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Attualità

Allerta Meteo sull’Italia: in arrivo nubifragi e temporali violenti. Scatta l’allarme arancione e giallo, ecco le Regioni colpite

La tregua estiva è finita e l’autunno mostra il suo volto più feroce! La Protezione Civile ha diramato per la giornata di oggi un pesante bollettino di allerta meteo che divide l’Italia tra allarmi di colore arancione e giallo. Una profonda e insidiosa perturbazione atlantica sta attraversando la Penisola carica di piogge torrenziali, fulmini e venti burrascosi. La situazione di massima criticità si registra in Toscana, dove è in vigore l’Allerta Arancione per l’elevato rischio di frane, smottamenti ed esondazioni di fiumi a causa dei continui nubifragi. Situazione difficile anche sul resto del Centro-Nord e in Campania, coperte da Allerta Gialla: si registrano già pesanti disagi alla circolazione stradale, sottopassi allagati e decine di interventi dei Vigili del Fuoco. Si raccomanda la massima prudenza negli spostamenti! Leggete il nostro articolo per scoprire nel dettaglio tutte le zone colpite dal maltempo e le previsioni per le prossime ore. Il maltempo non vi dà tregua? Non fatevi trovare impreparati dai nubifragi improvvisi: scoprite il nostro consiglio per proteggervi dalla pioggia in totale sicurezza!

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nubifraggio

Roma – L’autunno italiano sembra aver definitivamente premuto sull’acceleratore, spazzando via in un colpo solo gli ultimi scampoli di tepore estivo e catapultando la nostra Penisola in una fase meteorologica estremamente turbolenta, umida e potenzialmente molto pericolosa. La Protezione Civile Nazionale, in stretto coordinamento con le agenzie meteorologiche regionali, ha infatti lanciato nelle scorse ore un bollettino di grave allerta meteo per l’intera giornata di oggi, giovedì 8 ottobre 2026. L’Italia intera si trova attualmente sotto la pesante morsa di una vasta, profonda e insidiosa perturbazione di origine atlantica, un fronte nuvoloso carico di pioggia e venti burrascosi che sta attraversando rapidamente il Paese da Nord verso Sud. Questo severo quadro meteorologico, caratterizzato da una marcata e violenta instabilità atmosferica, ha spinto le autorità competenti a diramare allerte ufficiali di colore arancione e giallo su gran parte del territorio nazionale. L’obiettivo primario è quello di prevenire i gravissimi disagi e i danni strutturali che temporali di forte intensità, raffiche di vento ciclonico e improvvisi nubifragi localizzati potrebbero causare alle infrastrutture stradali, alle abitazioni e, soprattutto, all’incolumità dei cittadini che si trovano costretti a viaggiare o a lavorare all’aperto.

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Allerta Arancione in Toscana: massima attenzione per fiumi e frane

La situazione di maggiore e più pressante criticità, secondo l’ultimo bollettino meteorologico diramato dalle autorità, si registra attualmente in Toscana.
In questa specifica Regione, il Dipartimento della Protezione Civile ha innalzato il livello di guardia diramando ufficialmente un’allerta meteo di colore arancione per rischio idrogeologico e temporali di forte intensità. Le province toscane sono infatti sferzate da precipitazioni copiose e persistenti, che in alcuni frangenti assumono il pericolosissimo carattere di nubifragio. L’accumulo rapido e massiccio di millimetri d’acqua sul terreno sta innalzando repentinamente il livello dei corsi d’acqua minori e dei torrenti, creando un rischio tangibile di esondazioni localizzate. Inoltre, i terreni resi fragili e saturi dalle piogge continue delle settimane precedenti destano non poche preoccupazioni per il rischio concreto di frane, smottamenti e cedimenti del manto stradale, specialmente nelle zone collinari e montuose dell’Appennino. I sindaci di numerosi comuni toscani hanno già provveduto ad attivare preventivamente i Centri Operativi Comunali (COC) per monitorare la situazione in tempo reale, tenendosi pronti a intervenire con idrovore, sacchi di sabbia e mezzi di soccorso in caso di emergenza strutturale. Le autorità raccomandano vivamente ai cittadini residenti nelle zone a rischio di limitare al massimo gli spostamenti non strettamente necessari, di non sostare nei pressi di fiumi, argini o sottopassi e di seguire scrupolosamente gli aggiornamenti forniti dai canali ufficiali della Regione.

Allerta Gialla tra Centro-Nord e Campania: disagi e allagamenti

Se la Toscana rappresenta in questo momento l’epicentro della criticità meteorologica, il resto del Centro-Nord e parte del Sud Italia non sono certo risparmiati dall’assalto della perturbazione atlantica.
La Protezione Civile ha infatti diramato un’estesa allerta meteo di colore giallo per numerose altre regioni italiane, in particolare su gran parte del settentrione, sui settori tirrenici centrali e, scendendo verso sud, su tutta la fascia costiera e interna della Campania. In queste vaste aree, i cieli sono solcati da imponenti sistemi temporaleschi accompagnati da intense, e a tratti violente, raffiche di vento e da frequenti scariche elettriche. I disagi logistici per la popolazione sono già significativi e in continuo aumento: si registrano pesanti rallentamenti alla circolazione stradale, causati dalla visibilità ridotta a causa degli scrosci di pioggia, e ritardi sui nodi ferroviari principali. Diversi allagamenti localizzati di scantinati, garage, sottopassaggi stradali e piani terra sono stati segnalati sia nei grandi centri urbani del Nord Italia, dove i sistemi di smaltimento delle acque piovane sono andati rapidamente in tilt sotto la furia della pioggia, sia in Campania, dove i Vigili del Fuoco sono impegnati in decine di interventi di messa in sicurezza fin dalle prime ore dell’alba. Inoltre, le forti raffiche di vento che spazzano le coste stanno rendendo i mari agitati o molto agitati, provocando forti mareggiate sulle coste esposte e costringendo alla cancellazione di numerosi collegamenti marittimi con le isole minori. Il quadro meteorologico generale si manterrà fortemente perturbato per tutta la durata della giornata odierna e anche per le primissime ore di domani, quando il fronte freddo atlantico inizierà finalmente a spostarsi verso est, concedendo una timida, graduale e temporanea tregua all’Italia in vista del fine settimana. È dunque richiesto il massimo senso di responsabilità e prudenza da parte di tutti i cittadini.

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Esteri

Attacchi alla Corte Suprema: la falsa equivalenza di Alito sulle critiche di Biden e Trump

Le critiche del Presidente Biden e della sua amministrazione alla Corte e ai giudici sono state molto dure. E il presidente Trump è stato molto duro”. Così il giudice della Corte Suprema Samuel Alito in un’intervista nel programma “Face the Nation” della CBS. Alito rispondeva alla domanda della giornalista Jan Crawford nel corso di una discussione sul suo recente libro “So Ordered”. Il giudice ha caratterizzato le critiche politiche alla Corte come “molto dannose”.

Alito ha ragione nel ritenere che gli attacchi alla Corte non contribuiscono al buon funzionamento dei tre rami del governo. Sbaglia un po’, però, quando cerca di equiparare le reazioni di Biden e Trump alle decisioni dei magistrati. Entrambi i presidenti hanno espresso il loro dissenso dalle decisioni dei togati quando questi ultimi gli sono andati contro, ma il loro modo di reagire è stato molto diverso.

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Samuel Alito

Redazione-  “Le critiche del Presidente Biden e della sua amministrazione alla Corte e ai giudici sono state molto dure. E il presidente Trump è stato molto duro”. Così il giudice della Corte Suprema Samuel Alito in un’intervista nel programma “Face the Nation” della CBS. Alito rispondeva alla domanda della giornalista Jan Crawford nel corso di una discussione sul suo recente libro “So Ordered”. Il giudice ha caratterizzato le critiche politiche alla Corte come “molto dannose”.

Alito ha ragione nel ritenere che gli attacchi alla Corte non contribuiscono al buon funzionamento dei tre rami del governo. Sbaglia un po’, però, quando cerca di equiparare le reazioni di Biden e Trump alle decisioni dei magistrati. Entrambi i presidenti hanno espresso il loro dissenso dalle decisioni dei togati quando questi ultimi gli sono andati contro, ma il loro modo di reagire è stato molto diverso.

Biden ha attaccato la Corte Suprema come istituzione, specialmente quando i magistrati hanno ribaltato decisioni in vigore da decenni. Biden ha aspramente criticato la sentenza del 2022 con cui la Corte Suprema ha abrogato il diritto costituzionale all’aborto revocando la sentenza Roe v. Wade, in vigore dal 1973. Le critiche di Biden sono state dirette alla maggioranza conservatrice della Corte, che, come si sa, include 6 giudici che pendono a destra e 3 a sinistra. Sulla questione dell’eliminazione dell’affirmative action e dei diritti LGBTQ+, Biden ha persino detto che non si tratta di “una Corte normale”. Nel caso dell’immunità presidenziale del 2024, Biden ha addirittura fatto un discorso in prima serata nel quale ha asserito che la decisione rappresentava un “precedente pericoloso” che alterava fondamentalmente il bilanciamento dei poteri. Biden, però, non ha mai rivolto le sue critiche a giudici specifici con attacchi personali, eccetto nel 2024. In un’intervista al New York Times, Biden ha criticato i regali ricevuti dal giudice Clarence Thomas da ricchi donatori.

Trump, invece, attacca personalmente i giudici della Corte Suprema. L’attuale presidente, già nel luglio del 2016 da candidato, aveva attaccato la giudice Ruth Bader Ginsburg etichettandola come “un’incompetente”. L’accusa era una reazione di Trump ad alcune osservazioni poco lodevoli della Ginsburg su di lui in un’intervista al New York Times, nella quale aveva aggiunto che non “poteva immaginare” come sarebbe stato il Paese con Trump presidente. Gli attacchi di Trump ai magistrati sono continuati nel primo mandato presidenziale, nei quattro anni fuori dalla Casa Bianca e poi nel secondo mandato. L’attuale presidente ha spesso attaccato l’integrità dei giudici, usando uno stile fuori dalle righe e a volte provocando le reazioni degli stessi giudici. Trump ha accusato il giudice federale Jon Tigar di essere “un giudice di Obama” quando il togato nel 2018 aveva emesso una sentenza contraria alla sua politica sui migranti. Il fatto che Barack Obama avesse nominato il giudice Tigar spiegava, per Trump, la sua decisione. Il presidente della Corte Suprema John Roberts ha successivamente risposto asserendo che i giudici sono giudici e che chi li ha nominati non controlla né giustifica le loro decisioni, che sono imparziali. Per Trump, però, quando le decisioni gli vanno contro, si cade spesso nell’attacco personale ai giudici che vede responsabili. Trump ha persino asserito che le giudici Ginsburg e Sonia Sotomayor dovrebbero ricusarsi dai casi che lo coinvolgono perché non sono imparziali. Trump ha addirittura attaccato Neil Gorsuch, Brett Kavanaugh e Amy Coney Barrett, nominati proprio da lui, quando questi tre hanno votato per bocciare la sua politica sui dazi. In un’intervista ha detto che lui li “ha messi lì e hanno votato” spesso contro di lui e che sono diventati “solo gusci di se stessi”. Per Trump è tutto semplice: i giudici nominati da presidenti repubblicani dovrebbero sempre decidere i casi favorendo chi li ha nominati.

A differenza di Trump, che si concentra sui giudici singolarmente, Biden ha notato alcuni aspetti della Corte Suprema che non funzionano e ha proposto riforme senza però riuscire a metterle in pratica. L’ex presidente aveva proposto un limite massimo di 15 anni per i giudici invece di incarichi a vita. Aveva anche proposto regole etiche vincolanti per i giudici invece di un sistema in cui i giudici hanno grande libertà di decidere la loro condotta personale.

Gli attacchi ai magistrati continuano ad avere effetti negativi anche sulla percezione degli americani, secondo il Pew Research Center. Il 53 percento ha un’opinione sfavorevole, 20 punti in meno rispetto al 2021. Considerando il fatto che 6 dei 9 giudici sono stati nominati da presidenti repubblicani, non sorprende dunque che gli elettori democratici abbiano un’opinione relativamente bassa, soprattutto dopo l’abrogazione del diritto all’aborto. Dall’altro lato, il 69 percento dei repubblicani ha un’opinione positiva della Corte Suprema. Questa soddisfazione degli elettori repubblicani con la Corte Suprema è confermata anche dal fatto che Trump ha ottenuto decisioni favorevoli nel 90 percento dei casi. Tuttavia, ciò non è sufficiente per l’inquilino della Casa Bianca. Ecco come si spiegano gli attacchi personali ai giudici nei rari casi in cui gli votano contro. Questi attacchi hanno aumentato notevolmente i pericoli per la sicurezza dei giudici e delle loro famiglie. Quando un giudice viene preso di mira da Trump sulla sua piattaforma Truth Social, il numero di minacce ai magistrati aumenta. Non pochi di loro sono costretti ad aumentare il livello di protezione per se stessi e per le loro famiglie.

Quando Alito ci dice, dunque, che sia Biden sia Trump sono stati duri con la Corte Suprema, si sbaglia. La falsa equivalenza tra i due presidenti si può capire tenendo in mente ciò che Trump ha detto su Alito. Dopo alcune voci, poi smentite, che Alito pensasse di andare in pensione, Trump ha dimostrato la sua gioia asserendo che “si tratta di una grande notizia” perché Alito è “uno dei più grandi di tutti i tempi”. Alito è infatti uno dei giudici più affidabili dell’ala conservatrice, che rarissimamente vota contro Trump.

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Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della  National Association of Hispanic Publications.

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Attualità

Il giornalismo ricorda Andrea Pesciarelli: l’omaggio di Pluralismo e Libertà a 15 anni dalla scomparsa

A quindici anni dalla sua prematura scomparsa, il mondo dell’informazione italiana si ferma per ricordare Andrea Pesciarelli, storico, amatissimo e autorevole cronista politico del Tg5. L’omaggio commosso arriva dalla componente sindacale “Pluralismo e Libertà” (presente in Stampa Romana, FNSI, INPGI e Casagit), che in una nota ufficiale ha voluto celebrare la sua inesauribile passione civile e il suo impegno a tutela dei diritti della categoria. Pesciarelli non è stato solo un eccellente giornalista televisivo, ma un instancabile difensore dell’autonomia professionale, promotore del libero confronto delle idee e tra i fondatori della storica associazione “Lettera 22” per il pluralismo dell’informazione. “Il suo contributo al sindacato è stato sempre caratterizzato da competenza, equilibrio e spirito di servizio”, ricorda il coordinamento nazionale. In una fase storica di profonda crisi editoriale e precariato diffuso, il suo esempio etico e morale continua a rappresentare un faro indispensabile per le nuove generazioni di giornalisti chiamate a difendere l’indipendenza, la qualità delle notizie e la dignità stessa del lavoro giornalistico.

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Andrea Pesciarelli

Roma – Ci sono figure professionali che, attraverso il loro impegno quotidiano, riescono a lasciare un’impronta indelebile non solo nelle redazioni in cui hanno lavorato, ma nell’intera storia di una professione. Nel frenetico e spesso smemorato mondo dell’informazione contemporanea, fermarsi a riflettere su chi ha tracciato la strada prima di noi diventa un dovere morale e civile. È con questo profondo spirito di riconoscenza e memoria storica che oggi, a distanza di esattamente quindici anni dalla sua dolorosa e prematura scomparsa, il mondo del giornalismo italiano torna a stringersi attorno al commosso ricordo di Andrea Pesciarelli. Cronista politico di razza, volto storico, amatissimo e autorevole del Tg5, Pesciarelli non è stato soltanto un eccellente professionista dell’informazione televisiva capace di raccontare con lucidità i palazzi del potere, ma anche e soprattutto un instancabile difensore dei diritti della propria categoria lavorativa. A farsi promotrice di questo doveroso e sentito omaggio istituzionale è stata la componente sindacale “Pluralismo e Libertà”, una realtà da sempre radicata e attivamente presente all’interno dei principali organismi di rappresentanza e previdenza dei giornalisti italiani (tra cui l’Associazione Stampa Romana, la FNSI – Federazione Nazionale Stampa Italiana, l’INPGI e la Casagit). Attraverso una nota ufficiale diffusa in queste ore, la componente sindacale ha voluto celebrare e onorare pubblicamente un collega straordinario, un uomo che ha saputo segnare con la propria inesauribile passione civile, il rigore associativo e l’impegno sindacale un’intera, irripetibile stagione del giornalismo del nostro Paese.

Un faro di autonomia professionale e rigore sindacale

Il ricordo tracciato dai colleghi non si sofferma unicamente sulle innegabili doti giornalistiche di chi bucava lo schermo con la sua voce inconfondibile, ma scava a fondo nei valori etici che ne hanno guidato l’intera esistenza.
“Andrea Pesciarelli ha costantemente rappresentato un punto di riferimento saldo, luminoso e inossidabile per tantissimi giornalisti italiani che, proprio come lui, hanno creduto fermamente nel valore sacro e inviolabile dell’autonomia professionale, del confronto aperto e plurale delle idee e della difesa strenua e intransigente dei diritti dell’intera categoria”. Sono queste le intense e significative parole scelte dal coordinamento nazionale di Pluralismo e Libertà per descrivere l’eredità umana e professionale lasciata dall’ex inviato del telegiornale dell’ammiraglia Mediaset. L’attività sindacale di Pesciarelli non era mai vissuta come una sterile lotta di fazione, ma come una altissima missione al servizio dei colleghi, soprattutto quelli più fragili e meno tutelati contrattualmente. “Il suo lungo e fattivo contributo al sindacato dei giornalisti – prosegue l’accorato comunicato dell’associazione – è stato sempre e in ogni circostanza caratterizzato da una profondissima competenza tecnica, da un raro equilibrio nei giudizi e da un genuino spirito di servizio. Sono state esattamente queste rare e preziose qualità umane e intellettuali a fare di lui una voce non solo ascoltata, ma intimamente autorevole e profondamente rispettata da tutte le anime della professione, a prescindere dalle singole sensibilità politiche o editoriali”.

La fondazione di Lettera 22 e l’eredità per le nuove generazioni

Ma l’impegno civile di Andrea Pesciarelli non si è mai limitato al pur fondamentale perimetro sindacale tradizionale.
Il documento commemorativo diffuso oggi da Pluralismo e Libertà tiene infatti a ricordare con grande enfasi anche il ruolo assolutamente determinante e propulsivo svolto dal compianto giornalista nella storica fondazione dell’associazione Lettera 22. Questa importante e vivace realtà associativa di categoria nacque originariamente proprio con il nobile scopo statutario di promuovere senza sosta il reale pluralismo dell’informazione in Italia, stimolando la partecipazione attiva e democratica dei colleghi alla vita professionale e garantendo un confronto sempre libero, schietto e plurale all’interno di una categoria spesso frammentata dalle logiche editoriali. La sua visione di un giornalismo libero dai condizionamenti e orgoglioso della propria missione sociale appare, oggi più che mai, di una straordinaria e urgente attualità. Il giornalismo moderno sta attraversando la crisi più buia della sua storia, stretto in una morsa letale tra il dilagare della precarietà lavorativa, l’assedio delle fake news sui social network, l’avanzata delle intelligenze artificiali generative e la continua erosione delle tutele contrattuali storiche. In questo contesto di profondo smarrimento, la figura di Pesciarelli si erge come un faro da seguire. “Il suo altissimo esempio umano e professionale continua ancora oggi, a quindici anni di distanza, a parlare in modo chiaro e forte alle nuove generazioni di giornalisti che si affacciano a questo mestiere”, conclude amaramente ma con speranza il coordinamento nazionale di Pluralismo e Libertà. “In una fase storica estremamente delicata, in cui l’intera professione è chiamata quotidianamente ad affrontare trasformazioni tecnologiche ed editoriali profonde e sfide sempre più complesse per la propria sopravvivenza, il ricordo vivo di Andrea Pesciarelli ci richiama tutti alle nostre responsabilità. Ci ricorda ogni giorno l’importanza vitale dell’indipendenza di giudizio, l’imprescindibile ricerca della qualità assoluta dell’informazione e, non da ultimo, la necessità di un forte impegno collettivo e solidale a tutela della dignità del lavoro giornalistico. Valori che non possiamo e non dobbiamo mai disperdere”.

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Attualità

La pace come sfida della democrazia: l’Università LUMSA risponde all’appello di Papa Leone XIV

La pace non è un’utopia, ma la sfida più urgente per le nostre democrazie! Domani, venerdì 9 ottobre 2026 (dalle ore 11 alle 13), l’Università LUMSA di Roma presenterà lo storico documento finale del “Laboratorio sulla Dottrina Sociale della Chiesa”. L’Ateneo ha risposto con grande prontezza all’accorato appello lanciato dal Pontefice, Papa Leone XIV, nella sua recente enciclica “Magnifica humanitas”. Il documento traccia una mappa accademica, etica e teologica per affrontare le derive del cambiamento d’epoca globale: dall’economia spietata al disorientamento politico, fino all’impatto etico delle nuove tecnologie sull’uomo. L’incontro, coordinato dai professori Giuseppe Notarstefano e Rocco Pezzimenti presso la Sala Pia di via di Porta Castello 44, svelerà i cinque orizzonti accademici su cui l’Ateneo si impegnerà per promuovere una “pace disarmata, disarmante, umile e perseverante”. Scoprite nel nostro approfondimento tutti i dettagli della conferenza e i link per seguire la diretta streaming! Volete comprendere appieno il pensiero morale del Pontificato sulle grandi sfide del mondo moderno? Scoprite l’esclusivo suggerimento di lettura di oggi! 👇

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Papa Leone XIV

Roma – In un panorama globale drammaticamente segnato da conflitti armati, tensioni geopolitiche crescenti e derive tecnologiche che rischiano di disumanizzare i rapporti interpersonali, il concetto di “pace” sembra ormai essersi ridotto a una vuota e sterile utopia. Eppure, proprio nei momenti di maggiore oscurità e smarrimento, le grandi istituzioni accademiche e religiose sono chiamate a farsi faro di speranza e a fornire risposte concrete e intellettualmente solide alle enormi sfide del nostro tempo. Con questo preciso e nobile intento morale e culturale, la giornata di domani, venerdì 9 ottobre 2026, segnerà una tappa accademica e spirituale di fondamentale importanza nel cuore di Roma. Presso la storica sede dell’Ateneo cattolico della Capitale, andranno infatti a concludersi ufficialmente le intense e fruttuose attività del prestigioso Laboratorio sulla Dottrina Sociale della Chiesa dell’Università LUMSA. L’evento clou consisterà in un importante incontro pubblico, durante il quale verrà presentata e discussa una rigorosa “dichiarazione finale”. Questo documento programmatico avrà l’ambizioso compito di sintetizzare i risultati, le proposte e le visioni scaturite da una profonda e complessa esperienza di confronto accademico e rilettura teologica. Il tema centrale scelto per la stesura del manifesto è di un’attualità a dir poco disarmante: “Pace disarmata e disarmante, umile e perseverante”. Un titolo che suona come un coraggioso manifesto programmatico in antitesi netta con la moderna e feroce logica della corsa globale al riarmo e allo scontro frontale tra nazioni.

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La risposta all’enciclica “Magnifica humanitas” di Papa Leone XIV

L’intera architettura intellettuale del Laboratorio attivato dall’Ateneo non è nata casualmente, ma si configura come la pronta, fedele e strutturata risposta dell’Università LUMSA a una precisa e accorata chiamata pontificia.
Il 17 maggio 2025, infatti, l’attuale Pontefice regnante, Papa Leone XIV, aveva rivolto un invito solenne a tutto il mondo accademico e laico cattolico: considerare la Dottrina Sociale della Chiesa non come un polveroso cimelio del passato, ma come una bussola modernissima e uno strumento essenziale per affrontare e decodificare le terribili sfide del “cambiamento d’epoca” che stiamo attraversando. La Dottrina (di cui il suo augusto predecessore di fine Ottocento, Leone XIII, è stato considerato l’illuminato artefice primigenio) rappresenta oggi l’unico argine etico alle derive del nostro millennio. Nello specifico, il Santo Padre aveva chiesto di applicare i principi del Vangelo e del Magistero a tre grandi ambiti di crisi: la spietata economia globale, la fragile e frammentata politica internazionale e, soprattutto, il devastante e pervasivo impatto delle nuove tecnologie e dell’Intelligenza Artificiale sulla dignità della persona umana. L’obiettivo supremo indicato dal Pontefice è quello di promuovere un instancabile impegno per il bene comune, unica via percorribile per costruire una pace autentica e duratura. Attraverso la sua memorabile e recentissima enciclica intitolata Magnifica humanitas, il Papa ha affidato al mondo intero una difficilissima missione di speranza, un faro che l’Università LUMSA ha voluto raccogliere, sostenere e alimentare con il contributo intellettuale del proprio Laboratorio, offrendo riflessioni teologiche e spunti di dialogo civile alla società contemporanea.

Cinque orizzonti per costruire la pace: l’incontro di Roma

Ma in cosa consisteranno, nel dettaglio pratico, le conclusioni di questo lungo lavoro accademico?
Il documento finale che verrà reso pubblico domani si articola organicamente su cinque specifici e fondamentali orizzonti d’azione, nei quali l’Università è chiamata a fare la differenza: Ricerca, Terza Missione, Didattica, Pastorale Universitaria e Relazioni Esterne. Sono questi i terreni fertili sui quali il Laboratorio sulla Dottrina Sociale della Chiesa dell’Università LUMSA, abilmente e rigorosamente coordinato dai professori Giuseppe Notarstefano e Rocco Pezzimenti, si è impegnato a declinare in chiave moderna il concetto di “Pace disarmante”. L’attesa conferenza di presentazione si terrà nel cuore di Roma, presso la spaziosa Sala Pia dell’Università LUMSA situata in via di Porta Castello 44. L’incontro si svolgerà in mattinata, dalle ore 11:00 fino alle ore 13:00. Per permettere la più ampia partecipazione possibile, superando i limiti logistici della pur capiente sala romana, l’Ateneo ha predisposto una copertura streaming integrale dell’evento, a dimostrazione di come la tecnologia, se ben utilizzata, possa essere un potente strumento di comunione e divulgazione. Sarà infatti possibile seguire l’intera conferenza anche da remoto, collegandosi semplicemente in diretta tramite questo link diretto di Google Meet. Un’occasione imperdibile per accademici, studenti, laici e credenti di riflettere profondamente su come la “pace” non sia soltanto l’assenza temporanea di un conflitto armato, ma la sfida più grande, complessa e urgente dell’intera democrazia contemporanea e dell’umanità intera.

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