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Cronaca

Lupo abbattuto in Tirolo dai cacciatori, l’animale aveva un radio-collare di un progetto di ricerca italiano

🐺 Un lupo dotato di radio-collare scientifico italiano è stato abbattuto in Tirolo dopo ripetuti avvistamenti vicino alle abitazioni. Il caso riaccende il confronto tra ricerca, tutela della fauna e gestione della sicurezza nei territori alpini. Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇

#Lupo #Tirolo #FaunaSelvatica #Cronaca

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Lupo

Redazione-  Un lupo monitorato nell’ambito di un progetto scientifico italiano è stato abbattuto in Tirolo, in Austria, dopo essere stato ritenuto a rischio dalle autorità locali per la sua presenza ripetuta nei pressi delle abitazioni. A comunicarlo è stato il Land Tirol, che ha confermato l’uccisione dell’animale nel distretto di Schwaz e ha precisato che l’esemplare era dotato di un collare satellitare scientifico appartenente a un programma di ricerca italiano.

L’abbattimento è avvenuto il 21 giugno sulla base di un’ordinanza firmata il 2 giugno 2026, che autorizzava l’intervento nei confronti del lupo dopo diversi avvistamenti ravvicinati nel territorio comunale di Schlitters, nella valle della Zillertal. La vicenda riapre il confronto sul delicato equilibrio tra tutela della fauna selvatica, sicurezza dei territori montani e uso dei dati scientifici per il monitoraggio dei grandi predatori.

Il collare satellitare e il progetto di ricerca italiano

Secondo quanto riferito dalle autorità tirolesi, l’ente di ricerca competente è stato informato immediatamente dopo l’abbattimento. Il collare montato sull’animale non consentiva, però, un monitoraggio in tempo reale: si trattava di un dispositivo utilizzato per finalità scientifiche, capace di trasmettere i dati di localizzazione con un certo ritardo, così da permettere l’analisi degli spostamenti e dell’utilizzo dell’habitat da parte dei lupi.

Questo elemento è centrale perché chiarisce un punto spesso frainteso nel dibattito pubblico. La presenza del radio-collare non equivale alla possibilità di seguire l’animale istante per istante o di intervenire immediatamente per modificarne il comportamento. I sistemi di questo tipo servono soprattutto a raccogliere informazioni nel medio periodo, fondamentali per capire rotte, adattamenti e dinamiche territoriali di una specie in espansione.

L’ipotesi su Mirko e il passaggio tra Bellunese, Alto Adige e Tirolo

L’esemplare abbattuto potrebbe essere uno dei tre lupi seguiti da un progetto di studio che coinvolge il Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi, il Dipartimento di Medicina veterinaria dell’Università di Sassari e l’Amministrazione provinciale di Belluno. Tra questi animali ce n’era uno soprannominato Mirko, che nelle settimane scorse si era spostato temporaneamente anche in Alto Adige, passando nelle zone di San Candido e Lappago, prima di dirigersi proprio verso la Zillertal, nell’area del distretto di Schwaz.

Nella prima settimana di giugno, la Provincia autonoma di Bolzano aveva infatti segnalato lo spostamento verso quella zona di un lupo dotato di collare GPS. È per questo che l’ipotesi di un collegamento tra quell’esemplare e l’animale abbattuto in Tirolo viene ora considerata particolarmente concreta, anche se l’identificazione definitiva richiederà verifiche tecniche ulteriori.

Perché il lupo era considerato “a rischio”

Alla base dell’ordinanza di abbattimento ci sarebbero i ripetuti avvistamenti del lupo in prossimità delle case nel comune di Schlitters. Le autorità austriache lo avrebbero classificato come un animale problematico, sulla base di una presenza considerata troppo ravvicinata rispetto alle aree abitate. In questi casi, in diversi territori alpini il quadro normativo consente interventi straordinari nei confronti dei grandi carnivori ritenuti pericolosi o difficili da allontanare.

Il tema resta molto sensibile in tutto l’arco alpino. Da una parte c’è la crescita delle popolazioni di lupo in molte aree montane italiane ed europee, favorita dalla maggiore protezione della specie e dal recupero di alcuni habitat naturali. Dall’altra, aumentano le tensioni con allevatori, amministratori locali e comunità residenti, soprattutto quando gli animali si avvicinano ai centri abitati o provocano predazioni.

Il nodo tra ricerca, tutela e gestione del territorio

L’abbattimento di un esemplare inserito in un progetto scientifico italiano aggiunge un elemento ulteriore alla discussione. I collari satellitari rappresentano infatti uno degli strumenti più importanti per studiare il comportamento dei lupi e pianificare strategie di gestione più efficaci. Ogni perdita di un animale monitorato sottrae dati preziosi alla ricerca, ma allo stesso tempo mostra quanto sia complesso gestire concretamente la convivenza tra grandi predatori e presenza umana in territori densamente abitati o intensamente frequentati.

La vicenda del lupo ucciso in Tirolo mette quindi in evidenza due piani che oggi si intrecciano sempre più spesso: quello della conservazione scientifica della specie e quello della risposta immediata alle preoccupazioni locali. Ed è proprio in questo spazio di tensione che si giocheranno molte delle decisioni future sulla presenza del lupo nelle Alpi.

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Cronaca

Sorpresa choc in hotel, mucca sfonda la copertura e precipita in una piscina

Doveva essere un tranquillo pomeriggio in montagna, e invece si è sfiorato il disastro grottesco! In Val Venosta, nel comune di Tubre, una grossa e distratta mucca è evasa dal pascolo finendo per sconfinare direttamente all’interno dell’esclusiva area relax di un lussuoso hotel wellness. Salita incautamente sopra la piscina esterna, l’animale ha fatto cedere di schianto l’intera copertura plastificata, precipitando rovinosamente e pesantemente in acqua! L’imponente bovino è rimasto pericolosamente incastrato nella vasca (come riportato anche da ilmessaggero.it), incapace di risalire i bordi scivolosi. È servito il provvidenziale, massiccio e faticosissimo intervento dei Vigili del Fuoco volontari per riuscire a imbracare la mucca e sollevarla in totale sicurezza. Il suo “soggiorno benessere” in albergo si è fortunatamente concluso senza nemmeno un graffio!👇

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Mucca

Tubre (BZ) – Le tranquille, rilassanti e idilliache vallate alpine del nostro estremo Nord Italia regalano spesso ai numerosi turisti panorami mozzafiato, aria purissima e incontri ravvicinati con la splendida natura locale, ma raramente ci si aspetta che la fauna locale decida di usufruire attivamente dei servizi di lusso riservati agli esseri umani. Quello che è accaduto nelle scorse ore nella ridente, pacifica e silenziosa località montana di Tubre, un piccolissimo e pittoresco comune situato nel cuore verde della splendida Val Venosta, ha davvero i contorni incredibili, grotteschi e surreali di un divertente film comico. Un intervento decisamente fuori da ogni ordinario e razionale schema mentale ha infatti tenuto col fiato sospeso l’intera comunità locale e gli increduli ospiti di una nota struttura ricettiva. I centralini del pronto intervento squillano in continuazione per ogni sorta di evenienza alpina (come escursionisti dispersi o tetti divelti dal vento), ma la segnalazione ricevuta questa volta dalla caserma locale non poteva assolutamente essere prevista o codificata nel normale e noioso elenco delle emergenze quotidiane: “C’è una gigantesca mucca incastrata dentro la piscina del nostro albergo”. Come riportato dettagliatamente anche dal quotidiano ilmessaggero.it, il grosso e pesante bovino si era colpevolmente allontanato dal proprio consueto pascolo, finendo per compiere una clamorosa e pericolosissima invasione di campo all’interno della lussuosa area wellness.

L’incredibile fuoriprogramma in Val Venosta: la chiamata d’emergenza

L’assurda, pericolosa e rocambolesca dinamica dell’incidente ha lasciato letteralmente a bocca aperta non solo i disperati proprietari della struttura alberghiera, ma anche i primissimi e sbigottiti soccorritori giunti prontamente sul luogo del bizzarro “disastro”.
Secondo le fedeli ricostruzioni dell’accaduto, la grossa, curiosa e sfortunata mucca stava probabilmente e tranquillamente brucando l’erba nelle primissime vicinanze dell’hotel quando, per motivi del tutto ignoti alla logica umana, ha deciso incautamente di oltrepassare i confini della rigogliosa vegetazione per addentrarsi proprio nell’esclusiva zona relax dedicata ai turisti. Forse attirata irresistibilmente dai riflessi dell’acqua o semplicemente disorientata dalla stanchezza del girovagare, l’animale si è ritrovato a camminare incautamente proprio sopra la grande piscina esterna della struttura. Sfortunatamente, la vasca era temporaneamente e regolarmente chiusa e sigillata con una specifica copertura di sicurezza, progettata ingegneristicamente per reggere il peso di foglie, intemperie invernali o al massimo di piccoli animali selvatici di passaggio. Di certo, però, la fragile barriera protettiva non era in alcun modo tarata per sopportare il tonnellaggio imponente, massiccio e concentrato sugli zoccoli di un bovino adulto di svariati quintali.

Il cedimento strutturale e la disperata caduta in acqua

Il disastro strutturale e l’incredibile tonfo in acqua sono stati la logica, inevitabile e rovinosa conseguenza della pesante camminata della bovina.
Sotto l’immensa e insopportabile pressione degli zoccoli posteriori, la copertura in plastica della piscina ha improvvisamente, fragorosamente e miseramente ceduto di schianto, spalancandosi come una botola traditrice e inghiottendo letteralmente il gigantesco mammifero al suo interno. L’animale, palesemente terrorizzato, confuso e impossibilitato a compiere qualsiasi movimento utile, è rimasto miseramente e pericolosamente incastrato sul fondo e contro i bordi scivolosi della lussuosa vasca. Il peso massiccio della mucca e la conformazione stretta e liscia della piscina (priva di sponde digradanti o scivoli naturali) rendevano umanamente, fisicamente e tecnicamente impossibile per l’animale riuscire a sollevarsi in autonomia e scavalcare il bordo per tornare sano e salvo sulla terraferma. È apparso immediatamente ed evidentemente chiaro a tutti i presenti che, senza un tempestivo, organizzato e massiccio intervento di soccorso specializzato, la mucca avrebbe rischiato seriamente la propria vita per ipotermia o per affogamento causato dal puro panico.

Il salvataggio dei Vigili del Fuoco: fine del soggiorno benessere

A risolvere questa stranissima, buffa ma potenzialmente tragica e delicatissima equazione fisica ci hanno dovuto logicamente ed eroicamente pensare i coraggiosi e preparatissimi Vigili del Fuoco Volontari del distaccamento di Tubre.
Giunti tempestivamente, rapidamente e in forze sul posto a bordo dei loro mezzi pesanti, i pompieri si sono immediatamente resi conto della complessità titanica dell’operazione di recupero. Estrarre manualmente o con l’ausilio di semplici corde un animale di quelle titaniche dimensioni e in evidente stato di fortissimo stress emotivo, senza causargli gravi lesioni fisiche, fratture ossee o danni permanenti agli arti, richiedeva una grandissima maestria tecnica, estrema delicatezza e una coordinazione perfetta tra gli uomini della squadra di emergenza. Utilizzando fasce di contenimento morbidissime, imbracature specifiche e facendo leva su complessi sistemi di sollevamento per ripartire uniformemente l’enorme peso, i vigili del fuoco sono faticosamente e coraggiosamente riusciti nell’incredibile e applauditissima impresa. Con immensa e visibile gioia da parte di tutti i presenti, il gigantesco bovino è stato sollevato di peso, tirato fuori dalla profonda piscina e riadagiato dolcemente e in totale sicurezza sull’erba del prato adiacente. Nessuna ferita, nessun danno permanente: per la fortunata e sbadata mucca, questo suo stranissimo, abusivo e bizzarro “soggiorno benessere” in hotel si è concluso nel migliore dei modi. Una favola a lieto fine che strappa un sorriso e che fa onore ai nostri insostituibili pompieri!

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Cronaca

Terrore nel Bellunese, branco di lupi sbrana due cani: strage choc nei boschi

Passeggiate serali trasformate in un incubo letale: nel Bellunese esplode l’emergenza lupi! Nelle ultime ore si sono registrati due attacchi sanguinosi e scioccanti ai danni di animali domestici indifesi. A Castion, nell’anello escursionistico di Modolo, un cane è stato letteralmente sbranato e trascinato via nel bosco da un branco affamato di tre lupi, il tutto sotto lo sguardo pietrificato e impotente della sua padrona. Poco distante, a Limana, è stata ritrovata la carcassa martoriata di Fiocco, un dolcissimo incrocio di maremmano scomparso da 15 giorni, ucciso dai predatori a due passi dal cortile di casa. Gli episodi si sommano alla morte del cane Super ucciso a settembre in pieno giorno. I residenti del Nevegal sono terrorizzati e chiedono immediati interventi alle istituzioni!👇

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Lupi

Belluno – La tranquilla e rilassante routine serale di una normale passeggiata all’aria aperta si è improvvisamente e brutalmente trasformata in una scena di puro e inimmaginabile terrore primordiale. L’intera provincia dolomitica si ritrova oggi profondamente scossa e spaventata a causa di una violentissima, inarrestabile e sanguinosa ondata di attacchi mortali perpetrati ai danni di animali domestici indifesi. Il tema della complessa, delicata e sempre più pericolosa convivenza territoriale tra l’uomo, i centri abitati e la massiccia proliferazione dei grandi carnivori selvatici è letteralmente ed esplosivamente tornato al centro della cronaca nera bellunese, riaccendendo bruscamente un allarme sicurezza che sembrava sopito. Nelle ultimissime ore, due distinti, drammatici e fatali episodi di spietata predazione hanno insanguinato le frazioni montane, lasciando dietro di sé una scia di profondo dolore per le famiglie coinvolte e uno stato di panico palpabile e diffuso tra l’intera popolazione locale. Il branco, spinto verosimilmente dai fortissimi morsi della fame o da una rinnovata e preoccupante confidenza con gli insediamenti antropici, ha infatti alzato tragicamente il tiro, non limitandosi più ad attaccare le greggi isolate in alta quota, ma scendendo a ridosso delle abitazioni e colpendo mortalmente proprio il più fedele, protetto e amato amico dell’uomo.

L’agguato a Castion: trascinato via dai lupi sotto gli occhi della padrona

Il primissimo e più sconvolgente episodio di cronaca si è consumato rapidamente e fatalmente nel fitto mistero della notte, nel lasso di tempo a cavallo tra lo scorso mercoledì e giovedì.
Il drammatico teatro dell’aggressione è stato il popolarissimo anello escursionistico di Modolo, situato nella popolosa frazione di Castion (a pochissimi chilometri dal centro storico di Belluno). Una donna del posto stava tranquillamente e serenamente passeggiando nel bosco godendosi l’aria fresca serale, tenendo regolarmente vicino a sé il proprio inseparabile cane di taglia media. All’improvviso, emergendo furtivamente, silenziosamente e rapidamente dall’oscurità della boscaglia, un intero branco composto da almeno tre grossi esemplari di lupo adulto ha teso un vero e proprio agguato letale. Dinanzi agli occhi pietrificati, sbarrati e terrorizzati della povera padrona, del tutto impotente di fronte alla brutale forza numerica e muscolare dei selvatici, i lupi si sono scagliati famelicamente sul cane, aggredendolo mortalmente con morsi letali e trascinandolo via di forza verso l’interno del bosco buio, trasformandolo in un macabro pasto notturno. Superato lo shock iniziale durato alcuni lunghissimi minuti, la donna ha lanciato disperatamente il primissimo e concitato allarme. Sul posto si sono precipitate immediatamente e a sirene spiegate le pattuglie dei Carabinieri e gli agenti specializzati della Polizia Provinciale. Le complesse e tristi ricerche a tappeto condotte con l’ausilio delle torce hanno purtroppo confermato il peggiore dei presagi, portando al pietoso ritrovamento dei resti e della carcassa straziata del povero animale a poche decine di metri dal sentiero principale.

Il macabro ritrovamento a Limana: la tragica fine del povero Fiocco

Ma il feroce e spietato agguato notturno di Castion, purtroppo, non rappresenta affatto un macabro, triste e isolato caso fortuito. La drammatica mappa del terrore animale si è infatti espansa fatalmente anche nel vicino e confinante comune di Limana.
La comunità locale piange infatti amaramente e addolorata la scomparsa di Fiocco, un bellissimo e mansueto cane di sette anni d’età, nato da un incrocio genetico tra un pastore maremmano e un candido samoiedo. L’animale era inspiegabilmente e misteriosamente svanito nel nulla da circa quindici lunghissimi e angoscianti giorni, lasciando la sua famiglia d’adozione nell’incertezza più assoluta. Il tragico epilogo di questa estenuante ricerca si è purtroppo materializzato in queste ore proprio in località Polentes, quando il padre del legittimo proprietario ha fatto una scoperta agghiacciante: il corpo ormai esanime, martoriato e irriconoscibile di Fiocco giaceva abbandonato a brevissima distanza dal tranquillo cortile dell’abitazione familiare. Visionata la drammatica scena e le inequivocabili condizioni in cui versava il povero animale, la famiglia ha prontamente e responsabilmente avvertito le autorità sanitarie. I tecnici veterinari dell’Ulss 1 Dolomiti, tempestivamente accorsi sul luogo del ritrovamento, hanno tecnicamente e formalmente confermato la tesi dei proprietari, procedendo con la stesura ufficiale di una formale denuncia di predazione da grande carnivoro, certificando dunque l’avvenuto attacco mortale da parte del lupo proprio a pochissimi passi dal perimetro domestico.

Paura tra i residenti e la lunghissima scia di sangue sul Nevegal

Questi due recentissimi e sanguinosi ritrovamenti ravvicinati hanno inevitabilmente e comprensibilmente riacceso un durissimo, aspro e polemico dibattito politico e sociale tra tutti gli abitanti dell’intero comprensorio provinciale.
La zona compresa geograficamente tra il colle del Nevegal e tutto l’ampio Limanese sembra infatti essere finita sotto il controllo diretto, stretto e spietato di numerosi e affamati branchi di lupi ormai totalmente stanziali. La memoria collettiva della comunità è infatti tornata dolorosamente a metà settembre, quando un altro sfortunatissimo cane di nome Super era stato barbaramente aggredito e ucciso in pieno giorno (e non nel buio della notte) nella frazione di Coi de Navasa, suscitando scalpore nazionale. La preoccupante, rapida e costante frequenza con la quale si stanno ripetendo cronologicamente e geograficamente questi tragici eventi ha alimentato una profonda, giustificata e viscerale rabbia tra i residenti montani. La popolazione civile, gli allevatori locali e gli amanti degli animali domestici chiedono ora a gran voce e all’unisono risposte chiare, rapide e rassicurazioni istituzionali immediate: la gestione faunistica del territorio non può più gravare esclusivamente sulle fragili spalle dei cittadini. Passeggiare in sicurezza sui sentieri vicino casa, o lasciare il proprio cane libero nel cortile di proprietà, non deve e non può assolutamente trasformarsi in un rischio mortale e quotidiano.

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Esteri

L’Unione Europea chiede dialogo e moderazione dopo i raid aerei pakistani in Afghanistan

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Redazione- L’Unione Europea ha espresso il proprio rammarico per la morte di civili nei recenti attacchi aerei pakistani in Afghanistan e ha esortato le parti coinvolte a risolvere le loro divergenze attraverso il dialogo e mezzi pacifici.

In una dichiarazione diffusa venerdì 10 Mizan, un portavoce dell’Unione Europea ha fatto riferimento agli attacchi nelle province di Kunar e Helmand, affermando che la Missione di assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan (UNAMA) ha confermato la morte di almeno 10 civili, la maggior parte dei quali bambini, e il ferimento di altre nove persone.

L’Unione Europea ha invitato entrambe le parti a esercitare moderazione, evitare un’ulteriore escalation e avviare un dialogo per affrontare le loro controversie.

Nella dichiarazione, l’UE ha inoltre sottolineato che le «autorità de facto dell’Afghanistan» devono adottare misure efficaci per contrastare i gruppi terroristici che operano nel Paese o che utilizzano il territorio afghano per condurre operazioni.

L’Unione Europea ha ribadito che tutte le parti devono rispettare il diritto internazionale, compreso il diritto internazionale umanitario, e garantire la protezione dei civili e delle infrastrutture civili.

L’UE ha infine esortato tutte le parti ad adottare ogni misura pratica possibile per prevenire ulteriori vittime e ridurre al minimo i rischi per la popolazione civile.

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