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Politica

“Burgio Sindaco di Milano? Il centrodestra si unisca”. Sforzini sferza la politica: “I partiti hanno smesso di pensare”

“La politica ha smesso di pensare. Costruiamo una nuova Destra che abbia il coraggio delle idee!”. ๐Ÿ›๏ธ ๐Ÿ’ก Intervento dirompente di Luca Sforzini (Centro Studi Rinascimento Nazionale) ai microfoni di Radio Cusano Campus. Dal forte appello a tutto il centrodestra per sostenere unitariamente il Generale Carmelo Burgio come Sindaco di Milano, fino alle sfide politiche per Futuro Nazionale: “Basta partiti ridotti a gestire interessi personali. Torniamo al vero federalismo di Gianfranco Miglio e diamo all’Italia una vera visione per il futuro”. Leggi l’intervista completa per capire dove sta andando la politica italiana. ๐Ÿ‘‡ ๐Ÿ‡ฎ๐Ÿ‡น

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Sforzini

Roma / Milano – C’รจ un’esigenza prepotente che sta attraversando, in modo sempre meno sotterraneo, il tessuto politico e sociale italiano: il bisogno vitale di tornare a elaborare idee, visioni e strategie a lungo termine, smettendo di vivere nella perenne e asfissiante gabbia della propaganda quotidiana. A lanciare un vero e proprio manifesto per la ricostruzione di una nuova cultura politica di destra รจ Luca Sforzini, Presidente del dinamico Centro Studi Rinascimento Nazionale. Intervenendo ai microfoni di Radio Cusano Campus, Sforzini ha tracciato una rotta ambiziosa che tocca i nervi scoperti dell’attualitร : dalle imminenti elezioni amministrative a Milano, fino all’identitร  profonda del nuovo movimento “Futuro Nazionale” legato al Generale Vannacci.

“Carmelo Burgio a Milano: l’uomo di Stato che puรฒ unire la coalizione”

L’attenzione di Sforzini si รจ concentrata immediatamente sulla delicatissima partita elettorale per la conquista di Palazzo Marino. Dopo l’annuncio della nascita di un comitato indipendente, il Presidente del Centro Studi non usa mezzi termini per blindare e rilanciare una candidatura di altissimo profilo istituzionale. ยซIl Generale Carmelo Burgio puรฒ e deve rappresentare la candidatura unitaria dellโ€™intero schieramento di centrodestra a sindaco di Milanoยป, ha affermato con nettezza. ยซNelle sue recenti dichiarazioni ho ascoltato un enorme buonsenso, un profondo equilibrio e un sacro rispetto dello Stato e delle istituzioni. Stiamo parlando di un autentico uomo di Stato che si affaccia sulla scena politica italiana portando in dote una credibilitร  inscalfibileยป.

Le posizioni espresse da Burgio, in particolare sulla gestione dell’ordine pubblico e sulla necessaria sinergia istituzionale con la Prefettura, dimostrano la statura del candidato. ยซรˆ il linguaggio rigoroso di chi conosce perfettamente lo Stato e ne rispetta le articolazioni. Amministrare una metropoli complessa come Milano significa prima di tutto assumersi responsabilitร  enormi, e una candidatura di questo altissimo spessore merita di essere valutata seriamente e sostenuta dallโ€™intera coalizioneยป, ha incalzato Sforzini, lanciando un appello diretto ai leader dei partiti moderati e conservatori.

La fine del pensiero nei partiti: “Ridotti a gestire piccoli interessi”

Ma l’intervento radiofonico si รจ spinto ben oltre le questioni territoriali, toccando la vera e propria “crisi d’identitร ” del sistema partitico italiano. Sforzini ha rivendicato con fierezza il ruolo del Centro Studi Rinascimento Nazionale come “motore intellettuale” di una nuova destra: ยซNoi lavoriamo per accompagnare la crescita di Futuro Nazionale attraverso una costante e faticosa elaborazione politica e culturale. Elaboriamo idee, provochiamo discussioni, spesso anche ruvide, e cerchiamo di costruire una cultura politica solida. Questo รจ esattamente ciรฒ che i partiti tradizionali hanno colpevolmente smesso di fareยป.

La diagnosi รจ impietosa e condivisa da moltissimi elettori disillusi: ยซIl grande dramma dellโ€™Italia del 2026 รจ che i partiti, indistintamente a destra come a sinistra, hanno rinunciato al pensiero. Sono fisicamente scomparse le vecchie sezioni in cui ci si confrontava aspramente e in cui le decisioni erano il frutto di una maturazione collettiva. Oggi, purtroppo, la politica si รจ tristemente ridotta alla mera gestione di piccolissimi interessi personali o, ben che vada, di enormi interessi eterodirettiยป. Un progressivo e inesorabile scollamento tra rappresentanza politica e popolo, aggravato, secondo Sforzini, da una legge elettorale che continua sfacciatamente a negare agli elettori il diritto di esprimere le proprie preferenze, lasciando lo scettro decisionale in mano a ristrette segreterie romane.

Le tre sfide culturali: provocazioni, federalismo e visione nazionale

Per dimostrare la vitalitร  del pensiero che ruota attorno a Futuro Nazionale, Sforzini ha citato tre esempi concreti del lavoro svolto dal Centro Studi, che sta scuotendo dalle fondamenta il dibattito interno alla destra.

In primo luogo, il coraggio della provocazione intellettuale: ยซNei giorni scorsi abbiamo invitato a riflettere sulle innegabili e affascinanti coincidenze tra alcune istanze di Futuro Nazionale e i temi fondanti del grillismo delle origini. Apriti cielo! La nostra iniziativa ha generato scandalo e un acceso dibattito. Ma questo รจ un bene assoluto: la politica cresce solo quando si ha il fegato di mettere sul tavolo temi che gli altri, per paviditร , preferiscono nascondereยป.

In secondo luogo, la riscoperta del vero federalismo. Sforzini ha ricordato che oggi, 10 agosto, ricorre il venticinquesimo anniversario della scomparsa di un gigante del pensiero politico, il professor Gianfranco Miglio. ยซAbbiamo affidato allo studioso Paolo Luca Bernardini una profonda riflessione sull’ereditร  di Miglio, a cui dedicheremo una giornata di studi. Recuperare il suo pensiero significa avere il coraggio di interrogarsi senza sconti sull’organizzazione dello Stato e sulle autonomie. Una sfida cruciale per l’intero centrodestraยป.

Infine, l’orizzonte di Futuro Nazionale, che non puรฒ accontentarsi di essere un partito monotematico. ยซLa sicurezza e lโ€™immigrazione sono urgenze fondamentali. Nessuno deve avere paura di uscire di casa. Ma se questo movimento vuole consolidare il suo consenso, deve proporsi come un vero e proprio Partito della Nazioneยป, ha ammonito Sforzini. ยซSignifica avere risposte forti sullโ€™economia, sul fisco, sul sociale, sulla politica estera. Significa ridisegnare gli equilibri culturali dando voce a tutte le grandi anime della destra: quella liberale, sociale, sovranista, federalista e tradizionalistaยป.

Insomma, una nuova destra che non si limiti ad “amministrare l’esistente”, ma che abbia finalmente l’ambizione e il coraggio intellettuale di tornare a “pensare politicamente l’Italia”.

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Politica

La battaglia per il futuro della scuola, l’affondo di Fabio Rampelli: “Basta con le classi ghetto che bloccano l’integrazione, tuteliamo l’identitร  nazionale”

“No alle classi ghetto, salviamo l’integrazione e la scuola italiana!”. ๐Ÿ‡ฎ๐Ÿ‡น L’affondo del vicepresidente della Camera Fabio Rampelli (FdI) accende il dibattito sull’istruzione: pieno sostegno al Ministro Valditara sul tetto del 30% per gli alunni stranieri non italofoni. “In passato abbiamo assistito a situazioni assurde nelle periferie, con un solo bimbo italiano su 25 e gravi ritardi nella preparazione. La sinistra ha fallito, ora riportiamo legalitร , equilibrio e orgoglio nazionale nelle aule”. Leggete l’articolo completo per scoprire tutti i dettagli della svolta! ๐Ÿ‘‡๐Ÿซโœจ

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Rampelli

Roma – Ci sono stanze in cui si disegna, giorno dopo giorno, il destino sociale e culturale di una nazione, e quelle stanze sono le aule delle nostre scuole. รˆ lรฌ che i bambini imparano a diventare cittadini, a conoscersi e a costruire le fondamenta della comunitร  del domani. Ma quando la gestione delle iscrizioni e la distribuzione degli alunni si piegano a logiche burocratiche o ideologiche, il rischio รจ quello di creare fratture insanabili nel tessuto sociale, specialmente nelle periferie delle grandi cittร . Nel vivo del dibattito sul riavvio dell’anno scolastico, si leva ferma e decisa la voce di Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera dei deputati ed esponente di spicco di Fratelli d’Italia, che interviene a sostegno delle ultime direttive ministeriali per rivendicare un profondo cambio di rotta nell’organizzazione degli istituti italiani.

Al centro della riflessione di Rampelli vi รจ la netta e convinta promozione della linea tracciata dal Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, volta a porre un limite rigido alla composizione delle classi. ยซHa ragione il ministro Valditara quando afferma che le classi nelle scuole non possono superare il 30% di presenze straniereยป, dichiara il vicepresidente della Camera, specificando come il tetto debba applicarsi in particolar modo ai neo alunni non italofoni, coloro cioรจ che affrontano le prime e piรน complesse barriere linguistiche. Una scelta che la destra di governo rivendica come un atto di buonsenso e di tutela, finalizzato a garantire una didattica equa, efficace e inclusiva per tutti gli studenti, senza distinzione di origine.

I ritardi del passato e il superamento delle classi ghetto: l’accusa alla sinistra

L’analisi dell’esponente di Fratelli d’Italia si addentra nei ricordi di stagioni scolastiche contrassegnate, a suo dire, da gravi squilibri gestionali dovuti a un approccio ideologico della sinistra e a decisioni organizzative dissennate da parte di alcuni dirigenti. ยซCi sono stati anni terribili nel corso dei quali abbiamo dovuto assistere a classi con un solo bambino italiano su 25ยป, ricorda con severitร  Fabio Rampelli, evidenziando le ricadute immediate di questa concentrazione. ยซQuesto ha provocato evidenti problemi di integrazione ma anche di ritardo nella preparazione complessiva di tutti gli alunni. Le cause risiedono in una politica assurda che riteneva surrettiziamente razzista creare condizioni di equa distribuzione sul territorioยป.

Secondo il vicepresidente della Camera, lo spaccato delle periferie urbane mostra tuttora la presenza di classi composte da una netta minoranza di alunni italiani. Una situazione che si muoverebbe in aperto contrasto con le storiche linee guida del DPR emanato sotto la presidenza Ciampi nel 1994, un testo normativo a cui, secondo Rampelli, solo i governi di destra hanno cercato di dare concreta e rigorosa attuazione tra mille resistenze demagogiche. Lo stop definitivo alle cosiddette “classi ghetto” diventa cosรฌ una prioritร  assoluta per scardinare un modello ritenuto fallimentare e foriero, paradossalmente, di nuove forme di intolleranza, isolamento e discriminazione reciproca.

Identitร  nazionale e merito: la ricetta per una scuola a misura d’uomo

La sfida lanciata da Fratelli d’Italia mira a rimettere al centro della scuola pubblica il concetto di comunitร  nazionale e di integrazione reale, un percorso che non puรฒ prescindere dalla piena e approfondita conoscenza della lingua italiana e della storia del Paese. Solo attraverso una distribuzione equilibrata e sostenibile delle presenze รจ possibile evitare sia il fenomeno dell’isolamento culturale sia la nascita delle cosiddette “classi pollaio”, garantendo ai docenti le condizioni ambientali necessarie per svolgere il proprio lavoro con serenitร , dignitร  e autorevolezza.

ยซDobbiamo bloccare le classi ghetto tanto care alla sinistra che non ha mai interpretato nel giusto modo questo tripudio dellโ€™identitร  nazionaleยป, conclude Fabio Rampelli, sigillando un intervento politico che promette di animare l’agenda parlamentare dei prossimi mesi. La scuola del futuro, nell’orizzonte del governo, deve smettere di essere un terreno di scontro ideologico per riscoprirsi un’istituzione solida, trasparente e basata sul merito, capace di accogliere e valorizzare ogni studente all’interno di un percorso di crescita condiviso, ordinato e orgogliosamente italiano.

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Politica

Terremoto a destra, la scissione della coerenza che fa tremare Vannacci: Bellotti sbatte la porta dopo l’espulsione di Sforzini, “Basta editti bulgari”

Scissione totale e parole di fuoco contro Roberto Vannacci! โŒ๐Ÿ‡ฎ๐Ÿ‡น Dopo la clamorosa espulsione dello studioso Luca Sforzini, anche Bellotti sbatte la porta e abbandona il partito: “Vannacci รจ allergico alla democrazia interna, basta editti bulgari dall’alto!”. Un durissimo atto d’accusa che lancia la sfida della “Destra del NOI” contro la “Destra dell’IO” e gli slogan anacronistici sul tema dell’Islam. La tempesta politica รจ appena iniziata, scoprite tutti i clamorosi retroscena del faccia a faccia nell’articolo! ๐Ÿ‘‡โค๏ธ๐Ÿ”ฅ

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LUCA BELLOTTI POLITICO

Roma – Ci sono momenti in cui il silenzio diventa complice e la coerenza si trasforma in un dovere morale a cui nessun uomo libero puรฒ sottrarsi, a costo di pagare il prezzo altissimo dell’isolamento e della rottura politica. Il panorama della destra sovrana italiana viene scosso da un vero e proprio cataclisma interno che sposta l’asse del dibattito nazionale. Dopo la clamorosa e dolorosa espulsione di Luca Sforzini, stimato presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale, la frattura all’interno del movimento (FNV) guidato dall’europarlamentare Roberto Vannacci รจ diventata insanabile. A lanciare l’atto d’accusa definitivo e a sbattere la porta con fiera indignazione รจ Bellotti, figura di primo piano dell’ala moderata e identitaria, che annuncia il suo addio irrevocabile a un partito descritto ormai come una caserma autoritaria e allergica a qualsiasi forma di democrazia interna.

La decisione di Bellotti non รจ un semplice riposizionamento strategico, ma una scelta di dignitร  umana e intellettuale che squarcia il velo su una gestione del potere centralizzata e priva di confronto reale. L’addio formale si trasforma in un siluro politico scagliato direttamente contro i vertici del movimento e contro la figura del generale Vannacci, accusato di governare attraverso imposizioni unilaterali che calpestano la storia e il sudore dei militanti della prima ora. ยซCertamente lโ€™espulsione di Luca Sforzini conferma che Vannacci รจ allergico al dibattito e alla democraziaยป, esordisce Bellotti con parole taglienti come lame, rivendicando la necessitร  di tornare a una politica fatta di carne e sangue, lontana dagli algoritmi e dai decreti calati dall’alto.

La crisi della democrazia interna: quando il partito si trasforma in un editto bulgaro

La riflessione di Bellotti investe la natura stessa dei partiti nell’era digitale, ponendo interrogativi drammatici su quali siano oggi i veri luoghi deputati alla costruzione del consenso e dei programmi elettorali. Il timore espresso รจ quello di una deriva tecnologica e personalistica in cui il confronto umano viene sostituito dagli schermi degli smartphone o dalle risposte asettiche dell’intelligenza artificiale. ยซSono abituato ad un partito di uomini e donne in carne ed ossaยป, spiega l’esponente di destra con una passionalitร  viscerale, ยซche discutono e che contribuiscono con le loro competenze e coi loro contributi di vita vissuta a redigere un programma condiviso, al passo coi tempi, e non a editti bulgari dallโ€™alto. Questo modo di fare politica semplicemente non mi appartieneยป.

Ma il vero terreno di scontro, oltre alle evidenti divergenze sui metodi di gestione interna, si sposta sul piano squisitamente programmatico e ideale. Bellotti accusa il movimento di portare avanti una linea politica anacronistica, nostalgica e totalmente rivolta al passato, incapace di dialogare con le sfide complesse del XXI secolo e incompatibile con i principi cardine della Costituzione repubblicana. Sotto la lente d’ingrandimento finisce la delicata e scivolosa questione legata all’Islam e alla libertร  di culto, un tema che secondo l’esponente politico sta evidenziando i limiti culturali e la pericolositร  ideologica della leadership di Vannacci.

La “Destra del NOI” contro la “Destra dell’IO”: lo scontro culturale sull’Islam

L’affondo si fa teorico e filosofico, tracciando una linea di confine invalicabile tra due visioni del mondo diametralmente opposte che si contendono l’anima della destra italiana. Da un lato vi รจ la “Destra dell’IO”, incarnata dagli slogan urlati e dai personalismi esasperati di Vannacci, una forza che secondo Bellotti rischia di trasformare una complessa realtร  religiosa in un problema politico generale e permanente, alimentando una perenne strategia della tensione e del conflitto sociale fine a se stesso. Dall’altro lato si erge la “Destra del NOI”, una destra moderna, occidentale, istituzionale e profondamente legata al concetto di comunitร  e di soluzione concreta dei problemi del territorio.

ยซLa destra del NOI non rinuncia al conflitto quando serve, ma non vive di solo conflitto e di soli sloganยป, puntualizza Bellotti, indicando una strada di rigore e buonsenso che mette al centro il rispetto delle regole dello Stato. ยซSul tema dellโ€™Islam la destra del NOI dice: puoi pregare dove vuoi, ma in Italia devi rispettare le leggi italiane. Chi predica odio o violenza, deve essere perseguito con la massima fermezzaยป. รˆ la vittoria del pragmatismo sulla demagogia. Con lo sguardo fiero di chi sa di aver compiuto la scelta giusta nel momento piรน difficile, Bellotti conclude la sua nota stringendo un ideale patto d’azione con l’esiliato Sforzini, confermando la volontร  incrollabile di continuare a portare avanti le proprie idee di libertร , sovranitร  e giustizia all’interno della societร  civile e in ogni spazio democratico che rifiuterร  di piegarsi al silenzio.

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Politica

Il caso Sforzini infiamma la politica. Mazzocchi affonda Vannacci: “Nel suo partito si puรฒ solo credere, obbedire e combattere. Un uomo solo al comando”

“In quel Partito c’รจ spazio per UN SOLO UOMO AL COMANDO! Lรฌ dentro si puรฒ solo Credere, Obbedire e Combattere!”. Volano parole pesantissime nella Politica Italiana! ๐Ÿ‡ฎ๐Ÿ‡น โš–๏ธ Il clamoroso caso di Luca Sforzini (il Presidente del Centro Studi “Rinascimento Nazionale” ed esponente della prima ora improvvisamente ESPULSO da “Futuro Nazionale” per aver criticato le derive estremiste del partito) ha letteralmente scatenato un polverone nazionale! A lanciare una durissima accusa frontale contro il Generale Roberto Vannacci รจ intervenuto Antonio Mazzocchi, agguerrito Presidente del “Movimento dei Cristiano Riformisti”. Le sue parole sono pietre pesantissime! Analizzando l’epurazione di Sforzini, Mazzocchi ha infatti dichiarato: “Questa espulsione non ci stupisce affatto e conferma un sospetto gravissimo: in Futuro Nazionale c’รจ una totale refrattarietร  alla democrazia e al confronto! Lรฌ dentro si puรฒ soltanto Credere, Obbedire e Combattere. E lo si puรฒ fare esclusivamente per Vannacci, l’unico uomo solo al comando!”. Secondo il Presidente dei Cristiano Riformisti, Sforzini รจ stato “ingenuo” a pensare di poter portare “credibilitร  e ragionevolezza” all’interno di un partito che, a detta di Mazzocchi, ha intrapreso una pericolosissima deriva basata sul culto della personalitร ! “La vera politica si fa con il dialogo, tollerando le voci critiche e rispettando la Costituzione” ha tuonato Mazzocchi, lanciando un avvertimento pesantissimo agli italiani: “Con questa ennesima purga, Vannacci ha fatto un gravissimo salto di qualitร  verso una strisciante retorica fascista: รจ passato dalle parole ai fatti!”. Leggi tutto il comunicato infuocato dei Cristiano Riformisti nel nostro articolo esclusivo! ๐Ÿ‘‡ ๐Ÿ—ฃ๏ธ A vostro parere ha ragione Antonio Mazzocchi? Un partito politico in cui c’รจ un “Uomo solo al Comando” e in cui chiunque osi esprimere un pensiero moderato diverso dal Leader viene immediatamente “espulso e punito”, rappresenta un serio pericolo per la nostra Democrazia? Diteci la vostra opinione senza filtri nei commenti e condividete questo post per far riflettere i vostri amici!

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Vannacci-e-Sforzini

Roma – In politica ci sono gesti, scelte e prese di posizione che valgono molto piรน di mille programmi scritti sulla carta. La clamorosa espulsione di Luca Sforzini dalle fila di Futuro Nazionale (il neonato partito politico ispirato alle idee del Generale Roberto Vannacci) sta avendo l’effetto di un enorme sasso gettato nelle acque stagnanti della politica italiana, sollevando un’ondata di indignazione e aprendo un inquietante squarcio sulle reali dinamiche interne a quel movimento.
A lanciare un vero e proprio atto d’accusa frontale e senza sconti contro il Generale Vannacci รจ intervenuto oggi Antonio Mazzocchi, combattivo Presidente del Movimento dei Cristiano Riformisti. E le parole usate per commentare l’epurazione di Sforzini sono pesanti come macigni, perchรฉ richiamano alla memoria i fantasmi piรน oscuri e dolorosi della nostra storia nazionale.

“Credere, obbedire e combattere”: la deriva personalistica

La cacciata di Sforzini (reo di essersi comportato da “Grillo Parlante” chiedendo a gran voce una Destra liberale e costituzionale e ripudiando i saluti romani) non ha stupito affatto Mazzocchi, che in un durissimo comunicato ha analizzato politicamente l’episodio.
ยซCome Presidente del Movimento dei Cristiano Riformisti apprendiamo con scarso stupore, e purtroppo con certa conferma, la notizia dellโ€™espulsione di Luca Sforzini da parte di Roberto Vannacci, motivata con una presunta e ridicola incompatibilitร  col programmaยป โ€“ ha esordito Mazzocchi, sferrando poi l’attacco frontale: ยซQuesta espulsione conferma definitivamente che in Futuro Nazionale c’รจ spazio per un solo uomo al pensiero e al comando. Lรฌ dentro si puรฒ solo credere, obbedire e combattere. E unicamente per Vannacciยป.

L’ingenuitร  di Sforzini e la morte del confronto democratico

L’utilizzo del famigerato motto del Ventennio fascista (“Credere, obbedire, combattere”) non รจ casuale, ed evidenzia la gravissima e totale refrattarietร  del partito di Vannacci a qualsiasi forma di confronto interno, democratico e dialettico. Secondo Mazzocchi, Sforzini ha peccato di eccessivo idealismo, sperando di poter cambiare le cose dall’interno.
ยซSforzini non ha ancora compreso fino in fondo il cupo contesto in cui si muovevaยป โ€“ sottolinea lucidamente il Presidente dei Cristiano Riformisti. ยซLa sua politica di mediazione, di ragionevolezza istituzionale e di credibilitร  che ha ripetutamente (e forse ingenuamente) suggerito a Vannacci, ha ricevuto l’unica risposta secca e incontrovertibile possibile da quei vertici. Nello spazio politico di Vannacci non cโ€™รจ nessun posto per la moderazione, per la libertร  di pensiero o per la costruzione del bene comune. Chi pensa con la propria testa, viene cacciatoยป.

La vera Politica รจ dialogo, non cieca sottomissione

Il cuore dell’intervento di Mazzocchi รจ una strenua difesa dei valori costituzionali che regolano la vita civile del nostro Paese. Essere leader di un partito non significa circondarsi di “soldatini” ubbidienti che dicono sempre di sรฌ per paura di essere puniti.
ยซRibadiamo con grandissima forza che la vera politica si fa con il dialogo aperto, con la tolleranza verso le voci critiche, con l’assoluto rispetto delle istituzioni e attraverso la costruzione di programmi condivisi per il Paeseยป, continua la nota. Tutti elementi che oggi, alla luce delle pesanti “purghe” interne, appaiono strutturalmente incompatibili con la pericolosissima deriva personalistica intrapresa dal Generale.

Dalle parole ai fatti: l’allarme sulla retorica strisciante

La chiusura del comunicato di Mazzocchi suona come una sirena d’allarme rivolta a tutto l’arco parlamentare e all’opinione pubblica italiana. ยซCon la brutale espulsione di Sforzini, Roberto Vannacci fa un ulteriore e gravissimo salto di qualitร  sul cammino di una strisciante retorica fascista: รจ passato inesorabilmente dalle parole ai fattiยป.
L’Italia, una Nazione profondamente democratica e plurale, fondata sulla libertร  d’espressione garantita dal sacrificio di migliaia di persone, non puรฒ e non deve tollerare che il dibattito politico regredisca al pericoloso culto de “l’uomo solo al comando”. Il caso Sforzini, oggi, ha definitivamente smascherato il re.

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