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Coppa Italia di Subbuteo Tradizionale: Marco Perotti a caccia del bis in Toscana

La magia e la nostalgia del Subbuteo tornano ad animare la Toscana! Sabato 10 e domenica 11 ottobre 2026 l’affascinante Pala Casa Mora di Castiglione della Pescaia (Grosseto) ospiterà l’attesissima Coppa Italia di Subbuteo Tradizionale, evento di cartello organizzato da FISCT e OPES Italia. Il torneo, che promette di richiamare centinaia di iscritti da tutta la Penisola, si disputerà con un fascino d’altri tempi: verranno infatti utilizzati rigorosamente e unicamente panni verdi originali “Astropitch” degli anni ’80! Tra i tantissimi campioni attesi ai tavoli di gioco, i riflettori sono tutti puntati sul talento ternano Marco Perotti (tesserato per il Subbuteo Club Castelfiorentino). Dopo aver trionfato a maggio nel tabellone “Cadetti”, Perotti torna in Maremma con un duplice sogno: qualificarsi nel durissimo girone “Master Gold” tra i fenomeni assoluti del panno verde, oppure puntare al clamoroso bis nel torneo Cadetti, per poi aiutare i compagni fiorentini nella gara a squadre della domenica. Leggi il regolamento completo e le ambizioni del giocatore nel nostro articolo sportivo 👇

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marco perotti sc castelfiorentino firenze 2026

Castiglione della Pescaia (Grosseto) – C’è uno sport antico, romantico e incredibilmente affascinante che non conosce assolutamente l’usura del tempo, ma che anzi continua a rinnovarsi anno dopo anno, facendo battere forte il cuore a migliaia di appassionati di tutte le età a colpi di riproduzioni in miniatura e panni verdi stesi sui tavoli. La stagione agonistica 2026-2027 del calcio in punta di dita entra finalmente e ufficialmente nel vivo delle competizioni, alzando il sipario su uno degli appuntamenti più blasonati, carichi di tensione e maggiormente attesi dell’intero, fittissimo calendario nazionale della FISCT.
Nel prossimo fine settimana (esattamente nelle giornate di sabato 10 e domenica 11 ottobre 2026), l’attesissima Coppa Italia di Subbuteo Tradizionale tornerà a fare tappa fissa in Toscana, accasandosi in quella che è ormai diventata la sua consueta e pittoresca cornice marittima di Castiglione della Pescaia, in provincia di Grosseto. Questa ridente località balneare maremmana ha infatti scelto ormai da diversi anni (con grande intelligenza turistica e sportiva) di ospitare stabilmente, accogliere calorosamente e sostenere economicamente e logisticamente questa spettacolare competizione di assoluto carattere nazionale. L’imponente evento sportivo, che promette di richiamare centinaia di visitatori, è minuziosamente organizzato dai vertici della FISCT (la Federazione Italiana Sportiva Calcio Tavolo), operante in strettissima e proficua collaborazione istituzionale con il Settore Nazionale Subbuteo dell’Opes Italia, Ente di Promozione Sportiva regolarmente riconosciuto e patrocinato dal CONI. La manifestazione, capace di mescolare agonismo puro e sconfinata nostalgia vintage, sarà comodamente ospitata all’interno dell’attrezzata location indoor del Pala Casa Mora.

L’obiettivo di Marco Perotti: difendere il titolo o puntare al Master

In un parterre che si preannuncia gremito di talenti provenienti da ogni regione d’Italia, i riflettori degli addetti ai lavori saranno inevitabilmente e meritatamente puntati anche sulle prestazioni di un atleta che su questi specifici panni verdi toscani ha già saputo scrivere pagine di storia recente.
In rappresentanza della città di Terni sarà infatti fisicamente e agonisticamente presente il talentuoso giocatore umbro Marco Perotti, attualmente e orgogliosamente tesserato per la Fisct con i gloriosi colori del Subbuteo Club Castelfiorentino (Firenze). L’attesa per la sua discesa in campo è altissima e ampiamente giustificata dai risultati passati. È doveroso e giusto ricordare, infatti, che proprio Perotti si laureò brillantemente campione, trionfando in modo assoluto nell’edizione 2025-2026 per quanto concerne il torneo individuale della difficilissima categoria “Cadetti”. Una vittoria memorabile e sudatissima, conquistata proprio qui, all’interno del palazzetto di Castiglione della Pescaia, nel non troppo lontano mese di maggio del 2026. Oggi, a distanza di soli sei mesi da quel trionfo che lo ha consacrato a livello nazionale, il determinato giocatore ternano si ripresenta ai blocchi di partenza con un duplice e ambizioso obiettivo: cercare di fare il salto di qualità definitivo o, in alternativa, riconfermarsi clamorosamente campione assoluto nella stessa categoria. Il serrato cronoprogramma di Perotti prevede la sua presenza fin dalle prime luci dell’alba di sabato 10 ottobre per affrontare le spietate fasi a gironi del difficilissimo torneo individuale, mentre l’intera giornata di domenica 11 ottobre lo vedrà sudare e sbracciarsi al tavolo per giocare compatto e affiatato nel torneo a squadre, schierato fianco a fianco con i compagni del suo attuale club di appartenenza toscano (il già citato Subbuteo Club Castelfiorentino Firenze).

Il format del torneo e il fascino vintage dei panni Astropitch

Dal punto di vista puramente logistico, la Federazione ha già annunciato che si prevede per tutto il weekend una numerosissima e festante presenza di pubblico e atleti delle grandi occasioni, con iscritti pronti a sbarcare in Maremma da letteralmente tutta Italia, sia per l’ambito torneo individuale che per la serratissima e tattica competizione a squadre.
Il rigidissimo e collaudato format matematico della manifestazione sportiva prevede per entrambe le competizioni (singolo e club) un approccio estremamente meritocratico. La fase iniziale sarà strutturata attraverso la minuziosa composizione di gironi eliminatori da 4 giocatori ciascuno (o 4 squadre), formati seguendo le rigorose classifiche e il cervellotico ma equo sistema del “serpentone” per la suddivisione delle teste di serie. Al termine di questa spietata e faticosa fase eliminatoria a gironi, soltanto i primi due e meritevoli classificati di ogni singolo girone staccheranno il pass dorato per partecipare al prestigioso “Tabellone Master Gold” (quello che assegna il titolo assoluto), mentre tutti gli altri giocatori e le squadre classificate agli ultimi due posti non torneranno a casa, ma parteciperanno di diritto al combattutissimo “Tabellone Silver / Cadetti”. Tutti i successivi accoppiamenti matematici della spietata fase ad eliminazione diretta seguiranno pedissequamente le inappellabili guidelines della FISTF attualmente in vigore in Europa. Ma il vero tocco di classe, l’elemento che farà scendere una lacrima di pura e incondizionata nostalgia a tutti gli appassionati più anziani, risiede nei materiali di gioco ufficiali scelti per la competizione nazionale. La Coppa Italia, infatti, non si disputerà su tavoli moderni e iper-veloci, bensì impiegando esclusivamente e rigorosamente panni originali Subbuteo Astropitch originali risalenti ai primissimi anni ’80, sormontati dalle mitiche porte in plastica rigida Replay hw. In ossequio alla massima regolarità sportiva, tutte le singole partite in calendario saranno severamente e imparzialmente arbitrate. Come da ferreo programma, il fischio d’inizio e il primo calcio d’inizio al palloncino, sia il sabato che la domenica, avverrà intorno alle ore 9:00 del mattino.

Le parole di Perotti e i campioni in carica della Coppa Italia

La vigilia del torneo è carica di una fortissima tensione agonistica, palpabile anche nelle dichiarazioni rilasciate a caldo dai veri protagonisti che a breve scenderanno sul panno verde.
«Onestamente, sento che in questo momento sto vivendo un periodo e un buonissimo momento di forma tecnica e mentale», ha commentato lucidamente e orgogliosamente Marco Perotti ai microfoni della stampa locale. «Gli ultimissimi e difficili tornei estivi che ho disputato tra i mesi di agosto e di settembre, prima a Castelfiorentino e poi a Macerata, hanno confermato sul panno verde i miei progressi e mi hanno regalato dei buonissimi risultati, accrescendo la mia autostima. Proprio per questo motivo, mi sto allenando moltissimo e quotidianamente, facendo la spola tra Terni e Roma, per arrivare preparato a questa attesissima Coppa Italia. Il mio obiettivo principale? Spero vivamente, per quanto riguarda l’ambito torneo individuale, di riuscire questa volta a qualificarmi per l’esclusivo Tabellone Master Gold sfidando i campionissimi. Se sfortunatamente non ci riuscirò per qualche incrocio sfortunato nel girone, state certi che cercherò e lotterò per riconfermarmi, puntando a rivincere senza appello il tabellone Cadetti proprio come ho già fatto con orgoglio nel maggio scorso. Infine, per quanto concerne il torneo a squadre della domenica, darò ovviamente e incondizionatamente il mio massimo sforzo tecnico e tattico per contribuire materialmente a raggiungere una buona posizione finale nella classifica generale, lottando per i colori del Subbuteo Club Castelfiorentino Firenze». La concorrenza da battere, però, sarà spietata e titolata. Giova infatti ricordare agli appassionati che l’ultima edizione della Coppa Italia (2025-2026) ha visto trionfare, per quanto riguarda il singolo, il fenomeno Morgan Croce (vincitore del tabellone Master) e lo stesso Marco Perotti (mattatore dei Cadetti). Nelle sfide a squadre, invece, il Master assoluto fu alzato al cielo dalla fortissima compagine del Subbuteo Club Sombrero di San Miniato (Pisa), mentre l’alloro della categoria Cadetti finì dritto nella bacheca del Subbuteo Papata Group di Ponticino (Arezzo). La Maremma è pronta a riaccendere la magia: che lo spettacolo in miniatura abbia finalmente inizio.

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Bisogna essere resilienti e pronti al cambiamento

Lo sport stimola, mette in moto, fa essere parte di un gruppo, fa tirare fuori energie residue, fa confrontarsi, fa incontrare persone in carne e ossa, fa mantenere in forma.

Lo sport fa capire che è sempre importante vivere il momento presente con consapevolezza, intensità, profondità, densità.

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Resilienza

Redazione-  Lo sport stimola, mette in moto, fa essere parte di un gruppo, fa tirare fuori energie residue, fa confrontarsi, fa incontrare persone in carne e ossa, fa mantenere in forma.

Lo sport fa capire che è sempre importante vivere il momento presente con consapevolezza, intensità, profondità, densità.

Lo sport fa prendere direzioni per raggiungere traguardi, mete e obiettivi difficili, sfidanti ma non impossibili superando eventuali imprevisti lungo il percorso con fiducia in sé, con impegno, motivazione, passione e determinazione.

Lo sport libera la mente da tensioni e problemi accumulati durante la giornata o nel corso di altre attività quotidiane meno piacevoli.

Lo sport incrementa consapevolezza, sviluppa autoefficacia consolidando la fiducia in se stessi di riuscire in qualcosa; lo sport incrementa la resilienza, si affrontano e si superano meglio i problemi, le crisi, le difficoltà.

Bisogna essere resilienti e pronti al cambiamento, rimodulare gli obiettivi in base alle proprie condizioni fisiche attuali. L’esperienza serve per andare avanti con pazienza, un passo alla volta, con consapevolezza e rispettando i propri limiti.

La passione per uno sport permette di sperimentarsi, condurre un sano stile di vita fatto di fatica e gioie, di relazioni, di mete e obiettivi da costruire, di situazioni da sperimentare. Lo sport aiuta a elaborare situazioni e problemi, aiuta a trovare soluzioni, a progettare.

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Sport

Isweb Avezzano Under 18 in campo: contro Perugia in palio il girone Elite

La palla ovale marsicana si prepara a vivere una domenica infuocata! Dopo la travolgente e spettacolare vittoria per 55-17 ai danni del Tirreno Rugby Club, la fortissima formazione Under 18 dell’Isweb Avezzano Rugby si giocherà il tutto per tutto. Domenica 27 settembre (fischio d’inizio alle 14:30 sul prato dello storico stadio “Angelo Trombetta”) i giovani orsi gialloneri sfideranno i coetanei del Perugia Rugby Junior in un match senza ritorno. In palio, infatti, c’è il fondamentale e prestigioso accesso al “Girone Elite” di categoria! “Siamo concentratissimi e proveremo a dare il meglio di noi stessi”, ha dichiarato un fiducioso coach Antonio Pelino. Scopri tutti i dettagli della supersfida e l’importanza del vivaio giovanile dell’Avezzano (fondato nel lontano 1977) nel nostro articolo completo 👇

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Isweb Avezzano Under 18

Avezzano – Nel meraviglioso e duro mondo della palla ovale, le sfide che contano davvero non si vincono soltanto grazie all’espressione della forza bruta o al peso del pacchetto di mischia, ma si conquistano soprattutto attraverso la feroce determinazione mentale, il sacrificio corale e la perfetta amalgama del gruppo. È esattamente con questa solida, matura e consapevole attitudine psicologica che la formazione giovanile Under 18 dell’Isweb Avezzano Rugby si sta affacciando a quello che, senza alcun dubbio, rappresenta l’appuntamento più delicato e cruciale dell’intera prima fase della sua stagione sportiva.
Archiviata la stanchezza accumulata nei giorni scorsi, i tenaci e promettenti giovani orsi marsicani si preparano a riallacciare stretti gli scarpini per scendere nuovamente sull’erba del proprio fortino casalingo. Domenica 27 settembre 2026, con fischio d’inizio fissato alle ore 14:30, la possente compagine giallonera incrocerà le armi rugbistiche contro i temibili e organizzatissimi pari età del Perugia Rugby Junior. Non sarà affatto una banale partita di routine o un semplice test amichevole di inizio autunno. Sul piatto della bilancia, infatti, c’è un traguardo enormemente prestigioso per la società abruzzese: la vittoria in questo scontro diretto garantirà l’ambito e fondamentale accesso ufficiale al cosiddetto “Girone Elite” di categoria, il raggruppamento che raccoglie l’eccellenza assoluta del rugby giovanile del centro Italia. Una sfida da far tremare i polsi, che richiederà ai ragazzi una prestazione agonisticamente impeccabile, unita a un bassissimo tasso di errori tecnici e disciplinari.

Lo scontro decisivo allo stadio Trombetta: i giovani orsi sognano in grande

L’attesa in città per questo spareggio di altissimo livello agonistico è palpabile e sta richiamando l’attenzione di tifosi, appassionati e vecchie glorie della palla ovale marsicana. La supersfida domenicale andrà in scena sul glorioso e storico prato dello stadio “Angelo Trombetta” del capoluogo marsicano, un vero e proprio tempio sportivo che negli anni ha visto formarsi e combattere intere generazioni di piloni, mediani e tre quarti abruzzesi.
Raggiungere la qualificazione matematica per il difficilissimo e competitivo Girone Elite non rappresenta esclusivamente una smisurata soddisfazione agonistica e statistica da appuntarsi sul petto, ma costituisce una vera e propria e fondamentale vetrina di crescita tecnica per i giovani atleti dell’Avezzano. Confrontarsi settimana dopo settimana contro le formazioni juniores più attrezzate, ricche e strutturate d’Italia è infatti l’unico modo reale per far maturare il talento dei ragazzi, testando i loro limiti fisici e psicologici e permettendogli di spiccare il volo verso le ambite rose delle prime squadre professionistiche. L’Isweb Avezzano è perfettamente consapevole dell’importanza di questa ghiottissima opportunità di mettersi definitivamente in mostra, e la dirigenza ha chiamato a raccolta l’intera cittadinanza per gremire calorosamente le tribune dell’Angelo Trombetta, offrendo ai giovanissimi atleti il fondamentale e insostituibile supporto del proverbiale e rumorosissimo “sedicesimo uomo” in campo.

Il cammino giallonero: la grande spinta dopo la netta vittoria sul Tirreno

Se la pressione per la posta in palio è altissima, va tuttavia sottolineato come lo stato di forma psico-fisica dei ragazzi abruzzesi sia attualmente ai massimi livelli stagionali. Il XV giallonero approda infatti a questo delicatissimo bivio stagionale potendo contare sul fortissimo e inebriante slancio emotivo derivante dall’ultima e spettacolare uscita di campionato.
Pochi giorni fa, proprio i giovani orsi della formazione Under 18 si sono resi protagonisti di una prestazione maiuscola e tecnicamente straripante, spazzando via senza appello la resistenza della compagine laziale del Tirreno Rugby Club. Il match si è concluso con un perentorio e inequivocabile punteggio finale di 55 a 17 in favore dei marsicani. Questa larghissima e convincente vittoria ha avuto il grande merito di sbloccare mentalmente il gruppo, dimostrando non solo un’ottima tenuta atletica nei minuti finali di gioco (spesso fatali per cali di concentrazione in questa delicata fascia d’età), ma evidenziando anche una fluidità eccellente nei meccanismi dei trequarti e un solido dominio territoriale espresso dagli avanti nei punti d’incontro e nelle rimesse laterali. Un successo rotondo e meritato, che tuttavia non ha generato presunzione tra le file della squadra: l’Isweb Avezzano arriva alla decisiva gara contro la corazzata del Perugia con grandissimo entusiasmo e con una rinnovata e solida consapevolezza dei propri mezzi tecnici, ma mantenendo al contempo i piedi ben piantati per terra e portando il massimo, profondo e sportivo rispetto agonistico nei confronti del fortissimo avversario umbro.

Le parole di coach Antonio Pelino: “Lavoriamo ogni giorno per migliorarci”

A tenere le redini psicologiche del gruppo e a dosare sapientemente l’adrenalina in spogliatoio, ci sta pensando lo staff tecnico marsicano. A tal proposito, sono arrivate puntuali, lucide e misurate le dichiarazioni del preparatissimo allenatore della formazione giovanile, pronto a caricare i suoi ragazzi in vista del match di domenica pomeriggio.
«Senza usare troppi giri di parole, ci aspetta sicuramente una sfida fisica e mentale davvero impegnativa. Affronteremo un avversario duro, che rispettiamo profondamente ma che non vediamo assolutamente l’ora di poter affrontare a viso aperto sul rettangolo di gioco», ha commentato con pragmatismo e serietà il coach Antonio Pelino. «In questi giorni caldi siamo rimasti estremamente concentrati esclusivamente sulla nostra prestazione, senza distrazioni esterne. Lavoriamo duramente, sudando ogni singolo giorno sul campo per migliorarci tatticamente e per limare le nostre imperfezioni strutturali. Sono assolutamente sicuro e fiducioso che i ragazzi, dal primo all’ultimo minuto di gioco, proveranno a dare il massimo di quello che hanno dentro». Il nutrito gruppo di giovani rugbisti si è infatti preparato con un’intensità agonistica rara durante l’intero arco della settimana lavorativa, focalizzandosi in maniera maniacale e chirurgica sugli aspetti tecnici, tattici e disciplinari che erano emersi durante le sedute di video-analisi dell’ultima gara disputata, puntando a mantenere costantemente alta e viva la concentrazione in vista di quella che rappresenta un vero e proprio e ineludibile passaggio significativo nell’arduo percorso di maturazione della squadra.

Dal 1977 un simbolo per la Marsica: l’importanza del vivaio per l’Avezzano

L’eccezionale cammino sportivo e umano intrapreso in questi mesi dalla promettentissima formazione Under 18 non rappresenta in alcun modo un evento casuale o fortuito, ma è piuttosto il frutto diretto e tangibile di una filosofia sportiva aziendale che ha radici lontanissime nel tempo.
La grandissima e blasonata famiglia dell’Avezzano Rugby può infatti vantare una storia sportiva lunga e gloriosissima, essendo stata ufficialmente fondata nel lontano e ormai pionieristico 1977. Fin dai primissimi giorni della sua lunga attività agonistica, la storica società marsicana ha sempre creduto ciecamente, investendo ingenti risorse fisiche ed economiche, nel fondamentale e vitale ruolo formativo del proprio settore giovanile e del minirugby. Coltivare il talento dei giovani ragazzi del territorio, sottraendoli ai pericoli della strada per educarli ai ferrei e nobili valori di questo splendido e antico sport (quali il rispetto incondizionato per l’avversario e per le decisioni dell’arbitro, il sacrificio per il compagno di squadra in difficoltà, la disciplina tattica e l’assoluta lealtà sportiva), è sempre stata la vera e propria vocazione e missione sociale e primaria del club giallonero. La partitissima di domenica contro la formazione umbra del Perugia si inserisce perfettamente in questo magico solco di pura e cristallina tradizione ovale. La città intera e tutti i grandi appassionati della palla ovale sono quindi chiamati a raccolta domenica 27 settembre per sostenere, incoraggiare e spingere i propri giovani campioni. Perché, come recita uno dei più antichi e celebri proverbi del mondo anglosassone, nel rugby ci sono i giocatori che suonano il piano e quelli che lo spostano. Domenica, per accedere al Girone Elite, i giovani orsi dell’Avezzano dovranno dimostrare di saper fare magnificamente entrambe le cose.

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Sport

Pippo Ricci alla LUMSA di Roma: “Godetevi l’università, io in campo ho scelto di essere Robin”

Lezione di sport e di vita all’Università LUMSA di Roma! L’ala della Nazionale italiana di basket e capitano dell’Olimpia Milano, Pippo Ricci, ha incantato le matricole in occasione dei Welcome Days: “Non accontentatevi, siate curiosi, andate a lezione e riempite le vostre giornate, perché questi sono gli anni più belli”. L’atleta (laureato in matematica) ha svelato la sua filosofia, che lo ha portato anche a finanziare una scuola in Tanzania: “In campo e nella vita ho sempre voluto essere Robin, il gregario che fa il lavoro sporco per la squadra senza apparire nelle statistiche”. Infine, una battuta sull’entusiasmante ritorno del basket di alto livello nella Capitale: “Maxima e BC Roma alzano il livello del campionato. Non vedo l’ora di sfidare il mio amico Nico Mannion e sbancare il PalaEur”. Chiuderà la carriera a Roma? “Il mio cuore ora dice Milano, lì è nato mio figlio, ma nel destino non si sa mai”. Leggi tutte le sue bellissime dichiarazioni nel nostro articolo 👇

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Pippo Ricci

Roma – In un mondo dello sport professionistico dominato troppo spesso da un esasperato individualismo e da una feroce ricerca della gloria personale a tutti i costi, ascoltare le parole pacate e profonde di un grande campione affermato rappresenta una boccata d’ossigeno per le nuove generazioni. È esattamente questo il bellissimo clima di entusiasmo e di sana ispirazione che si è respirato in queste ore tra le aule dell’Università LUMSA della Capitale, in occasione dei tanto attesi Welcome Days.
Il programma ufficiale di accoglienza istituzionale dedicato alle giovanissime matricole (organizzato meticolosamente dai dipartimenti GEPLI e DISU dell’ateneo, diretti rispettivamente dal professor Filippo Giordano e dalla professoressa Caterina Fiorilli) ha ospitato un relatore d’assoluta eccezione, capace di incantare la platea studentesca: Pippo Ricci. La formidabile ala dell’Olimpia Milano e colonna portante della Nazionale italiana di basket, che vanta nel suo curriculum non solo innumerevoli trofei sportivi ma anche una brillante e sudata laurea in matematica, ha deciso di svestire momentaneamente i panni del cestista per indossare quelli del fratello maggiore. Rivolgendosi direttamente ai giovani studenti appena approdati al mondo accademico, Ricci ha dispensato consigli preziosi su come affrontare non solo le lezioni e gli esami universitari, ma anche le innumerevoli e imprevedibili sfide che la vita adulta porrà inevitabilmente sul loro cammino lavorativo e relazionale.

Il messaggio alle matricole: “Non accontentatevi, riempite le vostre giornate”

Salito in cattedra davanti a centinaia di occhi sognanti, Pippo Ricci ha esordito con un sorriso contagioso, rompendo immediatamente il ghiaccio. «È davvero bellissimo essere qui oggi, in questa università stupenda; vi ringrazio di cuore per l’invito», ha dichiarato il campione azzurro.
Il suo discorso si è subito trasformato in un appassionato e sincero inno alla curiosità intellettuale e all’impegno costante. «Il consiglio più grande che mi sento di darvi oggi è quello di non accontentarvi mai della mediocrità. Sforzatevi di fare tante cose, di essere perennemente curiosi, di trovare il coraggio di alzare la mano e fare domande in aula ai professori. Andate a lezione con entusiasmo, divertitevi, godetevi appieno gli anni universitari e impegnatevi al massimo, perché, credetemi, questi sono e resteranno gli anni più belli e formativi della vostra intera esistenza». Il cestista laureato in matematica ha poi voluto condividere con i ragazzi la sua personalissima formula del successo quotidiano: «La giornata di tutti noi è fatta di sole 24 ore. Il mio consiglio, quindi, è quello di riempirla il più possibile. Sfruttate ogni minuto: più cose fate, più vi sentite incredibilmente vivi, forti, padroni del vostro tempo, e in questo modo riuscirete a frequentare l’università con una carica e un’energia inesauribili».

Il cuore oltre il parquet: l’impegno filantropico in Tanzania

Nel corso dell’incontro (inserito all’interno del prestigioso e ricco cartellone di eventi del Rome Future Week), l’attenzione si è rapidamente spostata sull’intensa e lodevole attività filantropica che il capitano dell’Olimpia Milano svolge quotidianamente lontano dai clamori mediatici e dai palazzetti dello sport.
Sollecitato dalle domande sul suo importante ruolo di presidente della Amani Education ODV, Ricci ha spiegato come la mentalità sportiva lo abbia aiutato a sviluppare un fortissimo senso civico e sociale. «Quando vivi ogni giorno le dinamiche di uno spogliatoio e fai parte integrante di una squadra, impari fisiologicamente a pensare agli altri prima che a te stesso. A me, sinceramente, questo altruismo è sempre venuto in maniera molto naturale». Un’inclinazione alla solidarietà che, come ha svelato lo stesso giocatore, affonda le sue radici nei solidi insegnamenti familiari: «Un po’ di questo spirito viene sicuramente dai miei genitori, che sono due eccezionali medici volontari. Sono stati loro a insegnarmi fin da piccolo quanto sia fondamentale e doveroso tendere la mano verso chi ha più bisogno, verso i più deboli e gli ultimi della società. Adesso stiamo costruendo con fatica ed entusiasmo una scuola secondaria in Tanzania, un progetto che sta cambiando materialmente la vita di tantissime persone. Ho finalmente capito come usare il basket e il mio status di giocatore per veicolare un messaggio molto più grande e importante».

Il ruolo del “glue-guy”: perché nello sport e nella vita serve essere Robin

Uno dei passaggi più affascinanti, sorprendenti e applauditi dell’intero intervento di Pippo Ricci ha riguardato il titolo del suo libro autobiografico e la sua peculiare e umile visione del gioco di squadra. Alla domanda se, fin da bambino, volesse davvero essere “Robin” anziché l’eroe principale “Batman”, l’atleta ha risposto con una disarmante onestà intellettuale.
«Può sembrare strano a dirsi, ma è assolutamente così. Il ruolo dell’alleato, del gregario, dell’amico fedele e leale, di quello che magari si accolla il lavoro sporco per far brillare gli altri, mi è sempre piaciuto moltissimo», ha ammesso candidamente Ricci. «Penso che questo ruolo sia profondamente sottovalutato dal pubblico, quando in realtà è l’elemento fondamentale per il successo di qualsiasi gruppo. Negli sport di squadra, i Batman in campo sono uno, due, forse tre al massimo. Tutti gli altri giocatori devono essere dei collanti, i classici “glue-guy”, come si dice nel nostro gergo tecnico. Parliamo di quegli atleti oscuri che pensano agli altri, fanno un blocco decisivo per liberare il tiratore, lottano per prendere un rimbalzo difficile o magari fanno un tagliafuori perfetto per permettere a un compagno di catturare la palla. Sono azioni che non vanno mai a finire nei tabellini e nelle statistiche, ma sono proprio queste giocate invisibili che si rivelano fondamentali per vincere le singole partite e gli interi campionati. Ho capito presto che, se volevo fare carriera e arrivare davvero in alto, dovevo essere un eccellente glue-guy. Dovevo imparare a essere il miglior Robin possibile».

Il basket nella Capitale e il sogno (forse) di chiudere a Milano

L’appuntamento romano è stato anche l’occasione ideale per fare il punto sull’attesissimo, imminente campionato italiano di Serie A e sul grande ritorno del basket di primissimo livello nella Capitale, con un focus speciale sulle due formazioni capitoline pronte a dare battaglia: Maxima e BC Roma.
«Sicuramente la presenza massiccia e competitiva di queste due nuove squadre alza notevolmente il tasso tecnico e lo spettacolo dell’intero campionato nazionale», ha analizzato tecnicamente l’ala della Nazionale. «Anche se della neonata lega europea non si conoscono ancora tutti i dettagli, sono certissimo che il ritorno del basket di alto livello a Roma farà un bene enorme a tutto il nostro movimento sportivo. Personalmente non vedo l’ora di scendere in campo per sfidarle, sia al PalaTiziano che al PalaEur. E per vincerle, ovviamente! La Maxima, almeno sulla carta, sembra avere forse un pochino più di talento puro, ma nella BC Roma c’è il mio grande amico Nico Mannion, e non vedo l’ora di sconfiggerlo sul parquet». Riguardo al suo futuro sportivo e all’eventualità di chiudere la carriera proprio in una squadra romana, Ricci ha mantenuto un profilo cauto e sentimentale: «Chiudere a Roma è un sogno nel cassetto? Chissà, se sarà nel mio destino, perché no? Però sono da poco diventato papà, il mio splendido figlio è nato a Milano, una città dove la mia famiglia sta benissimo e dove io ho l’onore di essere il capitano della squadra. Se dovessi scegliere oggi, su due piedi, vi direi che vorrei chiudere la mia carriera sportiva proprio a Milano. Ma nella vita, e nello sport, vedremo cosa succederà». L’incontro, aperto dai saluti iniziali del Magnifico Rettore professor Francesco Bonini e moderato dalla professoressa Gabriella Foschini, si è concluso con un bellissimo omaggio: la consegna al campione della maglia ufficiale della LUMSA SPORT UNITED. «Iscrivetevi e fate sport per la vostra università, è un’opportunità meravigliosa», è stato il caloroso saluto finale del grande Pippo Ricci.

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