Rimani in contatto con noi
#

Piana del Cavaliere

Carsoli – La Fortezza De Leoni, il cuore stroico del paese

Pubblicato

a

Carsoli, fortezza De Leoni

Carsoli-  Sulla sommità del colle Sant’Angelo, in posizione dominante sull’abitato di Carsoli e sulla Piana del Cavaliere, sorgono i resti di una delle testimonianze medievali più importanti del territorio: il Castello di Carsoli, conosciuto anche come Forte de’ Leoni. La sua posizione non è casuale: dall’alto del colle era possibile controllare le principali vie di comunicazione e le vallate circostanti.

Le origini della fortificazione sono legate alla storia dell’antico abitato di Carsoli. Dopo la distruzione del borgo ad opera delle incursioni saracene, tra la fine del X e l’inizio dell’XI secolo venne realizzata sul colle una torre di avvistamento, destinata al controllo del territorio.

Le fonti collocano la costruzione della prima fortificazione tra il 996 e il 1000, per iniziativa dei conti dei Marsi. Successivamente la torre venne ampliata e trasformata in una struttura fortificata più complessa, con mura e torri. Un documento dell’anno 1000 cita già il castello di Sancti Angeli o Cellem, mentre nel 1060 la fortificazione risulta abitata da Signolfo, conte dei Marsi.

Attorno alla fortificazione crebbe progressivamente il nucleo medievale di Celle Carsolarum, da cui sarebbe derivato l’antico nome dell’insediamento. Il castello divenne così un importante centro politico e militare della zona e, sotto i Normanni, Carsoli assunse il ruolo di sede dell’omonima contea.

La posizione del castello era particolarmente importante. Dalla sommità del colle era possibile sorvegliare la Piana del Cavaliere, la valle del Mura e le vie che conducevano verso il territorio laziale e il valico del monte Bove.

Nel corso dei secoli la struttura venne più volte modificata e rafforzata. Nel XII secolo furono eseguiti interventi di riparazione, mentre nel periodo angioino la fortificazione venne ulteriormente potenziata. Una tradizione storica collega importanti lavori a Carlo II d’Angiò, nel 1293, quando il sistema difensivo della zona venne rafforzato.

La storia del castello è strettamente legata alle grandi famiglie feudali che si contesero il controllo della Marsica. Dopo il dominio dei conti dei Marsi e di altre famiglie nobili, il castello passò agli Orsini, che ne mantennero il controllo per un lungo periodo.

Successivamente subentrarono i Colonna, che dominarono il territorio fino alla fine del sistema feudale, nel 1806, quando vennero aboliti i feudi.

Questi continui passaggi di proprietà raccontano l’importanza strategica di Carsoli: il castello non era soltanto una struttura difensiva, ma rappresentava il centro del potere sul territorio.

Con il progressivo venir meno della funzione militare, il castello iniziò lentamente a perdere la propria importanza. Nei secoli successivi la struttura andò incontro a un lungo periodo di abbandono e degrado.

La fortificazione, realizzata secondo lo schema del castello-recinto, aveva una particolare pianta a forma di L rovesciata, con una torre principale e altre torri poste lungo il perimetro. Oggi gran parte della struttura è ridotta a rudere, ma sono ancora riconoscibili importanti porzioni delle mura e delle torri.

Non lontano dal castello si trovano inoltre i resti dell’antica chiesa di Sant’Angelo, legata alla storia del colle e dell’insediamento medievale.

Negli ultimi anni sono stati effettuati interventi di messa in sicurezza e recupero di alcune parti della fortificazione, tra cui la torre centrale e il muro di contenimento del terrapieno. Nel 2013, inoltre, la proprietà del castello è passata al Comune di Carsoli, dopo essere stata della famiglia De Leoni.

Oggi il Castello di Carsoli rappresenta molto più di un insieme di ruderi. È una testimonianza della storia millenaria del territorio, un punto panoramico sulla Piana del Cavaliere e un luogo capace di raccontare le trasformazioni che hanno interessato Carsoli dal Medioevo fino ai nostri giorni.

Passeggiare sul colle Sant’Angelo significa, in qualche modo, camminare dentro la storia di Carsoli: tra antiche mura, torri, sentieri e panorami che ricordano l’importanza strategica che questo territorio ha avuto per secoli.

Nota storica: alcune date e attribuzioni relative alle prime fasi del castello variano nelle fonti; per questo è preferibile distinguere tra le tradizioni storiografiche e le attestazioni documentarie.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Piana del Cavaliere

La leggenda della volpe e l’origine del nome Carsoli

Pubblicato

a

Volpe

Carsoli – L’Italia, e in particolar modo il suggestivo territorio di confine tra l’Abruzzo e il Lazio, non è soltanto uno scrigno inestimabile di bellezze paesaggistiche e architettoniche, ma è soprattutto un enorme, affascinante libro di storia a cielo aperto in cui mito, folklore e verità documentale si intrecciano da millenni in un abbraccio indissolubile. È proprio nei piccoli borghi e nelle antiche città di provincia che sopravvivono le storie più curiose e misteriose, tramandate oralmente di generazione in generazione fino ad arrivare intatte fino ai giorni nostri. Una delle tradizioni popolari senza dubbio più curiose, affascinanti e meno note al grande pubblico moderno riguarda addirittura la genesi e l’origine profonda del nome stesso della città di Carsoli. È storicamente e filologicamente accertato che l’antica, potente e strategica città fondata in epoca romana fosse conosciuta in tutta la penisola con il toponimo di Carsioli (o, in alcune varianti storiche, Carseoli). Fondata originariamente come colonia per controllare il fiero popolo italico degli Equi e situata in una posizione di nevralgica importanza lungo il tracciato della via Valeria, la città rappresentava un ponte culturale ed economico fondamentale tra la Capitale dell’Impero e le aspre montagne dell’entroterra. Tuttavia, accanto alla fredda e rigorosa spiegazione storica e linguistica del nome, la fervida tradizione popolare locale ha gelosamente conservato un racconto leggendario dai contorni quasi fiabeschi, legato in modo indissolubile alla figura astuta ed enigmatica di una volpe.

[SCOPRI I SEGRETI E I MITI DEI NOSTRI ANTENATI ROMANI]
Le leggende del passato ti affascinano e vuoi scoprire i misteri su cui si fondava la società dei nostri antichi progenitori? CLICCA QUI per acquistare comodamente su Amazon i migliori e più avvincenti Libri sui Miti, i Riti e le Leggende di Roma Antica: un viaggio letterario imperdibile alle radici della nostra cultura!

La “corsa delle volpi” e l’origine del mito carseolano

La storia orale è spesso uno specchio distorto ma meraviglioso delle antiche usanze pagane e rurali che scandivano i ritmi delle stagioni.
Secondo una versione molto particolareggiata riportata e custodita dalla tradizione antica (e oggi preziosamente ricordata dagli studiosi e dagli storici locali), un misterioso e singolare episodio avvenuto proprio nel cuore del territorio di Carsoli sarebbe stato all’origine della cosiddetta “corsa delle volpi”. Ma di cosa si tratta esattamente? Nell’Antica Roma, il legame tra il mondo agricolo e la fauna selvatica era fortissimo e spesso ritualizzato attraverso cerimonie pubbliche cariche di simbolismo. La leggenda popolare tramanda che l’episodio carseolano legato alla volpe sia diventato talmente celebre nell’antichità da essere indissolubilmente collegato e integrato ai grandi giochi celebrati solennemente a Roma nella giornata del 20 maggio. In epoca romana, infatti, in occasione di specifiche festività legate all’agricoltura e alla protezione dei raccolti dalle malattie (si pensi, ad esempio, alle antiche feste dei Cerealia celebrate in primavera), era usanza diffusa nei circhi liberare delle volpi. Questi animali, considerati spiriti liberi e indomabili dei campi, venivano impiegati in corse rituali che avevano uno scopo apotropaico, ovvero quello di allontanare la malasorte, scongiurare gli incendi estivi e garantire la fertilità delle messi per l’anno a venire. Il fatto che il nome di Carsoli sia stato avvicinato, nella mente del popolo, a un rito così arcaico e importante, dimostra quanto il territorio carseolano fosse considerato vitale per il sostentamento agricolo di Roma.

Il confine sottile tra ricostruzione storica e folklore

Ovviamente, quando ci si addentra in questi meandri affascinanti del passato, occorre mantenere il giusto equilibrio analitico.
È evidente a qualsiasi studioso moderno che questa affascinante storia legata alla volpe e all’origine del nome Carseoli appartenga molto più al fantastico mondo del mito e del folklore contadino piuttosto che a quello della rigida e inoppugnabile ricostruzione storica e filologica (il nome della città ha origini linguistiche ben diverse e stratificate). Ma è proprio per questo preciso motivo, per la sua natura squisitamente leggendaria, che questo racconto riesce a descrivere e a raccontare in modo perfetto quanto fosse già antico, radicato e indissolubile il legame tra la città di Carsoli e le tradizioni popolari, religiose e culturali dell’Impero Romano. Le antiche genti che abitavano la Piana del Cavaliere sentivano il profondo e intimo bisogno di nobilitare e mitizzare le origini della loro terra, legando il nome della propria casa a una creatura furba e rispettata come la volpe, capace di unire idealmente le foreste selvagge dell’Abruzzo con le arene polverose di Roma. Conservare, studiare e tramandare oggi queste preziose leggende, grazie all’incessante e meritorio lavoro di ricercatori, appassionati e storici locali, significa proteggere la vera identità di un territorio. Un’identità fatta non solo di pietre antiche e rovine archeologiche, ma anche e soprattutto di sogni, racconti davanti al fuoco e miti immortali.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Piana del Cavaliere

Oricola onora la sua storia: i due campi da calcetto intitolati a Celestino Liberati e Paolo Silvi

La memoria di un paese vive (e si tramanda) anche attraverso i luoghi dello sport e del divertimento! L’amministrazione comunale di Oricola (AQ), guidata dal Sindaco Antonio Paraninfi, ha infatti deliberato ufficialmente l’intitolazione dei due frequentatissimi campi comunali di calcio a 5 a due illustri concittadini. Da oggi, l’impianto sportivo situato in via Santa Restituta porterà per sempre il nome di Celestino Liberati, mentre il campetto di via dei Gladioli è stato intitolato alla memoria di Paolo Silvi. La Giunta comunale ha finalmente concluso un lunghissimo e complesso iter burocratico (durato mesi) che ha richiesto le rigorose e necessarie autorizzazioni da parte della Soprintendenza Archeologia e Belle Arti, della Deputazione di Storia Patria e, infine, il via libera formale della Prefettura dell’Aquila. Sulle nuove targhe dei campi verranno incise anche le date di nascita e di morte dei due cittadini. Leggete tutti i dettagli dell’iter nel nostro articolo! E per la vostra prossima partitella settimanale con gli amici, non perdetevi il nostro fantastico consiglio sportivo! 👇

Pubblicato

a

Oricola

Oricola (AQ) – In ogni piccolo o grande comune d’Italia, i centri sportivi di quartiere e i classici campetti all’aperto non rappresentano mai dei semplici e freddi fazzoletti di cemento o di erba sintetica. Al contrario, questi luoghi magici costituiscono il vero e proprio cuore pulsante e aggregativo di un’intera comunità, il palcoscenico quotidiano in cui intere generazioni di bambini, adolescenti e adulti si incontrano, crescono insieme, sudano, si sfidano lealmente e stringono amicizie indissolubili rincorrendo un pallone. Proprio per riconoscere e celebrare il profondo valore sociale, umano e storico legato a questi spazi di vitale importanza, l’amministrazione comunale di Oricola (suggestivo e operoso borgo incastonato nella verde Piana del Cavaliere) ha deciso di compiere un gesto dall’altissimo valore civico e simbolico, destinato a rimanere per sempre impresso nella memoria collettiva del paese. Nelle scorse ore, infatti, la Giunta comunale della cittadina abruzzese ha formalmente e solennemente approvato, in via del tutto definitiva, la tanto attesa intitolazione di due importantissime e frequentatissime strutture sportive cittadine dedicate al gioco del calcio a 5. Con questo lodevole e sentito provvedimento ufficiale (registrato agli atti del municipio come la deliberazione numero 48 del 2026), l’amministrazione ha voluto legare indissolubilmente e per l’eternità i luoghi dello sport e del divertimento giovanile al ricordo di due amati concittadini, affinché i ragazzi che scenderanno in campo domani possano leggerne i nomi e tramandarne affettuosamente la memoria.

[SCENDI IN CAMPO CON L’ATTREZZATURA GIUSTA]
Hai organizzato la classica partita settimanale con gli amici e ti serve l’attrezzatura giusta per dominare sul campo in erba sintetica? CLICCA QUI per acquistare comodamente su Amazon i migliori Palloni da Calcio a 5 a rimbalzo controllato e gli Scarpini da calcetto, per prestazioni da vero campione!

Le nuove intitolazioni e il via libera della Giunta

La recente delibera approvata dall’amministrazione locale rappresenta l’atto finale e conclusivo di un lungo percorso burocratico.
Il documento, infatti, si limita a recepire in maniera formale e definitiva tutti i necessari pareri favorevoli e le rigide autorizzazioni di legge arrivate puntualmente dagli enti statali sovraordinati, andando così a completare e chiudere con esito positivo il complesso iter amministrativo che era stato originariamente avviato mesi or sono con la precedente delibera di Giunta (la numero 36). Entrando nello specifico delle scelte toponomastiche, l’amministrazione ha deliberato che l’impianto sportivo (campo di calcio a 5) situato nella centralissima via Santa Restituta venga ufficialmente e perennemente intitolato alla memoria di Celestino Liberati. Parallelamente, il secondo impianto comunale, ovvero l’apprezzato campo di calcio a 5 localizzato in via dei Gladioli, porterà da oggi in poi l’illustre nome di Paolo Silvi. L’importante seduta istituzionale che ha ratificato questo storico momento per lo sport locale è stata presieduta direttamente dal primo cittadino di Oricola, il sindaco Antonio Paraninfi, il quale ha fortemente voluto e sostenuto questa nobile iniziativa della memoria. Alla riunione hanno partecipato attivamente anche l’assessore Egidio D’Ortenzio (figura chiave dell’esecutivo locale) e il segretario comunale Simone Murari, la cui firma ha di fatto sancito la conferma formale e inoppugnabile dei prospetti presentati e delle nuove denominazioni proposte ai cittadini.

Il lungo e complesso iter burocratico italiano

Nel nostro Paese, si sa, l’intitolazione ufficiale di uno spazio pubblico (che si tratti di una piazza, di una via o di un modesto campo sportivo) non è mai una procedura semplice, in quanto richiede il superamento di numerosi, rigidi e doverosi passaggi burocratici volti a tutelare la storia e il patrimonio.
Il virtuoso percorso procedurale portato a termine con enorme tenacia dal Comune di Oricola ha previsto, in primissima battuta, la necessaria e vincolante acquisizione del parere tecnico della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio (ente preposto alla tutela del territorio per le estese Province di L’Aquila e Teramo). Una volta superato questo fondamentale scoglio paesaggistico e culturale, la palla è passata agli uffici del Palazzo di Governo. La Prefettura dell’Aquila, infatti, dopo aver esaminato attentamente l’intero incartamento fornito dal municipio di Oricola, ha rilasciato la propria formale e ufficiale autorizzazione con un atto datato 28 settembre 2026. Questo via libera prefettizio, tuttavia, non sarebbe potuto arrivare senza il previo e vincolante parere favorevole (espresso in data 7 settembre 2026) da parte dell’autorevole Deputazione di Storia Patria. Quest’ultimo ente, custode rigoroso della memoria e delle tradizioni storiche del territorio abruzzese, ha studiato il profilo dei cittadini scelti per l’intitolazione. Proprio su espressa, precisa e categorica indicazione della stessa Deputazione di Storia Patria e della Prefettura, l’amministrazione comunale dovrà ottemperare a un’ultima formalità: le targhe commemorative che verranno fisicamente affisse agli ingressi dei due campi sportivi comunali dovranno riportare in modo chiaro e leggibile non solo il nome, ma anche le precise date di esistenza in vita (nascita e morte) dei due illustri cittadini onorati, ovvero Celestino Liberati e Paolo Silvi. Un piccolo ma preziosissimo dettaglio storico che permetterà alle future generazioni di giovani calciatori oricolani di contestualizzare temporalmente le figure di questi uomini, onorandone il ricordo prima di ogni fischio d’inizio.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Piana del Cavaliere

Festa della Castagna a Tufo di Carsoli: l’arte di Valeria Locritani colora il borgo

La magia dell’autunno, il profumo inconfondibile delle caldarroste fumanti e… la potenza salvifica della street art! Domenica 18 ottobre, in occasione dell’attesissima e storica “Festa della Castagna”, il meraviglioso borgo abruzzese di Tufo di Carsoli vivrà una giornata letteralmente indimenticabile e densa di emozioni! Oltre a celebrare le eccellenze gastronomiche del territorio, nel pomeriggio verrà svelata e inaugurata ufficialmente in pompa magna un’opera d’arte destinata a cambiare il volto del paese: un magnifico murale dipinto direttamente sui gradini di una vecchia scalinata nel cuore del centro storico, firmato dalla talentuosa artista Valeria Locritani! La Pro Loco mantiene il segreto più assoluto sul disegno, preannunciando che verrà svelato “il suo più profondo e originale significato” solo durante la festa. Un esempio bellissimo di come l’arte possa far rinascere i nostri piccoli borghi dimenticati! Ci sarete?👇

Pubblicato

a

Valeria Locritani

Tufo di Carsoli  – L’autunno, con i suoi colori caldi, malinconici e avvolgenti che sfumano dall’oro acceso al rosso mattone, e con quel suo inconfondibile e pungente profumo di legna arsa nei camini che si mescola all’aria frizzante di montagna, rappresenta da sempre la stagione magica per eccellenza per i piccoli, meravigliosi e tenaci borghi dell’entroterra appenninico italiano. In questi scrigni silenziosi di pietra millenaria, dove il tempo sembra scorrere seguendo ritmi più lenti e umani, le antiche tradizioni contadine e popolari si risvegliano prepotentemente dal letargo, trasformando le piazze storiche e i vicoli acciottolati in veri e propri teatri a cielo aperto fatti di aggregazione comunitaria, sapori autentici e genuina gioia di vivere. Ed è esattamente in questa cornice da cartolina, intrisa di fascino e memoria, che il pittoresco e accogliente borgo di Tufo di Carsoli si appresta a vivere uno dei weekend più attesi, sentiti e partecipati dell’intero anno solare. In occasione della celebre e rinomata Festa della Castagna, l’autentico e incontrastato frutto re di queste valli, la comunità locale non si limiterà unicamente a celebrare e degustare le proprie preziosissime eccellenze enogastronomiche, ma ha deciso coraggiosamente di compiere un passo in più, spalancando le porte del paese alla bellezza rigeneratrice dell’arte contemporanea. Nel corso del densissimo programma previsto per il pomeriggio di domenica 18 ottobre 2026, il paese farà infatti da suggestivo palcoscenico per un evento culturale di grandissimo spessore emotivo e simbolico: la presentazione e inaugurazione ufficiale di un magnifico murale dipinto a mano direttamente sui gradini di una scalinata incastonata in uno dei vicoli più caratteristici del centro storico.

Il capolavoro di Valeria Locritani: quando la street art salva i borghi

A firmare e realizzare materialmente questo delicatissimo, prezioso e faticoso intervento di riqualificazione estetica e urbana è stata chiamata l’apprezzata e talentuosa artista Valeria Locritani.
La sua non è stata una semplice commissione pittorica, ma una vera e propria missione d’amore verso il territorio e la sua gente. L’artista, armata di pennelli, colori vividi e tantissima pazienza, completerà definitivamente e minuziosamente gli ultimissimi ritocchi della sua imponente opera artistica proprio nel corso della fredda mattinata di domenica 18 ottobre, lavorando febbrilmente sotto gli occhi curiosi e ammirati dei primissimi visitatori mattutini giunti in paese per la sagra. Questo meticoloso sforzo finale permetterà di svelare l’opera in tutto il suo splendore per l’inaugurazione ufficiale, programmata in pompa magna per le ore pomeridiane. La scelta di dipingere proprio una scalinata non è certamente casuale: negli ultimi anni, il fenomeno della cosiddetta street art (l’arte di strada) si sta rivelando in tutta Italia uno strumento formidabile, potente e pacifico per contrastare l’abbandono e lo spopolamento dei piccoli centri montani e rurali. Trasformare un vecchio vicolo scrostato, anonimo o dimenticato in una tela colorata e in un’attrazione turistica a cielo aperto significa restituire dignità, colore, speranza e orgoglio a un’intera comunità, dimostrando che la bellezza può germogliare e fiorire anche e soprattutto lontano dai grandi e freddi circuiti museali delle metropoli cittadine.

Un significato profondo e segreto svelato dalla Pro Loco

L’intera iniziativa artistica, che si incastona in modo armonico e intelligente all’interno del più vasto e variegato quadro delle attività ricreative, musicali e gastronomiche promosse sul territorio in occasione della manifestazione autunnale, è stata fortemente voluta, sostenuta e patrocinata dalla dinamica e infaticabile Pro Loco di Tufo di Carsoli.
L’associazione, da sempre in primissima linea per la difesa e la valorizzazione certosina delle radici identitarie del borgo, ha voluto creare un alone di grande attesa e affascinante mistero attorno a questo evento pittorico. Attraverso una nota diramata ai cittadini e ai media locali, i vertici della Pro Loco hanno infatti tenuto a specificare, con orgogliosa e marcata enfasi, che non ci si troverà di fronte a un semplice e banale disegno decorativo fine a se stesso, bensì alla “presentazione di un’opera di estrema importanza e significato“ per l’intera collettività. Il soggetto esatto del murale e il messaggio intrinseco che l’artista Valeria Locritani ha voluto imprimere in modo indelebile sui gradini di pietra del vicolo restano, per il momento, rigorosamente top secret per mantenere viva la curiosità. Nel corso dell’atteso evento pubblico pomeridiano, accompagnato dal profumo avvolgente delle caldarroste fumanti e del buon vino novello, gli organizzatori prenderanno finalmente la parola per svelare l’arcano e fornire a tutti i presenti la corretta chiave di lettura dell’intervento pittorico. “Inaugureremo quello che la nostra Artista Valeria Locritani terminerà in mattinata e sveleremo il suo più profondo e originale significato!“, fa sapere con giustificato entusiasmo l’associazione, lanciando un caloroso, sentito e imperdibile invito a tutti i cittadini del circondario e ai numerosi visitatori e turisti attesi a partecipare in massa a questa meravigliosa giornata di festa, arte, rinascita e orgoglio paesano.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Articoli di Tendenza