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Eventi

Alla Galleria Toledo arriva “Basso Napoletano”: viaggio viscerale tra le voci di Eduardo e Totò

La vera anima di Napoli, quella sotterranea, viscerale e malinconica, sale sul palcoscenico! 🎭 Sabato 10 e domenica 11 ottobre 2026, lo storico spazio della Galleria Toledo di Napoli ospiterà un evento imperdibile: “Basso napoletano – variazioni per contrabbasso e voce”! Lo spettacolo (diretto e interpretato dal bravissimo Marco Sgrosso, accompagnato magicamente dalle corde del contrabbasso di Felice Del Gaudio) non è una semplice opera teatrale, ma una vera e propria “jam-session” musicale e attoriale. Al centro della scena ci sono i frammenti poetici dei giganti di Napoli: da Eduardo De Filippo al grande Totò, passando per Raffaele Viviani, Roberto De Simone e le visioni contemporanee di Enzo Moscato! Il “Basso” (inteso sia come strumento musicale che come storica e povera abitazione napoletana) diventerà la voce di una città ferita dalla guerra, affamata, grottesca ma immensamente ricca di vita, pronta a rinascere sempre! Un omaggio commovente anche alla memoria del maestro Leo de Berardinis. Siete amanti del vero teatro d’autore? Scoprite l’evento e il cofanetto di Eduardo De Filippo che vi consigliamo di acquistare per arricchire la vostra libreria! 👇

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MARCO SGROSSO BASSO NAPOLETANO Foto di scena Archivio Vivo 5 (1936 x 1296)

Napoli – Esiste una Napoli solare, turistica, fatta di cartoline da mandare ad amici e parenti, e poi esiste una Napoli segreta, sotterranea, carnale e profondamente inquieta. Una città-universo che si muove nel buio, che sanguina, che bestemmia e che prega con la stessa disperata intensità. È proprio in queste profondità viscerali che affonda le sue possenti radici “Basso napoletano – variazioni per contrabbasso e voce”, il nuovissimo, travolgente e attesissimo allestimento teatrale e musicale che andrà in scena nel prestigioso spazio della Galleria Toledo di Napoli per un imperdibile weekend culturale fissato per sabato 10 e domenica 11 ottobre 2026. Lo spettacolo, nato da un’idea folgorante e da un’amicizia artistica collaudata, porta la firma d’autore di Marco Sgrosso (che ne cura magistralmente l’elaborazione drammaturgica, la complessa mise en espace e presta la sua voce attoriale) e del formidabile musicista Felice Del Gaudio (che fa vibrare le potenti corde del contrabbasso). Questa affascinante produzione, curata dalla storica compagnia Le belle bandiere e sostenuta attivamente dalla Regione Emilia-Romagna e dal Comune di Russi, vanta inoltre l’impeccabile ideazione luci e direzione tecnica di Loredana Oddone e l’attentissima cura del suono affidata all’esperienza di Roberto Passuti.

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Una drammaturgia di frammenti: da Viviani a Enzo Moscato

Il cuore pulsante dell’opera si fonda su un bellissimo e poetico gioco di parole: il “basso” è il gigantesco strumento musicale a corde che detta il ritmo, ma è soprattutto il tipico “basso” napoletano, l’umida e caotica abitazione posta al livello della strada, simbolo secolare della povertà e dell’anima più genuina del popolo.
“Basso Napoletano nasce da un antico desiderio di collaborazione e da una reciproca stima artistica tra me e Felice”, spiega magistralmente Marco Sgrosso nelle sue note di regia. “Siamo partiti dall’idea di una jam-session improvvisata tra contrabbasso e voce per costruire insieme un tortuoso percorso tra le sonorità e le parole di una Napoli che appare primitiva, malata, brutale, ma al contempo ricchissima di vitalità”. Per costruire questa partitura unica, sospesa magicamente a metà strada tra il classico teatro di prosa e il concerto jazz sperimentale, Sgrosso ha attinto a piene mani dal patrimonio letterario più sacro della città. Ha cucito insieme, frammento dopo frammento, le opere immortali di giganti del palcoscenico come Eduardo De Filippo, Raffaele Viviani, il grande Principe della risata Totò, l’immenso Roberto De Simone, passando per la penna di Ferdinando Russo, Angelo Manna e arrivando fino ai toni più contemporanei, aspri, taglienti e meravigliosamente immaginifici dell’amatissimo Enzo Moscato. Sul palco, il suono ruvido e profondo del contrabbasso non si limita ad “accompagnare” l’attore come un semplice sottofondo musicale, ma si trasforma a tutti gli effetti in un secondo personaggio vivo e pensante, un’ombra acustica che dialoga costantemente con la voce di Sgrosso, dando vita al lamento struggente di una città segnata indissolubilmente dai morsi della fame, dalle ferite della guerra, dal desiderio sessuale mercificato e dall’incubo della superstizione.

Il viaggio in cinque atti e l’omaggio a Leo de Berardinis

Il percorso drammaturgico di Basso Napoletano si sviluppa in cinque intensi momenti (o atti), concepiti come una vera e propria spirale allucinatoria sospesa tra il dramma grottesco e la farsa popolare.
Si parte con un feroce “Prologo apocalittico” (incrociando le parole di Eduardo ed Enzo Moscato), per poi scivolare nelle dolorose “Lamentazioni”, dove spiccano le echi de I dieci comandamenti di Viviani e le struggenti note della celebre Tammurriata nera. Il terzo atto sprofonda nelle “Allucinazioni” tipiche de Le voci di dentro di Eduardo, per poi sfociare nelle passionali “Serenate avvelenate” (che mescolano testi celebri come Passione di Libero Bovio agli strali di Ferdinando Russo). Infine, il viaggio si chiude con il liberatorio e malinconico “Canto finale”, dove la maschera di Totò e le riflessioni di Eduardo accompagnano il pubblico verso l’auspicata ricerca di un’armonia placata. È doveroso e commovente ricordare che l’intero, monumentale spettacolo è teneramente e rigorosamente dedicato alla memoria di Leo de Berardinis, considerato un indimenticabile maestro di vita e compagno di strada di innumerevoli e coraggiose avventure teatrali. Come ha giustamente sottolineato la critica nazionale, che ha accolto questo riallestimento con un coro unanime di ovazioni, il lavoro di Sgrosso e Del Gaudio è “vulcanico, nero, blasfemo e pop”. Non si tratta di raccontare Napoli in modo didascalico, ma di “incarnarla” fisicamente e musicalmente sul palcoscenico. Il contrabbasso si fa urlo, preghiera e imprecazione, mentre la lingua partenopea diventa il suono universale e straziante dell’intera umanità che soffre, sogna e rinasce incessantemente dalle proprie innumerevoli ceneri.

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Roma Capitale: mostre, passeggiate e cultura, tutti gli eventi dal 9 al 15 ottobre

Siete a Roma e non sapete cosa fare in questo meraviglioso weekend di autunno? 🏛️ La Sovrintendenza Capitolina ha appena rilasciato il calendario ufficiale (gratuiti e non) dal 9 al 15 ottobre 2026, e c’è letteralmente l’imbarazzo della scelta! Si va dalle esclusive visite guidate nel lussuoso e intimo “Attico” dello scrittore Alberto Moravia (con vista pazzesca sul Tevere) ai segreti della Torre del Papito e della Casina del Cardinal Bessarione. Al Museo Napoleonico si parlerà dei segreti e dei misteri delle Ultime Imperatrici d’Europa, mentre all’Ara Pacis si celebrerà il Tevere Day! Siete amanti della tecnologia? Correte al Circo Massimo per indossare i visori 3D e vedere le bighe sfrecciare nell’antica Roma grazie alla Realtà Virtuale, oppure andate al Planetario per viaggiare nello spazio con la Sonda Voyager! Un programma immenso e adatto a tutti (famiglie e bambini compresi). Trovate tutti gli orari, le mostre e il nostro libro consigliato (sulla Roma “Segreta” che nessuno vi racconta) all’interno dell’articolo completo! 👇

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Fulco Pratesi

Roma – L’autunno romano si tinge dei colori caldi dell’arte e della storia. Una nuova, ricchissima settimana si apre all’insegna dell’esplorazione e della cultura nella Capitale. Incontri esclusivi, visite guidate gratuite, approfondimenti storici e suggestivi itinerari archeologici segnano l’imperdibile calendario delle iniziative autunnali promosse da Roma Capitale (Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria) e dalla rigorosa Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Il programma, vastissimo e pensato per soddisfare i gusti di cittadini e turisti di ogni età, si snoderà in ogni angolo della città da venerdì 9 fino a giovedì 15 ottobre 2026. Di seguito, abbiamo riassunto e suddiviso per voi gli appuntamenti principali da non perdere assolutamente in questo weekend e nei giorni a seguire.

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Il fascino dei Musei: da Moravia alle Imperatrici

Il cartellone museale si apre con un nuovo appuntamento di “Artisti a Villa Borghese”.
Venerdì 9 ottobre alle 18.00, nella suggestiva Sala de Chirico del Museo Carlo Bilotti Aranciera di Villa Borghese, Claudio Crescentini intervisterà Silvana Cirillo per un focus su Cesare Zavattini. L’evento è arricchito dalla preziosa videoproiezione “Cover’s Zà di Made in Heaven”. Sabato 10 ottobre torna invece l’amatissimo format letterario “Libri al Museo”: alle ore 16.30, l’elegante Museo Napoleonico ospiterà l’attesa presentazione del volume di Raffaella Ranise “Le ultime imperatrici”. Un testo affascinante che ripercorre le vicende intime e tormentate della contessa spagnola sposa di Napoleone III e di Carlotta del Belgio (moglie di Massimiliano d’Asburgo e imperatrice del Messico), gettando una nuova e cruda luce sui rapporti tra Europa e Nuovo Mondo nell’Ottocento. Sempre sabato 10 ottobre, come accade immancabilmente ogni secondo sabato del mese, tornano (alle 10.00 e alle 11.00) le affascinanti visite alla Casa Museo Alberto Moravia. L’attico esclusivo, meravigliosamente affacciato sul Lungotevere della Vittoria, svelerà ai curiosi l’universo pubblico e privato in cui il celebre scrittore visse ininterrottamente dal 1963 al 1990 (prenotazione obbligatoria). Da non perdere anche gli appuntamenti speciali legati al Tevere Day 2026: sempre sabato (alle 10.30 all’Ara Pacis) si terrà la presentazione del libro “Ponti di Roma”, mentre domenica 11 ottobre (ore 10.00 e 11.00) il Museo di Casal de’ Pazzi permetterà al pubblico di scoprire “I fiumi di Roma nella preistoria”, ammirando l’alveo fossile di un ramo estinto dell’antico fiume Aniene. E per chi ama la scrittura femminile d’autore, giovedì 15 ottobre (alle 17.00 al Museo di Roma in Trastevere) ci sarà l’incontro dedicato a Grazia Deledda, indagando la modernità della prima donna italiana a essere insignita del Premio Nobel per la letteratura nel 1926.

Le storiche “Passeggiate Romane” a cielo aperto

Per chi preferisce godersi il clima mite della Capitale passeggiando all’aperto, il ciclo “Roma, la tua guida culturale” offre occasioni irripetibili di conoscenza del territorio.
Sabato 10 ottobre alle 17.15 i riflettori si accenderanno sul Teatro Argentina, ripercorrendone la secolare storia attraverso il piccolo e affascinante museo nascosto nel suo sottotetto, colmo di dipinti, costumi di scena storici e macchine teatrali d’epoca. Le avventure architettoniche proseguono mercoledì 14 ottobre (alle 17.00) con la scoperta della Torre del Papito (a Piazza dei Calcarari): una delle rarissime torri medievali romane giunte intatte fino a noi e fortunatamente scampata alle selvagge demolizioni fasciste del Novecento. Giovedì 15 ottobre (ore 17.15) sarà invece la volta della misteriosa Casina del Cardinal Bessarione, un’incredibile dimora rinascimentale nascosta all’inizio dell’Appia Antica che, nei secoli, si è trasformata da umile taverna a sfarzosa villa suburbana. (Per tutte le passeggiate è obbligatoria la prenotazione preventiva allo 060608).

Tra Realtà Virtuale al Circo Massimo e lo Spazio Infinito

L’offerta si chiude in bellezza unendo la millenaria storia romana all’altissima tecnologia.
Per il fantastico ciclo “Archeologia in Comune”, domenica 11 ottobre (alle ore 10.00) la visita “Spettacoli e spettatori al Circo Massimo” racconterà nel dettaglio le gloriose origini e le cruente trasformazioni del più grande edificio per spettacoli di massa dell’antichità. Ma la vera magia archeologica avviene ogni giorno (dal martedì alla domenica) grazie alla richiestissima Circo Maximo Experience: muniti di speciali e leggeri visori 3D in realtà aumentata e auricolari stereofonici, i visitatori possono camminare tra le antiche rovine e immergersi letteralmente nel passato, osservando le clamorose ricostruzioni architettoniche tridimensionali del sito. Infine, per chi preferisce volgere lo sguardo verso le galassie, il Planetario di Roma offre una fitta programmazione di spettacoli astronomici mozzafiato. Per gli adulti sono previsti proiezioni immersive come “From Earth to the Universe”, “Interstellari – il viaggio delle sonde Voyager” e “Ritorno alla Stelle”. I più piccoli (sabato e domenica alle 12.00) potranno invece divertirsi e imparare con lo spettacolo interattivo “Girotondo tra i Pianeti”. (Per conoscere orari specifici e tariffe, si consiglia sempre di visitare il portale www.museiincomuneroma.it).

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Salute

HIV, a L’Aquila gli esperti da tutta Italia per le nuove terapie: diagnosi precoce al centro

La Sanità abruzzese si conferma un’eccellenza medica assoluta a livello italiano! 🏥 Sabato 10 ottobre 2026, la città dell’Aquila diventerà la vera capitale nazionale dell’infettivologia, ospitando decine di esperti e scienziati da tutta Italia per la terza edizione del prestigioso congresso “HIV clinical prAQtice”! A fare gli onori di casa sarà il professor Alessandro Grimaldi (primario del San Salvatore e Presidente dell’Ordine dei Medici). Il tavolo tecnico affronterà le straordinarie e rivoluzionarie novità nel campo delle terapie antiretrovirali (come i nuovi farmaci “long acting”, che durano settimane e liberano il paziente dalle pillole quotidiane). Ma il messaggio fondamentale lanciato dai medici è rivolto ai giovani: mai abbassare la guardia! Sebbene l’infezione sia oggi curabile e gestibile, la “diagnosi precoce” (fare subito il test in modo anonimo) resta l’unica vera arma fondamentale per bloccare il virus e salvare la vita! Nel nostro articolo vi raccontiamo le nuove frontiere della scienza medica e vi consigliamo un bellissimo manuale illustrato per capire come funziona il nostro sistema immunitario! 👇

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Locandina evento L'Aquila

L’Aquila – L’evoluzione storica e scientifica della lotta contro il virus dell’HIV rappresenta, senza ombra di dubbio, uno dei più straordinari, complessi e commoventi successi dell’intera storia della medicina moderna. Quella che nei cupi e spaventosi anni Ottanta e Novanta era considerata universalmente e tragicamente come una condanna ineluttabile, si è oggi trasformata, grazie alla ricerca incessante, in un’infezione cronica assolutamente gestibile, garantendo ai pazienti un’aspettativa e una qualità di vita del tutto paragonabili a quelle del resto della popolazione sana. Tuttavia, la guerra globale contro il virus non è affatto finita, e l’aggiornamento medico resta l’arma principale per non abbassare mai la guardia. Per fare il punto della situazione e tracciare le linee guida del futuro, l’Abruzzo si appresta a diventare la vera capitale italiana dell’infettivologia. Le ultimissime e rivoluzionarie novità terapeutiche emerse nel campo, tra assolute eccellenze cliniche regionali e nazionali, saranno infatti al centro di un prestigiosissimo tavolo tecnico che vedrà l’attesa partecipazione di decine di giovani esperti e luminari provenienti da tutta Italia. I professionisti si confronteranno serratamente, a porte chiuse, sulle delicatissime tematiche dell’infezione da Hiv e sui promettenti sviluppi della moderna terapia antiretrovirale di ultima generazione. La location scelta è il capoluogo abruzzese: torna infatti a L’Aquila, per la sua ambitissima terza edizione, l’importante convegno scientifico nazionale denominato “HIV clinical prAQtice”.

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Il polo d’eccellenza medica abruzzese e le terapie “Long Acting”

Il grande evento accademico è in programma per l’intera giornata di sabato 10 ottobre 2026, con inizio dei lavori fissato a partire dalle ore 9:00, e si svolgerà presso l’attrezzatissimo centro congressi dell’Ordine dei Medici, situato in via Giovanni Gronchi 16.
Questo prezioso e complesso vertice sanitario è stato fortemente voluto e promosso dallo stesso Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia dell’Aquila. A guidare i lavori ci sarà la prestigiosa firma del presidente Alessandro Grimaldi, affermato e stimato primario dell’avanguardistico reparto di Malattie Infettive del presidio ospedaliero “San Salvatore”, nonché attuale capo dipartimento di medicina dell’intera Asl provinciale dell’Aquila. Il coordinamento e la scrupolosa responsabilità scientifica del programma sono stati invece affidati all’esperienza del dottor Arturo Ciccullo. L’evento, organizzato materialmente dalla UOC di Malattie Infettive locale, gode di una fitta e prestigiosa rete di patrocini istituzionali, tra cui spiccano l’Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, l’Università degli Studi dell’Aquila, il Comune dell’Aquila e l’intera Giunta della Regione Abruzzo. “Si rinnova finalmente un appuntamento formativo ed educazionale particolarmente importante e strategico per la nostra regione, perché rappresenta un momento di alto confronto medico molto atteso tra esperti e professionisti di tutta Italia”, spiega con grande soddisfazione e orgoglio il professor Grimaldi ai margini della presentazione ufficiale del convegno. “Dal nostro territorio parte un coraggioso e strutturato programma di formazione scientifica continua che coinvolge a piene mani strutture sanitarie di primo livello e importantissimi centri universitari di ricerca, confermando così la Asl aquilana e il nostro capoluogo come un imprescindibile polo di riferimento nazionale per la cura delle malattie infettive”. La fitta e intensa giornata di lavori e studi clinici sarà strutturata minuziosamente in tre specifiche sessioni tecniche di altissimo profilo, pensate per sviscerare ogni aspetto del virus: la prima intitolata “Hiv al centro, dalla teoria alla decisione clinica”, seguita dalla seconda interessantissima sessione “Long acting: dalla teoria all’implementazione” (focalizzata sulle nuovissime terapie a lunga durata d’azione che liberano il paziente dall’obbligo della pillola quotidiana), e si concluderà con la strategica tavola rotonda dal titolo “Sfide odierne dell’Hiv nella macroarea Abruzzo-Lazio-Molise-Umbria”.

Diagnosi precoce: l’unica vera arma per salvare la vita

Se le straordinarie scoperte in ambito farmacologico (come le terapie iniettabili a lento rilascio) stanno letteralmente rivoluzionando la quotidianità clinica e psicologica dei pazienti, il messaggio che deve passare forte e chiaro all’opinione pubblica è uno solo: la tempestività è tutto.
L’eccesso di fiducia o la falsa convinzione che l’HIV sia un problema appartenente esclusivamente al passato o confinato a presunte e inesistenti “categorie a rischio”, rischia infatti di far abbassare drammaticamente la guardia soprattutto tra le fasce più giovani della popolazione, incrementando i contagi fantasma. “Il congresso nazionale sarà sicuramente l’occasione ideale per analizzare i vasti database, studiare a fondo i dati aggiornati e tracciare un bilancio rigoroso sui tanti, enormi e indiscutibili passi in avanti fatti dalla scienza medica negli ultimi anni”, conclude in modo ineccepibile il professor Grimaldi. “Tuttavia, dobbiamo considerare fermamente che, al di là dei miracolosi progressi clinici delle terapie moderne, l’obiettivo principale del nostro sistema sanitario nazionale resta e resterà sempre quello della diagnosi precoce. Questo perché ci troviamo in un’epoca storica molto complessa, in cui l’infezione da Hiv e le preziose terapie antiretrovirali rimangono tristemente attuali e sempre più al centro dell’odierno dibattito sanitario e preventivo”. Effettuare il test regolarmente, abbattere l’ingiustificato stigma sociale che ancora avvolge la malattia e intercettare tempestivamente il virus prima che comprometta definitivamente il sistema immunitario sfociando nell’AIDS conclamato, è oggi l’unica via sicura per azzerare totalmente la carica virale, rendere l’infezione completamente intrasmissibile al partner (U=U, Undetectable equals Untransmittable) e salvare così innumerevoli vite umane.

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Eventi

La musica che cura: la Fondazione Monzino sbarca a Palermo per rinascere da Ballarò

La Musica come “arma” potentissima contro la criminalità, il bullismo giovanile e la sofferenza negli ospedali! 🎻 Dal 2027, la storica Fondazione Antonio Carlo Monzino (nata a Milano e portatrice dell’eredità di una delle più antiche e celebri dinastie di maestri liutai d’Italia) porterà i suoi straordinari progetti benefici e culturali in tutta Italia! Si partirà dal profondo Sud, dalla città di Palermo: con il supporto della Fondazione Made in Sicily, verranno organizzati corsi gratuiti, concerti e attività d’inclusione per salvare i giovani del difficile e affascinante quartiere di Ballarò. La Fondazione Monzino, dal 1999, fa letteralmente miracoli: insegna musica ai detenuti nelle carceri, dona strumenti preziosi e porta orchestre dal vivo nei reparti degli ospedali per alleviare il dolore dei malati! Una storia di generosità infinita che parte dal 1700 (sapevate che il mitico Niccolò Paganini comprava le corde del suo violino solo ed esclusivamente dai Monzino?). Leggete nel nostro articolo tutta l’incredibile storia della dinastia e scoprite il libro che vi consigliamo sulla magia della Musicoterapia! 👇

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La band di detenuti 7th Band del carcere di Bollate progetto Musica in Carcere di Fondazioone Monzino

Milano – La scienza moderna, la sociologia e la neuroscienza lo ripetono da anni con dati alla mano incontrovertibili: la pratica musicale non è un semplice e banale passatempo estetico, ma un potentissimo strumento capace di arricchire la crescita personale, favorire l’integrazione sociale delle frange più emarginate, sostenere attivamente la multiculturalità e offrire ai giovani una via di fuga dal degrado. Su queste nobili e solide premesse si fonda il titanico impegno civico e sociale della Fondazione Antonio Carlo Monzino, che dal lontano 1999 lavora instancabilmente nella metropoli di Milano sostenendo progetti solidali che utilizzano le note musicali come ponte contro la violenza. L’ente promuove orgogliosamente l’alfabetizzazione musicale per tutti, con un’attenzione particolare rivolta ai più giovani. Ora, forte di una straordinaria esperienza maturata sul campo in 27 anni di attività, la Fondazione è pronta a fare il grande salto di qualità a livello nazionale. A partire dal 2027, infatti, l’ente porterà i suoi rivoluzionari progetti culturali nelle più importanti città del nostro Paese, cominciando dal profondo Sud. La prima grande tappa sarà la splendida e complessa città di Palermo: qui sono già in atto importanti accordi istituzionali con la Fondazione Made in Sicily ETS per animare con la magia delle sette note il difficile, affascinante e critico quartiere del mercato di Ballarò, un’area cittadina dove è purtroppo maggiormente concentrato il disagio sociale in tutte le sue drammatiche forme.

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Dal carcere agli ospedali: i progetti che cambiano la vita

L’approccio della Fondazione è straordinariamente diretto, coraggioso e radicale: portare la musica e l’insegnamento esattamente in quei luoghi estremi in cui è più necessaria, offrendo l’opportunità a chiunque di esprimersi, crescere e ritrovare armonia con sé stesso.
Tra le tantissime e lodevoli iniziative, spicca il rivoluzionario progetto “Musica in Carcere” (attivo dal 2010), che ha creato percorsi musicali funzionali alla riabilitazione dei detenuti attraverso donazioni di preziosi strumenti, allestimento di sale prove e concerti aperti al pubblico. Solo negli ultimi quattro anni, questo progetto ha coinvolto e aiutato oltre 500 detenuti negli istituti penitenziari di Milano-Bollate, Beccaria e San Vittore. Altrettanto toccante e umanamente straordinario è il format “Musica in Corsia”, arrivato oggi alla sua terza edizione: la musica entra in punta di piedi nei gelidi reparti degli ospedali per trasformarli in luoghi di ascolto, calore e speranza, raggiungendo ben 25 istituti ospedalieri lombardi e coinvolgendo pazienti, medici e giovanissimi studenti musicisti. Non mancano le storiche borse di studio del progetto “Adotta un talento” e i magici laboratori giovanili de “Le Mani Sapienti”. Al fianco dell’attuale presidente Antonio Monzino VII, a sostenere e amplificare a livello mediatico l’importanza vitale di queste missioni, figurano due ambassador istituzionali d’assoluta eccezione: Laura Marzadori, il celebre e talentuoso Primo violino del Teatro alla Scala di Milano, e l’illustre Laura Ferreri, rinomata neuroscienziata cognitiva e stimata docente di Psicologia e Neuroscienze della Musica presso la storica Università di Pavia, che ha certificato scientificamente l’impatto positivo della musica sul recupero del disagio esistenziale giovanile.

I Monzino: una dinastia di liutai dal 1700 a Nicolò Paganini

Dietro questi moderni e straordinari traguardi sociali si nasconde però un’eredità storica, culturale e morale monumentale, che affonda le sue possenti radici addirittura nel XVIII secolo.
La storia dell’illustre Famiglia Monzino coincide di fatto con la storia stessa della liuteria e della grande musica a Milano. Capostipite della dinastia fu Antonio Monzino I (1747-1800), un geniale e instancabile fabbricatore di strumenti e corde armoniche che nel 1767 fondò la sua celeberrima bottega artigianale nel cuore del capoluogo lombardo. Fino agli anni ’70 del secolo scorso, praticamente tutti i migliori e più acclamati liutai italiani sono usciti proprio da quella formidabile “fucina” di talenti. Nel corso dei decenni, ‘Monzino’ è diventato nel mondo un brand osannato e venerato dai grandi della musica classica, in particolar modo per le produzioni artigianali di corde armoniche di qualità eccelsa, al punto che persino il leggendario e capriccioso violinista Niccolò Paganini esigeva per i suoi concerti unicamente i loro preziosi manufatti. Passando attraverso le gloriose Cinque Giornate di Milano, affrontando e superando due guerre mondiali e collezionando successi editoriali inestimabili, l’immensa passione di famiglia è stata tramandata di padre in figlio, fino ad arrivare ad Antonio Monzino VII (nato nel 1938), attuale e instancabile presidente dell’omonima Fondazione. Oltre alle straordinarie opere di beneficenza odierne, l’impegno della famiglia per la conservazione della memoria storica si è tradotto in gesti di ineguagliabile e inestimabile mecenatismo: basti pensare che ben 79 strumenti antichi di inestimabile valore, appartenenti alla sterminata e lussuosa collezione privata dei Monzino (tra cui violini e chitarre del Seicento e Settecento), sono stati generosamente donati nel 2000 al Museo Civico del Castello Sforzesco, affinché tutta la cittadinanza potesse godere eternamente di questa suprema “bellezza del fare”.

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