che qualcosa ti turba. Ed è da lì che devi partire, perché più che capire che cosa tuo marito trovi in quelle donne, è importante capire che cosa si nasconda dietro quelle amicizie e quale posto tu senta di avere oggi nella vostra relazione.

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