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Cronaca

Giulianova, operazione dei carabinieri contro il riciclaggio: sequestrati autocarri rubati per 250mila euro

🚨 BLITZ DEI CARABINIERI A GIULIANOVA! Scoperta la centrale della ricettazione all’interno di un capannone industriale: sequestrati camion, ruspe e attrezzature edili rubate per oltre 250mila euro. Denunciate tre persone per riciclaggio. Ecco tutti i dettagli dell’operazione lampo 👇#giulianova #cronacanera #carabinieri #teramo #furti #riciclaggio #cronacalocale #pagineutili

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Volante Carabinieri

L’operazione lampo dei militari dell’arma per il contrasto ai reati contro il patrimonio

Giulianova – Una brillante e fulminea operazione di contrasto alla criminalità predatoria e al riciclaggio di veicoli commerciali ha permesso ai militari dell’Arma di smantellare una vera e propria centrale clandestina per lo stoccaggio e la ricettazione di mezzi d’opera e attrezzature da cantiere di ingente valore economico. I Carabinieri della compagnia di Giulianova, a conclusione di una serrata e meticolosa attività info-investigativa sviluppata sul territorio costiero teramano, hanno fatto irruzione all’interno di un grande capannone industriale situato in una zona isolata della periferia artigianale. Il blitz ha consentito di recuperare diversi autocarri, furgoni e macchinari edili pesanti che erano stati rubati nel corso delle ultime settimane ai danni di alcune imprese edili e ditte di trasporto operanti tra le province di Teramo, Pescara e Ascoli Piceno.
L’attività d’indagine ha preso il via a seguito della denuncia sporta da un imprenditore locale, al quale era stato sottratto un prezioso escavatore stradale durante le ore notturne all’interno di un cantiere per il rifacimento della rete fognaria. Gli investigatori dell’Arma, analizzando i tracciati dei sistemi di localizzazione satellitare integrati nei mezzi e visionando i filmati delle telecamere di videosorveglianza urbana dislocate lungo le principali arterie stradali e autostradali della costa, sono riusciti a ricostruire i movimenti dei veicoli rubati. I sospetti si sono concentrati su un costante e anomalo viavai di mezzi pesanti nei pressi della struttura industriale apparentemente abbandonata, spingendo la procura della repubblica a emettere un decreto di perquisizione locale d’urgenza eseguito all’alba dai reparti operativi sul campo.

Il valore dei macchinari sequestrati e la tecnica per falsificare i telai dei veicoli

L’ingresso forzato dei Carabinieri all’interno dei locali industriali ha confermato i sospetti degli inquirenti, svelando un vero e proprio deposito logistico adibito alla custodia e alla successiva alterazione dei veicoli rubati prima della loro reimmissione sul mercato nero o della spedizione verso i paesi dell’est Europa. Nel corso delle perquisizioni, i militari hanno rinvenuto tre autocarri cassonati, un sollevatore telescopico, due generatori di corrente industriali e una quantità impressionante di attrezzature professionali, tra cui martelli demolitori, saldatrici e motoseghe per un valore commerciale complessivo che gli esperti stimano superiore ai duecento cinquanta mila euro. Tutti i beni rinvenuti sono stati sottoposti a sequestro penale giudiziario in attesa delle procedure di restituzione ai legittimi proprietari.
Le verifiche tecniche approfondite, condotte sul posto con l’ausilio di personale specializzato del nucleo operativo, hanno permesso di accertare che i malviventi avevano già avviato le prime operazioni di contraffazione sui mezzi d’opera. La banda utilizzava punzonatrici meccaniche professionali e vernici speciali per alterare i numeri di matricola impressi sui telai dei veicoli e per contraffare le targhette identificative dei motori, con l’obiettivo di rendere estremamente difficile l’identificazione della provenienza illecita dei beni in caso di controlli stradali da parte delle forze di polizia. All’interno del capannone sono stati inoltre rinvenuti e sequestrati numerosi documenti di circolazione in bianco e timbri falsi di uffici della motorizzazione civile, utilizzati per confezionare falsi passaggi di proprietà aziendali.

I provvedimenti giudiziari e il proseguimento delle indagini sul territorio teramano

Al termine delle operazioni di polizia giudiziaria e della catalogazione di tutto il materiale rinvenuto, i Carabinieri hanno provveduto a denunciare in stato di libertà alla procura della repubblica presso il tribunale di Teramo tre persone, tutte di nazionalità italiana e residenti nella zona del litorale abruzzese. I tre soggetti, già noti agli archivi delle forze dell’ordine per reati specifici contro il patrimonio, dovranno rispondere a vario titolo delle gravissime accuse penali di ricettazione in concorso e riciclaggio continuato. I magistrati inquirenti stanno valutando l’adozione di ulteriori misure cautelari personali nei confronti degli indagati per impedire il pericolo di reiterazione dei reati e l’inquinamento delle prove raccolte.
Le indagini dei Carabinieri della compagnia di Giulianova proseguono senza sosta per individuare la rete logistica di basisti e complici che si occupava materialmente di compiere i furti nei cantieri edili e per verificare se il capannone sequestrato sia stato utilizzato in passato per ripulire altri veicoli rubati a livello nazionale. Il comando provinciale dell’Arma ha evidenziato come questo importante risultato operativo si inserisca in un più ampio dispositivo di controllo del territorio finalizzato a tutelare il tessuto produttivo ed economico delle imprese locali, duramente colpite dal fenomeno dei furti di attrezzature che rischiano di paralizzare i lavori pubblici e privati legati alla ricostruzione e allo sviluppo delle infrastrutture abruzzesi.

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Cronaca

Treviso – Tredicenne si butta dalla finestra della scuola , dietro al gesto estremo possibile bullismo

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scuola

Traviso-  Dramma durante la ricreazione in un istituto medio: il ragazzo si ferisce, sale al primo piano e si lascia cadere. È ricoverato in ospedale con gravi fratture. Gli studenti: «Deriso per il modo di parlare»

n volo di quasi quattro metri dal primo piano di una scuola media nell’hinterland di Treviso, preceduto da tagli autoinflitti e consumato nel silenzio di una mattinata che sembrava uguale a tante altre. È il dramma vissuto lunedì scorso da un tredicenne, alunno dell’ultimo anno, ora ricoverato in ospedale con fratture gravi e sul quale i medici mantengono il massimo riserbo, monitorando in particolare l’entità delle lesioni interne per scongiurare conseguenze permanenti. Sulla vicenda, che ha scosso profondamente la comunità scolastica e le famiglie, si allunga ora in modo netto l’ombra del bullismo.

Secondo quanto ricostruito attraverso le testimonianze raccolte tra i banchi, il ragazzino avrebbe covato un disagio profondo, alimentato da episodi di scherno mai emersi chiaramente prima. «Veniva preso in giro da alcuni compagni per il modo di parlare», raccontano i ragazzi che frequentano lo stesso istituto, delineando il quadro di una sofferenza rimasta silenziosa.

La sequenza dell’accaduto fotografa una dinamica rapidissima. Durante la ricreazione, il tredicenne era rientrato nell’edificio con la scusa di dover andare in bagno. All’interno della toilette si sarebbe procurato delle ferite alle braccia. Poi, eludendo la sorveglianza e passando davanti alla sua classe al piano terra senza essere notato, ha raggiunto le scale, è salito al primo piano e, dopo aver aperto una porta di sicurezza, si è lasciato cadere nel vuoto.

A dare l’allarme sono stati insegnanti, collaboratori scolastici e alcuni compagni che lo hanno visto riverso a terra. L’ambulanza del 118, giunta tempestivamente sul posto insieme ai carabinieri, ha stabilito le condizioni critiche del minore prima del trasferimento al pronto soccorso.

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Cronaca

Addio a Wilma De Angelis , cantante e star della cucina in tv

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Wilma De Angelis

Redazione- Il mondo dello spettacolo e della musica piange la scomparsa di Wilma De Angelis, che si è spenta nella giornata di oggi, domenica 11 ottobre 2026, a 96 anni, A dare l’annuncio della scomparsa è stato il nipote, Fabio De Angelis, a cui era particolarmente legata. L’artista non si era mai sposata e non ha mai avuto figli, da diversi anni era vedova del suo compagno storico.

L’esperienza professionale di Wilma De Angelis è iniziata prestissimo, già negli anni ’50, quando ha iniziato a cantare, la popolarità è coincisa con il suo approdo al Festival di Sanremo, datato 1959, dove si è presentata con “Nessuno” e “Per tutta la vita”. Quella fase l’ha poi portata a partecipare la Festival di Napoli, dove si è esibita con “Cerasella”, affiancata da Gloria Christian, a cui ha fatto seguito un duetto storico con Mina.

La cantante è po tornata sul palco dell’Ariston l’anno successivo, dove si è presentata con “Quando vien la sera”, brano che le consente di ottenere un ottimo terzo posto con “Joe Sentieri”, oltre che con la canzone “Splende l’arcobaleno”. E’ però il 1961 l’anno più significativo, l’anno in cui interpreta, sempre al Festival, quella che può essere considerata la sua canzone simbolo, “Patatina”, un brano di Gianni Meccia ripetuto dallo stesso autore. La canzona non ha raggiunto la finale, ma è ancora amatissima e ricordata anche dai più giovani, non a caso è stata uno spunto per quello che è rimasto il suo soprannome, “Miss Patatina” o “La Patatina della canzone italiana”.

Il curriculum di Wilma De Angelis prevede complessivamente nove partecipazioni a Sanremo.

La carriera di Wilma De Angelis è stata trasversale, le ha permesso di ottenere anche importanti successi sul piccolo schermo.

Lei è stata una delle prime a condurre un programma di cucina, genere oggi onnipresente sui palinsesti. A puntare su di lei è stato Paolo Limiti, che l’ha voluta alla guida di “Telemenù”, poi diventato “Sale, pepe e fantasia”, in onda su Telemontecarlo da fine anni ’70 per ben 18 anni. I fornelli sono così diventati per lei un po’ il suo mondo, a quello hanno fatto seguito altri format amati dal pubblico, come “La spesa di Wilma”, “Complimenti allo chef”,” A pranzo con Wilma”, occasione per mettersi alla prova con ricette interessanti, che lei cucinava in prima persona, ma anche per conoscere diversi Vip, che lei ospitava in ogni puntata.

L’amore per la musica non si è però mai ovviamente del tutto spento in lei, negli anni ’80 ha così deciso di incidere nuovamente alcuni dischi, affiancata da Ricky Gianco e gli Oldies.

Non sono mancate anche alcune esperienze da attrice, come quella nel film “Femmine contro maschi”, diretto da Fausto Brizzi. Tanti ricordano inoltre la sua versione di “Bad Romance” di Lady Gaga, diventata “Dimmi di sì”.

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Cronaca

Paradosso a Trieste, volontari pro-migranti in sciopero: “Sospendiamo gli aiuti, siamo minacciati e aggrediti da loro”

Ha del clamoroso la protesta andata in scena a Trieste: i volontari pro-migranti che da anni presidiano Piazza Libertà per accogliere i profughi della Rotta Balcanica sono entrati in sciopero contro… i migranti stessi! Le storiche associazioni “Linea d’Ombra” e “Fornelli Resistenti” hanno incrociato le braccia, annunciando che per un’intera settimana non forniranno più cibo, cure e assistenza. Il motivo? Sono stati minacciati, insultati e aggrediti fisicamente! Gian Andrea Franchi, vicepresidente di Linea d’Ombra, ha rivelato una situazione fuori controllo: “Un ex detenuto afghano ci ha quasi strattonati e aggrediti verbalmente. Ci accusa assurdamente di essere la causa del suo arresto!”. Questo individuo, spalleggiato da un connazionale, starebbe istigando e influenzando anche un gruppetto di altri migranti presenti nella piazza, rendendo impossibile per i volontari operare in sicurezza senza rischiare l’incolumità personale. Un vero e proprio cortocircuito dell’accoglienza! Leggete il nostro articolo per tutti i dettagli di questo amaro paradosso. E a proposito di aggressioni in strada, non lasciate mai sguarnita la vostra abitazione: proteggete la vostra famiglia con il potentissimo Kit di Videosorveglianza Smart con allarme integrato, oggi in clamoroso sconto su Amazon! 👇

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migranti

Trieste  – Per anni, il piazzale antistante la stazione ferroviaria di Trieste è stato il crocevia disperato e silenzioso di migliaia di esseri umani. Piazza Libertà è storicamente nota alle cronache come il punto di approdo finale, il capolinea italiano della famigerata e durissima “rotta balcanica”. Qui, ogni giorno e ogni notte, esseri umani stremati dai chilometri percorsi a piedi trovano, o meglio trovavano, un primo pasto caldo e medicazioni basilari. A fornire questo fondamentale e instancabile supporto logistico e umano sono sempre state le associazioni di volontariato locale. Eppure, in queste ore, è andato in scena un clamoroso e amaro paradosso che sta facendo discutere l’intera città e la politica nazionale: i volontari hanno deciso di incrociare le braccia, proclamando una sorta di clamoroso “sciopero bianco” dell’assistenza. Il motivo? Sono diventati bersaglio di pesanti aggressioni, minacce fisiche e insulti perpetrati proprio da alcuni dei migranti richiedenti asilo che da anni cercano di aiutare.

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La drastica decisione: stop a cibo e cure per una settimana

A prendere questa drastica, dolorosa ma inevitabile decisione sono state le storiche associazioni Linea d’Ombra e Fornelli Resistenti, i cui membri presidiano instancabilmente Piazza Libertà con banchetti, pentoloni di cibo fumante e kit di primo soccorso. I responsabili hanno comunicato ufficialmente che, per l’intera durata di una settimana, verrà meno il loro encomiabile impegno quotidiano nell’offrire supporto e rifornimenti a chi arriva in Italia. Non si tratta di un passo indietro rispetto ai propri ideali di solidarietà e accoglienza, bensì di un grido di allarme disperato legato alla tutela della propria incolumità personale. La situazione in piazza è infatti drasticamente degenerata negli ultimi tempi: i volontari hanno denunciato pubblicamente, senza mezzi termini, di aver subito ripetute e gravi minacce da parte di pusher stranieri che gravitano nell’area e da un gruppo specifico di immigrati stanziali nella zona.

Il racconto del vicepresidente: “Aggrediti e strattonati”

A fare luce sulle precise dinamiche che hanno portato al blocco delle attività assistenziali è stato Gian Andrea Franchi, storico vice presidente dell’associazione Linea d’Ombra, che ha spiegato la complessa situazione alla stampa locale triestina. «In questi ultimi giorni si sono verificati episodi spiacevoli, gravissimi e del tutto inaccettabili», ha dichiarato Franchi, visibilmente amareggiato per la piega presa dagli eventi. Il vicepresidente ha puntato il dito contro un individuo in particolare, descritto come un soggetto altamente instabile e pericoloso. «Un cittadino afghano, che ha alle spalle un passato da ex detenuto, ci ha ripetutamente minacciati e ci ha aggrediti verbalmente in modo estremamente violento, arrivando quasi a strattonarci fisicamente durante lo svolgimento delle nostre mansioni volontarie».

La dinamica: l’ex detenuto, le accuse e l’influenza sul gruppo

Ma cosa ha scatenato un simile livello di astio nei confronti di chi distribuisce cibo e coperte gratuitamente? La spiegazione, paradossale, risiede nelle logiche distorte della microcriminalità di strada. Secondo quanto riportato, questo cittadino afghano (un volto già ampiamente noto alle forze dell’ordine locali per i suoi trascorsi giudiziari) avrebbe maturato l’insana e infondata convinzione che i volontari stessi siano in qualche modo i diretti responsabili della sua passata incarcerazione, riversando su di loro accuse deliranti e una rabbia cieca. Il problema è che l’individuo non sta agendo in solitaria. «Lui e un altro suo connazionale stanno purtroppo influenzando negativamente anche altri migranti che si trovano in piazza», ha spiegato ancora Franchi. «Si tratta in realtà di un piccolo gruppo di facinorosi, ma la situazione generale è diventata talmente problematica e tesa da non garantirci più i requisiti minimi di sicurezza per poter operare serenamente». Il presidio solidale si ferma, dunque, lasciando un vuoto nell’accoglienza ma accendendo un faro ineludibile sul problema della gestione della sicurezza e della criminalità nelle zone di frontiera, dove la solidarietà rischia, drammaticamente, di trasformarsi in un bersaglio.

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