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Spettacolo

Cantautour fa tappa a Roma: la musica emergente accende il Largo Venue

🎤 CantauTour arriva al Largo Venue di Roma: una serata dedicata ai migliori talenti del panorama cantautorale laziale. Non perdere l’occasione di ascoltare dal vivo Vitto, Leimannoia e i Cosmonauti Borghesi in un evento all’insegna della musica emergente.

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Cantautour fa tappa a Roma: la musica emergente accende il Largo Venue

Redazione-  Roma si prepara ad accogliere una serata dedicata alla nuova leva della musica italiana. Il prossimo 25 giugno, a partire dalle ore 20.30, il palco del Largo Venue sarà teatro della seconda tappa di CantauTour, il progetto vincitore del bando LazioSound Touring 2025. Questo format itinerante si propone di valorizzare il legame indissolubile tra la canzone d’autore e il territorio, inserendo performance di artisti promettenti all’interno di circoli storici e spazi di rilevanza culturale distribuiti sull’intera regione.

La scelta del Largo Venue non appare casuale. Situato in zona Prenestina, a pochi passi dai quartieri di San Lorenzo e del Pigneto, questo spazio rappresenta un punto di riferimento per la riqualificazione urbana e l’intrattenimento culturale nella capitale. La struttura, concepita come un ambiente polifunzionale, si presta perfettamente a fare da vetrina alla creatività emergente, offrendo un’acustica e un’atmosfera ideali per il nuovo cantautorato che intende confrontarsi con un pubblico eterogeneo e dinamico.

La visione di un progetto tra musica e territorio

In un’epoca dominata dai flussi digitali e dalla fruizione domestica dei contenuti, CantauTour, ideato e prodotto da Emanuele Marafini, cerca di invertire la rotta. L’obiettivo dichiarato è restituire centralità all’esperienza dell’ascolto dal vivo, spingendo gli spettatori a frequentare luoghi dove la cultura viene vissuta in prima persona. Il tour non si limita a proporre concerti, ma trasforma spazi dedicati all’aggregazione in palcoscenici per talenti che, pur essendo all’inizio del loro percorso professionale, hanno già dimostrato un carisma notevole.

I protagonisti della serata romana sono tre realtà ben distinte tra loro: Vitto, Leimannoia e i Cosmonauti Borghesi. Questi artisti, sebbene legati da percorsi differenti, condividono il riconoscimento ottenuto attraverso il bando LazioSound Recording. Vitto, cantautrice romana classe 1997, porta sul palco un approccio intimo e diretto, forgiato da una solida formazione chitarristica e da influenze che spaziano dal cantautorato classico di Battisti e Mogol alle sonorità pop contemporanee. La sua storia artistica è un susseguirsi di tappe in locali iconici della capitale, come l’Alcazar, e collaborazioni di alto profilo che l’hanno vista aprire i live di artisti del calibro di Franco126, Nada e The Kolors.

Protagonisti tra ironia e sperimentazione sonora

Se Vitto rappresenta la narrazione della quotidianità con un taglio melodico immediato, i Leimannoia offrono una prospettiva differente, basata sull’irriverenza e su una cifra stilistica che riflette le irrequietezze della generazione attuale. Il gruppo si è fatto notare nei circuiti underground di Roma, dimostrando una spiccata propensione per la dimensione live. La loro traiettoria, che include la partecipazione tra i migliori 46 selezionati per Sanremo Giovani e la semifinale del contest “Una Voce per San Marino”, li conferma come una delle formazioni più audaci del panorama emergente locale.

Infine, i Cosmonauti Borghesi completano il cartellone con un sound che fonde funk, disco e rock. La band, formata da Leonardo Rese, Alessandro Mastropietro e Marco Cestrone, vanta una produzione costante che ha toccato vette importanti, come l’esibizione al Circo Massimo durante le celebrazioni del Capodanno romano e la partecipazione al Concerto del Primo Maggio. Con l’imminente uscita del nuovo lavoro discografico, intitolato “In Analogico Dirsi Ti Amo”, il gruppo dimostra una maturazione artistica consapevole, orientata verso una definizione più precisa della propria identità sonora.

Dopo l’appuntamento romano, il tour proseguirà la sua corsa toccando diverse località del Lazio. Tra le date ufficializzate, si segnalano il 24 luglio al Sottoscala9 di Latina, il 28 agosto al Dopolavoro Ferroviario di Velletri e il 4 settembre nuovamente a Roma, presso il Monk. Ogni tappa del CantauTour non è solo un concerto, ma un tassello di una programmazione regionale capace di sostenere e promuovere le voci del futuro, garantendo loro visibilità in contesti professionali pronti ad accogliere il pubblico. I biglietti per la serata del 25 giugno presso il Largo Venue sono già disponibili per garantire l’accesso a quello che si preannuncia come uno degli eventi più significativi dell’estate musicale capitolina.

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Spettacolo

VINZØ: la magia del nuovo singolo tra synthwave e nostalgia anni Ottanta

VINZØ debutta in radio e nei digital store venerdì 9 ottobre con il nuovo singolo “Loudest Silence”, pubblicato da Red&Blue Music Relations. Un brano profondo ed emozionante che fonde le sonorità synthwave anni Ottanta con un testo intimo sulla forza interiore di lasciar andare i conflitti del passato 👇

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LOUDEST SILENCE,cover

Roma – Immaginate di camminare da soli sotto la pioggia battente, nel silenzio surreale di una notte metropolitana, trascinando con voi il peso invisibile di un conflitto interiore che vi logora la mente da mesi interi. Nella frenesia della vita contemporanea si consuma continuamente un dramma intimo fatto di parole mai dette, in cui si tende a confondere la paura della solitudine con l’amore autentico e la testarda resistenza con la speranza. Quando la mente è satura e il cuore non ce la fa più, l’atto di arrendersi e lasciar andare il passato non coincide affatto con una sconfitta personale, ma rappresenta un gesto d’amore e di profonda liberazione interiore, l’unico varco possibile attraverso cui far respirare l’anima e ritrovare la pace.

Per dare una veste sonora a questo delicato e affascinante processo di metamorfosi psicologica, una delle realtà più originali e sorprendenti del panorama indipendente nazionale si appresta a compiere un passo in avanti decisivo. Da venerdì 9 ottobre 2026 sarà ufficialmente disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “Loudest Silence”, il nuovissimo e attesissimo singolo di VINZØ. Il brano, promosso dall’autorevole agenzia Red&Blue Music Relations e distribuito capillarmente da ADA Music Italy, si configura come una rassegna d’oro di emozioni pure, nata dal bisogno viscerale di trasformare il dolore in una splendida opportunità di riscatto artistico.

Il silenzio assordante come cura per perdonare le proprie fragilità

Il pezzo si sviluppa attorno a una narrazione poetica e consapevole, focalizzandosi sul momento esatto in cui l’essere umano decide di smettere di combattere contro i propri mulini a vento interiori. Accettare ciò che è stato e perdonare quella parte di noi che non era ancora pronta a voltare pagina diventa la chiave di volta dell’intera composizione. Il silenzio evocato dal titolo cessa di essere una spaventosa assenza di suoni per farsi rifugio catartico, uno spazio protetto in cui fermarsi, respirare a pieni polmoni e raccogliere le forze necessarie prima di rimettersi in cammino verso il futuro, lasciando che il tempo curi le ferite rimaste aperte.

L’artista ha spiegato con estrema lucidità e calore umano la genesi del brano, confessando come la melodia sia nata proprio nel bel mezzo di un blocco emotivo durato mesi, prima di comprendere che l’abbandono delle armi interiori fosse l’unica medicina efficace per stare meglio e ricominciare a vivere. Sul piano prettamente musicale, questa urgenza espressiva si traduce in un’architettura sonora ricca di pathos, dove le strofe mantengono un andamento intimo e riflessivo per poi aprirsi a aperture melodiche travolgenti, capaci di trasportare l’ascoltatore in un viaggio onirico sospeso tra la malinconia dei ricordi e la spensieratezza della rinascita.

Dallo studio del clarinetto alle contaminazioni power metal della nuova era

Il progetto musicale firmato VINZØ possiede radici solide che affondano in un lungo e rigoroso percorso di formazione accademica e manuale. L’artista ha alle spalle oltre dieci anni di studio intenso del clarinetto e del sassofono, strumenti che gli hanno permesso di sviluppare una sensibilità armonica fuori dal comune. Successivamente, ha approfondito da autodidatta lo studio della tastiera e del pianoforte, approdando solo in tempi più recenti alla disciplina del canto. Questa versatilità polistrumentale si riflette nell’assoluta originalità della sua scrittura, che rifiuta le strutture geometriche e prevedibili del pop di plastica per seguire l’andamento sincero delle emozioni umane.

La tavolozza dei colori musicali di VINZØ descrive un universo ricchissimo di influenze storiche e culturali: le sue composizioni strizzano l’occhio alle calde atmosfere della synthwave e della retrowave, lasciandosi sedurre dalle colonne sonore dei vecchi videogame e dai mitici anni Ottanta, evocando giganti del calibro di Van Halen, Eurythmics e Depeche Mode. A questo immaginario vintage si innesta, in un cortocircuito affascinante, l’energia ruvida del power metal di band come Dynazty e Sabaton. Una combinazione potente e visionaria che trasforma la musica in un porto sicuro in cui viaggiare e sognare, dimostrando che l’ingegno giovanile può ancora accendere una luce nel caos del presente.

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Spettacolo

Premio Bianca d’Aponte 2026: Marina Rei e Peppe Barra ad Aversa per celebrare le nuove cantautrici

Siete stanchi della solita musica commerciale e volete ascoltare il vero, grande talento femminile italiano? Venerdì 23 e sabato 24 ottobre 2026, il bellissimo Teatro Cimarosa di Aversa (Caserta) diventerà la Capitale indiscussa della Canzone d’Autrice! Andranno infatti in scena le attesissime finali del 22° “Premio Bianca d’Aponte”, l’unico e più importante contest musicale italiano dedicato esclusivamente alle ragazze cantautrici! Dieci formidabili finaliste (arrivate da tutta Italia e selezionate dai migliori critici e produttori discografici) si sfideranno a colpi di voce, chitarre ed elettronica per vincere borse di studio e la produzione di un brano inedito. Le serate saranno impreziosite da ospiti pazzeschi: la madrina “rock” Marina Rei, il gigante Peppe Barra (che riceverà il premio alla carriera), Nino Buonocore, Andrea Mirò e tanti altri! Un appuntamento commovente dedicato alla memoria della giovane cantautrice aversana Bianca d’Aponte e all’indimenticabile genio del chitarrista Fausto Mesolella (al quale è dedicato il Premio della Critica). Volete tuffarvi nel magico mondo della musica e scoprire i talenti del futuro? Leggete il programma completo nel nostro articolo e date un’occhiata ai migliori microfoni da registrazione che vi consigliamo per incidere le vostre canzoni! 👇

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Marina Rei

Aversa (Caserta) – L’industria discografica italiana, storicamente e strutturalmente dominata da logiche prettamente maschili, ha un disperato bisogno di voci femminili autentiche, coraggiose e capaci di raccontare il mondo da prospettive inedite e profonde. Per fortuna, c’è un luogo magico in Campania dove l’anima femminile della musica trova da oltre un ventennio la sua massima espressione e consacrazione nazionale. Stiamo parlando del leggendario e prestigiosissimo palco del Teatro Cimarosa di Aversa, che venerdì 23 e sabato 24 ottobre 2026 tornerà ad accendere prepotentemente i riflettori sulle finalissime della 22ª edizione del Premio Bianca d’Aponte. Quello che nacque in punta di piedi anni fa è diventato oggi, incontrastato, il più importante e vitale contest italiano dedicato in esclusiva alle cantautrici. La manifestazione, nata dal dolore incolmabile per la prematura scomparsa della giovane e talentuosissima musicista aversana Bianca d’Aponte, si è trasformata in un inno assoluto alla vita e alla creatività. Questa nuova e attesissima edizione vedrà confrontarsi agguerrite sul palco ben dieci formidabili finaliste, rigorosamente accompagnate da un parterre di ospiti istituzionali e musicali d’assoluta eccezione, magistralmente guidato per l’occasione dalla carismatica madrina Marina Rei e dall’istituzione del teatro napoletano Peppe Barra, al quale verrà meritatamente conferito l’ambito premio alla carriera.

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Il ricchissimo cast di ospiti e l’omaggio a Fausto Mesolella

Il cartellone musicale imbastito per l’occasione dalla direzione artistica (affidata con sapienza all’esperto Ferruccio Spinetti) vanta nomi di primissimo piano del panorama cantautorale italiano, scelti per supportare e impreziosire le due serate evento (condotte brillantemente da Carlotta Scarlatto e Ottavio Nieddu).
Venerdì 23 ottobre calcheranno le sacre assi del palco aversano (oltre al già citato Peppe Barra) il raffinatissimo Nino Buonocore, l’eclettico Moonari e la bravissima Rossana De Pace (reduce dalla recente vittoria del contest nazionale Music for Change). Per suggellare un ideale gemellaggio culturale interregionale, si esibirà anche la trionfatrice del Premio Bianca d’Aponte International, accuratamente selezionata fra le tantissime concorrenti del Premio Andrea Parodi di Cagliari. Il momento di massima commozione si raggiungerà quando un gruppo talentuoso di giovani alunni del liceo classico e musicale “Domenico Cirillo” di Aversa omaggerà Bianca d’Aponte riarrangiando e proponendo dal vivo una delle sue indimenticabili canzoni. La seconda serata di sabato 24, invece, vedrà affiancarsi alla graffiante madrina Marina Rei le potenti voci di Angela Baraldi, la raffinata Andrea Mirò e la poliedrica Alfina Scorza. Entrambe le lunghissime serate musicali (impreziosite da una band residente coordinata da Alessandro Crescenzo) saranno inaugurate e aperte ufficialmente dalla voce di Micaela Tempesta, talentuosissima cantautrice vincitrice assoluta della passata edizione 2025.

Le dieci finaliste in gara e il montepremi in palio

Il cuore nevralgico ed emozionante dell’intera manifestazione rimane ovviamente la gara.
Le dieci straordinarie artiste arrivate alle finali di Aversa sono state selezionate col bilancino tra centinaia di agguerrite iscritte da un ampio, severo e prestigioso Comitato di Garanzia, formato minuziosamente da produttori di fama, discografici indipendenti, manager di grido, grandi cantanti, autori, musicisti di sessione e i giornalisti più accreditati e temuti del mondo musicale italiano. Le protagoniste assolute saranno: Natalia Abbascià (Ruvo di Puglia), L’Aurora (Cosenza), Bambina (Corigliano Calabro), Rosita Brucoli (Bari), Fabula (Campobasso), Mabi (Casale Monferrato), Miriam Ricordi (Pescara), MVR (Tricase), Sarai (Roma) e Simona Valente (Bari). Queste ragazze porteranno in scena proposte stilistiche incredibilmente variegate, spaziando coraggiosamente dal rock più duro alle ballate folk intimiste, dalla pura e nuda canzone d’autore voce e chitarra fino alle sperimentazioni dell’elettronica moderna. Al termine della due giorni, la giuria decreterà i vari e ricchi riconoscimenti in palio. Alla vincitrice del Premio Assoluto andrà una cospicua borsa di studio del valore di 1.000 euro. Un momento di sacra importanza sarà l’assegnazione del Premio della Critica, intitolato all’indimenticabile Fausto Mesolella (storico, geniale chitarrista degli Avion Travel e indimenticato direttore artistico della manifestazione per molti anni), che prevede un assegno da 800 euro. Verranno inoltre assegnate targhe di prestigio al miglior testo (dedicata alla memoria del paroliere Oscar Avogadro), alla migliore linea melodica e alla migliore e più intensa interpretazione scenica. Tra i succulenti bonus aggiuntivi figurano il “Premio ’Na stella” (titolo di una poetica canzone di Mesolella) offerto dal Virus Studio, che garantirà alla vincitrice la vera e propria incisione professionale di un brano inedito con l’ambita produzione artistica di Ferruccio Spinetti e Alessandro Guasconi. Il Premio Bianca d’Aponte si conferma così non una semplice “vetrina”, ma un vero e proprio osservatorio privilegiato, in grado di offrire alle giovani donne un trampolino di lancio concreto e reale nel difficile mondo della discografia italiana (Info e prenotazioni teatro: info@biancadaponte.it).

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Chiara Pastò: la magia pop del nuovo singolo tra intelligenza artificiale e anima soul

Chiara Pastò torna sulla scena musicale con “I believe in love”, il nuovo singolo in rotazione radiofonica da venerdì 9 ottobre. Un brano straordinario che fonde pop, dance e sfumature soul, accompagnato da un videoclip onirico girato sui Colli Euganei grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale 👇

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Cover, Chiara Pastò
Redazione- Dal 9 ottobre 2026 sarà in rotazione radiofonica “I believe in love”, il nuovo singolo di Chiara Pastò disponibile sulle piattaforme di streaming digitale dal 24 settembre.

“I believe in love” è una dichiarazione d’intenti che celebra la libertà, l’autenticità e la forza di credere nell’amore. Il singolo nasce dal bisogno di vivere secondo la propria natura, rivendicando il diritto di sognare senza ferire gli altri. Come recita il testo: «Io vorrei vivere come mi pare / Ma non per questo vorrei farti del male / Solo vivere libera». La libertà diventa consapevolezza interiore e ricerca di quella pace che la realtà esterna spesso fatica a offrire. Il viaggio descritto è intimo e profondo, affrontato a piedi nudi e guidato da una certezza incrollabile. Il mantra “I believe in love” si fa presa di posizione vitale, rispondendo all’inquietudine e alla smania di senso. Sul piano musicale, il brano fonde pop d’autore, energia dance e calde sfumature soul in un ritmo dinamico e coinvolgente. Ne nasce un contrasto riuscito ed efficace tra la voglia trascinante di ballare e la necessità di guardarsi dentro. Il videoclip traduce la narrazione in immagini luminose, ambientate in scenari naturali dominati da acqua e luce. La natura diventa rifugio di rigenerazione e richiamo al rispetto dell’ambiente, specchio del nostro equilibrio interiore. Tra riflessione e vitalità, il pezzo invita ad ascoltarsi, a proteggere i propri ideali e a non cedere allo sconforto. Un vero inno alla resilienza: credere nell’amore è la scelta più coraggiosa per accendere una luce nel disorientamento del presente.

Commenta l’artista sul nuovo singolo: «Mi piaceva l’idea di raccontare la musica come qualcosa che può davvero salvarci, anche solo per qualche minuto, dalla pesantezza e dalla bruttezza della quotidianità.
Il videoclip parte proprio da una situazione molto semplice: una brutta giornata, il caos, le persone, uno spintone mentre salgo sull’autobus. Sono piccole cose che, sommate, possono condizionare il nostro modo di vivere una giornata. Poi metto le cuffiette, parte la mia canzone e qualcosa cambia. Non cambia necessariamente ciò che c’è fuori, ma cambia il modo in cui io lo percepisco. La musica diventa un rifugio, uno spazio tutto mio in cui ritrovare bellezza, libertà e pace.
C’è anche un significato più profondo: cercare la pace dentro di me, perché fuori, purtroppo, la pace spesso manca. Lo vediamo continuamente nel mondo che ci circonda e proprio per questo credo sia ancora più importante riuscire a coltivare dentro di noi uno spazio di serenità, di rispetto e di bellezza. La natura, in questo percorso, ha un ruolo fondamentale. Credo che stare a contatto con la natura ci permetta di riconnetterci con noi stessi e di ritrovare una serenità che spesso, nella frenesia della vita quotidiana, perdiamo. Per questo penso che rispettarla sia anche un modo per rispettare noi stessi: siamo parte di ciò che ci circonda e non possiamo dimenticarlo.

Da lì nasce anche la parte più visionaria del videoclip, realizzata attraverso l’intelligenza artificiale: quello che accade dentro di me comincia a riflettersi anche all’esterno e la realtà si trasforma in qualcosa di straordinario, quasi magico. La natura diventa così lo specchio di una bellezza interiore che finalmente riesco a ritrovare. Credo molto nel potere della musica. Non può risolvere tutti i problemi, ma può aiutarci a viverli diversamente, a sentirci meno soli e a ritrovare qualcosa di bello anche quando intorno a noi sembra esserci soltanto caos. E forse è proprio questa, per me, una delle forme più autentiche di libertà: riuscire a trovare la pace dentro di sé, rispettare ciò che ci circonda e lasciare che quella pace trasformi anche il modo in cui guardiamo il mondo.»

Il videoclip di “I believe in love”, nato da un’idea di Chiara Pastò e Tiziano Mion, diretto da Elia Pellegrini e ambientato in parte nei suggestivi scenari dei Colli Euganei, traduce in immagini un’idea di libertà autentica e viscerale. Grazie a un linguaggio visivo fortemente evocativo e all’impiego dell’intelligenza artificiale, l’opera modella paesaggi straordinari sospesi tra reale e onirico. La natura cessa di essere un semplice sfondo per farsi protagonista: un rifugio catartico in cui riscoprire l’armonia con l’ambiente e con gli altri, senza mai smettere di ascoltare la propria voce interiore. Ne nasce un viaggio simbolico e consapevole verso la pace interiore, fondato sulla convinzione che la bellezza che custodiamo dentro di noi sia la stessa capace di illuminare il mondo circostante.

Biografia

Chiara Pastò nasce in provincia di Padova e scopre la propria vocazione artistica fin dall’infanzia, quando le prime recite alla scuola materna accendono in lei il desiderio di esplorare il mondo delle note. All’età di tredici anni intraprende lo studio del canto, del violino e del pianoforte — strumento con cui tuttora compone e arrangia —, scegliendo presto di dedicarsi anima e corpo alla voce, vissuta come autentica necessità espressiva dell’anima.

Durante l’adolescenza, gli ascolti del pop internazionale e del cantautorato italiano incontrano la folgorazione per il jazz e il blues. Frequenta il Conservatorio di Vicenza, formandosi con autorevoli figure della scena nazionale e conseguendo nel 2022 la laurea specialistica in Canto Jazz con il massimo dei voti.

Attiva come professionista da circa dieci anni, a fine 2018 (fino al 2023) avvia la collaborazione con l’etichetta Velut Luna, con cui pubblica quattro album tra standard jazz e pop raffinato. Sul fronte live calca palchi prestigiosi: dal Teatro Olimpico di Vicenza allo storico club Alexander Platz di Roma insieme ai Baraonna, fino al festival Uno Jazz & Blues di Sanremo (in cartellone con star del calibro di Herbie Hancock) e all’apertura del concerto dei Ricchi & Poveri in Svizzera per il Christmas Session 2024 con il progetto Illegal Love.

Rifiutando ogni etichetta di genere, Chiara fa della versatilità la propria cifra stilistica. Le sue influenze spaziano dalle grandi voci soul e R&B (Whitney Houston, Beyoncé, Sade, Etta James) al pop moderno (Loreen, Rosalía), fino ai giganti del jazz (Miles Davis, Duke Ellington) e ai maestri della musica italiana (Mina, Ornella Vanoni, Lucio Battisti, Mango, Cesare Cremonini).

Negli ultimi due anni ha dato avvio a una nuova fase incentrata su brani inediti, affiancata da un team di produzione composto da Tiziano Mion (autore, co-compositore e curatore visual) e Cristian Piccinelli (arrangiamenti e registrazioni).

Con l’obiettivo di definire un’identità sonora originale e coraggiosa, Chiara fa della sua musica un porto sicuro per chi ascolta: uno spazio in cui emozionarsi, divertirsi e sentirsi compresi. Guardando verso palcoscenici sempre più ampi in Italia e all’estero, il suo percorso prosegue con la determinazione di chi vuole lasciare un segno duraturo attraverso la verità delle proprie emozioni.

“I believe in love” è il nuovo singolo di Chiara Pastò disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 24 settembre 2026 e in rotazione radiofonica dal 9 ottobre.

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