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Attualità

Roma, eco della voce delle donne afghane: un grido di solidarietà con Herat contro l’apartheid di genere

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Roma, eco della voce delle donne afghane: un grido di solidarietà con Herat contro l’apartheid di genere

Redazione- Questa mattina, in una delle piazze storiche di Roma, dove il suono delle campane si mescola al ritmo della vita quotidiana e il profumo dell’espresso si diffonde tra le strade acciottolate della città, un gruppo di cittadini afghani, attivisti per i diritti umani e sostenitori italiani dei diritti delle donne si è riunito per dare voce alle donne afghane.

All’ombra dei monumenti storici della capitale italiana, lo slogan “Pane, Istruzione, Libertà” ha risuonato più volte tra la folla. I manifestanti hanno esposto cartelli in persiano, italiano e inglese, denunciando la drammatica situazione delle donne afghane, private dei loro diritti fondamentali.

Molti passanti italiani si sono fermati ad ascoltare gli interventi dei partecipanti. Alcuni hanno espresso la loro solidarietà, altri hanno fotografato l’evento e condiviso i messaggi della manifestazione sui social media. La piazza si è trasformata in uno spazio di incontro, consapevolezza e solidarietà umana.

Durante l’iniziativa, Herat è stata ricordata come simbolo della resistenza delle donne afghane. Una città dove, nonostante le crescenti restrizioni e discriminazioni, le donne continuano a lottare per il diritto all’istruzione, al lavoro e alla partecipazione nella vita pubblica.

I partecipanti hanno rivolto un appello al Governo italiano, al Parlamento Europeo e alle organizzazioni internazionali affinché non restino in silenzio di fronte all’apartheid di genere imposto alle donne in Afghanistan. Hanno sottolineato che “Pane, Istruzione, Libertà” non è uno slogan politico, ma una richiesta essenziale e universale di dignità e diritti umani.

La manifestazione si è conclusa con la lettura di un comunicato congiunto, ma gli slogan hanno continuato a riecheggiare nella piazza. Per alcune ore, Roma è diventata la voce delle donne afghane. Dal cuore dell’Italia è partito un messaggio chiaro al mondo: le donne afghane non si arrendono e la loro lotta per il pane, l’istruzione e la libertà continua.

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Attualità

Pensioni di ottobre 2026: da domani al via i pagamenti in tutti gli uffici d’Italia

Scatta finalmente il giorno più atteso dell’anno per milioni di cittadini senior: arrivano le pensioni di ottobre 2026! Poste Italiane ha comunicato ufficialmente che da giovedì 1° ottobre prenderanno regolarmente il via i pagamenti presso tutti gli uffici postali del territorio nazionale. I titolari di conto o carta Postepay Evolution troveranno direttamente l’accredito automatico, mentre per chi preleva è attiva un’eccezionale assicurazione gratuita contro i furti (fino a 700 euro). L’azienda consiglia saggiamente di recarsi agli sportelli nel pomeriggio per evitare le lunghe file mattutine👇

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Poste-Italiane

Roma – L’inizio del nuovo mese porta storicamente, tradizionalmente e puntualmente con sé una delle notizie economiche e di servizio pubblico maggiormente attese, importanti e rassicuranti per milioni di cittadini senior e famiglie residenti da nord a sud della Penisola. L’azienda di Stato Poste Italiane ha infatti ufficialmente e pubblicamente comunicato che in tutti gli innumerevoli e capillarmente diffusi uffici postali presenti sull’intero e vasto territorio nazionale italiano, le vitali e attesissime pensioni relative alla mensilità corrente del mese di ottobre 2026 saranno regolarmente, puntualmente e regolarmente messe in effettivo pagamento a partire dalle primissime ore di domani, giovedì 1° ottobre. Si tratta di un appuntamento economico mensile di vitale e assoluta importanza per il sostentamento quotidiano del preziosissimo tessuto sociale del Paese, nonché di una complessa e gigantesca operazione logistica e di sicurezza che l’imponente macchina di Poste Italiane gestisce ormai da moltissimi decenni con comprovata, fluida ed efficientissima precisione e capillarità territoriale. Esattamente a partire dalla primissima mattinata della stessa identica data, le somme spettanti per le pensioni del mese di ottobre saranno contemporaneamente, automaticamente e comodamente rese disponibili e immediatamente visibili anche per tutti quei previdenti e tantissimi titolari di un classico Libretto di Risparmio postale, di un moderno Conto corrente BancoPosta o della celebre e versatile carta prepagata Postepay Evolution che abbiano precedentemente, esplicitamente e saggiamente scelto la comodissima strada dell’accredito elettronico diretto e automatico, evitando così inutili e lunghissime attese e code fisiche all’interno delle sale d’aspetto.

Prelievo allo sportello o agli sportelli ATM: tutte le opzioni

L’erogazione tempestiva, diversificata e altamente accessibile del flusso di denaro mensile ai pensionati italiani rappresenta uno dei massimi e storici punti di forza dell’infinita offerta dei servizi postali statali, pensati e modellati proprio per assecondare ogni singola esigenza del cittadino anziano.
Tutti gli abituati e storici possessori di una comune e pratica Carta di Debito elettronica (correttamente, regolarmente e nominalmente associata ai propri conti correnti o ai classici libretti di risparmio), così come anche tutti gli svariati e numerosi titolari della moderna e diffusa carta Postepay Evolution, potranno quindi godere fin dalle primissime luci dell’alba della totale, assoluta e comoda libertà di poter prelevare istantaneamente il proprio denaro contante recandosi autonomamente e liberamente presso le decine di migliaia di tecnologici sportelli automatici ATM Postamat, dislocati in maniera fitta e capillare sull’intero e sconfinato territorio nazionale italiano. Questa pratica e utilissima opzione tecnologica, sempre più apprezzata e utilizzata anche dalla clientela più anziana, permette concretamente e agilmente di saltare la fila senza la faticosa, noiosa e stringente necessità di doversi per forza recare fisicamente e attendere pazientemente in piedi il proprio turno allo sportello interno tradizionale. Ovviamente, per tutti coloro che invece preferiscono fedelmente e tradizionalmente il rassicurante e caloroso contatto umano e visivo con il proprio operatore postale di fiducia, per il regolare e formale ritiro della pensione cartacea e fisica allo sportello interno è sempre tassativamente, legalmente e rigorosamente necessario presentare all’impiegato un proprio documento di identità ufficiale e in pieno e regolare corso di validità legale. In alternativa a questa procedura standardizzata, l’azienda ricorda sempre che è assolutamente e legalmente possibile, tramite l’apposita modulistica, delegare formalmente e per iscritto una terza persona di estrema fiducia per effettuare materialmente la delicata operazione di prelievo delle somme di denaro in totale sicurezza e trasparenza.

Ritiro super sicuro: l’assicurazione gratuita contro i furti

In un periodo storico purtroppo, inevitabilmente e tristemente caratterizzato da frequenti, odiosi e spregevoli episodi di cronaca legati a truffe mirate e furti stradali perpetrati vigliaccamente ai danni delle fasce più deboli e indifese della popolazione, Poste Italiane scende in campo con una massiccia, concreta e rassicurante barriera di tutela.
L’azienda ricorda infatti, con grande e giustificato orgoglio istituzionale, che tutti gli affezionati e fedeli possessori di una Carta di Debito associata ai conti correnti o ai diffusissimi libretti postali possono inoltre usufruire, in maniera totalmente ed eccezionalmente gratuita, di una preziosissima, utilissima e rassicurante polizza assicurativa creata ad hoc per i pensionati. Questa lodevole e importante copertura legale prevede, nello specifico e nel dettaglio contrattuale, un rapido e garantito risarcimento in denaro (che può arrivare a coprire fino a un importo massimo di 700 euro calcolati su base annua) nel malaugurato, triste ed esecrabile caso di furto o violento scippo di denaro contante subito dalla vittima, a patto che l’evento criminoso avvenga specificatamente e temporalmente nelle due ore immediatamente successive al momento dell’avvenuto e documentato prelievo fisico effettuato presso le sedi degli uffici postali o presso i tecnologici ATM Postamat stradali. Si tratta di un eccellente e sensibile servizio di grandissima civiltà sociale, che restituisce serenità e sonni tranquilli a moltissimi anziani spesso giustamente timorosi di girare con il denaro della pensione in tasca.

I preziosi consigli di Poste per evitare file e informazioni

L’immensa e collaudata macchina organizzativa di Poste Italiane mira da sempre, costantemente e instancabilmente, a cercare di ottimizzare al massimo grado e millimetricamente i complessi e pesanti flussi quotidiani di affluenza fisica dell’utenza.
Proprio per favorire e garantire un servizio sempre più rapido, snello, confortevole, efficiente e totalmente privo di fastidi o spiacevoli malumori per l’utenza fragile, la dirigenza di Poste Italiane consiglia infine caldamente e premurosamente a tutti i pensionati d’Italia, ove questo sia ovviamente e logisticamente possibile e non crei disagio familiare, di recarsi fisicamente a ritirare l’amata e vitale pensione preferibilmente nella tarda e calma mattinata, oppure direttamente ed esclusivamente nelle ore pomeridiane meno affollate. Inoltre, l’azienda suggerisce saggiamente, logicamente e amichevolmente di privilegiare e scegliere i giorni del calendario successivi a quelli dei primissimi e caotici giorni del mese. Questa piccolissima, semplice e banale accortezza organizzativa si rivela sistematicamente, incredibilmente e statisticamente fondamentale al nobile e pratico fine di evitare fastidiosi ingorghi, disagi temporanei e tempi di attesa fisici all’interno delle sale che, altrimenti, risulterebbero ampiamente, sgradevolmente e inutilmente superiori alla media. Per reperire tempestivamente ulteriori informazioni, chiarimenti o indicazioni più precise in merito, l’azienda ricorda che è sempre comodamente e facilmente possibile consultare in qualsiasi momento il chiarissimo sito web istituzionale www.poste.it, oppure contattare vocalmente il pratico e cordiale numero verde nazionale 06 45263322.

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Economia

Poste Italiane integra TIM: approvato il regolamento per la direzione e il coordinamento

Nasce ufficialmente e definitivamente il più grande gigante italiano dei servizi e delle telecomunicazioni! A pochissimi giorni dalla chiusura dell’Opas (che ha portato Poste a detenere ben l’86% del capitale della storica compagnia telefonica), il Consiglio di Amministrazione di Poste Italiane ha varato le storiche linee guida per esercitare l’attività di direzione e coordinamento su TIM. L’azienda guidata dall’Amministratore Delegato Matteo Del Fante assumerà il pieno controllo strategico e industriale sulle mosse del colosso telefonico, pur garantendo formalmente l’autonomia giuridica e tutelando gli azionisti di minoranza👇

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DG Giuseppe Lasco e AD Matteo Del Fante

Roma – Il complesso, affascinante e colossale Risiko del mercato finanziario, dei grandi servizi e delle telecomunicazioni nazionali ha appena compiuto un passo in avanti storicamente ed economicamente gigantesco, destinato inevitabilmente a mutare e ridisegnare radicalmente per decenni l’intero e strategico assetto industriale e tecnologico della nostra Penisola. A pochissimi giorni di distanza dalla chiusura ufficiale e formale dell’imponente e discussa Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio (l’acronimo tecnico Opas) lanciata su TIM, il potente Consiglio di Amministrazione del colosso Poste Italiane ha ufficialmente e definitivamente premuto l’acceleratore, sancendo l’effettivo via libera operativo alle nuove, stringenti e fondamentali linee guida aziendali. Come puntualmente, precisamente e orgogliosamente riportato e confermato nelle scorse ore anche dal telegiornale aziendale “TG Poste”, il solenne e riunito Cda ha formalmente e all’unanimità deliberato il tanto atteso avvio dell’esercizio delle complesse e delicate attività di direzione e di stringente coordinamento nei confronti della storica compagnia telefonica italiana TIM, provvedendo contestualmente ad approvare e varare anche il relativo, corposo e dettagliatissimo Regolamento formale di governo operativo. Si tratta di un passaggio puramente formale ma sostanzialmente vitale e imprescindibile dal punto di vista societario e giuridico, che decreta la nascita di un vero e proprio e inarrestabile gigante nazionale dei servizi, capace di fondere insieme la capillare e storica rete logistica e finanziaria di Poste con la strategica, complessa e vasta infrastruttura tecnologica e di rete della principale compagnia di telecomunicazioni del Paese.

I numeri dell’Opas: Poste Italiane detiene l’86% di TIM

Il rapido, deciso e inesorabile iter burocratico e decisionale intrapreso nelle scorse settimane ha portato a un risultato finanziario di proporzioni semplicemente inimmaginabili fino a qualche anno fa per il libero mercato.
In seguito alla felice, rapida e trionfale chiusura tecnica dell’impegnativa operazione di mercato (l’Opas), il formidabile, solido e ramificato Gruppo tricolore (guidato sapientemente, strategicamente e con pugno di ferro dall’attuale e confermato Amministratore Delegato Matteo Del Fante, coadiuvato strettamente e costantemente dall’attento Direttore Generale Giuseppe Lasco) è incredibilmente e fattivamente arrivato a detenere nel proprio forziere circa l’86% del capitale azionario di TIM. Preso doverosamente e trionfalmente atto di questi numeri schiaccianti, il potente board societario di Poste ha quindi approvato il fondamentale documento tecnico che, da questo momento storico in poi, disciplinerà rigidamente e quotidianamente i fitti rapporti e i complessi e vitali flussi informativi tra le due grandi e storiche aziende italiane. L’obiettivo primario, vitale e indiscutibile del documento è quello di assicurare e garantire ai mercati il perfetto, fluido e ininterrotto allineamento e il totale coordinamento gestionale di TIM (e di tutte le sue numerose e importanti società controllate), in quanto ormai entità societarie stabilmente, organicamente e definitivamente appartenenti al gigantesco gruppo facente capo, per l’appunto, a Poste Italiane. Il massiccio e dirompente ingresso di TIM all’interno dell’immenso e protetto perimetro gestionale di Poste Italiane prevede, per sua stessa natura finanziaria, la strettissima e costante condivisione dei macro-obiettivi strategici a lungo termine, il totale e pacifico coordinamento delle aggressive politiche industriali, commerciali e gestionali, e soprattutto l’intelligente, calcolata e fruttuosa integrazione delle svariate attività operative e delle altissime competenze tecniche e umane, il tutto al fine esclusivo di favorire prepotentemente lo sviluppo infrastrutturale del Paese e la massiccia creazione di valore per l’intero Gruppo integrato.

Il governo accentrato e la garanzia per i piccoli azionisti

La complessa, capillare e ramificata macchina del controllo direzionale è stata studiata meticolosamente a tavolino dai massimi esperti legali e finanziari per garantire la massima e totale fluidità esecutiva e gestionale.
Come è stato sapientemente e tecnicamente precisato dal Telegiornale di Poste Italiane, l’intera e gravosa attività di Direzione e di serrato coordinamento su TIM sarà rigidamente, quotidianamente e direttamente disciplinata e supervisionata dal Cda, dalla figura cardine dell’Amministratore Delegato e dallo stesso Direttore Generale (esclusivamente attraverso il legittimo e fermo esercizio dei grandissimi poteri decisionali a loro attribuiti per statuto), nonché dalle svariate, complesse ed efficientissime strutture organizzative interne di Poste Italiane, muovendosi ciascuna negli specifici, delimitati e rigorosi ambiti di rispettiva e tecnica competenza manageriale. Il nuovissimo e blindato regolamento appena approvato garantisce fattivamente la lucida gestione accentrata e verticistica delle macro-attività, favorendo in tal modo un eccellente e produttivo coordinamento puramente funzionale, indispensabile e necessario per poter finalmente realizzare colossali e milionarie economie di scala interne e per migliorare, snellire e ottimizzare l’efficienza quotidiana dei complessi e pesanti processi industriali. Con l’entrata a regime del nuovissimo, storico e monolitico assetto societario, Poste Italiane avrà così finalmente e operativamente la piena, totale e immediata visibilità interna (come un vero “Grande Fratello” gestionale) sulle principali e più delicate attività e sulle future iniziative commerciali e tecniche intraprese da TIM. Il nuovo padrone verrà inevitabilmente e doverosamente coinvolto e interpellato in via strettamente preventiva nella complessa valutazione tecnica, economica e politica delle imminenti operazioni di maggiore e spiccato rilievo strategico (incluse, ovviamente, le dispendiose operazioni straordinarie o le cessioni rilevanti). Tutto ciò, hanno tenuto a specificare duramente e legalmente i vertici in chiusura di comunicato, avverrà mantenendo sempre ferma, salda, indiscussa e intoccabile la pura autonomia giuridica nominale di TIM e delle sue aziende controllate, agendo in tal modo anche a forte, rassicurante e vitale tutela finanziaria degli attenti e preoccupati azionisti di minoranza rimasti sul mercato.

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Politica

Fisco, Pagnoni (Cristiano Riformisti): “L’Italia è ostaggio dell’Europa, serve tagliare le tasse”

Un attacco frontale e durissimo contro l’eccessiva burocrazia europea e le pesantissime tasse! Valerio Pagnoni, coordinatore regionale in Lombardia del Movimento Cristiano Riformisti, lancia un forte allarme sull’economia nazionale: “L’Italia è sesta in Europa per l’enorme e insostenibile pressione fiscale, ma la colpa è dei rigidi vincoli imposti da Bruxelles che limitano la nostra sovranità economica e ci impediscono di abbassare le tasse”. Da qui, il forte e chiaro appello lanciato direttamente alla politica e al Governo: “Svegliatevi e andate in Europa a battere i pugni, serve un taglio urgente delle aliquote per salvare imprese e famiglie”👇

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Fisco

Milano – Il pesantissimo, insostenibile e per certi versi iniquo carico fiscale che continua imperterrito e quotidianamente a gravare come un gigantesco macigno insopportabile sulle spalle dei cittadini, strangolando di fatto l’intera economia del nostro Paese, non è e non può più essere considerato semplicemente il triste, isolato e fatale frutto di una banale mala gestione amministrativa nazionale, ma nasconde radici ben più profonde, sistemiche e internazionali. Questa fortissima, decisa e spietata analisi di natura macroeconomica e politica arriva direttamente e inequivocabilmente dalle file del Movimento Cristiano Riformisti, attraverso una dura nota ufficiale diramata pubblicamente alla stampa lombarda e nazionale. A farsi portavoce, senza mezzi termini e con grande fermezza, di questo profondo malessere generalizzato è Valerio Pagnoni, l’attuale e attivissimo responsabile e coordinatore regionale in Lombardia del movimento politico. Pagnoni non usa assolutamente giri di parole diplomatici per descrivere l’attuale, precaria e drammatica situazione finanziaria italiana: “La nostra amata nazione, purtroppo, continua tuttora e inesorabilmente a subire una pesantissima, ingiusta e castrante penalizzazione puramente fiscale, tutto questo a causa di ferree, inamovibili e molto spesso totalmente inspiegabili direttive calate dall’alto dell’Unione Europea”. Secondo il coordinatore, questo rigido, burocratico e insensibile asse normativo di matrice prettamente comunitaria finisce sistematicamente, matematicamente e inesorabilmente per “limitare fortemente, drasticamente e pericolosamente la nostra inalienabile e fondamentale sovranità decisionale sia in campo prettamente economico che in quello sociale”.

Il sesto posto in Europa per carico fiscale e le cause reali

I dati statistici, economici e matematici internazionali, purtroppo, parlano un linguaggio freddo, inequivocabile e drammaticamente chiaro, confermando in pieno la gravità assoluta dell’allarme politico lanciato esplicitamente dall’esponente dei Cristiano Riformisti lombardi.
“Se l’Italia si colloca storicamente, stabilmente e drammaticamente al sesto posto assoluto tra tutte le ricche nazioni dell’Unione Europea per quanto riguarda la pesantezza, l’incidenza e l’insopportabilità del carico fiscale statale gravante sui propri cittadini e lavoratori”, continua ad argomentare lucidamente e tecnicamente Valerio Pagnoni nella sua accorata riflessione politica, “tutto ciò non dipende affatto e unicamente da vecchie dinamiche interne o da presunti errori legislativi dei nostri passati governi, ma è essenzialmente, chiaramente e indubbiamente la diretta e fatale conseguenza pratica di una serie di rigide, vecchie e anacronistiche regole di bilancio europee”. L’accusa mossa al sistema normativo di Bruxelles entra quindi finemente e prepotentemente nel dettaglio puramente tecnico ed economico: i vincoli comunitari imposti dai celebri e contestati trattati internazionali fisserebbero di fatto, secondo il movimento, dei paletti insuperabili, ovvero dei livelli minimi, rigidi e standardizzati di tassazione obbligatoria sotto i quali il nostro Paese (pur volendolo fermamente per poter finalmente far respirare la sua economia interna) non ha legalmente alcuna possibilità oggettiva di scendere o operare sconti, pena l’infrazione diretta e le sanzioni europee. Questo complicatissimo, freddo e ragionieristico impianto normativo continentale, privo di flessibilità, flessibilità, flessibilità “finisce letteralmente per asfissiare e uccidere a fuoco lento il nostro ricchissimo e vitale tessuto produttivo e per impoverire, giorno dopo giorno e mese dopo mese, i già provati nuclei familiari”.

L’appello alle istituzioni e al governo per un deciso taglio

Di fronte a questa innegabile, macroscopica e documentata perdita di competitività strutturale imposta dal di fuori dei nostri confini nazionali, la semplice, passiva e rassegnata accettazione dello status quo non è più un’opzione politicamente né umanamente praticabile e sostenibile.
Il coordinatore lombardo dei Cristiano Riformisti sfrutta quindi questa amara e lucida constatazione per rilanciare prepotentemente la palla nel campo del Governo, lanciando un fortissimo, chiaro e indilazionabile appello pubblico a tutti i massimi e attuali rappresentanti istituzionali del Paese a Roma. “Ritengo che sia finalmente e definitivamente giunto il fatidico momento che la politica italiana, tutta, si desti immediatamente da questo lungo torpore burocratico e si faccia coraggiosamente e attivamente promotrice, sedendosi con grande e ritrovata autorevolezza e determinazione politica a livello dei tavoli europei, di una profonda, radicale e necessaria revisione strutturale di tutti questi assurdi e iniqui vincoli finanziari”, esorta con vigore Pagnoni. Per ridare un vero, duraturo e concreto slancio economico a un Paese profondamente fiaccato dall’inflazione galoppante e dal crollo del potere d’acquisto, non servono più banali e temporanei palliativi. “È assolutamente e politicamente urgente procedere a una decisa, massiccia e coraggiosa riduzione delle svariate aliquote d’imposta”, conclude il responsabile del movimento. Un colpo di forbici netto e deciso, ritenuto ormai non più rimandabile né opzionale, necessario e fondamentale per raggiungere due delicati e vitali obiettivi strategici per il futuro della Nazione: “Da una parte serve disperatamente dare nuovo ossigeno finanziario e ripristinare la vitale competitività internazionale per tutte le nostre coraggiose imprese, dall’altra è imperativo sostenere e aiutare concretamente, materialmente e quotidianamente le famiglie italiane, colpite al cuore e al portafoglio da una pressione fiscale complessiva che, ad oggi, risulta purtroppo non più tollerabile né sostenibile per nessuno”.

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